In diocesi: «Edificato da testimonianze esemplari»
Sept 20, 2009
L'incontro del cardinale Vallini con il clero nella basilica di San Giovanni. Al centro i temi dell'Anno sacerdotale e della verifica pastorale, «una grazia che può portare molti frutti spirituali» di Angelo Zema
L’Anno sacerdotale e la verifica pastorale sono stati i temi al centro dell’incontro diocesano del clero presieduto nella mattina di lunedì 14 settembre dal cardinale vicario Agostino Vallini nella basilica di San Giovanni in Laterano. Un appuntamento tradizionale, aperto dal saluto al nuovo vicario capitolare della cattedrale di Roma, il vescovo Luca Brandolini, già ausiliare di Roma, appena arrivato in basilica dopo la lunga esperienza alla guida della diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo.
Il cardinale Vallini, rivolgendosi alle centinaia di presenti, tra sacerdoti e diaconi permanenti, ha insistito sulla necessità di «curare di più la qualità della nostra vita di fede». Da alimentare con «quelle tradizionali e sempre valide forme di vita spirituale che hanno formato i santi: la meditazione della Parola di Dio, l’attenta e devota celebrazione dell’Eucaristia quotidiana, la confessione frequente, la devozione alla Madonna, le buone letture, la direzione spirituale, vissute in spazi di silenzio e di quiete interiore». La testimonianza dei sacerdoti, infatti, «può diventare una provocazione della presenza di Dio nella storia. Da come viviamo e operiamo nell’accogliere, nel prodigarci alla gente, nel consolare gli afflitti, gli smarriti, i “nessuno” della città anonima, che valgono niente agli occhi dei più – ha detto il cardinale – traspare qualcosa di straordinario che rinvia a Dio e al suo amore, di cui noi siamo i segni visibili».
«Abbiamo bisogno anzitutto – ha sottolineato – di difenderci, per quanto è possibile, dal ritmo frenetico del “fare”». Inculcato da «una miriade di messaggi di superficie che propagandano senza sosta un modello di vita protesa alla fruizione di beni materiali», messaggi che «rendono più difficile ogni forma di introspezione e di approfondimento».
Per l’Anno sacerdotale non saranno programmate iniziative straordinarie, ma saranno valorizzate quelle esistenti, con un maggiore impulso agli incontri di settore, ai ritiri di prefettura e agli esercizi spirituali offerti dalla diocesi, e il rilancio della formazione permanente.
Il cardinale ha ringraziato il Signore per questo primo anno di ministero a Roma, «faticoso», ma ricco anche di consolazioni spirituali e pastorali. A cominciare dall’ordinazione episcopale di monsignor Di Tora e di monsignor Marciante e dai 19 nuovi sacerdoti ordinati in maggio dal Santo Padre. E ancora, è motivo di gioia l’incontro personale con molti sacerdoti, negli incontri di settore, nel Consiglio dei prefetti e in quello presbiterale, nelle parrocchie visitate (una sessantina), in Vicariato, nelle mattine del mercoledì. «Sono rimasto edificato da testimonianze esemplari, ho apprezzato la franchezza del dialogo, la fiducia che mi avete concesso». Il cardinale ha invitato a un maggiore impegno per le vocazioni: «Dovremmo fare di più, proporre di più il Vangelo della chiamata». Importante sarà il ruolo del Seminario Minore, «che non deve essere considerato un’istituzione superata».
Quanto alla verifica pastorale su Eucaristia e testimonianza della carità, il cardinale Vallini l’ha indicata come «una grazia che può portare molti frutti spirituali» e ha definito «opportunità preziose» le assemblee di verifica che prenderanno il via da ottobre. Ha poi proposto alcune riflessioni di teologia sul sacerdozio in rapporto alla celebrazione dell’Eucaristia, rimarcando che «la nostra presidenza eucaristica e la nostra catechesi eucaristica devono mirare a che i fedeli scoprano e vivano l’esercizio del loro sacerdozio comune».
Priorità va data alla formazione per gli animatori liturgici, i lettori, il coro, i ministranti, puntando alla crescita della spiritualità e all’educazione al silenzio. «Si fugga – ha esortato il vicario di Roma – il “formalismo liturgico” o il “ritualismo” che soffocano la vera liturgia, come pure la sciatteria, la meccanica ripetitività, le Messe di venti minuti, per curare una celebrazione che impegna, che attrae e prende il cuore e la mente». Una raccomandazione è stata rivolta ai sacerdoti sull’omelia. «Le nostre omelie dovrebbero essere la risonanza della Parola di Dio meditata, pregata. Quanto più saremo amici della Parola, tanto più sapremo offrirla ai fedeli».
Dalle parrocchie: Il cardinale Vallini: «La pastorale è profezia»
Jul 03, 2009
Lectio divina del cardinale vicario con i giovani e i seminaristi a San Giovanni Maria Vianney, alla Borghesiana, in occasione dell'apertura dell'Anno Sacerdotale
«Il testo giovanneo su Gesù Buon pastore dà una sorta di ebbrezza spirituale: se guardiamo alla nostra esistenza possiamo dire di non essere pecore sperdute nel deserto della vita». Martedì sera (23 giugno) il cardinale Agostino Vallini, visitando per la prima volta, da vicario di Roma, la parrocchia San Giovanni Maria Vianney, nel quartiere Borghesiana, ha svolto alcune riflessioni sulla figura di Gesù «Buon pastore», descritta dal Vangelo di Giovanni.
La lectio divina, cui hanno partecipato molti seminaristi dei collegi romani, era compresa nel programma di eventi organizzati dalla parrocchia di via Lentini per ricordare il 150° anniversario della morte del suo patrono, il Santo Curato d’Ars (1786-1859), all’inizio dell’Anno sacerdotale. «Noi tutti - ha proseguito il cardinale - siamo conosciuti da Dio, che ci chiama per nome. E questo mi fa sentire gratitudine per il fatto di essere stato guardato. Questo significa che non c’è nessuna tenebra da cui io non possa uscire». La figura di Gesù Buon pastore è monito per tutti i sacerdoti. «Cristo - ha spiegato il porporato - continua la sua opera di ricerca degli uomini attraverso di me. Dunque i sacerdoti non devono confondere la pastorale, che è soprattutto profezia, con l’organizzazione o gli strumenti tecnici. La vera potenza della pastorale è essere ponte tra Dio e gli uomini». «L’immagine del Buon pastore dimostra, insomma, che il Signore ha a cuore la storia e le vicende del Suo popolo», ha detto infine il cardinale.
Anche quello del Santo Curato d’Ars era un cuore di buon pastore: «Di un prete in mezzo alla gente, non di un dottore in teologia», come l’ha definito il cardinale Vallini. E proprio la reliquia del cuore di San Giovanni Maria Vianney è stata esposta nella chiesa di via Lentini da giovedì 18 fino a mercoledì 24. «Molte persone, di questa e di altre parrocchie, sono venute a venerarla - ha detto il parroco, don Paolo Pizzuti, da dieci anni alla guida della parrocchia della Borghesiana - e sappiamo anche di una signora che ne ha tratto benefici per la sua salute. Questa era la seconda volta che la reliquia veniva portata a Roma. La prima volta, nella notte tra il 22 e il 23 maggio del 2005, rimase nell’appartamento privato di Papa Benedetto XVI».
30 giugno 2009
www.romasette.it
Cardenal Vallini deplora distribución de preservativos en escuelas de Roma
Jun 29, 2009
El Vicario del Papa para la Diócesis de Roma, Cardenal Agostino Vallini, deploró la decisión del Consejo Provincial de la capital italiana de instalar distribuidores automáticos de preservativos en las escuelas de la ciudad, con lo que, dijo, se vulnera la sexualidad y la afectividad de los jóvenes.
Esta decisión, señaló el Cardenal en una nota dada a conocer por L'Osservatore Romano, "no puede encontrar consenso en la comunidad eclesial de Roma ni en las familias cristianas seriamente preocupadas por la educación de sus hijos". Sorprende, añade, que "una iniciativa de este tipo pensada para la escuela, que en su naturaleza se dedica a promover la formación integral de la persona, pueda ser considerada como algo bueno, en nombre de la llamada información y prevención".
"Interpretando entonces –prosigue el Purpurado italiano– el sentir de muchos padres, deploramos que la iniciativa sea definida como una moción valiente. A nosotros nos parece que el único valor que esto tiene es el de banalizar nuevamente los temas de la afectividad y la sexualidad, y de la educación juvenil, en un tiempo en el que al centro de la atención está la llamada 'emergencia educativa'".
