Stanisław Cardinal Rylko Stanisław Cardinal Rylko
Function:
President of the Pontifical Council for the Laity
Title:
Birthdate:
Jul 04, 1945
Country:
Poland
Elevated:
Nov 24, 2007
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Italian Cardinale Ryłko: i cristiani si liberino dai complessi di inferiorità
Nov 18, 2008
Denuncia l'esistenza di un “nuovo anticristianesimo”, anche in Occidente

CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 14 novembre 2008 (ZENIT.org).- “È giunto il tempo di liberarci dai nostri falsi complessi di inferiorità nei confronti del cosiddetto mondo laico, per essere coraggiosamente discepoli di Cristo”, avverte il Cardinale Stanisław Ryłko.

E' quanto ha detto il presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, durante l'apertura della XXIII Assemblea Plenaria del dicastero, questo giovedì in Vaticano, sul tema “A venti anni dalla Christifideles Laici: memoria, sviluppo, nuove sfide e compiti”.

Il porporato, ricorda “L'Osservatore Romano”, ha analizzato la situazione attuale delle società occidentali, caratterizzata dalla “dittatura del relativismo”, e ha denunciato la comparsa di un “nuovo anticristianesimo” che “fa passare per politicamente corretto attaccare i cristiani, e i cattolici in particolare”.

Oggi, ha avvertito, “chi vuole vivere e operare secondo il Vangelo di Cristo deve pagare il conto perfino nelle liberalissime democrazie occidentali”. “Sta guadagnando terreno la pretesa di creare un 'uomo nuovo', completamente sradicato dalla tradizione giudeo-cristiana, un 'nuovo ordine mondiale'”.

Il problema, ha spiegato il Cardinale Ryłko, non è “essere minoritari, ma essere diventati volutamente marginali, irrilevanti, per mancanza di coraggio, per essere lasciati in pace, per mediocrità”.

E' giunta “l'ora del laicato”, ha avvertito, e della sua responsabilità nei vari ambiti della vita pubblica: dalla politica alla promozione della vita e della famiglia, dal lavoro all'economia, dall'educazione alla formazione dei giovani.

Questa intuizione del Concilio Vaticano II, ha spiegato il porporato, è stata sviluppata dall'Esortazione Apostolica Christifideles Laici di Giovanni Paolo II, vademecum per tutta la Chiesa.

In questo senso, il Cardinale Angelo Scola, intervenuto in seguito, ha segnalato che il concetto di laicità rappresenta un nuovo fronte nel dialogo con il mondo contemporaneo e ha difeso la necessità della testimonianza dei cristiani in politica.

“I laici sono chiamati a perseguire, di volta in volta, il giusto ordine della società”, ha concluso. Quello che spetta loro nella vita personale e comunitaria è un compito intenso e richiede “un'assunzione creativa e coraggiosa del compito missionario”.
Spanish Cardenal Rylko: “los cristianos deben liberarse del complejo de inferioridad”
Nov 18, 2008
Denuncia la existencia de un “nuevo anticristianismo”, también en Occidente

CIUDAD DEL VATICANO, viernes 14 de noviembre de 2008 (ZENIT.org).- "Para los cristianos ha llegado el momento de liberarse del falso complejo de inferioridad hacia el llamado mundo laico, para ser valientes testigos de Cristo".

Así lo afirmó el cardenal Stanislaw Ryllko, presidente del Consejo Pontificio para los Laicos, durante la apertura de la XXIII Asamblea Plenaria de este dicasterio, ayer en el Vaticano, con el título "A veinte años de la Christifideles laici: memoria, desarrollo, nuevos desafíos y tareas", informa L'Osservatore Romano en su edición cotidiana de este viernes.

El purpurado analizó la situación actual de las sociedades occidentales, caracterizadas por la "dictadura del relativismo", y denunció la aparición de un "nuevo anticristianismo" que "hace pasar por políticamente correcto atacar a los cristianos, y en particular a los católicos".

Hoy, advirtió, "quien quiere vivir y actuar según el Evangelio de Cristo debe pagar un precio, incluso en las sumamente liberales sociedades occidentales". "Está ganando terreno la pretensión de crear un hombre nuevo completamente desarraigado de la tradición judeocristiana, un nuevo orden mundial", añadió.

El problema, explicó el cardenal Rylko, no es "el de ser una minoría, sino el de habernos vuelto nosotros mismos marginales, irrelevantes, por falta de valor, para que nos dejen en paz, por mediocridad".

En estos momentos, explicó, es la "hora del laicado", de su "responsabilidad en los diversos ámbitos de la vida pública, desde la política a la promoción de la vida y la familia, del trabajo a la economía, de la educación a la formación de los jóvenes".

Esta intuición del Concilio Vaticano II fue desarrollada, explicó el purpurado, por la exhortación apostólica Christifideles laici de Juan Pablo II, "un verdadero vademécum para toda la Iglesia".

