Ennio Cardinal Antonelli Ennio Cardinal Antonelli
Function:
Archbishop of Firenze, Italy
Title:
Cardinal Priest of St. Andrew delle Fratte
Birthdate:
Nov 18, 1936
Country:
Italy
Elevated:
Oct 21, 2003
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Le famiglie cristiane siano “fuoco acceso” nella società
Sept 30, 2008
Le famiglie cristiane devono essere “fuoco acceso” nella società per mostrare apertamente la bellezza della vita cristiana, ha affermato questo giovedì il Cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio della Famiglia.

CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 18 settembre 2008 (ZENIT.org).- Incontrando i giornalisti nella sede del dicastero, di cui ha assunto la guida recentemente (cfr. ZENIT, 8 giugno 2008), il porporato ha affermato che “se non abbiamo qualcosa da far vedere è difficile persuadere”.

E' per questo che “la bellezza della famiglia cristiana deve essere testimoniata concretamente”, ha dichiarato, esortando a “edificare autentiche famiglie cristiane che possano essere un fuoco acceso, un punto di riferimento per tutti” e siano caratterizzate “da un'unità profonda, nel rispetto delle differenze, con un'apertura generosa alla vita” e “la cura delle persone più deboli”.

Il Cardinale ha quindi ricordato le “due linee generali di impegno” del Pontificio Consiglio che presiede: “promuovere il rispetto della vita umana, l'etica della vita, cioè la cosiddetta bioetica”, e “promuovere la valorizzazione della famiglia nella Chiesa, nella cultura e nella società civile”.

Vita e famiglia, sostiene, sono “beni fondamentali” della persona, dove quest'ultima è “più che individuo”, cioè “soggetto singolo, irripetibile, autocosciente, libero, ma anche costitutivamente in relazione” “con gli altri e con l'Altro”.

Secondo il porporato, è proprio nella famiglia – nel rapporto uomo-donna e genitori-figli – che “si giocano le differenze fondamentali dell'umano”, e tali differenze “si intrecciano, si legano tra loro e sviluppano tutta la loro ricchezza, tutta la loro potenzialità”.

I progetti che il nuovo presidente vuole realizzare nel dicastero sono essenzialmente due: da un lato, “attivare maggiormente la consultazione con i Vescovi, le Conferenze Episcopali, le famiglie, gli esperti, le istituzioni che si interessano della famiglia, le associazioni”; dall'altro, “privilegiare la pastorale ordinaria per le famiglie e con le famiglie”, nelle parrocchie e nelle associazioni.

Questo secondo aspetto è particolarmente rilevante nel momento in cui si vuole far conoscere la realtà della famiglia cristiana felice, alla cui base deve esserci anche una grande attenzione alla preparazione dei coniugi, da iniziare già nel periodo del fidanzamento.

Per questo, il Cardinale ha auspicato che il cammino precedente il matrimonio sia non un corso, ma un vero e proprio itinerario, “il più possibile personalizzato”.

Allo stesso modo, è necessaria grande cura per le famiglie in difficoltà o che non sono in piena sintonia con la Chiesa.

A questo proposito, ha sottolineato, non si deve pensare soltanto alla situazione dei divorziati, ma anche alle violenze familiari, ai rapporti sbagliati tra genitori e figli e ad altri problemi che spesso sfuggono alle statistiche ma sono dolorosi quanto le separazioni.

In queste situazioni, la Chiesa deve essere presente e “sostenere le coppie in difficoltà, non lasciarle sole”, mostrando di voler “aprire degli spazi per tutti” per “essere maestra e madre”.

Circa la delicata questione dei divorziati risposati, il Cardinale ha affermato che si cerca di “accoglierli in tutti i modi possibili, per far sentire che la Chiesa è accanto a loro, li inserisce concretamente nella vita della comunità cristiana, crea anche anche dei cammini specifici di sostegno”.

Nonostante questo, ha affermato, “non possiamo dimenticare che il matrimonio indissolubile è nel Vangelo, e la Chiesa oggettivamente deve riconoscere che queste situazioni non sono in piena sintonia con il Vangelo stesso”.

Visto che la Chiesa non può approvare queste realtà “perché deve essere segno pubblico del Vangelo e delle sue istanze”, il Cardinale ammette di “non vedere spiragli” per la possibilità che i divorziati risposati possano ricevere l'Eucaristia, giacché quest'ultima richiede una piena comunione con la Chiesa “a livello interiore e a livello visibile”.

Il “peccato fondamentale” in questo caso, ha osservato, è quello di “non riconoscersi peccatori e bisognosi della misericordia di Dio, di essere salvati”; “gli uomini si autogiustificano, fanno la legge morale secondo la propria coscienza, come se fossero autosufficienti”.

Per il Cardinale Antonelli, questa situazione è la perfetta esemplificazione del “peccato originale”, “quello che è alla radice di tutti i peccati: l'uomo che vuole essere autonomo da Dio, autonomo dalla verità oggettiva, quindi non cerca la verità, non aderisce alla verità, ma pretende di costruire lui stesso la verità, di stabilire cosa è vero e cosa è falso”.

Compito della Chiesa è allora quello di aiutare a comprendere e a vivere la verità senza abdicare dall'insegnamento del Magistero. Come diceva Giovanni Paolo II, ha ricordato il presidente del dicastero vaticano, “non dobbiamo abbassare la montagna”.

“La montagna è alta, è difficile, il cristianesimo è difficile”, ha riconosciuto, ma bisogna “aiutare le persone a salire la montagna con il loro passo”, perché “possano almeno fare i passi che sono capaci di fare”.
English The New PCF: Now Family-Friendly
Sept 22, 2008
On his June appointment as the Vatican's lead spokesman on the "domestic church," it was noted that Cardinal Ennio Antonelli would likely change the tone at the Pontifical Council for the Family from the trigger-happy style of his late predecessor, Cardinal Alfonso Lopez Trujillo, to better fit the Italian prelate's -- and, by extension, his Boss' -- gentler, more affirmative approach.

Whispers in the Loggia, Friday, September 19, 2008
The New PCF: Now Family-Friendly

On his June appointment as the Vatican's lead spokesman on the "domestic church," it was noted that Cardinal Ennio Antonelli would likely change the tone at the Pontifical Council for the Family from the trigger-happy style of his late predecessor, Cardinal Alfonso Lopez Trujillo, to better fit the Italian prelate's -- and, by extension, his Boss' -- gentler, more affirmative approach.

Yesterday, in his first turn before the home-office press corps in the new post, Antonelli briefed reporters on his first major task as a dicastery head: arranging early January's World Meeting of Families in Mexico City. While the cardinal dashed the hopes of the traveling triennial's organizers with his announcement that the Pope won't be making the trip, the former Florentine's light yet uncompromising touch remained well intact:

   Antonelli said his first priority as president of the Pontifical Council for the Family is to help faithful Catholic couples and their children proclaim by their example the church's teaching on marriage and family life.

   "The first priority is to build up Christian families," said the cardinal, who was named president of the council in June.

   Cardinal Antonelli said he does not think the church and its leaders speak only about problems and attacks on the family, but the media seems to pay attention only when the church expresses its concerns.

   "We must care for normal families first so that they become a sign for others," he said. "Without examples, how can we persuade others?"...

   Antonelli said he hoped to increase the council's contacts with bishops' conferences around the world, with families, experts and Catholic associations, but giving priority "to ordinary parish pastoral outreach to families."

   While strengthening programs for all families, the church wants people who have remarried civilly without an annulment to know that it "welcomes them in every way possible and is close to them, supporting them in their difficulties," the cardinal said.

   But the church also must recognize that the situation in which they are living "is not in full harmony" with Jesus' own teaching on the indissolubility of marriage, which is why they cannot receive Communion, he said.

   "Objectively, this is the situation: Divorced and remarried people are not in harmony with the teaching of the Gospel; they are not in full communion with the church. Even if the people involved are good people, it is important not to falsify the significance of the Eucharist," he said.

   "The church must be open," Cardinal Antonelli said. "Jesus went out to all," but the church also must make clear "the difference between marriage and other forms of cohabitation."

   The cardinal said that in church teaching, preaching and public statements about family life, "the accent must be on the beauty of the Gospel lived in the family. That is clear. Beauty persuades by itself. But that can happen only when there are strong families."

With B16's trips to Sydney and Lourdes now in the can, for the first time in a good while the Pope's announced calendar boasts not a single overseas trip.

That doesn't mean, however, that there aren't possibilities. In late June, the Secretary of State Cardinal Tarcisio Bertone indicated in the Italian press that the logistics of a potential African visit for 2009 was being studied. Three weeks later, as he rode into Sydney Harbour on a yacht, the pontiff -- ostensibly given his repeated "deep anguish" over the "horror" in the Darfur -- told a young Sudanese woman that hers "is the country I most want to visit."

And if it comes to pass, two words would come in handy: Zaire Rite.

As always, stay tuned.
Italian In 4mila al saluto del cardinale Antonelli
Jun 26, 2008
I vescovi toscani indicano Bassetti.

(La Nazione, 25 giugno 2008) Il congedo del cardinale nell'omelia di San Giovanni: "Vado in Vaticano, ma porterò Firenze nel cuore". A Roma Antonelli presiederà il Pontificio consiglio per la famiglia. Intanto la Conferenza episcopale regionale lancia la candidatura del presule di Arezzo, Bassetti

Il cardinale Ennio Antonelli Firenze, 25 giugno 2008 - Il più piccolo stringe le braccia intorno al collo del babbo, mentre il fratellino più grande tiene stretto tra le mani la patena con le ostie da consacrare sotto lo sguardo attento della mamma. E’ toccato a una famiglia, ma anche ad alcune coppie di sposi e di giovani fidanzati portare l’offertorio durante il solenne Pontificale di San Giovanni Battista presieduto ieri mattina dal cardinale Ennio Antonelli. Una scelta simbolica quella compiuta dal cerimoniere della Cattedrale per sottolineare ulteriomente la cifra del ministero pastorale svolto dall’arcivescovo nei suoi sette anni di servizio alla chiesa fiorentina. Ma anche per sottolineare quello che sarà il prossimo impegno del porporato umbro chiamato da Benedetto XVI a presiedere il Pontificio consiglio per la famiglia. Ed è alla "cellula viva non solo della società ma della Chiesa, segno e strumento di unità per tutto il genere umano", come più volte l’ha definita papa Ratzinger, che il cardinale Antonelli ha voluto dedicare l’omelia di congedo dalla Cattedra che fu di San Zanobi.



