Oscar Andrés Cardinal Rodríguez Maradiaga, S.D.B. Oscar Andrés Cardinal Rodríguez Maradiaga, S.D.B.
Function:
Archbishop of Tegucigalpa, Honduras
Title:
Cardinal Priest of Santa Maria della Speranza
Birthdate:
Dec 29, 1942
Country:
Honduras
Elevated:
Feb 21, 2001
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Per il cardinale Maradiaga i consacrati sono come “lettere di Cristo”
Jun 09, 2009

“Essere il guardiano, il fratello del fratello, colui che sapendo che tutto ciò che siamo e abbiamo, lo abbiamo ricevuto, sa fare della propria vita, un'autentica comunione imparando a condividere”. Lo ha detto l'arcivescovo di Tegucigalpa, il cardinale Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, intervenendo all'incontro dei rappresentanti dell'Unione dei Superiori Generali, svoltosi dal 27 al 29 maggio, a Roma, sul tema “Cambiamenti geografici e culturali nella vita della Chiesa: sfide e prospettive” L'Unione dei Superiori Generali – spiega l’agenzia Zenit - è un organismo di diritto pontificio, eretto il 3 gennaio 1955, dalla Sacra Congregazione dei Religiosi come persona giuridica pubblica. All’appuntamento “romano” rappresentanti di diverse famiglie di vita consacrata hanno riflettuto sulle sfide e le opportunità dei rapidi cambiamenti geografici e culturali che hanno caratterizzato il primo decennio del XXI secolo. Il cardinale Rodríguez Maradiaga ha ripercorso sinteticamente i cambiamenti nel mondo e nella Chiesa per sottolineare la necessità di uomini e donne che si consacrino all'apostolato e alla preghiera. Per rendere più consapevoli i presenti dei cambiamenti che hanno portato a nuove sfide religiose tra cristiani e consacrati, il porporato ha precisato che: “per molto tempo noi cristiani abbiamo vissuto con un'immagine fortemente caratterizzata dalla geografia. Questa immagine è cambiata nel senso che il centro di gravità della Chiesa non è più nel nord, ma nel sud, visto che il 75% dei cristiani vive in Asia, Africa e America”. I consacrati, per l'arcivescovo di Tegucigalpa, devono far sì che la loro vita diventi una lettera che Cristo invia agli uomini e alle donne del mondo globalizzato. I consacrati sono come “lettere di Cristo”, ovvero per mezzo di questa vocazione Gesù “continua a scrivere a quanti non credono in Lui attraverso la testimonianza che sappiamo dare”. “Come sarebbe bello, che tutti coloro a cui arriva un consacrato potessero leggere le lettere dal sud al nord con gli occhi del cuore e rispondere con spirito di solidarietà”, ha esortato il cardinale che ha anche aggiunto: “L'Asia sfida la missione, e il continente americano con le sue enormi disuguaglianze corre il pericolo di smettere di essere il continente della speranza”, e ancora: “Non dobbiamo solo lavorare per i deboli, ma vivere con loro, perché il cammino del 'rendersi piccoli' è una testimonianza per la nostra generazione”. Infine l’augurio apostolico: “Nulla è impossibile per chi ama”.

www.oecumene.radiovaticana.org
Spanish Cardenal hondureño pide orar por padre Alberto
Jun 09, 2009
El prelado hondureño opinó que muchas familias se han distanciado porque los niños y jóvenes prefieren ver la televisión

Tegucigalpa,

Honduras
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El cardenal hondureño Oscar Andrés Rodríguez pidió a los feligreses orar por el sacerdote cubano-estadounidense Alberto Cutié, envuelto en un escándalo mediático tras la difusión de unas imágenes donde aparece besándose con una mujer.

"No soy quién para juzgarlo", dijo el cardenal; pero invitó a orar por Cutié para que éste "se arrepienta de sus pecados", según declaraciones que reproduce el diario digital El Salvador.com

El escándalo del padre Alberto ha desatado un nuevo debate acerca del celibato dentro de la Iglesia Católica.

El tema de Cutié es uno de los tantos a los que se refirió el cardenal hondureño este sábado durante una exposición en la capital salvadoreña, cuyo tema central era la influencia de los medios de comunicación en la juventud actual.

El prelado hondureño opinó que muchas familias se han distanciado porque los niños y jóvenes prefieren ver la televisión.

Asimismo, dijo que en sociedades como la europea y estadounidense los niños tratan de imitar la violencia que ven en la televisión y por eso ocurren tiroteos y masacres.

Rodríguez prefirió abstenerse de opinar de la llegada al poder, el 1 de junio, del presidente de la izquierda Mauricio Funes en El Salvador. Dijo que prefería observar su gestión antes de referirse al tema. También evitó hablar de las pandillas, un grave problema en varios países de Centroamérica, incluyendo a Honduras.

/www.elheraldo.hn
Italian Il cardinale Rodríguez Maradiaga invita a riportare l'etica nell'economia
Apr 01, 2009

Il cardinale Óscar Rodríguez Maradiaga, presidente di Caritas Internationalis, ha esortato a rivalutare l'aspetto etico dell'economia, considerando che l'attuale crisi mondiale “è avvenuta perché l'etica è stata emarginata per far posto al perseguimento di una maggiore ricchezza da parte di pochi potenti”. “Possiamo affrontare questa crisi ricucendo la fallita globalizzazione dell'avidità o vederla come un'opportunità per creare una globalizzazione basata su solidarietà, giustizia e pace”, ha affermato il porporato in un comunicato della Caritas inviato all’agenzia Zenit. “I poveri, quelli meno responsabili per la crisi economica, incontreranno enormi difficoltà a far fronte a questa situazione”, ha riconosciuto. “Quando vengono trovati trilioni di dollari per soccorrere il sistema bancario, è moralmente ingiustificabile che alcuni Paesi ricchi abbiano tagliato i fondi destinati agli aiuti. La crisi economica non deve distogliere i Paesi ricchi dal loro dovere di aiutare i Paesi in via di sviluppo”. La crisi, ha osservato il Cardinale Rodríguez Maradiaga, non può neanche “distogliere il G20 dal trovare un accordo giusto e adeguato sui cambiamenti climatici”. Se non ci sarà un “deciso taglio” delle emissioni di gas serra, ha avvertito, “i cambiamenti climatici avranno conseguenze a lungo termine molto più devastanti della crisi economica”. Di fronte a questa situazione, la Caritas esorta il meeting del G20, previsto a Londra per il 2 aprile, a mettere i poveri al centro di una riforma che costruirà una nuova economia basata su giustizia e uguaglianza. Il G20 è un gruppo di Paesi industrializzati e in via di sviluppo che cercheranno politiche coordinate per affrontare la recessione globale. Si discuterà anche della riforma delle istituzioni finanziarie internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale. Secondo la Caritas, la crisi economica avrà un impatto soprattutto sulle popolazioni povere. Nei Paesi in via di sviluppo, almeno 53 milioni di persone entreranno nel vortice della povertà per via della situazione attuale. Lo scorso anno, l'incremento del prezzo di cibo e combustibile ha provocato un aumento dei poveri di circa 135-150 milioni di unità. La Caritas chiede una riforma delle Nazioni Unite, del FMI e della Banca Mondiale per assicurare una maggiore partecipazione ai processi decisionali da parte dei Paesi più svantaggiati.
Spanish Cardenal Rodríguez critica a los que se ciegan y abusan del poder
Mar 11, 2009

Tegucigalpa.-El máximo jerarca de la iglesia católica de Honduras, cardenal Óscar Andrés Rodríguez, reprochó hoy en su homilía dominical a los hombres que se ciegan con el poder y que lo utilizan para su propio beneficio o para satisfacer intereses personales y no para el bien de la colectividad.

“La fidelidad es la que nos ayuda a vencer cualquier tentación. También cada uno de nosotros puede ser seducido por la ambición del poder, que es la tentación más fuerte del ser humano; es muy sutil, pero anida en el corazón y enturbia nuestra vida, enturbia la relaciones humanas y la misión de cada cristiano en el mundo”, dijo.

Agregó que es triste como las personas se ciegan con el poder y quiere utilizarlo para intereses personales.

Parafraseando las escrituras, Indicó que hay otros habitantes del desierto como los animales salvajes y las alimañas que son un complemento de Satanás y representan a todo aquel opresor, a toda injerencia personal que dificulta vivir la fidelidad con Dios. “En el desierto está eso mal”, apuntó.

El prelado hondureño recordó que el Papa Benedicto XVI, cuando comenzó su pontificado, señaló que hay muchos desiertos en el mundo y "no solo esos desiertos que estamos construyendo conscientemente con la destrucción de la naturaleza".

Resaltó que en Honduras dentro de pocos días va a comenzar un periodo tristísimo en el que se queman miles de hectáreas de bosque que van convirtiendo al país en un lugar cada vez más desértico.

“Por qué no somos capaces de decir basta: tenemos que hacer justicia con la naturaleza, se nos fue entregada como administradores conscientes y no abusadores del Poder”, afirmó el jefe de la iglesia católica.

Recordó que este es un mensaje que ha venido repitiendo desde hace treinta años, pero el mismo no se escucha: “no puede celebrar un cristiano una cuaresma digna y después ser destructor del bosque”, acotó.

A juicio del religioso, Honduras se ha convertido en desierto en donde cada quien busca utilizar el poder para su propio beneficio y no para la colectividad.
Spanish Cardenal pide alto a la violencia en los estadios
Mar 02, 2009

Tegucigalpa,

Honduras
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El cardenal hondureño Oscar Andrés Rodríguez hizo un llamado a frenar los altos niveles de violencia en los estadios de Honduras.

"Son malos ejemplos que han venido de otros países", dijo el prelado, destacando que los aficionados que incitan a la violencia imitan lo malo, no lo bueno.

EL Heraldo ha venido publicando una serie acerca del alarmante descenso de aficionados en los estadios, y una de las principales causas es la agresividad e inseguridad que se vive en las gradas.

Rodríguez hizo un llamado a la afición a erradicar "de nuestros estadios" la violencia que trae "consecuencias negativas", entre ellas la baja asistencia a los encuentros deportivos y, consecuentemente, pérdidas económicas.

El prelado manifestó que el espíritu deportivo "es de alegría, de gozo, pero de respeto a los demás".

Invitó a aquellos fanáticos deportivos que se sienten inclinados a la violencia para que "se queden en sus casas" durante los encuentros deportivos.

Estimó el cardenal que la Federación Nacional Autónoma de Fútbol de Honduras (Fenafuth) debe tomar medidas severas. "Estas personas (que llevan la violencia a los estadios) deben ser llevados a la autoridad para que reciban su castigo si no entienden por las buenas".

"El deporte es algo bueno que no podemos reducir a algo negativo" por eso "deben ser sancionados los que van a los estadios con esas intenciones".

Pidió reflexionar a los aficionados hondureños para poner un "hasta aquí nomás" a la violencia en los estadios, que han alejado a las familias por el temor a exponerse ante la inseguridad.
Italian Cardinale Rodríguez Maradiaga: la famiglia, risposta alla crisi
Feb 08, 2009
Intervista al presidente di Caritas Internationalis

di Gilberto Hernández García

CITTA' DEL MESSICO, venerdì, 6 febbraio 2009 (ZENIT.org).- L'Arcivescovo primate dell'Honduras, il Cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, afferma che l'attuale crisi economica ha importanti ripercussioni sullo sviluppo delle famiglie, ma allo stesso tempo che per affrontare questa situazione l'unità familiare sarà un fattore determinante.

Il porporato, presidente di Caritas Internationalis, lo ha detto a ZENIT dopo la sua partecipazione al VI Incontro Mondiale delle Famiglie (IMF), svoltosi a gennaio a Città del Messico.

Lei ha un ampio panorama delle questioni sociali e delle loro ripercussioni sulla famiglia. In questo senso, qual è la problematica che preoccupa di più la Chiesa oggi?

Cardinale Rodríguez Maradiaga: La famiglia stessa; è il punto principale, l'opzione più importante della vita dell'essere umano; rientra quindi nelle nostre preoccupazioni: come fare perché le persone si preparino sempre di più a questa scelta di vita. Tutte le cose grandi si preparano, non si improvvisano, ma molte volte l'opzione più grande della vita che è l'amore, la famiglia, si improvvisa in modo spaventoso. Ci sono famiglie che iniziano per errore e non per una libera scelta. Preparare questa opzione di vita è forse l'obiettivo più grande di ogni evangelizzazione e della pastorale familiare.

Cosa pensa dell'evidente processo di povertà e disuguaglianza di cui soffre l'America Latina e che in molti casi frena lo sviluppo integrale delle famiglie?

Cardinale Rodríguez Maradiaga: Nell'Incontro Mondiale delle Famiglie, un esperto di economia ci ha parlato delle conseguenze della mancanza della famiglia per lo sviluppo economico, per la povertà stessa. Con studi e statistiche ci è stato dimostrato che la salute fisica e quella mentale sono molto migliori nelle famiglie coese piuttosto che in quelle monogenitoriali o disintegrate.

La povertà è molto peggiore nelle famiglie disintegrate che in quelle unite. Per questo ci si è concentrati su vari aspetti: ad esempio sull'istruzione superiore, e sugli ostacoli che si verificano quando ci sono genitori divorziati. Sono aspetti che la stampa sottolinea molto poco, ma vale la pena di concentrarsi su questo.

Si parla del ruolo educativo della famiglia, che alcuni riducono all'educazione scolastica. A questo proposito ci si è concentrati su ciò che significano l'educazione morale in famiglia, l'educazione spirituale, gli aspetti economici e la testimonianza del padre di famiglia, quando tra le vicissitudini della vita è capace di accompagnare con eroismo i propri familiari. Queste sono ricchezze inesplorate e che vale la pena di far conoscere, perché ci sono persone che soffrono e facendo conoscere queste testimonianze si sentono rafforzate.

La povertà è una realtà che nei nostri Paesi cresce anziché diminuire. Ora attraversiamo questa crisi finanziaria molto profonda e si prevede che avrà numerose altre conseguenze.

Alcuni dicono che i Paesi poveri lo sono perché non regolamentano la natalità. Molti governanti lottano contro la povertà con politiche di controllo delle nascite...

Cardinale Rodríguez Maradiaga: Queste politiche di controllo delle nascite sono in realtà di eliminazione della natalità. Contemplano solo una delle prospettive. Si pensa che siamo poveri perché abbiamo molta popolazione e questo è un sofisma. La popolazione è necessaria perché ci sia sviluppo economico; c'è un Paese in America Latina che è stato il primo già negli anni Cinquanta ad applicare riduzioni della natalità. Cosa gli è successo? Non può crescere, e quindi non ha consumatori perché ci siano imprese prospere, deve importare tutto da altri grandi Paesi e ha solo un'economia di sussistenza, non uno sviluppo come dovrebbe essere.

La Chiesa parla chiaramente di paternità e maternità responsabile; la trasmissione della vita è una grande responsabilità da parte dei genitori e non è il prodotto di un disordine; è una grande responsabilità. Così come i Governi hanno la grave responsabilità di cercare il bene comune di tutti i cittadini, e se ci sono cittadini che dovrebbero essere privilegiati sono i poveri e non i ricchi. E' questo il motivo per il quale la Chiesa, che è Madre, insiste profondamente nella sua Dottrina Sociale sul fatto che la famiglia non è un elemento che non entra nella problematica sociale.

Nella Dottrina Sociale della Chiesa un capitolo molto importante è proprio quello della famiglia, perché in questa si tocca molto da vicino tutto ciò che si riferisce alla problematica sociale. La Chiesa ha chiesto sempre ai Governi di preoccuparsi anche delle famiglie povere.

C'è chi ritiene che la Chiesa privilegi solo i ricchi. Cosa ne pensa?

Cardinale Rodríguez Maradiaga: Chi dice questo non conosce la vita della Chiesa. In primo luogo essa non si riduce alla gerarchia; ogni battezzato è Chiesa. Se vediamo tutti gli sviluppi pastorali nel continente ci rendiamo conto del fatto che la Chiesa ha compiuto un'opzione preferenziale per i poveri.

In Messico c'è un caso unico nel nostro continente: imprenditori e persone molto ricche sostengono l'Istituto Messicano di Dottrina Sociale (IMDOSOC), che educa il popolo proprio perché è convinto che uno dei modi migliori per alleviare la povertà sia l'istruzione; l'IMDOSOC ha concesso borse di studio a studenti di Paesi poveri, tra cui Cuba, che sono venuti in Messico con borse totali, per approfondire lo studio della Dottrina Sociale della Chiesa; per questo non si può generalizzare questa idea. Chi esamina la vita della Chiesa comprende che l'opzione preferenziale per i poveri non è poesia, ma realtà.

A volte si critica la morale cattolica perché si oppone all'uso dei preservativi come soluzione per il problema dell'Hiv/Aids, ma voglio dire che il 27% di tutte le opere che ci sono nel mondo a favore di chi è portatore di questa malattia appartiene alla Chiesa cattolica e riceve appena il 2% del Fondo Globale per l'aiuto ai pazienti con Hiv/Aids. Se parliamo di programmi di costruzione di alloggi, ci rendiamo conto di ciò che significa quando si verificano delle catastrofi. Parlo come presidente di Caritas Internationalis, l'istituzione più rispettata per l'opzione preferenziale per i poveri.
Spanish Palestina. el cardenal rodríguez maradiaga ve "repugnante" el ataque israelí por la muerte de "ninos inocentes"
Jan 11, 2009

- El presidente de Caritas Internationalis pide el alto el fuego en Gaza para ayudar a los heridos MADRID, 7 (SERVIMEDIA) El presidente de Caritas Internationalis, el cardenal Óscar Rodríguez Maradiaga, tildó hoy de "repugnante" la ofensiva israelí en Gaza porque lleva consigo la muerte de "niños inocentes" y pidió un alto el fuego para que los heridos sean asistidos.

En una declaración difundida en Roma (Italia), Rodríguez Maradiaga afirmó que "la guerra no puede ser justificada ni por Israel ni por Hamás" y añadió que "cualquier argumento sobre proporcionalidad es moralmente repugnante cuando estamos hablando de la vida de niños inocentes".

El purpurado alertó del grave grave riesgo de crisis humanitaria a la que se enfrenta la población civil de Gaza si no cesa la intervención militar israelí, según informó Cáritas Española.

Rodríguez Maradiaga advirtió de la urgente necesidad de ayudar a las organizaciones humanitarias a socorrer a los enfermos y heridos en Gaza, sobre todo a las mujeres y los niños. "Muchas personas inocentes están sufriendo porque las organizaciones de ayuda no pueden llegar hasta ellos a causa de la intervención militar israelí", lamentó.

El cardenal hizo un llamamento a Estados Unidos, la UE y la comunidad internacional para que ejerzan "toda su presión" y propicien un "alto el fuego inmediato" que permita "socorrer a los heridos".
German Italien: Weihnachtsbotschaft von „Caritas Internationalis“
Dec 28, 2008

Die aktuelle globale Wirtschaftskrise fordert die Geberländer zu einer noch stärkeren Hilfeleistung heraus. Das hat der Präsident des Hilfswerks Caritas Internationalis, Kardinal Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, in seiner Weihnachtsbotschaft betont. In Krisenregionen wie Zimbabwe, Darfur oder Äthiopien erschwerten die wirtschaftlichen Einbrüche und die explodierenden Lebensmittelpreise die Arbeit des Werkes. Die G8-Staaten seien dazu aufgerufen, trotz der schwachen Konjunktur in die Entwicklung der armen Länder zu investieren und für langfristige Lösungen zu sorgen, so Rodríguez.
Spanish Bodas de perla episcopales del Cardenal Rodríguez
Dec 21, 2008

TEGUCIGALPA.- Autoridades de la Iglesia Católica, funcionarios de gobierno, diplomáticos, seres queridos y amigos, asistieron a la cena de solidaridad, realizada en ocasión de celebrar el 30 aniversario de la ordenación episcopal del Cardenal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arzobispo de Tegucigalpa.
 
El festejo fue organizado por integrantes de la Fundación Amigos Solidarios, FUNASOL, en el Centro de Convenciones del Hotel Honduras Maya de Tegucigalpa, donde el homenajeado compartió con los numerosos invitados.
 
Como parte del evento el máximo líder de la Iglesia, ofreció una  conferencia titulada: La política del bien común en Honduras. “Una mirada retrospectiva, situación actual, retos y desafíos. Una visión desde el Evangelio”.
 
Luego de la interesante participación del Cardenal Rodríguez Maradiaga, los asistentes disfrutaron de la magnífica voz de la soprano  Melina Pineda, quien acompañada por la pianista Nelia Chavarría, deleitaron a los asistentes con sus magníficas interpretaciones musicales.

Para culminar se sirvió un rico menú, teniendo como fondo la ejecución con violines del maestro Pascual García.

Los fondos recaudados se destinarán a las obras sociales que realiza la Arquidiócesis de Tegucigalpa.
German Kardinal Maradiaga erhebt die Stimme für die Verfolgten des diktatorischen Regime in Simbabwe
Dec 15, 2008
60.000 Menschen protestieren in Dublin gegen entführte Menschenrechtskämpfer

HARARE/ROM, 15. Dezember 2008 (ZENIT.org).- Die sofortige Freilassung von zwei in Simbabwe entführten Menschenrechtskämpfern fordert der Vorsitzende von Caritas Internationalis, Kardinal Oscar Rodriguez Mardiaga. In einem Mahnbrief bringt er Erzbischof aus Honduras seine „Beunruhigung“ im Hinblick auf die in Simbabwe entführten Menschenrechtskämpfer der Organisation „The Zimbabwe Peace Project“ (ZPP) zum Ausdruck.

„ZZP spielte eine wichtige Rolle bei der Dokumentation der politischen Gewalt in Simbabwe. Bereits im Vorfeld der Präsidentschaftswahl wurde die Organisation sowohl im Inland als auch im Ausland heftig kritisiert“, so der Vorsitzende von Caritas Internationalis.

„Die Nachricht von der Entführung von Jestina Mukoko ist beunruhigend. Es handelt sich um eine Person, die wir vor allem für ihr Engagement für die Menschenrechte und als wertvolle Partnerin der Caritas schätzen. Frau Mukoko und die anderen Menschenrechtskämpfer, die entführt wurden, müssen umgehend freigelassen werden. In Simbabwe muss die Achtung der Gesetze und der Menschenrechte wieder hergestellt werden“, heißt es in einem von Fides veröffentlichten Appell des Vorsitzenden von Caritas Internationalis und Erzbischof von Tegucigalpa (Honduras), in dem er die sofortige Freilassung von Frau Mukoko und den zusammen mit ihr entführten Menschenrechtskämpfern fordert.

Aus Solidarität haben verschiedene nationale Sektionen der Caritas Solidaritätsmärsche veranstaltet. So hat der irische Caritasverband „Trocaire“ am vergangenen Samstag in Dublin einen Marsch im Zeichen der Solidarität mit den Menschen in Simbabwe durchgeführt. Rund 60.000 Iren bezeugten ihre Solidarität für die Opfer des Regime Mugabes, die nach dem Hunger jetzt von Cholera bedroht sind, meldete Fingal. Simbabwe hat schon über 1000 Tote durch die Epidemie zu beklagen. Mit weiteren 16 500 Infizierten ist das marode Gesundheitssystem völlig überfordert.

„Am Montag, den 8. Dezember“, so der Kardinal Maradiaga in seinem Mahnbrief weiter, „wurden zwei ihrer Mitarbeiter ebenfalls aus den Büroräumen verschleppt. Von keinem von ihnen ist der Aufenthaltsort bekannt und niemand zeichnet bisher für die Entführung verantwortlich“

„Die Menschenrechtslage hat sich im Laufe des vergangenen Jahres sehr verschlechtert. Neben der Entbehrung grundlegender Rechte wie zum Beispiel des Rechts auf Lebensmittel und Trinkwasser, Gesundheitsversorgung und Bildung wurden in den vergangenen Monaten auch so genannte illegale Diamantensucher von Polizeibeamten und Soldaten ermordet. Außerdem wurden 70 Personen bei Protestkundgebungen der Gewerkschaften verhaftet und Menschenrechtskämpfer werden systematisch verfolgt“, heißt es in der Verlautbarung.
Viele Krankenhäuser in Simbabwe sind geschlossen, da der öffentliche Dienst kollabiert ist. Jetzt wurde der nationale Notstand ausgerufen und um ausländische Hilfe gebeten. Ursachen für die Epidemie sind wahrscheinlich die ungenügende Trinkwasserversorgung und die mangelhafte Abwasseraufbereitung. 5,5 Millionen Menschen leben in Simbabwe unter katastrophalen hygienischen Bedingungen.
Spanish Cardenal Rodríguez Madariaga: La pandemia ocasiona un sufrimiento humano incalculable
Nov 29, 2008
Con motivo del Día Mundial de la Lucha contra el SIDA, que se celebra el próximo 1 de diciembre, el cardenal hondureño Oscar Rodríguez Maradiaga, arzobispo de Tegucigalpa y presidente de Cáritas Internationalis, ha hecho público el siguiente mensaje:

«Estamos celebrando el 20º Aniversario del Día Mundial del SIDA; sin embargo, sigue siendo necesario un mayor liderazgo en lo que respecta al VIH. A pesar de que ha habido algunos avances, el VIH sigue siendo el mayor obstáculo para lograr los Objetivos de Desarrollo del Milenio. La pandemia ocasiona un sufrimiento humano incalculable. Amenaza la infraestructura social y económica de la familia humana. Hay que hacer más.

En 2009, los niños serán un enfoque clave para Caritas. Actualmente, una tercera parte de los adultos que necesitan los medicamentos antirretrovirales para prolongar su vida y mejorar las condiciones de la misma, los están recibiendo. Sin embargo, únicamente 15% de los niños viviendo con VIH reciben estos medicamentos esenciales. Muchos mueren antes de su segundo cumpleaños. Las empresas farmacéuticas y los gobiernos deben demostrar liderazgo desarrollando formulaciones pediátricas para el VIH y mejorando la realización de pruebas. Nosotros haremos campaña para evitar que se pierdan más vidas de niños vulnerables.

En el 20º Aniversario del Día Mundial del SIDA, estoy inmensamente orgulloso del liderazgo de Caritas Internationalis, sus 162 miembros y sus contrapartes católicas en la respuesta a la pandemia del VIH. Juntos proporcionaremos una gran parte de la atención al VIH en los países en vías de desarrollo. Hacemos incidencia a todos los niveles para acabar con la discriminación y para que se elaboran políticas que tomen en cuenta las necesidades de los más vulnerables a la pandemia. Parte esencial del “capital” de una persona pobre es su buena salud. Seguiremos comprometidos a aumentar ese patrimonio».
German »Ein Aufschrei der Kirche«
Nov 18, 2008
TÜBINGEN. Mit Zorn und Zärtlichkeit an der Seite der Armen? Die Teilnehmer einer Misereor-Tagung in Tübingen nehmen dieses Leitwort des Bischöflichen Hilfswerks ernst. Sie fordern Regierungen und staatliche Stellen auf, endlich ein Hilfspaket für arme Länder zu schnüren und konkrete Schritte für eine gerechtere Wirtschafts-Ordnung zu unternehmen.

Fordern entschiedene Schritte zur Bekämpfung der Armut:  der Tübinger Theologe Albert Biesinger, Kardinal Oscar Rodriguez aus Honduras (Präsident des internationalen Caritas-Verbandes) und Prälat Josef Sayer, Hauptgeschäftsführer von Misereor.

Prälat Josef Sayer wiederholte, was er gegenüber Bundeskanzlerin Angela Merkel bereits vor wenigen Tagen betont hat: In der weltweiten Finanzkrise haben die Regierungschefs »rasch und entschieden gehandelt, damit das System nicht ins Rutschen kommt«. Gleiches sei bei der Bekämpfung der Armut gefordert.

Millionen Menschen hungern

»923 Millionen Menschen hungern«, sagt der Hauptgeschäftsführer von Misereor. Um die Millenniums-Ziele zu verwirklichen, brauche die UNO 83 Milliarden Dollar über fünf Jahre hinweg. Sayer: »Wir erwarten, dass hier genauso entschieden gehandelt wird.«

Der Tübinger Religions-Pädagoge Albert Biesinger hat einen »Aufschrei der Kirche« gegen staatliche Institutionen und ungerechte Wirtschafts-Ordnungen vernommen. Die Kirchenleute und Gläubigen seien aufgerufen, gegen »sündhafte und lebensfeindliche Strukturen« einzutreten.

»Die Dinge waren wichtiger«

Wer sich am Evangelium orientiert, darf sich nicht in die Sakristei zurückziehen, findet auch Kardinal Oscar Rodriguez. Der Präsident des internationalen Caritas-Verbandes und Kirchenmann aus Honduras machte deutlich, dass die Probleme enorm sind: Energie und Nahrungsmittel werden teurer. Der Klimawandel beschert Trockenheit und Überschwemmungen, die Abholzung der Regenwälder schreitet kaum gebremst voran.

Die ökonomische Krise ist in Rodriguez' Augen auch das Resultat einer falschen Haltung in ethischen Fragen: »Man hat den Markt zum Gott erhoben. Die Dinge waren wichtiger als die Menschen.« Rodriguez, der im Konklave als möglicher Nachfolger von Papst Johannes Paul II. galt, tritt ein für die Verlierer der Globalisierung und hat den Eindruck, dass dieses Anliegen gerade in Deutschland auf große Zustimmung stößt.

Sayer und Biesinger freuten sich über die große Resonanz bei dem Tübinger Treffen, zu dem 160 Teilnehmer kamen, darunter viele junge Leute sowie der Rottenburger Bischof Gebhard Fürst. Die Veranstaltung an der Katholisch-Theologischen Fakultät in Tübingen war Bestandteil des Misereor-Jubiläums. Das Bischöfliche Hilfswerk besteht seit mittlerweile 50 Jahren.

Die Workshops gingen mit großer Beteiligung der Tübinger Professoren über die Bühne. Von katholischer Seite leiteten Bernd-Jochen Hilberath (Dogmatik) und Ottmar Fuchs (Praktische Theologie) Arbeitsgruppen, von der Evangelisch-Theologischen Fakultät Christoph Schwöbel (Fundamental-Theologie) und Karl-Ernst Nipkow (Religionspädagogik).

Die Vorträge von Kardinal Rodriguez, Prälat Sayer und dem Tübinger Ethik-Professor Dietmar Mieth sollen für die kirchliche Bildungsarbeit und den Religionsunterricht aufbereitet werden. Getreu der Erkenntnis Biesingers: »Religiöse Erziehung ist Erziehung zur Solidarität.« (GEA)
German Kardinal Rodriguez Maradiaga: US-Embargo gegen Kuba beenden
Nov 17, 2008

Stuttgart, 17.11.08 (KAP) Der Weltpräsident der Caritas, Kardinal Oscar Rodriguez Maradiaga, hat die USA aufgefordert, die Blockade gegen Kuba aufzuheben und stattdessen ein Waffenembargo zu verhängen. Trotz dreier schlimmer Wirbelstürme dürfe die Caritas wegen des Embargos den dortigen Opfern nicht helfen; das sei "ungerecht undskandalös", sagte der honduranische Kardinal am Wochenende in Tübingen. Rodriguez Maradiaga äußerte sich bei einer Tagung über "Gerechtigkeit, Solidarität, Barmherzigkeit", die das deutsche katholische Hilfswerk "Misereor" veranstaltete.

Der Erzbischof von Tegucigalpa warf zugleich dem Internationalen Währungsfonds (IWF) vor, Entwicklungsländer in Strukturen gezwungen zu haben, die jenen der Industrieländer entsprechen. Stattdessen wäre es Aufgabe des IWF gewesen, von den USA Strukturanpassungen zur Verhinderung des Bankendesasters zu verlangen, so der Kardinal.

Der Bischof von Rottenburg-Stuttgart, Gebhard Fürst, sprach sich bei der Tagung mit dem Caritas-Weltpräsidenten für eine Regelung der Finanzmärkte aus. Rahmenbedingungen müssten verhindern, dass immer wieder die ärmsten Menschen in den ärmsten Ländern der Welt Hauptleidtragende von Finanzmarktkrisen seien.

Der Bischof unterstrich, wo Grundrechte des Menschen oder sein Heil berührt oder gefährdet seien, werde die Kirche ihre Stimme erheben. An Institutionen wie "Misereor" lasse sich dieses "Partei ergreifende Grundmoment christlichen Lebens" deutlich und eindrucksvoll erfahren.
German USA: Kardinal fordert Ende des Embargos gegen Kuba
Nov 16, 2008

Kardinal Oscar Rodriguez Maradiaga aus Honduras hat die USA aufgefordert, die Blockade gegen Kuba aufzuheben und stattdessen ein Waffenembargo zu verhängen. Trotz dreier schlimmer
Hurrikans dürfe die Caritas dort nicht helfen; das sei „ungerecht und skandalös“, sagte der Kardinal am Wochenende in Tübingen. Er äußerte sich bei einer Tagung über „Gerechtigkeit, Solidarität,
Barmherzigkeit“, die das katholische Hilfswerk Misereor veranstaltete.
Rodriguez warf zugleich dem Internationalen Währungsfonds vor, Entwicklungsländer in westliche Strukturen gezwungen zu haben. Stattdessen wäre es seine Aufgabe gewesen, von den USA Strukturanpassungen zur Verhinderung des Bankendesasters zu verlangen, so der Kardinal.
German Der Mangel ist unerträglich”
Nov 13, 2008
Essen. Kardinal Rodriguez aus Honduras, Präsident von Caritas International, kritisiert die Vereinten Nationen: Sie reden viel über den Kampf gegen gegen die Armut, aber sie unternehmen zu wenig. „Der politische Wille fehlt.

Herr Kardinal, in vielen Ländern setzen die Menschen große Hoffnungen in den neu gewählten US-Präsidenten Barack Obama. Hofft auch Ihr Land, hofft Honduras auf Veränderung?

Rodriguez: Ja. Wir hoffen, dass Obama eine Politik fährt, die die Interessen Lateinamerikas berücksichtigt. Bush hat das nicht getan. Ihn haben nur zwei Dinge interessiert: Er wollte, dass Lateinamerika keine Drogen produziert und dass keine illegalen Immigranten aus Lateinamerika in die USA kommen.

Sie kämpfen als Präsident von Caritas International weltweit gegen die Armut. Wie sieht die soziale Lage in Honduras aus?

Rodriguez: Viele Menschen bei uns kennen nicht, was hier in Deutschland üblich ist, dass man drei Mahlzeiten am Tag hat. Manche haben zwei Mahlzeiten, meist ist es aber nur eine am Tag.

Der Mangel und die Unterernährung sind unerträglich. 60 Prozent der sieben Millionen Einwohner leben in Armut, 30 Prozent von ihnen leben in extremer Armut; das heißt, sie haben weniger als einen Dollar am Tag. Und die Politiker machen große Wahlversprechen, aber wenn sie gewählt werden, bereichern sie sich selbst.

Die Vereinten Nationen haben versprochen, die Armut bis zum Jahr 2015 zu halbieren. Gelingt das?

Rodriguez: Das ist unmöglich. Es wird viel über diese Ziele geredet, aber es passiert nichts.

Woran liegt das?

Rodriguez: Der politische Wille fehlt. Ich gebe Ihnen ein Beispiel: Im Juni hat die FAO (Welternährungsorganisation der UN) einen Gipfel zur Nahrungsmittelkrise einberufen. Sie haben ein großes Bankett zur Eröffnung veranstaltet und ein großes Bankett zum Abschluss. Zwischen beiden Banketten haben sie festgelegt, dass sie kein Geld für die Bekämpfung des Hungers haben. Nur wenige Wochen später haben sie Billionen Dollar weltweit für die angeschlagenen Geld-Institute bereitgestellt.

Hätten sie nur zehn Prozent davon gegeben, um den Hunger zu lindern, hätten sie viel erreicht. Das meine ich, wenn ich sage, dass der politische Wille fehlt.

Lassen Sie uns über die Kirche sprechen. In Honduras wie in Deutschland fehlen Priester. Würde die Lockerung des Zölibats helfen?

Rodriguez: Ich glaube nicht – jedenfalls nicht in Honduras. Bei uns gibt es kaum Hochzeiten, kaum feste Familienstrukturen. Die Menschen bleiben meist nur für kurze Zeit zusammen. Das wahre Problem bei uns steckt in der Armut. Die größten Wünsche werden über das Fernsehen vermittelt und sie drehen sich nur um den Konsum. Ein Pfarrer wird aber niemals reich.

Papst Benedikt ist mit der Wiederzulassung der lateinischen Messe den Traditionalisten in der Kirche entgegen gekommen. Kommt er den Modernen ebenso entgegen?

Rodriguez: Ich glaube schon. Er redet mit vielen „Modernen”. Denken Sie an das Aufsehen erregende Gespräch mit dem Philosophen Jürgen Habermas über Aufklärung und Religion. An der Vatikanischen Akademie in Rom finden ähnliche Begegnungen statt. Ich selbst bin eingeladen, um über das Thema „Markt und Globalisierung” zu sprechen. Und wir erwarten eine Sozialenzyklika des Papstes, sehr wahrscheinlich noch vor Weihnachten.