En este sentido, el cardenal Angelo Scola, quien intervino a continuación, señaló el concepto de laicidad marca "un nuevo frente en el diálogo con el mundo contemporáneo", y defendió en este punto el necesario testimonio de los cristianos en la política.

"Los laicos -explicó- están llamados a perseguir, poco a poco, un justo orden social. Es una tarea intensa la que les espera, tanto en la vida personal como comunitaria, que supone asumir de forma valiente y creativa su deber evangelizador".
Italian Il cardinale Rylko: la cultura dominante vuole cristiani invisibili, assenti dalla cultura e dalla politica
Nov 12, 2008

“Una vera pietra miliare per il laicato cattolico del nostro tempo”. Così il cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, definisce la Christifideles Laici, il documento nel quale venti anni fa Papa Giovanni Paolo II raccolse le indicazioni del Sinodo dei Vescovi dedicato alla vocazione e alla missione dei fedeli laici nella Chiesa e nel mondo. A questo testo, vera Magna Charta dell’apostolato dei laici, e agli sviluppi che ne sono seguiti, è dedicata l’assemblea plenaria del Pontificio Consiglio che si apre domani a Roma. Vi prendono parte una sessantina di persone tra cui trentacinque laici, rappresentativi delle diverse aree geografiche, culture ed esperienze ecclesiali. In particolare si discuterà della partecipazione e della corresponsabilità dei fedeli laici nella comunità cristiana e del contributo delle associazioni, dei movimenti e delle nuove comunità nelle Chiese particolari. Ma anche si discuterà della responsabilità dei fedeli laici nei diversi ambiti della vita pubblica, e dell’efficacia della loro presenza nelle società di oggi: dalla promozione della vita e della famiglia, al lavoro e all’economia, all’educazione e all’impegno in politica. Ci sono nuove sfide che il mondo post-moderno pone, osserva ancora il cardinale Rylko, intervistato da Pietro Cocco:

R. - Una delle grandi sfide che interpellano i laici cattolici oggi è l’audacia di una presenza visibile e incisiva nella nostra società, l’audacia cioè di essere veramente “lievito evangelico”, “sale e luce” del mondo. La cultura dominante, infatti, pretende di rendere i cristiani invisibili, assenti dalla vita sociale, dalla cultura, dalla politica, vorrebbe rinchiudere la fede in un ambito strettamente privato. Il Papa spesso incoraggia i cattolici a partecipare attivamente alla vita pubblica dei propri Paesi, contribuendo con la competenza, l’onestà morale e lo slancio profetico del Vangelo. E ci sono tanti segni positivi in tale senso. Ad esempio, sta portando abbondanti frutti la “nuova stagione aggregativa dei fedeli laici”. Le numerose aggregazioni laicali, e in modo particolare i movimenti ecclesiali e le nuove comunità, stanno formando una nuova generazione di laici, caratterizzati da identità cristiane forti e coerenti, animati da uno straordinario slancio missionario. E’ un grande segno di speranza!


D. - Cardinale Rylko, non pensa che anche la comunità ecclesiale talvolta fa difficoltà a riconoscere quanto stanno facendo tanti fedeli laici per una risposta ai problemi di oggi?


R. - Dobbiamo tutti aprirci molto di più all’opera straordinaria dello Spirito Santo nei nostri tempi e non dare troppo ascolto ai “profeti di sventura”. Sì, c’è una forte erosione della fede che sfocia nell’ indifferenza religiosa di non pochi battezzati, in particolare nella nostra vecchia e stanca Europa. Ma molti altri tornano alla fede, mentre si nota un grande salto di qualità nella vita cristiana di tanti laici, uomini e donne, giovani e adulti. Le Giornate Mondiali della Gioventù - ad esempio - dimostrano che sta nascendo una nuova generazione di giovani adulti, che riscopre la gioia e la bellezza di essere cristiani. Credo che le nostre comunità ecclesiali dovrebbero essere molto più aperte a questa novità che lo Spirito Santo genera per i nostri tempi. Occorre che le nostre comunità ecclesiali escano coraggiosamente dalla loro autoreferenzialità, dal loro ripiegamento su se stesse, per riscoprire il coraggio della fede e lo slancio missionario.
Italian Le riflessioni sulla 23.ma GMG di Sydney del cardinale Stanislaw Rylko
Jul 13, 2008
Per riscoprire le radici cristiane, la Giornata mondiale della gioventù è un dono provvidenziale per la Chiesa dei nostri tempi, un invito a riscoprire, nella propria vita, lo Spirito Santo. E’ questa la convinzione del cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio consiglio per i laici, intervistato da Pietro Cocco:

(Radio Vaticana, 12/07/2008) R. - Le GMG sono eventi ecclesiali che riguardano la Chiesa in tutte le sue componenti. La diffusione di un cristianesimo stanco, scoraggiato, ci fa sentire forte il bisogno della testimonianza di fede piena di slancio e di entusiasmo, che parte proprio dalle Giornate mondiali della gioventù. In questo senso, esse sono veramente un dono provvidenziale per la Chiesa del nostro tempo.

