Mario Francesco Cardinal Pompedda † Mario Francesco Cardinal Pompedda †
Function:
Prefect Emeritus of Apostolic Signatura, Roman Curia
Title:
Cardinal Deacon of Annunciazione della BVM a Via Ardeatina
Birthdate:
Apr 18, 1929
Country:
Italy
Elevated:
Feb 21, 2001
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www.catholic-hierarchy.org
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Italian Bene non parlare di Pacs
Dec 16, 2005
Non mi convincono i passaggi sull’«intenzionalità» e sul «riconoscimento giuridico» della coppia. Rischiano di far rientrare dalla finestra la simulazione di contratto matrimoniale che si era cacciata dalla porta

(Corriere della Sera, 06 dicembre 2005) CITTÀ DEL VATICANO - Il cardinale giurista Mario Francesco Pompedda esprime «di primo acchito» un apprezzamento e tre riserve sugli «orientamenti» raggiunti nel seminario dell’Unione in merito alle «unioni di fatto». L’apprezzamento riguarda l’impegno a non parlare «né di Pacs né di contratti». Le riserve si appuntano sulle espressioni «riconoscimento giuridico», sull’elemento dell’«intenzionalità» che dovrebbe qualificare le unioni da prendere in esame e sull’estensione della proposta alle unioni omosessuali. Eminenza, i partecipanti al seminario assicurano che il programma dell’Unione non userà le parole «Pacs» e «contratto»...

«Questa prudenza terminologica è apprezzabile. Tanto è giusto, a mio parere, porre la questione del riconoscimento dei diritti e dei doveri della coppia di fatto, altrettanto è giusta la preoccupazione di non equipararla al matrimonio o di non creare un presupposto che preluda all’equiparazione. Le parole "patto" e "contratto" sono tipiche dell’istituto matrimoniale e dunque basterebbero da sole a configurare quantomeno una simulazione, se non un’equiparazione».

Vi sarebbe tuttavia - a quanto si apprende - il «riconoscimento giuridico» della relazione...

«Qui non sono d’accordo. Ritengo che si debbano riconoscere diritti e doveri derivanti da una situazione di fatto, ma non la forma di relazione che vi è implicata. Ovviamente occorre conoscere con esattezza che cosa viene proposto, ma la presenza di quell’espressione mi appare quantomeno rischiosa, nel senso che potrebbe prestarsi a un’interpretazione estensiva, che farebbe rientrare dalla finestra quella simulazione del contratto matrimoniale che si era cacciata dalla porta».

Le unioni di fatto destinatarie del provvedimento dovrebbero essere caratterizzate da «stabilità e intenzionalità»...

«L’elemento della stabilità mi pare ovvio e accettabile: soltanto un prolungamento nel tempo di queste unioni può dar luogo a diritti e doveri. Quello dell’intenzionalità invece lo vedo con sospetto, perché è tipico del matrimonio e dunque ci vedo, di nuovo, una premessa che può portare a simulare le nozze».

Che dice dell’estensione del provvedimento alle coppie omosessuali?

«Non posso non essere contrario. Penso che sia del tutto illegittimo porle sullo stesso piano delle coppie eterosessuali, trattandone con lo stesso provvedimento, o adottando la stessa terminologia. Con la coppia eterosessuale abbiamo un’unione "coniugale", che domani potrebbe dar luogo a un matrimonio vero e proprio, il che non può avvenire con la coppia omosessuale».
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