Il cardinale Schönborn a Korazym.org: "Il mondo ha bisogno di misericordia"
Feb 04, 2008
Dopo la presentazione dei giorni scorsi, entra nel vivo la preparazione del primo Congresso mondiale della misericordia in programma a Roma ad aprile. Il significato dell'evento spiegato a Korazym.org dall'arcivescovo di Vienna.
(korazym.org, 04/02/2008) La Divina Misericordia può cambiare il mondo! E’ una rivoluzione di amore capace di sradicare il male e di seminare invece il bene. Papa Benedetto XVI spiega nell’Angelus del 23 febbraio dello scorso anno: “Soltanto la misericordia di Dio incarnatasi in Gesù può ristabilire l’equilibrio del mondo tra il male e il bene, iniziando dal piccolo “mondo” che è il cuore dell’uomo".
Ecco il perché del primo Congresso mondiale della Misericordia a Roma dal 2 al 6 aprile 2008, a tre anni dalla morte di Papa Giovanni Paolo II, avvenuta alla vigilia della Festa della Divina Misericordia 2005. Tanti gli eventi in meno di una settimana:sessioni plenarie, celebrazioni eucaristiche, veglie di preghiera, fiaccolata nelle strade di Roma, gruppi di lavoro e tavole rotonde su una vasta scelta di argomenti (teologici, pastorali, biblici), diffusione del messaggio tramite il Festival della Misericordia.
“Oggi il mondo ha più bisogno di misericordia - dice a Korazym.org il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna -. Credo che in tutti i tempi noi uomini peccatori perché siamo tutti poveri davanti a Dio e davanti ai fratelli, siamo poveri. Nel nostro tempo il bisogno di misericordia è particolarmente profondo perché ci sono tante difficoltà nella vita quotidiana nelle famiglie nelle relazioni nella ricerca della identità anche a livello di pace trai i popoli”.
In concreto?
“Chi può costruire la riconciliazione in Sri Lanka o la pace in Medio Oriente? E poi quante famiglie conoscono la divisione e la separazione! Quanta la sofferenza per i giovani di vivere queste situazioni. Quanto bisogno di sperimentare la Divina Misericordia anche attraverso questi drammi familiari. Come fare se non c’è la Misericordia che Dio ci dona e che noi ci concediamo a vicenda?”.
A chi è rivolto l’invito di questo congresso? Diventerà un po’ come i Congressi Eucaristici internazionali e nazionali?
“L’ invito è aperto a tutti i gruppi nazionali e continentali, a tutti movimenti. Non abbiamo fissato un numero, è un congresso aperto aspettiamo coloro che vengono e vedremo. Sarà una congresso apostolico, cioè pratico. E come un congresso eucaristico, l’idea è di fare incontri nazionali e poi di nuovo tornare a riunirsi tutti insieme”.
Giovanni Paolo II di fatto consacrò il mondo alla Divina Misericordia nel suo ultimo viaggio in Polonia, proprio al Santuario di Lagiewniki. Benedetto XVI ripeterà questa consacrazione nella messa del 2 aprile prossimo?
“Non lo so. In ogni caso vale ciò che ha fatto Giovanni Paolo II. Rimane ed è valido per sempre”.
Giovanni Paolo II è stato l’apostolo della Divina Misericoricordia, la sua stessa morte è stata segnata dalla Misericordia. Ora papa Benedetto è l’apostolo della Carità. Quale è il legame teologico?
“In questa tematica c’è continuità perché in questa tematica c’è unità. Non c’è carità senza misericordia e non c’è misericordia senza carità. La carità è il cuore della misericordia. Da dove viene e sorge la misericordia se non da un cuore che vive l’amore e vive la carità? La misericordia è nel cuore del Vangelo. E se il Vangelo è per oggi, la misericordia è per oggi”.