D. - Qual è l’obiettivo di questa GMG a Sydney?

R. - Questa Giornata mondiale vuole essere come una nuova Pentecoste. Benedetto XVI invita i giovani a riscoprire, nella propria vita, lo Spirito Santo. Questa GMG si prefigge, soprattutto, di aiutare i giovani a capire l’importanza della Confermazione, il Sacramento mediante il quale lo Spirito Santo ci dà forza speciale per testimoniare la nostra fede nel mondo.

D. - Eminenza, le Giornate mondiali della gioventù possono aiutare ad arrivare al cuore dei giovani, anche a quelli che non si identificano con la comunità ecclesiale o che non si riconoscono pienamente in essa?

R. - Le Giornate mondiali della gioventù sono pensate anche, e non da ultimo, per i giovani lontani dalla fede, che non di rado vi arrivano seguendo degli amici, secondo la regola evangelica del “vieni e vedi”. Non è infrequente che la partecipazione alla GMG rappresenti per loro una svolta determinante per la vita. Non è raro che questo evento porti alla riscoperta della fede o perfino alla decisione di farsi battezzare.

D. - A suo avviso, cardinale Rilko, che cosa portano i giovani del mondo a Sydney e che cosa riporteranno a casa dall’Australia?

R. - I giovani portano, innanzitutto, la loro giovinezza che è la loro più grande ricchezza. Portano la loro fede giovane, da professare e celebrare con gioia. Portano le loro esperienze, gli interrogativi, i problemi che vivono nei loro rispettivi Paesi. Da Sydney, invece, porteranno a casa l’esperienza entusiasmante della Chiesa come popolo radunato dalla stessa fede in Gesù Cristo e animato dal suo Spirito. Riporteranno, come bussola sicura che indica la strada, la parola forte del Successore di Pietro. Per molti giovani cristiani, le GMG sono infine diventate un importante serbatoio di coraggio della fede: un efficace antidoto per non sentirsi più soli una volta tornati a casa a vivere la fede in Gesù Cristo.
Italian "Significa la conferma da parte della Chiesa dell’autenticità, della genuinità del carisma"
Jun 14, 2008
Consegnato questa mattina dal cardinale Rylko, il Decreto di approvazione definitiva dello Statuto del Cammino neocatecumenale.

(Radio Vaticana, 13/06/2008) Il presidente del Pontificio consiglio per i Laici, il cardinale Stanislao Rylko, ha consegnato stamani il Decreto di approvazione definitiva dello Statuto del Cammino neocatecumenale a Kiko Argüello e Carmen Hérnandez, iniziatori del Cammino, che con padre Mario Pezzi, formano l’Equipe internazionale responsabile. Il decreto porta la data dell’11 maggio 2008, Solennità dell Pentecoste. “L’approvazione definitiva”, afferma un comunicato del pontificio Consiglio per i laici, “costituisce senz’altro un’importante tappa nella vita di questa realtà ecclesiale, sorta in Spagna nel 1964”. Il servizio di Debora Donnini.

Un canto alla Vergine Maria ha aperto l’incontro segnato dalla commozione, dalla gioia e dalla gratitudine alla Chiesa espressa da Kiko Argüello, Carmen Hérnandez e padre Mario Pezzi, responsabili del Cammino neocatecumenale, ma anche delle circa 100 persone presenti: i primi catechisti itineranti. A cominciare da José Agudo che incontra Kiko nelle baracche di Palomeras Altas, a Madrid dove l’allora giovane pittore era andato a vivere. Erano i primi anni ’60. Da qui nasce l’esperienza del Cammino che si diffonde poi nella città di Madrid grazie anche all’allora arcivescovo, mons. Casimiro Morcillo. Poi Kiko e Carmen vanno nel borghetto latino, a Roma, a vivere fra i poveri e qui incontrarono un gruppo di ragazzi che li introducono nella parrocchia di Nostra Signora del Santissimo Sacramento e Santi Martiri Canadesi dove si forma, 40 anni fa, la prima comunità della diocesi di Roma. Una realtà, quella del Cammino, che da allora a oggi si è diffusa in 107 paesi del mondo, grazie appunto ai catechisti itineranti - presbiteri, famiglie e laici non sposati - che si sono recati in tutto il mondo per annunciare il Vangelo. Una realtà che oggi conta 20mila comunità, 70 seminari diocesani missionari Redemptoris Mater, che hanno dato alla chiesa 1260 presbiteri: il Cammino è presente in 5700 parrocchie di 1200 diocesi. Oltre 600 famiglie sono partite per evangelizzare le zone più scristianizzate della terra, andando a vivere per lo più fra i poveri. Dopo 5 anni di approvazione 'ad experimentum' dello Statuto del Cammino neocatecumenale, “il Pontifico Consiglio per i Laici ha avuto modo di constatare i numerosi frutti che questa realtà ecclesiale, sin dalla sua nascita, apporta alla Chiesa, in vista della nuova evangelizzazione, mediante una prassi catechetico-liturgica accolta e valorizzata - nei suoi ormai quarant’anni di vita - in molte Chiese particolari”. Pertanto, in seguito a un’attenta revisione del testo statutario e all’inserimento di alcune modifiche che si sono ritenute necessarie, il Pontificio Consiglio per i Laici è giunto a concedere l’approvazione definitiva dello Statuto. Lo ha ricordato oggi il cardinale Stanislao Rylko al quale abbiamo chiesto quale significato ha questa approvazione, per la Chiesa e per il Cammino stesso.