"So che per molti aspetti la famiglia è in crisi - ha affermato il porporato - ma so anche che essa costituisce a tutt’oggi un ideale molto sentito tra gli stessi giovani. Soprattutto so che a Cana di Galilea il Signore Gesù, per intercessione di Maria, ha cambiato l’acqua in vino e ha salvato la festa di nozze". "Chiamato dal Santo Padre Benedetto XVI - ha aggiunto il cardinale in una cattedrale gremita di oltre 4mila fedeli, ma anche di autorità milititari e civili tra cui il sindaco Leonardo Domenici e il prefetto Andrea De Martino - vado a Roma portando nel mio cuore e nella mia preghiera questo popolo e questa Chiesa fiorentina. Accompagnatemi anche voi con il sostegno dell’amicizia e della preghiera. Avverto un’enorme sproporzione tra le mie forze e il compito affidatomi. Eppure vado con fiducia".



Una fiducia e una serenità interiore che hanno accompagnato sempre il cardinale Antonelli nei suoi sette anni al servizio della Chiesa fiorentina. Anche nei momenti più difficili che pure non sono mancati. Soprattutto nell’ultimo anno, ovvero da quando nell’aprile del 2007, è esploso in tutta la sua virulenza il caso 'don Cantini'. Una vicenda che ha profondamente segnato e diviso la Chiesa fiorentina, ma a cui il cardinale non ha comunque fatto in alcun modo riferimento. Nel giorno della festa del Patrono e del suo saluto alla diocesi ha, invece, voluto ringraziare quanti gli sono stati vicini nel corso del suo ministero pastorale. A cominciare dal cardinale Silvano Piovanelli ('mio predecessore e consigliere sempre affabile, delicato e saggio'), dal vescovo ausiliare e vicario generale Claudio Maniago ('mio primo collaboratore, sollecito, generoso, intelligente, instancabile'), dai presbiteri diocesani e religiosi ('vere strutture portanti della nostra Chiesa'), sino a tutti i fiorentini ('tante persone che ho incontrato, nelle celebrazioni, nelle assemblee e nella visita pastorale'). "Questi ed altri tratti - ha chiosato il porporato - disegnano nella mia memoria l’immagine che porto con me della Chiesa e del popolo fiorentino, immagine bella, nonostante le ombre che non mancano mai nelle cose umane, immagine in sintonia con le bellezze artistiche della città e del territorio". Nell’omelia Antonelli ha ricordato anche alcuni ‘temi ricorrenti’ del suo magistero episcopale. "Evangelizzare - ha osservato il cardinale - è irradiare la presenza di Cristo con la nostra vita. E lo spazio privilegiato è il vissuto ordinario che non fa notizia, che non arriva ai giornali e in televisione: famiglia, vicinato, parentela, scuola, lavoro, ospedale, rete degli amici, incontri occasionali. Per questo nella pastorale non do importanza alle parole e ai gesti che servono soprattutto ad avere risonanza mediatica, e neppure ai cosiddetti grandi eventi, pur utili e opportuni qualche volta". Infine il neo ‘ministro del Papa’ per la famiglia in un modo inusualmente confidenziale ha concluso "vi confesso un segreto: chiedo quotidianamente per Firenze persone consacrate e persone sante perché una chiesa che ha persone consacrate e persone sante è lievito importante per tutta la città".



Un auspicio salutato con un caloroso applauso da parte dei 4mila fedeli presenti. La solenne concelebrazione eucaristica (erano presenti molti dei vescovi toscani) si è poi conclusa ricordando i giubilei sacerdotali di numerosi preti che in quest’anno ricordano la propria ordinazione presbiterale: don Roberto Berti, i canonici Gianni Cioli e Stefano Jafrancesco, don John Bosco Mendonca, don Luca Pagliai, don Alessandro Tucci (25 anni di sacerdozio); don Giovanni Baldi, don Guelfo Falsini, don Paolo Giannoni, don Enio Lombardini, don Pierluigi Ongaro, don Alessandro Pacchia, don Giacomo Stinghi, don Giorgio Tarocchi, padre Mario Conti e padre Mario Gerali (scolopi), e il domenicano Emanuele Mezzina (50 anni di ordinazione); i canonici Armando Corsi e Averardo Dini, don Danilo Franceschi, monsignor Elio Pierattoni, don Silvano Puccini, don Renzo Rossi, don Raffaello Rugiadi, monsignor Mino Tagliaferri (60 anni); i canonici Guido Barchielli, monsignor Guido Ugo Barducci, don Guido Cosi e monsignor Bruno Fuccini (65 anni); infine festeggiano il ragguardevole traguardo dei 70 anni di sacerdozio: don Furno Checchi, monsignor Ferradino Fiorini e don Giulio Cesare Staccioli.
Mentre al termine Antonelli ha inaugurato 'OPA Centro Arte e Cultura', la struttura di Piazza San Giovanni 7 realizzata dall’Opera di Santa Maria del Fiore per l’accoglienza più attiva dei turisti, dove questa sera verrà presentato in anteprima 'Piazza del Duomo a Firenze', un filmato di 20 minuti per prepararsi alla visita ai monumenti, ideato dallo storico dell’arte Monsignor Timothy Verdon.
Spanish Iglesia debe hacer presente perspectiva del Evangelio sobre la familia, dice Cardenal Antonelli
Jun 12, 2008
El recién nombrado Presidente del Pontificio Consejo para la Familia, Cardenal Ennio Antonelli, señaló que, la Iglesia debe hacer "presente la perspectiva familiar del Evangelio, que es positiva: sus grandes valores, la belleza, y su realidad auténticamente humana".

ROMA, 11 Jun. 08 / 05:41 am (ACI).- "Sobre todo, las necesidades positivas deben resaltarse. Antes que nada, encima y sobre todos los 'nos', cuenta el 'sí', el gran sí a la vida, a la dignidad humana de la persona, el gran sí a la comunión entre las personas que forma la familia", dijo el Purpurado en declaraciones a Radio Vaticano.

Los problemas que las familias deben afrontar actualmente incluyen las amenazas a "la unidad, la estabilidad del matrimonio, y la fecundidad de las parejas", y precisó que en este último caso se aprecia en "el invierno demográfico que, sobre todo en Europa, pone en riesgo el futuro".

Además, en una carta dada a conocer el mismo sábado 7 de junio cuando se supo de su designación por parte del Papa Benedicto XVI, el Cardenal Antonelli expresó sentirse honrado con el nombramiento y dijo ser consciente de la "gran responsabilidad por la decisiva importancia que la familia tiene para la Iglesia y la sociedad".

El Cardenal señaló luego que la familia es "la célula base de la Iglesia y la sociedad… fuertemente respetada al nivel de los ideales y primera entre las aspiraciones del pueblo italiano". También dijo que la unidad familiar atraviesa por "una gran dificultad, está amenazada y en crisis".
Italian Il card. Antonelli al Pontificio Consiglio per la famiglia
Jun 08, 2008
Il cardinale Ennio Antonelli, 72 anni, dal 2001 arcivescovo di Firenze, è stato nominato presidente del Pontificio consiglio per la famiglia.

(Toscana Oggi, 07/06/2008) L’annuncio è stato dato stamani a mezzogiorno attraverso una nota della Sala stampa della Santa Sede e in contemporanea nel capoluogo toscano dallo stesso prelato e dal vescovo ausiliare Claudio Maniago di fronte ai responsabili degli Uffici pastorali riuniti nel Palazzo arcivescovile di piazza San Giovanni. Nell’occasione è stata data lettura anche della lettera della Congregazione per i vescovi con cui Antonelli viene nominato amministratore apostolico della diocesi, incarico che manterrà probabilmente fino a settembre, mentre ha già fissato il saluto ufficiale per il 24 giugno in occasione della festa di San Giovanni patrono della città di Firenze.
«Sono grato al Papa per la fiducia accordatami – ha detto Antonelli –: ho sempre notato una forte sintonia con lui ogni volta che l’ho incontrato. E questa vicinanza in tutto mi fa stare tranquillo nel mio nuovo incarico» anche se «avverto una grande responsabilità perché sono pienamente consapevole dell’importanza dell’organismo che andrò a presiedere. La famiglia è infatti la cellula base della Chiesa e della società e essa è fortemente apprezzata a livello di ideali ed è in cima alle aspirazioni del popolo italiano. Eppure è in grandi difficoltà, è minacciata, è in crisi. Farò tesoro dell’esperienza fatta in questi anni alla guida della Diocesi per promuovere il bene della famiglia, a tutti i livelli».

In questi anni di episcopato a Firenze, Antonelli ha avuto un’attenzione particolare alla famiglia, tanto da fargli meritare, si direbbe «sul campo», la nomina alla guida dell’apposito Pontificio consiglio.

La famiglia, ha scritto Antonelli nella lettera che durante la benedizione pasquale dello scorso anno (testo integrale)è stata consegnata a tutte le famiglie della diocesi, è «lo snodo tra persona e società, dove si intrecciano e interagiscono relazioni private e relazioni sociali. La qualità della famiglia condiziona sia la qualità delle persone che la qualità della società». «È molto diffusa la mentalità individualista – spiega l’arcivescovo di Firenze –; si privilegiano i diritti e l’indipendenza dell’individuo. La famiglia viene privatizzata, ridotta a un semplice rapporto affettivo, senza rilevanza sociale, come se si trattasse soltanto di una forma di amicizia. Anzi, la tendenza a inseguire e consumare emozioni e sensazioni, a usare l’altra persona soprattutto in funzione della propria soddisfazione, rende fragile il rapporto di coppia; impedisce il consolidarsi della fiducia reciproca e di un forte legame di appartenenza. A sua volta la precarietà della coppia incide negativamente sulla nascita e sull’educazione dei figli, compromettendo il bene stesso della società. Non è difficile rendersi conto che senza nascite un popolo muore e senza educazione un popolo va in decadenza».

