"L'Italia è allo sfascio"
Jan 23, 2008
L’Italia è un Paese «sfilacciato», addirittura ridotto «a coriandoli», che ha paura del futuro.
(Il Giornale, 22 January 2008) Roma - È dirompente la radiografia che il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, ha fatto ieri pomeriggio aprendo i lavori del Consiglio permanente della Cei. Ha rivelato - confermando le indiscrezioni - che la mancata visita del Papa alla Sapienza è stata dovuta ai «suggerimenti dell’autorità italiana», ha chiesto l’aggiornamento della legge 194, ha invitato la politica a prendersi le sue responsabilità di fronte al problema dei rifiuti di Napoli, delle morti sul lavoro, della povertà crescente delle famiglie. Ha ribadito il suo no al riconoscimento delle coppie di fatto invitando i politici cattolici a votare secondo coscienza al di là degli schieramenti di appartenenza.
Sulla mancata visita alla Sapienza, Bagnasco ha dunque confermato che il suggerimento di non andare è arrivato dal governo. È noto che gli inquilini dei sacri palazzi sono rimasti molto amareggiati per le dichiarazioni pubbliche del titolare del Viminale, che prima ha sconsigliato e poi ha detto, davanti alle telecamere, che invece non c’erano problemi.
Parlando più in generale dell’Italia, il cardinale ha affermato che il Paese ha «bisogno di speranza»: «Sembra davvero che, bloccato lo slancio e la crescita anche economica, ci sia in giro piuttosto paura del futuro e un senso di fatalistico declino». Poi Bagnasco ha ribadito il «sì» della Chiesa alla famiglia fondata sul matrimonio, e il «no» alla «regolamentazione per legge delle coppie di fatto, o all’introduzione di registri che surrogano lo stato civile», spiegando che il motivo di tale opposizione non è il moralismo o il desiderio «di infliggere pesi inutili», ma l’indebolimento dell’istituto matrimoniale.
Ai politici cattolici, e le parole in questo caso sono indirizzate a quelli militanti nel Pd che sostengono i Dico, il presidente dei vescovi chiede di non invocare il principio del male minore, perché in questo caso, quando «si tratta di avviare proposte legislative che vanno in senso contrario all’antropologia razionale cristiana, i cattolici non possono in coscienza concorrervi». E su questo «non possono esistere vincoli esterni di mandato», ma per la «politica buona» serve una «scelta trasversale rispetto agli schieramenti».