“Significa la conferma da parte della Chiesa dell’autenticità, della genuinità del carisma che sta alla loro origine nella vita e nella missione della Chiesa. In modo particolare, questo riguarda il Cammino che ha ormai lunga storia nella Chiesa, più di 40 anni, e porta nella vita della Chiesa tanti frutti, tante vite cambiate in profondità, tante famiglie ricostruite, tante vocazioni religiose, sacerdotali e tanto impegno a favore della nuova evangelizzazione. Quindi, è un momento di grande gioia per la Chiesa, un momento di grande gioia per la realtà ecclesiale che riceve questo riconoscimento”.

Ricordando la sua esperienza Kiko ha sottolineato l’incontro con Paolo VI che lo esortò ad "essere fedele alla Chiesa e che la Chiesa gli sarebbe stata fedele". Testimone di questa fedeltà, la giornata di oggi. La prima tappa di questo riconoscimento è stata la lettera “Ogniqualvolta” che Giovanni Paolo II indirizzò all’allora Vice Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici e Incaricato "ad personam"per l'Apostolato delle Comunità Neocatecumenali, mons. Paul Josef Cordes: “riconosco il Cammino neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e i tempi odierni. Auspico - scriveva Giovanni Paolo II – che i fratelli nell’episcopato valorizzino e aiutino, insieme con i loro Presbiteri, quest’opera per la nuova evangelizzazione, perché essa si realizzi secondo le linee proposte dagli iniziatori. Era il 1990. L’iter inizia nel 1997 e nel 2002 arriva l’approvazione 'ad experimentum'. Grande la gratitudine a Benedetto XVI, conosciuto dagli iniziatori del Cammino già quando era professore a Regensburg. La presentazione del decreto e dello Statuto avverrà oggi pomeriggio, in una conferenza stampa di Kiko Argüello, Carmen Hérnandez e padre Mario Pezzi nella sede del centro neocatecumenale diocesano di Roma.
French « Un nouveau féminisme » est nécessaire
Feb 13, 2008
Intervention au congrès international sur la femme au Vatican.

ROME, Mardi 12 février 2008 (ZENIT.org) - Il faut promouvoir un « nouveau féminisme » qui reconnaisse le « génie féminin » et travaille pour le dépassement de toute forme de discrimination, exhorte le cardinal Stanislaw Rylko, président du Conseil pontifical pour les laïcs.

Le cardinal polonais est intervenu à l'ouverture des travaux du congrès international sur le thème « Femme et homme, la totalité de l'humanum », organisé par son dicastère, du 7 au 9 février, à l'occasion du vingtième anniversaire de la lettre apostolique de Jean-Paul II Mulieris dignitatem.

Ce document, le premier à être entièrement consacré à la femme, est toujours d'actualité et mérite réflexion car, comme l'a souligné le cardinal Rylko, nous faisons souvent face à une « rapide et profonde transformation des modèles de l'identité féminine et masculine et des relations entre les deux sexes ».

Cette situation est la conséquence de « nouveaux paradigmes culturels », au milieu desquels figurent les deux tendances dominantes du féminisme radical : l' « empowerment », qui prétend défendre l'identité féminine « en faisant de la femme l'antagoniste de l'homme », et l' « idéologie du genre », qui tend à éliminer la différence sexuelle en la concevant « exclusivement comme le résultat de conditionnements culturels », a souligné le cardinal Rylko.

Ainsi se répandent des identités masculines et féminines « extrêmement confuses », a-t-il observé, reflet « d'une modernité qui, dépourvue de référence, prétend remplacer la vérité par une pluralité d'opinions ».

« Cette tendance menace et remet tout particulièrement en question la figure de la mère et du père », et donc la nature même de « l'institution du mariage hétérosexuel et la famille biparentale », a-t-il relevé.

