Il vero Benedetto XVI
May 05, 2005
Alcuni servizi giornalistici successivi all’annuncio del nuovo Papa hanno sciorinato immagini stereotipate di quest’uomo, che lo ritraggono come una persona autoritaria e inflessibile. Altri servizi, specialmente sulla stampa britannica, sono stati ossessionati dall’idea di un Papa tedesco che ha vissuto fino all’adolescenza sotto il regime nazista.
ROMA, sabato, 30 aprile 2005 (ZENIT.org).- Tuttavia, un buon numero di testimonianze personali, tratte dalla stampa di due settimane fa, rivelano una personalità assai diversa. Il cardinale Tarcisio Bertone, ora Arcivescovo di Genova, è stato per molti anni vice del cardinale Joseph Ratzinger alla Congregazione per la Dottrina della Fede.
Intervistato il 21 aprile da Il Messaggero, l’Arcivescovo ha parlato di un uomo di “grande umanità, un amante della natura e della musica”. Il cardinale Bertone ha anche testimoniato la franchezza e la semplicità nel trattare con le persone propria del cardinale Raztinger, e di come nel corso degli anni passati a Roma abbia instaurato numerose amicizie.
Monsignor Alejandro Cifres, per 14 anni Archivista della Congregazione per la Dottrina della Fede, in alcuni articoli pubblicati dal quotidiano spagnolo ABC il 21 e 22 aprile, ha dato la sua testimonianza sul nuovo Papa.
Quando nel 1981 è arrivato a Roma per assumere il suo incarico di Prefetto della Congregazione, non ha neppure preso possesso dell’appartamento che gli sarebbe spettato di diritto, in quanto era occupato da un Cardinale più anziano al quale non ha voluto recare disturbo. L’appartamento in cui il cardinale Ratzinger ha risieduto per tutti questi anni non ha quelle caratteristiche che normalmente corrisponderebbero alla sua carica ed è arredato con mobili di seconda mano. Inoltre è situato dal lato opposto della Piazza di San Pietro rispetto al suo ufficio, anziché essere come di norma nello stesso palazzo.
Monsignor Cifres ha osservato che, durante gli anni in cui ha prestato servizio alla Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Ratzinger ha sempre dato grande esempio di dedizione al servizio, alzandosi presto e andando a riposare tardi per poter espletare sollecitamente le importanti questioni che richiedevano particolare attenzione.
Inoltre il monsignor Cifres ha ricordato che il cardinal Ratzinger in numerose occasioni aveva chiesto al Papa Giovanni Paolo II l’autorizzazione a lasciare la sua carica per ritornare agli studi teologici. Lo stesso desiderio lo aveva ribadito al personale della Congregazione in occasione del suo 78° compleanno, solo due giorni prima dell’inizio del Conclave.
A Borgo Pio
Il 22 aprile, il quotidiano La Repubblica ha pubblicato una serie di commenti espressi dai proprietari dei negozi di Borgo Pio, strada adiacente all’appartamento dove il cardinal Ratzinger ha vissuto per circa 24 anni.
Spesso il futuro Papa usciva per una passeggiata pomeridiana per le strade vicine al suo appartamento, fermandosi per salutare i negozianti di Borgo Pio. Mario, un fruttivendolo, ricorda di una volta in cui il Cardinale gli chiese consiglio su quali mele comprare per preparare lo strudel. L’elettricista Angelo Mosca racconta di una volta in cui era andato all’appartamento del Cardinale per effettuare una riparazione e di come vi era rimasto per un’ora a chiacchierare con lui “proprio come due vecchi amici”.
Il giornalista britannico Charles Moore, scrivendo sul Telegraph del 20 aprile, ha descritto un incontro di qualche anno fa con il cardinal Ratzinger. Tre cose del prelato avevano colpito Moore. Anzitutto la “sua incredibile cortesia”. Moore ha raccontato di come il Cardinale avesse letto attentamente un articolo che portava con sé, in cui il giornalista descriveva la sua conversione al cattolicesimo.
La seconda cosa che l’aveva colpito era la curiosità intellettuale del cardinal Ratzinger: “Non è un uomo che vive nel passato, ma uno che affronta le nuove problematiche del pensiero umano con una mente colta e chiara”. La terza caratteristica era il suo atteggiamento aperto e disposto a rispondere a qualsiasi domanda che gli venisse rivolta.
