Il mistero della Misericordia: tesoro della Chiesa
Apr 04, 2008
Il Cardinale Backis spiega l’intreccio tra questa devozione e la Lituania.
ROMA, giovedì, 3 aprile 2008 (ZENIT.org).- Intervenendo a Roma, questo giovedì, al Primo Congresso Mondiale sulla Divina Misericordia, il Cardinale Audrys J. Backis, Arcivescovo di Vilnius, ha spiegato quanto la storia della Lituania e l’essenza della spiritualità cristiana si intreccino con la Misericordia.
Il porporato ha esordito raccontando che il primo quadro di Gesù Misericordioso, come indicato da suor Faustina Kowalska, è stato dipinto a Vilnius nel 1934 da Eugeniousz Kazimirowski.
Il quadro è stato esposto per la prima volta al triduo di chiusura del Giubileo della Redenzione (1935) presso il santuario della Porta dell’Aurora di Vilnius, ove da secoli è collocata l’immagine miracolosa della Madre della Misericordia.
L'ultimo giorno del triduo era proprio la seconda domenica di Pasqua, e l’omelia fu pronunciata da don Sopocko, confessore di suor Faustina.
Il quadro di Gesù Misericordioso nascosto in vari luoghi durante la Seconda Guerra Mondiale e l’occupazione sovietica della Lituania, si è miracolosamente conservato intatto, e dopo molte peregrinazioni è stato riportato a Vilnius nel 1986.
Dato l’alto numero di visitatori dal 2005 è esposto al Santuario dedicato alla Divina Misericordia a Vilnius.
“Esistono oggi diversi quadri di Gesù Misericordioso”, ha constatato l’Arcivescovo di Vilnius. “Ogni immagine sacra è un segno, o come scrive Suor Faustina ‘il recipiente’ dal quale gli uomini debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia”.
“Questi segni sono ricchi di un significato che ci aiuta e ci invita a scoprire il volto di Dio, che è Misericordia”, ha sottolineato il Cardinale Backis.
Sulla Coroncina della Misericordia, la preghiera dettata da Gesù a santa Faustina, il Cardinale ha spiegato che si tratta di “un invito a immergerci nella Passione di Gesù Cristo”, in particolar modo nel suo affidamento al Padre, nel momento della morte, alle tre del pomeriggio “ora di grande misericordia per il mondo intero”.
In merito al sacramento della riconciliazione, l’Arcivescovo di Vilnius ha affermato che “la rivelazione della Divina Misericordia, viene perpetuata ogni giorno nell’Eucaristia, memoriale della Passione, Morte e Risurrezione del Signore”.
“Le nostre preghiere a Gesù Misericordioso – ha aggiunto – ci devono avvicinare spiritualmente alle sorgenti della Misericordia divina e ci devono aiutare a comprendere meglio l’Eucaristia, nella quale è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè Cristo nostra Pasqua”.
Il Cardinale Backis ha poi sottolineato che “nell’Eucaristia Cristo ci viene incontro, ci rende partecipi del suo Corpo e del Suo sangue, per formare un solo corpo. In essa attingiamo la forza per portare la misericordia al mondo intero, perché diventi più umano, e si apra sempre più all’amore del Padre”.
Santa Faustina amava profondamente l’adorazione del Santissimo Sacramento e l’Eucaristia, al punto da scrivere nelle lodi “O Ostia santa” in te “è contenuto il testamento della Divina Misericordia per noi e per i poveri peccatori!”.
La religiosa polacca sosteneva che l’Ostia divina è “sorgente di acqua viva, fuoco dell’amore più puro, medicina per tutte le nostre debolezze”.
La santa passava ore nell’adorazione del Santissimo, di cui ha scritto: “Tutta la forza della mia anima proviene dal Santissimo Sacramento. Tutti i momenti liberi li passo con Lui, Egli è il mio Maestro”.
Il Cardinale ha poi ricordato come Giovanni Paolo II ponesse in risalto il ruolo di Maria nel mistero della redenzione.
“Maria è la madre dei credenti, ha sempre conservato la fede anche quando ha visto il Figlio morire sulla croce e ci aiuta a credere – ha concluso –. Maria è il rifugio dei peccatori” e ci “aiuta ad avvicinare il Dio di misericordia sempre pronto a perdonare”.