Concrètement, le cardinal Rylko souligne qu' « une grande bataille est en train de se disputer pour la personne humaine, pour sa dignité et sa vocation transcendantale, autour de la figure de la femme, autour du concept même de féminité ».

Conscient de cela, le Conseil pontifical pour les laïcs suit depuis des années « avec grand intérêt tout ce qui se passe dans le vaste monde de la femme au niveau culturel, social, voire même au niveau politique », a ensuite expliqué le cardinal à ZENIT.

« Notre dicastère s'occupant spécialement des laïcs, nous sommes particulièrement sensibles à relever ce grand défi auquel l'Eglise aujourd'hui, mais surtout les laïcs, sont appelés à faire face car, a-t-il souligné, ce défi est un défi d'ordre anthropologique qui touche l'Eglise, mais surtout les hommes et les femmes catholiques ».

« L'injustice et la discrimination envers les femmes doivent être dénoncées, tout comme le danger que représentent aujourd'hui, dans le monde global, ces nouveaux paradigmes culturels, mais ce qu'il faut surtout, c'est un témoignage », a-t-il estimé.

Ce témoignage doit se traduire, a-t-il expliqué, par « l'annonce positive que vivre sa propre identité masculine et féminine, selon le dessein de Dieu, vaut la peine, que cela est beau et source de tant de bonheur », a dit le cardinal Rylko à ZENIT.

Lors de son intervention, le cardinal Rylko a rappelé les enseignements du pape Jean-Paul II : « Le féminin et le masculin sont entre eux complémentaires, non seulement du point de vue physique et psychologique, mais ontologique » ; c'est « grâce à la dualité du  ‘masculin' et du ‘ féminin' que l'‘homme' se réalise pleinement ».

Ni « une égalité statique et nivelante » ni « une différence abyssale et inexorablement conflictuelle » : le rapport homme-femme est un rapport naturel qui  répond au dessein de Dieu. C'est l'« unité des deux » qui permet à chacun de découvrir la relation interpersonnelle et réciproque comme un don, source de richesse et de responsabilité » écrit Jean-Paul II dans sa lettre aux femmes.

« L'être humain existe toujours et uniquement comme femme et comme homme », disait-il.

Et c'est justement Jean-Paul qui a invité les laïcs « à devenir les promoteurs d'un nouveau ‘féminisme' » qui sache « reconnaître et exprimer le vrai génie féminin dans toutes les manifestations de la vie en société, travaillant à dépasser toute forme de discrimination, de violence et d'exploitation » a rappelé le cardinal Rylko dans son intervention.

La force morale de la femme, souligne Jean-Paul II dans sa lettre apostolique Mulieris dignitatem, « rejoint la conscience du fait que Dieu lui confie l'homme, l'être humain, d'une manière spécifique », et cette sensibilité est nécessaire pour chaque personne.

C'est pourquoi, a souligné le cardinal Rylko, « la femme a également un rôle déterminant à jouer dans l'évangélisation de la culture ».

Au cours de leurs travaux, les participants au congrès international sur la femme, qui a rassemblé jusqu'à samedi les représentants de près de 50 pays des cinq continents, ont relevé la nécessité de fonder sur des principes solides, anthropologiques et théologiques, toute réflexion visant une promotion authentique de la femme dans la société et dans l'Eglise.

Benoît XVI a reçu les participants au Congrès samedi matin (cf. Zenit du dimanche 10 février pour le texte intégral de son intervention).
Spanish Persistente urgencia de un «nuevo feminismo»
Feb 08, 2008
Apertura del Congreso Internacional del dicasterio para los Laicos.

ROMA, jueves, 7 febrero 2008 (ZENIT.org).- Urge la promoción de un «nuevo feminismo» que reconozca el «genio femenino» y trabaje por la superación de toda forma de discriminación, advierte el presidente del Pontificio Consejo para los Laicos.

Se hizo portavoz de la propuesta, de Juan Pablo II, el cardenal Stanislaw Rylko este jueves, al abrir el Congreso internacional que sobre el tema «Mujer y varón, la totalidad del humanum» promueve su dicasterio en el XX aniversario de la carta apostólica «Mulieris dignitatem».

Fue el primer documento del magisterio pontificio dedicado por completo a la mujer; mantiene su actualidad y es de reflexión obligada porque, como alertó el purpurado polaco, presenciamos a diario la «rápida y profunda transformación de los modelos de la identidad femenina y masculina, y de la relación entre sexos».

Son consecuencia de «nuevos paradigmas culturales»; entre ellos, dos tendencias dominantes del feminismo radical: el «empowerment», que pretende defender la identidad femenina «haciendo de la mujer la antagonista del hombre», y la «ideología de género», que pretende suprimir la diversidad sexual concibiéndola «exclusivamente como el resultado de condicionamientos socio-culturales», apuntó el cardenal Rylko.

