Il Cardinal McCarrick si unisce alla richiesta di una riforma dell’emigrazione
Mar 04, 2006
Il Cardinale Theodore McCarrick ha esortato il Presidente George Bush e il Congresso degli Stati Uniti a lavorare insieme per la promulgazione di una riforma dell’immigrazione.
WASHINGTON, D.C., giovedì, 2 marzo 2006 (ZENIT.org).- L’Arcivescovo di Washington, durante una conferenza stampa interconfessionale svoltasi questo mercoledì, ha rivolto un appello per una riforma “che protegga la nostra sicurezza nazionale, rispetti la nostra comune umanità e rifletta i valori – giustizia, misericordia ed opportunità – sui quali la nostra Nazione è stata costruita”.
Il Cardinal McCarrick, 75 anni, è stato seguito da altri leader religiosi, tra i quali il reverendo Samuel Rodriguez, Jr., Presidente e responsabile esecutivo della National Hispanic Christian Leadership Conference, il Rabbino Scott Sperling, Direttore dell’Union for Reform Judaism's Mid-Atlantic Council, e il reverendo Robert Edgar, Segretario generale del National Council of the Churches of Christ.
Nella sua dichiarazione, il Cardinal McCarrick ha riconosciuto che l’immigrazione “non è un problema semplice, ma una questione che evoca forti passioni e dibattiti di sicurezza nazionale, economici, legali e sociali”.
Il porporato ha aggiunto che l’immigrazione è anche una questione umanitaria che “coinvolge la dignità fondamentale e la vita della persona, creata ad immagine e somiglianza di Dio. E’ a causa di questo impatto sulla dignità umana e sulla vita umana che crediamo che l’immigrazione sia in primo luogo una questione morale”.
Il Cardinal McCarrick ha chiesto l’adozione dei principi inclusi nel Secure America and Orderly Immigration Control Act del 2005 e di molti altri disegni di legge sull’immigrazione ora in sospeso presso il Senato statunitense.
“Ogni giorno, noi nella Chiesa cattolica vediamo le conseguenze umane di un sistema difettoso”, ha affermato il porporato. “Vediamo famiglie separate, lavoratori sfruttati, migranti abusati dai contrabbandieri e che a volte muoiono nel deserto”.
“Cambiare lo status quo è una questione di necessità morale”, ha spiegato. “La nostra Nazione deve creare una risposta umana all’immigrazione, servendo allo stesso tempo i nostri bisogni in fatto di sicurezza nazionale ed economia”.