Sie haben im Sommer den gesamten Katholikentag in Osnabrück mit Ihrer spontanen Saxophon-Einlage begeistert. Haben Sie überhaupt noch Zeit für die Musik?

Rodriguez: Kaum. Zwei-, dreimal im Jahr treffe ich einen Freund, der Klavier spielt. Dann machen wir eine Session. Mehr geht nicht.
Spanish El cardenal Maradiaga recibe en Viena premio Frankl por su compromiso social
Oct 30, 2008

El cardenal hondureño Oscar Rodríguez Maradiaga, arzobispo de Tegucigalpa y presidente de la organización humanitaria Caritas Internationalis recibió el martes el premio Frankl en Viena por su compromiso con los pobres, indicó el arzobispado de la capital austriaca.

El premio, entregado por la alcaldía de Viena, recompensa a una persona que haya actuado en el campo de la psicoterapia humanista.

Además de su formación en teología, el cardenal Maradiaga, de 65 años, cursó una formación en psicología clínica y psiquiatría en la universidad de Innsbruck.

El cardenal, crítico de los mercados financieros, abogó durante la ceremonia por "una globalización de la solidaridad".

"La sociedad es más inhumana cuando se orienta hacia el mercado", dijo Rodríguez Maradiaga según el comunicado del arzobispado.

El cardenal Rodríguez Maradiaga fue elegido en 2007 presidente de Caritas Internationalis, organización humanitaria católica presente en más de 200 países.
German Entwicklungshilfe aufstocken
Oct 29, 2008
Caritas-Weltpräsident Kardinal Rodriguez richtet Appell an österreichische Regierung

Wien, 27.10.08 (KAP) Einen eindringlichen Appell, die staatliche Entwicklungshilfe massiv aufzustocken, hat Caritas-Weltpräsident Kardinal Oscar Rodriguez Maradiaga am Montag an die künftige österreichische Bundesregierung gerichtet. Der Erzbischof von Tegucigalpa (Honduras), der dem Caritas-Dachverband "Caritas Internationalis" mit Sitz in Rom vorsteht, sprach bei einer europäischen Caritas-Konferenz im Kardinal-König-Haus. Rodriguez Maradiaga äußerte die Befürchtung, dass die OECD-Staaten ihre schon in den 1970er-Jahren eingegangene Verpflichtung, 0,7 Prozent ihres Bruttonationaleinkommens für Entwicklungszusammenarbeit auszugeben, angesichts der Finanzkrise aufweichen würden. Derzeit stellten die Staaten im Schnitt ohnehin erst 0,28 Prozent zur Verfügung.

An der Konferenz nahmen Bischöfe, europäische Caritas-Verantwortliche, Caritas-Mitarbeiter sowie Entwicklungs- und Sozialexperten - darunter ÖGB-Präsident Rudolf Hundstorfer - teil. Am Montagabend nahm Rodriguez im Wiener Rathaus den "Viktor Frankl-Preis" entgegen. Der Große Preis des Viktor-Frankl-Fonds wird für ein Lebenswerk im Bereich einer "sinnorientierten humanistischen Psychotherapie" vergeben. Ausgezeichnet werden Persönlichkeiten, die in Wissenschaft, Lehre oder Therapie international rezipierte, hervorragende Leistungen erbracht haben.

Der Kardinal erinnerte an die vor einem Monat in New York abgehaltene UN-Ministerkonferenz über die Erreichung der Millenniums-Entwicklungsziele bis 2015. Die bisherige Bilanz sehe sehr mager aus. Die globalisierte Welt sei geteilt. Es gebe jene, die massiv profitierten, und jene, die verloren hätten. Den Verlierern werde durch die immer schärferen Abschottungsmaßnahmen der Gewinner zudem noch verboten, aus ihrem Elend zu flüchten.

In dieser Situation sei es das Bemühen der Kirche und vieler in der Zivilgesellschaft Engagierter, zu einer Globalisierung der Solidarität zu gelangen, sagte der für den "Global Marshall Plan" tätige Caritas-Weltpräsident. Es gehe um eine gerechte Verteilung der Güter, so dass wirklich niemand ausgeschlossen werde.

Als besonders großes Problem bezeichnete Rodriguez den Klimawandel, der starken Einfluss auf die weltweite Armutsentwicklung hat: "Der Klimawandel machtviel vom Fortschritt in den Entwicklungsländern zunichte".

Als Beispiel nannte der Kardinal den verheerenden Hurrikan "Mitch", der 1998 Zentralamerika verwüstete und dabei in seinem Heimatland Honduras 50 Jahre Fortschritt in der Entwicklung rückgängig gemacht habe. Mittlerweile hätten sich die Warnungen von Wissenschaftlern bestätigt, dass solche, von extremen Wetterverhältnissen verursachte Katastrophen zunehmen würden.

Rodriguez forderte deshalb die Regierungen auf, insbesondere im Bereich des Klimawandels über die Millenniumsziele hinaus aktiv zu werden. "Der Klimawandel betrifft alle Menschen, doch die Armen werden von den Auswirkungen ungleich härter getroffen", so der Kardinal: "Es ist paradox, dass gerade die Ärmsten für die von den anderen verursachten Umweltverschmutzung bezahlen müssen". Die internationale Gemeinschaft habe sich dazu bekannt, den Ausstoß von Treibhausgasen bis 2020 um 25 bis 40 Prozent und bis 2050 um 80 Prozent zu senken.

Gründe für ein mögliches Scheitern der Millenniums-Entwicklungsziele sieht der Kardinal hauptsächlich in einem akuten Mangel an Vorstellungskraft über die gemeinsame Zukunft. Dabei übte er Kritik, dass im allgemeinen Denken immer noch die Einteilung in "Dritte Welt" und "Erste Welt" existiere. Die Idee von der "One World" (Eine Welt) müsse sich durchsetzen.

Vor dem Vortrag im Kardinal-König-Haus betonte Kardinal Rodriguez Maradiaga bei einem Gottesdienst in der Konzilsgedächtniskirche in Wien-Lainz die Notwendigkeit, sich auf den Dienst in den Werken der Barmherzigkeit - der Caritas im ursprünglichen Sinn - auch geistlich vorzubereiten. Unerlässlich sei das tägliche Lesen des Wortes Gottes, der Bibel.
German Kardinal Rodriguez Maradiaga mit Frankl-Preis ausgezeichnet
Oct 29, 2008
Der Chef der internationalen Caritas, Kardinal Rodriguez Maradiaga, ist mit dem Viktor Frankl-Preis ausgezeichnet worden. Beim Festakt plädierte er für eine "Globalisierung der Solidarität", denn die derzeitige Globalisierung habe zu himmelschreiender Ungerechtigkeit geführ

Der Präsident der "Caritas Internationalis", Kardinal Oscar Andres Rodriguez Maradiaga, ist am Montag, 27. Oktober 2008, in Wien mit dem Ehrenpreis des "Viktor Frankl-Fonds" ausgezeichnet worden. Der Erzbischof von Tegucigalpa (Honduras) erhielt die Auszeichnung in Würdigung seines Lebenswerkes. Der Kardinal hat neben seinem Theologiestudium auch eine Ausbildung in klinischer Psychologie und Psychotherapie in Innsbruck absolviert und ist Mitglied in der Europäischen Gesellschaft für Verhaltenstherapie. Als Bischof und Kardinal war er immer in vorderster Linie im Einsatz gegen die soziale Ungerechtigkeit. Nicht zuletzt deshalb wurde er im Juni 2007 auch zum Präsidenten der "Caritas Internationalis" gewählt, dem Netzwerk der Caritasorganisationen in mehr als 200 Ländern.

Globalisierung der Solidarität
Kardinal Rodriguez Maradiaga plädierte im Rahmen des Festakts für eine "Globalisierung der Solidarität". Die derzeitige Globalisierung habe zu einer Welt "himmelschreiender Ungleichheit" geführt: "Anstatt in einer globalen Welt zu leben, befinden wir uns in einer Welt, die eine scharfe Trennlinie zieht zwischen denen, die die Chancen der Globalisierung nützen können, und jenen, die an den Rand gedrängt sind". Nur die Logik der Finanzmärkte sei globalisiert worden und der Absolutismus des Kapitals habe Verwüstung verursacht, kritisierte der internationale Caritaspräsident.

Jeder Gruppe den größtmöglichen Dienst erweisen

Kardinal Maradiaga sprach sich eindringlich dafür aus, die Globalisierung zu humanisieren und verwies unter anderem auf die Achtung der Menschenrechte und die Notwendigkeit sozialer Stabilität. Solidarität ermutige dazu, jeder Gruppe den größtmöglichen Dienst zu erweisen: "Dazu gehört das Bemühen, Arbeitsplätze zu erhalten, Investitionen zur Schaffung neuer Arbeitsplätze zu tätigen, in der lokalen Gemeinde mitzuarbeiten, die Umwelt zu verbessern oder zu Sozial- oder Bildungsinitiativen beizutragen". Es müsse alles vermieden werden, was zur Verschmutzung der Umwelt führt, das Vertrauen verletzt oder Korruption im Wirtschaftsleben fördert, so Rodriguez Maradiaga.

Zunehmende Orientierungslosigkeit
Der Erzbischof von Tegucigalpa beklagte eine zunehmende Orientierungslosigkeit der Gesellschaft: "Mir kommt vor, dass gleichzeitig mit der Ideologie des unbeschränkten Marktes allmählich eine Veränderung in der Wertehierarchie zum Vorschein kommt. Die Gesellschaft wird umso unmenschlicher, je mehr sie am Markt orientiert ist". Die Grenzen würden ohne Unterschied für den Warenverkehr geöffnet und für den Personenverkehr geschlossen. Die mangelnde Entwicklung in vielen Ländern führe zu Strömen von Wirtschaftsflüchtlingen, nannte der Kardinal eine der Konsequenzen.

Vernehmbare Stimme der Kirche

Die Laudatio für Kardinal Rodriguez Maradiaga hielten der Linzer Diözesanbischof Ludwig Schwarz, der Präsident der Caritas in Österreich, Franz Küberl, und der Salesianer Don Boscos und Frankl-Schüler, Don Eugenio Fizzotti. Bischof Ludwig Schwarz und Franz Küberl nahmen im Anschluss an den Festakt an einer Podiumsdiskussion teil. Küberl sagte, er hoffe auf eine baldige päpstliche Sozialenzyklika und einen neuen Wirtschaftshirtenbrief der amerikanischen Bischöfe. Solche massiven kirchlichen Anregungen seien in der derzeitigen globalen Debatte bitter nötig, so Küberl. Bischof Schwarz warf in die Diskussion seine Überzeugung ein, dass jedes funktionierende demokratische System die ethische Bildung eines jeden einzelnen Bürgers voraussetze. Menschliche Reife und Verantwortung seien gefordert, so der Bischof, der das als eine wichtige Aufgabe der Kirche sieht.
Spanish El Arzobispo de Tegucigalpa también preocupados por el contenido de la Cumbre Iberoamericana de Jefes de Estado que tiende a imponer políticas antinatalistas
Oct 27, 2008

Tegucigalpa (Agencia Fides) – El Arzobispo de Tegucigalpa (Honduras), Card. Oscar Rodriguez Madariaga y los Obispos Auxiliares han manifestado su preocupación por el contenido y los valores que se promoverán en la 18º Cumbre Iberoamericana de Jefes de Estado y de Gobierno que se va a celebrar del 29 al 31 de octubre en El Salvador sobre el tema "Juventud y Desarrollo", (ver Fides 22/10/2008). Los Obispos han emitido un comunicado titulado “La dignidad del ser humano es inviolable” en el recuerdan en primer lugar, el artículo 1 de la Constitución hondureña que, "de manera clara y contundente", dice que "Honduras es un Estado de derecho, soberano, constituido como república libre, democrática e independiente para asegurar a sus habitantes el goce de la justicia, la libertad, la cultura y el bienestar económico y social". Por ello, se dirigen en el comunicado al presidente de la Nación, Manuel Zelaya, para exponerle las razones por las cuales "debe analizar con mayor profundidad", antes de firmar la Declaración de San Salvador, bajo el tema de Desarrollo y Juventud.
"Las verdaderas intenciones, no están claras y el texto de la declaración, tiene muchas ambigüedades, que darían como resultado, la aplicación de políticas públicas nocivas, impuestas desde otras realidades, que atenten contra la educación y el desarrollo integral de nuestros jóvenes", afirman. Además, continúan los Obispos, el documento base "tiende a imponer políticas antinatalistas", lo que califican de "una forma de opresión ideológica por parte de países ricos sobre los que estamos en vías de desarrollo". En este sentido recuerdan que no es cierto que los programas de abstinencia no estén funcionando, como lo asegura el documento. "En nuestro país al igual que en países como Uganda, donde se ha fomentado la fidelidad entre las parejas y la abstinencia sexual entre los jóvenes, los resultados son enormemente positivos".
"En nuestro país - añade -, desde siempre hemos reconocido que la maternidad es de las más bellas vocaciones y don de Dios a la humanidad", por tanto, exhorta a que no se contemple "como la causal principal de la pobreza" y mucho menos, se considere "una actividad denigrante y una carga que no permite la autorrealización de la mujer". "Vivir su maternidad plenifica a cada mujer", afirma. Tampoco, según el comunicado, "se debe quitar a los padres de familia la patria potestad, dejando que los jóvenes decidan sobre su vida sexual y su maternidad". Así como "no se puede enfocar la vida sexual completamente separada del acto reproductivo, fomentando el uso de todo tipo de métodos para no embarazarse, promoviendo una especie de libertinaje sexual".
Denuncian también los Obispos de Tegucigalpa que detrás de las ideas que se difunden continuamente desde hace algunos años como la famosa frase de 'salud sexual reproductiva' y la ideología de género, “lo que se esconde es un profundo deseo de legalizar el aborto, las píldoras anticonceptivas, la proliferación de la homosexualidad, las esterilizaciones, y demás métodos artificiales y criminales del control de la natalidad".
Recuerdan también el articulo 59 de la Carta Magna: "La persona humana es el fin supremo de la sociedad y del Estado. Todos tienen la obligación de respetarla y protegerla. La dignidad del ser humano es inviolable". Y el articulo 65 que dice "el derecho a la vida es inviolable".
"Dejamos manifiesto nuestra firme posición de que no nos oponemos a la formación y educación de nuestros jóvenes, sino que abogamos por una formación integral que reclama la inclusión de contenido religioso", concluyen los Obispos dirigiéndose al Presidente de la Nación. (RG) (Agencia Fides 27/10/2008)
Italian Il cardinale Rodriguez Maradiaga presenta il suo libro: "Il coraggio di prendere il largo"
Oct 25, 2008
“Globalizzare la solidarietà” restituendo centralità alla persona e alla dimensione etica della vita sociale e politica. In tempi in cui la globalizzazione alimenta il divario fra ricchi e poveri e trascura i bisogni di coloro che sono schiacciati dalla miseria e dall’emarginazione, è questo l’antidoto contro la disumanizzazione della società secondo il cardinale Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa e presidente della Conferenza episcopale dell’Honduras, autore del volume “Il coraggio di prendere il largo”, edito dalla Libreria Editrice Vaticana e presentato ieri a Roma. Un’opera che raccoglie alcune delle relazioni del porporato su tematiche sociali, etico-culturali, spirituali e pastorali, e che alla denuncia delle ingiustizie sociali unisce l’invito al dialogo, per annunciare il Vangelo con spirito di carità ma senza scendere a compromessi. “Un libro intriso di spirito evangelico” ha commentato il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, alla presentazione del volume, che sottolinea “l’urgenza di riprendere il concetto di sviluppo integrale e solidale nella prospettiva del bene comune”. Al microfono di Claudia Di Lorenzi, il cardinale Rodriguez Maradiaga rivolge ai lettori il suo messaggio:

R. – Quelle parole che ci ha detto Giovanni Paolo II non sono perdute nel mare; invece, sono una forza molto grande per la nuova evangelizzazione, per portare il messaggio del Vangelo al cuore dell’umanità, per lottare per la giustizia sociale e per avere un mondo più immerso nella pace e nell'amore. Dunque, bisogna avere coraggio!

D. – Un’esortazione che si unisce all’invito a restituire all’etica centralità nella vita sociale e politica….

R. – Io dico di tornare all’etica, non come una cosa estranea, fuori dalla persona; l’etica va dentro ciascuno di noi e quando sappiamo rispondere da quell’aspetto, il mondo può essere migliore.

D. – Un richiamo che, a fronte della attuale crisi economica mondiale, è rivolto in particolare ai Paesi più ricchi…..

R. – E’ interessante che le soluzioni si vogliano trovare per i più ricchi, cioè per tutte quelle istituzioni che fanno di tutto per salvare se stesse. Però, quando ci fu il vertice della FAO, non c’erano soldi per alleviare la fame del mondo: che paradosso! Dunque, c’è bisogno di riflettere e di cercare di mettere anche fondi a disposizione dei poveri, non soltanto delle grandi istituzioni finanziarie.

D. – Come risolvere il problema del debito?

R. – Impegnandosi prima di tutto a riconoscerlo, perché alcuni non pensano a questo: pensano soltanto che sia una questione di denaro, di soldi, di pagare, di chiedere … Invece, si tratta di pensare che l’economia è fatta per l’Uomo, e non l’Uomo per l’economia! Tant’è vero che dobbiamo sempre impegnarci per umanizzare questa società.

D. – Quando invece la politica è al servizio del cittadino?

R. – Quando soprattutto si pensa in funzione del bene comune, quando non si pensa solo al proprio gruppo o al proprio partito ma quando pensiamo che una volta che il politico arriva al potere non è di un partito, ma di tutta la Nazione e deve pensare al bene di tutti.

D. – Quale messaggio inviare alle migliaia di cristiani perseguitati nel mondo?

R. – Troviamo nella storia della Chiesa, fin dal suo primissimo inizio, che il Signore ci ha detto: “Non abbiate paura perché sarete perseguitati”. Dunque, bisogna non avere paura, rafforzare la fede e andare avanti, con l’aiuto del Signore.
English Cardinal Sees Synod Calling for Conversion
Oct 23, 2008
Notes Assembly Is Seeking a More Missionary Church

VATICAN CITY, OCT. 21, 2008 (Zenit.org).- According to a Honduran cardinal, the world Synod of Bishops is promoting a "pastoral conversion," ranging from elements such as better homilies to a more missionary spirit.

Cardinal Óscar Rodríguez Maradiaga, archbishop of Tegucigalpa and president of Caritas Internationalis, gave a review today for the press of the work the assembly has done since it got under way Oct. 5. The synod ends Sunday.

"We want a Church in a state of mission, to recover delight in the Word so as to be able to take it to others," he said.

Noting the reduced percentage of practicing Catholics in some countries, and the high number of Catholics who leave the Church to join sects or other religious groups, the cardinal affirmed: "Doing more of the same, we're not going to give answers to the people.

"People want other things and as fathers of families, we should look for other things."

In this sense, Cardinal Rodríguez Maradiaga explained some of the proposals arising at the synod, which has encouraged a change from "a biblical animation in ministry to a biblical animation in all ministry."

Here, the cardinal noted the experience he has personally had during World Youth Days, or other meetings with youth, particularly in Germany. He confirmed that among the youth, he saw an enormous interest in "lectio divina."

This style of meditated Bible reading, the prelate explained, brings to the Church youth who are not familiar with it. In Latin America, he mentioned, an Internet program of "lectio divina" for youth began 13 years ago. Called "Lectionautas," it has 130,000 participants and has reached up to 300,000.

"A year go we made an evaluation in Guatemala, and it was very beautiful to see youth giving 'lectio divina' to two cardinals, to bishops and priests, with great naturalness and depth," the cardinal said.

Homilies

Cardinal Rodríguez Maradiaga said another area of "pastoral conversion" being promoted at the synod -- one he called urgent -- is homilies.

"How much time do the faithful have to listen to the Word of God," he asked. "If they have the luck of being able to go to Mass, then on Sundays."

And the cardinal emphasized the term "luck" because, he said, in various regions of the world, such as in Central America, there are not enough priests for the people to be able to attend Mass weekly.

"And the homily: Is it good?" he asked the journalists, suggesting that many times the answer is "no."

The synod in this sense, the cardinal said, is very much encouraging the formation of priests and seminarians.

The Word of God, he explained, guides the social commitments of the Church, since "the incarnation of the Word is the greatest sign of solidarity."

The prelate added: "Through the Word, we can bring about a humanization of a society that is dehumanizing. We are living an enormous crisis.

"Last May, leaders in the Food and Agriculture Organization gathered together and the conclusion was that there are not possibilities for relieving world hunger. But to relieve the greediness of financial institutions, there are trillions of dollars.

"This tells us that we're going down the wrong path. The market hasn’t behaved badly. The market doesn't exist. It's the directors of the market that made of it a god with feet of clay. An economy based on speculation."

Cardinal Rodríguez Maradiaga called for more laypeople to be involved in financial institutions, affirming "these institutions should be reformed."

"Some Catholics," he lamented, "when they get into politics, stop using the Bible as their guidebook and take up Machiavelli's 'The Prince,' according to which the ends justify the means."
Spanish México podrá extirpar el cáncer del narcotráfico
Oct 23, 2008
*  cardenal  Oscar Rodríguez Maradiaga opina que superará dicho conflicto si existe unidad en el pueblo
   * El país no debe dejarse vencer por un puñado de criminales, subraya

El Financiero en línea

Ciudad del Vaticano, 22 de octubre.- México podrá extirpar el "cáncer" del narcotráfico si existe unidad en el pueblo, se superan las divisiones ideológicas y esto se sabe en El Vaticano, confió el cardenal Oscar Rodríguez Maradiaga.

"No puede ser que un pueblo como el mexicano, tan noble y tan lleno de fe se pueda dejar vencer por un puñado de criminales que han endiosado al dinero", afirmó en una entrevista el presidente de la asociación católica de ayuda humanitaria Caritas Internacional.

A los traficantes de droga les advirtió que el dinero de nada sirve aunque lo tengan guardado en fosas, debajo del colchón o en las paredes, porque "llegará el momento en que no valga nada".

Quien ha dedicado su vida a luchar "por unos cuantos dólares matando a otros" jamás podrá encontrar la paz, sostuvo el también arzobispo de Tegucigalpa (Honduras), quien pidió a los obispos seguir denunciando y no tener miedo.

Lamentó que el único producto de exportación bien pagado en América Latina sea la droga, "no queremos ese dinero maldito, manchado con sangre, con destrucción de vida especialmente jóvenes, queremos que se erradique y se puede", exclamó.

Es posible vencer el mal con el bien cuando el bien se vuelve activo, dijo, si el bien se queda pasivo entonces los pocos que siguen el camino del mal, de la violencia y de la muerte se envalentonan.

"Quiero animar a todo el pueblo mexicano a que se una, supere todo tipo de divisiones ideológicas para exterminar el cáncer y se puede con una buena quimioterapia que se llama precisamente el Evangelio", ponderó.
Spanish Cardenal condena "dictaduras totalitarias"
Oct 23, 2008
El arzobispo de Tegucigalpa, presidente del órgano caritativo de la Iglesia, Caritas Internationalis, acusó al "socialismo boliviariano de ser un capitalismo escondido".

El Vaticano,

Italia

El cardenal hondureño Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga condenó duramente a los gobiernos socialistas de Ecuador, Bolivia, Venezuela y Argentina, a los que calificó de "dictaduras totalitarias".

En una entrevista concedida a la agencia de información religiosa francesa I.Media, el cardenal latinoamericano, quien asiste al sínodo de obispos que se celebra en el Vaticano, condenó "el llamado socialismo bolivariano".

El arzobispo de Tegucigalpa, presidente del órgano caritativo de la Iglesia, Caritas Internationalis, acusó al "socialismo boliviariano de ser un capitalismo escondido".

"Un capitalismo para unos pocos que detentan el poder y que lo usan como instrumento para mantenerse en él", aseguró. Durante la entrevista, realizada en italiano, uno de los muchos idiomas que habla el purpurado latinoamericano, Rodríguez Maradiaga, llegó a tachar tales gobiernos de "nuevas dictaduras totalitarias".

El religioso admitió que al condenar esos gobiernos existe el peligro para la jerarquía de la Iglesia de distanciarse del voto popular, aunque estima que "la Iglesia debe hablar claramente a través de las enseñanzas de la doctrina social, proponerlas a todos, sin miedo".

"Claro que habrá persecuciones. Ya las hay. En algunos lugares del continente la Iglesia está siendo pisoteada y golpeada. Tenemos que tener coraje y continuar en paz", agregó.

Para Rodríguez Maradiaga la nueva Constitución aprobada en Ecuador "no favorece a los pobres y sirve de propaganda para un gobierno que se anuncia como totalitario".

"Abolir el Congreso y contar sólo con el poder ejecutivo no es democracia", comentó.
Spanish Cardenal Maradiaga dice que la crisis económica actual es una crisis de ética
Oct 22, 2008
El cardenal de Tegucigalpa (Honduras), Andrés Rodríguez Maradiaga, dijo hoy que la actual crisis económica que padece el mundo es 'una crisis de ética' y advirtió a los 'grandes del mundo' que 'no crean' que van a encontrar soluciones 'queriendo darnos más de lo mismo'.

El arzobispo hondureño, que participa en el Sínodo de Obispos que se celebra en el Vaticano, hizo estas manifestaciones en un encuentro con la prensa para comentar los trabajos de la asamblea sinodal, que concluirá este fin de semana con el mensaje final y la aprobación de las propuestas que harán al papa Benedicto XVI.

El purpurado dijo que vivimos en un mundo que atraviesa una gran crisis, un mundo 'equivocado, que ha tomado el camino equivocado', un mundo 'que se está deshumanizando y al que hay que volver a humanizar'.

Rodríguez Maradiaga expresó su 'tristeza' por el hecho de que en la cumbre de la FAO sobre alimentación celebra en junio pasado en Roma los líderes mundiales llegaran a la conclusión 'de que no hay posibilidad de aliviar el hambre del mundo'.

'Y sin embargo, para aliviar la codicia y el robo de tantas instituciones financieras sí hay trillones', denunció el cardenal.

En una dura crítica, Rodríguez Maradiaga agregó que en la actual crisis económica él ha escuchado discursos sobre la misma 'en la que dicen que el mercado se ha comportado mal'.

'No, señores, el mercado en sí no existe. Los que se han comportado mal son los directores del mercado, que han hecho del mismo un dios y ahora se dan cuenta de que es un ídolo con los pies de barro y una economía basada sólo en la especulación no puede llevar al desarrollo', afirmó el cardenal.

Rodríguez Maradiaga recordó las palabra de Pablo VI de hace 40 años: 'el desarrollo es el nuevo nombre de la paz y sin desarrollo no tendremos economías verdaderas'.

El cardenal señaló que hay que 'desmitificar' lo de una economía próspera, 'construida de una manera artificial, idolatrando el mercado' y advirtió a los 'poderosos del mundo' que 'no crean' que se van a encontrar soluciones 'queriendo darnos más de lo mismo'.

Según el cardenal es el momento justo para que los 'grandes' 'reflexionen'.

Asimismo aseguró que 'no es posible creer que sólo hay una manera de guiar a la economía del mundo.

A este respecto, dijo que en una ocasión preguntó a un dirigente de la Banca Mundial 'dónde estaban los premios nobel, que no buscaban otros caminos' y que la respuesta que le dieron es que 'están muy con esto y no quieren alternativas'.

El cardenal, que fue uno de los papables en el pasado cónclave, denunció que hay 'demasiada burocracia, demasiados sueldos y demasiadas prebendas' y abogó por ver a los católicos comprometidos para lograr un mundo más humano y una economía que lleve 'verdaderamente' al desarrollo.

Sin embargo, denunció que algunos católicos que han estudiado en centros católicos cuando llegaron a la política 'cayeron en las manos de los Chicago Boys (la escuela de economistas liberales)' o dejaron a un lado la Biblia como libro de cabecera y asumieron 'El Príncipe' de Maquiavelo.

'La política no puede ser un mundo donde todo vale y la ética no puede marginarse de nada. Querer marginarla de la economía es lo que nos ha conducido a esta crisis, que en el fondo es una crisis de ética', aseguró el cardenal.

Rodríguez Maradiaga afirmó que 'no es justo que un director de una gran compañía financiera se atribuya asimismo grandes bonificaciones. '¿A título de qué?, se preguntó, respondiéndose: 'a título de poner en peligro las mismas instituciones'.

El cardenal señaló que no podemos olvidar que el ser humano es limitado y que cuando lo reconoce mejor le van las cosas, 'pero cuando se cree ilimitado llegamos a estos.

En su análisis, Maradiaga aseguró que el consumo tiene límites, la especulación 'claro que también los tiene' y que las ganancias también tienen limites.

'Cuando no se reconocen esos límites llega el descalabro. Los poderos del mundo deberían sacar como conclusión que el hombre tiene unos límites que no puede traspasar y que así vivirá mejor', destacó.
Italian Il Cardinale Rodríguez Maradiaga: le sette non offrono nessuna “liberazione”
Oct 14, 2008
Presentazione del volume “La vulnerabilità psichica e il pericolo delle sette”.

ROMA, lunedì, 13 ottobre 2008 (ZENIT.org).- Al complesso rapporto tra la vulnerabilità psichica degli individui e il pericolo delle sette è dedicato un volume curato da Aureliano Pacciolla, docente di Psicologia della personalità presso l’Università Lumsa di Roma e Stefano Luca, psicologo clinico laureato presso la stessa Università, presentato a Roma il 9 ottobre presso la sede della Radio Vaticana.

“La psicologia – ha affermato il Cardinale Óscar Rodríguez Maradiaga, Arcivescovo di Tegucigalpa, presentando la pubblicazione – sta rivolgendo il suo interesse verso l’interpretazione di tutte quelle forme religiose, aggregative e non, definite come nuovi movimenti religiosi, a volte di difficile catalogazione e dall’incerto retroterra dottrinale, il cui sorgere è dovuto sia alle aperture al mondo orientale che al maggior contatto con il mondo statunitense”.

“Fino a qualche anno fa – ha aggiunto Maradiaga –, per una loro comprensione veniva utilizzato sia pure con un’accentuazione piuttosto dispregiativa, il termine 'setta', che derivando dal verbo latino 'sequor' indica una dottrina, un insegnamento, un partito che si rifanno a un capo fondatore la cui personalità attira numerosi seguaci che si sentono tra loro legati da un forte senso di aggregazione e di appartenenza”.

Tra esse vi sono anche sette fondamentaliste fortemente legate alla violenza: “Tutti ricordiamo – ha affermato il Cardinale – il caso avvenuto qualche anno fa in Gujana dove centinaia di persone si sono date la morte per ordine del loro leader religioso”.

“Da noi in Honduras – ha raccontato – è oggi molto diffuso il fenomeno di adolescenti che si suicidano ascoltando musiche denominate ‘sataniche’, nelle quali si trovano messaggi subliminali che inducono a darsi la morte. Come si arriva a questo? Il libro cerca di dare delle risposte”.

Secondo il porporato: “Il fenomeno del rapido diffondersi dei nuovi movimenti religiosi, ha indubbiamente rilevanza dal punto di vista sociologico, ma ancor più dal punto di vista religioso e psicologico”.

“Dal punto di vista psicologico – ha proseguito Maradiaga che ha studiato psicologia clinica in Italia e in Austria – l’attenzione va rivolta alle dinamiche personali presenti in un individuo che decide di entrare a far parte di un nuovo movimento religioso e ai bisogni che sembrano vengano soddisfatti da tale nuova adesione”.

Dagli studi effettuati – ha proseguito – emerge che “questi gruppi promettono la liberazione dell’uomo dai condizionamenti negativi, da sofferenze, malattie, problemi esistenziali, infelicità, delusioni sentimentali – in cambio di denaro, anche molto denaro – e offrono comprensione, accoglienza, disponibilità senza riserve, in un’epoca in cui tutti vanno di fretta a causa dei propri impegni”.

L’inserimento nel gruppo porta alla creazione di “una rete a maglie strette che diventa una corazza condizionante che spezza gli altri legami sociali, anche con la famiglia. Notevole è anche il controllo sociale reciproco basato sull’adesione acritica a principi dogmatici”.

L’uscita dal gruppo, di contro, è resa difficile “non solo da minacce e violenze sia psichiche che fisiche, ma anche dal forte senso di colpa che deriva dalla persuasione di essersi tagliati fuori dalla salvezza promessa dal leader religioso”.

“Nella nostra pastorale – ha raccontato il Cardinale – usiamo strumenti per cancellare i tatuaggi di questi soggetti che da segno di appartenenza, diventano, in seguito all’uscita, sentenze di morte”.

Affrontare questo tipo di problemi non è nuovo per la Chiesa: “Già San Paolo – ha ricordato Maradiaga – condannava la magia e la superstizione che portano all’allontanamento da Dio”.

“Nel nostro tempo – ha poi concluso – abbiamo un altro tipo di fenomeni ma sempre la Chiesa è chiamata a portare la luce del Vangelo”.

“Le sette – ha affermato Aureliano Pacciolla – ricorrono al plagio per adescare adepti, ma essendo stata abolita in Italia questa fattispecie di reato, non abbiamo attualmente una normativa che agevoli la prevenzione e il contrasto di questo fenomeno nei confronti dei soggetti più vulnerabili come i minori e coloro che si trovano in fasi problematiche della vita”.

Obiettivo del libro è quindi: “Invitare psicologi e giuristi a trovare punti di riferimento chiaro per individuare il fenomeno e lavorare insieme con le associazioni per la prevenzione”.
English Cardenal de Honduras defiende posición de la iglesia ecuatoriana
Aug 16, 2008
El presidente de la Conferencia Episcopal de Honduras, Cardenal Óscar Rodríguez, está de acuerdo con la catequesis que realiza la iglesia Católica ecuatoriana respecto a los temas de la vida y la familia que constan en el proyecto de nueva Constitución.

(eluniverso.com, Agosto 15, 2008) En diálogo con Citynoticias (89.3 FM en Guayaquil), Rodríguez aclaró esta mañana que para "los que verdaderamente sabemos lo que es una democracia, nos damos cuenta que puede haber diferentes maneras de pensar, cuando sobre todo desde la autoridad superior de un Estado se quiere imponer una sola manera de pensar, estamos cayendo en el totalitarismo".

Por ello exhortó a los ecuatorianos a "buscar lo mejor si quieren el bien del país". Si hay un sector que puede estar equivocado, "pues lo mejor, lo más sabio es corregirlo".

Justificó que los miembros de la jerarquía eclesiástica también son ciudadanos, tienen conciencia y "debemos responder a nuestra conciencia antes que a cualquier ideología".
French Congrès des missionnaires : le cardinal Rodriguez Maradiaga
Aug 15, 2008
Le 15 août 2008  - E.S.M. -  Le cardinal Oscar Rodríguez Maradiaga, archevêque de Tegucigalpa et président de Caritas Internationalis, s'est exprimé au 3ème Congrès missionnaire américain - 8ème Congrès missionnaire latino-américain (Cam3-Comla8), qui se tient actuellement à Quito jusqu'à dimanche.

"Nos paroles et nos actions dénonceront l'ordre économique injuste qui fait prévaloir le lucre contre la personne humaine et génère une si grande pauvreté, déshumanisation et mort ; elles seront en même temps une dénonciation de tout ce qui peut léser les droits de l'homme, la paix et la justice ou détruire la nature", a affirmé le cardinal Oscar Rodríguez Maradiaga, archevêque de Tegucigalpa et président de Caritas Internationalis, au 3ème Congrès missionnaire américain - 8ème Congrès missionnaire latino-américain (Cam3-Comla8), qui se tient actuellement à Quito jusqu'à dimanche.

"Le Seigneur, qui s'identifie pleinement à ceux qui souffrent - a ajouté le cardinal -, nous invite à le reconnaître en eux et à leur donner une aide efficace, en offrant notre vie à nos frères. Solidaires de ceux qui souffrent de maladies, de douleur, d'injustice et d'oppression, nous supportons tout pour eux. [...] Tout en partageant les espoirs et les joies, les chagrins et les angoisses des hommes, surtout des pauvres, nous devons annoncer la Bonne Nouvelle du Royaume dans la fidélité et la force, d'autant plus que nombreux sont ceux qui s'y opposent par ambition du pouvoir, par souci de richesses ou préoccupation de plaisirs". Tout en rappelant que "la centralité du Christ dans la vie du disciple est la racine de l'identité missionnaire", le cardinal Maradiaga a conclu : "Le style prophétique de la vie du disciple reçoit de Marie, mère de l'Église, une caractéristique particulière. Elle nous enseigne que sans cœur, sans tendresse, sans amour, il n'existe aucune prophétie authentique".

Source : Eucharistie Sacrement de la Miséricorde
Italian Cardinale Maradiaga: la Chiesa è lungimirante nell'affrontare i problemi
Jul 30, 2008
Lo dimostra la Caritas con l'immigrazione.

PALMA DE MALLORCA (Spagna), martedì, 29 luglio 2008 (ZENIT.org).- "Non è giusto dire che la Chiesa arriva sempre tardi ai problemi", ha affermato il Cardinale Arcivescovo di Tegucigalpa e presidente di Caritas Internationalis, Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, in una conferenza che ha pronunciato venerdì scorso nel Monastero de la Real, a Palma de Mallorca.