De ahí la difusión de identidades masculinas y femeninas «extremadamente confusas» --observó--, reflejo de una modernidad sin puntos de referencia que sustituye la verdad con una pluralidad de opiniones.

«Esta tendencia amenaza y pone en cuestión particularmente la figura de la madre y del padre», por lo tanto, «la institución del matrimonio heterosexual y la familia biparental», constató.

En concreto alertó de que «hoy está en marcha una gran batalla por la persona humana, por su dignidad y su vocación trascendental, que se combate precisamente en torno a la mujer, al concepto de femineidad».

Consciente de ello, el Pontifico Consejo para los Laicos lleva años siguiendo «con gran interés todo lo que sucede en el gran mundo femenino a nivel cultura, a nivel social y también a nivel político», explicó el purpurado a Zenit posteriormente.

«Como dicasterio que se ocupa precisamente de los laicos, estamos especialmente comprometidos ante este desafío que actualmente la Iglesia, y sobre todo los laicos católicos, debe afrontar, porque --insistió-- este reto antropológico se dirige no sólo a la Iglesia en abstracto, sino justamente a los hombres y a las mujeres católicas».

Ciertamente «se necesita una denuncia de la injusticia y de la discriminación de la mujer, se necesita una denuncia de la peligrosidad de estos nuevos paradigmas culturales, promovidos actualmente en el mundo a nivel global, pero sobre todo se necesita un testimonio», puntualizó.

Tal testimonio se debe traducir en «un anuncio positivo de que vale la pena vivir la propia identidad, masculina y femenina, según el plan de Dios, de que esto es bello y da mucha felicidad», recalcó a Zenit.

En su intervención, el cardenal Rylko había hecho hincapié la enseñanza de Juan Pablo II: «Femineidad y masculinidad --decía-- son complementarios entre sí no sólo desde el punto de vista físico y psíquico, sino ontológico»; «gracias a la dualidad de lo masculino y lo femenino el [ser] humano se realiza plenamente».

Ni «igualdad estática y homologante» ni «diferencia abismal e inexorablemente conflictiva»: la relación hombre-mujer es natural y responde al plan de Dios, que es la unidad de los dos «que consiente a cada uno --escribía el fallecido Papa-- sentir la relación interpersonal y recíproca como un don enriquecedor y responsabilizante ».

La persona «existe siempre y sólo como hombre y mujer», añadía.

Y fue el propio Juan Pablo II quien invitó a los laicos «a hacerse promotores de un "nuevo feminismo"» que supiera «reconocer y expresar el verdadero genio femenino en todas las manifestaciones de la convivencia civil, trabajando por la superación de toda forma de discriminación, de violencia y de explotación», recordó el cardenal Rylko en su intervención.

La fuerza moral de la mujer --apuntaba el Papa Karol Wojtyla en «Mulieris dignitatem»-- «se une a la conciencia de que Dios le confía de manera especial al hombre, al ser humano», y se necesita esa sensibilidad por cada persona.

«De aquí --apuntó el purpurado-- surge también un papel particular de la mujer en la evangelización de la cultura».

De jueves a sábado, el Congreso Internacional --en el que están representados medio centenar de países de los cinco continentes--, con sus trabajos, busca recalcar la necesidad de fundar en principios sólidos, antropológicos y teológicos, toda reflexión orientada a contribuir a una auténtica promoción de la mujer en la sociedad y en la Iglesia.

Benedicto XVI recibirá a sus participantes el sábado.
Italian Al Convegno della CEI il cardinale Rylko indica "i quattro pilastri della pastorale giovanile"
Jan 25, 2008
“La centralità di Dio nella vita dell’uomo, la ragionevolezza della fede, la libertà e la bellezza”. Sono questi, nell’insegnamento di Benedetto XVI, i “pilastri” su cui deve fondarsi la pastorale giovanile.