El Cardenal Vallini recordó luego que en enero pasado, el Papa invitó a los involucrados con la educación italiana "a dedicarse seriamente a los jóvenes, a no dejar a estos muchachos a su suerte, que son la viva preocupación del Cardenal Vicario, de los otros pastores y de la entera comunidad eclesial de Roma".
"Es necesario entonces reafirmar que el camino maestro coloca a la educación de la responsabilidad de las personas, especialmente de los más jóvenes, en el uso de la sexualidad como un don del amor Dios, la valoración del propio cuerpo y la mirada del otro como un don desinteresado de sí".
Finalmente, el Cardenal señala en la nota que "seguimos convencidos y nos esforzaremos para que la escuela, junto a las demás agencias educativas, se esfuercen para iluminar a los jóvenes y alertarlos de los senderos que no conducen sino a la insignificancia de la vida".
/www.aciprensa.com
Il cardinale Vallini: la Chiesa di Roma è una Chiesa viva
Jun 09, 2009
Si è concluso ieri nella Basilica di San Giovanni in Laterano il Convegno ecclesiale della diocesi di Roma che si è svolto sul tema "Appartenenza ecclesiale e corresponsabilità pastorale". L'evento era stato inaugurato da Benedetto XVI martedì scorso: il Papa aveva invitato in particolare i laici ad essere, più che collaboratori, corresponsabili dell'agire pastorale. Poi l'esortazione a tutta la Chiesa di Roma a rinnovare la sua missionarietà. Ieri sera il cardinale vicario Agostino Vallini, ha tenuto una relazione conclusiva del Convegno. Ascoltiamo il porporato al microfono di Marina Tomarro:
R. - Il Convegno è nato dal desiderio di un po’ tutta la Chiesa di Roma di fare una verifica per cogliere innanzitutto gli obiettivi raggiunti in questi dieci anni. Sono temi molto importanti: quello della famiglia, dei giovani, il tema della speranza, l’emergenza educativa. Volevamo proprio soffermarci su questo cammino, raccogliendo la parte positiva e, grazie a Dio, è venuto fuori che c’è tanto bene: il Signore opera, agisce, anche con la cooperazione degli uomini. Poi aveva anche lo scopo, però, di mettere a punto, un po’ meglio, questo aspetto: il nostro sentirci Chiesa, quindi il nostro operare, cooperare alla missione della Chiesa. Qui, il lavoro che si è svolto, prima nelle parrocchie e poi nelle prefetture, è stato un lavoro molto fruttuoso, che apre una verifica su cinque ambiti: il posto dell’Eucaristia nella vita delle parrocchie la domenica; la pastorale della famiglia; l’iniziazione cristiana; la pastorale dei giovani; ed infine, la testimonianza della carità. Quindi, da settembre, dopo la pausa estiva, cominceremo a lavorare intorno a questi ambiti e mi pare che lo spirito giusto sia maturato perché, grazie a Dio, la Chiesa di Roma è una Chiesa viva.
D. – Eminenza, il Santo Padre, nel suo discorso di apertura al Convegno, ha invitato i laici a passare da collaboratori a corresponsabili dell’essere e dell’agire della Chiesa. Cosa vuol dire?
R. – Non si tratta soltanto di offrire una qualche collaborazione ma sentirsi Chiesa in ragione del Battesimo, della vita di fede, e dunque sentirsi responsabili o corresponsabili del cammino della Chiesa, sia dall’interno della comunità parrocchiale o di altre comunità di ambiente, ma sia, soprattutto, nelle realtà degli ambienti dove i laici, in particolare, vivono ed operano: la famiglia, il lavoro, il tempo libero, la politica. Lì, il cristiano, è la Chiesa nel mondo, e deve andarci con una vita cristiana solida, matura, ma con la forza della testimonianza e la coscienza della responsabilità.
www.oecumene.radiovaticana.org
Italie : Le cardinal Vallini, première réponse à la lettre du pape
Mar 19, 2009
La proximité et le soutien de l’Eglise de Rome
ROME, Jeudi 12 mars 2009 (ZENIT.org) - Le cardinal Vallini exprime au pape sa proximité et le soutien de l'Eglise de Rome, en réponse à sa lettre aux évêques du monde entier publiée ce 12 mars.
A l'occasion de la Lettre de Benoît XVI, le cardinal vicaire du pape pour le diocèse de Rome, Agostino vallini a publié dès cet après midi un communiqué pour exprimer au pape sa « proximité affectueuse et filiale » et « le soutien quotidien » de la prière de tout le diocèse de Rome.
Le cardinal Vallini se dit « ému et bouleversé » par la lettre du pape : « Je l'ai accueillie comme une grande leçon de foi offerte à nous tous par le Pasteur suprême qui place le Christ et le bien de son troupeau avant tout autre considération humaine, une leçon d'amour et de service de l'Eglise ».
Le cardinal Vallini cite les paroles de Jésus à Pierre après sa résurrection : « Simon, fils de Jean m'aimes-tu plus que ceux-ci ? ... En vérité, je te le dis, ... tu étendras les mains et un autre te ceindra et te mènera où tu ne voudrais pas » (Jean 21, 15.18).
Et il interprète ainsi ce passage : « Le Pierre d'hier et d'aujourd'hui est souvent appelé à vivre son ministère singulier dans la solitude, dans l'incompréhension et dans la souffrance ».
A propos de la levée de l'excommunication, le cardinal vicaire ajoute : « Les raisons longtemps méditées, par Votre Sainteté, du ‘geste discret de miséricorde', envers les quatre évêques, dans la paternelle attente qu'elle reçoive d'eux une réponse, avec les pas nécessaires de pleine réconciliation, devaient être accueillies par tous dans l'Eglise ».
On attendait, souligne le cardinal Vallini, une manifestation de « soutien », de « réconfort » et de « partage » dans la « communion ecclésiale », même sans saisir tous les tenants et les aboutissants de cette situation « douloureuse ».
Il souligne que la lettre « clarifie bien les aspects disciplinaires, doctrinaux et pastoraux » qui ont conduit le pape à ce « geste humble d'une main tendue ».
Le cardinal Vallini exprime de la part de l'Eglise de Rome - « Votre Eglise » souligne-t-il - sa proximité, pour « adoucir la peine de cette circonstance » et confirmer sa « pleine communion et adhésion à ses actes de gouvernement ».
« Je reste convaincu, écrit le cardinal vicaire, que les décisions du pape s'accueillent avec foi, se comprennent dans leurs hautes motivations et sont toujours à soutenir ».
TEMPO NON FACILE, AFFRONTIAMO MOLTE SFIDE
Feb 26, 2009
Citta' del Vaticano, 26 feb - ''Viviamo un tempo non facile e molte sfide si pongono alla chiesa; Roma e' profondamente mutata e anche i programmi pastorali e la prassi ordinaria del ministero hanno bisogno di essere meglio adeguati alle nuove esigenze''. Lo ha detto il card. Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, salutando questa mattina papa Benedetto XVI. Il pontefice riceve oggi, come da tradizione all'inizio della Quaresima, i sacerdoti e il clero di Roma e rispondera' alle loro domande e ai loro dubbi.
''Le nostre parrocchie - ha aggiunto Vallini - sono comunita' vive e punti di riferimento dei quartieri e per l'intero territorio. Molte opere e iniziative di carita' e di solidarieta' danno sollievo e aiuto concreto a tante famiglie in difficolta' e a tante persone. Si fa tanto in favore dei poveri - ha concluso il porporato - anche se vorremmo fare molto di piu'''.
CARD. VALLINI: “TRA IL PAPA E I SACERDOTI UN INCONTRO DI FAMIGLIA”
Feb 26, 2009
Un incontro “di famiglia”, tra “il padre e i figli”, tra “il vescovo e i suoi sacerdoti”: il card. Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, ha definito così il tradizionale appuntamento di inizio Quaresima che ha visto protagonisti stamattina, nell’Aula della Benedizione, Benedetto XVI e i parroci e i sacerdoti della diocesi capitolina. Roma, ha osservato il porporato, “è profondamente mutata e anche i programmi pastorali e la prassi ordinaria del ministero hanno bisogno di essere meglio adeguati alle nuove esigenze”. Perciò, “abbiamo creduto opportuno – ha aggiunto – di studiare le modalità per una verifica degli ambiti essenziali della pastorale diocesana nell’ultimo decennio, che ci impegnerà nei prossimi mesi”. Nella sua esperienza di vicario, il card. Vallini ha poi potuto constatare che “i nostri sacerdoti si prodigano generosamente con spirito di fede e di amore a Cristo e alla Chiesa, sentono forte il loro vincolo di comunione e di obbedienza al Papa, amano i poveri. Le nostre parrocchie sono comunità vive e punti di riferimento dei quartieri e per l’intero territorio. Molte opere e iniziative di carità e di solidarietà danno sollievo e aiuto concreto a tante famiglie in difficoltà e a tante persone. Si fa tanto in favore dei poveri, anche se vorremmo fare molto di più. Tutto ciò ci conforta e ci stimola”.
