Giovanni Paolo II avrebbe voluto chiamarsi Stanislao I.
May 20, 2005
“Papa Wojtyla in un primo momento aveva pensato di prendere questo nome, Stanislao, non Giovanni Paolo”. Lo ha rivelato il Cardinale Franciszek Macharski, Arcivescovo di Cracovia, in una intervista con il giornalista di Telepace Piero Schiavazzi, che sarà trasmessa oggi dal TG dell’emittente.
TELEPACE - (18 maggio) - Macharski ricorda pure che due anni fa, per il 750° anniversario della canonizzazione di San Stanislao, Giovanni Paolo II nominò suo legato a Cracovia proprio il Cardinale Ratzinger: “Non so chi sia stato il primo a fare il suo nome: se il Papa o Dio”. In quella circostanza, nell’Aula Magna dell’Università Jagellonica, il Cardinale Ratzinger partecipò anche all’inaugurazione delle conferenze promosse dall’Italia in 40 città del mondo nel XXV del Pontificato, alla presenza dei giornalisti vaticanisti italiani, protagonisti della manifestazione.
A seguire, riportiamo alcuni passaggi dell’intervista con il Card. Macharski. L’emittente diretta da Mons. Guido Todeschini si riceve sul canale 819 di Sky.
D.) Due anni fa, nel 750° anniversario della canonizzazione di San Stanislao, Giovanni Paolo II nominò suo legato a Cracovia Joseph Raztinger. Inviarlo a Cracovia in quella circostanza fu come introdurlo in famiglia e affidargli l’eredità più cara?
R.) Fu una iniziativa bellissima. Io chiesi al Santo Padre di dare un segno, poiché la figura di San Stanislao aveva segnato l’inizio del suo pontificato. All’inizio del pontificato infatti il Santo Padre aveva scritto una poesia, che esprimeva l’essenza del suo pontificato: si chiamava “Stanislao”. E come dono speciale, e originale, mi ha regalato questo scritto, dopo la mia ordinazione episcopale avvenuta nell’Epifania del ’79 a Roma. In questo modo, con una poesia, aveva voluto marcare il nuovo capitolo della sua vita, l’inizio del Pontificato, attraverso la figura San Stanislao, che era tutto per lui.
Dopo abbiamo saputo, soltanto dopo, che in un primo momento il Santo Padre aveva pensato di prendere questo nome, “Stanislao”. Non Giovanni Paolo, ma Stanislao. Poi nelle ultime ore è venuto Giovanni Paolo II. Quindi due anni fa, per il 750° anniversario, gli chiesi un segno della sua presenza: una lettera, un radiomessaggio, oppure una persona. Non so neppure chi fu il primo a fare il nome, se il Papa o Dio: il nome del Cardinale Ratzinger.
Così il giorno seguente ho potuto recarmi dal Cardinale Ratzinger ad annunciargli che gli sarebbe arrivato un invito dal Santo Padre, per venire a Cracovia come suo legato. E il Cardinale Ratzinger è venuto a Cracovia. E ha parlato, mentre io accanto a lui traducevo le sue parole in polacco. E ha insistito soprattutto su un punto:
San Stanislao e Giovanni Paolo II, segno di contraddizione e difensore dell’uomo, come ci sono stati i difensori della civiltà, i grandi papi come Leone Magno, che è andato senza armi incontro ai barbari, come difensore della civiltà e dell’uomo, dei diritti dell’uomo e delle prerogative di Dio. Questo fu l’incontro del Cardinale Ratzinger con il popolo di Cracovia.
Il Cardinale Ratzinger era già venuto a Cracovia la prima volta come arcivescovo, insieme ai vescovi tedeschi, nei primi anni ’80. Passarono da Czestochowa a Cracovia e da Cracovia ad Auschwitz. E proprio Auschwitz, in occasione della visita al campo di concentramento, i vescovi tedeschi e polacchi sottoscrissero una petizione al Santo Padre, davanti al “muro della morte”, in prossimità del “bunker di fame” dove era morto Padre Massimiliano Kolbe. Una petizione al Santo Padre per proclamare Santo il Beato Padre Massimiliano Kolbe. Fu la richiesta dei vescovi tedeschi e polacchi, ma soprattutto tedeschi.
L’intervista con il Cardinale Macharski, registrata in italiano, termina con un saluto che il porporato ha rivolto in polacco a Papa Benedetto XVI: “La Chiesa in Polonia, insieme con tutta la Chiesa, ringrazia la misericordia di Dio per averci donato un nuovo Pontefice, al quale una volta abbiamo già avuto modo di dare il benvenuto a Cracovia: Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI”.