"Non chiudetevi nella parrocchia"
Apr 27, 2006
Il cardinale Antonelli ha rivolto ai preti della Diocesi, riuniti come ogni anno per la Messa crismale la mattina del Giovedì Santo in Cattedrale, una seria di raccomandazioni
(La Nazione) FIRENZE, 13 APRILE 2006 - Dare il primato alla vita spirituale, crescere nella fraternità e corresponsabilità diocesana, curare la formazione teologica e culturale.
Sono queste le raccomandazioni che il cardinale Antonelli (nella foto) ha rivolto ai preti della Diocesi, riuniti come ogni anno per la Messa crismale la mattina del Giovedì Santo in Cattedrale : è la celebrazione in cui vengono benedetti gli oli sacri, e durante la quale i presbiteri rinnovano le loro promesse sacerdotali.
Tra i richiami dell’arcivescovo, dunque, quello a un "rapporto vivo e caldo con Dio e con Cristo, presupposto sempre necessario per non cadere nello sterile attivismo" ma anche quelli alla "maturità umana" e alla "capacità di relazione": il prete deve essere affabile, ospitale, generoso, prudente, avere una vita "ordinata, sobria e dignitosa".
Un invito anche ad agire in unità con i confratelli e con il Vescovo: "Occorre coltivare – ha affermato Antonelli - il senso della diocesi e assumere seriamente le linee pastorali diocesane come criterio ispiratore dei programmi parrocchiali. Se dannosa va considerata l’uniformità rigida, non meno dannoso si rivela il culto delle proprie idee che può portare a prassi contrastanti e al conseguente disorientamento dei fedeli".
Non chiudersi quindi all’interno della propria parrocchia, ma collaborare con le parrocchie vicine, essere disponibili a nuovi incarichi, valorizzare il ruolo dei diaconi e dei laici, facendo crescere la partecipazione. La formazione permanente, infine, deve permettere al prete di capire la gente e di "misurarsi con i problemi vitali delle persone: famiglia, scuola, lavoro, uso del denaro, salute, tempo libero, scelte culturali, situazione politica".