Il cardinale Vallini promosso all'ordine dei presbiteri.Il porporato conserva la diaconia di San Pier Damiani ai Monti di San Paolo
Feb 25, 2009
Il Papa ha promosso all'Ordine dei presbiteri il cardinale Agostino Vallini, suo vicario generale per la diocesi di Roma, «conservandogli la diaconia di San Pier Damiani ai Monti di San Paolo, elevata “pro hac vice” a titolo presbiterale». L’annuncio è stato diffuso nella mattina di oggi, martedì 24 febbraio, dalla Sala stampa della Santa Sede.
Per comprendere meglio la notizia, vale la pena accennare alla tradizione dei titoli cardinalizi. Nei primi secoli della Chiesa il Pontefice era assistito nel governo della sua diocesi dal gruppo dei presbiteri (= il presbiterio), i quali lo coadiuvavano, e quando era necessario, lo sostituivano, nel ministero liturgico e nella predicazione: essi erano «incardinati» a una chiesa titolare dell'Urbe.
Il vescovo di Roma era inoltre assistito dai diaconi «palatini» (o del palazzo lateranense) e “regionari” (corrispondenti cioè alle 12 regioni politico-amministrative dell'Urbe), anch'essi addetti ai servizi liturgici, ma soprattutto all'amministrazione dei beni temporali e all'esercizio della carità e della pubblica assistenza nelle varie zone della città.
I sette vescovi le cui diocesi circondavano tutt’intorno la diocesi romana, dette «diocesi suburbicarie» (Albano, Frascati, Palestrina, Porto e S. Rufina, Sabina e Poggio Mirteto, Velletri e Ostia), almeno dal V secolo iniziarono a prestare un regolare servizio liturgico presso la cattedrale papale, nella basilica lateranense, furono cioè ad essa “incardinati”. Essi sono esplicitamente chiamati “cardinali” dal secolo VIII.
I cardinali sono sorti dai presbiteri dei 25 titoli o chiese quasi parrocchiali di Roma, dai 7 (poi 14) diaconi regionali e 6 diaconi palatini e dai 7 vescovi suburbicari. Dal 1150 formarono il Collegio Cardinalizio con un decano e un Camerlengo, amministratore dei beni. Dall'anno 1059 sono elettori esclusivi del Papa.
Il Collegio dei cardinali è distinto in tre ordini: episcopale (cui appartengono i cardinali ai quali il Pontefice assegna il titolo di una Chiesa suburbicaria e inoltre i patriarchi orientali annoverati nel Collegio dei cardinali); l'ordine presbiterale e l'ordine diaconale.
Da qui, perciò, la tradizione che permane tuttora. In occasione di ogni Concistoro per la nomina di nuovi cardinali, ad ogni porporato è assegnato il titolo o la diaconia di una chiesa romana o il titolo di una diocesi suburbicaria. Quest’ultimo caso si è verificato anche oggi: infatti il Santo Padre ha promosso all'Ordine dei vescovi il cardinale José Saraiva Martins, prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi, assegnandogli il titolo della Chiesa suburbicaria di Palestrina.
La presentazione del cardinale Vallini al testo "La Parola nelle parole"
Feb 23, 2009
Sono molto lieto di presentare le brevi riflessioni di Mons.
Lorenzo Leuzzi, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Universitaria
della Diocesi di Roma, sul tema della XII Assemblea Ordinaria del
Sinodo dei Vescovi, da poco concluso.
L’occasione mi è particolarmente propizia per rinnovare al Santo
Padre la gratitudine della Chiesa di Roma per aver voluto porre allo
studio del Sinodo la Parola di Dio e per i suoi magistrali interventi,
opportunamente pubblicati in questo volume edito dalla Libreria
Editrice Vaticana.
Il titolo della presente pubblicazione La Parola nelle parole ben
sintetizza il tema sinodale e ricorda l’obiettivo sia teologico che
pastorale dei lavori, indicato dal Santo Padre nella celebrazione
eucaristica di apertura in questi termini: “Come rendere sempre più
efficace l’annuncio del Vangelo in questo nostro tempo”1. E’ la stessa
preoccupazione dell’Apostolo Paolo che, in quest’anno a lui dedicato,
tutta la Chiesa è chiamata a condividere con rinnovato slancio
missionario.
In tal senso il tema sinodale acquista una valenza storica la cui
portata è stata avvertita dai Padri sinodali e lascia ben sperare per il
futuro della pastorale della comunità ecclesiale nella società del terzo
millennio. Senza sminuire e tanto meno nascondere le difficoltà che
ha incontrato l’avvio di un organico progetto di nuova
evangelizzazione, tanto invocata dal servo di Dio Giovanni Paolo II, è
possibile, a pochi mesi dalla conclusione dell’assise sinodale,
confermare la lungimiranza di riportare nel vissuto concreto della
comunità cristiana la centralità della Parola di Dio.
Siamo ormai lontani dalle polemiche teologiche pre e postconciliari.
E’ finito il tempo delle contrapposizioni, talvolta animate da un sincero amore per il Vangelo, talaltra percorse da ricordi storici
fuori da ogni valutazione critica. E’ giunto il momento di portare a
compimento le indicazioni del Concilio Vaticano II che auspicava un
largo accesso dei fedeli alla Sacra Scrittura2. Un progetto ambizioso
che si è dovuto confrontare con le dinamiche, complesse e non sempre
di facile interpretazione, della storia contemporanea.
L’evangelizzazione tende per sua natura a proporre all’uomo concreto
l’incontro con il Dio vivente, il quale, come ha ricordato Benedetto
XVI nella sua prima Enciclica Deus caritas est, è avvenuto e avviene
con una Persona, che coinvolge il vissuto esistenziale dell’uomo, e
non con un’idea o un’etica.
Guardando al cammino della Chiesa si resta ammirati dalla forte
e coraggiosa testimonianza di una incrollabile convinzione: l’uomo
può incontrare Dio, può essere il suo interlocutore. Un annuncio che
oggi risuona provocatorio per l’uomo immerso nel divenire anonimo
della storia, fino ad annullarsi in essa. In realtà si tratta del vero
annuncio che l’uomo attende, perché gli rivela che è possibile
ricostruire l’unità con se stesso e con la famiglia umana.
L’uomo contemporaneo ha bisogno della Parola e non delle
parole, o meglio di quelle parole che aprono alla Parola, perché possa
vivere in pienezza la sua storicità. E’ la Parola, che dimora nella
Chiesa, che da essa è creata ed edificata, che ci rende capaci di
costruire la civiltà dell’amore.
Il Sinodo ha aperto orizzonti pastorali per prendere il largo nel
mare del mondo contemporaneo. Non si tratta di leggere o studiare la
Sacra Scrittura; di diffondere o distribuire la Bibbia. Non è questa la
novità di cui ha bisogno la Chiesa e il mondo. E’ invece necessaria
“una promozione pastorale robusta e credibile della conoscenza della
Sacra Scrittura, per annunciare, celebrare e vivere la Parola nella
comunità cristiana”3, in modo che il servizio della Parola diventi
centrale nella pastorale ordinaria di ogni comunità ecclesiale.
Certamente nella realizzazione di questo progetto un ruolo
importante compete ai teologi e agli studiosi delle scienze bibliche. Le
indicazioni del Santo Padre nel suo intervento del 14 ottobre sono, a
riguardo, una sorgente da cui attingere quella necessaria sapienza per
favorire nel popolo di Dio una rinnovata coscienza di Chiesa, che è il
presupposto di una vera diakonia della storia.
A tale proposito, pur senza entrare nel merito delle questioni
dottrinali, vorrei richiamare l’opportunità del sottotitolo della presente
pubblicazione: dal biblicismo al realismo della fede. Il Papa
Benedetto XVI più volte ha richiamato il pericolo che “l’incontro con
la Scrittura rischia di non essere un fatto di Chiesa” ed è, pertanto,
“esposto al soggettivismo e all’arbitrarietà”4. I tempi sono maturi per
ricostruire quell’unità tra esegesi e teologia, già proposta dalla
Costituzione Dogmatica Dei Verbum, e incoraggiata con afflato
pastorale dal Santo Padre. Ne sono testimonianza il messaggio dei
Padri sinodali al popolo di Dio e le 55 proposizioni presentate al Santo
Padre in vista della Esortazione apostolica postsinodale.