Antonelli ricorda che in Italia abbiamo la natalità più bassa che ci sia al mondo e che per questo rischiamo una grave crisi economica, sociale e culturale: «Diminuirà la produzione di beni e servizi; diventeranno insostenibili il pagamento delle pensioni e l’assistenza agli anziani, che viceversa, a motivo dell’invecchiamento complessivo della popolazione, avranno bisogno di maggiori risorse umane ed economiche; non si sarà più in grado di assicurare la scuola e il trattamento sanitario gratuiti; si assottiglierà la trasmissione del nostro patrimonio culturale, proprio quando si diffonderanno altre culture portate dagli immigrati».

«L’instabilità del rapporto di coppia – a giudizio dell’arcivescovo di Firenze – reca grave danno anche all’educazione dei figli, compromettendo spesso il loro equilibrio psicologico e predisponendoli a comportamenti disordinati e devianti».

Da queste considerazioni «emerge quanto sia importante per la società che le famiglie siano stabili, abbiano figli e siano in grado di educarli». Quanto poi al contributo della famiglia per il bene comune, «vale la pena ricordare – secondo Antonelli – almeno i seguenti elementi: aiuto reciproco tra i coniugi, generazione ed educazione dei figli, trasmissione dei valori umani e culturali, erogazione dei servizi alle persone in situazione di fragilità (bambini, disabili, malati, anziani), funzione di ammortizzatore sociale nei momenti difficili».

Anche per questo la famiglia fondata sul matrimonio «va riconosciuta, tutelata, sostenuta e valorizzata dalle pubbliche autorità» ed «è auspicabile che si sviluppi una strategia per poter arrivare gradualmente a dare alcuni aiuti concreti assai importanti: offerta di nuove opportunità per quanto riguarda la casa e il lavoro, calcolo delle tasse (Irpef, Ici) tenendo conto dei carichi familiari e non solo delle entrate, realizzazione di una rete adeguata di servizi, effettiva attuazione della libertà di educazione, perché non solo i benestanti, ma anche i poveri possano scegliere senza ulteriori oneri finanziari la scuola pubblica non statale, se lo desiderano».

Infine, ribadisce Antonelli, «non vanno confuse con la famiglia altre forme di convivenza, che non comportano l’assunzione degli stessi impegni e doveri nei confronti della società e si configurano piuttosto come un rapporto privato tra individui, analogo al rapporto di amicizia, per il quale nessuno si sogna di chiedere un riconoscimento giuridico. Le esigenze private possono trovare risposta nei diritti riconosciuti alle singole persone».

Gli auguri di Martini e Renzi

«Per lei sette anni di servizio nella diocesi più importante della Toscana, tra noi, eminenza, sette anni di rapporti cordiali, con i fiorentini sette anni di un’intensa esperienza pastorale. Sono quindi rammaricato per il fatto che debba lasciare questa città e al tempo stesso felice per il nuovo importante incarico di rilievo internazionale che la attende, per il quale le formulo i miei migliori auguri anche in vista dell’incontro mondiale delle famiglie in programma nel gennaio prossimo a Città del Messico». E’ questo un passo del messaggio che il presidente della Regione, Claudio Martini, ha inviato al cardinale Ennio Antonelli, dopo aver appreso della sua importante nomina. Martini ha anche telefonato al cardinale per salutarlo personalmente e complimentarsi con lui per il nuovo, importante incarico. Anche il Presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, ha voluto inviare un augurio al Cardinale: "Pur nel dispiacere del distacco dalla nostra città - ha detto Renzi - la nuova nomina di Antonelli segna il riconoscimento della sua particolare sensibilità e del suo impegno sul tema della famiglia, cellula fondamentale della società e piccola chiesa domestica, sul quale si è speso con molta attenzione in questi anni: dunque auguri di buon lavoro da tutti noi".

L'intervista a Radio Vaticana

Ma come ha accolto il card. Antonelli questa nomina? Lo ha spiegato al microfono di Sergio Centofanti di Radio Vaticana. Ecco il testo dell'intervista:
"Innanzitutto, con un atteggiamento di gratitudine verso il Santo Padre per la fiducia che mi ha accordato; poi, con senso di grande responsabilità per l'importanza decisiva che la famiglia ha per la Chiesa e per la società civile. La famiglia, oggi, è una realtà altamente apprezzata come ideale, anche dai giovani, in Europa, vedevo in recenti indagini. Ma anche, però – tutti ce ne rendiamo conto – è gravemente minacciata e in crisi. Quindi, indubbiamente, mi fa sentire una grande responsabilità, e mi affido alla benevolenza del Santo Padre ma soprattutto alla grazia del Signore per poter svolgere bene questo servizio alla famiglia e alla Chiesa".
Radio Vaticana: La famiglia appare talora sotto attacco. Quali le sfide principali?
"Direi l'unità, la stabilità del matrimonio e anche la stessa fecondità della coppia. Noi sappiamo come il calo demografico in alcuni Paesi, soprattutto in Europa, metta a rischio il futuro, l'avvenire stesso dei nostri popoli, a cominciare anche dal popolo italiano".
Radio Vaticana: Perché si fa così difficoltà, in concreto, a riconoscere l'importanza della famiglia?
"Perché l'amore vero, l'amore inteso come dono di sé, come accoglienza dell'altro nella propria vita, l'amore inteso quindi come unità profonda, richiede anche una vittoria su se stessi, una vittoria sulle proprie inclinazioni spontanee. Bisogna imparare a dominare le proprie inclinazioni e la ricerca dell'interesse, dell'utile, del piacere immediato. E questo è difficile. Già, quindi, c'è una debolezza interiore, una fragilità nelle persone e poi, nella società, nell'ambiente c'è una cultura non favorevole alla famiglia e ci sono anche degli interessi che remano contro la famiglia. La stessa organizzazione di molti aspetti della società non favorisce certo la famiglia. C'è però anche una presa di coscienza dell'importanza della
famiglia: è molto forte in molti ambiti culturali anche non direttamente cattolici. Mi pare che convivono, queste due realtà, queste due impostazioni: da una parte si riconosce che se la famiglia va in crisi rischia grosso anche la società, la compattezza, la solidità della società, anche i grandi valori umani, e dall'altra però ci sono anche degli interessi, delle forme culturali e anche dinamiche economiche e sociali che non sono favorevoli alla famiglia".
Radio Vaticana: La Chiesa dice tanti "sì" sulla famiglia, sulla vita ma a volte sono interpretati come "no", come divieti: perché?
"Sì: ecco, qui direi che bisogna insistere molto anche nel linguaggio e presentare la proposta evangelica positiva sulla famiglia, i grandi valori, la bellezza della famiglia cristiana e anche autenticamente umana. Bisogna far risaltare soprattutto il positivo. Poi, è chiaro che questo positivo richiede delle scelte e le scelte comportano anche dei "no". Ma dietro, prima e più dei "no", conta il "sì", il grande "sì" alla vita, il grande "sì" alla dignità della persona, il grande "sì" alla comunione tra le persone che trova nella famiglia una sua attuazione basilare e, direi, emblematica".
Radio Vaticana: Lei succede al cardinale Trujillo. Un ricordo del porporato colombiano:
"Io ho conosciuto il cardinale Trujillo anche da vicino: ho visto in lui una grande passione per la famiglia e ho visto in lui anche un grande impegno concreto, attivo a favore della famiglia. E il coraggio, anche: il coraggio di non temere l'impopolarità con certe prese di posizione".

LA SCHEDA
Il cardinale Antonelli è giunto nel capoluogo toscano il 20 maggio 2001 dopo aver trascorso sei anni a Roma come Segretario generale della Conferenza episcopale italiana. È stato eletto cardinale il 21 ottobre 2003.

Nato a Todi il 18 novembre 1936, Antonelli ha compiuto gli studi di filosofia e teologia alla Pontificia Università Lateranense; ordinato presbitero il 2 aprile 1960, nella Diocesi di Todi è stato assistente ecclesiastico dell'Associazione Maestri Cattolici, del Movimento Maestri di Azione Cattolica e del Gruppo Laureati di Azione Cattolica, quindi Rettore del Seminario. Per alcuni anni ha insegnato anche lettere e storia dell'arte nel liceo classico e nell'istituto d'arte. Dal 1968 al 1983 è stato docente di Teologia dogmatica all'istituto teologico di Assisi e ha insegnato nelle scuole di formazione teologica in varie diocesi dell'Umbria.

Nel 1982 è stato ordinato Vescovo di Gubbio, dove ha realizzato la costruzione del nuovo seminario, del centro pastorale diocesano e della casa del clero. Nel 1988 è stato nominato Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve: nei sette anni di episcopato ha curato la promozione dei laici nella Chiesa attivando, in particolare, itinerari di formazione per gli operatori pastorali, scuole di formazione all'impegno socio-politico, consigli pastorali e consigli per gli affari economici in tutte le parrocchie, strutture di pastorale giovanile e vocazionale. In questi anni è stato anche membro della Commissione episcopale per la dottrina della fede e la catechesi della Cei, lavorando alla stesura del nuovo Catechismo degli adulti.

Il 25 maggio 1995 è stato nominato dal Papa Segretario generale della Cei. In questo incarico ha curato la preparazione del Convegno ecclesiale di Palermo (1995) e dell’assemblea nazionale della scuola cattolica (1999); si è impegnato nella preparazione del Grande Giubileo del Duemila, con particolare riferimento ai giovani, agli artisti, ai lavoratori, ai docenti universitari. Ha lavorato alla stesura degli Orientamenti pastorali per il decennio in corso, «Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia».

Nominato Arcivescovo di Firenze il 21 marzo 2001, ha fatto l’ingresso in diocesi, come detto, il 20 maggio dello stesso anno. In questo periodo di episcopato nel capoluogo toscano ha potuto incontrare gran parte delle comunità cristiane della diocesi. Tra i settori pastorali a cui si è particolarmente dedicato: la pastorale sanitaria, avviando la costituzione delle Cappellanie ospedaliere; la pastorale scolastica e universitaria, favorendo la nascita di una Cappella universitaria e istituendo momenti fissi di incontro con i docenti; la pastorale sociale, promuovendo la creazione dei «laboratori di impegno socio-culturale». Ha istituito il convegno di associazioni e movimenti, nella seconda domenica di novembre, che ogni anno riunisce centinaia di fedeli appartenenti alle diverse aggregazioni laicali.

