Severino Cardinal Poletto Severino Cardinal Poletto
Function:
Archbishop of Torino, Italy
Title:
Cardinal Priest of San Giuseppe in Via Trionfale
Birthdate:
Mar 18, 1933
Country:
Italy
Elevated:
Feb 21, 2001
More information:
www.catholic-hierarchy.org, Chiesa Cattolica di Torino, www.iltesoro.org
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Italian Torino non è la capitale delle messe nere
Feb 07, 2007
Così ai nostri microfoni il cardinale Severino Poletto.

(Radio Vaticana, 06/02/2007) “Torino non è la capitale italiana delle messe nere”. A parlare è il cardinale Severino Poletto, arcivescovo di Torino, che smentisce la “leggenda metropolitana”, così la definisce, che indica nella  città di Torino uno dei vertici del triangolo esoterico con Lione e Praga. “Da quando sono a capo della Chiesa torinese non sono mai dovuto intervenire su fatti specifici di questo genere”. Intanto, dopo molti anni, l’arcivescovo torinese ha sostituito gli esorcisti attivi fin dai tempi del cardinale Anastasio Ballestrero.  Ora, l’arcidiocesi ha 5 nuovi esorcisti che continuano a svolgere la loro normale attività pastorale esercitando questo “particolare ministero” solo in alcuni giorni della settimana. Il cardinale Poletto ribadisce: “il diavolo esiste” e la prudenza della Chiesa al riguardo, “non va intesa come tacita negazione del demonio”. Ascoltiamo il cardinale Severino Poletto, al microfono di Luca Collodi:

**********

R. – Sull’esistenza del demonio non ci sono dubbi. Si tratta di una realtà di cui Cristo stesso ci ha parlato. L’esistenza del demonio non è messa assolutamente in discussione. Credo veramente che questa non solo esistenza del demonio, ma anche l’azione del demonio sulle persone sia per tentarle al male, sia per porre nella testa delle persone progetti di peccato, di ribellione a Dio, di odio verso i fratelli e quindi di “scassinamento” della realtà sociale, della famiglia. Ci sono delle cose che non sono spiegabili, ci sono delle cose che hanno talmente una complessità di interpretazione e di immaginazione che sono inspiegabili senza l’ispirazione del maligno di cui Cristo ci ha parlato tante volte sull’esistenza dell’azione del demonio e non ci sono dubbi. Indubbiamente bisogna stare, invece, attenti ad un altro aspetto della fede cristiana: noi dobbiamo parlare del demonio come dobbiamo parlare dell’inferno che esiste, non sappiamo quanta gente ci sia.

D. – Cardinale Poletto, come possiamo immaginare l’inferno?

R. – Lo immaginiamo come una conseguenza logica di un dono grande che Dio ha dato all’uomo, all’uomo inteso come persona umana e quindi uomo e donna, la libertà. Se non esistesse l’inferno noi saremmo obbligati, in un certo qual senso, a scegliere Dio. Dio ci ha manifestato il suo amore, ci offre i segni grandi dell’amore e soprattutto attraverso il mistero dell’Incarnazione e della Redenzione operata dal Cristo, ma l’uomo poi è libero di accettare o di rifiutare. La possibilità del rifiuto di Dio, quindi, è una conseguenza di un uso cattivo della libertà, ma è comunque una conseguenza dell’uso della libertà.

D. – L’inferno, però, non è un luogo fisico?

R. – Ma neanche il Paradiso è un luogo fisico, perché il Paradiso è essere con Dio. Non è un luogo, ma è una condizione. La condizione di chi è con Dio e vede Dio, faccia a faccia, così come Egli è. Non è un luogo, ma una condizione così come la condizione dell’inferno è la condizione di quelle persone che – e questo è il Signore che lo sa giudicare – muoiono coscientemente in un rifiuto di Dio, dicendo non voglio venire con Te, non voglio stare con Te. Dio rispetta questa loro scelta, perché pur essendo attratti da Lui non possono stare con Dio: questo è il grande tormento dei dannati.

D. – Parlavamo prima del diavolo, del satanismo e lei sottolineava l’esistenza del demonio, ma metteva anche in guardia da certe esagerazioni ...

R. - Mettevo in guardia, perché a fronte di una – a volte – dimenticanza del demonio, bisogna stare attenti di non cadere nell’eccesso opposto di vedere il demonio dappertutto o di parlarne troppo. E questo perché noi siamo chiamati ad annunciare l’amore di Dio ed è Dio che è più forte di Satana. Naturalmente questo può portare alcune persone, a volte, a sentirsi possedute dal demonio, anche solo perché hanno magari qualche disturbo o disagio psicologico o psichico. Non è, quindi, corretto attribuire subito tutto all’azione del demonio. Ecco qui il discernimento, ecco qui l’invito ha chi ha il ministero di esorcista ad essere prudente, ad essere una persona che agisce con tanta cautela, che prega, che invoca di Dio, ma andando adagio nel pensare subito che si tratti – qualunque sia il tipo di disturbo – di possessione o vessazione diabolica.
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