Il Cardinale ha sottolineato la lungimiranza della Chiesa nell'affrontare i problemi e ha portato come esempio di questo la risposta offerta dalla Caritas al fenomeno dell'immigrazione.

Il porporato honduregno ha anche segnalato l'importanza dell'Enciclica "Populorum Progressio" e la lungimiranza di Papa Paolo VI nel 1967, quando ha pubblicato questo documento che sottolinea lo sviluppo come via della pace e che, secondo il Cardinale, è più necessario e attuale oggi che al momento della sua pubblicazione.

L'Arcivescovo salesiano ha ripercorso la Dottrina Sociale della Chiesa in relazione alla carità e alla solidarietà, sottolineando le riflessioni dell'incontro dei Vescovi latinoamericani nella Conferenza di Medellín e mostrandosi a favore della globalizzazione "non solo economica, ma anche globalizzazione della solidarietà".

Quanto ai politici, il Cardinale ha accusato i grandi dirigenti mondiali di soffrire di una "miopia galoppante" che impedisce loro di leggere i segni dei tempi e di progettare soluzioni ai problemi a lungo termine.

Allo stesso modo, ha invitato i presenti - molti dei quali collaboratori della Caritas - a seguire il motto "tenacia e carità" dell'istituzione cattolica.

"Il grande successo della Caritas è che ha compreso che la realtà non si giustifica, ma si riconosce - ha affermato -. Il Vangelo ha il futuro assicurato se lo viviamo realmente, ma non partendo dall'individualismo, quanto con un'istituzione come la Caritas, con una metodologia riconosciuta ed efficace".
Spanish El cardenal Maradiaga destaca la anticipación de la Iglesia para solucionar problemas
Jul 29, 2008
“No es justo decir que la Iglesia siempre llega tarde a los problemas”, afirmó el cardenal arzobispo de Tegucigalpa y presidente de Caritas Internacional, Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, en una conferencia que pronunció en el Monasterio de la Real, en Palma de Mallorca, el pasado viernes 25 de julio.

(VERITAS, 28/07/2008) Palma de Mallorca - El cardenal destacó la anticipación de la Iglesia para solucionar problemas y puso como ejemplo de ello la respuesta que ha ofrecido Caritas al fenómeno de la inmigración.

El arzobispo salesiano ofreció un recorrido de la Doctrina Social de la Iglesia en relación a la caridad y la solidaridad, destacó las reflexiones del encuentro de obispos latinoamericanos en la Conferencia de Medellín y se mostró a favor de la globalización, “pero no sólo económica, sino también la globalización de la solidaridad”.

En cuanto a los políticos, el cardenal acusó a los grandes dirigentes mundiales de sufrir una “miopía galopante” que les impide leer los signos de los tiempos y proyectar soluciones a los problemas a largo plazo. También invitó a los asistentes, muchos de ellos colaboradores de Caritas, a seguir el emblema de “tenacidad y caridad” de la institución católica.
Spanish Cardenal recomienda vitamina ‘C’
Jul 28, 2008
El cardenal Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arzobispo de Tegucigalpa, invitó a peregrinos hispanohablantes a ser santos tomando vitamina "C", es decir, descubriendo en sus vidas las fuerza de cuatro palabras: "confirmación, comunión, confesión y Cristo".

(elheraldo.hn) El purpurado hondureño, quien es también presidente de Cáritas Internacional, dirigió una de las catequesis que han comenzado 600 jóvenes provenientes de Chile, Argentina, México, España, Costa Rica y Uruguay.

Lenguas

Los peregrinos que participan en Sidney, Australia, de la XXIII Jornada Mundial de la Juventud asisten del miércoles al viernes a catequesis multitudinarias sobre el Espíritu Santo y la misión, dictadas en 25 idiomas por cardenales y obispos de todo el mundo, en 250 locales diferentes.

Durante la sesión del miércoles los obispos reflexionaron sobre el tema "Llamados a vivir en el Espíritu Santo", enmarcado en la cita bíblica: "Si vivimos animados por el Espíritu, dejémonos conducir también por él".El cardenal presentó la centralidad del bautismo en la vida cristiana.

"El bautismo es el día en que nacemos para Dios, aquí empieza la vida, ahí empieza la misión. Es el día más importante de nuestra vida y muchas veces no lo recordamos", subrayó."Digamos sí a lo que es sí y no a lo que es no. Sabemos que vivir esto en la vida cotidiana a veces puede ser difícil, pero contamos con la presencia del Espíritu en nuestras vidas".Rescató también la importancia de conocer a Cristo "solo podemos seguir al Señor si tenemos un encuentro íntimo con él".
English Cardinal: Youth Day Isn't Catholic Woodstock
Jul 21, 2008
Tells Pilgrims They Have Mission of Spreading Joy.

SYDNEY, Australia, JULY 19, 2008 (Zenit.org).- The president of Caritas Internationalis told youth in Sydney that World Youth Day is not a Catholic Woodstock, but rather a testimony of the Holy Spirit.

Cardinal Oscar Rodríguez Maradiaga affirmed this in the last of the catechesis sessions, held Saturday.

With songs (the cardinal also plays the saxophone) and jokes, the Honduran prelate spoke to the youth about the necessity of witnessing to their faith in the world.

"The Lord urgently calls us to be witnesses of his Gospel," he said.

His listeners came from a variety of Spanish-speaking countries, including Mexico, Puerto Rico, the Dominican Republic and Venezuela. Young Spaniards were also in the audience; Benedict XVI announced Sunday that Spain will host the next World Youth Day in 2011.

Cardinal Rodríguez Maradiaga told the young people that World Youth Day "is not a Catholic Woodstock without drugs and alcohol, like some say, but rather a testimony of the Holy Spirit."

He thus urged the youth to use the Sydney event as a springboard helping them to return to their homes and give testimony of their faith in their daily lives. For this, the cardinal said, big things aren't necessary, but rather doing what should be done in each moment, being faithful to Christ. "Let's not put shackles on the Holy Spirit," he added, "so that he can make of us true works of art."

The cardinal also recalled the example of St. John Bosco, who said, "sadness and melancholy -- not under my roof." Cardinal Rodríguez Maradiaga explained that one who lives with the grace of God live authentic joy, while one who lives in sin, lives with sadness. "Have you noticed how sad the world is? Well, that's our mission, to irradiate joy, because the world lives in sadness and needs joy."
French Les jeunes ont besoin de vitamine C, affirme le cardinal du Honduras
Jul 20, 2008
« Confirmation, Communion, Confession, et Christ »

ROME, Vendredi 18 juillet 2008 (ZENIT.org) - Le cardinal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, archevêque de Tegucigalpa, au Honduras, a invité ce mercredi les pèlerins de langue espagnole présents à Sydney, à devenir des saints en prenant beaucoup de « vitamine C », c'est-à-dire en découvrant dans leur vie la force de ces quatre mots : Confirmation, Communion, Confession, et Christ.

Le cardinal de Teguicigalpa a présidé une catéchèse pour 600 jeunes du Chili, d'Argentine, du Mexique, d'Espagne, de Costa Rica et d'Uruguay.

Les catéchèses ont commencé mercredi et se sont terminées hier vendredi. Elles portaient sur l'Esprit Saint et la mission. Les catéchèses, tenues par des cardinaux et des évêques du monde entier, ont été données en 25 langues, dans 250 lieux différents de la ville de Sydney.

Mercredi, le thème de réflexion était : « Appelés à vivre dans l'Esprit Saint », avec la citation biblique : « Puisque l'Esprit est notre vie, que l'Esprit nous fasse aussi agir ».

Le cardinal a rappelé que le baptême est au centre de la vie chrétienne.

« Le baptême, c'est le jour où nous naissons pour Dieu, c'est là que commence la vie, là que commence la mission. C'est le jour le plus important de notre vie, et très souvent, nous l'oublions », a-t-il expliqué.

Soulignant l'importance de connaître le Christ, il a expliqué qu'on ne peut « suivre le Seigneur, que si l'on a une rencontre personnelle avec lui ».

Il a enfin parlé de la présence de l'Esprit dans la vie des jeunes en disant : « Lors de la confirmation, nous devenons des soldats du Christ. Parfois nous avons du mal à vivre la grâce du sacrement mais nous ne pouvons pas oublier que l'Esprit nous accompagne... ».

« L'Esprit Saint veut faire de chacun de vous un saint », a-t-il dit.

Le cardinal a résumé sa catéchèse en encourageant les jeunes à prendre beaucoup de vitamine C, c'est-à-dire en approfondissant et vivant ces quatre mots : « Confirmation, Communion, Confession et Christ ».

Les catéchèses étaient accompagnées de chants, de réflexions, de questions et se terminaient par une messe célébrée par le cardinal ou l'évêque assigné au groupe. Un temps de confession était également prévu.

Les catéchèses avaient lieu le matin, l'après-midi étant réservé au Festival des jeunes, en différents endroits de la ville de Sydney.
English Cardinal with sax appeal
Jul 10, 2008
Oscar Rodriguez is a prince of the church, worldwide head of aid agency Caritas, and a doughty fighter against poverty and corruption. But when he was recognised by elated young Catholics on the steps of St Patrick's Cathedral yesterday, it was as the saxophone-playing cardinal who enlivened Catholic festivities in Germany.

(The Age, July 10, 2008) Cardinal Rodriguez, Archbishop of Honduras, arrived in Melbourne yesterday to address a function alongside Cardinal Wilfred Napier, Archbishop of Durban, who arrived fresh from diplomatic efforts in Zimbabwe. Both will give public talks as part of the Days in the Diocese festival.

Cardinal Rodriguez, who has called poverty and injustice "the real weapons of mass destruction in the 21st century" is one of the most senior clerics in Latin America where some 40% of the world's Catholics live, and is likely to be a candidate to be the next pope.

Yesterday he told The Age that a new international financial crimes tribunal, with similar powers to the war crimes tribunal, would make a huge contribution to reducing world poverty. "Many dictators enrich themselves with the goods of their nation and keep them," he said. "The money is needed to develop the nation."

He said that such a tribunal, with power to repatriate money, needed agreement by powerful nations.

He said several Latin American countries were now "drug states", where drug lords had private armies. Honduras, as a conduit for drugs, was heading in that direction. Again, repatriating money from drug gangs would reduce poverty.

Cardinal Rodriguez said events such as World Youth Day were a powerful antidote when he felt discouraged.

"These young people evangelise themselves. Young people from the third and first worlds have messages for each other," he said.

"The Christian answer to poverty is global solidarity, which is not just collecting and giving funds but giving yourself, so the volunteer work in many nations is becoming every day a sign of hope."

Cardinal Napier spoke of the unfolding tragedy in Zimbabwe, but said even that was dwarfed by problems in the Sudan, Somalia and the AIDS epidemic.
English Honduran cardinal condemns Mexico-US border fence, compares it to Berlin Wall
May 15, 2008
Honduran Cardinal Oscar Andres Rodriguez is condemning the border fence being built along the U.S.-Mexican border.

TEGUCIGALPA, Honduras (AP, 2008-05-09) - Rodriguez compared the fence to the Berlin Wall and said it would not keep Mexican and Central American migrants from crossing into the United States.
The Roman Catholic cardinal said it was sad that trade agreements were opening borders to the free passage of goods but not of people.

He spoke Thursday during a closed-door conference on immigration for officials of the United States, Canada, Mexico and Central America. The church released his comments Friday.
The U.S. is seeking to build 670 miles (1,000 kilometers) of fence along the southwest border by the end of the year.
French Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga, le cardinal tout-terrain
May 06, 2008
Nul doute que, s'il est un jour élu pape, il autorisera les cardinaux et évêques à prendre, pour leurs tournées pastorales, les commandes d'un petit avion ou d'un hélicoptère.

(LE MONDE, 02.05.08) Car si Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga, 65 ans, fait figure de virtuel premier pape des continents du Sud, dans un catholicisme de plus en plus coloré et métissé - lui-même est de sang indien et espagnol -, il confesse d'autres "addictions" que le service de l'Eglise : le pilotage des avions (dont le privent des oukases du Vatican) et la musique, de Mozart à la bossa-nova, du chant grégorien à la cumbia, cette musique et danse populaire dont il parle avec un sourire enfantin et gourmand.

Parcours

1942. Naissance à Tegucigalpa (Honduras).

1970. Ordonné prêtre dans la congrégation des salésiens.

1993. Archevêque de Tegucigalpa.

2001. Créé cardinal par Jean Paul II.

2007. Président de Caritas Internationalis, organisme de solidarité.

2008. Parution d'un livre d'entretiens "De la difficulté d'évoquer Dieu..."
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Ecolier, il fabrique des maquettes d'avions et des cockpits en carton. Dès l'âge de 14 ans, il prend les commandes d'un appareil, apprend l'anglais en dévorant les manuels de pilotage. Une passion héritée de son père, aviateur amateur, et de son grand-oncle qui a fondé la TACA, première compagnie aérienne du sous-continent. Aujourd'hui, ce cardinal tout-terrain rêve de l'hélicoptère comme d'un moyen pour évangéliser des pays aussi pauvres et accidentés que son Honduras natal, où les sentiers de montagne sont caillouteux, les routes rares et les chemins de vrais coupe-gorge.

La musique aussi lui permet de pénétrer les milieux populaires. Après son entrée chez les salésiens de Don Bosco, ce prêtre italien éducateur de jeunes (1815-1888), le pianiste Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga entre au conservatoire, joue dans un orchestre, enseigne la musique au grand séminaire. Et, depuis, s'il a délaissé le clavier, le cardinal envie Benoît XVI, qui, chaque soir, dans ses appartements privés, se met au piano pour interpréter du Mozart. Il joue de l'orgue, mais aussi de la guitare, de la batterie, de la contrebasse, du marimba et autres percussions. Dans des réunions de jeunes et de prêtres, il se lance dans des numéros de saxophoniste. Aucun genre musical ne lui est étranger, y compris le rock et le tango. Le décalage entre les liturgies européennes, ennuyeuses, et celles, joyeuses, de son continent, le chagrine : "Notre foi n'est-elle pas une fête ?"

Ce cardinal n'est pas tout à fait comme les autres. Il parle sept langues, est irréprochable sur le plan de la doctrine romaine, et ses nombreux voyages lui ont donné une stature internationale. Il s'adresse avec la même vigueur aux dirigeants corrompus, aux puissants de la finance, aux trafiquants de drogue. On comprend pourquoi cet homme est régulièrement cité dans les listes de papabili. Il n'a eu que deux voix au conclave éclair qui, en avril 2005, s'est porté massivement sur Joseph Ratzinger, mais il reste dans la course.

Le cardinal hondurien mesure ses chances de monter sur le trône de Pierre, mais il ne croit pas sérieusement que l'élection d'un pape latino, noir ou asiatique soit pour demain. Il en rit : "A Rome, on dit que nous ne sommes pas mûrs !" Il rêve pourtant, après Jean Paul II, qui, à l'époque communiste, avait privilégié l'axe Est-Ouest, après Benoît XVI, qui tente de ranimer la flamme de la foi en Europe, d'un pape qui imposerait un axe Nord-Sud au gouvernement de l'Eglise. Il développe sa vision dans un récent livre, De la difficulté d'évoquer Dieu dans un monde qui pense ne pas en avoir besoin (entretiens avec Eric Valmir, Robert Laffont, 296 p., 19 €).

Il aura beaucoup à faire. Un abîme sépare le Nord et le Sud de l'Eglise. Sans langue de bois, le cardinal Rodriguez Mariadaga met en cause le poids du Nord - Europe et Etats-Unis - dans l'appareil du Vatican. Il se dit frappé de la richesse d'évêques nord-américains, "qui ne bougent pas de leur diocèse", et méprisent les fidèles hispaniques qui, demain, seront majoritaires dans leur Eglise. A Rome, on reproche à l'archevêque hondurien de trop parler, trop bouger, trop fréquenter les médias : "Monseigneur, vous parlez trop de l'option préférentielle de l'Eglise pour les pauvres (le programme des épiscopats latino-américains). Laissez tomber." Il hoche la tête : "Les monsignori de la Curie ne connaissent pas la vraie pauvreté. Ils ne peuvent pas imaginer ce que nous vivons concrètement dans un pays comme le Honduras, où 40 % de la population vit sous le seuil de pauvreté."

Les médias, il s'en plaint, comme ce jour de 2002 où, dans le mensuel italien Trenta giorni, il leur reprocha de persécuter l'Eglise - à propos du scandale des prêtres pédophiles - "comme au temps de Néron, de Dioclétien et plus récemment de Staline et de Hitler". Mais de son charisme médiatique il joue aussi sans retenue et avec gourmandise. Au Honduras, où la population est majoritairement illettrée, il crée des radios, des programmes Internet pour étudier les Evangiles, a fondé sa propre télévision, Canal 48, pour répondre aux besoins de formation et de prière des fidèles, contre les "télé-novelas aliénantes" et les sectes qui étendent leur toile. Des sectes comme autant de miroirs aux alouettes pour une population misérable, naïve, crédule face à cette "théologie de la prospérité" enseignée par des pasteurs autoproclamés : "Nos fidèles vont faire un tour dans une secte, en sortent, en choisissent une autre, puis en reviennent, désabusés, indifférents."

Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga mène la croisade contre les sectes, contre la corruption, contre la pauvreté, contre une mondialisation réduite à la seule dimension du marché. Sans passer pour un cardinal rouge, il est dans la ligne des Helder Camara ou Oscar Romero, "prophètes" de l'Eglise du sous-continent latino-américain. Il se souvient avec émotion de Jean Paul II vieillissant le suppliant d'agir pour les pauvres, un doigt sur le passage d'un de ses documents réclamant la réduction, voire l'annulation, de la dette des pays les moins développés. Depuis, l'archevêque du Honduras est devenu président du Celam (Conseil des épiscopats latino-américains), puis de la Caritas internationale. Et il est altermondialiste, à sa façon.

Avec des collègues d'Afrique, d'Inde et la bénédiction du Vatican, il a entamé un vrai travail de "lobbying" - le mot ne lui fait pas peur - auprès des huit pays les plus puissants du monde, le G8. Il a l'oreille de Gordon Brown, Angela Merkel, José Manuel Barroso, James Wolfenson, ancien patron de la Banque mondiale, de son ami catholique Michel Camdessus, ancien président du FMI. Une annulation partielle de la dette de dix-huit pays a été adoptée au sommet du G8 de 2005 en Ecosse. Fort de ce succès, le cardinal hondurien se bat à présent pour que les pays riches portent à 0,7 % la part de leur aide publique au développement.

Le cardinal Rodriguez Maradiaga déteste la caricature souvent faite de lui de militant antimondialisation, mais il appelle de ses voeux, dans la lignée d'un Paul VI qui, il y a quarante ans, faisait du développement "le nouveau nom de la paix" (encyclique Populorum progressio en 1967) une vraie mondialisation de la solidarité.
English Cardenal Rodríguez encabeza cruzada recaudará fondos para reparar Catedral
Apr 14, 2008
El cardenal y arzobispo de Tegucigalpa, Oscar Andrés Rodríguez, inició hoy una cruzada de recaudar fondos para restaurar la catedral de la capital hondureña, que sufre el deterioro del tiempo en algunas áreas de su estructura.

(proceso.hn) Abril 12, 2008 - Tegucigalpa - El prelado hondureño dijo a periodistas que se necesitan seis millones de lempiras (unos 317.460 dólares) para las obras de restauración de la catedral de Tegucigalpa, construida hace unos 240 años.

Agregó que con la cooperación de instituciones públicas y privadas, lo mismo que de los habitantes capitalinos, católicos y de cualquier otra religión, espera que se recaude el dinero que se necesita para las mejoras en el principal templo de Tegucigalpa.

El prelado hondureño indicó que las obras incluyen, además, áreas recreativas con jardines.

Algunos trabajos como el de pintar la parte exterior de la catedral capitalina están por concluir, pero hace falta mucho en algunas paredes, columnas y otras áreas del interior, apostilló el cardenal Rodríguez.

La Radio Católica y el Canal 48 de televisión de la iglesia transmiten la maratón para recaudar fondos para la restauración de la catedral de Tegucigalpa, otrora centro minero fundado en 1578.
English Honduran cardinal calls for 'a better world, not only a safer world'
Feb 27, 2008
The cardinal of one of the smallest and most impoverished nations in Central American tonight called upon American Catholics to form a sort of “spiritual GPS system” in the country’s politics, pointing the way toward “a better world, not only a safer world.”

Honduran cardinal calls for 'a better world, not only a safer world'
All Things Catholic by John Allen
Created Feb 24 2008 - 20:22

By JOHN L. ALLEN JR.
Washington, D.C.

The cardinal of one of the smallest and most impoverished nations in Central American tonight called upon American Catholics to form a sort of “spiritual GPS system” in the country’s politics, pointing the way toward “a better world, not only a safer world.”

Cardinal Oscar Rodriguez Maradiaga of Honduras made the comments at the annual Catholic Ministry Gathering in Washington, D.C.

“The work of Catholic social ministry in this powerful nation has a big impact for the whole church,” Rodriguez said. “As a country, your decisions affect the world.”

Drawing extensively on Pope Benedict XVI’s recent encyclicals Deus Caritas Est and Spe Salvi, Rodriguez insisted that compassion and advocacy on behalf of the poor is an essential requirement of the faith.

“Standing with the poor,” Rodriguez said, citing Benedict, “is as essential to the church as proclaiming the gospel or celebrating the sacraments.”

Honduras is a point of both origin and transit for many immigrants to the United States, and Rodriguez appealed for a special compassion for immigrants.

“The fear of difference must not prevail in this open culture of yours,” he said.

Moreover, Rodriguez argued, the problem of immigration cannot be addressed in isolation from broader questions of economic development, since the primary spur driving many people to immigrate is poverty.

“Without development, we can build all the walls we want on all the borders of the world, and immigration will not be stopped,” he said.

Noting that 2007 was the 40th anniversary of Pope Paul VI’s social encyclical Populorum Progressio, Rodriguez called upon Catholics to boldly deliver the core message of that document: “Development is the new name of peace.”

Rodriguez also delivered a strong pro-life message, citing Benedict XVI to the effect that abortion, euthanasia, cloning and embryonic stem cell research represent assaults on innocent human life which are “always morally wrong.”

Rodriguez praised Benedict’s insistence in Spe Salvi that the Christian message is not simply informative, but also performative – a word with special resonance, Rodriguez joked, in this era of athletes constantly chasing a “performance enhancing” edge.

“I love that word ‘performative,’” he said. “It means the faith does not just make things known, but it makes things happen. It’s life-changing.”

Pointing towards the 2008 elections in the United States, Rodriguez urged Americans to “work against cataracts,” meaning the “blindness” to issues of global justice sometimes created by special interests.

Sponsored by 18 different Catholic organizations, including the United States Conference of Catholic Bishops, the Social Ministry Gathering brings together diocesan and parish-level leaders involved in charitable service and social advocacy. The session runs Feb. 24-27 in Washington, D.C.
Spanish Premio Viktor Frankl al cardenal Óscar Rodríguez Maradiaga
Jan 25, 2008
El cardenal Óscar Andrés Cardinal Rodríguez Maradiaga S.D.B, arzobispo de Tegucigalpa y presidente de Caritas Internationalis, ha recibido el premio 2008 de la Viktor Frankl Foundation.

CIUDAD DEL VATICANO, jueves, 24 enero 2008 (ZENIT.org).- Esta fundación, con sede en Viena (Austria), que promueve la visión humanística de la psicoterapia, ha reconocido a un calificado psicólogo clínico y psicoterapeuta en la vida y obra del purpurado hondureño, indica la motivación oficial.

La Fundación, que trabaja en colaboración con asociaciones de logoterapia de todo el mundo, está dedicada a Viktor Frankl (1905-1997) neurólogo y psiquiatra austríaco.

De origen judío, en 1942, fue deportado a diferentes campos de concentración nazis. Tras su liberación, en 1945 escribió su famoso libro «El hombre en busca de sentido», donde describe la vida del prisionero de un campo de concentración desde la perspectiva de un psiquiatra.

En esta obra expone que, incluso en las condiciones más extremas de deshumanización y sufrimiento, el hombre debe encontrar una razón para vivir, basada en su dimensión espiritual.

El cardenal Rodríguez Maradiaga, nacido en Honduras, en 1942, estudió psicología clínica en la Universidad Leopold Franz de Innsbruck, y tiene un doctorado en teología por la Universidad Pontificia de Letrán.

Arzobispo de Tegucigalpa desde 1993, de 1995 a 1999 fue presidente del Consejo Episcopal Latinoamericano (CELAM). Actualmente es presidente de la Conferencia Episcopal de Honduras.  Juan Pablo II le creó cardenal el 21 de febrero de 2001.
German Kardinal Rodriguez Maradiaga: Die Hoffnung hilft, das Ziel nicht aus den Augen zu verlieren
Dec 05, 2007
Interview mit dem internationalen Caritas-Präsident.

MADRID, 4. Dezember 2007 (ZENIT.org).- Die zweite Enzyklika Benedikts XVI. über die christliche Hoffnung ist in den Augen von Kardinal Oscar Rodriguez Maradiaga, dem internationalen Caritas-Präsidenten und Erzbischof von Tegucigalpa (Honduras), ein „kostbares Geschenk – vor allem jetzt, wo die Adventzeit beginnt. Denn die Hoffnung ist ja jene christliche Tugend, die uns lehrt, dass wir das Ziel nicht vergessen dürfen.“

Der Hirte war aus Anlass des 60. Jahrestages der Gründung von Caritas Spanien nach Madrid gereist, wo er auf dem „Internationalen Symposium für katholische Soziallehre“ zum 40. Jahrestag des Erscheinens der Enzyklika „Populorum Progressio“ die Abschlussrede hielt.

Im Gespräch mit ZENIT ermutigte der Kardinal, die neue Enzyklika und auch die übrigen kirchlichen Dokumente zu „durchbeten“. Zudem ging auf die Rezeption des Zweiten Vatikanischen Konzils und der ersten Sozialenzyklika nach dem Konzil (aus der Feder Pauls VI.) ein.

Kardinal Maradiaga liegt die Verbreitung der Katholischen Soziallehre in den Ausbildungsstätten für Priester besonders am Herzen.

ZENIT: Manche sind der Ansicht, das Zweite Vatikanische Konzil sei nicht genügend umgesetzt worden, andere wieder wünschen sich ein III. Ökumenisches Konzil. Was sagen Sie?

Kardinal Rodriguez Maradiaga: Das größte Problem ist, dass das Zweite Vatikanische Konzil schlichtweg nicht bekannt ist, und diese Ereignisse im Leben der Kirche gibt es als Dokument, aber sie sind ein Geist. Und der Geist ist es, der ihnen Leben einhaucht und der Schritt für Schritt Menschen bewegen muss.

Lassen sie mich das erklären: Bei der Veröffentlichung der Dokumente des Zweiten Vatikanischen Konzils gab es große Begeisterung, sie zu studieren oder zu lesen. Ich war damals Theologiestudent, und wir haben alles verschlungen, was das Konzil betraf.

Die nächste Generation hatte das Vatikanische Konzil zwar als Bezugspunkt, aber mit jedem Jahrzehnt, das verging, schien das Konzil immer weiter weg zu sein; und das Schlimmste daran: Es wurde weder gelesen noch studiert.

Ich halte nach wie vor Vorlesungen in Moraltheologie an meinem Seminar, und meine erste Frage in der ersten Unterrichtsstunde lautet: Jeder, der das gesamte Zweite Vatikanum gelesen hat, möge aufzeigen! Das sind sehr wenige. Und wenn das schon bei den Theologiestudenten so ist, wie ist es dann wohl im säkularen Umfeld?

Zudem gilt es, was die Pädagogik betrifft, Anstrengungen zu unternehmen, um – wie das Evangelium sagt – aus der Schatzkiste Altes und Neues hervorzuholen. Beim Dialog zwischen Tradition und Innovation geht es darum, die schwierige Balance im Dialog zu bewahren, ohne zu irgendeinem Extrem hin zu tendieren; eben dieses Gleichgewicht zu finden, das durch die beiden Pole bereichert wird. Ich denke, darum geht es hier.

ZENIT: Ein Drittes Vatikanum?

Kardinal Rodriguez Maradiaga: Es wird kommen, aber nur wenn das Zweite Vatikanum umgesetzt wird, und bis dahin ist noch viel zu tun.

ZENIT: Wir feiern jetzt 40 Jahre „Populorum Progresio“ und 20 Jahre „Sollicitudo Rei Socialis“, und mit diesen Enzykliken geht es uns ähnlich: Es gibt großartige Einsichten, die sehr anspruchsvoll sind, würden sie umgesetzt. Macht die Kirche etwa nur leere Worte?

Kardinal Rodriguez Maradiaga: Ich denke, ja, aber man darf nicht vergessen, das die leeren Worte nicht Schuld der Päpste ist, die diese so wertvollen Enzykliken erstellt haben, sonders es ist unsere Schuld, dass wir sie uns nicht genug in Erinnerung rufen.

Wir erleben gerade eine solche Beschleunigung von Geschichte, dass wir fast nur noch nach Neuigkeiten Ausschau halten. Da laufen wir Gefahr, die Grundanliegen dieser Enzykliken zu vergessen oder hintanzustellen.

Dazu gehört das Studium der Rolle der katholischen Soziallehre. Aus diesem Grund hat die Kongregation für das Katholische Bildungswesen schon vor langer Zeit – wenn ich mich recht entsinne, eigentlich schon vor zwanzig Jahren – eine Instruktion mit der Forderung verfasst, dass man in allen Priesterseminaren die katholische Soziallehre studieren sollte.

Ich habe den gesamten lateinamerikanischen Kontinent bereist und bemerkt, dass man sie in vielen Seminaren nicht behandelt. Und mancherorts studiert man sie, aber in einer sehr oberflächlichen Weise. Und wenn wir jetzt noch die Ausbildungsstätten für Laien dazunehmen würden, was für ein Bild zeigte sich dann?

Gott sei Dank hat der Päpstliche Rat für Gerechtigkeit und Frieden es geschafft, als Klärung einer Bitte von Papst Johannes Paul II., der seinerseits auf eine entsprechende e Anfrage der Amerika-Synode antworten wollte, die Realisierung dieses schönen Projektes des Kompendiums für Kirchliche Soziallehre anzugehen. Jetzt ist es an uns, sie zu verbreiten und zu studieren. Und dabei mit der Umsetzung all dessen zu beginnen.

ZENIT: In diesem Symposium hier wurde eben erklärt, dass man gerade in der Lehre Gefahr laufe, mehr die pastorale Umsetzung als die prophetische Dimension zu betonen. Was meinen Sie?

Kardinal Rodriguez Maradiaga: Ich denke, jedes Mal, wenn etwas aus dem Gleichgewicht gerät, funktioniert etwas nicht richtig. Und so Gott will, gilt es nicht dieses oder jenes voranzubringen, sondern dies und jenes – mit einer Balance, die garantiert, dass wir Fortschritte machen, als Antwort auf die Herausforderungen der Zeichen der Zeit.

Wer einen Aspekt der drei Dienstaufgaben unseres Herrn Jesus Christus übertreibt, läuft Gefahr, ein Verdikt zu bekommen, das niemand gerne hört: Unausgeglichener.

Es ist viel besser, dieses (nicht immer einfache) Gleichgewicht zu suchen, das, wie ich sagte, nicht immer leicht ist, aber genau das ist, was wirklich die Geschichte voranbringt.

ZENIT: Könnten sie uns ein Wort über die Enzyklika „Spes salvi“ von Papst Benedikt XVI. sagen?

Kardinal Rodriguez Maradiaga: Ich glaube, sie ist ein kostbares Geschenk – vor allem jetzt, wo die Adventzeit beginnt. Denn die Hoffnung ist ja jene christliche Tugend, die uns lehrt, dass wir das Ziel nicht vergessen dürfen.

Heute war ich ein bisschen traurig, als ich die Kommentare einiger Medien las, weil sie sich wirklich als Eigner aufspielen und Urteile von bereits vorgefertigten Positionen aus fällen, die in verschiedenen Ideologien verortet sind. Es ist wichtig, mit Aufrichtigkeit und Offenheit aus diesem Brunnen zu trinken, um die Botschaft zu empfangen, und wer das so angeht, der findet wirklich einen Schatz.

Ich bin sehr dankbar, dass Papst Benedikt XVI. die besondere Gabe hat, so tiefe Dinge mit einer solchen pädagogischen Sprache zu sagen. Und so unterhält er den Dialog mit der Welt der Kultur von tiefgründigen Positionen aus. Er kann sehr klar mit jedem sprechen, denn er ist wirklich ein Lehrer, ein Meister.

Ich denke, dass unsere Kirche aus dieser Sicht für das nächste Jahr, das gleichzeitig das Jahr des heiligen Paulus sein wird, ein wertvolles Werkzeug erhalten hat, um weiterzukommen, und ich appelliere an alle Getauften, das Dokument nicht nur durch die Schlagzeilen einer Zeitung wahrzunehmen, sondern es zu lesen, zu bedenken und zu durchbeten.

Dies Element gilt es nach wie vor noch ins geistliche Leben zu integrieren. Die Dokumente der Kirche sind nicht nur für das Gehirn, sondern auch für Herz und Seele. Sobald wir die Lehren der Kirche ins Gebet nehmen, werden sie zu einem enormen Reichtum.

[Das Interview führte Nieves San Martín. Übersetzung aus dem Spanischen von Angela Reddemann]
Spanish “El destino universal de los bienes es un tema pendiente”
Nov 30, 2007
El arzobispo de Tegucigalpa (Honduras) y presidente de Caritas Internacional, cardenal Oscar Rodríguez Maradiaga, SDB., tendrá una agenda apretada en su breve estancia en Madrid, donde llegó hoy, viernes 30 de noviembre.

(VERITAS, 30/11/2007) Madrid - El cardenal tuvo este mediodía un primer encuentro con periodistas en la sede de Cáritas Española. Precisamente el 60 aniversario de esta institución, es una de las razones que le ha traído a la capital de España, donde pronunciará esta tarde una conferencia sobre este tema.

Otra cita importante del prelado en Madrid, es la que le llevará mañana, sábado 1 de diciembre, a la Fundación Pablo VI, donde pronunciará la conferencia de clausura en el Simposio Internacional sobre el 40 Aniversario de la Encíclica Populorum Progressio, de Pablo VI.

En su encuentro con los periodistas, el cardenal Rodríguez Maradiaga no eludió ninguna de las cuestiones que se le formularon, desde la pobreza y la lucha particular de Cáritas en este ámbito, hasta la preocupación de la Iglesia por la situación de Venezuela, la clase política en general y sobre todo en Latinoamérica, los “rótulos” de progresistas y conservadores con que se catalogan a los obispos, la Teología de la Liberación, la importancia de la Palabra de Dios para el crecimiento en la fe, e incluso una breve referencia a la segunda Encíclica de Benedicto XVI, presentada hoy.

El cardenal precisó que Cáritas no es una ONG sino la “Iglesia en acción” y puntualizó “no es que no me guste el término ONG, yo trabajo con muchas, pero se tiende a pensar que la dimensión eclesial está “camuflada” cuando en Cáritas no es una alternativa a la vida de la Iglesia, porque Cáritas es Iglesia”.

En este contexto, el cardenal hizo algunas reflexiones sobre la pobreza, especialmente en el ámbito hispanoamericano, y dijo que “el destino universal de los bienes” es un tema pendiente, porque no es posible que pueda “haber tanta pobreza cuando hay tantísima riqueza, más que nunca”.

El arzobispo de Tegucigalpa cree que para disminuir la pobreza la solución no es aumentar la productividad, sino “disminuir la desigualdad”, y añadió que “la paz del mundo pasa por ahí”. En este sentido, el cardenal se mostró crítico con quienes consideran que “el consumidor es indispensable para el desarrollo económico” y dijo que en el consumo es necesario practicar “la austeridad”, como demuestra por ejemplo la amenaza de la escasez de petróleo.

“Consumir insaciablemente y constantemente es equivocado, consumir austeramente no es “carca”, sino algo profundamente evangélico porque produce libertad” y añadió que Cáritas educa para esto, como demuestran los donantes, que se privan para dar.
Spanish “Dios quiere hacer de ustedes obras de arte, pues Dios no quiere cristianos chapuzas”
Nov 17, 2007
El cardenal hondureño Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, salesiano, afirmó durante la homilía con motivo de la clausura de la XIV Asamblea General de CONFER, que “Dios quiere hacer de ustedes obras de arte, pues Dios no quiere cristianos chapuzas” y expresó que en la Iglesia, “la obra de arte se llama santo o santa”, y a esto “todos estamos llamados”.

(VERITAS, 16/11/2007) Madrid - Previa a la celebración eucarística, el cardenal Maradiaga había pronunciado una conferencia titulada: “La Vida Religiosa en camino, mística y profecía” en la que propuso un camino de renovación de la Vida Consagrada. Una realidad de los religiosos, que según explicó Maradiaga se encuentra, “en la vanguardia de la misión”.
Spanish Quienes roban arte religioso compran "su propia condenación"
Nov 01, 2007
El Arzobispo de Tegucigalpa, Cardenal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, reprobó los robos sacrílegos y advirtió que todas las personas involucradas en ellos "están comprando y vendiendo su propia condenación".