Nel giugno del 2003 ha rivolto la sua prima Lettera pastorale alla diocesi di Firenze dal titolo Evangelizzare oggi: comunità cristiana e ministeri in cui, accogliendo le proposte emerse nell’assemblea diocesana, ha presentato alcune indicazioni su come rinnovare la pastorale delle parrocchie, mediante un maggiore coinvolgimento delle famiglie nella catechesi per l’iniziazione cristiana dei figli e mediante percorsi articolati per la preparazione dei fidanzati al matrimonio. Allo stesso tempo ha sollecitato iniziative di formazione per gli operatori pastorali, chiamati ad affiancare i parroci con responsabilità sempre maggiori.

Il 21 ottobre 2003, come ricordato, è stato creato cardinale nell’ultimo Concistoro presieduto da Giovanni Paolo II. È stato membro del Pontificio consiglio per i laici e del Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali.

Nel febbraio del 2005 ha iniziato la Visita pastorale, che lo sta portando a incontrare sistematicamente tutte le parrocchie della Diocesi, vicariato per vicariato.

Tra le iniziative promosse a Firenze c’è anche la nascita dell’Istituto diocesano di musica, che offre corsi per imparare a suonare vari strumenti, lezioni di canto e di direzione di coro, mentre si fa strada l’ipotesi di un’orchestra diocesana. Antonelli ha promosso anche le Letture dantesche nel Battistero di Firenze: si tratta di cicli di incontri, realizzati in collaborazione con l’Opera del Duomo, che ogni anno radunano diverse centinaia di persone.

Nel settembre 2005 ha inviato alla diocesi la sua seconda Lettera pastorale, Parrocchia comunità eucaristica per il mondo (testo integrale): un testo, scrive lo stesso Cardinale, che vuole essere «un aiuto a ravvivare la consapevolezza e la gioia dell’essere Chiesa e dell’essere parrocchia». Tra i richiami contenuti nel messaggio, quello a non trascurare la partecipazione alla messa, presentandosi all’appuntamento domenicale «ben disposti, in modo attivo e consapevole, con il cuore vibrante di amore, di gioia, di lode e di gratitudine». Nel 2005 è stato anche nominato Consulente ecclesiastico nazionale dell’Ucid, Unione cristiana imprenditori e dirigenti, ed è stato tra i promotori dell’Udienza che Benedetto XVI ha concesso, il 4 marzo 2006, ad oltre 8000 soci e simpatizzanti dell’Ucid.

Il 3 ottobre 2006 è stato eletto Presidente della Conferenza episcopale toscana. Negli ultimi tempi ha dovuto affrontare anche la dolorosa vicenda legata agli abusi compiuti da don Lelio Cantini quand’era parroco della Regina della pace.

IL PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA

Il Pontificio Consiglio per la Famiglia è stato istituto da Giovanni Paolo II con il Motu Proprio Familia a Deo Instituta nel 1981, sostituendo il Comitato per la Famiglia che era stato creato da Paolo VI nel 1973.

Il Consiglio è responsabile per la promozione del ministero pastorale e l’apostolato della famiglia, in applicazione degli insegnamenti e degli orientamenti del Magistero ecclesiastico, in modo che le famiglie cristiane siano aiutate a compiere la missione educativa ed apostolica a cui sono chiamate.

Al Dicastero spetta il compito di promuovere e coordinare gli sforzi pastorali in ordine alla procreazione responsabile e di incoraggiare, sostenere e coordinare le iniziative in difesa della vita umana in tutto l’arco della sua esistenza, dal concepimento alla morte naturale.

Relativamente alla pastorale familiare e alla difesa della vita umana, i seguenti temi rientrano nella sfera di competenza del Consiglio: la teologia e la catechesi della famiglia; la spiritualità coniugale e familiare; i diritti della famiglia e del bambino; la formazione dei laici impegnati nella pastorale familiare; i corsi di preparazione al matrimonio.

Il Dicastero si occupa inoltre di altre questioni quali l’educazione sessuale, la demografia, la contraccezione e l’aborto, la sterilizzazione, le questioni etiche e pastorali riguardanti l’AIDS e altri problemi di bioetica; la legislazione relativa al matrimonio e alla famiglia, alle politiche familiari e alla tutela della vita umana.

Sua Em.za il Cardinale Alfonso López Trujillo, S.E.R. Mons. Karl Josef Romer e Mons. Jean Laffitte sono rispettivamente Presidente, Segretario e Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Il Comitato di Presidenza del Dicastero è composto da 15 Cardinali e 12 Arcivescovi e Vescovi; 19 coppie di coniugi, provenienti da tutto il mondo, sono Membri del Dicastero, il quale si avvale anche della collaborazione di 43 Consultori e 10 Officiali.

Dal 1994, a richiesta delle diverse Conferenze Episcopali, il Consiglio offre Corsi di aggiornamento per Vescovi e agenti pastorali su: “Famiglia, vita e questioni etiche”.

A partire dal 1994, Anno della Famiglia, il Dicastero è responsabile per l’organizzazione degli Incontri Mondiali delle Famiglie svoltisi finora a: Roma 1994; Rio de Janeiro 1997; Roma 2000 nel contesto del Giubileo delle Famiglie; Manila 2003. Il V Incontro Mondiale delle Famiglie si terrà a Valencia (Spagna) nel 2006.

Nel 1996 il Pontificio Consiglio per la Famiglia ha avviato la pubblicazione della Rivista quadrimestrale, Familia et Vita, contenente articoli di esperti e pastori (nelle lingue originali con sommari in cinque lingue) su argomenti che rientrano nell’area di competenza del Dicastero. Il Consiglio ha realizzato molte pubblicazioni, disponibili in diverse lingue, su temi attinenti alla famiglia e alla vita umana.
French Le pape nomme le cardinal Antonelli à son "ministère" de la famille
Jun 08, 2008
Le pape Benoît XVI a nommé samedi le cardinal italien Ennio Antonelli à la présidence du conseil pontifical pour la famille, pour succéder au Colombien Alfonso Lopez Trujillo décédé le 20 avril, a annoncé le Vatican.

CITE DU VATICAN, 7 juin 2008 (AFP) - Le cardinal Antonelli, qui est âgé de 71 ans, est archevêque de Florence où il s'est gagné une réputation de conservateur modéré. Il est proche des Focolari, un mouvement de laïcs catholiques vivant en communauté et engagés dans l'action caritative et le dialogue interreligieux.

Le prélat succède à la tête du "ministère de la famille" du Vatican à une forte personnalité, le cardinal Lopez Trujillo, décédé à 72 ans. Celui-ci était réputé pour ses prises de position tonitruantes contre l'avortement ou les unions homosexuelles, des pratiques condamnées par l'Eglise catholique.

Le conseil pontifical pour la famille est chargé de coordonner l'activité de l'Eglise catholique et d'approfondir sa doctrine dans ce domaine. Celle-ci se fonde sur une conception de la famille née du mariage indissoluble entre un homme et une femme et sur le refus de toute contraception autre que "naturelle" (abstinence).
Spanish El cardenal Ennio Antonelli es nombrado nuevo presidente del Pontificio Consejo para la Familia
Jun 08, 2008
El Papa Benedicto XVI ha nombrado al cardenal Ennio Antonelli, hasta ahora arzobispo de Florencia (Italia), nuevo presidente del Pontificio Consejo para la Familia, en reemplazo del fallecido cardenal Alfonso López Trujillo.

MADRID, 7 (ACI/EP, 07-06-2008) El cardenal Antonelli nació el 18 de noviembre de 1936 en Todi, Italia. Obtuvo su licenciatura en teología en la Pontificia Universidad Lateranense de Roma, y un doctorado en letras y filosofía en la Universidad Estatal de Perugia.

Fue ordenado sacerdote el 2 de abril de 1960 en Todi y elegido obispo de Gubio el 25 de mayo de 1982. Su consagración tuvo lugar en Todi el 29 de agosto de 1982, y estuvo a cargo de Decio Lucio Grandoni, obispo de Orvieto y Todi.

Ocupó el cargo de Secretario General de la Conferencia Episcopal Italiana el 25 de mayo de 1995 y fue transferido a la Sede Metropolitana de Florencia el 21 de marzo de 2001 y posteriormente, nombrado cardenal Presbítero en el consistorio realizado el 21 de octubre de 2003.
English "Family Guy," Ratzi Edition
Jun 08, 2008
Moving quickly to fill the presidency of the Pontifical Council for the Family, this morning the Pope named Cardinal Ennio Antonelli of Florence to the post.

Whispers in the Loggia, Saturday, June 07, 2008
"Family Guy," Ratzi Edition

Moving quickly to fill the presidency of the Pontifical Council for the Family, this morning the Pope named Cardinal Ennio Antonelli of Florence to the post.

While some speculation had predicted the consolidation of the Family shop into the Pontifical Council for the Laity, the appointment keeping the former a stand-alone entity comes but six weeks -- i.e. a Vatican minute -- after the death at 72 of Cardinal Alfonso Lopez Trujillo, who led the dicastery since 1990.

Even so, however, those expecting the 71 year-old appointee to continue in the mold of his oft-controversial predecessor might be in for a surprise. In contrast to the Columbian cardinal -- a favorite of church conservatives who became a globally-known figure for his high-profile polemics on abortion, homosexuality and HIV/AIDS -- Antonelli's long enjoyed a reputation as one of the Italian church's gentler, more moderate hands.

A onetime professor and seminary rector, the trained theologian, classicist and art historian served as a diocesan bishop for 12 years before being named in 1995 to the powerful post of secretary-general of the Italian episcopal conference, the CEI. On Cardinal Silvio Piovanelli's retirement six years later, he was named archbishop of Florence, receiving the red hat at the consistory of 2003.

Before the 2005 conclave that elected Benedict XVI, the cardinal's name emerged as papabile from circles seeking a "pastoral" successor to John Paul II. Even more recently, a series of pastoral schema on family life released by the Florence archdiocese focused much more intently on issues of the "fear of definitive choices," "relational fragility" in families, and even the "post-sacramental exodus" of the faithful than anything that'd fall into what the pontiff himself once termed the "collection of prohibitions."

In a late 2005 profile, Catholic News Service highlighted Antonelli's love of the arts alongside an "optimistic pastoral approach and his strong social teachings."