L'arcivescovo di Vilnius elogia il presidente per la legge limitatrice degli alcolici
Dec 29, 2007
Gratitudine al presidente della Repubblica lituana Valdas Adamkus per l'attenzione dimostrata verso il problema dell'alcolismo, facendo approvare nonostante le pressioni una legge che limita la pubblicità delle bevande alcoliche, è stata espressa nei giorni scorsi dal cardinale Audrys Juozas Backis, arcivescovo di Vilnius.
(Radio Vaticana) VILNIUS, 28dic07 - Il presule si è detto preoccupato per "l'alcolismo sempre più diffuso tra i giovani, per la degradazione fisica e spirituale che esso provoca" e per "la sottovalutazione che spesso ne danno i politici, anche di fronte ai drammatici dati dei tossicologi". "È triste e insostenibile - ha osservato il cardinale - che il governo lituano, pur indipendente, promuovendo la produzione degli alcolici stia percorrendo la stessa via dell'amministrazione sovietica. È difficile credere che la produzione e la vendita di alcolici siano così importanti per l'economia del Paese, così come la relativa pubblicità per l'industria e per i media". Secondo il card. Backis, "per chi non accetta il pensiero religioso, il concetto di libertà è spesso viziato da radici malate e ferito dall'erosione morale delle coscienze. La libertà viene allora identificata in beni e servizi non regolati da criteri morali, né volti al bene comune o allo sviluppo della società". "Non è certo questo tipo di libertà - ha esclamato - ad avere infiammato la nazione nelle battaglie per l'indipendenza! Il divieto di pubblicizzare e vendere alcolici non è un peso di cui liberarsi in condizioni di democrazia e libero mercato. È tempo di guarire dall'allergia ai divieti". Di qui l'invito del presule a "tutti gli uomini di governo" ad impegnarsi "per il benessere dell'intera società".
«En Lituania falta una sana política familiar»
Jul 31, 2006
En Lituania falta una política dirigida a asegurar una vida decente a las familias, advierte el cardenal Audrys Juozas Bačkis, arzobispo de Vilnius.
ROMA, miércoles, 12 julio 2006 (ZENIT.org).- Es cuanto afirma el purpurado en esta entrevista concedida a Zenit, al término de la visita ad limina Apostolorum de los obispos de las conferencias episcopales de Lituania, Letonia y Estonia, realizada el pasado mes (Zenit, 23 junio 2006).
El cardenal, que en 1994 creó en Lituania un Centro Familiar --donde los novios se preparan al matrimonio y reciben asesoramiento espiritual y psicológico--, habla de la crisis de valores humanos que afronta su país y de los esfuerzos que hace la Iglesia local.
--¿Puede sintetizar el contenido del Informe preparado para la visita ad limina Apostolorum relativo a la Iglesia en Lituania?
--Cardenal Audrys Juozas Bačkis: Es difícil hacer una síntesis del Informe porque nuestros obispos no han concordado todo el Informe, sino que han subrayado los problemas de la familia, la formación de los jóvenes al matrimonio por ejemplo, la secularización de la sociedad que hace perder aquellos valores de la vida y de la familia... Por tanto, estamos haciéndonos europeos, ¡en ese sentido! Diría que ésta es la parte principal, porque el Santo Padre nos ha hablado sobre todo de la familia, por tanto ha acogido este aspecto de nuestro Informe. Por lo demás, como siempre, hay luces y sombras, dificultades y experiencias positivas en el campo de la familia, los centros de la familia, los centros catequéticos, los centros de la juventud... En fin, hay algo que se mueve, son pequeños grupos, pequeñas células, pero que traen esperanza para el futuro. Diría que no hemos insistido en muchos otros problemas como la caída demográfica, la asistencia a los cursos de instrucción religiosa en las escuelas, que llega sólo al 50%. Nos hemos concentrado, sobre todo, en los problemas de la gente que no encuentra muchos valores, que prefiere marcharse incluso fuera para buscar dinero.
--¿Qué impresión ha tenido y cuáles son los argumentos surgidos durante los encuentros con los miembros de la Curia romana?
