La Dottrina Sociale della Chiesa, strumento di dialogo con credenti e non
Mar 04, 2006
La Dottrina Sociale della Chiesa offre chiavi di apertura e di dialogo con credenti di altri credo e con tutti gli uomini di buona volontà per la realizzazione del bene comune.
L’AVANA, venerdì, 17 febbraio 2006 (ZENIT.org).- Lo ha spiegato il presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, il Cardinale Renato Martino, questo giovedì durante la concelebrazione di apertura degli atti che L’Avana accoglie in occasione del XX anniversario dell’Incontro Nazionale Ecclesiale Cubano.
Per l’avvenimento, Benedetto XVI ha indirizzato un messaggio al Cardinal Jaime Lucas Ortega y Alamino – Arcivescovo dell’Avana e presidente dell’episcopato cubano – in cui riprende le parole pronunciate da Papa Wojtyla visitando l’isola: “Cuba si apra al mondo e il mondo si apra a Cuba”.
Queste parole alludono ad un’apertura che richiede fiducia gli uni negli altri, nonostante i diversi modi di pensare e di credere, per far fronte insieme alle sfide del presente: è la parte più importante del messaggio di Benedetto XVI e anche quella che orienta la presentazione del Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, che il Cardinal Martino ha spiegato in questo contesto.
Per il porporato il Compendio non è solo una sintesi completa e organica della Dottrina Sociale della Chiesa per la formazione, il discernimento e l’azione dei cattolici nel loro impegno di trasformazione del mondo secondo il Vangelo.
Si tratta anche, infatti, di un formidabile strumento di apertura e di dialogo con i credenti di altri credo religiosi e con tutti gli uomini di buona volontà per la realizzazione del bene comune in campo sociale e politico – ha riconosciuto il porporato –, sulla base dei valori fondamentali condivisi dall’umanità, di rispetto della dignità di ogni persona e aspirazione allo sviluppo, alla riconciliazione e alla pace.
In una nota girata questo venerdì a ZENIT dal dicastero vaticano per la Giustizia e la Pace, si raccoglie ciò che il suo presidente ha sottolineato: la Dottrina Sociale della Chiesa prende in considerazione l’uomo in tutte le sue necessità concrete, materiali e spirituali, e si propone di indicare il senso profondo della nostra vita comune, della nostra lotta per la giustizia.
In troppi Paesi, però, come ha denunciato il porporato italiano, non si è ancora arrivati a soddisfare le esigenze di giustizia relative ai diritti più elementari, come l’accesso all’acqua potabile, un alloggio degno e l’assistenza sanitaria, mentre in altri si rivendica la soddisfazione di diritti sofisticati chiamati di “nuova generazione”.
In questo contesto Martino ha sottolineato che la solidarietà precede i diritti individuali e li fonda.
Il porporato ha quindi ricordato le quattro sfide presenti – terreno comune di impegno tra credenti e non credenti – per quanto riguarda l’uomo in tutte le latitudini.
In primo luogo ha enunciato come sfida cruciale la vita, che deve essere difesa dal concepimento fino al termine naturale, con particolare attenzione alla famiglia, chiave del futuro dell’umanità.
Il Cardinale ha anche affrontato la sfida dell’alimentazione alludendo alla lotta contro la denutrizione e la povertà, che richiede lo sforzo solidale di tutti i Paesi ricchi e l’impegno intelligente ed onesto di quelli in via di sviluppo, eliminando corruzione e malgoverno.
La sfida della pace, ha affermato, si vince con la realizzazione della giustizia, della riconciliazione, del dialogo, ponendo fine alla corsa agli armamenti in favore degli aiuti alla cooperazione.
C’è infine la sfida della libertà, alla cui guida c’è la libertà religiosa – fondamento delle altre –, ha concluso il Cardinal Martino.
Da più di un anno il porporato sta visitando numerose Nazioni dei cinque continenti per presentare il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, un volume senza precedenti.
Quest’ultimo viaggio lo porterà anche nella Repubblica Dominicana e a Porto Rico.