   As a member of the pontifical councils for Social Communications and for the Laity, Cardinal Antonelli puts special emphasis on the role of lay people in the church.

   As in most European cities, church attendance in Florence is relatively low, but he said the small number of "active and responsible faithful" who get personally involved in the life of the church is on the rise.

   "This phenomenon is unexpected" but is "a sign of a providential rebirth," he said in a December interview with the Italian daily, Il Tempo.

   In the midst of the secularization that has taken hold across most of Europe, the cardinal praised Catholics who "pay splendid witness to prayer, charity, helping the poor, education, missionary courage and Christian joy."

   "They make up a bright and credible sign of the presence of Christ the savior," he told the newspaper Toscana Oggi in a recent interview.

   In the world of politics, the cardinal lamented the lack of political representation that fully reflects a Christian agenda.

   Though "politics is about mediation and compromise" and "one can never be fully satisfied" in getting what one wants, "the Christian today may find himself in great difficulty because his vision of society is not fully promoted by either the major or minor political parties," he told Il Tempo.

   Cardinal Antonelli, like most Italian bishops, was an outspoken critic of the U.S.-led invasion of Iraq, which the Italian government supported.

   When the war began in March 2003, he and the bishops of Italy's Tuscany region issued a statement expressing their sadness and their disappointment that Pope John Paul II's repeated appeals against the war were ignored.

   Cardinal Antonelli asked all the churches in his archdiocese to toll their bells in mourning the first night of the war and said his own opposition to military action in Iraq was "convinced, firm and passionate."

   He invited people to come to a church in the center of the city and pray the rosary for peace with him and encouraged them to continue demonstrating their opposition to the war "in the squares and the churches, with our body and souls."

Before the conclave, the National Catholic Reporter similarly cited the cardinal's "terrific relations with his people" and "lack of interest in cracking heads over doctrinal issues," using as an example Italian elections during the 1990s when some wings of the national church sought hierarchical rebukes for divorced Catholic politicians. Comparing the Florentine prelate to John Paul I along the way, the mag's John Allen wrote that Antonelli "took the view that personal morality belongs to the private sphere, and that in terms of politics, the church should be more concerned with a politician's voting record."

In a statement released this morning on his appointment, the incoming Family Czar said he approached his new position "fully aware of the importance" of the task ahead.

Calling the family "the cellular base of the church and society... strongly respected at the level of ideals and first among the aspirations of the Italian people," Antonelli added that the institution also finds itself "in great difficulty, threatened, and in crisis." Later, in an afternoon interview with Vatican Radio, the cardinal defined the principal challenges to the family as "the unity, the stability of matrimony, and the fruitfulness of couples," explaining the latter as the "demographic fall [that]... above all in Europe, places the future at risk."

Asked why the church's "yes" to the family is often interpreted as a "no," the cardinal said that, "ever more in its language," the church needed to "present the Evangelical, positive prospect of the family: its great values, the beauty of the family [as] Christian and also authentically human.

"Above all, the positive needs to stand out," he said. "Ahead of, above and more than some 'no's, counts the 'yes' -- the great 'yes' to life, the great 'yes' to the dignity of the person, the great 'yes' to communion among the people who form a family."

The cardinal closed the chat by praising his predecessor as someone with a "great passion for the family" who, he said, had the "courage to not fear unpopularity."

Scheduled to leave Florence in late September to take up his new duties in Rome, Antonelli's first major turn on the global church's stage will come in early January, when the 6th World Meeting of Families takes place in Mexico City. The Pope is expected to attend.
Italian Vaticano: il cardinal Antonelli al Consiglio per la Famiglia
Jun 07, 2008
Nominato dal Papa, finora era arcivescovo a Firenze.

(ANSA, 2008-06-07) - CITTA' DEL VATICANO, 7 GIU - Il Papa ha nominato l'arcivescovo di Firenze, Ennio Antonelli, presidente del Pontificio consiglio per la Famiglia.Antonelli e' nato a Todi (Orvieto) il 18 novembre 1936. Ordinato presbitero il 2 aprile 1960, e' stato eletto vescovo nel 1982. Promosso alla sede arcivescovile di Perugia-Citta' della Pieve nel 1988, e' stato nominato segretario generale della Cei il 25/5/1995, incarico affidato nel 2001 a mons. Betori, essendo Antonelli diventato arcivescovo di Firenze.
Italian Cardinal Antonelli: " Sposi fatevi doni e carezze"
Jan 30, 2008
L'arcivescovo di Firenze "lancia" il suo decalogo alla famiglia: dieci "linee di impegno" per costruire un amore giorno per giorno, con convinzione, generosità e tenacia.

(30.01.2008, intoscana.it) Carezze e regali tra coniugi, trovare interessi comuni, rendersi amabili nell'aspetto, rispettare l'altro, avere cura dei figli. E' un vero e proprio 'decalogo della famiglia' quello che traccia il cardinale arcivescovo di Firenze Ennio Antonelli nella 'Lettera pasquale 2008' intitolata "L'amore cristiano in famiglia" che sarà consegnata a tutti i fedeli nei prossimi giorni. "La famiglia - scrive Antonelli - è il luogo privilegiato dell'amore e della vita. Nell'amore di coppia dovrebbero rientrare tutte le componenti della persona; oggi però è diffusa una mentalità che riduce l'amore a soddisfazione dell'istinto, sensazione ed emozione piacevole, benessere sentimentale". Dieci le "linee di impegno" indicate dal cardinale "per costruire un amore giorno per giorno, con convinzione, generosità, tenacia". Tra queste, "trovare qualche momento anche per la preghiera in famiglia e per la condivisione di qualche esperienza di fede vissuta, cercare di individuare i bisogni e i ragionevoli desideri dell'altro e soddisfarli con prontezza; trovare interessi comuni, uscendo a volte insieme in società; rendersi amabili curando il proprio aspetto esteriore e soprattutto esprimendo rispetto e tenerezza verso l'altro mediante parole di apprezzamento e di gratitudine, sorrisi e sguardi, carezze e gesti di affetto, regali appropriati; rispettare l'altro nella sua alterità, con i suoi punti di vista, le sue preferenze, i suoi difetti, senza stare a lamentarsi e a ridire su ogni cosa, essere disponibili a chiedere e a concedere il perdono". Il cardinale invita inoltre a "essere generosamente aperti all'accoglienza dei figli, ad avere cura di loro dedicandogli energie e tempo, a dialogare e stare volentieri insieme; a trattarli con amorevolezza, ma anche con coerenza e fermezza, facendo osservare regole ragionevoli". L'ultima indicazione è quella di "aprire la famiglia alla preziosa presenza dei nonni accanto ai nipoti, all'amicizia, al vicinato, alla generosità verso i poveri". (ANSA).
Italian “Una campagna scandalistica del tutto inattendibile e inverosimile”
Sept 26, 2007
Il cardinale Antonelli sulle accuse all’ausiliare Maniago.

(Radio Vaticana, 23/09/2007) “Reagite. Siamo feriti, non intimiditi”: è l’invito rivolto ai fedeli dell’arcidiocesi di Firenze dal cardinale arcivescovo, Ennio Antonelli.

In una lettera, letta oggi in tutte le parrocchie fiorentine, il porporato si pronuncia in merito alle notizie, diffuse nei giorni scorsi su due quotidiani, secondo cui il vescovo ausiliare, mons. Claudio Maniago, sarebbe coinvolto in presunti festini a luci rosse, nell’ambito di un’indagine parallela, che ha portato alla condanna di don Lelio Cantini.

“Una campagna scandalistica di stampa, scatenata sulla base di una testimonianza non solo sospetta e non controllata con alcuna verifica, ma del tutto inattendibile e inverosimile”: questa, la posizione del cardinale Antonelli, che parla di “dolorosa prova” per l’arcidiocesi di Firenze ed esorta i fedeli a rimanere vicini a mons. Maniago.

“Il fango gettato contro la persona del vescovo Claudio – afferma il porporato – imbratta anche l’immagine pubblica della Chiesa fiorentina e della Chiesa cattolica nel suo insieme; semina sospetto e sfiducia; mira a compromettere la credibilità”. Quindi, l’invito a reagire con fiducia: “L’opinione pubblica – auspica – si accorga che siamo feriti, ma non scoraggiati e intimiditi”.

Il cardinale Antonelli raccomanda, in particolare, “di pregare spesso per la santificazione dei sacerdoti e per le nuove vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, senza omettere di ringraziare Dio per i tanti ottimi sacerdoti che ha dato finora alla nostra Chiesa”.

“Vi esorto – aggiunge – a invocare misericordia e conversione per chi non ha rispetto delle persone e non si cura della verità”. Infine, il riferimento alla vicenda di don Lelio Cantini, collegata “solo marginalmente – puntualizza – all’attuale scandalo che riguarda il vescovo Claudio”. “Vorrei che si pregasse per il suo pieno recupero spirituale – conclude – e soprattutto per le vittime dei suoi abusi”.
Italian Card. Antonelli riabilita don Milani e non paga il prezzo
Jun 27, 2007
"Un grande prete fiorentino": con queste parole, oggi, il cardinale Ennio Antonelli, arcivescovo di Firenze, ha definito don Lorenzo Milani a 40 anni dalla sua morte, nella messa celebrata a Sant'Andrea di Barbiana, nell'alto Mugello, dove era stato confinato dal 1954 al 1967.

(quaderniradicali.it, 26-06-2007) Per il cardinale Antonelli don Milani era disponibile a farsi confessare e a confessare gli altri. Suscitava dibattiti e contrasti ma alla fine ''obbediva''. Dopo la messa nella quale il porporato non ha accennato, stando ai lanci di agenzia, alla richiessta di eliminare ''Esperienze Pastorali'' dalla lista dei libri sanzionati dall'ex Santo Offizio, il cardinale Antonelli, accompagnato dal vescovo ausiliare mons. Claudio Maniago e dal presidente della ''Fondazione don Lorenzo Milani'', un ex allievo della Scuola di Barbiana, si e' fermato a pregare sulla tomba di don Milani nell'attiguo cimiterino.