Un altro giornalista, David Quinn, scrivendo sull’Irish Independent del 19 aprile, ha raccontato di un suo incontro con il cardinal Ratzinger, durato un’ora intera, di circa 10 anni fa. “Durante l’intervista egli era stato la cortesia in persona, comprensivo e paziente verso le mie domande”, ha ricordato Quinn.
Ricordando un compleanno
I Cardinali degli Stati Uniti hanno voluto ricordare l’affabilità del nuovo Papa in un servizio pubblicato il 20 aprile dall’Associated Press. Il Cardinale di Philadelphia, Justin Rigali, ha affermato che nel mezzo della trepidazione del Conclave, dopo che i voti erano stati scrutinati, Benedetto XVI aveva preso del tempo per fargli gli auguri di compleanno. “Con tutti pensieri che gli affollavano la mente ha dimostrato quel tocco di umanità”, ha osservato il cardinale Rigali.
E l’Arcivescovo di New York, il cardinale Edward Egan, ha ricordato di come qualche anno fa il cardinal Ratzinger gli avesse voluto fare personalmente gli auguri in vista della sua nomina arcivescovile. “È una persona amabile e squisita”, ha affermato il cardinale Egan. “Sono sicuro che gli vorremo molto bene”.
Questa opinione richiama quella espressa dal cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney, il quale è stato per 10 anni membro consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede. Nel descrivere la sua esperienza di lavoro con il cardinal Ratzinger, ad un giornalista della Australian Broadcasting Corporation lo scorso 21 aprile, l’Arcivescovo ha affermato che il nuovo Papa è “la gentilezza in persona”. E, “se le persone lo vedessero come lo abbiamo visto noi, che abbiamo lavorato con lui, capirebbero subito cosa voglio dire”, ha aggiunto il porporato.
Custode della verità
Durante i suoi anni di guida alla Congregazione dottrinale, il cardinal Ratzinger ha fatto ricorso a provvedimenti disciplinari nei confronti di alcuni teologi che si erano allontanati dal Magistero della Chiesa.
Padre Thomas Frauenlob, Rettore del Seminario di San Michele a Traunstein, in Germania, dove il Papa Ratzinger ha compiuto i suoi studi, ha commentato all’ Associated Press lo scorso 19 aprile che “solo qualcuno che conosce la Tradizione è capace di plasmare il futuro”.
Padre Frauenlob ha descritto Benedetto XVI come un “fine pensatore con una profonda conoscenza della Tradizione cattolica ed un tocco personale di cui spesso non gli viene dato credito”. Ad esempio, il cardinal Ratzinger accolse subito l’invito a presiedere la celebrazione delle cresime del 2003 presso il Seminario, quando nessun altro Vescovo si era reso disponibile. Egli diede subito la sua conferma ed andò alla cresima dei 14 ragazzi, dedicando del tempo per parlare con ciascuno di loro al termine della cerimonia.
E Daniel Johnson, scrivendo sul Times di Londra del 19 aprile, ha sottolineato quanto sia sbagliato pensare che il nuovo Papa possa improvvisamente apportare cambiamenti drastici all’insegnamento della Chiesa. Non possiamo aspettarci che il Papa “abbandoni il ‘deposito della fede’, che è suo sacro dovere custodire”, ha osservato Johnson.
Rocco Buttiglione, politico italiano e studioso del pensiero di Giovanni Paolo II, è stato intervistato dal quotidiano La Repubblica lo scorso 20 aprile. Buttiglione, che ha conosciuto il futuro Benedetto XVI più di 30 anni fa, ha affermato che è un grande teologo, “uno dei maggiori intellettuali della nostra epoca”, e che ha anche un marcato senso dell’umorismo.
Uno dei pensieri chiave del nuovo Papa, ha spiegato Buttiglione, è quello di ritenere essenziale riscoprire la verità eterna nel contesto della società moderna. La modernità pone molte questioni, ma è in Cristo che troviamo le risposte. In questo senso, ha proseguito Buttiglione, il cardinal Ratzinger come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ha agito non tanto come chi impone una disciplina, ma come qualcuno che vuole custodire gli elementi essenziali della fede cristiana. Un compito che certamente continuerà a portare avanti.