--Cardenal Audrys Juozas Bačkis: Acabo de salir de un encuentro con el Consejo Pontificio para la Familia, donde hemos hablado de los problemas de la familia, de nuestra participación en el Encuentro Mundial de Valencia y de los otros problemas relativos a los obispos. Hemos reflexionado sobre nuestra responsabilidad como pastores, sobre cómo afrontar algunos problemas, insistiendo sobre todo en la fraternidad entre los obispos. Querría decir que, cuando venimos juntos a Roma, somos en el fondo más libres que cuando nos encontramos en Lituania y debemos tratar diversas cuestiones candentes. En efecto, aquí, en modo muy tranquilo, hemos confraternizado, hemos experimentado esa colegialidad afectiva de la que se habla tanto, hemos visitado las cuatro Basílicas Patriarcales, hemos concelebrado la Misa, ha habido muchos momentos de oración, momentos de fe, hemos venido a las tumbas de los apóstoles Pedro y Pablo, y en fin, hemos tenido la alegría de ver al Santo Padre. Los problemas del clero son las otras cuestiones concretas que hemos suscitado, junto a los problemas relacionados con el estado actual de los sacramentos y de la liturgia. Nos hemos interrogado sobre problemas precisos y concretos: qué debemos hacer, por ejemplo, acerca de la cuestión de las pseudo-apariciones aquí o allá, cómo hay que reaccionar. Y hemos tenido una respuesta muy hermosa: no son cosas que hay que condenar, sino aprovechar para lanzar una sana catequesis dirigida a aquellas personas que van allí movidas quizá por ideas e informaciones equivocadas.
--Durante la Audiencia con Benedicto XVI, al fina de la visita ad limina, el Santo Padre les ha animado a ser siempre «valiente defensores de la vida y la familia». ¿Qué nos puede decir de la situación de la institución familiar en Lituania? ¿En qué modo se está pronunciando la Iglesia al respecto?
--Cardenal Audrys Juozas Bačkis: La Iglesia, como gran familia, es para nosotros una invitación a hacer algo más todavía. Pero como he mencionado al principio, todos nosotros, los obispos, estamos preocupados por esta cuestión, y contemplo con alegría los cursos de preparación al matrimonio, que a lo mejor no se siguen bien fuera de las grandes ciudades por falta de personal cualificado. Pero sobre todo también después del matrimonio sería bonito que las jóvenes parejas siguieran reuniéndose, formando pequeñas comunidades que rezan juntas, que van de excursión juntas, que viajan juntas y se apoyan en la oración para vivir cristianamente su matrimonio en una sociedad secularizada como la nuestra, con una prensa y una televisión que no ayudan a la educación de los hijos. Por tanto, éste es un aspecto.
Otros aspectos son todas aquellas leyes que nos vienen de Bruselas o las Resoluciones que cierta gente trata de traducir en leyes. Debemos llevar adelante todos los esfuerzos necesarios para hacer leyes que sean el mal menor. Por lo tanto tratamos de trabajar en este campo. Por lo demás, creo que son las familias mismas, los padres, quienes se deben organizar y luchar para hacer valer sus derechos, derechos cuya fuente es el Estado, derechos también en el ámbito escolar con el fin de exigir una buena educación en un ambiente sano para los propios hijos. Considero, además, que deben ser los padres --y no los obispos o los sacerdotes-- quienes hablen, son ellos los que deben defender sus derechos y los de sus hijos, así como los derechos a educarles según la propia conciencia y convicción. Creo que algo se está moviendo en la dirección correcta.
--El fenómeno de una gran emigración de la juventud cualificada de Lituania, por razones socieoconómicas, es una de las consecuencias del régimen comunista. ¿Cómo podría responder la Iglesia a esta realidad?
--Cardenal Audrys Juozas Bačkis: No creo que la Iglesia pueda responder. Nosotros podemos activar a la gente para que ame su tierra, su familia, y no ir en busca de aventura quién sabe dónde. Esto tiene que ver con la consciencia. Una persona que ama su país, a sus padres, su ambiente, prefiere quedarse. Creo que éste es un problema más bien del Estado, que no ofrece oportunidades a tantos jóvenes tras acabar sus estudios, y aquí hay verdaderamente una injusticia social creciente. Estamos llegando a ser –exagero-- un poco como América Latina, donde hay gente que es extremadamente rica y puede permitirse todo, y otros a los que les cuesta mantener a su familia. Por lo tanto, para mí, es un problema político-social, y volviendo al tema de la familia, creo que lo que falta más en Lituania actualmente es una sana política familiar. Sí, dan algunas ayudas para los hijos, pero no es esto. Una sana política familiar consiste en ayudar a las familias a poder tener una casa, a poder vivir decentemente y a preparar un futuro para los propios hijos. Si estos problemas no se resuelven, desde el punto de vista social, y si no hay una sana política familiar, puedo decir que logro comprender a los jóvenes que se van, así como que esto me disgusta mucho.