Nel 1970 Luigi Rosadoni, il fondatore della comunita' cristiana di base detta della Resurrezione, a Firenze, scriveva a un amico. La citazione a memoria e quindi monca sta ne ''Il mestiere di essere vivi'' (a cura di Vittorino Merinas), Edizioni Gribaudi, Torino. ''Bisogna essere profeti indigeribili nel senso modesto di non istituzionali.. Per evitare che come in passato la chiesa cattolica prima emargini don Mazzolari don Milani i preti operai e Antonio Rosmini e poi riconoscendoli possa continuare a dire ..io chiesa ero all'avanguardia''.

Luigi Rosadoni, con lo speudonimo di Vincenzo Casini nel periodico ''Il Focolare'' di Firenze e' stato tra i primi a recensire ''Esperienze Pastorali''. E sepolto da molti anni a Lastra a Signa (Firenze). Nel prossimo biennio la sua biblioteca privata e diversi suoi scritti inediti potrebbero diventare di dominio pubblico grazie a un centro studi di Casole d' Elsa (Siena) fondato dal sociologo della religione Arnaldo Nesti, autore di una bella testimonianza in ''Testimonianze'' n. 100, agosto dicembre 1967, un numero monografico ''Lorenzo Milani: un prete'', in circolazione pochi mesi dopo la morte dell'ultimo priore di Barbiana.

Infine va segnalato che oggi la Radio Vaticana ha diffuso un dossier, sempre dedicato a don Milani, curato da Adriana Masotti.
Italian Abus sexuels
Apr 16, 2007
L'archevêque de Florence admet avoir réglé un cas en secret.

ROME, 15 avr 2007 (AFP) - L'archevêque de Florence (centre de l'Italie), le cardinal Ennio Antonelli, a reconnu dans une lettre que le cas d'un prêtre de son diocèse "coupable d'abus sexuels" avait été réglé en secret par l'Eglise, une semaine après la révélation de l'affaire.

Dimanche dernier, La Repubblica avait publié des accusations d'anciens paroissiens contre le prêtre Lelio Cantini, transmises à l'archevêché de Florence en 2004 puis au Vatican en mars 2006, qui dénonçaient des abus sexuels et des pressions psychologiques remontant aux années 70-80.

"Don Lelio a été reconnu coupable d'abus sexuels sur des jeunes femmes entre 1973 et 1987 et de manipulation des consciences", a écrit le cardinal Ennio Antonelli dans une lettre en partie reproduite dimanche par la presse.

Selon La Repubblica, certaines victimes étaient mineures au moment des faits.

L'archevêque a expliqué qu'il avait décidé "après l'été 2005" de faire retirer "toute fonction pastorale" à Lelio Cantini, mais qu'après avoir rencontré des victimes, il avait jugé nécessaires des mesures plus importantes.

"La Congrégation pour la doctrine de la foi, comme souvent dans les cas graves et clairs, a autorisé un procès" selon les normes vaticanes, a ajouté le cardinal.

En vertu du droit canon, le prêtre, octogénaire aujourd'hui, a notamment été condamné à l'interdiction de confesser des fidèles, de célébrer la messe en public et d'assumer toute fonction écclésiastique pour cinq ans, a indiqué Ennio Antonelli.

Il doit également verser pendant cinq ans son obole à une oeuvre de charité et réciter chaque jour pendant un an le psaume 51 (implorant le pardon des péchés commis).

"J'ai lu dans la presse des reproches parce que l'affaire n'a pas été réglée ouvertement, en public, depuis le début. Je ne crois que ce soit une manière évangélique de traiter les personnes, aussi graves que soient leurs péchés", explique le cardinal, pour qui les faits étaient "anciens et juridiquement prescrits".

La révélation de l'affaire a conduit le parquet de Florence à ouvrir une enquête pour "abus sexuels" sur mineurs et annoncé son intention de se faire communiquer les lettres des victimes.
Italian Neonato morto a Firenze
Mar 09, 2007
L'intervento del cardinale Ennio Antonelli

(ANSA per intoscana.it, 09.03.2007)"La Chiesa è vicina ai genitori ma ci sono principi etici non negoziabili. Mi addolora che sia stato ucciso un bambino'': così l'arcivescovo di Firenze sulla vicenda del bambino nato nonostante l'aborto deciso per una sospetta malformazione e deceduto sei giorni dopo al Meyer. Intanto l'inchiesta della procura continua a non individuare ipotesi di reato. La morte sarebbe avvenuta per un'emorragia cerebrale

La Chiesa è vicina ai genitori del neonato nato vivo nonostante l' iniziativa di aborto terapeutico intrapresa all' ospedale di Careggi per una presunta malformazione e poi deceduto sei giorni dopo al Meyer, ma ci sono principi etici non negoziabili. Lo ha detto il cardinale Ennio Antonelli in una conferenza stampa. ''Ai genitori mi sento di dire che la Chiesa e' loro vicina, ha cura di loro e vuole accompagnarli verso il superamento di questa situazione di grande sofferenza, ma tale vicinanza, pero', avviene nella chiarezza di principi etici e morali non negoziabili''. ''Mi addolora - ha aggiunto - la sofferenza dei genitori, ma mi addolora anche che sia stato ucciso un bambino, non importa se sano o malato perche' un bambino ha sempre la stessa dignita'''. Il cardinale, dopo aver invitato tutti ''a dare maggior sostegno alle madri'', ha ricordato che esiste ''la possibilita' di non riconoscere il bambino'', di partorire nell' anonimato, ''di affidare il nascituro ad altri''. ''Allora perche' ricorrere all' aborto e non lasciarlo vivere?'', si e' chiesto Antonelli che, subito dopo ha attaccato una ''certa cultura diffusa e contraddittoria che rivendica come un diritto l' aborto, la soppressione di una vita umana e innocente, e respinge la pena di morte anche per gravi delitti. Anch' io sono contro la pena di morte, ma proprio questo dovrebbe renderci ancora piu' rispettosi della vita innocente, recuperare l'etica del rispetto della vita innocente''. Intanto sul versante giudiziario il procuratore capo Ubaldo Nannucci ha detto che pr ora non sono state ravvisate ipotesi di reato nell' inchiesta aperta dalla procura di Firenze sulla vicenda. A chi ha chiesto a Nannucci se per il momento emergano violazioni della legge 194, il procuratore ha risposto: ''Stiamo studiando le carte, vedremo''. L' inchiesta e' stata aperta ieri dopo aver acquisito la lettera del Movimento per la vita indirizzata al ministro Livia Turco e alla procura di Firenze, nella quale si chiede proprio di verificare se sia stata rispettata la legge 194. Nannucci ha poi aggiunto di aver ''acquisito la documentazione medica con la copia dell' inchiesta amministrativa'' svolta dalla commissione di verifica istituita dalle autorita' sanitarie. I primi accertamenti effettuati nel reparto di anatomia patologica di Careggi sul corpo del bambino parlano di ''morte dovuta ad emorragia cerebrale con impegno bulbare che ha portato all' arresto cardiaco".
Italian Il cardinale Antonelli in Palazzo Vecchio per la consegna del messaggio papale di pace
Jan 27, 2007
"Quello della pace è un terreno forte non solo di incontro, ma di azione comune tra le istituzioni e la Chiesa fiorentina, in una città vocata al dialogo e ai valori universali come è Firenze".

(Nove da Firenze, ) Sono le parole del sindaco Leonardo Domenici, che stamani ha introdotto l'ormai tradizionale appuntamento in Palazzo Vecchio con l'arcivescovo cardinale Ennio Antonelli, per la consegna del messaggio papale sulla pace ai rappresentanti del Comune. Un incontro definito dal cardinale Antonelli "segno della cordialità, del rispetto reciproco, della volontà di lavorare insieme per il bene di Firenze". Oltre al sindaco e al cardinale, che era accompagnato dal vescovo ausiliare Claudio Maniago e da don Giovanni Momigli, erano presenti il presidente del consiglio comunale Eros Cruccolini, il vicesindaco Giuseppe Matulli, molti assessori e consiglieri comunali.
"Il massaggio del Papa Benedetto XVI - ha detto il sindaco - contiene una importante seria di riferimenti molto attuali e di grande rilevanza ed interesse, come quello dei diritti fondamentali della persona. Che ci portano anche ad una riflessione sul rapporto fra la pace e la persona, e sulla legge naturale come base del dialogo fra credenti e non credenti". A questo proposito, il cardinale ha rivelato di aver avuto come regalo dal sindaco in occasione dello scorso Natale la raccolta di scritti del filosofo Jorgen Habermas "Tra scienza e fede". "Dobbiamo tornare a riflettere sul tema della laicità - ha detto ancora Domenici - e sulla necessità di trovare anche nel dibattito pubblico spazi da condividere". Spazi che nella pratica, per quanto riguarda la realtà fiorentina, si stanno concretizzando nell'organizzazione di un percorso di incontri a cui sta lavorando la Diocesi in collaborazione con il Comune.
Italian Cittadinanza onoraria al cardinale Ennio Antonelli
Jul 31, 2006
Il cardinale Ennio Antonelli arriverà in città sabato mattina attorno alle 10. Ad accoglierlo il vescovo emerito e suo successore Pietro Bottaccioli e l’attuale vescovo Mario Ceccobelli assieme ai quali alle 11 celebrerà il solenne pontificale in cattedrale.

