Il Cardinal Herranz rivela perché Giovanni Paolo II non ha rinunciato al suo incarico
Feb 01, 2006
Nei momenti di più profonda malattia, Giovanni Paolo II aveva preso in considerazione la possibilità di rinunciare, ma non lo aveva fatto per non “creare un pericoloso precedente per i suoi successori”.
CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 27 gennaio 2006 (ZENIT.org).- A confessarlo è il Segretario personale di Papa Wojtyla, monsignor Stanislaw Dziwisz, attuale Arcivescovo di Cracovia, al Cardinale Julián Herranz, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, il 17 dicembre 2004.
Il Cardinal Herranz ha ora rivelato i contenuti di quella conversazione in un libro che raccoglie le sue memorie su san Josemaría Escrivá e Giovanni Paolo II, “Nei dintorni di Gerico. Ricordi degli anni con san Josemaría e con Giovanni Paolo II”, pubblicato in italiano dalle Edizioni Ares di Milano.
Commentando il “famoso canone 332”, che nel Codice di Diritto Canonico contempla la possibilità della rinuncia papale, il Cardinal Herranz scrive le frasi che egli stesso ha annotato dopo la conversazione con monsignor Dziwisz.
“Parliamo dell’opinione che gli avevo espresso – dietro sua richiesta – sull’opportunità che il Santo Padre rinunci al compimento dei 75 o degli 80 anni. Risposi che, per motivi di età, ‘non doveva’ farlo: è molto diversa la ‘missione canonica’ che i Vescovi ricevono dal Papa per governare una Chiesa particolare o una diocesi dalla missione che il Papa riceve nel momento stesso dell’elezione e dell’accettazione”.
Il Cardinal Herranz prosegue spiegando nel libro (pagina 451) che “la costituzione apostolica ‘Universi Dominaci gregis’ ‘ricorda che è dottrina di fede che la potestà del Sommo Pontefice deriva direttamente da Cristo, di cui egli è Vicario in terra’, anche se sono i Cardinali a eleggerlo”.
“Quanto all’eventualità di rinunciare per motivi di salute, scrissi quell’appunto – dichiara il Cardinal Herranz – e adesso mi sembra opportuno farlo conoscere, come esempio dell’obbedienza e della prudenza eroiche di Giovanni Paolo II: si è limitato (don Stanislao) a commentare che il Papa – che personalmente è molto distaccato dalla carica – vive abbandonato alla Volontà di Dio. Si affida alla Divina Provvidenza”.
“Inoltre – continuava monsignor Dziwisz – teme di creare un pericoloso precedente per i suoi successori, perché qualcuno potrebbe rimanere esposto a manovre e sottili pressioni da parte di chi desiderasse deporlo”.