TEGUCIGALPA, 31 Oct. 07 (ACI).- Tras hacer un llamado al arrepentimiento, el Purpurado señaló que no estamos hablando de delincuentes comunes, sino de "ladrones por encargo" que luego transan con "traficantes de obras de arte que se los llevan fuera del país". "Están saqueando los pocos tesoros coloniales que nos quedan", denunció.

"Dios es un juez justo y aunque la justicia de este mundo no funcione, la de Dios si funciona y un día tendrán que dar cuenta. No se van a presentar con la paz que San Pablo se presenta", afirmó durante la Misa dominical.

El Arzobispo señaló que los ladrones de arte sacro "van a enfrentar la pena de las culpas hechas", pues "todo aquel que levanta su mano para matar, para robar para dañar a los demás tendrá que darle cuenta a Dios. A ellos les digo arrepiéntanse, pero al ladrón no le hace falta solo arrepentirse, tiene que devolver lo robado, sino no encontrará el perdón de Dios".

Advirtió que se trata de "dinero maldito" que en vez de beneficiarles "se va a volver en contra de ellos". "Todo el que mata, todo el que secuestra, todo el que hace el mal al prójimo, todo el que roba, nunca va a tener paz en su conciencia", afirmó.

Según fuentes eclesiales, el año pasado fueron robados cerca de 15 templos, de los cuales se sustrajo 35 imágenes, muchas de ellas elaboradas en España hace cuatro siglos.
Spanish Dios castigará a delincuentes en Honduras
Oct 29, 2007
El arzobispo de Tegucigalpa, cardenal Oscar Andrés Rodríguez, advirtió el domingo que Dios castigará a los delincuentes que han robado en dos años centenares de reliquias religiosas de unos 30 templos católicos en Honduras.

TEGUCIGALPA (AP, 28 de Octubre de 2007) - "Ese dinero es maldito y los ladrones no lo aprovecharán porque se volverá en su contra, aunque por el momento ellos piensan que lo disfrutan", dijo el sacerdote en su homilía dominical en la catedral metropolitana.

"Todo el que mata, que secuestra, que roba o hace mal al prójimo nunca tendrá paz", añadió.

Rodríguez sostuvo que "repruebo la actitud de los ladrones que han saqueado los pocos tesoros coloniales que nos quedan... y no son ladrones comunes, son ladrones que trabajan por encargo de traficantes de obras de arte que se las llevan fuera del país", subrayó. "Pero esos ladrones y los que compran y venden esas cosas deben saber que así están comprando y vendiendo la propia condenación de su alma".





Afirmó asimismo que "Dios es un juez justo y aunque la justicia de este mundo no funcione, la de Dios sí, y esa gente tendrá un día que rendir cuentas... porque todo el que levanta la mano para matar, robar y dañar a los demás debe rendir cuentas a Dios".

Los altos jerarcas de la Iglesia Católica mantienen cerrados sus templos desde el 14 de octubre ante los frecuentes robos y sólo abren sus puertas durante los oficios religiosos.

Esa fecha, desconocidos sustrajeron pinturas del Cristo Negro y la Virgen de Guadalupe, que datan de hace cuatro siglos, de la iglesia San Francisco de Tegucigalpa.

La fiscal especial del Patrimonio Cultural, Jenny del Cid, dijo recientemente en rueda de prensa que "investigamos la situación, aunque nuestra institución carece de presupuesto para hacerlo".

Para el caso, la iglesia de San Antonio de Oriente, a unos 45 kilómetros al este de Tegucigalpa, ha sido robada en 12 oportunidades en tres años.

Según la iglesia, sólo el año pasado alrededor de 15 templos fueron asaltados y saqueados. En esos casos, los delincuentes sustrajeron 35 imágenes sagradas, la mayoría de ellas fabricadas hace cuatro siglos en España.

Las investigaciones oficiales establecen que las reliquias fueron sustraídas para venderlas en el exterior a coleccionistas privados.

Pese a ello, las autoridades han recuperado alrededor de 800 piezas religiosas robadas de numerosas parroquias.

La Iglesia Católica ha anunciado que hará réplicas de sus imágenes de santos en un esfuerzo por contrarrestar la acción de los delincuentes y proteger su patrimonio en Honduras.
English Honduras demands apology from Venezuela
Jul 29, 2007
The Honduran Congress has called upon President Manuel Zelaya to demand a retraction from President Chavez for insults to native son and Cardinal Oscar Andres Rodriguez Maradiaga.

(speroforum.com, July 27, 2007) Honduran president Manuel Zelaya joined other leaders from across the political and social spectrum of the Central American republic to defend native-son and Catholic prelate Oscar Andres Rodriguez Maradiaga from perceived insults hurled by Venezuelan president Hugo Chavez this week.

The red-shirted Venezuelan president and ally of Cuban dictator Fidel Castro responded to an earlier call by Cardinal Rodriguez Maradiaga for dialogue by calling the Catholic leader a "parrot" of Washington and an "imperialist clown." Last Sunday, Cardinal Rodriguez Maradiaga said in an interview in reference to President Chavez "he is not a god with the right to arrogantly trample upon everyone else."

President Zelaya said that he would intervene via telephone with the Venezuelan president "to tell him about Oscar Andres Rodriguez, explain who he is and what he means to our country and our people". Zelaya was joined by members of his country's parliament and human rights organizations.

The Honduran Congress has called upon President Zelaya to use means at his disposal to demand a retraction from Chavez, who has locked horns with the Catholic Church in the recent past by calling Venezuelan bishops "perverts". Until this week, Chavez had not criticized foreign clergy. Roberto Micheletti Bain, president of the Honduran Congress, said of the cardinal that he is a "symbol for all Hondurans, and we are not going to allow anyone from the left or the right to attack Cardinal Rodriguez.” Furthermore, said Micheletti Bain, "We Hondurans, who believe firmly in God, should take strong positions because our Christian sentiments oblige us to do so,” Bain added.

Juan Orlando Hernandez, a representative in the Honduran Congress, condemned Chavez' statements, saying that they are “an offense against the entire Catholic people and obviously against a symbolic figure for all Hondurans.”
Martin Barillas is a former US diplomat and human rights observer who served in Latin America, Europe, and the US. He is Religion News editor for Spero News and blogs at HispanoBizantino .
English Honduran cardinal "imperialist clown": Venezuela's Chavez
Jul 24, 2007
Responding to a warning from Cardinal Oscar Rodriguez Maradiaga that "he thinks he's a God", Venezuelan President Hugo Chavez has described the Honduran prelate as an "imperialist clown".

(cathnews.com, 25 Jul 2007) "Another parrot of imperialism appeared, this time dressed as a cardinal. That's to say, another imperialist clown," Chavez was quoted as saying in a bulletin posted on Tuesday on the state-run news agency's website, The Guardian reports.

Chavez - a close ally of Cuba's Fidel Castro - was responding to criticism from Honduran Cardinal Rodriguez, who said in a recent interview cited by Venezuela's Bolivarian News Agency that Chavez "thinks he's God".

Chavez made the comments during a government event late on Monday. He has repeatedly clashed with Catholic Church leaders in Venezuela, calling them "liars" and "perverts", but he rarely targets high-ranking priests abroad.

El Universal reports that Cardinal Rodriguez had said that President Chavez "feels like a god" and Venezuela is set for great pain if the country continues under a totalitarian regime.

"He feels like a god and thinks he has the right to abuse other people with an arrogance that has been seen in other dictators over history and who are remembered as tyrants," the cardinal was quoted as saying in the Venezuelan daily El Diario de Hoy.

"Chavez is blind, deaf," Rodriguez added in the interview offered following a conference in the Salvadoran capital town.

According to Rodriguez, the Venezuelan ruler should be "humble" and willing to dialogue "because every person should admit they are children of God and do not own the truth 100 per cent."
Spanish Cardenal afirmó que Chávez "se cree dios" y le pidió apertura a diálogo
Jul 23, 2007
El cardenal hondureño, Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, declaró en San Salvador que el presidente de Venezuela, Hugo Chávez, "se cree dios" y le hizo un llamado de apertura al diálogo para gobernar el país, publica este domingo al periódico salvadoreño El Diario de Hoy.

(cooperativa.cl, 22 de julio de 2007) "El gobernante de Venezuela se siente como un dios y con derecho a atropellar a todas las demás personas bajo una soberbia que ya se ha visto en la historia de otros dictadores, incluso de algunos que llegaron a decretar la muerte de Dios y después de 20 años desaparecieron del mapa y hoy se les recuerda como tiranos", afirmó. (EFE)
Spanish Cardenal critica desigualdad provocada por neoliberalismo
Jul 21, 2007
El cardenal hondureño también criticó los tratados de libre comercio (TLC) suscritos por Estados Unidos con naciones latinoamericanas, entre ellas las centroamericanas.

(La Prensa Honduras, 20 de Julio de 2007) El cardenal Oscar Andrés Rodríguez aseguró que el modelo neoliberal y las privatizaciones han conducido a profundizar la pobreza y la desigualdad en Latinoamérica, al tiempo que abogó por una globalización de la solidaridad.

"El neoliberalismo nos ha llevado a un individualismo exacerbado, que está conduciendo a la destrucción de las personas como seres solidarios, se ha creado una sociedad de lobos, donde los demás son competidores a los que hay que destruir", declaró Rodríguez.

El cardenal impartió una charla la noche del jueves en el Colegio Don Bosco, en la zona este de San José, en el marco de las celebraciones del centenario de la llegada de la Orden Salesiana a territorio costarricense.

"Hoy se hace valer a las personas por la capacidad que tienen para consumir y para comprar todo lo que la propaganda les presenta. Pero la felicidad no viene de comprar, ni de llenarse de cosas", declaró.

Rodríguez, quien tras la muerte de Juan Pablo II se mencionó entre los "papables", dijo que los obispos latinoamericanos analizaron la grave situación que enfrenta la región durante la recién concluida Conferencia de Aparecida, Brasil.

Según Rodríguez, el modelo neoliberal impulsado en las últimas dos décadas ha profundizado la pobreza y deteriorado de manera grave el sistema educativo público, que sería una de las llaves para llevar progreso a los sectores más débiles.

Rodríguez dijo que en Costa Rica algunos sectores le han acusado de ser un "globofóbico". "Yo no soy globofóbico, porque la globalización tiene sus cosas buenas, como la globalización de la solidaridad que se impulsa desde muchos lugares del mundo",

Sin embargo, advirtió que "cuando lo que se globaliza es solamente el mercado, cuando se quiere convertir nuestras tierras latinoamericanas en simples mercados, en adoradores del dios mercado, pues ahí encontramos el problema", señaló.

El cardenal hondureño también criticó los tratados de libre comercio TLC suscritos por Estados Unidos con naciones latinoamericanas, entre ellas las centroamericanas.

"Los resultados aun no se ven --a un año de vigencia del TLC--, y ciertamente siguen siendo para nosotros una preocupación, incluso en la Conferencia de Aparecida se han tenido en cuenta esos elementos".

"Yo diría que siempre que se hacen tratados hay que procurar que todas las partes puedan salir beneficiadas. Uno de los errores sería que solamente una de las partes adquiera beneficios. Si es un tratado que va a beneficiar a todos, puede ser bueno, si es unilateral no", manifestó.

Rodríguez recordó los postulados de la revolución francesa: libertad, igualdad y fraternidad, para indicar que "doscientos años después unos buscaron libertad sin igualdad, el sistema capitalista; otros igualdad sin libertad, los marxistas; pero la fraternidad nunca llegó de ninguna parte".

El cardenal abogó porque el Estado vuelva a tener una fuerte injerencia en el desarrollo de la educación, ante lo cual dijo que la Iglesia Católica está dispuesta a dar su propio aporte.

"En el documento de Aparecida se hace un ruego a los gobiernos para que den un fuerte impulso al derecho de una educación con un fuerte contenido ético y moral. No se puede educar sin el testimonio de la solidaridad", precisó.
Spanish Nuevas reglas no dificultan elección de Papa latinoamericano
Jun 28, 2007
El cardenal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga descartó este miércoles en Roma que las nuevas reglas introducidas por el Papa Benedicto XVI para elegir pontífice dificulten la elección de un Papa latinoamericano.

(La Prensa, 27 de Junio de 2007) Roma - "Ese temor no tiene fundamento", declaró el cardenal centroamericano al ser interrogado sobre la posibilidad de que las nuevas normas impidan la llegada de un latinoamericano al trono de Pedro.

El Papa anunció el martes una modificación a las normas que reglamentan la elección del Papa, al suprimir la posibilidad de recurrir a la mayoría simple y reintrodujo la obligación de que el futuro Papa sea elegido con dos tercios de los votos de los cardenales.

Según algunos medios de prensa italianos, la nueva norma "blindó" la elección de prelados "progresistas", en este momento pocos con respecto a los conservadores.

Para el diario de izquierda Liberazione será muy difícil que un representante de esa corriente obtenga un consenso tan amplio en caso de elección de Papa. "Son suposiciones exageradas", comentó Rodríguez Maradiaga. "No se trata de una medida nueva, existió durante años. Es un temor que no tiene fundamento porque es la fe la que guía los cónclaves, que no son asuntos humanos", agregó.

"Esas deducciones son hechas por personas que tienen una visión muy humana de esas cosas", comentó Rodríguez.

Maradiaga, de 64 años, arzobispo de Tegucigalpa, fue elegido a inicios de junio presidente de la organización de la Iglesia Católica Caritas Internacionalis. El prelado centroamericano fue uno de los 20 cardenales latinoamericanos que participaron en el último Cónclave y era considerado como un "papable" antes de la elección de Benedicto XVI en abril del 2005.
Spanish El cardenal Oscar Rodríguez es electo nuevo presidente de Caritas
Jun 06, 2007
El cardenal Rodríguez Maradiaga, 64 de años, arzobispo de Tegucigalpa, sucede al francés Denis Viénot.

(La Prensa 5 de Junio 2007) El cardenal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga fue elegido el lunes presidente de Caritas internationalis, anunció a la AFP una portavoz de la décimo octava asamblea general de esta confederación de organizaciones caritativas de la Iglesia Católica reunida en el Vaticano.

El cardenal Rodríguez Maradiaga, 64 de años, arzobispo de Tegucigalpa, sucede al francés Denis Viénot, de 61 años, que en 2005 se convirtió en el primer laico presidente de la red.

Rodríguez Maradiaga recogió 93 votos frente a los 44 de Viénot, que se presentó para un nuevo mandato, precisó la portavoz, Nancy McNally.

Caritas internationalis agrupa a 162 organizaciones de socorro, desarrollo y servicio social, presentes en más de 200 países y territorios. Su sede se encuentra en el Vaticano.

Cerca de 400 delegados del mundo entero participan del 3 al 9 de junio en esta asamblea general, bajo el tema "Testigos de caridad, artesanos de la paz".

Representantes de la red desplegaron este martes una pancarta en la plaza San Pedro del Vaticano para pedir a los países ricos del G8 que no se olviden de los países pobres durante su cumbre en Alemania.
English Honduran Cardinal Alters Position, Now Agrees Communion Must be Denied to Pro-Abortion Politicians
May 18, 2007
Hours after LifeSiteNews.com contacted pro-life leaders in Latin America to alert them to troubling remarks made by Honduran Cardinal Oscar Andres Rodriguez Maradiaga of Tegucigalpa, the Cardinal corrected his statements.

TEGUCIGALPA, Honduras, May 18, 2007 (LifeSiteNews.com) - Carlos Polo, director for Latin America of the Population Research Institute approached the Cardinal about his remarks to time magazine which conflicted with Pope Benedict over the issue of communion for pro-abortion politicians.

As LifeSiteNews.com reported yesterday, in a recent interview with Time magazine, Cardinal Rodriguez was asked if he agreed with bishops who deny Holy Communion to pro-abortion politicians.  The Cardinal responded, ""Who am I to deny Holy Communion to a person? I cannot. It's in the tradition of moral theology that even if I know a person is living in grave sin, I cannot take a public action against him. It would be giving scandal to the person. Yes, he should not seek [communion], but I cannot deny it from him."

In statements to Carlos Polo, which were reported late yesterday by the Catholic News Agency, Cardinal Rodriguez said his comments to Time magazine should be reformulated "in light of the Congregation for the Doctrine of the Faith teaches in its document, 'Worthiness to Receive Communion'."

That document was written in 2004 by then-Cardinal Joseph Ratzinger, who was at the time the head of the Congregation for the Doctrine of the Faith.  It was sent to the US Bishops to use as a guide in their deliberations over dealing with Catholic pro-abortion politicians. The letter pointed out that obstinately pro-abortion Catholic politicians, after being duly instructed and warned, "must" be denied Communion.

"A politician who publicly supports abortion, he excommunicates himself.  It's not question of receiving Communion or not; he has already done serious harm to the communion of faith of the Church, to the communion of moral life, and therefore that person himself is doing an act that is inconsistent with what he says he believes," the Cardinal Rodriguez told Polo.

"That is, we're talking about a person who has become a broken-off branch of the tree of life of the Church, a dry branch that has lost its vital sap and is doing something that is a lie.  One who is against life and who is clearly opposed to the message of the Lord Jesus, as is an abortion supporter, cannot be in Communion with Holy Mother Church," he stated.

"Therefore, if one uses the desire to receive Communion as a justification, it is the worst manner of doing so, because one is doing an act that contradicts what one says he believes," the cardinal said.

"In addition," he continued, "a recent declaration of the Holy See clearly states that when all precautionary measures have not had their effect or in which they were not possible, and the person in question, with obstinate persistence, still presents himself to receive the Holy Eucharist, the minister of Holy Communion must refuse to distribute it."  

"This is the current law of the Church and it would be best if these people who know it do not try to receive Holy Communion because they are committing an act that is completely immoral and inconsistent with truth," he said in conclusion.

See related LifeSiteNews.com coverage which includes links to the Time interview and the document by Cardinal Ratzinger:
Honduran Cardinal Contradicts Pope on Communion for Pro-Abortion Politicians
English Honduran Cardinal Contradicts Pope on Communion for Pro-Abortion Politicians
May 17, 2007
Directly contradicts both canon law and Pope Benedict's position stated just prior to his election as Pope.

HONDURAS, May 17, 2007 (LifeSiteNews.com) - In an interview with Time magazine, Honduran Cardinal Oscar Andres Rodriguez Maradiaga, has contradicted Pope Benedict XXVI on the issue of Holy Communion for pro-abortion Catholic politicians.

Speaking in response to reporters in the plane en route to Brazil last week, Pope Benedict XVI supported the actions of the Bishops of Mexico in denying communion to pro-abortion politicians.

However commenting on the incident, Cardinal Oscar Andres Rodriguez Maradiaga told Time magazine that a bishop may not deny communion to anyone no matter how grave a sinner.

Cardinal Rodriguez was asked, "Do you agree with bishops who deny giving Holy Communion to the (sic) these (pro-abortion) politicians?"

He replied, "Who am I to deny Holy Communion to a person? I cannot. It's in the tradition of moral theology that even if I know a person is living in grave sin, I cannot take a public action against him. It would be giving scandal to the person. Yes, he should not seek [communion], but I cannot deny it from him."

The statement directly contradicts both canon law and Pope Benedict's position as stated just prior to his election to the Pontificate.

Canon 915 reads: "Those who have been excommunicated or interdicted after the imposition or declaration of the penalty and others obstinately persevering in manifest grave sin are not to be admitted to Holy Communion."

During the 2004 deliberation among US Bishops on pro-abortion Catholic politicians, then-Cardinal Joseph Ratzinger the head of the Congregation for the Doctrine of the Faith sent a letter to the US Bishops to use as a guide.  The letter, entitled Worthiness to Receive Holy Communion, pointed out that obstinately pro-abortion Catholic politicians, after being duly instructed and warned, "must" be denied Communion.

"Regarding the grave sin of abortion or euthanasia, when a person's formal cooperation becomes manifest (understood, in the case of a Catholic politician, as his consistently campaigning and voting for permissive abortion and euthanasia laws), his Pastor should meet with him, instructing him about the Church's teaching, informing him that he is not to present himself for Holy Communion until he brings to an end the objective situation of sin, and warning him that he will otherwise be denied the Eucharist," wrote Cardinal Ratzinger.

He added significantly, "When 'these precautionary measures have not had their effect or in which they were not possible,' and the person in question, with obstinate persistence, still presents himself to receive the Holy Eucharist, 'the minister of Holy Communion must refuse to distribute it'." (see the full document: http://www.lifesite.net/ldn/2005/apr/050419a.html )

Strangely, despite his refusal to deny communion to persistent grave sinners, which according to LifeSiteNews.com sources in Latin America is a confirmed stand of the Cardinal's, he nonetheless agrees with excommunication for pro-abortion politicians.

Asked, "Do you agree with the Pope's statement that pro-choice Catholic politicians merit excommunication?," the Cardinal replied, "It is canon law that everyone who works for abortion is excommunicated. It's not something the Pope invented. If you favor abortion, you are outside the communion of the Church. And it was necessary to say that. There are people in Mexico saying I am Catholic and I support abortion rights. This is a contradiction in its very essence. As a teacher of the Church, the Pope has a responsibility of teaching when something happening is wrong."
English Interview: A Rising Latin American Cardinal
May 15, 2007
Some say Honduran Cardinal Oscar Andres Rodriguez Maradiaga has the stuff to one day become Pope. For now, he is among the most influential Catholic leaders fighting for social justice.

(Times, May 14, 2007) Rodriguez spoke with TIME�s Jeff Israely about lobbying for hunger, pro-choice politicians and the prospects of a Third World Pope, during Pope Benedict XVI�s visit to Aparecida, Brazil to inaugurate the the Fifth conference of Latin American bishops that runs through May 31.

Q. What is the single biggest priority for the Latin American Church?

A. It is necessary to review our pastoral models. They�ve been exhausted. We need more creative ways to confront the challenges of the 21st century. We must figure out how to take the gospel and the battle for social justice to the politicians of Latin America and the world.

Q. What�s your view of Latin America�s current political leaders: Lula in Brazil, Chavez in Venezuela, Morales in Bolivia, and others?

A. People say Latin America is turning to the left. I say that it is simply seeking social justice. I look at my own country, and so many want to go to the United States because there is no work in Honduras, because there is no development.

Q. But isn�t there a risk in religious leaders getting involved in politics?

A. I am calling for a new evangelization of politicians and world economic leaders. Yes, keeping church separate from politics is a good thing, but that does not mean being enemies. The citizens of the church are also citizens of the state. I�m not choosing one party or other, but offering the richness of the gospel.

Q. Pope Benedict has focused on the inner aspect of charity work. Is this a departure from the Church�s social doctrine of trying?

A. The Pope is touching an important point: We could be giving our help, but what happens if the person we are helping really doesn�t change? If he continues to beg? We must not suppose they are converted. We want to help people to develop as humans and working humans.

Q. Do you agree with the Pope�s statement that pro-choice Catholic politicians merit excommunication.

A. It is canon law that everyone who works for abortion is excommunicated. It�s not something the Pope invented. If you favor abortion, you are outside the communion of the Church. And it was necessary to say that. There are people in Mexico saying I am Catholic and I support abortion rights. This is a contradiction in its very essence. As a teacher of the Church, the Pope has a responsibility of teaching when something happening is wrong.

Q. Do you agree with bishops who deny giving Holy Communion to the these politicians?

A. This is a different point. For who am I to deny Holy Communion to a person? I cannot. It�s in the tradition of moral theology that even if I know a person is living in grave sin, I cannot take a public action against him. It would be giving scandal to the person. Yes, he should not seek (communion), but I cannot deny it from him.

Q. What�s your overall assessment of Benedict�s trip to Brazil?

A. I was impressed by the Pope. He seems to be on the same wave as the people. Of course he�s not John Paul, he has a different personality. And though personality has a big influence, so too does the Holy Spirit. I hope he will come back soon to Latin America

Q. Will we see a Latin American Pope some day?

A. It would be a great blessing. It�s not a question of nationality, (but) is simply because of the situation in the world, and what it would mean to have a Pope from the Third World. The Holy Spirit saw that the Church in Europe is in great difficulty and so it gave us a Pope who knows these problems well, and is a great intellectual who can dialogue at the highest level with anyone. I know the Spirit will shift in the direction of other countries and continents in the future.�
Spanish Entrevista al cardenal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga
May 13, 2007
Ante la V Conferencia General del CELAM que este domingo inaugurará Benedicto XVI en Brasil.

Madrid 10 mayo 2007 (IVICON).- Este domingo, Benedicto XVI inaugurará, en el santuario de Aparecida (Brasil), la V Conferencia General del Espiscopado Latinoamericano y del Caribe (CELAM). Sobre este importante acontecimiento habló en Madrid el cardenal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, religioso salesiano, durante su participación en la Semana Nacional de Vida Religiosa el pasado mes de abril.

Mons. Maradiaga es una de las voces más altas y claras del episcopado latinoamericano a la hora de hablar de la problemática del continente. En el haber de la palabra autorizada del cardenal está su condición de arzobispo de Tegucigalpa y presidente de la Conferencia Episcopal de Honduras. También fue secretario general del Consejo Episcopal Latinoamericano (CELAM) entre 1987 y 1991, y después presidente de 1995 a 1999. Asistió a la IV Conferencia General del Episcopado Latinoamericano, que se celebró en Santo Domingo (República Dominicana) en 1992. Y participó en 1997 en la Asamblea Especial para América del Sínodo de los Obispos. Es uno de los 266 participantes en la V Conferencia General del CELAM.

¿Por qué una nueva cumbre del episcopado latinoamericano?

Cardenal Maradiaga: La Conferencia de Aparecida era una necesidad. Han pasado quince años después de la Conferencia de Santo Domingo, hemos cruzado el umbral del tercer milenio, estamos ya frente a desafíos que eran inéditos en aquel entonces, como toda la revolución biogenética, con aquellas fronteras que Juan Pablo II llamaba en la ‘Novo Millennio Ineunte’ las fronteras de la nueva evangelización, y están ahí desafiándonos.

¿Qué cambios se han producido para convocar la Conferencia de Aparecida?

Cardenal Maradiaga: Tenemos toda la fuerza de una globalización, que se ha reducido a lo económico y que, por consiguiente, está deshumanizándonos; y una revolución informática que está tristemente incomunicando. Muchos jóvenes han escogido los medios de comunicación para incomunicarse, para aislarse. Todo eso desafía a la evangelización y, desde el punto de vista de discípulos y misioneros, creo que Aparecida será un signo de esperanza y al mismo tiempo una respuesta, pues debemos dar una respuesta.

¿Qué espera de la V Conferencia del CELAM?

Cardenal Maradiaga: A mi juicio, el modelo pastoral que estamos aplicando está agotado y por consiguiente estamos un poco desorientados. Necesitamos un nuevo fuego, un nuevo impulso, y creo que la Conferencia de Aparecida lo puede dar. Al menos la preparación ha sido muy intensiva en las diócesis, y hasta las comunidades de base más pequeñas han dado sus aportes. Nos decía el presidente del CELAM poco antes de Semana Santa, cuando nos reunimos todos los presidentes de Conferencias Episcopales de América Latina, que fueron mil y pico las páginas de aportes en todas las Iglesias, lo cual hace ver que hay mucho interés. Ahora esperamos no defraudarlos.

¿Aparecida será como Puebla o Medellín?

Cardenal Maradiaga: Espero no ser demasiado utópico pero yo quisiera que fuera más todavía, más que Medellín y más que Puebla, que verdaderamente respondiera y entusiasmara a nuestros agentes de pastoral de algo muy nuevo que se llama la misión. Cuando se pierde el ímpetu misionero empezamos a envejecer y a morir, porque la Iglesia es misionera por constitución: ser misionera es un elemento indispensable de su identidad. De hecho, la palabra del Señor es clara: “Id”. Cuando se nos olvida que somos enviados nos instalamos y entonces es ya muy poco lo que tenemos que decir a un mundo que necesita siempre el fermento evangélico.

¿Por qué la Iglesia ha perdido gancho en América Latina?

Cardenal Maradiaga: Quizás por acostumbrarnos a un modelo pastoral y querer hacer más de lo mismo. Pero el Espíritu Santo ni está de vacaciones ni duerme. Nos falta apertura al discernimiento de los signos de los tiempos cuando los tenemos muy provocadores hoy día: uno de ellos es la opción por los pobres, pero ya requiere respuesta. Para mí la opción por los pobres está tomando un cariz muy evidente y se llama reducir la desigualdad, porque América Latina es el continente más desigual del mundo y reducir estas desigualdades es lo que tenemos que hacer; cómo hacerlo es otro desafío enorme.

¿Cree que se va a aludir a la Teología de la Liberación en Aparecida?

Cardenal Maradiaga: Claro que sí. Le diré (y espero no estar revelando ningún secreto) que poco antes de Semana Santa hemos tenido en el CELAM una reunión con algunos teólogos de la liberación, que también nos han dado su aporte para la Conferencia de Aparecida. Es un camino que se ha seguido aunque siempre hemos dicho que no es una corriente unívoca, pues ha habido distintas corrientes de Teología de la Liberación. Algunas, a mi juicio, siguieron el camino equivocado cuando tomaron una ideología política como análisis de la realidad, pero hay cantidad de cosas que casi no se mencionan y que son frutos positivos, como las comunidades eclesiales de base, la organización comunitaria, la pastoral más cercana al pueblo, los mismos esfuerzos por la opción preferencial por los pobres. El rostro de la Iglesia del continente es un rostro muy distinto al que había antes de Medellín o de Puebla, de modo que yo espero que Aparecida será un gran impulso evangelizador.

¿Que va a suponer la presencia de Benedicto XVI en la inauguración?

Cardenal Maradiaga: Tiene mucha importancia porque es el primer viaje que hace como Papa a América Latina, si bien antes ya estuvo: en Guadalajara me tocó acompañarlo en una reunión; estuvo en Perú también, pero esto es también otro lenguaje. Estamos esperando su discurso inaugural de la Conferencia, que sin duda será un discurso muy importante, y esperamos que él nos sabrá poner los puntos sobre las íes en la problemática aguda del continente.

¿Qué balance hace de los cambios políticos que se han producido en el continente?

Cardenal Maradiaga: Después de tantos años de Medellín y de Puebla, nos damos cuenta de que hay un vacío que se quedó ahí. Los cambios son necesarios, tienen que venir, pero no vienen. ¿Por qué? Se pensó un tiempo que se podían lograr con la lucha armada y tantos años de violencia no condujeron a nada, casi a empates técnicos, y en cambio nos damos cuenta de que los cambios tienen que venir del mundo de la política y de los políticos, y ahí está un tabú: la Iglesia no se debe meter en política. Al contrario, la Iglesia debe evangelizar a los políticos y el mundo de la política. ¿Por qué será que muchos católicos cuando entran en la política se olvidan de Cristo y del Evangelio y se acercan más al Príncipe de Maquiavelo? Porque no hay esa raíz y se piensa que lo espiritual es algo privatizado, se quiere privatizar la fe y la misma práctica religiosa y eso es un error porque la fe cristiana básicamente es comunitaria y si nos olvidamos del bien común y de la Iglesia como comunidad, estamos transmitiendo un mensaje equivocado. Creo que ese desafío tenemos que emprenderlo aunque nos ataquen, porque de lo contrario no va haber cambios.

¿No cree que se ha reducido la implicación de los sacerdotes en la política latinoamericana?

Cardenal Maradiaga: Yo diría que en cierto sentido sí, pero en otro sentido no. Tenemos el renacer y la aplicación de la doctrina social de la Iglesia en todo el continente. Hemos celebrado el II Congreso Latinoamericano de Doctrina Social de la Iglesia en septiembre pasado en México, que fue verdaderamente esperanzador, diciendo: ‘Una nueva América Latina es posible’. El cambio social es un horizonte donde los religiosos de una manera callada y silenciosa, pero muy activa, están trabajando fuertemente. Yo sostengo que el compendio de la doctrina social de la Iglesia es un instrumento de trabajo muy valioso y se está haciendo buen uso de él.

¿Qué opina de los obispos que dejan la mitra para presentarse como candidatos a las elecciones?

Cardenal Maradiaga: No es que sean demasiados. Si se refiere al de Paraguay [Fernando Lugo Méndez, obispo emérito de San Pedro, conocido como “el obispo de los pobres”, candidato a las elecciones presidenciales de 2008], le conozco, somos amigos y hemos trabajado juntos. Él colaboró conmigo en el CELAM cuando yo era presidente. Es una persona recta, muy bien intencionada, que está hastiado de la corrupción de su país. No es nuestro camino ni nuestra vocación, pero en casos excepcionales lo puedo comprender. El caso de Argentina [Joaquín Piña, jesuita catalán nacido en Sabadell y obispo emérito de Puerto Iguazú, cabeza de lista del opositor Frente Unidos por la Dignidad (FUD)] es un poco más complicado, pero en Paraguay es muy claro: la corrupción llegó hasta arriba y ya no se puede más, y entonces puedo comprender que él haya tomado esa opción.

¿La corrupción favorece el surgimiento de líderes como Evo Morales?

Cardenal Maradiaga: Es un gran cuestionamiento para los políticos y los partidos políticos que ya no tienen nada que ofrecer más que “voten por nosotros para que podamos robar y enriquecernos a nuestro gusto con los bienes del Estado”. Eso es lo que el pueblo ya no soporta más. Y entonces el péndulo se fue de un extremo al otro. Ojalá que estos nuevos líderes puedan hacer algo por el país.
Spanish “La vida consagrada está frente a enormes desafíos misioneros”
Apr 13, 2007
El arzobispo de Tegucigalpa intervino ayer en la 36 Semana Nacional de Vida Consagrada que organizan los religiosos claretianos.

Madrid, 12 abril 2007 (IVICON).- “Les invito a que me acompañen en la búsqueda y definición de un nuevo modelo pastoral para poder responder mejor a los desafíos que nos presenta la misión de la Iglesia, desde el carisma de cada familia religiosa”. Esta fue la invitación que realizó el cardenal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, ayer en su intervención en la 36 Semana Nacional para Institutos de Vida Consagrada.

El arzobispo de Tegucigalpa y religioso salesiano hizo esta invitación ante más de 700 religiosos y religiosas a los que habló sobre “el gran desafío de la misión: principio de regeneración de la Iglesia”. Su conferencia se produjo en el marco de la Semana de Vida Consagrada que organiza el Instituto Teológico de Vida Religiosa de Madrid, dirigido por los religiosos claretianos.

Aparecida, una oportunidad

Durante su intervención, el cardenal salesiano, refiriéndose a la próxima Conferencia General del Episcopado Latinoamericano que se celebrará en Aparecida (Brasil), señaló que hay que “seguir el compromiso misionero del pasado, pero con un estilo propio”, pues “el modelo pastoral del continente está agotado, tiene que ser revisado”.

En esta misma línea, y antes de su conferencia, en declaraciones a los informadores señaló que “Aparecida era una necesidad” pues el modelo pastoral que estamos aplicando está agotado, necesitamos un nuevo fuego, un nuevo impulso”. Y manifestó su deseo de que, la V Conferencia General del Episcopado “fuera más que Medellín y Puebla, algo que entusiasme a nuestros agentes de pastoral, pues cuando se pierde el ímpetu misionero empezamos a envejecer, empezamos a morir”.

Para el cardenal Maradiga, “la vida consagrada está frente a enormes desafíos misioneros que van más allá de los desafíos territoriales. Es la misión de siempre pero contextualizada en una sociedad más compleja”. El purpurado apuntó que “la misión que se le encomienda a la vida consagrada hoy está llamada a tener un alto grado de discernimiento, pues uno de los grandes desafíos hoy es saber leer los signos de los tiempos ya que, explicó, “hay miopía frente a los signos de los tiempos,  y necesitamos del Espíritu Santo como oftalmólogo, que nos recupere de una cierta miopía para captar los nuevos signos de los tiempos”.

La misión, principio revitalizador

La misión, “el movimiento de amor impulsado por el espíritu santo más allá de las fronteras de la propia fe” –dijo Maradiaga-, tiene como objetivo “la promoción de los valores del reino, la primera evangelización, la formación inicial de las comunidades cristianas, y la formación al sentido misionero de cada cristiano”, en un contexto en el que aparecen como desafíos nuevas “potestades y principados” que hoy “se llaman transnacionales, se llaman globalización económica, que no es más que un disfraz para el monopolio”.

El cardenal  Rodríguez Maradiaga señaló los nuevos lugares donde realizar la misión hoy como “el mundo de la comunicación, no sólo de los medios de comunicación, los derechos humanos, la promoción de la mujer y del niño, la salvaguarda de la creación, el mundo de la investigación científica y la bioética, las relaciones internacionales y la globalización, el compromiso por la paz y el desarrollo, la búsqueda de sentido muchas veces al margen de Cristo, el retorno a los religioso prestando atención a los fundamentalismos deformantes”. En este sentido aludió a las migraciones como el gran flagelo de hoy en día e invitó a los religiosos y religiosas a dar respuesta, también, a este desafío.