(tuttogubbio.it, 13-07-2006) Subito dopo Antonelli, vescovo di Gubbio tra il 1982 e il 1988, riceverà in Comune alla presenza del sindaco e della altre autorità cittadine la cittadinanza onoraria della città dei Ceri. Era stato l’ultimo atto del consiglio comunale del precedente mandato amministrativo. Il conferimento della cittadinanza all’attuale cardinale di Firenze Antonelli fu votato quasi a maggioranza (si era astenuto il verde Panfili mentre Tognoloni era uscito dall’aula): come religioso e uomo ha saputo cogliere la vera eugubinità. E questo non è stato dimenticato: sono tanti gli eugubini con i quali continua a mantenere vivi i rapporti e spesso è ritornato in città. L’ultima volta risale, non a caso, al 16 maggio del 2004, per il pontificale in onore di Sant’Ubaldo. E ora l’amicizia e l’affetto dimostrato, gli eugubini lo vogliono ricambiare facendo di un tuderte un eugubino a tutti gli effetti.
La proposta nasce da alcuni eugubini nati nel 1936, proprio come Antonelli, che per il 15 luglio hanno invitato il loro illustre coetaneo a festeggiare i 70 anni nella città dei ceri. Tra i promotori anche Aleandro Alunno già presidente dell’Università dei muratori. “È da settembre che stiamo organizzando questa giornata - commenta oggi Alunno - e visti i tanti impegni del cardinale non è stato facile trovare una giornata libera”. Da parte sua, il cardinale sembra aver apprezzato questo gesto, pare abbia confidato ad alcuni amici come a Gubbio ha trovato armonia e fratellanza come neanche nella sua città natale. La giornata si concluderà con un pranzo conviviale Ai Cappuccini dove Antonelli e 130 eugubini, tutti della classe del ’36, festeggeranno assieme i 70 anni. Nato a Todi il 18 novembre del ’36 e laureato in lettere classiche all’Università di Perugia., il 25 maggio del 1982 Antonelli fu nominato vescovo di Gubbio. Nei sei anni di vescovato eugubino si occupò della costruzione del nuovo seminario, del centro pastorale diocesano e della casa del clero. E soprattutto creò un sincero legame con gli eugubini. Arcivescovo di Perugia e segretario generale della Cei, è stato nominato cardinale nel 2003 da papa Giovanni Paolo II.
English Visiting Cardinal Sees Dialogue as 'Only Way' to Peace
Jul 25, 2006
Cardinal Ennio Antonelli of Florence, Italy, expressed hope during a recent visit to the Philippines that the Church will foster dialogue among peoples because there is "no other way" to peace.

TAGAYTAY CITY, Philippines (UCAN, July 21,2006) -- Cardinal Antonelli came to attend a gathering of about 30 Asian bishops sponsored by Focolare, an Italy-based Catholic movement that aims to build a spirituality of communion. The meeting was held June 30-July 2 at Focolare's Mariapolis Center in Tagaytay City, 55 kilometers south of Manila.

On July 1, the cardinal told UCA News how the Asian bishops had impressed him through their sharing on the theme of the gathering: "Jesus Crucified and Forsaken: The Countenance of God, Love, A Way for Humanity."

Bishops attending the meeting came from various countries and territories, including India, Japan, Korea, Macau, Myanmar, Pakistan, Philippines, Taiwan and Thailand.

Cardinal Antonelli, 69, served from 2000 to 2005 as secretary general of the Italian bishops' conference. Besides his pastoral work, he has taught literature, art history and dogmatic theology at the Theological Institute of Assisi in Rome. He also served for a time as chaplain of the Catholic Teachers' Association and various Catholic action groups in his homeland.

Through an interpreter, the cardinal shared stories that were being told at the gathering, and reported his own experiences of dialogue. He also explained why he regards dialogue as a way for Catholics to bear witness to Christ.

The interview with the Italian cardinal follows:

UCA NEWS: What is the gathering all about?

CARDINAL ENNIO ANTONELLI: In the meetings, we are speaking especially of the spirituality of communion. We also discuss the dialogues that Focolare is promoting, and how Focolare helps bring about renewal in parish life. We also reflect on Pope Benedict XVI's encyclical "Deus Caritas Est" (God is Love).

Which bishops were present?

These bishops of Asia are friends of Focolare. The event is not so much a public and institutional event, but rather a spontaneous meeting of bishops who are friends and who wish to experience brotherhood among prelates that share the same spirituality and interest.

There are 30 bishops from 10 Asian countries. It may be hard to get a list of their names because not all countries represented at the meeting have the same religious freedom as exists here in the Philippines.

What is Focolare's role in the Church of Asia?

Focolare is an institutional type of work. Its secretariat is at the Roca de Papa in Rome. Its official title means "the work of Mary." Focolare has many branches, including one composed of bishop friends of the movement.

The head of that group is Czech Cardinal Miloslav Vlk of Praha (Prague). He was to come here but could not, so he asked me to replace him.

Focolare contributes to the whole Church through its spirituality of communion. Pope John Paul II said in his apostolic letter "Novo Millennio Ineunte (At the beginning of the new millennium)" that bringing the Church and the world into communion should be the primary concern of everyone. It should be a concern at all levels -- Christian families, the parish, the diocese, and at national and even international levels. The Churches in Asia should also come together to build communion.

Asian bishops should be building such communion in their own dioceses and in the universal Church. They should support the pope because the episcopal college is co-responsible for the whole Church. So, in the work for sanctity, it is very important that communion becomes a way of life, a relationship with Christ and among us. It is a communion of love, of charity.

How does Focolare promote dialogue?

Focolare has taken initiatives in four ways: dialogue within the Catholic Church, ecumenical dialogue among Christian Churches, interreligious dialogue and dialogue with people with no religious affiliation.

The objective of dialogue, first of all, is to get to know one another better so as to overcome prejudices and allow common values to emerge, as well as to respect differences that may exist among the different religions. Dialogue can help us collaborate on the social and cultural planes, and live together in peace -- peace among countries and religions.

How did the Asian bishops impress you?

We spoke about cultural dialogue with people who are not believers, to emphasize the value of human rights, the fundamental right of humans to collaborate for peace, integrity, justice and freedom.

There were updates and video documentaries showing dialogue initiatives -- for example, by Buddhists in Japan. It was beautiful to see the Buddhists dialoguing not only with Catholics and other Christians but also among themselves, with different Buddhist denominations. The Buddhist leaders said the Christians helped their internal dialogue by creating an atmosphere of brotherly love and joy, and maintaining it.

Something similar was reported in a documentary about the head of Focolare in Thailand. She met with Buddhist monks at the highest level, and there was a beautiful atmosphere.

How does that compare with dialogue in Europe?

In Europe, there was a meeting two years ago in Stuttgart, Germany, to give a soul to Europe. There were Catholics, other Christians and people of many other religions from various nations of the continent. Dialogue is important for Europe to be not just a common market, but a community founded on human values and a common civilization.

There is dialogue in Europe, especially among Christian Churches. Muslims, Buddhists and even Jehovah's Witnesses are all in Europe, so there also are initiatives to dialogue with Muslims and Buddhists, and they are all positive.

But dialogue in Europe is more limited because non-Christians are the minority there, while in Asia the Muslims are the majority in some countries and Buddhists in others. Still, it is significant that they recognize and very much appreciate the Catholic Church, even though the Catholic Church is a small minority in Asia. We must cultivate hope.

Can the Vatican foster interreligious dialogue?

It is already doing much. The big meetings in Assisi were called by John

Paul II. [Pope John Paul II invited leaders of major world religions for a day of "prayer for peace" in Assisi, Italy, in 1986, and again in 1993 and 2002.] They were just the tip of the iceberg. There have been many more initiatives in different parts of the world.

It is not only the Vatican, but also bishops carrying out initiatives in interreligious as well as ecumenical dialogue. In Florence, I have taken part many times in Ramadan (the Islamic holy month) activities, praying in silence with Muslims.

What about war and fundamentalism?

There are many big risks but we must work for peace. It has to be through dialogue. There is no other way, whether it is religious dialogue, social dialogue, cultural dialogue, in the socio-economic or even political level.

How do you deal with relativism?

Every year, I send a letter to families of my diocese, and the theme this year is "Christians in a Pluralistic Society."

In that letter, I first remind the people to be aware of our faith in Jesus Christ, and to put Jesus at the center of our lives and love him.

The second thing is to dialogue with people of other religions because Jesus is the Savior of all. He loves all and draws all to himself. He helps them to know the truth, to do good and find everything that is good and true. A person may be a non-believer, but he may have many human values that are beautiful. He may possess that which is true. We must be happy to find this truth in him.

The third part of my letter encourages Christians to offer their faith, to propose it to someone who does not believe, but with the utmost respect toward that person. It is like saying, "I am happy to be Christian but I would be happier if you were Christian with me."

There is no chance of religious relativism, that all religions are the same. All religions present good things and good values. But Jesus Christ is the presence of God Himself among us. This is totally unique, without comparison.

That differs from proselytizing?

Proselytizing is when someone of a particular faith tries to "conquer" another by using force and psychological and economic pressure, or offering some sort of advantage. But if I offer my faith with joy, I tell the other, "I am happy to be your friend and I see you possess many values, and you can be happy if you share my faith." This is not proselytizing. It is professing my own faith, giving witness to my own faith.

Whoever has met Jesus Christ cannot remain silent. We cannot be silent about what we have seen and heard. We must proclaim it.
Italian Cardinale Antonelli cittadino onorario di Gubbio per suo impegno umano e pastorale a guida diocesi
Jul 24, 2006
L'arcivescovo di Firenze cardinale Ennio Antonelli è da oggi cittadino onorario di Gubbio, città della quale guidò la diocesi negli anni scorsi.

(ANSA, 15/07/2006) L'onorificenza gli è stata conferita stamani nel corso di una cerimonia nella sala consiliare del Comune. A leggere la motivazione è stato il sindaco Orfeo Goracci, di Rifondazione comunista. Il cardinale Antonelli è stato dichiarato cittadino onorario di Gubbio "per l'alto profilo del suo impegno umano e pastorale durante il mandato episcopale nella diocesi di Sant'Ubaldo, svolgendo la missione apostolica con inconfondibile autorevolezza e riscuotendo concorde e rispettosa ammirazione; per avere saputo comprendere e arricchire lo spirito del popolo eugubino, apprezzandone il genuino orgoglio per il patrimonio architettonico, artistico, culturale e folkloristico offerto dalla città; per le doti di intelligenza, affabilità e discrezione espresse nella acuta osservazione e interpretazione delle problematiche religiose e sociali, grazie alle quali ha continuamente dialogato con singole persone, gruppi e istituzioni, lasciando un segno di ricchezza indelebile nella mente e nel cuore degli eugubini".

Presenti alla cerimonia l'attuale vescovo eugubino Mario Ceccobelli<7b> e il suo predecessore Pietro Bottaccioli. Lo squillo delle chiarine ha sottolineato i momenti più significativi.

Il cardinale Antonelli, originario di Todi, è stato vescovo di Gubbio dal 1982 al 1988, prima di guidare la diocesi di Perugia e di essere nominato segretario della Conferenza episcopale italiana. La cittadinanza onoraria era stata sollecitata con una petizione di alcuni cittadini e quindi decisa dal Consiglio comunale. "Sono eugubino" ha esclamato il presule fiorentino al momento della consegna della pergamena da parte del sindaco.