--¿Cuál es actualmente la situación de las vocaciones y de los seminarios en el país, tras las largas persecuciones sufridas a causa del régimen comunista?
--Cardenal Audrys Juozas Bačkis: Diría que la situación es casi estable. El ingreso al seminario no ha aumentado; más bien quizá ha disminuido un poco. Un aumento pasajero tuvimos inmediatamente después de la independencia. Recuerdo que en 1993, cuando reabrí después de 50 años el seminario de Vilnius, se presentaron 22 jóvenes, a muchos de los cuales he ordenado después. Por lo tanto, es una alegría; pero en estos últimos años ordeno a una media de 3-4 sacerdotes, mientras hace 5-10 años eran un grupo más consistente.
Pero hay otro factor, creo, ligado a una selección muy severa. En todas las diócesis hemos introducido un año propedéutico, que es verdaderamente fundamental para el joven que quiere hacerse sacerdote, para saber adónde va exactamente, para su maduración, para la maduración de su vocación y también para los responsables, para que puedan discernir mejor por qué motivos un candidato elige el sacerdocio o si es capaz de ir por esa vía. Por lo tanto, esta experiencia trae resultados óptimos, y veo que los jóvenes que han pasado por esos periodos de formación entran en el seminario como en una pequeña comunidad fraterna, donde se ayudan unos a otros. Pero el número permanece más o menos estable, por ejemplo en Vilnius hay 116 sacerdotes diocesanos, mientras que hace diez años eran un centenar; y sobre todo son muy jóvenes. Creo que el 65% de los sacerdotes tiene menos de 40 años. Para el futuro no será tan importante la edad del clero como el hecho de que sean fieles a su vocación y se hagan apóstoles de la Nueva Evangelización.
--¿Cuál es el mensaje de esperanza que llevará de vuelta de esta experiencia?
--Cardenal Audrys Juozas Bačkis: La alegría, el espíritu fraterno, la comunión fraterna entre nosotros, los obispos. Hemos recibido del Santo Padre una gran ánimo y apoyo, así como en todos los dicasterios a los que hemos ido, y ahora ha llegado para nosotros el momento de reanudar con más entusiasmo el camino que estamos ya realizando. Además, el mensaje principal es el derecho de la familia, y el llamamiento es a hacerlo resonar más en Lituania, porque en mi opinión, cuando hay una familia en la que reina el amor, los numerosos problemas desaparecen. También respecto a las vocaciones: ¡de dónde vienen sino de bellas familias cristianas! Por lo tanto para mí el mensaje es que la familia está en el centro de nuestra preocupación pastoral, así como también el aspecto de la vida que se relaciona con ella. Pedimos al Señor que bendiga a nuestras familias lituanas.
Being a Good Parent as Valuable as Martyrdom or Life in a Monastery
Oct 18, 2004
Matrimony and the family: way of holiness. Symposium organized by the Liepkiemis Cultural Center in Vilnius, Lithuania on October 7, 2001.
(The Baltic Times, 11 October 2001) Being a good parent in today's world is just as sure a way to sanctity as martyrdom or life in a monastery, and just as valuable for the Church and the world, Cardinal Archbishop Audrys Juozas Backis told an Oct. 7 conference in Vilnius.
The event, entitled Marriage and the Family - A Path to Sanctity, commemorated the centenary of the birth of Blessed Josemaría Escrivá, founder of the Catholic institution Opus Dei.
“Blessed Josemaría Escrivá was a true prophet, one of those God sends in every age to wake up the Church and society,” Backis said.
He said Escrivá's teachings on holiness in ordinary life were urgently needed now that the family, society's fundamental institution, was in a deep crisis.
“He saw that sanctity doesn't require becoming a monk or a cleric, but that everyone is called to be holy in their work, family life and social activity,” Backis said.
“Family issues are one of Lithuania's biggest problems,” the Cardinal noted: “And the need is precisely to show that it is possible to live married life in accord with God's plan and the needs of the human person.”
This is Clearly the Work of the Devil
Oct 18, 2004
Lithuanian President Rolandas Paksas stirred up a media storm over his faith in a mystic who wraps people in toilet paper to cure their ills.