Según el religioso salesiano “estamos enfermos de insuficiencia cardiaca misionera” y para combatirla, sugirió la implantación de un marcapasos: “que el Espíritu Santo nos ponga un marcapasos -dijo concluyendo su intervención- que nos haga palpitar  al ritmo de San Pablo: “¡hay de mí si no evangelizo!”.
Spanish El “anticristo” es un estafador
Apr 04, 2007
El cardenal Óscar Andrés Rodríguez calificó ayer a José de Jesús Miranda, líder de la secta Creciendo en Gracia, como una persona con problemas mentales.

(La Prensa, 01 de Abril de 2007) Tegucigalpa. Después de presidir la misa de ramos en la catedral, el prelado dijo: “Esto a mi juicio es una equivocación, no tienen ningún fundamento en la palabra de Dios, ése es un movimiento de una persona que a mi juicio está trastornado en su mente y nadie puede pensar que él es el Anticristo. Son estupideces”.

El tema de la secta Creciendo en Gracia tomó auge luego de que el sábado unas 200 personas marcharan en favor de la misma, blasfemando en contra del cristianismo.

En la actividad participaron hombres y mujeres, niños y ancianos; la mayoría de ellos incautos dándole vivas a José Miranda, quien se llama “anticristo” y hasta defendiendo teorías como que el diablo ya fue eliminado, que el pecado no existe y promoviendo a las personas a tatuarse la marca de la Bestia, conocida por el triple seis y hasta la triple S, que significa Salvo, Siempre Salvo.

Explotadores
“Éstas son cosas lamentables que suceden en 21 siglos de civilización. Estamos retrocediendo a la edad de las cavernas. Este tipo de cosas no tienen ningún fundamento en la palabra de Dios y mucho menos en el amor cristiano, porque Cristo nos dice que debemos amarnos los unos a los otros. Lo que ellos dicen más parece que es que debemos odiarnos”, lamentó el cardenal.

Rodríguez explicó que este tipo de manifestaciones lo que busca más bien es el lucro, ya que detrás de todo esto va involucrado un trasfondo económico y más bien calificó a los promotores de esta secta como explotadores.

“Debemos instruirnos en la palabra de Dios y no dar credibilidad a explotadores. Detrás de todo eso está el dinero. Es un dinero mal habido porque se logra explotando a los demás y luego porque es un dinero que sirve para comprar personas y conciencias. Esto es un gran error”, aseveró.

El obispo de la diócesis de Copán, Luis Alfonso Santos, también criticó la filosofía de la secta pues asevera que si Miranda es enviado de Dios debería dar signos de bien y de amor.

Mensaje
En contra
El repudio ha sido generalizado por el catolicismo hondureño. Luis Alfonso Santos, obispo de la diócesis de Copán, calificó también a Miranda como un “mentiroso”.
Italian 40 anni dell’Enciclica Populorum progressio
Mar 26, 2007
Il cardinale Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa, in Honduras, ricorda i 40 anni dell’Enciclica Populorum progressio di Paolo VI.

(Radio Vaticana, 25/03/2007) In un’intervista rilasciata alla rivista “30Giorni”, il cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa, in Honduras, ha ricordato i 40 anni dell’Enciclica Populorum progressio di Paolo VI, “che invece di dividere il mondo tra Est e Ovest lo divise tra popoli dell’opulenza e popoli della fame”. Come riporta l’agenzia Zenit, il cardinale ha ricordato che, all’epoca, l’Enciclica venne accusata di essere “marxismo riscaldato”, così come “un pò tutto l’impegno sociale della Chiesa era etichettato come marxismo”. “Queste accuse – ha spiegato il porporato – vennero perché il documento di Papa Montini, in maniera chiara e coraggiosa per il tempo, per la prima volta, parlava della necessità della giustizia sociale per un autentico sviluppo. E quando la Chiesa parla in favore dei poveri – ha precisato – c’è sempre qualcuno che le rimprovera di voler fare politica e di entrare in campi che non sono suoi”. “Riguardo all’accusa di essere marxista – ha poi aggiunto – era e rimane ridicola”. Il riferimento nell’Enciclica al fatto che in determinate situazioni il bene comune esige “l’espropriazione di certi possedimenti” è per il porporato “un concetto ripreso dalla costituzione conciliare Gaudium et spes, quindi niente di rivoluzionario”. “Come non era affatto rivoluzionario l’avvertimento del rischio che il profitto venisse considerato il ‘motore essenziale del progresso economico’ e che la concorrenza fosse venerata come la ‘legge suprema dell’economia’”. “È l’uomo invece, come spiega con forza la Populorum progressio, il soggetto principale dello sviluppo – ha sottolineato il cardinale Maradiaga – per questo l’Enciclica non ha perso granché della sua attualità. Le sue parole sulla giustizia sociale, su cosa debba intendersi per sviluppo, sulla pace, conservano tutto il loro valore”. “Sono passati 40 anni – ha aggiunto – ed è sempre più vero: se non c’è sviluppo, se i popoli non hanno modo di progredire nel benessere anche materiale, allora la pace è un miraggio sempre più irraggiungibile”.
Italian Il Cardinale Rodríguez Maradiaga ricorda i 40 anni dell’Enciclica Populorum progressio
Mar 24, 2007
In un’intervista rilasciata alla rivista “30Giorni”, il Cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, Arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras), ha ricordato i quarant’anni dell’Enciclica Populorum progressio di Paolo VI, “che invece di dividere il mondo tra Est e Ovest lo divise tra popoli dell’opulenza e popoli della fame”.

CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 21 marzo 2007 (ZENIT.org).- “Quando è uscita la Populorum progressio ero un giovane studente di teologia – ha affermato il porporato –. Per prima cosa mi colpì che il Papa volle firmarla il 26 marzo, che nel 1967 corrispondeva alla ‘solennità della risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo’”.

“Una data scelta non a caso, perché – sono parole dell’Enciclica –, fedele all’insegnamento e all’esempio del suo divino Fondatore, che poneva l’annuncio della buona novella ai poveri (cfr. Lc 7, 22) quale segno della sua missione, la Chiesa non ha mai trascurato di promuovere l’elevazione umana dei popoli ai quali portava la fede in Cristo”, ha osservato.

“La Populorum progressio è stata poi per i sacerdoti e i seminaristi di quel periodo un grande impulso per il nostro impegno sociale – ha spiegato –. Erano tempi di grande fervore postconciliare. Erano tempi di grande slancio della pastorale sociale e in genere di tutto l’impegno sociale della Chiesa”.

Il Cardinale ha ricordato che all’epoca l’Enciclica venne accusata di essere “marxismo riscaldato”, così come “un po’ tutto l’impegno sociale della Chiesa era etichettato come marxismo”.

“Queste accuse vennero perché il documento di Papa Montini, in maniera chiara e coraggiosa per il tempo, per la prima volta parlava della necessità della giustizia sociale per un autentico sviluppo. E quando la Chiesa parla in favore dei poveri c’è sempre qualcuno che le rimprovera di voler fare politica e di entrare in campi che non sono suoi”, ha affermato.

“Riguardo all’accusa di essere marxista, era e rimane ridicola”.

Il fatto che nell’Enciclica si affermasse che in determinate situazioni il bene comune esige “l’espropriazione di certi possedimenti” è per il porporato “un concetto ripreso dalla costituzione conciliare Gaudium et spes, quindi niente di rivoluzionario”.

“Come non era affatto rivoluzionario l’avvertimento del rischio che il profitto venisse considerato il ‘motore essenziale del progresso economico’ e che la concorrenza fosse venerata come la ‘legge suprema dell’economia’”, ha aggiunto.

L’insurrezione rivoluzionaria citata nell’Enciclica, ricorda ancora il porporato honduregno, “era lecita solo ‘nel caso di una tirannia evidente e prolungata che attenti gravemente ai diritti fondamentali della persona e nuoccia in modo pericoloso al bene comune del Paese’”.

“Altrimenti – spiegava l’Enciclica – questa insurrezione rivoluzionaria ‘è fonte di ingiustizie, introduce nuovi squilibri e provoca nuove rovine. Non si può combattere un male reale a prezzo di un male più grande’”.

Quanto all’attualità della “Populorum progressio”, il Cardinale ha affermato che “oggi i tempi sono cambiati, non c’è più il confronto che c’era all’epoca tra marxismo e capitalismo. Viviamo l’atmosfera della cosiddetta globalizzazione dei mercati. Globalizzazione che porta però con sé una grossa componente di ingiustizia, con la marginalizzazione di coloro che non riescono a entrare in questo nuovo tipo di mercato”.

“C’è una riduzione della concezione dello sviluppo a un livello puramente economico. L’aspetto sociale è completamente tralasciato. Si bada alle cifre della macroeconomia ma non si considerano gli uomini concreti”, ha denunciato.

“È l’uomo invece, come spiega con forza la Populorum progressio, il soggetto principale dello sviluppo. Per questo l’enciclica non ha perso granché della sua attualità. Le sue parole sulla giustizia sociale, su cosa debba intendersi per sviluppo, sulla pace, conservano tutto il loro valore”.

“Sono passati quarant’anni ed è sempre più vero: se non c’è sviluppo, se i popoli non hanno modo di progredire nel benessere anche materiale, allora la pace è un miraggio sempre più irraggiungibile”.

Quanto all’emigrazione, l’Enciclica ricorda il dovere di accogliere benignamente “i lavoratori emigranti che vivono in condizioni spesso disumane, costretti a spremere il proprio salario per alleviare un po’ le famiglie rimaste nella miseria sul suolo natale”.

A questo proposito, il Cardinale Rodríguez Maradiaga spiega che “è un monito di estrema attualità” e spera che “queste parole siano ascoltate anche dai nostri fratelli più ricchi del Nord. E non mi riferisco alla Chiesa statunitense, che ci è stata e ci è sempre molto vicina. Ma ai responsabili politici”.

“Il Presidente Bush e il Congresso non dovrebbero fare leggi contro gli immigrati. Non conviene loro. Queste leggi infatti li rendono antipatici ai nostri popoli – ha osservato –. Gli Stati Uniti sono una grande Nazione, ma devono fare di più per sostenere lo sviluppo dell’America Latina. Altrimenti questo vuoto di iniziativa politica viene riempito da altre potenze emergenti, come la Cina, o discusse, come l’Iran”.

Il Cardinale ha quindi auspicato che la prossima Conferenza di Aparecida ricordi adeguatamente l’Enciclica, “anche perché oggi non c’è il clima del ’68 e quindi non c’è il pericolo di quelle strumentalizzazioni che all’epoca furono quasi inevitabili”.

L’Enciclica, del resto, afferma anche che “tra le civiltà, come tra le persone, un dialogo sincero è di fatto creatore di fraternità”, un’altra “affermazione profetica”, secondo il porporato, “che forse comprendiamo meglio oggi rispetto a quarant’anni fa”.

“Un motivo in più per ricordare e diffondere questa enciclica anche tra coloro che sventuratamente profetizzano e a volte auspicano e provocano ‘scontri di civiltà’ di cui l’umanità non sente assolutamente il bisogno”, ha concluso.
Spanish Cardenal Oscar R. Maradiaga en la XXXVI Semana de Vida Religiosa de Madrid
Mar 21, 2007
El Instituto Teológico de Vida Religiosa, de los Misioneros Claretianos, organizará esta nueva edición de la Semana de Vida Religiosa para los días 10 al 14 de abril.

Madrid, 20 marzo 2007 (IVICON).- El Instituto Teológico de Vida Religiosa de Madrid, de los Misioneros Claretianos, contará con la presencia del Cardenal Óscar Rodríguez Maradiaga, salesiano y arzobispo de Tegucigalpa, y la hermana Joan Chittister, benedictina, en el contexto de la XXXVI Semana Nacional de Institutos de Vida Consagrada que tendrá lugar en Madrid, del 10 al 14 de abril.

Bajo el título “Revitalización carismática y mejora organizativa”, la 36 semana de Vida Religiosa, organizada por el Instituto Teológico de Vida Religiosa, perteneciente a la sección de Teología de la Universidad Pontifica de Salamanca (campus de Madrid), pretende centrar su reflexión entorno a los nuevos desafíos misioneros que se le plantean a la Vida Religiosa actual, en un momento de precariedad numérica.

En este sentido arzobispo de Tegucigalpa planteará el “Gran desafío de la misión: principio regenerativo de la Iglesia”, complementado con la exposición de la profesora María José Arana, religiosa del Sagrado Corazón de Jesús, y la meditación del claretiano Ángel Aparicio Rodríguez, titulada "A la escucha de la Palabra: Vuestros ancianos profetizarán... vuestros jóvenes tendrán visiones".

“Las ocho montañas de la Vida Religiosa contemporánea: ¿qué hay que revitalizar?” será el tema de la ponencia que Chittister dirigirá la tarde del 13 abril, reservada a reflexionar sobre la revitalización carismática de la mano de otras dos mujeres, la religiosa dominica Mariela Martínez Higueras y la profesora Pilar Portaespana.

El desarrollo de la 36 edición de la Semana de Vida Religiosa, se llevará a cabo en dos sedes distintas: los talleres y foros de la mañana, en la sede del Instituto Teológico de Vida Religiosa, en la Calle Juan Álvarez Mendizábal, y las sesiones de la tarde en el Salón Ángel Herrera, en el Paseo Juan XXIII.
German "Wir müssen der Jugend Hoffnung geben"
Jan 29, 2007
Kardinal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga aus Honduras hat am Mittwoch im Don-Bosco-Haus eine Messe im Gedenken an seinen Ordenspatron Franz von Sales gefeiert. Die Don Bosco Familie begeht in diesen Tagen auch den Todestag ihres Gründers, Giovanni Don Bosco.

(stephanscom.at, 28.1.06) Dieser Tage feiern die Salesianer Dons Boscos ihren Ordensgründer, Giovanni Bosco, der am 31. Jänner 1888 gestorben ist. Mit Kardinal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, dem Erzbischof von Tegucigalpa in Honduras, ist einer der prominentesten Salesianer im Rahmen der Gedenkfeiern auf Kurzbesuch nach Wien gekommen. Am Mittwoch, 24. Jänner 2007, zelebrierte der Kardinal eine Gedenkmesse für Franz von Sales, den Ordenspatron der Salesianer, und erinnerte an dessen bleibenden Auftrag sowie an die Aktualität Don Boscos in der heutigen Zeit.

Franz von Sales - ein "Menschenfreund"

"Es waren die Liebenswürdigkeit, die Güte und die Menschenfreundlichkeit des heiligen Franz von Sales, die Don Bosco in seinem Apostolat inspirierten und die charakteristisch für seine Pädagogik sind", betonte Kardinal Rodriguez in seiner Predigt: "Die Jugend erwartet von uns gerade heute gute Hirten, die kreativ in der Pastoral wirken, so wie unser Schutzpatron es getan hat, der in der Academia Gelehrte zusammenführte, um die Wissenschaft zu vertiefen und den Jugendlichen die Türen zu einer besseren Bildung zu öffnen."

"Wir müssen der Jugend Perspektiven geben"

Wie es Giovanni Bosco vorgelebt habe, müsse man der Jugend vor allem Hoffnung geben, erläuterte der Erzbischof von Tegucigalpa. Honduras ist das zweitärmste Land Lateinamerikas, mehr als 50 Prozent der Bevölkerung leben unter der Armutsgrenze. Hier als Salesianer zu wirken, greife das Vorbild Giovanni Boscos unmittelbar auf: "Für uns in Lateinamerika ist die Berufung der Salesianer sehr aktuell. Denn die Mehrheit unseres Kontinents ist jung und arm. Und zu den Jungen und zu den Armen ist Don Bosco gekommen. Don Bosco feiern heißt für uns, unser Engagement zu erneuern, unser Leben den jungen Menschen zu widmen, ihnen Fürsprecher zu sein und ihnen Perspektiven zu geben, damit sie leben und Ziele erreichen können", so der Kardinal.

Mehr in Entwicklung investieren

Weltweit bekannt geworden ist Kardinal Maradiaga durch seinen Einsatz für die Verlierer der Globalisierung und als Schirmherr der Entschuldungskampagne anlässlich des Jahres 2000. Schon als Präsident des Lateinamerikanischen Bischofsrates (CELAM) zwischen 1995 und 1999 hatte er immer wieder auf die erdrückende Schuldenlast der Entwicklungsländer aufmerksam gemacht. Dass die Armut in der Welt bis 2015 halbiert werden kann, wie es die Millenniumsziele vorsehen, kann der Kardinal mittlerweile nicht mehr glauben. Dazu müssten alle Industrienationen ihr Budget für die Entwicklungszusammenarbeit umgehend auf die längst fälligen 0,7 Prozent des Bruttoinlandsproduktes aufstocken.

Gerechtigkeit statt Krieg

Aber statt in die Entwicklung der ärmsten Länder und in die gerechte Verteilung von Gütern investieren die reichsten Länder dieser Erde immer noch in Kriege, zeigte sich der Erzbischof von Tegucigalpa enttäuscht: "Wenn wir sehen, dass dieser schreckliche Krieg im Irak statt einer Lösung näher zu kommen immer schlimmere Ausmaße annimmt, dass noch mehr Truppen in den Irak geschickt werden, dann ist das wirklich traurig. Es ist erschütternd, welche Summen und Ressourcen für den Krieg zur Verfügung gestellt werden. Wenn die Welt auf dem Weg wäre, die Millenniumsziele umzusetzen, dann sollte es keine Kriege mehr geben."

Fernunterricht für 36.000 Kinder

Nur durchschnittlich viereinhalb Jahre kann ein Kind in Honduras zur Schule gehen, berichtet Kardinal Maradiga. Die Don Bosco Schwestern in Tegucigalpa haben daher eine neue Unterrichtsmethode umgesetzt: Über ihre Radioschule können landesweit mehr als 36.000 am Schulunterricht teilnehmen. Jugend eine Welt - Don Bosco Aktion Austria unterstützt das Salesianerprojekt in der Hauptstadt und bittet um Spenden auf das P.S.K-Konto: 92.083.767, BLZ Bankleitzahl 60.000.
German Warum Heiligkeit heute so ungemein wichtig ist
Jan 27, 2007
Predigt am Fest des heiligen Franz von Sales.

WIEN, 26. Januar 2007 (ZENIT.org).- Wir veröffentlichen die Predigt, die Kardinal Oscar Rodríguez Maradiaga SDB, Erzbischof von Tegucigalpa (Honduras), am Gedenktag des heiligen Franz von Sales (24. Januar), bei einer Heiligen Messe im Wiener Don-Bosco-Haus gefeiert hat.

Der Kardinal hielt sich einige Tage in Wien auf, um privat Elly Frankl, die Witwe des weltberühmten Psychiaters Viktor Frankl, zu treffen. In seiner Predigt am Gedenktag des heiligen Franz von Sales unterstrich er, dass das Leben des Christen „gleichsam ein Anker werden“ müsse für die anderen Menschen; ein Anker, „an den sie ihre Hoffnung festmachen können und neue Kraft bekommen, um auf die Liebe des Herrn mit Liebe zu antworten“.

Der heilige Franz von Sales ist der Ordenspatron der Salesianer Don Boscos und war das Vorbild für den heiligen Jugendapostels Don Giovanni Bosco (1815-1888), dessen Gedenktag die Kirche jedes Jahr am 31. Januar feiert.

* * *

Ich bin sehr froh, dass ich das Fest unseres Patrons, des heiligen Franz von Sales, mit Euch, liebe Mitbrüder, feiern kann und dazu auch den Namenstag des Provinzials und des Direktors dieser Gemeinschaft. Ich begrüße noch einmal alle in dieser Gottesdienstgemeinschaft.

Der heilige Franz von Sales war Ratgeber von Päpsten und Fürsten, war beschenkt mit großen Geistesgaben, als Hirte und als Diplomat. In einer Zeit, da Streit und Uneinigkeit das Herz der Kirche verwundeten, lebte und liebte er die Einheit: Er war in besonderer Weise besorgt, die Einheit seiner Diözese wieder herzustellen, strebte nach der Einheit im Glauben. Grundlage seines Lebens und Handelns war das Vertrauen in den guten Gott, die Liebe, die alles vermag, Aszese und Gebet.

Er war ein gütiger, liebenswürdiger Mensch, der es verstand, Gottes Barmherzigkeit und Geduld all jenen aufzuzeigen, denen er begegnete. Die Spiritualität, die er vorschlägt, ist fordernd, aber zugleich ausgeglichen. Im Mittelpunkt steht die Liebe, die Liebe zu Gott, „das größte Glück der Seele in diesem Leben und in aller Ewigkeit“. Darum hat Don Bosco, unser Ordensgründer, ihn als Vorbild für seine Salesianer erwählt.

Sein Bild vom Menschen war grundsätzlich positiv, optimistisch, und – wie er selbst sagte – er unterließ es nie, sie einzuladen dort zu blühen, wo sie eingepflanzt wurden.

Der heilige Franz von Sales war ein Heiliger, den Gott gerufen hat in der Zeit nach der Reformation. Als er in die Schweiz ging, wo die Kalvinisten das Sagen hatten, riskierte er sein eigenes Leben. Das Evangelium der Wahrheit und Liebe, das er predigte, wurde mit Schlägen beantwortet; oft wurde er unterwegs überfallen und blieb halbtot liegen.

Eines Tages fragten ihn seine Gegner, was er denn zu den Skandalen, die viele seiner Brüder, die Priester, verursachten, sage. Seine Antwort ist äußerst wichtig – für jene, die sie damals und für uns, die wir sie heute hören. Ohne viel Umschweife sagte er: „Diejenigen, die ein anstößiges Leben führen, das nicht dem entspricht, was sie versprochen haben, zerstören durch ihr schlechtes Beispiel in den Menschen den Glauben an Gott.“

In Ihrer Sprache sagt man: „Menschen, die Wasser predigen und selbst Wein trinken.“ Zu gleicher Zeit ermahnte Franz von Sales seine Zuhörer und sagte ihnen: „Aber ich bin heute hier, unter Euch, um ein viel größeres Übel zu verhindern. Diejenigen, die zuschauen, die nichts tun und diese Lebensweise dulden, sind ebenso mitschuldig, dass der Graben, der die Menschen von Christus trennt, immer breiter und tiefer wird, weil sie die Quelle des Lebens verlassen, die Sakramente, besonders die Eucharistie.“

Franz von Sales spricht bei all seiner Liebenswürdigkeit vom starken Mut, zur eigenen Überzeugung zu stehen und dafür einzustehen, also Klarsprache zu reden.

Zivilcourage ist eine ganz aktuelle Tugend! Skandale werfen die Kirche und ihren Auftrag, die Botschaft Jesu zu verkünden, immer ein großes Stück zurück. Auch Ihr Land hat dies in den vergangenen Jahren erfahren. Aber eine Krise, der sich die Kirche gegenüber sieht, ist ein Anruf, zum Wesentlichen zurück zu kehren. Das Wesentliche ist, nach Heiligkeit zu streben. Heiligkeit ist entscheidend, denn sie ist das authentische Antlitz der Kirche.

Diesen Weg hat Franz von Sales in seiner von Krisen geschüttelten Zeit unaufhörlich verkündet. Er hat so viel weggeräumt, was sich auf die Botschaft des Evangeliums gelegt hat. Er hat den Edelstein freigelegt. Die Berufung zur Heiligkeit betrifft nicht ein paar religiöse Virtuosen, die Ordensleute vielleicht. Nein, der Weg zur Heiligkeit gilt allen. Es gibt kein anderes Ziel. Und das Ziel gilt für alle.

Das ist die grundlegende Botschaft des heiligen Franz von Sales heute. Das muss in unserer Pastoral wieder an erster Stelle stehen, wie es uns Papst Johannes Paul II. in seinem Schreiben Novo Millennio Ineunte aufgezeigt hat.

Man braucht im Europa von heute trotz der tiefen christlichen Wurzeln nicht argumentieren, dass man nicht glaubt. Umgekehrt schon, wenn man als Christ seine Überzeugung auch leben will. Es wird auch immer wieder Menschen geben, die dies und jenes als Entschuldigung anführen, warum sie ihren Glauben nicht leben; und dabei merken sie nicht, wie sie langsam geistlichen Selbstmord begehen, wie sie absterben. Sei es, weil ein Priester sie verletzt hat, als sie im Kindesalter waren, sei es, dass sie die Lehre der Kirche in einigen Punkten nicht recht verstehen. Zweifelsohne werdet ihr immer wieder Menschen begegnen, die da sagen: „Warum soll man denn glauben? Warum soll man in die Kirche gehen? Bei dieser Kluft zwischen Lehre und Leben selbst bei jenen, die berufen sind? Die solche Dinge tun, von denen die Zeitungen berichten?“

Die Skandale werden schnell zu großen Kleiderschränken. Dort hängen die Entschuldigungen so vieler, die der Kirche und dem Glauben den Rücken gekehrt haben. Darum ist Heiligkeit heute so ungemein wichtig.

Für diese Menschen muss unser Leben gleichsam ein Anker werden, an den sie ihre Hoffnung festmachen können und neue Kraft bekommen, um auf die Liebe des Herrn mit Liebe zu antworten. Vom Sinn des Lebens, davon, warum und wofür es sich lohnt zu leben, sprach nach so viel erlebtem Schmerz mit so viel Weisheit der unvergessene Professor Viktor Frankl, ein Mann, auf den Österreich mit Recht stolz ist. Mit großer Freude darf ich seine Witwe Elly, die Tochter Gaby und ihren Mann Franz begrüßen, ebenso Alexander und Anna, die Jüngste der Familie.

Seit meinen Studienjahren in Rom lernte ich den Reichtum seiner Lehre kennen, die uns alle verbindet und aufbaut. Ich danke meinem Mitbruder P. Eugenio Fizzotti, der mir die große Freude verschaffte, diese Familie kennen zu lernen.

Der Weg zur Heiligkeit sind die Seligpreisungen. Wir alle müssen sie leben. Schon der Apostel Jakobus erinnert uns in der heutigen Lesung daran: „Wer von euch ist weise und verständig? Er soll in weiser Bescheidenheit die Taten eines rechtschaffnen Lebens vorweisen.“

Es waren die Liebenswürdigkeit, die Güte und die Menschenfreundlichkeit des heiligen Franz von Sales, die Don Bosco in seinem Apostolat inspirierten und die charakteristisch für seine Pädagogik sind. Die Jugend erwartet von uns gerade heute gute Hirten, die kreativ in der Pastoral wirken, so wie unser Schutzpatron es getan hat, der in der Academia Gelehrte zusammenführte, um die Wissenschaft zu vertiefen und den Jugendlichen die Türen zu einer besseren Bildung zu öffnen.

Möge der heilige Franz von Sales vor Gott für uns alle eintreten, damit wir im Dienst an unseren Brüdern und Schwestern die Liebe und Güte Gottes sichtbar werden lassen, damit wir, ohne müde zu werden, in unserer Sendung für die Jugend arbeiten, und dass wir mithelfen, alle Bereiche des Lebens, die kirchlichen, sozialen, politischen, wirtschaftlichen und kulturellen Strukturen, mit dem Geiste Christi zu durchdringen, damit die Welt menschlicher wird, damit das Leben junger Menschen gelingt.
English Conference to Awaken Latin America, Cardinal Says
Jan 22, 2007
Aims to Form Discipleship and Missionary Spirit

ROME, JAN. 21, 2007 (Zenit.org).- The 5th General Conference of the Episcopate of Latin America will address a continent that is majority Christian, but that lacks catechesis, says the archbishop of Tegucigalpa, Honduras.

Cardinal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga explained that the conference, which Benedict XVI will open May 13 in Brazil, seeks to "awaken" Catholics of the "continent of hope."

The cardinal said this in an address he delivered Tuesday, where he explained the theme of the conference: "Disciples and Missionaries of Jesus Christ so That Our Peoples Will Have Life in Him -- 'I am the Way, the Truth and the Life.'"

"Many thought that the theme of discipleship was very generic. Why not speak of the widespread poverty in Latin America? However, the more we reflected, the more we realized that this theme of discipleship … is not generic," the cardinal said.

Lacking disciples

"We realize that we have baptized persons who are not sufficiently disciples," Cardinal Rodríguez added. "This has led [the episcopal council] to open a center of biblical pastoral care. So headway is being made with 'lectio divina,' the prayerful reading of the word of God.

"We found an enormous response in youth. The 'lectio-surfers' have been born, young people who reflect on the Word of God through the Internet.

"It is said that Latin America is the continent of hope, and of the greatest number of Catholics, but I give it nuances: baptized, yes; catechized, much less so."

Catechized missionaries

The cardinal explained that this catechesis gives rise to missionary zeal. "The great sending of the Lord Jesus is a command not only for those missionaries who are going to Africa, but for each baptized person.

"The missionary heart must be revived. I repeat this everywhere: the missionary heart has fallen asleep among the baptized. We are happy to be known as … 'the majority in the Church,' but we are asleep.

"We must feel happy to proclaim the Lord Jesus Christ. Now we are even afraid to set up the nativity scene … we must be missionaries -- intrepid -- like St. Paul."

Referring to the final part of the theme, the cardinal added that social issues are implied in "life in Christ. "

In this "human, Christian life of charity, the whole issue of social life enters, the evangelization of culture, of politics, of the economy," he said. "Life without ethics is leaving us without meaning, trapped in circles of violence."
Italian Laurea ad honorem al card. Rodriguez Maradiaga dall'Università di Urbino
Jan 19, 2007
E’ stata conferita ieri mattina, presso l’Aula magna del Rettorato dell’Università “Carlo Bo” di Urbino, la laurea ad honorem in Scienze politiche al cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa, in Honduras.

(Radio Vaticana, 17 gennaio 2007) Ad investire del titolo il porporato, il rettore Giovanni Bogliolo alla presenza dell’arcivescovo Francesco Marinelli, del preside della Facoltà di Scienze Politiche, Vincenzo Parlato e dei docenti. “Considero un inganno l’idea che l’educazione universitaria possa essere apolitica, priva di ideologia o semplicemente neutrale” così il Cardinale salesiano ha aperto la sua lectio magistralis sul tema “Educare oggi all’impegno per una politica a servizio del cittadino:
la sfida ed il ruolo dell’Università”. “L’impegno dell’Università – ha aggiunto il porporato - non può eludere una posizione critica riguardo alle politiche di ingiustizia e di disuguaglianza”. Nato a Tegucigalpa, in Honduras, il 29 dicembre 1942, il cardinale Rodríguez Maradiaga è divenuto arcivescovo di Tegucigalpa nel 1993 e cardinale nel Concistoro nel 2001. Il porporato non solo si è distinto per l'autorevolezza all'interno della comunità cattolica honduregna, ma è riconosciuto come una personalità di primo piano nella Chiesa cattolica latino-americana. A conferma della profonda passione nutrita dal primate di Tegucigalpa verso l’istituzione universitaria e verso il peso che essa ricopre nella società, sta la fondazione dell’Università di Honduras. “Il compito del docente – ha concluso il cardinale - va ben oltre il suo ruolo di insegnante”. “E’ necessario personalizzare il rapporto pedagogico dentro l’Università” che deve puntare “in un mondo sempre più vuoto di valori spirituali, a riscattare l’essere umano, quello che è dentro ogni studente, ogni docente”.
Italian “Le sette sono un problema economico-politico”
Jan 19, 2007
Dichiarazioni su questa sfida pastorale

ROMA, giovedì, 18 gennaio 2007 (ZENIT.org).- Le sette sono una sfida per la Chiesa in America Latina e non sono solo un problema religioso, ma anche economico e politico.

Lo ha affermato questo martedì il Cardinale Óscar Rodríguez Maradiaga, SDB, in una conferenza sulla Quinta Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano – che Benedetto XVI inaugurerà il 13 maggio ad Aparecida (Brasile) – nella residenza dell’ambasciatore argentino presso la Santa Sede.

Per il Cardinale Rodríguez Maradiaga, l’idea che le sette in America Latina siano “denominazioni religiose importate da altri Paesi, come gli Stati Uniti, non è più esatta, perché le sette sono diventate un prodotto autoctono”.

“All’improvviso appare una Chiesa che chiede la decima (il 10% degli introiti, ndr.)”, ha osservato, ma “non sono più sette, sono affari”, ha detto portando l’esempio di numerosi gruppi religiosi che nascono in America Centrale.

Sono diventate anche una questione politica, ha avvertito: “Alcuni hanno la pretesa di arrivare al potere” e i politici finiscono “per cercare il voto degli evangelici”. In molti Paesi dell’America Latina, ha spiegato, “evangelico è un concetto che comprende tutto, quelli che lo sono e quelli che non lo sono”.

Le sette sono “una sfida per un modello pastorale che si applica alle parrocchie e che è esaurito”, ha confessato.

“Dobbiamo essere creativi, andare dalla gente e non aspettare che la gente venga da noi: è quello che fanno le sette, a volte il loro approccio è più caldo, sono i primi a visitare i malati”, ha spiegato.

Il Cardinale ha riconosciuto che se c’è una parrocchia cattolica con 100.000 fedeli e un solo sacerdote è difficile che questi possa essere il primo ad andare a far visita ai malati, ma ha fatto appello alla corresponsabilità dei laici.

Il porporato, ex presidente del Consiglio Episcopale Latinoamericano, ha denunciato che nelle parrocchie cattoliche esista un “padrinaggio parrocchiale” per cui il sacerdote stabilisce “qui comando io”. “Ciò richiede un cambiamento profondo e un laicato organizzato”, ha proposto.

L’ambasciatore dell’Argentina presso la Santa Sede, Carlos Luis Custer, presentando il Cardinale Rodríguez Maradiaga, ha constatato che è una persona che crea “molte aspettative dentro e fuori la Chiesa” e lo ha definito un “gran sacerdote”.

La conferenza del porporato e Arcivescovo di Tegucigalpa si inserisce nel ciclo di incontri che l’Ambasciata della Repubblica Argentina presso la Santa Sede dirige in particolare al corpo diplomatico accreditato presso di questa.
English Secta Moon concede premio a Cardenal hondureño, pero éste lo rechaza
Oct 18, 2006
La polémica Iglesia de la Unificación o Secta Moon, a través de una de sus organizaciones de fachada, decidió conceder un premio al Arzobispo de Tegucigalpa, Cardenal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, que éste finalmente rechazó.

TEGUCIGALPA, 16 Oct. 06 (ACI).- Según informó el diario La Prensa, la secta eligió al Purpurado como "embajador de la paz" y pretendía realizar una fastuosa ceremonia en un hotel capitalino.

El Obispo Auxiliar de Tegucigalpa, Mons. Juan José Pineda, declaró a los periodistas que el Cardenal Rodríguez rechazó el homenaje porque supo que se trataba de la secta fundada por el magnate coreano Sun Myung Moon.

La Secta Moon es el mismo grupo que captó al ex Arzobispo africano Emmanuel Milingo y a través del cual se "casó". Como se sabe, ahora el ex prelado está excomulgado y se dedica a promover la eliminación del celibato sacerdotal.
Spanish 'Llegará momento en que habrá un Papa latinoamericano'
Oct 13, 2006
El cardenal hondureño Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga se mostró convencido de que llegará el momento en que el Papa sea latinoamericano y subrayó la importancia de esa posibilidad para hacer frente a la lacra de la pobreza en el sur del mundo.

(Terra Actualidad – EFE, 06-10-2006) 'Cada vez nos damos cuenta cómo el mayor numero de bautizados en la iglesia católica vive en el continente americano y llegará el momento en el que también haya un Papa latinoamericano', declaró a Efe el arzobispo de Tegucigalpa, que ha visitado Madrid para hablar de los problemas de la pobreza en el desarrollo humano.

Rodríguez Maradiaga, de 63 años y cuyo nombre sonó entre los posibles sucesores de Juan Pablo II en el cónclave que eligió al actual Benedicto XVI, inscribió la eventual elección de un Papa latinoamericano en el 'reto' que plantea el conflicto norte-sur, que comparó con el desafío afrontado por el fallecido Juan Pablo II en la disputa este-oeste de la Guerra Fría.

El purpurado afirmó que la pobreza 'ha ido aumentando' y recordó la necesidad de que la iglesia esté cerca de los más necesitados y haga la 'opción preferencial por los pobres', en consonancia con el mensaje de la Conferencia General del Consejo Episcopal Latinoamericano celebrada en la ciudad mexicana de Puebla en 1979.

Según Maradiaga, 'una sociedad globalizada en todos los sentidos, pero en la cual existe la pobreza, no es digna de ese nombre' y defendió que el mundo desarrollado piense en 'el mundo que está a camino del desarrollo'.

Para el cardenal, el subdesarrollo impulsa a la 'juventud y las personas que desean superarse' a buscar mejores condiciones de vida fuera de sus países, lo que ha provocado 'esta inmigración tan grande de parte de Centroamérica hacia Estados Unidos y de los países andinos hacia España'.

'Nadie migra por su propio gusto. Todos quisiéramos vivir y morir en la patria que nos vio nacer', dijo Maradiaga, que resaltó la 'complejidad' de una situación que debe ser 'algo ordenada y no simplemente salir e invadir otro país'.

Rodríguez Maradiaga, arzobispo de uno de los países más pobres de Latinoamérica, recordó que el continente americano es el más desigual del mundo y que hay personas que 'viven como en el siglo XIX, sin agua, luz eléctrica y servicios básicos'.

