Cardinale Romeo a Enna: l’uomo al centro delle scelte
Jun 23, 2012
Una giornata giubilare dedicata ai laici che ha visto la presenza del cardinale Paolo Romeo, ad Enna, in occasione del Giubileo Mariano, inserito nei festeggiamenti del 600° della proclamazione di Maria Santissima della Visitazione a patrona di Enna. A organizzare l’incontro con il porporato è stato Salvatore Martinez, presidente nazionale di Rinnovamento dello Spirito e del Comitato Scientifico per il 600° di Maria Santissima della Visitazione. L’arcivescovo di Palermo, incontrando i laici responsabili della “cosa pubblica”, ha analizzato l’attuale, critica, situazione economica e il loro ruolo.
“La crisi economica, che è quella più visibile, è solo la parte emergente dell’iceberg, e dunque la minima parte rispetto alla parte immersa” e dalla crisi secondo il porporato siciliano, si può uscire, ma “ciò che ci interessa risolvere in modo primario e definitivo è la crisi di valori”.
Romeo – nel difendere il senso puro del termine “laico”, “un termine intraecclesiale che viene forzato e diventa in contrasto con l’idea ecclesiale che lo ha generato» si è soffermato sull’etica. “Giovanni Paolo II, nella Veritatis splendor metteva in guardia dal pericolo dell’etica del consenso i cui principi vanno derivati dalla legge naturale, non determinati in base al consenso comune di uomini che si mettono d’accordo”. Il cardinale ha poi levato il suo appello ai politici, mettendoli in guardia dal rischio crescente della disoccupazione. L’auspicio è quello di ritornare alla centralità della persona umana: “Ci stiamo deresponsabilizzando, è invece necessario ribadire che a ognuno è affidata una parte ben precisa per intervenire sulla realtà, e, in particolare, per riportare l’uomo al centro, nelle tante scelte da fare”.
È seguito l’intervento di Martinez, anch’egli ha parlato di “bene comune” sostenendo che “non è mai opera di una sola persona o di un gruppo di persone, ma di tutti coloro che fanno parte di una società” e ricordando don Luigi Sturzo che “non mancava di stigmatizzare questo pericolo, sempre incombente che definiva “l’errore della modernità”" ha aggiunto il presidente di Rinnovamento dello Spirito, vale a dire “il tentativo di separare e contrapporre – in nome della laicità umanesimo e cristianesimo”.