(Reuters, March 14, 2003) VILNIUS - President Paksas' claim to be a "believer" in mystic Lena Lolisvili has sparked uproar in the Catholic former Soviet country, which is sensitive about its image abroad after being invited to join the European Union and NATO in 2004.
Local media have dubbed Lolisvili Lithuania's "Rasputin," after the Siberian mystic who wielded influence over Russia's Tsar Nicholas II and Tsarina Alexandra in the early 1900s.
"Lithuania risks becoming the laughing stock of the world," its largest newspaper, Lietuvos Rytas, said Friday.
Lolisvili, an ethnic Georgian who claims God tells her the future and energizes toilet paper she then wraps around her patients, told Paksas in 1996 he would become president.
Paksas has said Lolisvili helped him when he was ill, but has never given details of his treatment.
She was a guest of honor at his inauguration last month, a move critics decried as a throwback to the dark ages.
"This is clearly the work of the devil," said Cardinal Audrys Backis.
Introduced Modern Church Practices in Lithuania
Oct 18, 2004
Born on February 1, 1937, the son of a diplomat in Kaunas, Audrys Juozas Backis remained with his family in France after Lithuania’s 1940 Soviet annexation. He trained for the priesthood at St. Sulpice Seminary outside Paris.
(Inside the Vatican) After studies at Rome’s Gregorian University, he was ordained in 1961, enrolling at the Vatican’s diplomatic school after a stint among Lithuanian Catholics in the United States. Between 1964 and 1973, he served at nunciatures in the Philippines, Costa Rica, Turkey and Nigeria, before returning to the Vatican to work with peace, disarmament and international organizations. Named an archbishop in 1988, he was appointed nuncio to the Netherlands, where he drafted a diplomatic convention signed by the Vatican and Lithuania after its September 1991 independence. Since his March 1992 installation, Backis has served two terms as Lithuanian bishops’ conference president and is a member of the Pontifical Council for Social Communications.
Backis introduced modern church practices in Lithuania, following 50 years of communist oppression. Being Western-trained, he lacked personal experience of the rigors and sufferings of communist-era church life, and some priests objected to the re-imposition of order and discipline after decades without an active church hierarchy. Today, though, the achievements of Backis are generally acknowledged in Lithuania, where Catholics traditionally comprise 80 percent of a population of 3.7 million.
On the Government’s Religious Advisor
Oct 18, 2004
More than six months after the resignation of Petras Plumpa as the government's religious affairs adviser, the long-delayed competition for the position has produced three candidates, the personnel office of the government told Keston News Service from Vilnius. One of them is the choice of the Catholic Church, the major faith in Lithuania.
(Keston News Service, 1 October 2001) The successful candidate is likely to be chosen on 11 October. However, controversy continues about what role the adviser should play - and whether the government should have such an adviser at all.
The post - for which there is a monthly wage of 3080 litas (521 GBP/ 770 USD) - was advertised in early September in the official gazette and by the closing date of 21 September the three candidates who had put themselves forward were Julieta Zirgzdiene, Julius Ratkus and Valdas Zubinas, reported Renata Sadzeviciute of the personnel office.
“I was not aware that these three were the people in the competition,” Archbishop Audrys Backis of the Catholic Archdiocese of Vilnius told Keston on 1 October. Although Catholic leaders had earlier refused to identify their candidate for the post, he admitted to Keston that Ratkus is the candidate the Catholic Church proposed to the government. Asked why he believed Ratkus would be the best candidate, Archbishop Backis responded: “Because he is of good Catholic background. He is studying law and is already making his mark. We do hope the results of the competition will be positive. We hope it will be someone who is a Catholic.”
Asked whether he believed a non-Catholic could fulfil the job's functions, Archbishop Backis declared: “We hope this will not happen. The individual chosen has to be competent about what is a church or a congregation. In Lithuania it is quite difficult if you are not a Catholic. Anyway, practically all the other denominations - except for the Russian Orthodox Church - are very small. The Lutherans for example have just 15,000 adherents.”
Controversy surrounds the work of the previous incumbent. Plumpa, who is now 62, is a Catholic who served long labour camp terms in the Soviet Union for anti-Soviet activity and production of an underground Catholic journal. “The Catholic Church proposed him for the job as adviser some years ago,” Archbishop Backis told Keston. “He did good work.” Asked whether he believed Plumpa had served all religious communities, Archbishop Backis responded: “I think so.”