El cardenal defendió la mejor distribución de la riqueza y lamentó la necesidad de que las personas tengan que dejar poblaciones 'muy bellas', que no tienen desarrollo, para 'ir a vivir en barrios miserables' de las grandes ciudades.

Maradiaga se refirió a la polémica suscitada por las palabras del Papa Benedicto XVI en la universidad alemana de Ratisbona, que provocó la ira en parte del mundo islámico, como un 'incidente lamentable', dado que fue 'una frase sacada del contexto'.

'Hasta este momento nos damos cuenta de que no hay esa tolerancia y el respecto por la libertad de pensamiento y de expresión', dijo, y añadió que 'el santo padre no pensó que algo que estaba dirigido al mundo académico pudiese ser extrapolado y que causara todos estos tipos de problemas'.

Maradiaga recordó también las disculpas del Papa Benedicto XVI durante la reunión que mantuvo el pasado 25 septiembre con embajadores de países islámicos acreditados ante la Santa Sede y afirmó que 'parece ser' que los representantes 'se han dado por satisfechos'.
Spanish Cardenal reprende públicamente a obispo en Honduras
Aug 04, 2006
El arzobispo de Tegucigalpa, cardenal Oscar Andrés Rodríguez, reprendió públicamente a un obispo que ayudó el martes a bloquear la carretera Panamericana para presionar al congreso a derogar una ley que permite explotar las minas a cielos abiertos en Honduras.

(Associated Press, Jul. 27, 2006) TEGUCIGALPA - "Con esas decisiones caminamos hacia el subdesarrollo", dijo Rodríguez el jueves a la cadena local de radio HRN. "Una nación se cambia con diálogo y educación, no con ocupar carreteras que son de todos".

En la protesta participaron sacerdotes, estudiantes, campesinos, indígenas y profesionales, agrupados en la Alianza Cívica por la Democracia, al mando del obispo de Copán, monseñor Luis Alfonso Santos

Para el cardenal, "el camino de los manifestantes fue equivocado... creo que a monseñor Santos no le dieron la información adecuada porque una ley no se puede derogar sólo porque alguien grita en la calle".

"Santos no debe repetir ese incidente porque alguien le puso una cáscara de banano para que se resbalase", señaló.

La acción afectó casi 12 horas el paso de vehículos y personas en tres tramos de la Panamericana en la provincia de Copán, al oeste de Honduras y fronteriza con Guatemala.

"No comparto el criterio del cardenal porque el pueblo no acepta cómo se explotan las minas en el país", dijo Santos el jueves a la AP.

Agregó que la minería a cielos abiertos daña el ambiente porque corta en capas los cerros, usa explosivos para extraer los recursos naturales, envenena con tóxicos los ríos y seca las fuentes de agua.

El sistema lo usan desde hace años la compañías Minerales de Occidente, S.A., de Canadá, y Entre Mares, subsidiaria de la estadounidense Glamis Gold Ltd, en la explotación de los yacimientos de plomo, zinc, plata, antimonio, mercurio, hierro y oro.

Rodríguez encabezó hace tres años una multitudinaria marcha en Siria en contra del proceso de cielos abiertos.

El gobierno hondureño ha otorgado en concesión a firmas internacionales el 34% de su territorio, de 112.493 kilómetros cuadrados. La industria minera, cuyas exportaciones ascienden a 65 millones de dólares cada año, genera más de 5.000 empleos en Honduras.

Estadísticas oficiales indican que las compañías mineras retribuyen apenas al Estado con 25 centavos de dólar por cada hectárea explotada. Sus ganancias anuales son superiores a los 100 millones de dólares.
Spanish Desarrollo es solución a inmigración ilegal
Jul 31, 2006
El cardenal hondureño Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga declaró que Estados Unidos podría hacer más para mitigar la inmigración ilegal mediante el fomento del desarrollo económico en lugar de la represión fronteriza.

(univision.com. 13 de Julio de 2006) "En lugar de intentar levantar vallas o emplazar a la Guardia Nacional en la frontera, debería ver cómo puede ser fomentado el desarrollo y crear la industria de los servicios en nuestros países para evitar la inmigración ilegal", dijo el cardenal.

"En lugar de examinar solamente las consecuencias, deberíamos buscar las raíces porque el desarrollo no ha crecido en la mayor parte de los países latinoamericanos", dijo el cardenal en una entrevista otorgada en exclusiva a la AP el miércoles por la noche ante de una conferencia sobre evangelización.

Rodríguez Maradiaga, arzobispo de Tegucigalpa, fue elegido cardenal por el papa Juan Pablo II. Además de ser un lingüista, el purpurado de 63 años es un científico y toca el saxofón.

El desarrollo económico podría ayudar a Honduras a suministrar aceite de palma y caña de azúcar para la elaboración de combustibles alternos como el biodiesel y el etanol, indicó el cardenal.

"Cuando recibamos ayuda para el desarrollo, podremos tener trabajo para nuestro pueblo, con lo que la inmigración (ilegal en Estados Unidos) no será tan grande", dijo fuera de la conferencia a la que asistieron unos líderes católicos, educadores y autores en la Universidad Xavier.

Rodríguez Maradiaga dijo que Estados Unidos ha sido enriquecido por la diversidad, como lo ha sido la Iglesia. Sin embargo, la inmigración preocupa tanto a los latinoamericanos como a aquellos que en Estados Unidos desean frenarla o detenerla, agregó.

"La inmigración nos preocupa igualmente porque estamos perdiendo a nuestra gente, especialmente a los jóvenes".

El cardenal habló el mes pasado en un encuentro efectuado en la Universidad de Notre Dame convocado para frenar el retroceso del activismo católico entre la juventud latinoamericana. Indicó el miércoles que es necesario que la Iglesia incremente las gestiones para ampliar la enseñanza religiosa tanto en este país como en América latina.

"En muchas ocasiones no fueron educados en la fe; eso es un gran problema", indicó. "No es cuestión solamente de atraer al público a la Iglesia, sino darle educación suficiente para proporcionarle una razón de su fe y su compromiso".

Los crecientes pedidos para que sea enérgicamente reprimida la inmigración ilegal en Estados Unidos "no son una actitud muy cristiana", insistió Rodríguez Maradiaga.

"En ocasiones, cuando se recurre a los puestos de defensa, sólo se intenta cerrar puertas y ventanas", agregó en inglés Rodríguez Maradiaga, una de los siete idiomas que habla. "Cuando se tiene una actitud diferente, se obtiene mejores resultados sin tantos esfuerzos como si se cerraran las puertas".

Los políticos _ insistió _ deberían "mirar al futuro, no solamente a las próximas elecciones ... para que el futuro pueda ser construido con un mundo más justo y equilibrado".

Rodríguez Maradiaga ha sido mencionado con frecuencia un posible primer Papa latinoamericano. El miércoles dijo que se sintió honrado de haber participado en el cónclave que eligió a Benedicto XVI.

"No tengo la menor duda que fue la voluntad de Dios. Y me siento muy contento por ello", indicó y agregó estar convencido de que un día habrá un papa latinoamericano.

"Hay mucha gente que decía que tras un papa no italiano, vendría un italiano, pero esto no era la respuesta _ vino un alemán. Quizá el siguiente Papa será un latinoamericano", indicó con una amplia sonrisa.
Spanish Afirma cardenal hondureño que desarrollo es solución a inmigración
Jul 31, 2006
El cardenal hondureño Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga afirmó hoy que Estados Unidos podría hacer más para mitigar la inmigración ilegal mediante el fomento del desarrollo económico en lugar de la represión fronteriza.

TEGUCIGALPA, JULIO 14, 2006 (NOTIMEX).- Según el diario El Heraldo, el religioso advirtió que "en lugar de levantar vallas o emplazar a la Guardia Nacional en la frontera, Estados Unidos debería ver cómo puede ser fomentado el desarrollo" y pidió ayuda a ese país para alcanzarlo.

Al participar en Estados Unidos en una conferencia sobre evangelización en la Universidad Xavier, expresó que se debería "crear la industria de los servicios en nuestros países para evitar la inmigración ilegal".

"En lugar de examinar sólo las consecuencias deberíamos buscar las raíces, porque el desarrollo no ha crecido en la mayor parte de los países latinoamericanos", señaló Rodríguez Maradiaga.

"Cuando recibamos ayuda para el desarrollo, podremos tener trabajo para nuestro pueblo, con lo que la inmigración (en Estados Unidos) no será tan grande", manifestó el prelado.

Rodríguez Maradiaga dijo que Estados Unidos ha sido enriquecido por la diversidad, como lo ha sido la Iglesia. Sin embargo, la inmigración preocupa tanto a los latinoamericanos como a aquellos que en Estados Unidos desean frenarla o detenerla.

"La inmigración nos preocupa igualmente porque estamos perdiendo a nuestra gente, en especial a los jóvenes", apuntó.
English Honduran cardinal says economic development would ease immigration to U.S.
Jul 27, 2006
The problem of illegal immigration in the United States could be dealt with more efficiently by focusing on economic development rather than on border patrols, said an influential Latin-American cardinal.

CINCINATI (CNA, July 24,2006) - "Instead of trying to build walls or putting the National Guard on the border, we should see how development can be enhanced and labor services created," suggested Cardinal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga of Honduras, reported the Associated Press.

Programs for economic development could address both the concerns of Americans who want to slow immigration and the concerns of Latin Americans, who are troubled by the loss of talent and youth through emigration.

Assistance with economic development in Latin America would provide job opportunities in the developing countries and stem the flow of immigration, he reportedly said.

The cardinal said Honduras, for example, could supply palm oil and sugar cane for use in alternative fuels such as biodiesel and ethanol.

The Cardinal-Archbishop of Tegucigalpa was in the U.S. to speak at a conference on Catholic evangelization and Hispanic youth.
Spanish Cardenal hondureño instó a desarrollar con justicia la minería
Jun 24, 2006
El cardenal hondureño, Oscar Rodríguez Maradiaga, afirmó hoy en esta capital que la industria minera en la región debe guiarse con "criterios éticos" y que sus actividades deben ser desarrolladas "con justicia".

San Salvador, 19 jun (Prensa Latina) El prelado criticó fuertemente las leyes hondureñas que permiten que las empresas mineras sólo aporten el uno por ciento de sus ganancias a las comunidades donde están enclavadas.

Aseguró que los legisladores cometen un grave pecado al favorecer a esas compañías sin favorecer al país.

El cardenal de visita en esta nación, subrayó que hay que desarrollar los recursos mineros ya que representan riqueza para los países, pero hay que "desarrollarlos con justicia y no entregarlos por nada".

Agrupaciones ambientalistas salvadoreñas han denunciado reiteradamente los daños ocasionados a los ecosistemas y a las comunidades por la explotación minera de empresas de Canadá, como la Martinique Minerals S.A.

Por su parte, la iglesia católica, por medio de su oficina de asistencia social Caritas, ha manifestado su respaldo a las diferentes comunidades de Chalatenango una de las más afectadas por dicha extracción.

Igualmente, apoya a las de los departamentos de Cabañas y Morazán, donde se proyecta la apertura de nuevas minas.

Esas organizaciones ecologistas exigieron recientemente a las autoridades que no entreguen más permisos de exploración hasta que se realice "un amplio debate" sobre el tema.
Spanish Cardenal Rodríguez lanza campaña de responsabilidad ambiental
Jun 24, 2006
El cardenal Oscar Andrés Rodríguez, lanzó hoy la campaña de responsabilidad ambiental de las industrias mineras "La pobreza detrás de la minería, desenterrando la justicia".

(laprensahn.com, 20 de Junio de 2006) Tegucigalpa. La campaña es promovida por la agencia católica de Inglaterra Cafod y organizaciones ambientalistas hondureñas que luchan contra los impactos negativos de la explotación minera a cielo abierto en el país.

La misma incluye la solicitud a la trasnacional minera "Entremares" que "actúe de una forma más responsable" y "elimine de sus prácticas el método de explotación a cielos abiertos".

Los organizadores informaron de que una de las actividades será la recolección de al menos 100 mil firmas para avalar una carta que será enviada a los ejecutivos de la casa matriz de "Entremares" en Reno, Nevada, EUA, en la que expondrán sus peticiones.

Rodríguez consideró "urgente" trabajar para modificar "las situaciones injustas que obligan a los países pobres y vulnerables a pagar un alto precio por la extracción de oro, traducido en destrucción ambiental, explotación y pobreza para muchos, al tiempo que genera escandalosas riquezas para unos pocos"

Señaló que en el campo de la minería "necesitamos avanzar hacia mayores niveles de justicia y responsabilidad, necesitamos llevar nuestras voces a los mercados de oro, a los que deciden el futuro de pueblos y naciones enteras en base a cálculos de sus utilidades.

"Pero también necesitamos hacer oír nuestra voz a los consumidores de oro, a aquellos que de forma inconsciente e indiferente adquieren piezas de oro sin conocer su procedencia, ni los costes reales que ha implicado su producción para los pueblos pobres como Honduras", añadió.

El alto jerarca católico expuso, además, que la campaña "no es una oposición al desarrollo ni a que Honduras explote su riqueza", sino un llamado para que esta actividad se desarrolle "en el marco de reglas éticas".

Advirtió que no hacer nada por frenar y humanizar este tipo de industrias destructivas "estaremos negándole a nuestros hijos el derecho a vivir y el derecho a disfrutar de los bienes de la creación".

"Entremares" inició operaciones en el año 2000 en el Valle de Siria, Francisco Morazán, en la región central de Honduras, donde explotan oro y plata bajo el método de cielo abierto.

Esta actividad ha afectado "más de 400 hectáreas y las fuentes de agua superficiales del Valle de Siria y se investiga la posible contaminación con cianuro y arsénico en uno de los afluentes de la región", dijo el coordinador de la Alianza Cívica Ambientalista, Pedro Landa.
Spanish Iglesia Católica preocupada por crisis de valores
Jun 21, 2006
La Iglesia Católica está preocupada ante la crisis de valores y la serie de problemas sociales que enfrentan las familias en América Latina, según expresó el Cardenal, Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, Arzobispo de Tegucigalpa, Honduras.

(Diario Co Latino, June 19, 2006) El religioso participó este día en la Jornada Nacional de Reflexión Pastoral de Cáritas El Salvador, sobre la primera encíclica del Papa Benedicto XVI “Deus Caritas Est” (Dios es amor), organizada por Cáritas El Salvador.
Este jornada se enmarca, en la reflexión de la primera encíclica del Papa Benedicto XVI “Deus Carista Est”, la cual se refiere a que “la iglesia no puede ni debe emprender por cuenta propia la empresa política de realizar la sociedad más justa posible. No puede ni debe sustituir al Estado. Pero tampoco puede ni debe quedarse al margen en la lucha por la justicia”.
La jornada, según el cardenal Rodríguez Maradiaga, tiene como fin hacer un alto en el camino, y analizar el rol de la iglesia y su relación con el Estado, para contribuir a mejorar la calidad de vida de las familias.
El jerarca católico consideró que en estos momentos en la iglesia existe mucha preocupación, por los problemas que esta enfrentando la familia.
“Estamos muy preocupados porque la familia, es la primera célula de la sociedad, y cuando en la medicina detectan anomalías en las células, se avecinan problemas graves, se avecinan tumores, se avecina el cáncer, eso mismo está ocurriendo hoy en día en la familia, se está desintengrando la célula de la sociedad… corremos el riesgo de que… no se puede vivir el mensaje de Dios, que es amor”, afirmó el Cardenal Rodríguez Maradiaga.
El cardenal hondureño advierte que el mundo en general atraviesan una supervivencia en el materialismo, la violencia y otros problemas, la iglesia juega un papel importante, orientador de los pueblos.
“El Concilio Vaticano segundo nos dio un mensaje importante, en la constitución pastoral (sobre la iglesia en el mundo actual) Gaudium et Spes, que el 8 de diciembre del año pasado celebramos los cuarenta años, esa constitución nos habla del significado de lo que es toda la perocupación social de la iglesia”, explicó.
Añadió que en este documento se deja en claro, la colaboración que ofrece la iglesia al Estado, especialmente en lo que tiene que ver con la educación moral y ética de los ciudadanos.
El Cardenal Rodríguez Maradiaga dijo que uno de los problemas que existen hoy en el mundo es “la marginación de la ética de la vida y al marginar la ética caemos en todos los problemas que estamos viendo, por ejemplo: paganismo, un materialismo, una búsqueda codiciosa del dinero, sin reglas morales, que han llevado hasta grandes empresas a la quiebra y que luego hace peligrar la vida de la sociedad”. El mensaje principal de su participación en esta jornada de reflexión, se enfocó según el religioso en dejar en claro en “que Dios es amor y el cristiano es uno que ha creído en el amor…”.
Spanish Cardenal Rodríguez aboga por los pobres
Jun 14, 2006
Un cardenal afirmó ayer que el cristianismo “ha servido poco” para eliminar la miseria en dos milenios, y el empresario más rico de Latinoamérica pidió que los gobiernos permitan introducir el capital privado en las inversiones públicas sin llegar a la privatización.

(La Prensa, 13 de Junio de 2006) Washington. Las afirmaciones fueron hechas en la primera jornada de una conferencia regional de dos días, sobre cómo crear oportunidades para el 65% de latinoamericanos y caribeños que viven con menos de 300 dólares al mes y carecen de vivienda formal.

“No podemos negar que dos mil años de cristianismo han servido para mucho en unos campos y para poco en otros”, dijo el cardenal Óscar Andrés Rodríguez, el primer orador invitado a la reunión realizada en la sede del Banco Interamericano de Desarrollo, BID.

“Ha servido para mucho en el terreno de la utopía, de las teorías, de las grandes intenciones...”, agregó.

“Pero ha servido para poco en el terreno de la superación del hambre, de las necesidades de la pobreza y de la exclusión”.

Carlos Slim, presidente de la corporación mexicana Telmex, dijo que debido a que las inversiones sociales pueden llevar a los gobiernos a incurrir en indeseados déficit fiscales, el desarrollo de los servicios públicos ha sido regionalmente el más afectado.

Allí se debe admitir la participación privada “sin llegar a la privatización”, dijo Slim, indicando que los capitales privados podrían ser devueltos a 20 años por los gobiernos favorecidos, como si se tratara de un préstamo hipotecario.

Un planteamiento de Slim de promover el desarrollo empresarial a partir del impulso a las pequeñas y medianas empresas fue, sin embargo, cuestionado por el economista peruano Hernando de Soto, del Instituto Libertad y Democracia, de Lima, otro de los participantes.

Cita
El presidente George W. Bush dijo que el desarrollo económico y la creación de empleo son elementos críticos para la creación de oportunidades.

De Soto, conocido por sus teorías sobre economía informal, dijo que “no es posible” ese impulso, mientras no existan en la región leyes apropiadas de propiedad intelectual y que permitan a esas empresas emitir acciones para ampliar su base de capital. El martes, en la jornada final, se presentará el ex presidente Bill Clinton.
Spanish Amenazan de muerte a Cardenal hondureño
May 17, 2006
El cardenal hondureño Oscar Rodríguez denunció este sábado que ha recibido amenazas de muerte del crimen organizado, aunque no especificó si éstas se produjeron recientemente.

TEGUCIGALPA / AFP (07 de Mayo de 2006) - "Yo lo he dicho desde hace años, y eso me valió para que me amenazaran también; el crimen organizado es la mayor amenaza a la democracia", declaró el religioso en una entrevista con la estación de radio local HRN.

Rodríguez llamó a los hondureños a aliarse contra el crimen organizado que amenaza las estructuras de la sociedad.

"Todos debemos ser aliados para combatir el crimen organizado, que viene básicamente del narconegocio", advirtió el prelado en la entrevista concedida en la ciudad de Catacamas, 200 km al este de Tegucigalpa.

"El narconegocio es uno de los más siniestros que puede haber, porque amasa fortunas enormes a través de la sangre y la muerte de muchos jóvenes", subrayó el religioso, sin detalles sobre la forma en que fue amenazado.
Spanish Cardenal alaba gestión del presidente Zelaya
May 17, 2006
Reconoce que aún le falta mucho por cumplir y hacer en el gobierno

(elheraldo.hn, 7-5-2006) Tegucigalpa. Los calificativos que el cardenal Óscar Andrés Rodríguez atribuyó a los primeros cien días de gestión del presidente Manuel Zelaya Rosales, son más que buenos. Sobre todo porque muchos sectores, como la sociedad civil y los empresarios, difieren de lo que sostiene el líder católico.

El cardenal dijo sentir que, para el caso, en el tema de la depredación del bosque ha tenido un impacto importante porque “yo he visto ya que ha disminuido la tala en el departamento de Olancho”.

Él pide ser sinceros, porque “el presidente ha cumplido con sus promesas. A nosotros los obispos de Honduras nos dijo antes de la toma de posesión: ‘el día siguiente yo estaré en El Patuca’, y hemos visto las acciones de tal manera que debemos ver esto con esperanza porque en este año no se ha conseguido todo, pero si se ha logrado bastante y debemos seguir luchando”, destacó.

HOMBRE DE UNA PIEZA

Al purpurado se le preguntó si el presidente efectúa acciones populistas, y su respuesta fue “no, yo no creo que eso sea una publicidad (para él), yo lo conozco desde hace muchos años fue mi alumno cuando era adolescente y sé que es una persona sincera y sobre todo una persona de una sola pieza y creo que va a cumplir sus promesas”, dijo.

El cardenal comentó además que el pueblo hondureño no puede dejar todo en manos del mandatario. Hay que tener presente que esta es una democracia que funciona mediante los tres poderes del Estado y en ese sentido todos tienen la potestad de ejecutar acciones en pro de las mayorías del pueblo.

Reconoce, sin embargo, que aún le falta mucho por recorrer a esta administración gubernamental. También sabe que lo que viene es un camino difícil, sobre todo en materia energética y seguridad ciudadana, dos áreas que se han convertido en “explosivas” y que tarde o temprano estallarán.
Spanish Cardenal hondureño insta a luchar contra crimen organizado
May 07, 2006
El cardenal hondureño Oscar Rodríguez instó hoy a la población a unirse para luchar contra el crimen organizado, uno de los mayores flagelos que azota al país.

Tegucigalpa, 6 may 2006 (Prensa Latina) El prelado explicó que el crimen organizado que viene del narconegocio es de lo más siniestro que pueda haber porque amasa fortunas enormes a través de la sangre y de la muerte de mucha juventud.

También denunció que ha sido amenazado de muerte más de una vez por los miembros de esos grupos vinculados fundamentalmente con el narcotráfico por definirlos como la mayor amenaza en contra de la democracia.

Advirtió que por hacer las denuncias, las intimidaciones se reiteran.

"Yo lo he dicho desde hace años y eso me valió para que me amenazaran también; el crimen organizado es la mayor amenaza a la democracia", declaró el religioso.

En relación con el trabajo de la Policía Nacional para luchar contra ese azote comentó que los jefes de esas estructuras utilizan a los agentes policiales que se dejan llevar por la tentación, sobre todo cuando no tienen condiciones dignas para vivir.

Según el comisionado de los Derechos Humanos, Ramón Custodio, en Honduras hay tal nivel de crimen organizado que ya no se sabe quién es parte o no de él, y eso solo pasa en una sociedad cuando la policía y cuando otras autoridades son parte de esa mafia.
Spanish Hay quienes viven de rodilla ante ídolos del dinero"
Apr 27, 2006
Miles de fieles católicos escucharon ayer el mensaje del cardenal Óscar Andrés Rodríguez.

(La Prensa, 14 de Abril de 2006) Tegucigalpa. El cardenal hondureño, Oscar Andrés Rodríguez, dijo hoy que hay "hermanos y hermanas que viven de rodillas ante los ídolos del dinero, del poder y del placer sin reglas morales".

Esos seres se preocupan por el "tener a toda costa, por el prestigio falso", subrayó Rodríguez durante el Vía Crucis del Viernes Santo en Tegucigalpa, en el que participaron miles de católicos.

Rodríguez abogó porque quienes gobiernan e imparten justicia no actúen por intereses políticos y económicos para favorecer a los poderosos, en perjuicio de los más débiles, sino por el bienestar del pueblo hondureño que sufre entre la pobreza y la injusticia.
Agregó que el pecado hace caer al ser humano y le "oprime y endurece el corazón".

El pecado, recalcó, "nos vuelve pesimistas y duros, sentimos hastío de la existencia, pero Dios no nos abandona, somos nosotros quienes le hemos dado la espalda, como consecuencia, vemos a diario noticias de asesinatos, robos, violaciones y suicidios".

"Para que nuestro corazón de piedra se transforme en un corazón de carne, tenemos que volver a Dios con sinceridad, y confiar en su infinita misericordia, Dios es un padre bueno que espera siempre el regreso de sus hijos", acotó.

El prelado también dijo que en el mundo hace falta solidaridad con los que sufren, y que hay quienes imponen a los demás su codicia, su soberbia y su egoísmo.

El sufrimiento de Jesús antes de morir, añadió, "debe animarnos a levantarnos de todas la caídas, a luchar para que todos tengamos vida en abundancia, sin rencores, sin divisiones".

"Estamos expuestos a caer una o dos veces, el asunto es no dejarnos derrotar por el desánimo, la cobardía, el engaño, la desilusión las amenazas, la pobreza, las injusticias de cada día, la enfermedad. Nada puede apartarnos del amor de Dios", subrayó.

El Vía Crucis se celebró en lo que se conoce como el casco histórico de Tegucigalpa, bajo un cielo despejado y un clima agradable que hizo más placentera la participación de feligreses católicos.

Rodríguez insistió en que se debe luchar para acabar con tantas injusticias; pasar del lamento a la compasión, de la compasión a la solidaridad y del remordimiento a la construcción de un mundo de hermandad en el que haya una verdadera justicia, armonía, respeto y dignidad.

Reiteró que se debe trabajar por los que más sufren en Honduras, para cambiar la situación de dolor e injusticia.

En sus oraciones, el cardenal también le pidió a Dios que le dé a los mandatarios hondureños "sabiduría para que trabajando con firmeza, no busquen su propio bienestar, sino que se esfuercen en buscar solución a los problemas que enfrentamos".

Además, abogó por los inmigrantes que sufren en su intento por llegar a EUA, por los desaparecidos, por los que fallecen en las cárceles, por todos los delincuentes y secuestradores, por los pandilleros y por los que pertenecen al crimen organizado, a quienes les pidió que no sigan cometiendo atrocidades. EFE

Nota del día
Gobernantes hablan de la paz, pero no fomentan la justicia
El cardenal Óscar Andrés Rodríguez, en la homilía del Jueves Santo, hizo un vehemente llamado a seguir los pasos del Señor, siendo sinceros y honestos.

En el acto que rememora la última cena de Jesucristo con sus discípulos, el máximo jerarca también lavó los pies de sus hermanos, como un acto de humildad y sencillez. El Cardenal ofreció un discurso y reproducimos algunos fragmentos.
Queridos hermanos: Este día es uno de los más entrañables de nuestro calendario litúrgico. Con la celebración de esta eucaristía, en que recordamos de manera especial el día en que fue instituida por el Señor, damos por concluida la Cuaresma e iniciamos el triduo pascual. Esta noche celebramos con gratitud y devoción las palabras, los gestos y los signos de Jesús en la última cena con sus discípulos, cena verdaderamente inmemorable. Nos acercamos con profunda reverencia a estos momentos intensos de la vida de nuestro señor Jesucristo cuando manifestó a sus discípulos sus fuertes sentimientos de amor y cuando escogió signos elocuentes de su entrega.

Eucaristía
Es oportuno recordar la afirmación del Concilio Vaticano II: “Ninguna comunidad cristiana se edifica si no tiene su raíz y fundamento en la celebración de la Eucaristía”.

Uno de los aspectos más hermosos de esta cena era aquélla en la que el padre de familia tenía la obligación de explicar el rito celebrado durante la comida y recordar las proezas realizadas por Dios a favor de su pueblo.

Esta cena de pascua, que hasta el día de hoy representa el momento más entrañable de la vida del pueblo judío, fue anticipo de la Eucaristía.

Rito de purificación
Aún sin comprenderlo del todo, los discípulos vislumbran la solemnidad del momento. Por eso es mayor la perplejidad de los discípulos ante el desconcertante gesto del maestro antes de cenar; toma una jarra con agua y una toalla y comienza a lavar los pies de sus discípulos, realiza una acción reservada solamente a los esclavos con los invitados a una cena.

Cuando Jesús concluyó, iluminó con su palabra el gesto realizado: “Si yo, el Maestro y el Señor, les he lavado los pies, también ustedes deben lavarse los pies unos a otros”. Tal vez la acción no duró más de 15 minutos. Pero en ellos Jesucristo resumió su vida: el servicio y la entrega a los demás. Nosotros debemos cuidar que nuestros gestos, expresiones y signos sean sinceros y no una simple costumbre: darle la mano a alguien en señal de amistad, saludar con respeto y cariño, etc., no podemos convertirnos en gestos vacíos o, en el peor de los casos, falsos.

Muchas veces escuchamos de los gobernantes discursos sobre la paz, pero no se preocupan de fomentar la justicia que es lo que origina la paz. Hablamos de honestidad y luego engañamos fácilmente para aprovecharnos de la buena voluntad de los otros.

Sonreímos y luego calumniamos. Venimos a misa, pero no estamos dispuestos a hacer la voluntad de Dios, sino que seguimos nuestras apetencias, nuestros gustos y caprichos.

Ser diferentes
El Señor nos enseña a ser diferentes. Nos ayuda a devolver a los gestos su veracidad. Y así sus gestos de perdón, consuelo, ayuda y amor, van creando una nueva realidad que va cobrando verdad en la existencia concreta a los creyentes que salen a su encuentro.

En este gesto-testamento, nos ha legado el sentido de su vida y de su misión: vivir para los demás. Un amor que le ha llevado hasta entregar su propia vida, a no reservarse nada para sí mismo.

El gesto no quiso ser un recuerdo bello para la historia, sino un mandato que ponía en pie una comunidad nueva: la de los que sirven humildemente a los demás, la de los que en el cuerpo y sangre de Jesús reciben fuera para amar y entregarse como su Maestro.
Spanish El Papa abrió reunión con los cardenales del mundo entero
Apr 05, 2006
El cardenal Óscar Andrés Rodríguez dice que la Iglesia enfrenta muchos desafíos.

(La Prensa, 23 de Marzo de 2006) Roma. El papa Benedicto XVI abrió hoy jueves en el Vaticano una reunión con más de cien cardenales del mundo entero para consultarlos sobre asuntos claves para la Iglesia, como la reforma de la Curia, el cisma de los lefebvrianos, las difíciles relaciones con el islam y la intolerancia religiosa.

La reunión, que se celebra en la Sala del Sínodo, constituye una suerte de pre-consistorio ya fue organizada la víspera del primer Consistorio de su pontificado convocado para la creación de 15 nuevos purpurados.

Para el cardenal hondureño, Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, la intolerancia, tanto religiosa como social y el trato dado a los inmigrantes de todo el mundo, constituyen una de las mayores preocupaciones de la iglesia latinoamericana.

Según el cardenal alemán Walter Kasper, presidente del Consejo Pontificio para la Unidad de los Cristianos, las tensiones religiosas, en particular con el islam, es uno de los temas principales.

La reforma de la Curia romana, el gobierno central de la Iglesia, la reducción de los dicasterios o ministerios, así como la posible admisión de los tradicionalistas ultraconservadores lefebvrianos dentro de la Iglesia también es objeto del debate.

La apertura de "la jornada de reflexión y oración", como ha sido llamada oficialmente, fue trasmitida por el circuito cerrado de televisión a la sala de prensa del Vaticano, pero las intervenciones, tanto la del Papa como las de los demás pupurados, se llevan a cabo a puerta cerrada.

Nota del día
Cardenal pide apoyo para inmigrantes
El cardenal Óscar Rodríguez Maradiaga considera que la reunión de hoy del colegio cardenalicio con el papa Benedicto XVI debe abordar cuestiones como el problema de la emigración y la educación en el respeto y la tolerancia.

Así lo sostiene en una entrevista en el diario romano La Repubblica, en la cual el purpurado hondureño subraya que es “fundamental” que la sociedad consiga ver “al otro como hermano, en lugar de como enemigo”.

Para Rodríguez Maradiaga, éste debe ser uno de los asuntos que los miembros del colegio cardenalicio aborde hoy en su encuentro con el Papa, que se celebrará un día antes del consistorio donde el Pontífice creará 15 nuevos purpurados.

Según el Cardenal, se debe tratar problemas como la emigración, que se ha convertido en “una cuestión mundial”.

“Por poner un ejemplo, cada hora parten de mi país, Honduras, nueve ciudadanos.

Puede que después vuelvan, deportados nuevamente a su patria por aviones estadounidenses; el año pasado deportaron a 50 mil”, precisó.

“Y ahora -continúa- en el Congreso estadounidense se discute una ley que quiere declarar criminales a los inmigrantes ilegales.

Continentes enteros viven una paradoja dramática: se hacen tratados para la libre circulación de mercancías y en cambio se cierran las fronteras a las personas”, lamentó.

Rodríguez Maradiaga, en este sentido, señala que “le gustaría mucho” que el Papa escribiera una encíclica social, porque dar “una dimensión ética a la vida moderna en el mundo actual” es “una cuestión urgente”.

Consistorio
“Es inquietante que el mundo globalizado piense sólo en términos de privatización”, indica, antes de advertir de que esa mentalidad “amenaza con llevar también a la privatización de Dios”, a que “cada uno se haga su propio Dios a la medida”.

También apunta entre los grandes problemas actuales el del racismo y el de la vuelta a la idea de “guerra de religiones” en lugares como Oriente Medio, al tiempo que subraya que es grave que “el propio derecho internacional se haya debilitado tras la guerra preventiva contra Irak”.

“Hay una avidez difundida, que a menudo lleva a la quiebra incluso a las empresas, vivimos en un mundo individualista, en búsqueda del dinero, falta la visión del bien común”, expresó.

“Los efectos negativos van más allá de la economía.

En el ámbito de la conciencia o de la religión, con esta mentalidad se corre el riesgo de llegar incluso a la privatización de Dios”, puntualizó.

“Cada uno se hará su Dios a su medida, cada uno su Iglesia, pero esto es peligroso porque la Iglesia es una comunidad por definición y si se divide la comunidad, el hombre queda psicológicamente aislado”, dijo.

Manifestó que otro desafío que enfrenta la Iglesia es “el problema de la educación mundial al respeto, a la tolerancia.

Es difícil, pero fundamental”.

Dijo que otro de los problemas es representado por los millones de personas que deben emigrar.

El octavo consistorio que Juan Pablo Segundo convocó el 21 de febrero de 2001 fue el más numeroso.

Creó 42 purpurados, entre ellos el español Francisco Álvarez Martínez, arzobispo de Toledo, y once latinoamericanos, entre ellos, el hondureño Óscar Rodríguez Maradiaga. EFE

Historia
1. Juan Pablo Segundo convocó, en sus más de 26 años de Pontificado, 9 consistorios en los cuales creó a 232 cardenales, el mayor número de purpurados en la historia de la Iglesia. De ellos, 8 nombramientos fueron a españoles y 36 a latinoamericanos.

2. Dos años antes de morir, Juan Pablo Segundo convocó su noveno y último consistorio, del cual salieron 31 purpurados, entre ellos los españoles Julián Herranz y Carlos Amigo, arzobispo de Sevilla, y el hispanoamericano Javier Lozano Barragán de México.
Spanish “Me duele que se abran las fronteras a los productos y se cierren a las personas”
Apr 05, 2006
Su intervención arrancó aplausos, pero también despertó profundas interrogantes sobre el papel de los empresarios en la ejecución de las prácticas de responsabilidad social empresarial.

(La Prensa, 03 de Marzo de 2006) San Pedro Sula. El cardenal Óscar Andrés Rodríguez puso a pensar a los asistentes a la 15 asamblea anual del Club Rotario, realizada ayer en las instalaciones del Club Copantl.

“Me alegra que podamos reflexionar sobre algunos temas de actualidad e importancia, como la responsabilidad social del empresario a la luz de la doctrina social de la Iglesia. Nuestra realidad parece estar marcada por grandes turbulencias, incertidumbre, vacíos, amenazas y ausencias de criterios axiológicos. Es interesante entonces cómo, ante esa situación, los empresarios quieren asumir responsabilidades y no dejarse llevar simplemente por la civilización tecnológica”.

El prelado adujo que una verdadera práctica de la responsabilidad social empresarial debe suponer no sólo un proceso intelectual, sino también una modificación de las relaciones sociales basada en la ética, la lealtad y la fidelidad.

“Educar a las personas y a las empresas para que puedan comprender y responder a estas situaciones de crisis no es tarea fácil. No se trata de un reto solamente intelectual, sino de un modo de vida que exige cambios en las relaciones sociales. Por eso, más que nunca, se clama en nuestro tiempo por un fundamento ético desde el cual podamos formular intentos de respuestas a las crisis de hoy. La actividad empresarial no sólo tiene que ver con cifras, sino con la ética”, explicó.

Reorientar la competencia

El cardenal hizo un llamado a los empresarios, a quienes invitó a seguir impulsando el desarrollo del país y a reorientar el concepto de competencia.