Non si attende un’unità di stampo meramente intellettuale
riservata ad un’elite del popolo di Dio; essa risponde ad un’esigenza
dell’evangelizzazione che, servendo la nuova situazione storica
dell’uomo, sollecita ogni comunità cristiana a “dialogare con le
culture del nostro tempo, mettendosi al servizio della verità e non
delle ideologie correnti e incrementando il dialogo che Dio vuole
avere con tutti gli uomini”5. La ricomposizione dell’unità tra esegesi e
teologia, animata dalla stessa passione missionaria dell’Apostolo
Paolo, sarà di grande aiuto per scoprire nelle parole della Scrittura
quella Parola che è il fondamento di tutta la realtà, sia cosmica che
storica. La Chiesa non può ridursi ad annunciare e a consegnare
all’uomo contemporaneo la sola Scrittura, anche con iniziative di alto
livello culturale, essa è chiamata a proporre quella novità storica che
fa del Vangelo la Parola di Dio, salvezza per il mondo.In questa prospettiva e in attesa delle indicazioni ulteriori del
Santo Padre, è possibile tracciare un itinerario concreto e operativo
per l’attività pastorale delle comunità cristiane. La riscoperta della
centralità della Parola susciterà il desiderio di una nuova familiarità,
anche quotidiana, con la Scrittura, suggerendo incontri e luoghi di
ascolto, ma soprattutto ogni comunità ecclesiale, parrocchia o altra
espressione aggregativa, è incoraggiata a promuovere in ogni forma e
con ogni metodo l’annuncio di questa verità essenziale: Dio continua a
parlare all’uomo e nella Chiesa questo dialogo si fa esperienza di luce
e di salvezza.
Alcune difficoltà pastorali incontrate in questi anni, come la crisi
della catechesi e l’incerta proposta del primo annuncio, potranno
essere superate con pazienza e costanza, maturando una nuova
coscienza biblica e pastorale. Il mondo attende l’annuncio della
Parola, e la Chiesa è il luogo in cui è possibile incontrarla. Questa è la
vita e la missione della Chiesa!
Tale rinnovamento missionario comporta un profonda revisione
dei percorsi formativi di educazione alla fede e, soprattutto, non potrà
prescindere dalla presenza di pastori che siano veri maestri della
Parola. Le comunità cristiane hanno bisogno di fare esperienza di vita
ecclesiale, nella quale i battezzati imparino a camminare nella vita
“pronti a rispondere a chiunque domandi ragione della speranza che è
in loro (cf. 1Pt. 3,15), annunciando con gioia la Parola di Dio e
vivendo senza compromessi il Vangelo”6. Si apre così anche una
nuova stagione vocazionale, sia per le vocazioni al ministero ordinato
e di speciale consacrazione che per la crescita di laici cristiani, che,
“cercando il Regno di Dio trattando le cose temporali“7, sappiano
evangelizzare il mondo della cultura, del lavoro, dell’economia e della
politica.
Nell’invitare i lettori a far tesoro dell’insegnamento di Benedetto
XVI, desidero esprimere il mio compiacimento a Mons. Lorenzo
Leuzzi per la sollecitudine nella realizzazione della presente pubblicazione e per il suo stimolante apporto alla riflessione teologica
e pastorale, contribuendo in tale modo a suscitare nella Chiesa e nella
cultura contemporanea l’attenzione e l’approfondimento del tema e
delle indicazioni del Sinodo.
ROMA, CARD. VALLINI ANNUNCIA CHE IL 26 FEBBRAIO BENEDETTO XVI RICEVERÀ IL CLERO ROMANO
Feb 23, 2009
Giovedì 26 febbraio, giorno successivo all’inizio della Quaresima, Benedetto XVI riceverà i sacerdoti e i diaconi che svolgono il loro ministero nella diocesi di Roma. L’incontro si terrà dalle ore 11 nell’Aula della Benedizione in Vaticano. Lo annuncia il cardinale vicario Agostino Vallini in una lettera ai sacerdoti. “Avremo modo di ascoltare la parola del nostro vescovo all’inizio della Quaresima – scrive il cardinale – dopo aver presentato a lui in alcuni interventi le nostre considerazioni sulla vita spirituale e pastorale del momento presente. Confido che saremo in tanti a questo incontro che desidera esprimere visibilmente la comunione che ci lega al Successore di Pietro”. Come di consueto, riferisce Romasette.it (testata on line della diocesi di Roma), “i partecipanti, dopo essere intervenuti presentando a Benedetto XVI alcune considerazioni sulla vita spirituale e pastorale che caratterizza il loro ministero a Roma, ascolteranno la parola del Papa”.
CARD. VALLINI SU LIBRO MONS. LEUZZI, CONOSCERE LA PAROLA SIA UN FATTO DI CHIESA
Feb 20, 2009
Il recente Sinodo dei vescovi sul tema La Parola nella vita e nella missione della Chiesa è stata loccasione per prendere il largo nel mare del mondo contemporaneo. Lo ha affermato, stasera, il card. Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, partecipando, presso la Sala Marconi della Radio Vaticana, alla presentazione del libro di mons. Lorenzo Leuzzi, direttore dellUfficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma, La Parola nelle parole. Dal biblicismo al realismo della fede. È necessaria, secondo il porporato, una promozione pastorale robusta e credibile della conoscenza della Sacra Scrittura, per annunciare, celebrare e vivere la Parola nella comunità cristiana, in modo che il servizio della Parola diventi centrale nella pastorale ordinaria di ogni comunità ecclesiale. Il Papa Benedetto XVI ha ricordato il card. Vallini - più volte ha richiamato il pericolo che l'incontro con la Scrittura rischia di non essere un fatto di Chiesa ed è, pertanto, esposto al soggettivismo e all'arbitrarietà.
In realtà, la Chiesa ha osservato il card. Vallini - non può ridursi ad annunciare e a consegnare all'uomo contemporaneo la sola Scrittura; essa è chiamata a proporre quella novità storica che fa del Vangelo la Parola di Dio, salvezza per il mondo. Solo in questa prospettiva e in attesa delle indicazioni ulteriori del Santo Padre dopo il recente Sinodo dei vescovi dedicato alla Bibbia, ha chiarito il cardinale, sarà possibile tracciare un itinerario concreto e operativo per lattività pastorale delle comunità cristiane. In questo senso, per il porporato, anche alcune difficoltà pastorali incontrate in questi anni, come la crisi della catechesi e l'incerta proposta del primo annuncio, potranno essere superate con pazienza e costanza, maturando una nuova coscienza biblica e pastorale. Il mondo attende l'annuncio della Parola, e la Chiesa è il luogo in cui è possibile incontrarla. Questa è la vita e la missione della Chiesa!, nella consapevolezza che un tale rinnovamento missionario comporta una profonda revisione dei percorsi formativi di educazione alla fede e, soprattutto, non potrà prescindere dalla presenza di pastori che siano veri maestri della Parola. Lincontro personale del fedele con la Parola di Dio ha luogo nellambito della comunità ecclesiale, ha ribadito mons. Nicola Eterović, segretario generale del Sinodo dei vescovi, partecipando alla presentazione del libro.
Il cardinale Vallini ha celebrato i funerali di don Mario Torregrossa, il parroco bruciato da uno squilibrato nel '96
Jan 07, 2009
Grande commozione questa mattina nella Chiesa romana di San Carlo da Sezze ad Acilia dove il cardinale vicario Agostino Vallini ha presieduto i funerali di don Mario Torregrossa, il sacerdote siciliano bruciato da uno squilibrato nel novembre del 1996 mentre era in preghiera davanti al Tabernacolo e spentosi il 30 dicembre all’età di 64 anni. Il cardinale Vallini ha ricordato con parole toccanti don Mario - “un santo sacerdote, ha detto - che lascia una grande eredità di fede, speranza e carità”. Ha ricordato il suo impegno per i giovani e i poveri, completamente affidato alla Provvidenza. Questa era la sua ricchezza. Don Mario, giunto a Roma dalla sua Messina, ha iniziato tutto da un garage: poi un gruppo di famiglie ha ipotecato le proprie case ed è iniziata la costruzione della parrocchia e del Centro di formazione giovanile “Madonna di Loreto” di cui Giovanni Paolo II ha benedetto la prima pietra nel dicembre del 1987. Accoglieva tutti, aiutava tutti: aveva una grande fiducia nell’uomo, da alcuni scambiata per ingenuità: una fiducia ben fondata nella fede in Dio. E come ogni sacerdote di frontiera che fa il bene sempre, anche quando c’è chi ragionevolmente lo sconsiglia, ha avuto non pochi problemi e minacce. Un giorno, uno squilibrato gli ha versato benzina sul corpo mentre era in preghiera in Chiesa e gli ha dato fuoco. Il cardinale Vallini ha ricordato il perdono incondizionato di don Mario al suo aggressore. Quel fuoco ha accartocciato il suo corpo costringendolo su una sedia a rotelle. Don Mario voleva fare ancora tante cose. Ma ora era lui a dipendere dagli altri in tutto. Ha passato gli ultimi anni in fondo alla chiesa a confessare e a salutare, sempre col sorriso sulle labbra, pronto a dare parole di speranza, sempre innamorato della vita. Lascia in eredità il suo ultimo sogno: un dormitorio per i poveri che non hanno casa. Un dormitorio - diceva don Mario - in cui ogni povero abbia la sua stanza, perché avendo il meglio possa sentirsi veramente amato.