(Radio Vaticana, 24/01/2008) Li ha richiamati il card. Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici, intervenuto oggi al convegno nazionale di pastorale giovanile della Cei in corso a Salsomaggiore. Ripercorrendo il magistero del Papa in materia di pastorale giovanile il cardinale ha affermato che “il problema fondamentale dei giovani è quello di Dio e la risposta non è un dio qualunque ma il Dio che ha il volto di Cristo. Le giovani generazioni hanno il diritto di ricevere l’annuncio di Dio in maniera esplicita e diretta. C’è sete di Dio nei nostri giovani”. “Nel mondo confuso dal relativismo – ha spiegato Rylko - il Pontefice ricorda il principio della ragionevolezza della fede. Il dialogo tra fede e ragione offre la possibilità di percepire la ragionevolezza della fede in Dio. Per questo – ha raccomandato il presidente del Pontificio Consiglio per i laici – la pastorale giovanile non può accontentarsi di esperienze effimere e superficiali ma puntare in profondità per dimostrare che il vivere cristiano è realizzabile e ragionevole”. La pastorale giovanile tocca, poi, l’ambito della “libertà e del suo uso corretto, una questione decisiva per la vita che riguarda le scelte vocazionali”. Davanti alla “fragilità psicologica” dei giovani, ha sottolineato il porporato richiamandosi sempre a parole del Papa, “serve un’educazione vera che ha bisogno di risvegliare il coraggio delle decisioni definitive come il matrimonio cristiano, il sacerdozio e la vita consacrata”. Il punto cruciale per la pastorale giovanile è “la bellezza. Essere cristiani è bello”. Un tema che ritorna spesso nel magistero di Benedetto XVI. “Oggi – ha dichiarato il cardinale Rylko – il cristianesimo viene considerato un cumulo di divieti che mortifica la libertà e il desiderio di felicità. Ma è vero il contrario, è un affascinante programma di vita del tutto positivo per il quale vale la pena impegnarsi. La sfida decisiva della pastorale giovanile è svelare ai giovani il volto luminoso di Cristo e convincerli che essere cristiani è bello e giusto”. “Non stiamo parlando di un compito facile. – ha concluso il cardinale rivolgendosi ai 600 delegati presenti – Gli educatori siano uomini e donne di speranza, una speranza contagiosa per i giovani”.
Italian Il futuro Cardinale Rylko: laici, siete voi i nuovi evangelizzatori
Nov 16, 2007
Intervenendo ad un congresso tenutosi a Murcia, in Spagna.

MURCIA, mercoledì, 14 novembre 2007 (ZENIT.org).- Il Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici e futuro Cardinale, l’Arcivescovo Stanislaw Rylko, ha pronunciato questo martedì la Lezione magistrale per l’apertura dell’anno accademico 2007-2008 dell’Università Sant’Antonio di Murcia (UCAM).

All'atto presieduto dal Nunzio apostolico in Spagna, monsignor Manuel Monteiro de Castro, erano presenti anche l’Arcivescovo di Toledo e Primate di Spagna, il Cardinale Antonio Cañizares, il Vescovo di Cartagena e Gran cancelliere dell’UCAM, monsignor Juan Antonio Reig Pla, il Vescovo emerito della Diocesi, monsignor Javier Azagra, il Presidente dell’UCAM, José Luis Mendoza, e il Presidente della Regione di Murcia, Ramón Luis Valcárcel.

Durante il suo intervento, intitolato “La missione dei laici e la nuova evangelizzazione”, monsignor Rylko ha sottolineato il ruolo dei laici nel momento attuale come strumenti della nuova evangelizzazione.

“I fedeli laici sono soggetti attivi e responsabili della missione che Gesù Cristo ha affidato alla Chiesa. Tutti siamo responsabili della missione, ma ai laici, per la loro vocazione, spetta il compito di cercare il Regno di Dio nell’ambito delle questioni temporali, nel contesto delle condizioni ordinarie della vita sociale e familiare”, ha affermato.

Il presule ha anche lodato l’operato dell’UCAM come referente del pensiero umano e cristiano, sottolineandone l'importate contributo nel rispondere “alle domande sulla verità, il senso della vita e il senso definitivo e ultimo dell’esistenza” nel contesto attuale, “in cui il relativismo ha inciso in modo così negativo nell’ambito universitario”.

Il Cardinale eletto ha concluso il suo intervento con un forte appello alla speranza, ispirato alle parole pronunciate dal Cardinale Ratzinger in occasione del Grande Giubileo del 2000, quando ha parlato di come dar vita a una nuova evangelizzazione nei Paesi di antica cristianità.

“Come afferma Benedetto XVI, Dio non fallisce e anche oggi troverà nuove vie per chiamare gli uomini, sui quali vuole contare come messaggeri e servitori”, ha commentato monsignor Rylko.

Da parte sua, il Rettore dell’UCAM, José Luis Mendoza, ha affermato che sono stati superati di gran lunga gli obiettivi e le aspettative previsti al momento della creazione dell'unversità, che conta attualmente 6.500 alunni. “Durante quest’anno abbiamo ricevuto 2.100 nuovi alunni”, ha osservato.

Mendoza ha sottolineato che l’istituzione “ha stabilito come priorità la formazione di persone mature e responsabili che siano capaci di sviluppare adeguatamente un lavoro professionale basato sulla ricerca e la qualificazione tecnica. Vogliamo essere una vera scuola di educazione per la vita che contribuisca alla creazione di una società moderna”.

Da parte sua, il Gran Cancelliere dell’UCAM, monsignor Reig Pla, si è rivolto ai professori insistendo sulla necessità di evangelizzare l’intelligenza, la libertà e l’integrità della persona umana.

“La fede illumina la ragione e le dà la pienezza della verità. La fede accorre in aiuto della debolezza della ragione”, ha detto.

