Giovanni Battista Cardinal Re Giovanni Battista Cardinal Re
Function:
Prefect of Bishops, Roman Curia
Title:
Cardinal Priest of St Patrick
Birthdate:
Jan 30, 1934
Country:
Italy
Elevated:
Feb 21, 2001
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Card. Re: «Ripartire da Cristo e dal “noi” della Chiesa»
Apr 17, 2005
Nella sua Lectio alla Cattolica di Milano, il Cardinal Giovan Battista Re indica le sfida per la Chiesa del terzo millennio. Pubblicato: 06/03/2002.

(cattolica news) Non capita tutti i giorni di poter assistere ad una “Lectio Magistralis” tenuta da un cardinale che normalmente vive a stretto contatto con il Papa e a cui compete una responsabilità fondamentale per la vita della comunità cattolica mondiale.

È stato, infatti, Giovanni Battista Re, da due anni Prefetto della Congregazione dei Vescovi, il relatore, lunedì 4 marzo, della prima di una serie di cinque “Lezioni” dedicate a “Il governo della Chiesa Universale”.

E, d’altra parte, fin dal titolo della relazione - “La struttura costituzionale della Chiesa: Primato del Pontefice e collegialità dei Vescovi” - era facile intuire il profondo e attualissimo interesse che un argomento simile avrebbe suscitato.

E così è stato per la riflessione del Porporato che, definendo dapprima l’orizzonte intellettuale e dottrinale nel quale inserire la questione del primato petrino e della collegialità, ha delineato l’immagine di una Chiesa che “istituita dall’alto, nata dalla volontà di Dio” e, dunque gerarchicamente costituita, si inserisce, tuttavia, in una “rete”, dove “ciascuna comunità ecclesiale è aperta alle altre mediante il vincolo della communio”.

Una “comunione” che trova il suo elemento-cardine nella centralità della Chiesa di Roma e nell’“ufficio particolare di colui che è la ‘pietra’ su cui è edificata la Chiesa”: il Papa, il cui primato fu proclamato dal Concilio Vaticano I. Attraverso la complessa analisi dei rapporti tra questa funzione primaziale del Vescovo di Roma e le forme sempre più diffuse di collegialità nel governo della Chiesa, come le Conferenze episcopali, realizzatesi in un’ecclesiologia conciliare “che vede la Chiesa come communio ecclesiarum”, il cardinale Re è così giunto a indicare le sfide per il futuro in un necessario “ripartire da Cristo” e “in una riscoperta del ‘noi’ della Chiesa”.

Chiesa che “è globale e tende a tutto il mondo”, come il relatore ha ricordato durante il successivo e interessante dibattito, introdotto dal direttore di “Avvenire”, Dino Boffo, al quale hanno partecipato studiosi e studenti. Un’occasione in più per affrontare temi diversi, tra cui quello della nomina dei vescovi, particolarmente sentito a Milano per l’annunciato addio alla città, per raggiunti limiti di età, dell’arcivescovo Carlo Maria Martini.

“Anche se una barzelletta, ora in voga, racconta che spesso, in occasione delle nomine, lo Spirito, chiamato sulla terra, si lamenta perché arriva quando tutto è già deciso, non c’è da preoccuparsi”, ha detto il Prefetto, “perché la libera decisione, come è noto, spetta al Papa che è in amichevole e stretto collegamento con lo Spirito Santo”.

E proprio parlando della sua più che decennale consuetudine con di Giovanni Paolo II, il Cardinale ha concluso la sua “Lectio”: “Il Papa è un uomo di grande umanità, intorno al quale vi è sempre serenità e che colpisce per l’intensità della sua preghiera. É ancora vigoroso, anche fisicamente, al di là di quello che può apparire, e in questi anni mi ha insegnato che per essere davvero un bravo prete occorre avere una vita interiore forte”.
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