“Hoy día, la competencia se ha reducido a una pugna, a una batalla. Hasta los autobuses pelean pasajeros o rutas. Eso no es competencia.

Los miembros del Club Rotario escucharon ayer la disertación del cardenal Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga.

La competencia es buscar las soluciones más adecuadas para responder del modo más idóneo a las necesidades que van surgiendo progresivamente.

Por eso necesitamos empresarios competentes. Qué alegría cuando una persona puede decir que está ayudando a desarrollar su país porque está generando fuentes de trabajo, y situaciones de vida más humanas”.

Atención

Acerca de la globalización, Rodríguez Maradiaga afirmó que es un proceso que debe ser seguido de cerca ya que puede ser peligroso.

“Me preocupa que -Estados Unidos- le abran la puerta a los productos y se la cierren a las personas. También temo que la globalización traiga en su código genético el desempleo, porque eso desafiará al empresario pequeño, mediano y grande”, adujo.

El cardenal finalizó haciendo un análisis sobre el cuidado del ambiente como parte de la responsabilidad social.

Lo dijo

“El mercado no es otra cosa que un instrumento, no es un fin y tampoco un principo de todo. Me duele ver que hoy en día se están abriendo todas las fronteras para las mercaderías y se le están cerrando las fronteras a los seres humanos. Debemos pensar que la globalización reducida al criterio económico, está invirtiendo nuestros principios”.
Spanish Llega Cardenal de Honduras; dictará hoy conferencia
Apr 05, 2006
Se encuentra de visita en el país, el Cardenal de Honduras, su excelencia Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, quien arribó en la tarde del martes por esta terminal aérea en un vuelo de American Airlines procedente de Miami.

(Diario Libre, 30.3.2006) AEROPUERTO LAS AMERICAS. El Cardenal Rodríguez Maradiaga viene atendiendo a una invitación que le hiciera la embajada de Honduras en el país a través de la embajadora de esa nación, Inneris Magalis Fune Padilla, quien dijo que el Cardenal de su nación dictará una charla en la casa San Pablo sobre los 40 años del Pontífice del Vaticano II, acontecimiento del siglo pasado que al decir de la embajadora es histórico y trascendental para el mundo.

La conferencia que dictará el Cardenal Rodríguez Maradiaga está pautada para las 7: 00 p.m. de este miércoles, y están invitados todos los que deseen asistir al evento cristiano. También su excelencia Cardenal Rodríguez Maradiaga visitará varios programas de televisión como parte de su agenda privada y almorzará con algunas personalidades del país durante su estadía de 48 horas en la República Dominicana.
Spanish Vicepresidente recibe en su despacho a Cardenal de Honduras
Apr 03, 2006
El vicepresidente de la República, doctor Rafael Alburquerque, recibió en su despacho del Palacio Nacional al Arzobispo de Tegucigalpa, Honduras, Cardenal Oscar Andrés Rodríguez Madariaga. El prelado fue introducido al despacho del vicepresidente por la embajadora de Honduras en el país, Su Excelencia Magalis Fondez y Nicolás Cardenal de Jesús López Rodríguez.

(el nuovo diario, 2 de Abril, 2006) El doctor Rafael Alburquerque destacó la labor pastoral realizada y al compromiso social que ha tenido su eminencia el Cardenal de Honduras.

Manifestó que para el país y para el gobierno era motivo de satisfacción contar con la presencia en nuestra nación del prelado.

El vicepresidente de la República dijo que el Cardenal Oscar Andrés Rodríguez Madariaga es una figura conocida no solo en su país, Honduras, sino en toda América Latina por su gestión pastoral.

Indicó que el país y el gobierno sienten júbilo por la presencia en la República Dominicana de Rodríguez Madariaga.

Madariaga se encuentra en la República Dominicana para dictar una conferencia sobre "Los 40 años del Concilio del Vaticano II.

La actividad que es promovida por la embajada de Honduras en el país está pautada para las siete de éste miercoles en el auditorio de la Casa San Pablo en la Avenida Romulo Betancourt

De su lado, el Cardenal de Tegucigalpa envió un saludo de afecto a todo el pueblo dominicano y dijo esperar que la nación continúe por el camino de la democracia de la que dijo debe irse consolidando cada día.

Oscar Andrés Rodríguez Madariaga dijo que el país debe seguir los caminos de la transparencia debido a que en el ámbito de la política hay dos criterios básicos que son la verdad y la credibilidad.

Sostuvo que ojalá que las elecciones que habrán de efectuarse en Mayo próximo se caractericen por esas dos cosas y que los organismos puedan responder a las inquietudes para las cuales surgieron
Spanish Vicepresidente recibe en su despacho a Cardenal de Honduras
Apr 02, 2006
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El vicepresidente de la República, doctor Rafael Alburquerque, recibió en su despacho del Palacio Nacional al Arzobispo de Tegucigalpa, Honduras, Cardenal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga.

(Dirección de Información, Prensa y Publicidad de la Presidencia, Marzo 29, 2006) El prelado fue introducido al despacho del vicepresidente por la embajadora de Honduras en el país, Su Excelencia Magalis Fondez y Nicolás Cardenal de Jesús López Rodríguez.

El doctor Rafael Alburquerque destacó la labor pastoral realizada y al compromiso social que ha tenido su eminencia el Cardenal de Honduras.

Manifestó que para el país y para el gobierno era motivo de satisfacción contar con la presencia en nuestra nación del prelado.

El vicepresidente de la República dijo que el Cardenal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga es una figura conocida no solo en su país, Honduras, sino en toda América Latina por su gestión pastoral.

Indicó que el país y el gobierno sienten júbilo por la presencia en la República Dominicana de Rodríguez Maradiaga.

Maradiaga se encuentra en la República Dominicana para dictar una conferencia sobre "Los 40 años del Concilio del Vaticano II.

La actividad que es promovida por la embajada de Honduras en el país está pautada para las siete de éste miercoles en el auditorio de la Casa San Pablo en la Avenida Romulo Betancourt

De su lado, el Cardenal de Tegucigalpa envió un saludo de afecto a todo el pueblo dominicano y dijo esperar que la nación continúe por el camino de la democracia de la que dijo debe irse consolidando cada día.

Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga dijo que el país debe seguir los caminos de la transparencia debido a que en el ámbito de la política hay dos criterios básicos que son la verdad y la credibilidad.

Sostuvo que ojalá que las elecciones que habrán de efectuarse en Mayo próximo se caractericen por esas dos cosas y que los organismos puedan responder a las inquietudes para las cuales surgieron.
Spanish El Papa abrió reunión con los cardenales del mundo entero
Mar 31, 2006
El cardenal Óscar Andrés Rodríguez dice que la Iglesia enfrenta muchos desafíos.

(La Prensa, 23 de Marzo de 2006) Roma. El papa Benedicto XVI abrió hoy jueves en el Vaticano una reunión con más de cien cardenales del mundo entero para consultarlos sobre asuntos claves para la Iglesia, como la reforma de la Curia, el cisma de los lefebvrianos, las difíciles relaciones con el islam y la intolerancia religiosa.

La reunión, que se celebra en la Sala del Sínodo, constituye una suerte de pre-consistorio ya fue organizada la víspera del primer Consistorio de su pontificado convocado para la creación de 15 nuevos purpurados.

Para el cardenal hondureño, Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, la intolerancia, tanto religiosa como social y el trato dado a los inmigrantes de todo el mundo, constituyen una de las mayores preocupaciones de la iglesia latinoamericana.

Según el cardenal alemán Walter Kasper, presidente del Consejo Pontificio para la Unidad de los Cristianos, las tensiones religiosas, en particular con el islam, es uno de los temas principales.

La reforma de la Curia romana, el gobierno central de la Iglesia, la reducción de los dicasterios o ministerios, así como la posible admisión de los tradicionalistas ultraconservadores lefebvrianos dentro de la Iglesia también es objeto del debate.

La apertura de "la jornada de reflexión y oración", como ha sido llamada oficialmente, fue trasmitida por el circuito cerrado de televisión a la sala de prensa del Vaticano, pero las intervenciones, tanto la del Papa como las de los demás pupurados, se llevan a cabo a puerta cerrada.

Nota del día
Cardenal pide apoyo para inmigrantes
El cardenal Óscar Rodríguez Maradiaga considera que la reunión de hoy del colegio cardenalicio con el papa Benedicto XVI debe abordar cuestiones como el problema de la emigración y la educación en el respeto y la tolerancia.

Así lo sostiene en una entrevista en el diario romano La Repubblica, en la cual el purpurado hondureño subraya que es “fundamental” que la sociedad consiga ver “al otro como hermano, en lugar de como enemigo”.

Para Rodríguez Maradiaga, éste debe ser uno de los asuntos que los miembros del colegio cardenalicio aborde hoy en su encuentro con el Papa, que se celebrará un día antes del consistorio donde el Pontífice creará 15 nuevos purpurados.

Según el Cardenal, se debe tratar problemas como la emigración, que se ha convertido en “una cuestión mundial”.

“Por poner un ejemplo, cada hora parten de mi país, Honduras, nueve ciudadanos.

Puede que después vuelvan, deportados nuevamente a su patria por aviones estadounidenses; el año pasado deportaron a 50 mil”, precisó.

“Y ahora -continúa- en el Congreso estadounidense se discute una ley que quiere declarar criminales a los inmigrantes ilegales.

Continentes enteros viven una paradoja dramática: se hacen tratados para la libre circulación de mercancías y en cambio se cierran las fronteras a las personas”, lamentó.

Rodríguez Maradiaga, en este sentido, señala que “le gustaría mucho” que el Papa escribiera una encíclica social, porque dar “una dimensión ética a la vida moderna en el mundo actual” es “una cuestión urgente”.

Consistorio
“Es inquietante que el mundo globalizado piense sólo en términos de privatización”, indica, antes de advertir de que esa mentalidad “amenaza con llevar también a la privatización de Dios”, a que “cada uno se haga su propio Dios a la medida”.

También apunta entre los grandes problemas actuales el del racismo y el de la vuelta a la idea de “guerra de religiones” en lugares como Oriente Medio, al tiempo que subraya que es grave que “el propio derecho internacional se haya debilitado tras la guerra preventiva contra Irak”.

“Hay una avidez difundida, que a menudo lleva a la quiebra incluso a las empresas, vivimos en un mundo individualista, en búsqueda del dinero, falta la visión del bien común”, expresó.

“Los efectos negativos van más allá de la economía.

En el ámbito de la conciencia o de la religión, con esta mentalidad se corre el riesgo de llegar incluso a la privatización de Dios”, puntualizó.

“Cada uno se hará su Dios a su medida, cada uno su Iglesia, pero esto es peligroso porque la Iglesia es una comunidad por definición y si se divide la comunidad, el hombre queda psicológicamente aislado”, dijo.

Manifestó que otro desafío que enfrenta la Iglesia es “el problema de la educación mundial al respeto, a la tolerancia.

Es difícil, pero fundamental”.

Dijo que otro de los problemas es representado por los millones de personas que deben emigrar.

El octavo consistorio que Juan Pablo Segundo convocó el 21 de febrero de 2001 fue el más numeroso.

Creó 42 purpurados, entre ellos el español Francisco Álvarez Martínez, arzobispo de Toledo, y once latinoamericanos, entre ellos, el hondureño Óscar Rodríguez Maradiaga. EFE

Historia
1. Juan Pablo Segundo convocó, en sus más de 26 años de Pontificado, 9 consistorios en los cuales creó a 232 cardenales, el mayor número de purpurados en la historia de la Iglesia. De ellos, 8 nombramientos fueron a españoles y 36 a latinoamericanos.

2. Dos años antes de morir, Juan Pablo Segundo convocó su noveno y último consistorio, del cual salieron 31 purpurados, entre ellos los españoles Julián Herranz y Carlos Amigo, arzobispo de Sevilla, y el hispanoamericano Javier Lozano Barragán de México.
Spanish “Me duele que se abran las fronteras a los productos y se cierren a las personas”
Mar 31, 2006
Su intervención arrancó aplausos, pero también despertó profundas interrogantes sobre el papel de los empresarios en la ejecución de las prácticas de responsabilidad social empresarial.

(La Prensa, 03 de Marzo de 2006) San Pedro Sula. El cardenal Óscar Andrés Rodríguez puso a pensar a los asistentes a la 15 asamblea anual del Club Rotario, realizada ayer en las instalaciones del Club Copantl.

“Me alegra que podamos reflexionar sobre algunos temas de actualidad e importancia, como la responsabilidad social del empresario a la luz de la doctrina social de la Iglesia. Nuestra realidad parece estar marcada por grandes turbulencias, incertidumbre, vacíos, amenazas y ausencias de criterios axiológicos. Es interesante entonces cómo, ante esa situación, los empresarios quieren asumir responsabilidades y no dejarse llevar simplemente por la civilización tecnológica”.

El prelado adujo que una verdadera práctica de la responsabilidad social empresarial debe suponer no sólo un proceso intelectual, sino también una modificación de las relaciones sociales basada en la ética, la lealtad y la fidelidad.

“Educar a las personas y a las empresas para que puedan comprender y responder a estas situaciones de crisis no es tarea fácil. No se trata de un reto solamente intelectual, sino de un modo de vida que exige cambios en las relaciones sociales. Por eso, más que nunca, se clama en nuestro tiempo por un fundamento ético desde el cual podamos formular intentos de respuestas a las crisis de hoy. La actividad empresarial no sólo tiene que ver con cifras, sino con la ética”, explicó.

Reorientar la competencia

El cardenal hizo un llamado a los empresarios, a quienes invitó a seguir impulsando el desarrollo del país y a reorientar el concepto de competencia.

“Hoy día, la competencia se ha reducido a una pugna, a una batalla. Hasta los autobuses pelean pasajeros o rutas. Eso no es competencia.

Los miembros del Club Rotario escucharon ayer la disertación del cardenal Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga.

La competencia es buscar las soluciones más adecuadas para responder del modo más idóneo a las necesidades que van surgiendo progresivamente.

Por eso necesitamos empresarios competentes. Qué alegría cuando una persona puede decir que está ayudando a desarrollar su país porque está generando fuentes de trabajo, y situaciones de vida más humanas”.

Atención

Acerca de la globalización, Rodríguez Maradiaga afirmó que es un proceso que debe ser seguido de cerca ya que puede ser peligroso.

“Me preocupa que -Estados Unidos- le abran la puerta a los productos y se la cierren a las personas. También temo que la globalización traiga en su código genético el desempleo, porque eso desafiará al empresario pequeño, mediano y grande”, adujo.

El cardenal finalizó haciendo un análisis sobre el cuidado del ambiente como parte de la responsabilidad social.

Lo dijo

“El mercado no es otra cosa que un instrumento, no es un fin y tampoco un principo de todo. Me duele ver que hoy en día se están abriendo todas las fronteras para las mercaderías y se le están cerrando las fronteras a los seres humanos. Debemos pensar que la globalización reducida al criterio económico, está invirtiendo nuestros principios”.
Spanish Cardenal hondureño visitará el país
Mar 29, 2006
El Arzobispo de Tegucigalpa, cardenal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, pronunciará una conferencia sobre el tema “Los 40 años del Concilio Vaticano Segundo”, durante la visita de dos días que hará a esta capital la semana próxima. El arzobispo hondureño iniciará su visita al país el próximo martes 28 y partirá de regreso a su país el jueves 30 en horas de la mañana.

(Diario Libre 23 de Marzo) Santo Domingo . Durante su estadía en Santo Domingo, el cardenal Rodríguez Maradiaga grabará un programa de televisión con el Arzobispo Metropolitano, cardenal Nicolás de Jesús López Rodríguez y pronunciará una conferencia magistral sobre los 40 años del Concilio Vaticano Segundo en el Auditorio de la Casa San Pablo. Será invitado del cardenal dominicano y se hospedará en el Arzobispado de Santo Domingo, en la Ciudad Colonial.

La conferencia será pronunciada a partir de las siete de la noche y dos horas más tarde,  los esposos Muriel y Rafael Maradiaga, representante de Shell en el país, le ofrecerán un cóctel en su residencia de esta capital.

En la tarde de su llegada el alto prelado oficiará una misa en la Iglesia Cristo Salvador, donde se encuentra la imagen de la Vírgen de Suyapa, frente a la Plaza Honduras, con la presencia de miembros de la comunidad hondureña en el país y alumnos de la Escuela República de Honduras.
Spanish Cardenal hondureño propone una encíclica social
Mar 29, 2006
El cardenal hondureño Oscar Rodríguez Maradiaga planteó la necesidad de que el papa Benedicto XVI escriba una encíclica social.

(Associated Press, Mar. 22, 2006) CIUDAD DEL VATICANO - "Es una cuestión urgente: ¿como llegar a dar una dimensión ética a la vida económica en el mundo de hoy?, planteó el purpurado en una entrevista publicada el miércoles por La Repubblica.

"Hay una avidez difundida, que a menudo lleva a la quiebra incluso a las empresas, vivimos en un mundo individualista, en búsqueda del dinero, falta la visión del bien común", expresó.

Señaló que es "inquietante que el mundo globalizado piense solamente en términos de privatización".

"Los efectos negativos van más allá de la economía. En el ámbito de la conciencia o de la religión, con esta mentalidad se corre el riesgo de llegar incluso a la privatización de Dios", puntualizó.

"Cada uno se hará su Dios a su medida, cada uno su Iglesia, pero esto es peligroso porque la Iglesia es una comunidad por definición y si se divide la comunidad, el hombre queda psicológicamente aislado", dijo.

Manifestó que otro de los desafíos que enfrenta la Iglesia es "el problema de la educación mundial al respeto, a la tolerancia, a la consideración de la otra persona como hermano y no como enemigo. Es difícil, pero fundamental".

Dijo que otro de los problemas es representado por los millones de personas que deben emigrar.

"En mi país, cada hora parten nueve ciudadanos, a lo mejor, vuelven deportados en aviones estadounidenses. El año pasado repatriaron 50.000".

Señaló que ahora el Congreso de los Estados Unidos está discutiendo una ley que quiere declarar criminales a los inmigrantes ilegales: "se hacen tratados para hacer circular libremente las mercaderías y después se cierran las fronteras a las personas".

"Es preocupante el racismo, es preocupante que frente a los conflictos del Medio Oriente se vuelva a la idea de la guerra de religión y es grave que en esta situación, las Naciones Unidas sean más débiles que nunca", afirmó.

"Incluso el derecho internacional se ha debilitado después de la guerra preventiva contra Irak", anotó.

El ex presidente de la Conferencia Episcopal Latinoamericana (CELAM) se encuentra en Roma para participar del primer consistorio que celebrará el viernes el Pontífice para crear 15 nuevos cardenales.
English Honduran cardinal fears new religious wars
Mar 29, 2006
Honduran Cardinal Oscar Rodriguez Maradiaga has voiced fears about a new outbreak of religious warfare around the world.

(cathnews.com, 23 Mar 2006) Catholic World News reports that in an interview with the Italian newspaper, the Archbishop of Tegucigalpa said that he saw an urgent need for "worldwide education in respect, tolerance, and seeing one's neighbour as a brother and not as an enemy."

Racism is an added problem, he said, and the tense situation in the Middle East raises the ugly prospect of "wars of religion."

The dangers of conflict are heightened, the Cardinal said, because "the UN is weaker than ever, and international law itself has been weakened after the preventive war with Iraq."

Cardinal Rodriguez Maradiaga said it was "terrible" that a convert to Christianity, Abdul Rahman, faces a possible death sentence in an apostasy trial in Afghanistan. "I would like to make an appeal to Muslims to say that one cannot kill in God's name," said the Cardinal. He added that there cannot be "one God for Catholics and another God for Muslims."

It is disquieting, Cardinal Rodriguez said, that economic globalisation is usually seen "in terms of privatisation." That way of thinking, he said, when applied to matters of conscience and religion, can lead to "the privatisation of God."
Spanish Cardenal pide ética a los empresarios
Mar 04, 2006
San Pedro Sula. El cardenal hondureño Óscar Andrés Rodríguez exhortó a los empresarios de la zona norte a tener ética, al participar en la 11 conferencia rotaria del distrito 4250, que comprende los países de Honduras, Guatemala y Belice, que se celebra hoy en la ciudad de San Pedro Sula.

(laprensahn.com, 02 de Marzo de 2006) Rodríguez Maradiaga, máximo jerarca de la Iglesia Católica, reflexionó sobre las responsabilidades empresariales e hizo un llamado a los asistentes a fomentar la ética para que los empresarios utilicen sus recursos y se preocupen por ayudar a los pobres y desválidos.

"Los empresarios competentes no sólo deben buscar las riquezas económicas si no tambien el desarrollo de los pueblos", expresó Rodríguez.

Globalización

En la conferencia rotaria tambien se abordó el tema de la globalización y el papel que van a desempeñar los empresarios en el crecimiento de la misma, señalando que la sociedad civil debe estar muy pendiente a los desarrollos anormales que puedan tener algunas empresas durante este proceso.

Proteger el medio ambiente fue otro de los llamados del cardenal.

Para finalizar, Rodríguez pidió a los empresarios a recobrar la centralidad de las empresas.
Spanish Cardenal Rodríguez quema corrupción, aborto y violencia
Mar 04, 2006
Cientos de feligreses acudieron ayer a los diferentes templos católicos a conmemorar el inicio de la pascua

(elheraldo.hn, 2006-03-02) Tegucigalpa. Más que lucir una pequeña cruz de ceniza en sus frentes, el pueblo católico de Honduras hizo relucir su fe, amor y esperanza en Jesucristo, mostrando la voluntad y el deseo de cada día ser mejor.

Ayer, desde las siete de la mañana, las distintas iglesias católicas del país se convirtieron en el centro de reunión de miles de feligreses que, con fervor religioso, celebraron el inicio de la Cuaresma, periodo que recuerda la pasión, muerte y resurrección de Jesucristo.

Conscientes de que recibir la ceniza no es un simple acto de devoción o un rito mágico que borra pecados, el pueblo católico, sin distingo de raza, edad y clase social, evidenció su deseo de tomar el camino de la conversión, a través de las enseñanzas de Jesucristo.

“Este día tiene un gran significado porque nos recuerda nuestro llamado a la conversión, a mantenernos unidos, y a no ser católicos de temporada, sino que debemos mantenernos creyentes en la fe. Es una gran oportunidad para recapacitar en nuestras vidas y volvernos a Jesucristo”, expresó Nora Varela, una humilde ama de casa.

MENSAJE DEL CARDENAL

En la catedral metropolitana San Miguel Arcángel, el cardenal Óscar Andrés Rodríguez presidió una eucaristía especial en la que resaltó el valor de la familia y, en un acto propio de la ocasión, quemó unas hojas volantes en las que se mencionaba la corrupción, el aborto y la violencia como signo de repudio de parte de la Iglesia Católica hacia esos fenómenos.

Previo a la imposición de la ceniza, monseñor Rodríguez hizo hincapié en la conversión de corazones y en la necesidad de volver la mirada a Cristo. “Con el signo de la ceniza sobre nuestras cabezas reconocemos nuestra fragilidad y la necesidad de hacer un alto en el camino para reflexionar y reorientar la ruta de nuestra vida”, señaló.

El jerarca católico dijo que el periodo de penitencia es un ejercicio de conversión y de renovación de la fe bautismal. “La Cuaresma es un tiempo para liberarnos de las cadenas de la corrupción y la maldad, porque ello es lo que impide que tengamos una vida plena, esas cadenas nos encierran, nos hacen duros en la familia o ante el prójimo”, recalcó.

HONDURAS: UN DESIERTO

Su llamado fue más allá de las paredes de la catedral, el vicario apeló a los corazones de todos los hondureños y les pidió acercarse a Cristo y mejorar su vida espiritual. “Esta es la oportunidad que Dios nos da cada año para acercarnos a Él. Dios se conmueve cuando somos capaces de bajar la cabeza y reconocer que hemos pecado”, manifestó.

El arzobispo de Tegucigalpa hizo suyo las palabras del papa Benedicto XVI, quien pidió una peregrinación interior hacia Cristo como única fuente de misericordia.

“Nuestro país parece un desierto. Honduras, que podría ser un bosque precioso y un jardín bellísimo, se está convirtiendo en un desierto de pobreza, hambre y oscuridad, porque hay muchas almas que ya perdieron la conciencia de la dignidad y el rumbo de su vida”, aseveró el cardenal.
Spanish Cardenal hondureño pide unirse para combatir ola de violencia
Feb 28, 2006
El cardenal Oscar Andrés Rodríguez llamó hoy a los hondureños a unirse contra el crimen y la creciente ola de violencia que afecta a este país centroamericano.

(Union Radio, 25 de Febrero de 2006) "Estoy convencido que todo el pueblo hondureño se tiene que unir contra el crimen", dijo el cardenal, arzobispo de Tegucigalpa, en declaraciones que publicó hoy la prensa local.

El religioso hondureño advirtió de que "si no nos unimos, si no estamos verdaderamente convergentes en los ideales de buscar la paz a través de la justicia, será muy difícil controlar este flagelo".

Según cifras oficiales, en lo que va de año se han registrado 407 muertes violentas en el país, entre ellas homicidios en robos, asaltos o por drogas, accidentes de tráfico, suicidios y otras.

Un registro de la Policía Nacional indicó que en enero hubo unos 256 muertos en diferentes hechos violentos.

Rodríguez dijo no compartir las críticas de diferentes sectores contra el ministro hondureño de Seguridad, Alvaro Romero, de quien afirman que carece de políticas claras para enfrentar a los delincuentes y al crimen organizado.

Señaló que "el ministro de Seguridad es sólo la persona que se encarga de coordinar los esfuerzos que se harán para vencer la criminalidad, pero con la unidad del pueblo hondureño", porque "el monstruo del crimen no es de ayer y no es una sola persona la que lo puede vencer".
English In talk here, Honduran cardinal brings message on global poverty
Feb 22, 2006
Cardinal Oscar Andres Rodriguez Maradiaga, often described as a "rising star" in the Catholic Church, visited St. Louis on Tuesday to spread his message about global poverty.

(ST. LOUIS POST-DISPATCH, 02/15/2006) In perfect English (he speaks nine languages), and dressed simply in the black suit and white collar of a parish priest, the Honduran cardinal told a crowd of about 50 theology students and faculty at St. Louis University that 60 percent of his countrymen live under the poverty line, making less than $1 per day.

"Poverty is our big challenge," he said. "That is not taken into consideration by the present administration here. President (George W.) Bush is not concerned about Latin America any more."

Rodriguez Maradiaga, 63, the archbishop of the Honduran capital of Tegucigalpa, was frequently mentioned as a papal candidate last year. He is young enough, say many Vatican watchers, that he could be considered again.

Politicians are a special concern for Rodriguez Maradiaga. "Politics have become an industry in our nation," he said. "People want to become president in order to get rich. We have to recover the dignity of politics, we have to work as Christians to give politicians their ethics back."

In an interview, Rodriguez Maradiaga said an issue recently in the news in the U.S. - bishops in favor of denying Holy Communion to Catholic politicians who support abortion rights - is not relevant in Honduras "because those people never come to church."

But, he said, "personally, I could never deny Holy Communion to a person. It would be a public scandal. Those who know they shouldn't be accepting the Eucharist have their own consciences. In my capacity as a pastor, I would never decide that for someone else."

Tuesday night he was to give the 11th annual Delubac Lecture at SLU's Anheuser-Busch Center on the topic of globalization's effect on Latin America.
Spanish Cardenal ratifica posición de la Iglesia sobre TLC
Jan 27, 2006
El cardenal Óscar Rodríguez Maradiaga, arzobispo de Tegucigalpa, Honduras, ratificó ayer la posición de la Iglesia católica sobre los tratados de libre comercio (TLC).

(prensa.com, 23 de enero de 2006) El arzobispo dijo que la Iglesia aprueba los TLC si estos promueven el desarrollo, pero los rechaza cuando persiguen intereses egoístas.

Los TLC, agregó, no solo deben analizarse con criterios monetarios, también hay que ver el aspecto humano para que haya equidad y cumplan con los objetivos para los cuales se firman.
Spanish Cardenal Rodríguez llama a solucionar crisis política
Jan 21, 2006
El cardenal Oscar Andrés Rodríguez y el secretario del Foro Nacional de Convergencia (Fonac) llamaron ayer a la clase política del país a concertar un acuerdo nacional y hacer esfuerzos para mantener el clima de gobernabilidad.

(elheraldo.hn, 2006-01-18) Tegucigalpa. En un comunicado de prensa, señalan que los partidos políticos son institutos de derecho público que tienen una relación directa con la sociedad civil y, a su vez, son intermediarios con el Estado para coadyuvar con el mismo en la consecución de los intereses nacionales.

“Consecuentemente los partidos políticos tienen responsabilidades fundamentales en el Estado de Derecho, el buen gobierno y la gobernabilidad democrática de la nación”, dice.

Señalan que el fortalecimiento de la gobernabilidad democrática demanda de la solución perentoria de la crisis institucional actual, sin confundir la repartición de cargos públicos con el proceso de integración social y sin perder la perspectiva de lograr la unidad nacional y de contar con un equipo de gobierno con capacidad e integridad para así fortalecer la gobernabilidad democrática y el desarrollo del país.

A LOS POLÍTICOS

La solución ecuánime de la crisis institucional requiere de una dirigencia de los partidos políticos alejada de una visión de corto plazo, coyuntural, fragmentada, con intereses particulares y carente de una visión integral, dice.

En base a lo anterior, demandan a la dirigencia de los partidos políticos encontrar una pronta solución a la crisis y responder a los intereses colectivos del pueblo hondureño, manteniendo y fortaleciendo su compromiso de patriotismo y ciudadanía reflejado en una nueva actitud que les distinga.

Adicionalmente hacemos un llamado a los nuevos diputados y diputadas del Congreso Nacional a ser agentes reales de transformación democrática y representar plenamente los derechos e intereses ciudadanos.
Spanish 38 horas de oración por Honduras
Jan 16, 2006
Las iglesias estuvieron llenas ayer, miles de feligreses se volcaron a pedir a Dios salud y mucho bienestar en el 2006.

(laprensahn.com, 01 de Enero de 2006) Tegucigalpa. La Iglesia Católica se encuentra en oración. Ora porque el país sea mejor, porque los hondureños tengan una meta en el 2006 y porque el siguiente Gobierno tenga el don de la sabiduría para dirigir los destinos de Honduras.

El cardenal Óscar Andrés Rodríguez, quien encabeza esta maratónica jornada de oración, explicó que las plegarias van dirigidas a Jesús sacramentado.

La jornada comenzó a las cinco de la mañana de ayer y concluye a las siete de la noche de hoy. Las parroquias se turnarán en orden estipulado por la Iglesia durante esas 38 horas.

El cardenal dijo que Dios nunca se olvida de sus criaturas, aunque la mayoría de las veces los humanos sí se olvidan de él, y por eso es bueno terminar un año orando y al mismo tiempo comenzar el siguiente año también orando.

“Le pido a todos los hondureños que tengan un momento de silencio en sus vidas, que hagan una especie de inventario espiritual para que valoren lo positivo y negativo de este año que terminó, no mirando sólo hacia afuera, que en esta ocasión nos critiquemos nosotros mismos para que potenciemos lo bueno y nos alejemos de lo malo”, aconsejó.

Lo importante, acotó el cardenal, es que en 2006 todos los hondureños tengan una meta, porque la persona que no se proyecta se comienza a morir aunque viva 20 ó 30 años más, y allí radica la importancia que los hondureños siempre tengan un ideal.

Para el líder católico, el ciudadano debe también proyectarse por el país, sirviendo al más pobre, al necesitado, al enfermo, al triste, al deprimido y a todo aquel que no tiene ilusión en la vida.

“Cuando nuestra vida la dedicamos al servicio, nos encontramos con una felicidad que no se compra con ningún dinero de este mundo. Ése es mi deseo para todos los hondureños”, compartió.

Oran por Gobierno
La Iglesia Católica también ha pedido porque el nuevo Gobierno sea iluminado por la gracia del Señor y por la luz del Espíritu Santo, para que tengan sabiduría y que en los siguientes cuatro años no desperdicien la oportunidad para hacer un bien por Honduras.

“Que comiencen como quisieran terminar, para que el día de entregar el poder tengan esa alegría de haber hecho algo bueno por el país”. Lo triste sería, lamentó Rodríguez, que la gente que está entrando en este mes a asumir el poder se sienta frustrada al final y por eso pedimos a Jesús que los ilumine.

“Honduras tiene derecho a ser mejor, porque no hay derecho que miles de hondureños vivan en tanta pobreza, todos pueden hacer algo colaborando con el bien común.

La oración puede hacer un cambio en ese sentido porque si se orase más, no habría tanta muerte, delincuencia o violencia y Honduras sería un mejor país”, concluyó el cardenal.

Óscar Andrés Rodríguez aconseja también respetar la dignidad de la vida y llamó a los jóvenes a volverse a Jesús.

Dato
Este tipo de oraciones de fin de año se practica desde 1940. El cardenal Rodríguez dice que mientras él continúe siendo arzobispo se efectuará esa maratónica oración por Honduras.
Spanish Cardenal aboga porque en 2006 se fortalezcan valores y la familia
Jan 07, 2006
El cardenal hondureño, Oscar Andrés Rodríguez, abogó en Tegucigalpa el sábado, porque en 2006 en Honduras y el mundo prevalezcan los valores y la unidad de la familia.

(Terra/EFE, 1 de enero de 2006) Tras una misa en la catedral, Rodríguez indicó a periodistas que no se puede pensar en un año bueno si no hay unidad familiar, y recalcó que las nuevas autoridades del país que asumirán el poder el próximo 27 de enero, trabajen por el bienestar de los hondureños, el combate de la pobreza, la justicia y el cese de la corrupción.

Agregó que en Honduras hay muchas familias desintegradas, "padres que abandonan a sus hijos, madres que matan a sus hijos, quizá porque fueron víctimas de violación sexual y otros daños físicos, pero tampoco (a ellas) se les puede acusar".

El prelado anunció que el nuevo presidente electo de Honduras, Manuel Zelaya, que asumirá el 27 de enero, le ha pedido celebrar una reunión con todos los obispos del país días antes de la ceremonia de investidura.

"Creo que será un diálogo interesante, le haremos ver las espectativas que tenemos, el deseo sobre todo, de que nuestra Honduras pueda seguir avanzando y nos preocupemos por el bien común y podamos ciertamente ayudar a los más pobres", expresó Rodríguez.

El religioso, quien hace muchos años fue maestro de Zelaya en el Instituto Salesiano San Miguel, de Tegucigalpa, dijo que en Honduras "hay una gran pobreza" de la que subrayó "todos debemos sentirnos corresponsables, por consiguiente, yo quiero una Honduras siempre mejor, una Honduras más digna y más justa".

"Si no hay justicia social en nuestro país, es más difícil que encontremos la paz social", recalcó el también arzobispo de Tegucigalpa, que además le pidió a los hondureños que para 2006 se fijen al menos una meta para lograr algo positivo.

Cuando la vida transcurre así, agregó, "se va de comienzo en comienzo, de conquista en conquista, con lo mejor para nuestras personas, nuestras familias y nuestras vidas".

El cardenal reiteró que la corrupción sigue siendo un flagelo que ha agudizado la pobreza en Honduras y abogó porque las nuevas autoridades trabajen a diario para combatirlo.

Dentro de cuatro años, añadió, las autoridades que asuman en enero deberán rendir cuentas, por lo que desde ahora deben tener conciencia sobre la responsabilidad que recaerá en cada uno de los altos funcionarios.
Spanish Cardenal dice vivir de préstamos es como la adicción a las drogas
Jan 07, 2006
El cardenal hondureño, Oscar Andrés Rodríguez, dijo que "vivir de préstamos es como la adicción a las drogas", por lo que recomendó "evitar la adicción a los préstamos" y crecer económicamente con recursos propios.

(Terra/EFE, 31 de diciembre 2005) En declaraciones a periodistas en Tegucigalpa, Rodríguez, también arzobispo de Tegucigalpa, subrayó que los hondureños deben buscar el crecimiento con sus propios recursos y dejar de ser "adictos o mendigos" de los préstamos de la comunidad internacional.

Agregó que las naciones pobres como Honduras no deben pensar que la solución de sus problemas llegará de afuera, y que con el uso correcto de los recursos del país se pueden ejecutar muchas obras sociales.

A Rodríguez se debe en gran medida que este año la comunidad internacional le haya condonado a Honduras el 60 por ciento de una deuda exterior que a mayo pasado sumaba unos 5.200 millones de dólares.

Rodríguez también enfatizó que la corrupción -un flagelo con profundas raíces en Honduras- "es como el cáncer que mina a toda América Latina".

Ese "cáncer", según el cardenal Rodríguez, no es posible erradicarlo "mientras no nos decidamos a una quimioterapia muy efectiva".

En ese sentido, advirtió que si no se acaba con la corrupción, "vamos a caer y a levantar y seguir en esa situación precaria" en Honduras, uno de los países más pobres del continente americano.

Rodríguez considera que la pobreza de su país, en gran medida se debe a la corrupción.
Spanish El cardenal Óscar Andrés Rodríguez leerá hoy a la nación el tercer informe
Dec 16, 2005
Menos del 50 por ciento de las sugerencias brindadas por la Comisión de Notables ha sido aplicado por el presente Gobierno por falta de seriedad de las autoridades, señaló el sacerdote católico Jesús Mora.