“E’ impossibile evangelizzare se non si professa la fede, e questa professione è fondamentale per evitare che la ragione si indebolisca; per questo è necessario che professiate ciò che spiegate e che siate maestri proposti come modello di condotta per i vostri alunni, perché solo così potrete formare buoni professionisti e padri di famiglia”, ha aggiunto.

Il Nunzio in Spagna ha infine espresso i propri complimenti all’UCAM per i suoi dieci anni di attività, “in cui il suo sforzo efficace a favore della trasmissione di una solida educazione cristiana è stato una costante”.

“L’Università Cattolica di Sant’Antonio deve continuare con rinnovato dinamismo la sua opera a favore della formazione della gioventù e la sua lotta per raggiungere un mondo migliore per tutti”, ha concluso.
Spanish El cardenal Stanislaw Rylko abre en Murcia el II Congreso Internacional de Cofradías y Hermandades
Nov 09, 2007
El cardenal electo y presidente del Pontificio Consejo para los Laicos, Stanislaw Rylko, inaugurará, el próximo día 14, en la Universidad Católica San Antonio (UCAM,) el II Congreso Internacional de Cofradías y Hermandades, bajo el tema 'La imagen procesional. Arte y devoción'.

(EUROPA PRESS, 14 de noviembre) Esta edición --que organizan el Real y Muy Ilustre Cabildo Superior de Cofradías y la UCAM, con la colaboración del Obispado de Cartagena y el Pontificio Consejo para los Laicos-- reunirá en Murcia a cofrades y hermandades venidos de todo el mundo. Además, podrá seguirse por Internet en países como India y Estados Unidos, junto a otros de América Latina, África y Europa.

El presidente del Cabildo, Ramón Sánchez Parra, dio a conocer hoy en rueda de prensa la programación, que se desarrollará entre los días 14 y 18 de noviembre. Las actividades se estructurarán en tres secciones, que comprenderán temas como el 'Fundamento y doctrinas sobre el culto a las imágenes', y su vinculación a las cofradías; estudios de historia del arte sobre 'Imágenes e imagineros', y por último, 'La imagen y su entorno: de la creación a la procesión', con planteamientos iconográficos y técnicas de realización, conservación y restauración.

Cada sección cuenta con un panel de ponentes, entre los que habrá historiadores, catedráticos, canónigos, profesores, cardenales, venidos de Italia, Francia, Colombia y España, que impartirán más de 40 conferencias sobre el "estudio y análisis de los momentos actual y futuro de las cofradías y hermandades de la Región", explicó Sánchez Parra.

SEÑAS DE IDENTIDAD.

Los congresistas y visitantes terminarán por conocer la Semana Santa de Murcia. Así como, habrá una atención especial por la música típica, la forma de procesionar y la indumentaria a lo largo de la historia de las procesiones en el municipio.

Según el programa, la primera hora de las tardes se dedicará a visitas guiadas a los museos del municipio, donde está expuesto gran número de las imágenes de Semana Santa. Por otra parte, en las sedes de las distintas cofradías podrá verse los tronos que participarán en la muestra procesional del próximo día 17.

Por su parte, el convento de San Antonio acogerá la exposición mariana 'Stabat Mater', con 15 imágenes de las cofradías participantes, de Salzillo, Roque López, y Sánchez Lozano, entre otros. Además, en el Museo de la Ciudad y la Cámara de Comercio pueden verse, desde esta semana, dos exposiciones de pintura con la Semana Santa como motivo artístico. Además, en los próximos días se ubicará una feria de arte sacro en la avenida Alfonso X el Sabio.

La Banda de Cornetas y Tambores de la Archicofradía de la Sangre dará un gran concierto la tarde del día 15, en la parroquia de Nuestra Señora del Carmen. La Unidad de Música de la Academia General del Aire de San Javier, por su parte, interpretará el día 16 un concierto de música sacra, en la iglesia de San Bartolomé.

Por último, dentro de la diversidad de propuestas, se incorpora un ciclo de películas que serán proyectadas en la filmoteca regional Francisco Rabal, bajo el lema 'El imaginario religioso en el cine'.

GRAN MUESTRA PROCESIONAL.

Los actos centrales de este congreso serán el Via Crucis de la noche del jueves, con la imagen del 'Santísimo Cristo del Refugio', que se iniciará en la parroquia de San Lorenzo; y la muestra procesional del sábado por la tarde, en la que se sucederán 11 tronos de diez cofradías de la Semana Santa murciana. Las imágenes saldrán de cada una de las sedes de sus cofradías, encontrándose en San Bartolomé, a partir de donde iniciarán un recorrido común.

El acto de clausura será en la plaza del Cardenal Belluga, con una eucaristía presidida por el arzobispo de Toledo y Primado de España, el Cardenal Antonio Cañizares. El presidente de la Región, Ramón Luis Valcárcel, intervendrá a continuación para dar por concluido el congreso.
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