Vicario de Roma: “La búsqueda de la verdad, misión de la universidad”
Nov 03, 2008
El cardenal Vallini inauguró el curso de la Lateranense
ROMA, viernes 31 de octubre de 2008 (ZENIT.org).- La misión de la universidad de buscar y enseñar la verdad en medio de una sociedad relativista, fue el tema de la conferencia del cardenal Agostino Vallini, vicario de la diócesis de Roma, durante la inauguración del año académico en la Pontificia Universidad Lateranense el pasado miércoles.
Según recogió L'Osservatore Romano en su edición de ayer, el cardenal Vallini afirmó que la universidad "debe ser el lugar no sólo donde se conserve la pasión por la verdad sino donde se mantenga viva la constante atención a lo que viene del mundo para ser capaz de proporcionar una respuesta que alcance la mente y el corazón de las personas".
El purpurado invitó a los asistentes a estudiar el magisterio pontificio de Benedicto XVI, quien "tantas veces ha ahondado en temas como la conjugación entre la fe y la razón, el aporte fundamental del cristianismo a las culturas, la naturaleza misma de la universidad en la búsqueda de la verdad y la necesidad de que esta responda a los desafíos de hoy".
Para responder a esta exigencia es necesario, afirmó, "que la universidad se haga cargo primero, de recuperar el sentido de la tradición como un fundamento indeleble para sostener el crecimiento de la identidad cultural y personal" y que para ello debe existir un "desarrollo armónico sin rupturas con el pasado que se da por la incapacidad de saberse colocar en un contexto histórico y envolverse en este".
Por ello señaló la importancia de recuperar la Palabra de Dios como fundamento ya que en ella se encuentran los "principios de verdad, de inteligencia y de vida que son auténticos ideales a los que inspira no sólo la vida personal de quienes creen sino también la vida social y colectiva".
Señaló cómo la verdad no se debe buscar en la soledad ni de manera estática. "Al contrario, es fruto de una perenne colaboración que se crea entre las personas y cada fase constituye sólo una etapa que conduce a la plenitud que sólo el fruto podrá dar como don definitivo", dice.
El cardenal recalcó la importancia de educar en el sentido de la verdad en medio de la plaga del relativismo. "Su continua búsqueda no es otra cosa que un anhelo y un deseo de conocer siempre de más no solo cuanto lo circunda, sino de conocerse a sí mismo y conocer el misterio de su existencia".
Añadió que la verdad "obliga a entrar en su lógica, pide que abandonemos nuestras visiones parciales para entrar en un horizonte global que permita abarcar todo".
La verdadera libertad
El cardenal Vallini aseguró cómo la verdad y la libertad deben conjugarse y advirtió la visión errada que se tiene de libertad cuando se entiende como un capricho o una tendencia a mirarse a sí mismo independientemente de los demás "sin darme cuenta que en este modo no sólo no se realiza ninguna libertad sino que ella misma se convierte en opresora porque marca una traición en los confrontes de sí mismos".
Aseguró que este es el momento de presentar toda la verdad en la persona de Jesucristo. "El hombre que en el misterio de su vida pide ser escuchado y de que crean en Él porque lleva consigo la clave para interpretar el enigma de la propia vida" e insistió en la idea de verlo, no como un mito, ni como el simple jefe de una religión.
Así mismo dijo que una formación auténtica "no se puede relegar la pregunta ni impedir que se presente al persona de Jesucristo".
El cardenal concluyó su intervención diciendo que la misión formadora de la universidad debe estar integrada con la de la familia, la escuela y las instituciones civiles. Y advirtió que si una sola de estas realidades pretende desarrollarse por sí sola "caería fácilmente en el error de no tener nunca la fuerza para incidir de manera significativa y duradera".
La riflessione del cardinale Vallini sull’influsso dei media sui giovani
Nov 01, 2008
Alla vigilia della Giornata che ogni anno la Chiesa di Roma dedica alla sensibilizzazione e al sostegno di “Avvenire” e dei mezzi di comunicazione diocesani che si terrà il 9 novembre, il cardinale Agostino Vallini, Vicario generale del Papa per la diocesi di Roma, ha voluto mandare un messaggio ai fedeli. In una lettera pubblicata sul settimanale diocesano Roma Sette – come si legge in una nota dell’agenzia Sir - il prelato ha sottolineato quanto il sistema comunicativo dei media sia capace di incidere “sulla formazione delle nuove generazioni, per il bene ma spesso anche per il male”. Richiamando il pensiero espresso da Benedetto XVI nella Lettera sul compito urgente dell’educazione, il cardinale ha parlato di un “confronto critico con tali mezzi e con gli operatori del settore, per aiutare le famiglie e specialmente i più giovani nel discernimento, e di un impegno fecondo soprattutto per il laicato cattolico, al fine di leggere ciò che avviene alla luce della fede e di informare con linguaggi adeguati al nostro tempo, avendo come criterio ispiratore la ricerca della verità”. Il porporato ha concluso il messaggio evidenziando l’importanza di sostenere la diffusione dei mezzi di comunicazione a livello nazionale - Avvenire, Sir e circuito radiofonico InBlu - e dei settimanali diocesani.
Il Pellegrinaggio della diocesi di Roma presso la tomba di San Paolo. Il cardinale Vallini invita i fedeli della capitale a partecipare
Oct 26, 2008
Si svolgerà domani pomeriggio il Pellegrinaggio della diocesi di Roma presso la tomba dell’Apostolo Paolo, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. Alle 17.00 il cardinale vicario Agostino Vallini celebrerà la Santa Messa. Il porporato ha scritto una lettera per invitare i fedeli romani a partecipare: avrà così la gioia di incontrare per la prima volta dopo la sua nomina, nel giugno scorso, tutte le componenti della diocesi: religiosi, parrocchie, movimenti e associazioni. Nella lettera il cardinale vicario illustra il significato dell’Anno Paolino e cosa ha da dirci ancora oggi l’Apostolo delle Genti. Ascoltiamo il cardinale Vallini al microfono di Luca Collodi:
R. - Ha da dirci chi era Gesù per lui, che cosa questo ha significato nella sua vita; ha da dirci il senso della missione - e Roma credo che abbia bisogno, come almeno tutti i Paesi occidentali - di essere nuovamente evangelizzata; ha da dirci il grande amore del Signore, la radice da cui nasce la missione, la gioia cristiana. Lo faremo coinvolgendo tutta la realtà ecclesiale di Roma, e speriamo di essere in tanti, io credo di sì dai segnali che ricevo, le associazioni, i movimenti. E da questo pellegrinaggio mi auguro che si possa attingere un nuovo impulso alla vita cristiana ed insieme una nuova passione di annunciare il Vangelo.
D. – La diocesi di Roma è diocesi missionaria, però è anche una diocesi in pellegrinaggio verso San Paolo. Per la realtà che vive nella città di Roma, come coniugare missionarietà e pellegrinaggio?
R. – La coniughiamo nel desiderio di vivere una vita cristiana capace di essere provocante, di suscitare domande. Uno dei punti sui quali la pastorale di Roma pone attenzione, a partire dalla missione, in preparazione al Giubileo che volle Giovanni Paolo II, è quello di poter suscitare nuovamente, in un mondo dove la secolarizzazione invade tante coscienze, la domanda sui grandi temi della vita. Devo anche aggiungere un’altra cosa: il vescovo di Roma è il Santo Padre che è anche il pastore della Chiesa universale; come tale, il Papa ha anche la sollecitudine di tutte le Chiese, particolarmente di quelle chiese con scarsità di annunciatori del Vangelo. La Chiesa di Roma ha inviato tanti sacerdoti, ma non solo, anche laici, famiglie, ad evangelizzare in tanti Paesi del mondo dove la Chiesa ha bisogno di essere presente per poter portare la gioia della presenza di Dio.
