Stephen Fumio Cardinal Hamao † Stephen Fumio Cardinal Hamao †
Function:
President of Pastoral Care of Migrants and Itinerant Peoples, Roman Curia
Title:
Cardinal Deacon of St. John Bosco in Via Tuscolana
Birthdate:
Mar 09, 1930
Country:
Japan
Elevated:
Oct 21, 2003
More information:
www.catholic-hierarchy.org
Send a text about this cardinal »
View all articles about this cardinal »
Italian Maggiore autonomia per le Chiese locali
Sept 09, 2004
“Noi della Curia romana dovremmo avere maggiore ascolto e rispetto per le Chiese locali”.

(Fonte sconosciuta) “La Curia romana è abituata a struire, insegnare, correggere. Io vorrei che, consapevoli che volgiamo un servizio al Papa e alle Chiese, fossimo più inclini ad ascoltare, aiutare, incoraggiare”.

“Ritengo necessario un nuovo Concilio, soprattutto per discutere delle necessità di maggiore autonomia per le Chiese locali. A questo scopo i Sinodi non bastano: sono solo consultivi e spesso ripetitivi. Le Chiese locali, che non sono fatte di bambini, dovrebbero avere più autonomia nell’impostare l’evangelizzazione e la pastorale tra i loro popoli. Ad esempio, in Asia i cristiani convivono con grandi religioni - il buddismo, l’induismo - preesistenti all’arrivo del Vangelo. Se in un contesto del genere io predico subito che Gesù Cristo è l’unico Salvatore dell’umanità, rischio di trovare orecchie sorde. L’annuncio deve essere graudale. A Roma molti pensano che così non si evangelizza. In Asia siamo convinti che sia invece un’evangelizzazione più efficace”.

Liturgia:

“Non si capisce perché le traduzioni dei testi liturgici debbano essere approvate da Roma. Qui nessuno sa il giapponese, ma prima di poter essere impiegato, un testo in questa lingua deve avere il vaglio della Curia romana. Osservazioni come questa sono state fatte molte volte nei Sinodi. Inutilmente. Sono convinto che le Chiese locali debbano avere maggiore potere decisionale, applicando a esse il principio di sussidiarietà: di quello che può fare il minore non si occupi il maggiore”.

“Da secoli, il motore della pastorale è la parrocchia. Oggi, con la crescente mobilità delle persone, si dovrebbe pensare a una pastorale a due ruote: la parrochia, certamente, ma da rinnovare, e un’altra forma adatta all’accompaganmento di coloro che non fanno riferimento alla parrochia.”

“Fino a dopo la guerra, la religione era considerata un affare di famiglia, non della persona, lo shintoismo era religione nazionale. Quando, con la nuova Costituzione, la religione fu separata dalla politica, subentrò una diffusa irreligiosità. I convertiti al cristianesimo, e tra essi grandi intellettuali, era attratti dalla figura di Gesù, non dalle formule del Catechismo, che allora era ancora quello del Conclio di Trento”.

“In Asia, e lo abbiamo detto anche nel Sinodo su questo Continente del 1998, l’annuncio cristiano deve partire da Gesù, dalla sua personalità, per arrivare, quando l’interlocutore è prearato, alla proposta dell’intera dottrina cattolica. Se noi incominciamo con il mistero della Trinità o con altri misteri della nostra fede, è difficile che la gente continui ad ascoltarci”.

Per la stessa ragione, sostiene, “il dialogo con le altre religioni, essenziale per le Chiese locali in Asia, più che dottrinale deve essere “dialog della vita”. Si riflette e magari si prega insieme per la pace; si collabora per migliorare la società; ci si impegna contro la povetà e la corruzione pubblica. Se poi i seguaci delle altre religioni ci chiedono conto della nostra fede, noi gli illustriamo il Vangelo, ma gradualmente”.
24 READERS ONLINE
INDEX
RSS Feed
back to the first page
printer-friendly
CARDINALS
in alphabetical order
by country
Roman Curia
under 80
over 80
deceased
ARTICLES
last postings
most read articles
all articles
CONTACT
send us relevant texts
SEARCH