Col cardinale Dias, Benedetto XVI ''investe'' in Cinindia
May 27, 2006
La nomina del cardinale indiano Ivan Dias titolare di Bombay come nuovo "papa rosso" o prefetto del dicastero vaticano delle missioni ''Propaganda Fidei ''dimostra che anche Benedetto XVI vuole "investire" in Cinindia: quest'ultima nuova parola è il titolo di un libro fresco di stampa di Federico Rampini, brillante corrispondente da Pechino per "La Repubblica" e che segnala l'emergere di un agglomerato commerciale, culturale e strategico, destinato a pesare sempre di più nell' era del dopo Muro di Berlino.
(quaderniradicali.it, 21-05-2006) Ivan Dias dal punto di vista teologico e disciplinare è un Ratzinger indiano.
A Bombay ha saputo far crescere le file delle organizzazioni cattoliche, sebbene la sua salute non sia brillante.
Per via di un diabete nel 2005 nel conclave del dopo Wojtyla , è stato uno dei due cardinali costantemente scortati da un paio di infermieri.
Dias il 13 maggio 2006 ha retto la Croce da Castel S. Angelo a piazza San Pietro nella processione legata ai 25 anni dello scampato attentato da papa Wojtyla in quella piazza il 13 maggio 1981.
Probabilmente il porporato indiano sapeva già che era successore e designato al cardinale Crescenzio Sepe, trasferito a Napoli come nuovo arcivescovo.
Con Dias a coordinare le missioni Benedetto XVI "investe" in Cinindia, nello scenario asiatico nel quale i cattolici - anche con la caduta piena e effettiva della Muraglia nella Cina Popolare - sono destinati a restare sempre una minoranza, sebbene attiva.
E questo "investimento" dell' ottavo papa tedesco nella storia della chiesa cattolica denota molto coraggio: la posta in gioco è ben più alta che controproducenti appelli a boicottare il film ispirato a "Il Codice da Vinci".