La Chiesa che accoglie. Separati e divorziati
Oct 14, 2008
I divorziati risposati "appartengono a tutti gli effetti alla Chiesa, nonostante l'impossibilità di accedere alla Comunione". Lo ha ribadito il cardinale Agostino Vallini, vicario del papa per la diocesi di Roma. Una posizione che si rifà alle posizioni del magistero e ai recenti richiami di Benedetto XVI, cercando di tradurre il tutto in azione pastorale.
(korazym.org, 13 Ottobre 2008) "Dobbiamo ricordare la distinzione di Giovanni XXIII tra l'errore e l'errante - ha detto il cardinale - l'errore non è condivisibile, ma l'errante va sempre accolto e amato". E ancora: "Oggi è più che mai urgente uscire dalle nostre parrocchie per annunciare il Vangelo ai lontani". La Chiesa "non puo' accontentarsi dei risultati raggiunti, non può mirare a conservare l'esistente, ma deve puntare in alto lontano da ogni mediocrità". Occorre, continua Vallini, saper "testimoniare la gioia di essere cristiani. E' da questa testimonianza concreta, non dalle tante parole, che i lontani sono attratti alla fede. Chi ascolta il nostro annuncio deve poter essere trafitto nel cuore dalla potenza della Parola, tanto da poter dire: Dio è il Signore della mia vita".
Affetto e vicinanza: gli stessi sentimenti espressi nei mesi scorsi da altri vescovi, a cominciare da quello di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi. In una lettera ai separati, l'arcivescovo cercò di presentare il volto di una comunità ecclesiale accogliente, consapevole che tuttora non manca "qualche durezza". Con un passo in avanti: anche la Chiesa sa che in alcuni casi "non solo è lecito, ma può essere addirittura inevitabile prendere la decisione di una separazione". La lettera era eloquente a partire dal titolo "Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito" ed era espressione di un approccio pastorale già sperimentato in altre diocesi, anche se non in modo così diretto.
Nel 2007, era stato il cardinale Ennio Antonelli a toccare la questione in una lettera più generica alle famiglie, mentre la diocesi di Pescara aveva affidato il messaggio all'ufficio di pastorale familiare. Il cardinale Tettamanzi, invece, parlava in prima persona, come aveva già fatto all'estero il vescovo di Lugano, Pier Giacomo Grampa. Il messaggio era diretto ("La Chiesa vi è vicina"), così come l'invito a non allontanarsi dalla vita di fede.
Agostino Vallini, le vicaire de Benoît XVI
Oct 09, 2008
Cité du Vatican, le 08 octobre 2008 - E.S.M. - Le cardinal Agostino Vallini, que Benoît XVI a nommé son vicaire général pour le diocèse de Rome, décrit son rapport avec la Ville éternelle: ses écoles, ses études à l’université du Latran, l’époque du Concile, son expérience comme évêque et à la Curie.
Je peux compter sur la grâce du Seigneur et sur la prière des religieuses de clôture
Interview du cardinal Agostino Vallini par Gianni Cardinale
Le 27 juin dernier, Benoît XVI a nommé le cardinal Agostino Vallini son vicaire général pour le diocèse de Rome. Le prélat, qui était depuis 2004 préfet du Tribunal suprême de la Signature apostolique, succède au cardinal Camillo Ruini, qui recouvrait cette charge depuis janvier 1991. 30Giorni, qui l’avait interviewé à l’occasion de l’annonce de sa nomination cardinalice dans le numéro de janvier/février 2006, a posé quelques questions au nouveau vicaire du Pape.
Le cardinal Vallini célèbre sa première messe en tant que vicaire du Pape pour le diocèse de Rome, le 13 juillet 2008, à la paroisse Santa Maria in Traspontina, dans laquelle est vénérée Notre-Dame du Mont Carmel
Éminence, comment avez-vous accueilli votre nomination comme cardinal vicaire?
AGOSTINO VALLINI : J’ai été saisi d’une profonde émotion. J’ai éprouvé, en quelque sorte, le sentiment de ne pas être à la hauteur de cette tâche, mais je me suis totalement livré à la divine Providence. Je sais que je peux compter sur la grâce du Seigneur, sur l’assistance du Saint Père et sur la prière de nombreux fidèles, en particulier celle des monastères de vie contemplative dont notre belle ville de Rome est constellée de manière silencieuse, mais efficace.
Quoiqu’il en soit, les rumeurs qui prédisaient votre nomination circulaient depuis des mois. Quand avez-vous appris votre “destin”?
VALLINI : C’est vrai, les rumeurs, surtout celles qui circulent dans la presse, ont commencé il y a longtemps. Mon nom apparaissait parmi d’autres. Je peux dire que j’ai appris ma nomination de source sûre le 21 juin dernier, quand j’ai été reçu par le Saint Père Benoît XVI à l’occasion d’une audience qu’il m’avait accordée pour une autre raison, très importante. En effet, j’avais été appelé parce que le Saint Père avait approuvé la nouvelle Lex propria de la Signature apostolique, réformée à la lumière du nouveau Code de Droit canonique, de la constitution apostolique Pastor Bonus et du nouveau Règlement général de la Curie romaine. Cette nouvelle loi, qui règlemente la procédure du Tribunal suprême, avait été définitivement approuvée par l’assemblée plénière de notre dicastère en novembre dernier et j’en avais remis le texte au Saint Père pour qu’il l’approuve après un examen approfondi en vue de sa promulgation, chose qui est advenue le 21 juin. C’est à cette occasion que le Pape m’a communiqué qu’il avait décidé de me nommer son vicaire pour le diocèse de Rome.
Le bruit a couru, toujours de source médiatique, que vous auriez hésité à accepter cette charge…
VALLINI : Je me suis laissé guider par un critère de foi. La préoccupation pour une fonction aussi exigeante existait, et comment. Car les rumeurs journalistiques dont j’entendais surtout parler me faisaient réfléchir, moi aussi. Mais au profond de mon âme, il y a toujours eu une disponibilité positive, parce que pour nous, prêtres, l’obéissance est avant tout une question de foi et de cœur. Et puis je suis un évêque qui a promis fidélité au Pape et un cardinal qui a juré obéissance usque ad effusionem sanguinis. Je me suis donc immédiatement préparé à accepter cette proposition, au cas où elle m’aurait été faite par celui qui devait me la faire.
Vous êtes né à Poli, un petit village de la province de Rome, mais vous avez vécu dès votre tendre enfance à Corchiano, puis à Caserte, et ensuite à Naples, où vous êtes devenu prêtre en 1964. Quel a été votre premier contact avec la ville de Rome?
VALLINI : Mon premier contact avec Rome remonte à la période qui a immédiatement suivi la seconde guerre mondiale. J’habitais justement à l’époque dans le village de ma mère, à Corchiano, dans la région de Viterbe, parce mon père, officier des carabiniers, était prisonnier en Allemagne. Au prix de grands sacrifices, maman avait envoyé, ma sœur aînée à l’école à Rome chez les religieuses Maestre Pie Venerini, qui se trouvaient via Gioachino Belli 31, et nous allions souvent la trouver. Et puis je me souviens en particulier de l’Année Sainte de 1950, lorsque nous sommes arrivés à Rome en pèlerinage pour une audience de Pie XII, place Saint-Pierre. Je me souviens que c’était une journée très pluvieuse, mais la joie de rencontrer le Pape nous a fait oublier toutes les difficultés.
Votre premier séjour stable à Rome remonte à la période 1964-1969. Après avoir été ordonné prêtre, l’archevêque de Naples Alfonso Castaldo vous a en effet envoyé faire vos études à l’université Pontificale du Latran. Quel souvenir avez-vous de cette période?
VALLINI : C’était l’époque du Concile Vatican II. On vivait cette atmosphère avec enthousiasme. Je m’en souviens comme d’un moment très beau et très riche de ma vie. J’ai vécu le Concile avec une grande passion. Je l’ai suivi, j’en ai étudié les Actes. En somme, le Concile Vatican II a été l’orientation majeure de mon sacerdoce.
Dans cette période, vous entrez en contact avec le groupe laïque “Seguimi”.
VALLINI : Il s’agit d’une réalité ecclésiale prometteuse mais, en vérité, assez peu connue. Je suis entré en contact avec cette association de fidèles parce que le co-fondateur était l’un de mes professeurs, le père Anastasio Gutiérrez, un clarétien espagnol, grand juriste et grand prêtre. “Seguimi” était et est une réalité née pour aider tous les fidèles, laïques mais aussi prêtres, à développer leur propre vocation. J’y ai adhéré pour être aidé spirituellement à vivre pleinement ma vocation de prêtre diocésain.
Outre le père Gutiérrez, on trouve parmi vos maîtres de l’époque deux laïcs comme Guido Gonella et Gabrio Lombardi.
