Javier Cardinal Lozano Barragán Javier Cardinal Lozano Barragán
Function:
President of Pastoral Assistance to Health Care Workers, Roman Curia
Title:
Cardinal Deacon of St. Michael the Archangel
Birthdate:
Jan 26, 1933
Country:
Mexico
Elevated:
Oct 21, 2003
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian L'anatema del cardinale Barragan "Fermate quella mano assassina"
Feb 08, 2009

CITTÀ DEL VATICANO - "Fermate quella mano assassina!". Anatema, misto a dolore e pietas cristiana, per la sorte di Eluana Englaro, da un cardinale di Santa Romana Chiesa. Lo lancia, con toni fermi e decisi, il messicano Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio consiglio per gli operatori sanitari, carica equivalente a ministro della Salute della Santa Sede. Appena - ieri sera - si è diffusa la notizia del trasferimento da Lecco a Udine della donna che da 17 anni vive in stato vegetativo permanente, il porporato è uscito allo scoperto con un vero e proprio altolà a chi, nella casa di riposo di Udine dove è stata portata Eluana, che "interromperle alimentazione ed idratazione equivarrebbe ad un abominevole assassinio e la Chiesa lo griderà sempre ad alta voce".
Cardinale Lozano Barragan, ma c'è una sentenza della Cassazione che autorizza i sanitari a bloccare l'alimentazione forzata alla ragazza.

"Con tutto il rispetto per le sentenze, la posizione della Chiesa in difesa della vita è sempre la stessa. E non può certamente cambiare in seguito ad un pronunciamento dei giudici. Non solo nei confronti di Eluana Englaro, ma in ogni caso in cui si tratta di salvaguardare quel bene inestimabile di Dio che è la vita, dal primo concepimento fino alla conclusione naturale".

Lei, quindi, esclude che si possa interrompere la somministrazione forzata di cibo e acqua per una persona da anni costretta a stare a letto in stato vegetativo permanente senza nessuna prospettiva di miglioramento?
"Per la dolorosissima vicenda Englaro non si tratta di accanimento terapeutico perché i sanitari non provvederanno ad interrompere le terapie. Ripeto, togliere ad una persona cibo ed acqua significa una cosa sola, ucciderla deliberatamente. E la Chiesa e tutte le persone di buona volontà non potranno mai accettarlo".

Comunque, alla casa di riposo di Udine il destino di Eluana potrebbe andare incontro a quella svolta per la quale si è tanto battuto il padre. In momenti così drammatici, lei come pastore della Chiesa cosa si sente di dire?
"Non è certamente questo il momento di alzare il livello delle polemiche. Ma, come uomo di Chiesa, mi sento solo di ricordare che c'è un preciso comandamento biblico, il quinto del Decalogo dettato da Dio, che dice "Non uccidere". Per cui, se la sorte di Eluana sarà segnata tragicamente dal blocco dell'alimentazione, significa che si tratterà di un assassinio. Non vedo come si possa definire diversamente la decisione di non far mangiare più una persona".

Ma Beppino Englaro, il papà di Eluana, ha sempre detto che lui intende rispettare, in coscienza, la volontà della figlia che prima dell'incidente stradale di 17 anni fa più volte gli avrebbe confidato che non avrebbe voluto vivere attaccata alle macchine...
"No, non voglio assolutamente rispondere a questa domanda, perché il signor Englaro è già tanto arrabbiato con me. Lo ha detto tante volte in passato quando ho spiegato la posizione della Chiesa su queste problematiche, riferendomi, non solo al caso della signorina Eluana, ma a tutti i casi in cui occorre salvaguardare il rispetto della vita, anche quella delle persone più deboli ed indifese. Ma con dolore vedo che stiamo andando sempre più verso una cultura di morte".

Se Eluana si spegnerà per mancanza di cibo, la Chiesa si sentirà sconfitta?
"Saremmo sconfitti tutti se ad Udine si andrà verso questo tragico epilogo. Ma, prima di tutto, ad essere sconfitto sarebbe il rispetto della vita umana. La Chiesa, pur nel dolore, continuerà a pregare, a proclamare la difesa della vita perché dono di Dio irrinunciabile e a proporre - non a imporre - la sua dottrina di vita. I sanitari di Udine applicheranno la sentenza dei giudici di Milano? Fino all'ultimo momento mi augurerò che ciò non accada. Per il resto, come cristiano, non posso che affidarmi alla misericordia divina, pensando in primo luogo alle persone che soffrono e che non possono difendersi. Come Eluana Englaro".
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