Il Cardinal Martino illustra la diplomazia vaticana a diplomatici di Paesi islamici
May 14, 2007
“Testimone autentico della dignità dell’uomo”
CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 9 maggio 2007 (ZENIT.org).- Quella della Santa Sede sulla scena internazionale non è una forza politica nel senso comune del termine, ma una forza morale, e ciò assicura l’efficacia della sua azione al riguardo.
A sostenere questa tesi, di fronte ai diplomatici dei Paesi musulmani, nella sede della Pontificia Università Gregoriana di Roma, è stato il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, il Cardinale Renato Martino.
Nel corso convocato dalla Fondazione Gregoriana e dall’Istituto Internazionale Jacques Maritain ha preso la parola il dopo il saluto inaugurale del Segretario di Stato, il Cardinale Tarcisio Bertone, il 7 maggio.
Facendo appello alla sua lunga esperienza diplomatica, tra cui 16 anni come rappresentante della Santa Sede al Palazzo di Vetro di New York, il porporato ha reso testimonianza personale dell’azione “umanizzante “ della diplomazia vaticana, specialmente nel corso delle Conferenze e dei Vertici internazionali delle Nazioni Unite, che negli ultimi decenni hanno orientato le politiche relative ai problemi sociali ed economici della nostra epoca e ai diritti umani.
In queste Conferenze, ha spiegato, la Santa Sede ha svolto un’opera di promozione e difesa dei diritti dell’uomo, in particolare per il riconoscimento del diritto alla vita di ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale, per la promozione della dignità personale delle donne, la difesa dell’ambiente, il diritto allo sviluppo integrale e sostenibile, il “nuovo nome della pace” e il diritto dei popoli alla pace, che sono stati e continuano ad essere le principali coordinate dell’azione diplomatica della Santa Sede.
Di tale azione il presidente di Giustizia e Pace ha rivendicato i grandi meriti, derivanti non tanto da capacità tipicamente politiche o diplomatiche, ma piuttosto – e in primo luogo – dalla capacità della Santa Sede , nei differenti contesti nazionali e internazionali, di attribuire una importanza pubblica e una visibilità profetica al discorso religioso e morale sul destino degli uomini e delle donne e sui loro diritti fondamentali.
La diplomazia della Santa Sede, ha concluso, vuole essere un “testimone autentico della dignità dell’uomo”.