VALLINI : Lombardi enseignait Institutions de droit romain et Gonella Philosophie du droit. C’était une époque de grande ferveur ecclésiale et culturelle et il était passionnant de suivre les cours de ces deux personnalités dont j’ai un grand souvenir comme professeurs, mais aussi comme hommes et comme chrétiens.
Mais Gonella et Lombardi étaient aussi engagés politiquement. En revanche, on dit de vous que vous êtes “apolitique”.
VALLINI : Ce n’est pas exact. Tout d’abord, je suis un citoyen et en tant que tel, je suis présent dans la vie sociale et donc politique, mais en donnant à la politique la signification que lui donnait Paul VI: la plus haute forme de charité sociale. Je ne suis donc pas un “apolitique”, je ne me sens pas un “apolitique” et je ne veux pas en être un. En revanche, l’activité de parti proprement dite est autre chose, c’est la tâche spécifique des chrétiens laïques, appelés à gérer les modalités et les formes concrètes de la réalisation du bien commun dans la société.
En tant que vicaire, vous aurez aussi à faire avec les autorités civiles de la ville. Avec quels critères vous rapporterez-vous à ces autorités et au monde politique en général ?
VALLINI : Mon “étoile polaire” ne pourra être que la doctrine du concile Vatican II sur les rapports entre Église et communauté politique, et plus précisément, le paragraphe 76 de la Constitution pastorale Gaudium et Spes, où le Concile établit les lignes directrices de ces rapports. Ce sont des rapports de collaboration loyale et sincère, d’un engagement commun pour le bien commun.
Y a-t-il un aspect du bien commun qui vous tient particulièrement à cœur?
VALLINI : Nous le voyons tout simplement en marchant dans la rue: il y a tant de gens qui souffrent. En ce sens, la dimension de la caritas – qui, pour nous chrétiens, n’est pas simplement l’aumône ou l’aide occasionnelle, mais une expression de l’amour de Jésus, inlassable auprès des personnes, de ses frères souffrants – sera un point sur lequel nous continuerons à collaborer avec les autorités, comme on l’a toujours fait à Rome de manière tout à fait louable.
C’est pour cela que votre première visite de cardinal vicaire – même s’il ne s’agissait pas d’une visite officielle – a été pour une communauté d’accueil de la Caritas diocésaine où des femmes victimes de la “traite” sont reçues et aidées à une réinsertion sociale…
VALLINI : L’Église de Rome, selon la très belle expression de saint Ignace d’Antioche, est celle qui «préside dans la charité». C’est aussi pour cela que l’Église de Rome et, si possible, la ville de Rome aussi, doivent briller dans l’aide aux derniers de la société. Il m’a donc semblé naturel de commencer par visiter l’une des nombreuses initiatives de la si méritante Caritas de notre diocèse.
Revenons à vos expériences romaines précédentes. En 1971, après les deux années que vous avez passées à Naples, vous revenez à Rome, appelé par Mgr Pietro Pavan, devenu par la suite cardinal, pour enseigner le droit public ecclésiastique à l’université Pontificale du Latran, où vous restez jusqu’en 1978. Ce furent des années chaudes, sur le plan politique comme sur le plan ecclésial.
VALLINI : En effet, c’étaient des temps difficiles. Je me souviens encore avec émotion du jour de l’enlèvement d’Aldo Moro et de l’assassinat des hommes de son escorte. Ce matin-là, je tenais un séminaire d’études sur le “Droit à la liberté religieuse et l’article 7 de la Déclaration d’Helsinki”. Mgr Achille Silvestrini, aujourd’hui cardinal, siégeait parmi les intervenants. La dramatique nouvelle nous est arrivée pendant l’intervalle. C’étaient des années chargées d’événements qui faisaient beaucoup souffrir.
C’étaient aussi les années turbulentes de l’après Concile.
VALLINI : Comme j’ai eu l’occasion de le dire il y a quelques années dans une interview publiée justement par 30Giorni, mon point de référence dans cette période qui n’a pas toujours été sereine, même au niveau ecclésiastique, a constamment été Paul VI et son magistère. Ma vision du Concile a été la sienne, une vision, pour reprendre la terminologie adoptée par Benoît XVI dans son discours à la Curie romaine du 22 décembre 2005, fondée sur l’« herméneutique de la réforme », et certainement pas sur celle «de la discontinuité et de la rupture».
Il y eu, en automne 1976 à Rome, un congrès ecclésial intitulé “Évangélisation et promotion humaine”. Quel souvenir en avez-vous ?
VALLINI : J’y ai participé volontiers. J’en ai dans l’ensemble un bon souvenir, car cela a été un moment de grande ferveur ecclésiale, très intéressant, même si – il est bon de le rappeler – cette rencontre a présenté des aspects qui ont dû, au fil du temps, être approfondis ultérieurement.
Votre troisième séjour à Rome remonte enfin à 2004, lorsque – après avoir été évêque auxiliaire de Naples de 1989 à 1999, année où vous êtes devenu évêque d’Albano –, vous avez été nommé préfet de la Signature apostolique. Quelle image avez-vous de la ville et du diocèse de Rome dans ces dernières années?
VALLINI : En réalité, je connais très peu Rome, parce que mes fonctions m’ont contraint jusqu’ici à une vie presque monacale de travail et d’étude qui m’a en quelque sorte extrait du contexte dans lequel j’ai pourtant vécu. Je ferai tout mon possible pour connaître au plus tôt la réalité de mon diocèse. J’ai déjà commencé à le faire avec l’aide précieuse du Vice-gérant, des évêques auxiliaires et des collaborateurs des bureaux du Vicariat.
Votre première visite à une paroisse romaine s’est déroulée le 13 juillet dans l’église Santa Maria in Traspontina. Pourquoi justement là?
VALLINI : Parce que c’est dans cette paroisse que se déroulent les festivités traditionnelles en l’honneur de Notre-Dame du Mont Carmel, que l’Église commémore le 16 juillet. Cela a été une occasion providentielle pour mettre ma nouvelle mission sous la douce protection de la bienheureuse Vierge Marie.
Y a-t-il, dans le clergé romain, quelque personnalité qui vous inspire particulièrement?
VALLINI : Je garde un très beau souvenir de Mgr Roberto Masi, recteur du Collège Saint Apollinaire. C’est lui qui m’a accueilli lorsque je suis arrivé à Rome en 1964. C’était un théologien, mais surtout un grand prêtre, qui nous guidait par le témoignage de sa vie plus encore que par son enseignement, qui était bienvenu.
Avez-vous des projets pour vos nouvelles fonctions?
VALLINI : Je n’ai pas, et je ne peux pas avoir de projets personnels. Le diocèse de Rome est un diocèse particulier. Son évêque est le Pape et je n’en suis que le vicaire. J’accomplirai donc la volonté du Saint Père, je suivrai ses indications et, avec le Vice-gérant, les évêques auxiliaires, les curés et tous les opérateurs pastoraux, j’essaierai d’apporter ma contribution pour qu’elles soient appliquées, dans l’espoir que Jésus, le Seigneur, sera toujours plus connu et aimé des romains. C’est dans cet esprit que, dans mon premier message au diocèse, j’ai rappelé les paroles exigeantes de Benoît XVI au récent Congrès ecclésial diocésain, lorsqu’il a parlé de l’« émergence éducative » et qu’il en a fixé les objectifs pour la prochaine année pastorale, dans l’optique de l’espérance théologale, celle que Charles Péguy définit par une belle image: la «vertu enfant».
Éminence, une question personnelle. Vous avez déjà fait allusion au fait que votre père était carabinier. Quel souvenir avez-vous de lui et quelle influence a-t-il eu sur vous?
VALLINI : Par sa vie même, il m’a donné un grand exemple, et il a donc été un grand éducateur. Il était d’origine modeste, il avait un grand sens de la justice et c’est pour cela que, comme on dit “personne ne lui faisait baisser les yeux”; mais c’était aussi un homme de cœur et une personne qui a passé de nombreuses années de sa vie, après ses heures de service, au service de pauvres de Naples, dans le quartier où nous habitions. Je dois avouer que chaque fois que je me trouve devant un choix à accomplir, la première question que je me pose est la suivante: mais que ferait mon père à ma place? C’est pour cela que je recommande toujours aux pères de famille que je rencontre d’être un point de référence humain et chrétien pour leurs enfants. Les enfants, même si nous ne nous en rendons pas compte, regardent toujours leurs parents et ils suivent leurs exemples plus que leurs paroles. Ceci vaut pour les petites choses comme pour les grande choses de la vie.