"Sento molto questa onorificenza - ha aggiunto - perché Gubbio é una città in un certo senso ideale, come una grande famiglia dove tutti si conoscono. Ha un patrimonio culturale, religioso, di solidarietà e di fede con tanto calore umano. Ho sempre sentito Gubbio come città autentica e nel mio cuore non l'ho mai lasciata". Quindi facendo riferimento alla motivazione, il cardinale Antonelli ha voluto sottolineare e ringraziare per avere posto in evidenza la sua apertura al dialogo con tutta la cittadinanza e con le istituzioni. "Il dialogo - ha detto - non è solo una questione di rapporti umani ma una condizione di fede perché nella misura in cui aderisco a Cristo non posso non aprirmi al dialogo agli altri arricchendoci reciprocamente. Il dialogo è una condizione profonda e la Chiesa - ha concluso Antonelli - non può che essere aperta a tutti gli aspetti della vita".
Italian Democrazia non puo' ridursi a regole di maggioranza
Jul 03, 2006
La democrazia "non può ridursi a un insieme di procedure o alle regole stabilite di volta in volta dalla maggioranza. Sarebbe un cadavere senz'anima.

(toscanaoggi,it, 25/06/2006) Per essere autentica, essa ha bisogno di contenuti, di tensione al bene comune, di impegno condiviso a servizio della persona umana e dei suoi diritti fondamentali". E "tra i diritti della persona umana c'é anche la verità". Lo ha detto ieri il cardinale Ennio Antonelli, arcivescovo di Firenze, nella sua omelia per la festa del patrono della chiesa fiorentina, San Giovanni Battista, incentrata su una riflessione sul rapporto tra verità e società, tra verità e democrazia.

La democrazia, ha aggiunto, "è dialogo finalizzato alla ricerca della verità, nella fiducia che la ragione può unire gli uomini e che dalle diverse tradizioni e posizioni culturali può emergere un consenso ragionato alla verità. Nella misura in cui il culto della verità prevale sugli interessi egoistici e rimette in discussione pregiudizi e ideologie, si edifica anche la concordia sociale".

Ricordando la figura di San Giovanni, "per la schiettezza e il coraggio con cui sapeva dire a tutti la verità", e al quale Erode fece tagliare la testa "per farlo tacere", l'arcivescovo ha affermato: "Anche nella nostra società chi vuole servire la verità incontra difficoltà e contrasti, che certo non tendono a sopprimerlo in modo violento, cercano però di emarginarlo e screditarlo. Non si ha fiducia di poter raggiungere la verità, ma solo opinioni soggettive. Non ci si pongono più le grandi domande; si vive nell'indifferenza e nel consumismo. Si ha la massima considerazione solo per la conoscenza scientifico-tecnica, perché dà un potere. Non interessa la verità, ma il potere". Il giudizio del cardinale è riferito direttamente al Vangelo "il quale congiunge strettamente verità e libertà" e al fatto che "la libertà senza verità scade ad arbitrio. Ne abbiamo purtroppo una conferma nel diffuso degrado morale, che gli scandali a ripetizione lasciano intravedere". "Non bastano certo le leggi - ha aggiunto - a garantire la pacifica convivenza civile. Senza la moralità non si regge neppure la legalità".

"Le comunità religiose devono essere trattate con imparzialità" in quanto "le tradizioni religiose sono state, e rimangono ancora, il più efficace veicolo di moralità e di educazione dei popoli. Il fatto che spesso siano state anche fattori potenti di violenza, non è una buona ragione per escluderle dallo spazio pubblico e relegarle nel privato. Anche la politica, la scienza e la tecnica servono molto spesso alla violenza; eppure nessuno si sogna di metterle al bando". Ha detto ancora il cardinale Ennio Antonelli nella sua omelia per la festa del patrono della chiesa fiorentina. Se questo vale per tutte le religioni, un posto particolare, per il cardinale, spetta al cristianesimo il quale "ha fatto emergere e tiene desta la consapevolezza della dignità di ogni persona umana, dei diritti fondamentali dell'uomo, dell'autorità come servizio, della distinzione tra Stato e Chiesa, della consistenza propria delle realtà terrene. La fede cristiana incoraggia il dialogo con i credenti di altre religioni".
Italian Il cardinale Ennio Antonelli cittadino onorario
Apr 27, 2006
Il cardinale Ennio Antonelli sarà cittadino onorario della città dei Ceri.

(tuttogubbio.it, 07-04-2006) L’attuale amministrazione condivide la proposta lanciata dall’Università dei Muratori e spera di poterla ufficializzare in questo mandato. La notizia è stata annunciata dal sindaco Goracci nel corso della seduta consiliare di lunedì. La massima assise dunque, cercherà di inserire e approvare il punto all’ordine del giorno di una delle due ultime sedute consiliari previste per la prossima settimana. A breve quindi potrebbe essere conferita la massima onorificenza cittadina all’attuale cardinale di Firenze che negli anni ’80 fu stimato vescovo eugubino. Nato a Todi il 18 novembre del ’36 e laureato in lettere classiche all’Università di Perugia., il 25 maggio del 1982 Antonelli fu nominato vescovo di Gubbio. Nei sei anni di vescovato eugubino si occupò della costruzione del nuovo seminario, del centro pastorale diocesano e della casa del clero. E soprattutto creò un sincero legame con gli eugubini. Arcivescovo di Perugia e segretario generale della Cei, è stato nominato cardinale nel 2003 da papa Giovanni Paolo II. Più volte ritornato in visita, pare che sia stato invitato anche per la cena della classe ’36 organizzata da alcuni coetanei eugubini.
Italian "Non chiudetevi nella parrocchia"
Apr 27, 2006
Il cardinale Antonelli ha rivolto ai preti della Diocesi, riuniti come ogni anno per la Messa crismale la mattina del Giovedì Santo in Cattedrale, una seria di raccomandazioni

(La Nazione) FIRENZE, 13 APRILE 2006 - Dare il primato alla vita spirituale, crescere nella fraternità e corresponsabilità diocesana, curare la formazione teologica e culturale.

Sono queste le raccomandazioni che il cardinale Antonelli (nella foto) ha rivolto ai preti della Diocesi, riuniti come ogni anno per la Messa crismale la mattina del Giovedì Santo in Cattedrale : è la celebrazione in cui vengono benedetti gli oli sacri, e durante la quale i presbiteri rinnovano le loro promesse sacerdotali.

Tra i richiami dell’arcivescovo, dunque, quello a un "rapporto vivo e caldo con Dio e con Cristo, presupposto sempre necessario per non cadere nello sterile attivismo" ma anche quelli alla "maturità umana" e alla "capacità di relazione": il prete deve essere affabile, ospitale, generoso, prudente, avere una vita "ordinata, sobria e dignitosa".

Un invito anche ad agire in unità con i confratelli e con il Vescovo: "Occorre coltivare – ha affermato Antonelli - il senso della diocesi e assumere seriamente le linee pastorali diocesane come criterio ispiratore dei programmi parrocchiali. Se dannosa va considerata l’uniformità rigida, non meno dannoso si rivela il culto delle proprie idee che può portare a prassi contrastanti e al conseguente disorientamento dei fedeli".

Non chiudersi quindi all’interno della propria parrocchia, ma collaborare con le parrocchie vicine, essere disponibili a nuovi incarichi, valorizzare il ruolo dei diaconi e dei laici, facendo crescere la partecipazione. La formazione permanente, infine, deve permettere al prete di capire la gente e di "misurarsi con i problemi vitali delle persone: famiglia, scuola, lavoro, uso del denaro, salute, tempo libero, scelte culturali, situazione politica".
Italian «Cristiani nella società pluralista»
Jan 27, 2006
«Cristiani nella società pluralista» s’intitola la lettera del cardinale Ennio Antonelli che verrà consegnata dai sacerdoti ai fedeli in occasione della benedizione pasquale

(Avvenire, 21 gennaio 2006) L'arcivescovo di Firenze: «Soltanto chi conosce la propria fede può confrontarsi con le altre senza cadere nel relativismo». Scuola pubblica, laicità, incontro e dialogo i temi dell'analisi

«La laicità dello Stato non consiste nell'ignorare il fatto religioso e relegarlo nel privato, ma nel tutelare la libertà religiosa e culturale di tutti, mettere le differenze in grado di interagire tra loro e convivere pacificamente sulla base dei diritti fondamentali dell'uomo».
Lo scrive il cardinale Ennio Antonelli, arcivescovo di Firenze, nella lettera Cristiani nella società pluralista, che verrà consegnata alle famiglie, dai singoli sacerdoti della diocesi, in occasione della benedizione pasquale.
«Anziché mettere al bando le feste cristiane», com'è avvenuto in alcune scuole fiorentine in occasione del Natale (trasformato in festa dell'albero o festa dell'inverno), «sarebbe più utile ricordare accanto ad esse anche qualche ricorrenza di altre religioni», poiché «in una società pluralista, i cittadini devono conoscersi per quello che sono e rispettarsi reciprocamente».
In questa prospettiva, osserva l'arcivescovo di Firenze, «appare perfettamente legittimo anche l'insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica»: «Non si tratta - precisa il cardinale - di catechesi direttamente rivolta a suscitare l'assenso di fede, ma di istruzione sul cattolicesimo come fenomeno culturale, come elemento fondamentale del patrimonio civile del popolo italiano, indispensabile per capire la storia, la letteratura, l'arte, il costume».
Pertanto alunni e genitori sono invitati a riflettere seriamente sull'importanza di questa disciplina e a fare una scelta responsabile: «Solo conoscendo la propria religione si può fare il dialogo serio con le altre. L'ignoranza religiosa non giova né al dialogo né all'autentica libertà. Le religioni non sono tutte uguali; né hanno lo stesso valore. Occorre imparare a stare nel pluralismo, ma senza cadere nel relativismo». Da qui l'ulteriore invito, che è poi il titolo della lettera, a vivere da «cristiani nella società pluralista».
«Oggi - sottolinea Antonelli - ci capita spesso di incont rare persone che non credono in Dio o che appartengono a una religione non cristiana (Islam, Buddhismo, Induismo ecc.). Possiamo trovarcele accanto in qualsiasi ambiente: nella parentela, nel vicinato, nel