Ennio Cardinal Antonelli Ennio Cardinal Antonelli
Function:
Archbishop of Firenze, Italy
Title:
Cardinal Priest of St. Andrew delle Fratte
Birthdate:
Nov 18, 1936
Country:
Italy
Elevated:
Oct 21, 2003
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian «Cristiani nella società pluralista»
Jan 27, 2006
«Cristiani nella società pluralista» s’intitola la lettera del cardinale Ennio Antonelli che verrà consegnata dai sacerdoti ai fedeli in occasione della benedizione pasquale

(Avvenire, 21 gennaio 2006) L'arcivescovo di Firenze: «Soltanto chi conosce la propria fede può confrontarsi con le altre senza cadere nel relativismo». Scuola pubblica, laicità, incontro e dialogo i temi dell'analisi

«La laicità dello Stato non consiste nell'ignorare il fatto religioso e relegarlo nel privato, ma nel tutelare la libertà religiosa e culturale di tutti, mettere le differenze in grado di interagire tra loro e convivere pacificamente sulla base dei diritti fondamentali dell'uomo».
Lo scrive il cardinale Ennio Antonelli, arcivescovo di Firenze, nella lettera Cristiani nella società pluralista, che verrà consegnata alle famiglie, dai singoli sacerdoti della diocesi, in occasione della benedizione pasquale.
«Anziché mettere al bando le feste cristiane», com'è avvenuto in alcune scuole fiorentine in occasione del Natale (trasformato in festa dell'albero o festa dell'inverno), «sarebbe più utile ricordare accanto ad esse anche qualche ricorrenza di altre religioni», poiché «in una società pluralista, i cittadini devono conoscersi per quello che sono e rispettarsi reciprocamente».
In questa prospettiva, osserva l'arcivescovo di Firenze, «appare perfettamente legittimo anche l'insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica»: «Non si tratta - precisa il cardinale - di catechesi direttamente rivolta a suscitare l'assenso di fede, ma di istruzione sul cattolicesimo come fenomeno culturale, come elemento fondamentale del patrimonio civile del popolo italiano, indispensabile per capire la storia, la letteratura, l'arte, il costume».
Pertanto alunni e genitori sono invitati a riflettere seriamente sull'importanza di questa disciplina e a fare una scelta responsabile: «Solo conoscendo la propria religione si può fare il dialogo serio con le altre. L'ignoranza religiosa non giova né al dialogo né all'autentica libertà. Le religioni non sono tutte uguali; né hanno lo stesso valore. Occorre imparare a stare nel pluralismo, ma senza cadere nel relativismo». Da qui l'ulteriore invito, che è poi il titolo della lettera, a vivere da «cristiani nella società pluralista».
«Oggi - sottolinea Antonelli - ci capita spesso di incont rare persone che non credono in Dio o che appartengono a una religione non cristiana (Islam, Buddhismo, Induismo ecc.). Possiamo trovarcele accanto in qualsiasi ambiente: nella parentela, nel vicinato, nel lavoro, nel divertimento, in ospedale, nelle istituzioni pubbliche, a scuola, all'università, nella famiglia stessa. La loro presenza deve stimolarci ad approfondire la nostra fede, a tenere aperto il dialogo con loro, a testimoniare e proporre il Vangelo». Dobbiamo appunto «educarci a stare da cristiani nel pluralismo». E questo, a giudizio dell'arcivescovo, significa essere consapevoli della nostra identità e che la fede cristiana «è incentrata sulla persona di Gesù Cristo ed è saldamente ancorata alla storia. Le dottrine teologiche, i riti liturgici, i principi etici, le strutture e le norme ecclesiali vengono dopo».
Il vero cristiano allora è colui che «cerca di seguire il Signore Gesù, partecipando seriamente alla vita e alla missione della Chiesa a cominciare dalla Messa domenicale. Desidera in particolare conoscerlo sempre di più, approfittando delle opportunità di formazione che gli si offrono».
A questo proposito il cardinale raccomanda alle famiglie «di avere in casa e di leggere frequentemente la Sacra Scrittura, il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, il Catechismo degli adulti». Così si potrà «comprendere sempre meglio che Gesù non è solo un maestro e un modello meraviglioso di umanità, ma è l'unico Salvatore di tutti gli uomini, l'unico che dà senso, bellezza e valore per sempre alla vita delle persone e alla storia dei popoli». Ma l'adesione a Cristo comporta anche l'apertura al dialogo con i credenti di altre religioni e con i non credenti, anche se il dialogo da solo non basta: «Bisogna aggiungere - precisa Antonelli - l'annuncio del Vangelo».
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