Archbishop Backis said Plumpa had resigned because “no-one listened to him”. “He was pushed to one side. He said he couldn't achieve anything and so preferred to leave.”
Backis wird in Kurienkreisen eine große Karriere vorausgesagt
Oct 18, 2004
Johannes Paul II. hat einen Monat vor seiner Polen-Reise Schlüsselpositionen der römischen Kurie neu besetzt.
(Internationale Rundschau der MIZ, Mai 1979) Einer der Hauptstrategen der bisherigen vatikanischen Ostpolitik, "Außenminister" Casaroli, wurde zum Pro-Staatssekretär ernannt. Casarolis Nachfolger als Sekretärdes Rates für die öffentlichen Angelegenheiten der Kirche, der als"Außenminister" dem vatikanischen Staatssekretariat zugeordnet ist, wurde der55jährige Achille Silvestrini. Er ist in der Schule des ehemaligen Kardinalstaatssekretärs Tardini aufgewachsen. Auf internationaler Ebene, in Fragen der Abrüstung, des Friedens und derMenschenrechte hat er sich als Bewahrer der naturrechtlichen Prinzipien der Kirche hervorgetan.
Stellvertretender"Außenminister" wurde der erst 42jährige litauische Prälat Audrys Jouzas Backis. Er stammt aus Kaunas und ist der Sohn des Botschafters des alten Litauen in Paris und New York. Backis kann als Anhänger der klassischen vatikanischen Diplomatie gegenüber Litauen alsdem "Bollwerk des Katholizismus im Osten" bezeichnet werden. Er wurde vonJohannes Paul Il. zum vatikanischen Staatsbürger ernannt und gilt als Vertrauter des Papstes. Backis wird in Kurienkreisen eine große Karrierevorausgesagt.
El mayor reto del siguiente pontífice
Oct 16, 2004
Mientras tanto, y aunque no quiso hacer futurismo papal ni entrar en detalles sobre la sucesión, "porque eso hay que tratarlo hasta que ocurra (que muera el Papa), el cardenal Andrys Juozas Backis, arzobispo de Vilnius, Lituania, había dicho antes que el mayor reto del siguiente pontífice será la unidad de los cristianos, cuestión nada fácil, subrayó.
(Fuente desconocida) La unidad de las Iglesias será uno de los mayores retos del siguiente papa, dijo Backis, pero aclaró que "de la sucesión no se debe hablar, sino hasta el momento requerido".
Sus declaraciones ocurrieron en una conferencia de prensa dentro del Simposio Teológico-Pastoral previo al Congreso Eucarístico Internacional que iniciará el próximo domingo.
“La misión del próximo Papa será muy difícil debido a las manifestaciones de guerra y atentados terroristas de los últimos años”, puntualizó el cardenal Backis, quien afirmó:
"La unidad de los cristianos debe llevarse a cabo mediante un diálogo muy estrecho y una acertada comunicación, pues no es posible unificar cultura, tradiciones y costumbres de diversas naciones o regiones, ya que cada quién tiene su manera de conceptuar su doctrina de la Iglesia, aunque se tenga una misma fe."
Expuso, por ejemplo, que las iglesias ortodoxas que antes estuvieron bajo regímenes comunistas, conocidos también como los de atrás de la Cortina de Hierro, que en ellas hay el concepto muy arraigado de nacionalismo religioso y que eso ocurre, entre otras naciones, en Rusia misma, Bulgaria, Rumania o en la misma Grecia.
Los ortodoxos no tienen la mentalidad del catolicismo de una unidad bajo un mismo pastor, que es el Papa, como lo propugna el sumo pontífice. Ellos quieren su propia autonomía, incluso, entre ellas mismas.
Church Will Urge People to Vote in Favour of Membership in the European Union
Oct 07, 2004
Cardinal Audrys Juozas Backis told reporters that his Church will urge people to vote in favour of membership in the European Union. Backis said it is still unclear how the Catholic Church will express its opinion on the matter
(IBN, January/February 2003) After a meeting with Foreign Minister Valionis, Archbishop of Vilnius Cardinal Audrys Juozas Backis told reporters that his Church will urge people to vote in favour of membership in the European Union. Backis said it is still unclear how the Catholic Church will express its opinion on the matter, but the most likely method might be a public statement issued by the Council of Bishops.