Cardinale Antonelli cittadino onorario di Gubbio per suo impegno umano e pastorale a guida diocesi
Jul 24, 2006
L'arcivescovo di Firenze cardinale Ennio Antonelli è da oggi cittadino onorario di Gubbio, città della quale guidò la diocesi negli anni scorsi.
(ANSA, 15/07/2006) L'onorificenza gli è stata conferita stamani nel corso di una cerimonia nella sala consiliare del Comune. A leggere la motivazione è stato il sindaco Orfeo Goracci, di Rifondazione comunista. Il cardinale Antonelli è stato dichiarato cittadino onorario di Gubbio "per l'alto profilo del suo impegno umano e pastorale durante il mandato episcopale nella diocesi di Sant'Ubaldo, svolgendo la missione apostolica con inconfondibile autorevolezza e riscuotendo concorde e rispettosa ammirazione; per avere saputo comprendere e arricchire lo spirito del popolo eugubino, apprezzandone il genuino orgoglio per il patrimonio architettonico, artistico, culturale e folkloristico offerto dalla città; per le doti di intelligenza, affabilità e discrezione espresse nella acuta osservazione e interpretazione delle problematiche religiose e sociali, grazie alle quali ha continuamente dialogato con singole persone, gruppi e istituzioni, lasciando un segno di ricchezza indelebile nella mente e nel cuore degli eugubini".
Presenti alla cerimonia l'attuale vescovo eugubino Mario Ceccobelli<7b> e il suo predecessore Pietro Bottaccioli. Lo squillo delle chiarine ha sottolineato i momenti più significativi.
Il cardinale Antonelli, originario di Todi, è stato vescovo di Gubbio dal 1982 al 1988, prima di guidare la diocesi di Perugia e di essere nominato segretario della Conferenza episcopale italiana. La cittadinanza onoraria era stata sollecitata con una petizione di alcuni cittadini e quindi decisa dal Consiglio comunale. "Sono eugubino" ha esclamato il presule fiorentino al momento della consegna della pergamena da parte del sindaco.
"Sento molto questa onorificenza - ha aggiunto - perché Gubbio é una città in un certo senso ideale, come una grande famiglia dove tutti si conoscono. Ha un patrimonio culturale, religioso, di solidarietà e di fede con tanto calore umano. Ho sempre sentito Gubbio come città autentica e nel mio cuore non l'ho mai lasciata". Quindi facendo riferimento alla motivazione, il cardinale Antonelli ha voluto sottolineare e ringraziare per avere posto in evidenza la sua apertura al dialogo con tutta la cittadinanza e con le istituzioni. "Il dialogo - ha detto - non è solo una questione di rapporti umani ma una condizione di fede perché nella misura in cui aderisco a Cristo non posso non aprirmi al dialogo agli altri arricchendoci reciprocamente. Il dialogo è una condizione profonda e la Chiesa - ha concluso Antonelli - non può che essere aperta a tutti gli aspetti della vita".