(laprensahn.com, 08 de Diciembre de 2005) Tegucigalpa. El religioso es el representante del cardenal Óscar Rodríguez y uno de los coordinadores de la referida comisión que brindará hoy a las 3.30 de la tarde su tercer informe sobre la importación y opciones para abaratar los precios de los carburantes.

Incumplimiento
El sacerdote señaló que el Gobierno será el único responsable para cristalizar las recomendaciones brindadas por la comisión. No se le ha dado la suficiente seriedad para poder implementar las recomendaciones.

“No comparto la idea que el 80 por ciento de las sugerencias brindadas por los Notables se haya cumplido”, dijo el religioso, respecto a las declaraciones brindadas por el ministro del Trabajo, German Leitzelar, enlace entre la comisión y el gobierno.

Sostuvo que es un “gran vacío” la falta de revisión de los onerosos contratos firmados entre la Empresa Nacional de Energía Eléctrica, Enee, y las plantas térmicas, así como el suscrito con el Servicio de Medición Eléctrica de Honduras, Semeh.

“Los medios de comunicación no deben dejar engavetadas estas sugerencias, sino crear espacios de debate para que nuestros gobernantes tomen decisiones en beneficio del pueblo y no a favor de pequeños grupos económicos”, dijo.

De no tomarse en cuenta estas sugerencias, continuó, el trabajo de los Notables sería en vano y la insatisfacción social sería creciente, hasta llegar a la intolerancia de las bases populares y de sectores vinculados a la comercialización de los carburantes.

Informe
El documento será leído hoy en la tarde por el cardenal Rodríguez Maradiaga en el Salón de Retratos del Congreso Nacional. Según Mora, fue difícil unificar los diversos criterios de los Notables, pero prevaleció el interés de que la verdad sea conocida y buscar un beneficio para el pueblo.

“Algunas de las recomendaciones expuestas se pueden ir materializando al crear las condiciones prácticas a partir de la toma de decisiones, si existe voluntad política”, dijo.

“Existe el compromiso moral de los Notables de darle seguimiento y pedirle a las autoridades que implementen las recomendaciones, aunque ellas no tienen un valor impositivo para el Gobierno”, indicó el religioso.

Los comisionados esperan que la actual Cámara Legislativa comience a ejecutar las recomendaciones brindadas y que le de continuidad en la siguiente legislatura para reducir el costo de los combustibles.

Sostiene que no tienen la intención de dañar a ninguno de los miembros de la cadena de distribución. Será determinación del presente o del próximo Congreso disolver o convertir a la actual Comisión de Notables en un grupo de seguimiento de las sugerencias brindadas mediante tres informes.

Beneficiará al pueblo
El informe que hoy presentará la Comisión de Notables en el campo de los combustibles recomienda ajustes a la actual fórmula que una vez aplicados permitirán un ahorro adicional en beneficio del consumador nacional, dijo el ministro del Trabajo, German Leitzelar.

Leitzelar, quien sirvió de enlace entre el Gobierno y la Comisión de Notables, se sintió satisfecho de la labor cumplida y espera que el nuevo Gobierno le dé seguimiento a las sugerencias que serán públicas hoy.

Dijo que el Gobierno tomará en cuenta las recomendaciones de la Comisión porque se trata de una promesa del Presidente de la República.

Si con las sugerencias de la Comisión se logra un ahorro mayor éste deberá ser significativo para el consumidor nacional.

Cifra
34 páginas
Tiene el informe que el cardenal Óscar Andrés Rodríguez expondrá hoy a la nación.
Spanish "Informe energético no debe politizarse"
Dec 04, 2005
El arzobispo de Tegucigalpa, cardenal Óscar Andrés Rodríguez, pidió ayer a los partidos políticos no politizar el informe sobre el tema de los combustibles a menos de 24 horas para las elecciones, al tiempo que exhortó a los hondureños a acudir a las urnas pensando en la patria y en el bien común.

(laprensahn.com, 26 de Noviembre de 2005) Tegucigalpa. El jerarca católico habló desde Alemania, donde se encuentra haciendo gestiones para el alivio de la deuda externa a los países pobres como uno de los abanderados de la Iglesia Católica en este tema.

¿Qué ha pasado con el informe de la Comisión de Notables sobre una nueva política energética y la forma como el Estado ha venido manejando el tema de los combustibles?
Estoy en Europa precisamente cumpliendo una misión referente al alivio de la deuda, son compromisos contraídos con anterioridad y por eso no me encuentro en el país. Es muy importante recordar que la comisión todavía no ha elaborado su informe, usted se ha referido al informe del experto, éste tiene que esperar su tiempo, por consiguiente también debe ser estudiado a profundidad.

No creo que sea oportuno utilizar el tema con carácter político porque los cinco candidatos se comprometieron a darle ese tipo de tratamiento. Yo quisiera recordar que es mejor hacer bien las cosas y no utilizar una coyuntura para frustrar tal vez todo un esfuerzo que se ha venido haciendo.

¿Qué recomendaciones contempla el informe como para que, en este momento, algunos sectores traten de darle un matiz político?
A mí me parece que a veces en la búsqueda de votos se pueden utilizar temas exteriores, por consiguiente yo quisiera hacer un llamado a estos candidatos a que reflexionen y puedan mejor dar el tiempo necesario para publicar seriamente lo que se ha estudiado.

¿El hecho de que algunos miembros de la comisión hayan renunciado ha sido por discrepancias o porquese estaba tratando de politizar el tema?
Yo no diría eso, porque prácticamente en esta última semana no he podido estar. Teníamos también una reunión con la Comisión de Justicia en México, supe que la compañera Rossana Guevara había renunciado porque ella consideraba que su trabajo ya lo había cumplido, pero no me consta que haya otra personalidad que haya renunciado.

¿Se van a tocar intereses a través de la publicación de este informe?
Yo creo que sin duda alguna lo que se busca es... no debemos olvidar que hay una política energética en el país, la meta es ésa y eso es una meta a largo plazo también. Ciertamente si se encuentran irregularidades o injusticias y hay tal vez intereses de grupos o de empresas, más bien debe prevalecer el bien común y el esfuerzo de todo el país para beneficiar a los más pobres.

¿Como coordinador de la comisión también consideró prudente que este informe se divulgue después de las elecciones del próximo fin de semana?
Yo en ese sentido dije que se tenía que divulgar cuando estuviese listo y todo el pueblo conoce el porqué no se logró tener los datos a tiempo y entonces me parecería equivocado y por eso llamo a la reflexión, me parecería equivocado precipitar…publicar cuando esté bien hecho y verificar.

¿Hay gente o sectores que han tratado o que trataron a lo largo de todo este proceso de ocultarle información a la Comisión de Notables?
Al principio teníamos esa percepción, después se conoció información que no estaba disponible porque simplemente no sabían dónde la tenían. Tristemente se debe reconocer que es un país altamente informatizado en todas las dependencias del Gobierno y también en algunas empresas. Pero posteriormente a través también de una pequeña presión de los medios…se obtuvo la información.

¿Técnicamente es un informe contundente?
Yo creo que sí, pero como dije anteriormente esto no se puede improvisar, y por otro lado, es importante recordar que la comisión fue nombrada por el Congreso y a quien primero hay que darle cuentas es al Congreso.
Recuerdo nuevamente el compromiso de todos los candidatos de que no se iba politizar, yo creo que tenemos adelante unas elecciones, es un proceso democrático que se ha venido consolidando en Honduras.

¿Cree que hay suficientes razones para que este domingo todos los hondureños vayan a las urnas?
Hay más que suficientes razones por lo que debemos pensar en Honduras, debemos pensar en la patria, debemos pensar en el bien común y en dar pasos adelante, no podemos caminar hacia atrás.
Spanish Cardenal hondureño escéptico ante CAFTA
Dec 04, 2005
El cardenal de Tegucigalpa, Óscar Rodríguez Maradiaga, aseguró tener reservas sobre los supuestos beneficios del Tratado de Libre Comercio entre Centroamérica y República Dominicana con los Estados Unidos (CAFTA, por sus siglas en inglés) tendrá sobre la región.

(laprensa.com.sv, 22 de noviembre de 2005) “Tenemos muchas dudas sobre el CAFTA. Nuestra preocupación es la población centroamericana depende muchísimo de los agricultores. Los países desarrollados tienen una agricultura industrializada; la nuestra es artesanal”, explicó ayer en esta capital Rodríguez Maradiaga, quien meses atrás era mencionado como uno de los posibles sustitutos del papa Juan Pablo II.

El religioso también se opuso al uso de anticonceptivos. “Se necesita destapar una mayor conciencia entre la gente. La sexualidad debe vivirse con dignidad, en un lenguaje de amor, no como un pasatiempo vanal”, apuntó el cardenal, quien estuvo durante dos días en el país como invitado a una actividad religiosa.
Spanish Asesores extranjeros culpables de campaña en Honduras
Nov 24, 2005
El arzobispo de Tegucigalpa, cardenal Oscar Andrés Rodríguez, criticó a los asesores estadounidenses de los candidatos presidenciales de imprimir una inusual violencia verbal en la contienda para las elecciones generales a realizarse en 11 días en Honduras.

(Associated Press, Nov. 16, 2005) TEGUCIGALPA - "El país ha progresado en su sistema democrático, pero vemos que ahora hay violencia verbal que no conocíamos", dijo el religioso el miércoles en un mensaje transmitido por Radio Católica.

"Hay ataques e insultos en la campaña. Y eso ¿quién lo aconseja?", se preguntó Rodríguez. "Por eso, pido a los políticos que no oigan los malos consejos, que escuchen mejor la palabra de Dios, que sí da buenos consejos".

El cardenal instó a los políticos a "emprender un mayor esfuerzo en los días que faltan (para los comicios)" porque "una contienda política debe ser de civismo y no de violencia".

Advirtió a los asesores políticos que "no utilicen la violencia del lenguaje porque después de las elecciones nuestra Honduras debe seguir adelante y no podemos caer en la confrontación ni en el odio".

El publicista estadounidense Mark Klaugmann es el asesor del candidato del oficialista Partido Nacional, Porfirio Lobo Sosa. Su compatriota Pad Devine es el de Manuel Zelaya del opositor Partido Liberal.

Los liberales responsabilizan a sus contrincantes de utilizar los fondos estatales en su propaganda y actividades electorales, mientras los nacionalistas denuncian las simpatías de sus rivales con posiciones izquierdistas.

Zelaya ha calificado de "anticristo", "depredador de bosques" y "fascista" a Lobo Sosa, actual presidente del congreso.

En la prensa local se habla directamente de una campaña sucia, algo que los partidos rechazan.

Pero ambos partidos, que gobiernan a Honduras hace un siglo, no han explicado cómo resolverán los problemas que agobian a los siete millones de habitantes: empleo, educación, depresión económica, pobreza, salud, seguridad ciudadana y analfabetismo.

En las elecciones se elegirá al presidente, vicepresidente, 128 diputados y sus suplentes, y 298 alcaldes.

Lobo Sosa, de 57 años, aventaja en las encuestas a Zelaya, de 52.

Uno de ellos sucederá al presidente Ricardo Maduro, que concluirá su gestión de cuatro años en enero de 2006.

Hay otros tres aspirantes presidenciales, pero de partidos pequeños que en los comicios apenas obtienen en conjunto unos 150.000 votos, menos del 2% de los sufragios.
Spanish Otorgan Premio Nacional de Derechos Humanos al cardenal Oscar Rodríguez en Honduras
Nov 06, 2005
El cardenal hondureño y arzobispo de Tegucigalpa, Oscar Andrés Rodríguez, fue galardonado anoche con el Premio Nacional de los Derechos Humanos, por su labor en favor de los más necesitados.

(unionradio.net, 29 de Octubre de 2005) El galardón le fue concedido a Rodríguez por el estatal Comisionado de los Derechos Humanos en Honduras, que preside Ramón Custodio.

La ceremonia se celebró en un hotel de la capital hondureña, con la participación de representantes de diversos sectores de la sociedad civil.

Custodio resaltó los méritos del cardenal Rodríguez para ser merecedor de la novena edición del Premio Nacional de los Derechos Humanos.

La premiación se enmarca en la celebración de la Semana de los Derechos Humanos, que concluyó ayer, viernes.

Rodríguez resaltó la necesidad de una mayor solidaridad en Honduras, y abogó a favor de que todos los hondureños, principalmente los jóvenes, se empeñen en "la lucha de defender la dignidad humana".
Spanish “No es denigrando a otros que van a conseguir más votos”
Nov 06, 2005
El cardenal Óscar Andrés Rodríguez pidió a los encargados de campaña de los partidos políticos tradicionales que le bajen el tono a las ofensas mutuas que se están lanzando y que expongan sus propuestas para sacar al país adelante.

(Elheraldo.hn, 2005-10-29) Tegucigalpa. El máximo jerarca de la Iglesia Católica participó ayer en lo que fue el cierre del Encuentro Nacional del Clero celebrado en un centro de retiro en la aldea La Sabana, en el municipio de San Manuel.

Su eminencia señaló que recientemente la Conferencia Episcopal se reunió con el firme propósito de hacer un llamado a los hondureños para que en los próximos comicios voten con conciencia.

“Repetimos esto por encima de cualquiera de los intereses puramente personalistas o partidistas, tenemos que pensar en Honduras porque no es denigrando al otro que van a conseguir más votos. Al contrario, la gente piensa, la gente sabe que debemos construir un país en paz y en respeto mutuo.

Por consiguiente, no utilicen esos recursos. Es muy fácil encender un fuego, pero es muy difícil apagarlo. Es preferible que tratemos de respetarnos todos y que se haga al menos en estos días que faltan para las elecciones”.

El prelado hizo énfasis en que los políticos no deben seguir dividiendo al pueblo. “Propuesta no es lo mismo que promesa, pero hay que recordar que la memoria queda allí y lo que se promete hay que cumplirlo, porque a la persona que no tiene palabra nadie la respeta. Que traten de destacar lo que nos une y no seguir dividiendo al pueblo hondureño”.

El Encuentro Nacional del Clero es una jornada de fraternidad sacerdotal donde los presbiterios de cada diócesis se reúnen para discutir un tema de formación espiritual y sobre todo para compartir las distintas realidades de las diócesis.

El obispo Garachana también hizo referencia a los enfrentamientos entre los candidatos políticos señalándolo “como algo sucio, como un juego de niños”.

“Creo que el país no tiene que perder el tiempo en luchas interpersonales, que como otras veces he dicho y decimos todos, lo que necesitamos es una propuesta de los diversos partidos", agregó.
German "Der freie Handel ist gar nicht frei"
Oct 24, 2005
Kardinal Rodriguez Maradiaga – ein Mann mit einem gewinnenden Lächeln. Kontinent droht in Armut, Drogen und Gewalt zu versinken. Wortführer der Kirche Lateinamerikas im Interview.

(Wiener Zeitung, 12. Oktober 2005) [kursiv]"Wiener Zeitung": Herr Kardinal, welche Aufgaben haben Sie nach Wien geführt?[kursiv]

Oscar Andres Rodriguez Maradiaga: Ich wurde eingeladen, die Arbeit meiner Salesianer-Mitbrüder zu unterstützen – durch die Übergabe von Unterschriften an die Regierung, damit 0,7 Prozent des Bruttoinlandsproduktes in Entwicklungsarbeit fließen. Die Bewegung "Jugend Eine Welt" treibt diesen Prozess an. Ich hatte viele Treffen, mit dem Präsidenten, mit dem Parlamentspräsidenten, mit dem Vertreter des Bundeskanzlers. Die UNO-Millenniumsziele sind ohne Erhöhung der Mittel für Entwicklung nicht erreichbar.

[kursiv]Sie gelten als Kritiker der Welthandelsorganisation... [kursiv]

Das Problem ist ihr unterschiedliches Sprechen. Sie tritt für freien Handel ein, aber dieser freie Handel existiert nicht, vor allem für die armen Länder. Wir sind mit Beihilfen und Protektionismus reicher Länder konfrontiert. Wir können nicht exportieren, was wir wollen. Die USA liefern zum Beispiel durch Subventionen billigeren Zucker, als er bei uns erzeugt werden kann. Bananen aus Lateinamerika können in Europa nicht frei gehandelt werden. Das bedeutet, dass die armen Länder in Zukunft ärmer werden. Durch die steigenden Ölpreise werden die Dinge noch schlechter.

[kursiv]Haben Sie Lösungen für diese Probleme? [kursiv]

Sicher nicht, es ist natürlich kompliziert. Aber ich weiß, die Kriege in Irak und Afghanistan kosten Geld, Geld mit dem die Welt den Frieden und die Entwicklung vorantreiben sollte.

[kursiv]Bedeutet weniger Geld für Entwicklung nicht mehr Gewalt, mehr Flüchtlinge, mehr Terror? Und höhere Kosten für Sicherheitsmaßnahmen? [kursiv]

Davon bin ich überzeugt. Jede Stunde gehen neun Honduraner illegal nach Amerika, weil sie keine Arbeit und keine Überlebenschancen sehen. Die Leute in Südamerika sind versucht, mit Drogen zu handeln, das zerstört die Gesellschaft, die Kriminalität steigt. Das Drogengeschäft hat so viel Geld, die können die Polizei und alles kaufen. Wenn ein Polizist weniger als 100 Dollar im Monat verdient und 10.000 geboten bekommt, dann ist er blind und taub und lässt die Dinge laufen. Die jüngere Generation wird korrumpiert. Das ist in Zukunft die größte Bedrohung für die Demokratie und den Frieden.

[kursiv]Was tut da die Kirche? [kursiv]

Wir rufen das Problem laut hinaus. Wir werden von den Banden bedroht. Wir bemühen uns, die Menschen zu Demokraten zu bilden, denn Demokratie ist nicht leicht, wenn die Überlebensbedingungen in einer Gesellschaft nicht gegeben sind. Die Armen haben kaum eine Stimme, wir versuchen, ihnen eine zu geben und den Dialog zwischen den Gruppen mit dem Ziel sozialer Gerechtigkeit zu führen.

[kursiv]Was erwarten Sie vom Lateinamerikatreffen der EU im Jahr 2006 in Wien? [kursiv]

Das wird wichtig. Wien ist auch die Zentrale der Opec, der Organisation der Erdöl exportierenden Staaten. Ölpreise kann man nicht nur dem freien Markt überlassen. Die Preise ruinieren unsere Wirtschaft. Es bleibt kein Geld für Schulen, für Spitäler, obwohl wir auch große Anstrengungen unternehmen, Energie zu sparen. Ich erwarte mir mehr von den Europäern als von den USA, die sind auf ihre Kriege und die wirtschaftlichen Beziehungen zu China fixiert.

Zur Person

Oscar Andres Rodriguez Maradiaga wurde am 29. Dezember 1942 in der Hauptstadt von Honduras, Tegucigalpa, geboren. 1970 empfing er die Priesterweihe, 1978 wurde er Weihbischof in seiner Heimatstadt. Er gehört dem Orden der Salesianer Don Boscos an, studierte in El Salvador und Rom und beherrscht mehrere Sprachen. In Innsbruck erwarb er ein Diplom in Psychiatrie. Der universell gebildete Kirchenmann, der 1993 Erzbischof von Tegucigalpa und 2001 Kardinal wurde, spielt Klavier und Saxophon, besitzt aber auch den Pilotenschein.
Rodriguez Maradiaga ist aufgrund seines Charismas seit Jahren als „papabile“ im Gespräch. Als Sekretär und späterer Vorsitzender des lateinamerikanischen Bischofsrates Celam lernte er die Probleme seines Kontinents und damit der Dritten Welt genau kennen. Ihn begleitet der Ruf großen sozialen Engagements. Als Schirmherr der weltweiten katholischen Entschuldungskampagne im Jahr 2000 fand er international große Beachtung.
German Bush ist kein Christ
Oct 24, 2005
Kardinal Rodriguez Maradiaga, bei Bundespräsident Fischer, war auch als möglicher Papst im Gespräch.

Kurier, 12.10.2005) Wien - "Jeder, der sich für Krieg ausspricht, darf nicht mehr als Christ bezeichnet werden": Der Erzbischof von Tegucigalpa in Honduras, Kardinal Oscar Andres Rodriguez Maradiaga, übte während seines Österreich-Besuchs scharfe Kritik an US-Präsident George W. Bush.

Der prominente lateinamerikanische Kirchenfürst prangerte auch die Weigerung von Bush an, sich im Vorfeld des Irak-Angriffs mit einem vom Papst entsandten Kardinal zu treffen. Der päpstliche Sonderemissär Kardinal Pio Laghi hatte sich 2003 im Auftrag von Johannes Paul II. vergeblich bemüht, Bush von dessen Kriegskurs abzubringen. Der damalige irakische Diktator Saddam Hussein habe den Gesandten des Papstes dagegen empfangen, sagte der 63-jährige Salesianer Don Boscos im Gespräch mit der Tageszeitung "Der Standard".

Von Fischer empfangen

Maradiaga wurde in Wien von Bundespräsident Heinz Fischer empfangen, der seinen leidenschaftlichen Einsatz für die Verlierer der Globalisierung würdigte.

Im Bundeskanzleramt hatte der Kardinal die von über 31.000 Österreichern unterschriebenen Postkarten "Haltet Wort - Stoppt die Armut!" übergeben. Die Unterzeichner - unter ihnen die österreichischen Bischöfe mit Kardinal Christoph Schönborn an der Spitze - wollen mit ihrer Unterschrift Bundeskanzler Wolfgang Schüssel (V) und den britischen Premierminister Tony Blair (zur Zeit G-8- und EU-Rats-Vorsitzender) an das Versprechen erinnern, die weltweite Armut zu halbieren.

Der Österreich-Besuch des hondurensischen Kardinals galt indirekt auch der Vorbereitung des großen EU-Lateinamerikagipfels in Wien, der im Frühjahr 2006 im Rahmen der österreichischen EU-Präsidentschaft vorgesehen ist.
English Honduran cardinal cheered by students in Westchester
Oct 24, 2005
The Catholic cardinal of Honduras, who has been a pilot, a linguist, a musician and a potential pope, harked back Friday to another role from his past _ chemistry teacher.

(Associated Press Writer, October 14, 2005) Cardinal Oscar Andres Rodriguez Maradiaga visited Salesian High School to mark its 85th anniversary by celebrating Mass and blessing a suite of new science laboratories.

"This is a most appropriate environment for me," he said in one of the labs. "I was a chemistry teacher before I became a bishop."

He sprinkled holy water, hung crucifixes in each room and told students, "Open your minds to science and to good."

The cardinal is a priest of the Salesian order, like the founders of the high school, and a longtime friend of the school president, the Rev. Patrick Angelucci, who said he helped Rodriguez Maradiaga learn English when they were in the seminary.

"I was practically born a Salesian," the cardinal said. "This is my family."

The 430 Salesian students _ all boys, in uniform gray slacks and blue shirts _ gave him a rousing welcome in the labs and at Holy Name of Jesus Church, just off campus. They called him "Cardinal Oscar."

The Mass ended with the students presenting a Salesian soccer sweatshirt to the cardinal, who unfolded it and displayed it from the altar.

Rodriguez Maradiaga, 62, began his visit by speaking to the senior class about his life, impressing them with his varied background and his challenges in Central America.

"Drugs is the biggest threat to the younger generation," he said. "Not just in Latin America, but throughout the world."

"He doesn't care about the drug lords threatening his life," said Nicholas Sabino, 17. "He has to have bodyguards and wear civilian clothes." Kenneth Ciardullo, another 17-year-old senior, said the cardinal reminded them "that he was once just an ordinary Salesian kid like us."

"It's good to know men so high up in the world are concerned about us," he added.

Rodriguez Maradiaga, who was returning to Honduras from a trip to Germany, said he was sorrowing for recent hurricane damage in neighboring Guatemala, where 200,000 homes have been damaged or destroyed and 1,482 people are dead or missing.

"We have started a collection, though we ourselves are poor," he said. "We took up a collection for New Orleans too."

A cardinal since 2001, Rodriguez Maradiaga is considered a moderate in a region known for producing radical priests. He was mentioned as a papal possibility before the election of Pope Benedict and is young enough that he could be considered again.

"When it comes, it comes from God," he said Friday.
German . . . mehr als Illegale und Drogendealer
Oct 15, 2005
"Wir als armes Land wollen nicht nur illegale Immigranten und Drogenhändler produzieren." Kardinal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga setzt sich vehement für seine Überzeugungen ein - die Entschuldung der Entwicklungsländer, gerechten Handel und die Beseitigung der Armut. "Deshalb darf das Versprechen der reichen Länder, die Armut zu halbieren, kein Lippenbekenntnis bleiben."

(Die Presse, 12.10.2005) WIEN. Der hohe kirchliche Würdenträger, der auch als Papst-Kandidat gehandelt wurde, gilt in Lateinamerika als Galionsfigur der Entschuldungskampagne für die armen Staaten der Welt. Dazu zählt auch sein Heimatland Honduras, dessen enorm hohe Auslandsschulden rund vier Milliarden US-Dollar betragen. Allein die Zinsenzahlungen machen pro Jahr das Dreifache der Staatsausgaben für den Gesundheitssektor aus.

Den reichen Staaten der Welt wirft der Anwalt der Armen vor, zu wenig Einsatz bei der Verwirklichung der Millenniumsziele der Vereinten Nationen zu zeigen. Deswegen sprach der Erzbischof der honduranischen Hauptstadt Tegucigalpa auch schon vor fünf Jahren gemeinsam mit U2-Sänger und Mitstreiter Bono Vox bei Deutschlands Gerhard Schröder vor. Am Dienstag klopfte Rodríguez an die Pforten des Bundeskanzleramts in Wien und übergab mehr als 30.000 Postkarten, auf denen österreichische Unterzeichner - darunter alle Bischöfe des Landes - Kanzler Schüssel zum Handeln aufrufen.

Auch die in Wien ansässige Organisation Erdölproduzierender Länder (Opec) forderte der charismatische 62-Jährige auf, einen Beitrag zur Entwicklungshilfe zu leisten. "Wir verhungern wegen der Öl- und Benzinpreise." Doch Opec-Staaten würden unglaublich viel verdienen. "Ohne Solidarität von Seiten der OPEC ist es nicht möglich, Entwicklung zu erreichen", so Rodríguez.

Der Kardinal stellte auch die subventionierte Agrarökonomie der USA in Frage. Denn so würden der honduranische Markt und die heimische Landwirtschaft arg in Bedrängnis geraten. Importierter US-Zucker sei in Honduras billiger als der heimische. Daher seien gerechte internationale Handelsregeln unbedingt von Nöten. "Derzeit werden multinationalen Konzernen billige Rohstoffe verschafft, während die Bauern längst unter die Armutsgrenze gerutscht sind", so Rodríguez.

Globalisierung müsse durch Solidarität ergänzt werden, damit Arme in Ländern wie Honduras Auswege sehen - abseits vom Handel mit Drogen oder vom Leben als illegaler Immigrant.
Spanish Cardenal Rodríguez pide no politizar crisis de los combustibles
Sept 30, 2005
El cardenal hondureño, Oscar Andrés Rodríguez, pidió hoy a los candidatos a la presidencia de Honduras que no politicen la crisis de los combustibles que vive el país por una elevada alza de precios.

(Terra/EFE, 12 de septiembre 2005) En declaraciones a periodistas antes de viajar a Washington, para una reunión con ejecutivos del Banco Interamericano de Desarrollo (BID), Rodríguez dijo que no se puede politizar un tema tan delicado que tiene al país en una "encrucijada".

Agregó que si Honduras cae en la inestabilidad social, podría perder la condonación del 60 por ciento de la deuda exterior que Honduras ha recibido este año, o no lograr otra que le será solicitada al BID, al que Honduras le adeuda más de 1.000 millones de dólares.

El prelado resaltó que los candidatos de los cinco partidos políticos que disputarán la presidencia del país en las elecciones generales del 27 de noviembre próximo, deben actuar "con sensatez".

"Les hago un llamado a la reflexión y a la sensatez", expresó el cardenal hondureño, a la vez que recordó que los candidatos dieron esta semana un "mal ejemplo a nivel internacional", al no firmar el "Gran Acuerdo por Honduras", que se supone había consensuado por los cinco partidos políticos en contienda desde hace tres meses.

A la firma de ese acuerdo, el pasado lunes, fueron invitados reconocidas figuras políticas como los ex presidentes Julio María Sanguinetti, de Uruguay, y Valentín Paniagua, de Perú, quienes al final lamentaron que el documento no haya sido suscrito.

Horas antes de la fijada para la firma, el Partido Liberal, primera fuerza política de oposición, la condicionó a la rebaja de precios de los combustibles, lo que rechazó el gobernante Partido Nacional.

Otros dos partidos minoritarios, el Innovación y Unidad-Social Demócrata, y el Unificación Democrática, de izquierda, también decidieron no firmar el acuerdo, que fue auspiciado por las Naciones Unidas y la sociedad civil.

El cardenal indicó que si no hay sensatez de los políticos, los 23 años de democracia vividos hasta ahora, se pueden destruir por no utilizar el diálogo como medida para resolver los problemas de Honduras.

También dijo que no es posible que se cancele hoy, de una sola vez, todo el drástico incremento que el Gobierno aplicó el sábado pasado a los combustibles, en casi un dólar a las gasolinas, lo que ayer provocó una paralización de los taxistas en Tegucigalpa.

Ayer mismo el Gobierno anunció una rebaja, a partir de hoy, que es menor a la mitad del aumento del sábado pasado, lo que no satisface a los taxistas, que este miércoles también han paralizado labores, aunque tienen previsto reunirse con autoridades del Gobierno hacia las 16.00 horas locales (22.00 GMT).

El Gobierno alega que el drástico aumento obedeció a los daños causados por el huracán "Katrina" en el sur de EEUU, que disparó los precios del petróleo.

Rodríguez dijo que por demagogia política no se puede tomar como bandera el problema de los combustibles, y recalcó que "el pueblo ya no aguanta" tanto castigo como la frecuente alza de precios a los combustibles.
Spanish Cardenal pide a políticos no hacer falsas promesas
Sept 30, 2005
Cardenal. Oscar Andrés Rodríguez la arremetió contra los políticos.
Tegucigalpa. En el inicio oficial de la campaña proselitista, el cardenal Oscar Andrés Rodríguez consideró oportuno hacer un llamado a los políticos del país para que no hagan falsas promesas a la población hondureña.

(elheraldo.hn, 2005-08-29) En su acostumbrada homilía de los domingos, el líder de la iglesia católica les dio este mensaje a los políticos de turno que a partir de hoy y hasta el 27 de noviembre próximo enfilarán baterías para ganarse el poder de la nación.

Además les pidió denunciar hechos sin retroceder ante las pretensiones de los poderosos que desean malas intenciones para el país.

“Hoy comienza una campaña política en nuestro país, todo lo contrato del profeta Isaías, nos van a prometer el cielo y la tierra para ganar unos votos y muchas veces son solamente promesas en el aire”, expresó el cardenal Rodríguez.

Los penosos debates que protagonizaron Manuel Zelaya y Porfirio Lobo Sosa son una advertencia de que la campaña política tendrá tintes confrontativos y sin propuestas.

ODIO DEL PUEBLO

Haciendo una clara alusión a los políticos, dijo que éstos no solo tienen que anunciar promesas, sino que deben denunciar hechos para buscarle una clara solución a los problemas.

“Tienen muchas veces que denunciar cosas que van mal en su tiempo, antes de que sucediera el destierro y sus palabras lejos de ser populares le atraen incomprensión y hasta el odio del pueblo, sobre todo de las clases dirigentes”, expresó en su mensaje dominical

MANIPULABLE

Seguido a este llamado el cardenal hizo alusión a textos bíblicos del profeta Jeremías, quien se resistió cuando Dios lo llamó, aduciendo, entre otras razones, que era demasiado joven, que no podía hablar en público y que le temblaban las piernas al pensar que tenía que hacer frente a los poderosos de Israel.

“El Señor le convenció y Jeremías dijo que sí y cumplió su misión, pero al denunciar el pecado de su pueblo, la hipocresía religiosa y la arrogancia de los poderosos, cayó sobre él el desprecio, la burla y la persecución”, expresó.

Esto aconteció porque este profeta había rechazado ser un servil instrumento del poder y por tal razón los poderosos de Israel lo declararon indeseable, “o como se dice en el lenguaje diplomático: lo declararon non grato”, dijo Rodríguez.

En ese sentido reflexionó que hay que ser como el profeta Jeremías que por aceptar a Dios, lo acusaron de rebelde y lo marginaron por no aceptar el papel de ser una figura decorativa y manipulable.

“Necesitamos más Jeremías, hombres y mujeres que estén dispuestos a hablar con fortaleza y claridad, anunciando el mensaje de salvación a todo el mundo. Personas de fe que hablen sin miedo, sin temblar, con la voz firme y el tono seguro”, expresó Rodríguez.
Spanish El cardenal de Honduras alerta ante el peligro de desencanto en la democracia
Sept 30, 2005
La pobreza en América Latina ha propiciado el desencanto en la democracia y puede conducir a un descontrol social si no existe un correctivo a tiempo, dijo el arzobispo de Tegucigalpa, cardenal Oscar Rodríguez Maradiaga, durante el Encuentro Regional de Laicos Constructores de la Sociedad para la Región Centroamérica, México y Caribe.

MÉXICO, miércoles, 14 septiembre 2005 (ZENIT.org-El Observador).- Según un despacho del periódico «Milenio», el cardenal Rodríguez Maradiaga pidió a los gobernantes de la región evitar que los países de la zona se conviertan en territorios exportadores de mano de obra barata o de migrantes.

Al calificar como «un continente olvidado» a América Latina, el arzobispo de Tegucigalpa convocó a empresarios, políticos y sindicatos a buscar nuevas prácticas que, a la luz de la Doctrina Social de la Iglesia, promuevan a la persona y la saquen del círculo vicioso de la pobreza en que se encuentran millones de familias.

América Latina, agregó, «no puede ser simplemente un sitio de turismo de maquiladoras o de mano de obra barata, o de inmigrantes ilegales. Debemos caminar hacia el desarrollo, en un modelo que incluya de manera urgente la integración la solidaridad».

Según la misma fuente, el cardenal Rodríguez Maradiaga pidió a los partidos políticos y a los dirigentes, hacer todo lo necesario para que la política recupere su dignidad, como servicio al bien común y no para concentrar el poder o las riquezas en pocas manos.

Más adelante, pidió mayor participación ciudadana, para lograr una democracia institucional en América Latina. «Teóricamente --dijo-- todo nuestro continente vive en democracia pero a la hora de evaluarla nos damos cuenta de que ésta consiste sólo en ir a votar, cada vez que hay elecciones».

«A veces --dijo el cardenal Rodriguez Madariaga a Milenio-- pareciera que se ha hecho de la política una industria para enriquecerse o enriquecer a grupos, o para crear privilegios en sociedades y eso es lo que tiene a América Latina como un continente tan desigual».

A la Iglesia América Latina, dijo Rodríguez Maradiaga, le preocupan los conflictos que tienen su origen en la extrema pobreza. También los especialistas señalan que «si en la década de los ochenta la subversión era ideológica, ahora en la primera década del nuevo milenio la subversión será por la pobreza».

Esta situación, afirmó, se empieza a reflejar en la violencia ciudadana a través del crimen organizado y la migración ilegal, «porque es triste que una democracia no pueda proporcionarle a sus ciudadanos una manera digna de vivir».
Spanish Un cardenal atrapó a los jóvenes
Sept 03, 2005
El cardenal arzobispo de Tegucigalpa, Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, entusiasmó a los peregrinos de origen hispano que asisten a la Jornada Mundial de la Juventud con un mensaje en el que animó a los jóvenes a tomarle gusto al “sabor de Dios”.

Düsseldorf (EFE, 20.08.05) - Con su estilo conocido de vincular la palabra cristiana con las experiencias cotidianas de la vida, Maradiaga propuso a los jóvenes que hagan un “zapping espiritual” y cambien el gusto por las drogas y otros venenos por el gusto por Dios.

Hace unos años, contó, se hizo una encuesta entre estudiantes de grupos católicos para saber a qué dedicaban el tiempo: el que más estudiaba pasaba en ello cinco horas a la semana; el que más rezaba lo hacía 20 minutos; el que menos veía televisión, la veía 40 horas semanalmente.

“La primera conclusión que sacamos fue: quítense el nombre de estudiantes, ustedes son unos aficionados y de los malos; segunda: Dios no les interesa, ¿qué enamorado dedica a su novia tres minutos al día? Y la última, quién los está educando...la televisión y la propaganda de los antivalores”, sentenció.

Maradiaga no condenó a los medios de comunicación sino lo que se busca en ellos. Por eso instó a los jóvenes a hacer “un zapping espiritual” y colocarse en la onda de Dios, puesto que Dios es “un bocadito tan sabroso”, ya que sabiduría viene de sabor.

La larga ceremonia, que empezó con cánticos, siguió con la catequesis y culminó con la liturgia, fue interrumpida numerosas veces por las risas, las exclamaciones y hast