Dans ce même message envoyé au lendemain de votre nomination, on trouve la constatation que dans la Ville éternelle «nombreux sont ceux qui ont besoin de quelqu’un qui leur manifeste le mystère de Jésus-Christ»…
VALLINI : C’est un fait, mais cela ne doit pas nous décourager. Cela doit au contraire nous pousser à prier plus pour que nous devenions capables de montrer, par le témoignage de notre vie et de notre ferveur apostolique, le beau visage de l’Épouse du Christ, pour que l’Église de Rome, pour que chacune de ses paroisses, puisse être un lieu d’espérance chrétienne où tous puissent découvrir la joie de la foi chrétienne. Parce que notre diocèse est le diocèse du Pape et que pour cela, il a le devoir d’être un exemple et ne peut s’y soustraire.
Toujours dans ce même message, vous écrivez que pour une action pastorale efficace aujourd’hui, «les rendez-vous traditionnels de la vie chrétienne ne suffisent plus»…
VALLINI : Ceci ne veut pas dire qu’il faille abandonner ces rendez-vous traditionnels, qui conservent toute leur validité et toute leur actualité. Mais ils ne suffisent plus à atteindre tout le monde, en particulier ceux qui n’ont plus de contacts avec l’Église. En outre, il n’est plus suffisant – cela l’était peut-être autrefois –, de s’occuper de ceux qui ont ces contacts et qui continuent à les avoir comme s’ils avaient toujours la foi. Le monde d’aujourd’hui est plus difficile, il est donc nécessaire que la “bonne nouvelle”, l’Évangile, soit de nouveau annoncée et accueillie comme raison de vie, capable de donner lumière et force de salut à l’homme de notre temps. Il est nécessaire que le cœur de cet homme soit touché par la grâce du Seigneur et se sente accueilli par sa miséricorde.
De 1985 à l’année dernière, la charge de vicaire du Pape pour Rome a été associée à celle de président de la Conférence des évêques italiens, d’abord en la personne du cardinal Ugo Poletti puis en celle du cardinal Ruini. Vous serez donc, après une longue période, le premier cardinal vicaire non président de la CEI.
VALLINI : J’en suis très heureux, parce que je serais très préoccupé de devoir m’occuper d’une réalité encore plus grande. Je crois que le diocèse de Rome mérite que je m’y consacre à temps plein sans autres charges.
La biographie du cardinal Agostino Vallini, Juriste et pasteur
Si Fiorenzo Angelini, âgé de quatre-vingt-dix ans, est resté le seul cardinal “romain de Rome”, Agostino Vallini, 68 ans, est l’unique cardinal électeur du Sacré Collège qui soit né dans le Latium. En effet, il est originaire de Poli, un petit village de la province de Rome, dans le diocèse de Tivoli où son père, officier des carabiniers d’origine toscane, se trouvait en garnison. Une fois la guerre éclatée, son père est arrêté par les Allemands et déporté en Allemagne. Sa mère est donc amenée à revenir avec ses deux enfants, le petit Agostino et sa sœur aînée, dans son village, Corchiano, (province de Viterbe) où le futur cardinal fait son école primaire et suit le parcours de l’initiation chrétienne sous la direction du curé, don Domenico Anselmi – qui est toujours en vie –, qui le veut comme enfant de chœur. Une fois la guerre finie, la famille peut se réunir et se transfère en 1949 d’abord à Caserte puis en 1951 à Naples. En 1952, Agostino perd sa mère et entre au séminaire où il reste douze ans en parcourant toutes les étapes de la formation au sacerdoce.
Après avoir été ordonné prêtre en 1964, Vallini est envoyé à Rome pour se spécialiser en Droit canonique, en vue du futur enseignement à la Faculté théologique de Naples. Une fois terminées ses études romaines en 1969, il retourne à Naples où il commence à enseigner le Droit canonique. Deux ans après, il est appelé, sur la proposition du recteur de l’université pontificale du Latran, Mgr Pietro Pavan, devenu par la suite cardinal, à y recouvrir la charge d’enseignant de Droit public ecclésiastique. Il associe ce travail d’étude et de recherche qui le passionne à son enseignement de Naples et à une collaboration à temps partiel à la pastorale en paroisse dans le quartier populaire de Barra, à Naples, aux côtés des étudiants de la FUCI (Fédération universitaire catholique italienne) et comme assistant ecclésiastique de la section napolitaine de l’Usmi (Union des Supérieures Majeures d’Italie ndr). En 1978, Vallini quitte l’enseignement du Latran pour faire retour à Naples, où il est appelé par le cardinal Corrado Ursi qui le nomme recteur du Séminaire majeur, charge qu’il recouvre jusqu’en 1987, année où il est nommé doyen de la section Saint Thomas de la faculté théologique de l’Italie méridionale.
En 1989, Jean Paul II nomme Vallini auxiliaire du cardinal Michele Giordano. Devenu également vicaire général, il s’occupe de la préparation de la visite pastorale de Jean Paul II à Naples du 9 au 11 novembre 1990. En novembre 1990, arrive sa nomination comme évêque d’Albano. Vallini reste alors pendant longtemps, au sein de la Conférence des évêques italiens (CEI) membre de la Commission pour les problèmes juridiques avant de devenir président du Comité pour les Instituts et Biens ecclésiastiques.
En mai 2004, Jean Paul II le nomme préfet du Tribunal suprême de la Signature apostolique et, en mars 2006, à son premier consistoire, Benoît XVI le crée cardinal.
Le 27 juin dernier, Benoît XVI le nomme son vicaire général pour le diocèse de Rome, ainsi qu’archiprêtre de l’archibasilique papale du Latran et grand chancelier de l’université Pontificale du Latran.
Le cardinal Vallini est membre de diverses Congrégations: pour les Causes des Saints, pour les évêques, pour l’Évangélisation des peuples, pour les Religieux; du Conseil Pontifical pour les Textes législatifs; de l’Administration du Patrimoine du Siège apostolique.
La Messa capitolare del cardinale Vallini
Sept 29, 2008
Con una solenne cerimonia, domenica 28 settembre, il porporato ha assunto ufficialmente il titolo di arciprete della basilica di San Giovanni in Laterano.
(29 settembre 2008, romasette.it) «A chi viene pellegrino a Roma noi, che abbiamo l’onore di custodire questa basilica, cattedrale del Papa e madre di tutte le Chiese, dobbiamo offrire la nostra santità personale con la testimonianza della nostra vita, la forza della preghiera e della liturgia e, inoltre, con l’accoglienza che è guida spirituale attraverso il sacramento della Riconciliazione e del perdono». Lo ha affermato il cardinale vicario Agostino Vallini durante l’omelia della Messa capitolare da lui presieduta domenica 28 settembre nella basilica di San Giovanni in Laterano e che ha sancito il suo insediamento ufficiale come arciprete della cattedrale di Roma, incarico cui è stato chiamato dal Papa, che per tradizione lo affida al suo vicario diocesano per l’intera durata del mandato.
La solenne celebrazione è stata preceduta da una breve cerimonia nella Cappella Colonna, dove il cardinale ha presentato la lettera bollata papale al camerlengo, monsignor Gianfranco Bella, il quale, verificatene autenticità e integrità, l’ha porta al segretario del Capitolo Laterarnense, monsignor Italo Taddei, che ne ha dato lettura al Capitolo in lingua latina. Nella stessa lingua il cardinale arciprete ha poi prestato giuramento sul libro dei Vangeli e, dopo essere stato accompagnato al suo scranno dal decano del Capitolo Lateranense, monsignor Giovanni Battista Proja, ha anche presieduto la preghiera delle Lodi.
Poco dopo, presso l’altare papale, ha avuto inizio la Messa capitolare, concelebrata sempre in latino dall’intero capitolo (presenti anche il pro-arciprete, monsignor Domenico Pecile, l’altro camerlengo, monsignor Ottavio Petroni, e i due cappellani della basilica, monsignor Francesco Saverio Salerno, vescovo titolare di Cerveteri, e monsignor Francesco Camaldo). Alla liturgia hanno assistito i frati minori penitenzieri e le tre comunità religiose femminili che offrono il loro servizio presso la basilica del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano: le suore Figlie della Madonna del Divino Amore, le Missionarie dell’Eucaristia e le Missionarie della Divina Rivelazione.
Dopo il saluto liturgico iniziale, il segretario del Capitolo, monsignor Taddei, ha dato lettura della lettera papale in lingua italiana a tutta l’assemblea, seguito da un breve indirizzo di saluto da parte del decano, monsignor Proja che, in particolare, si è rivolto al cardinale con queste parole: «L’ultimo dei profeti e l’evangelista che, come aquila, penetra con sguardo di fede il mistero del Verbo incarnato, ispirino l’annuncio della Parola nella nostra città, perché gli uomini di buona volontà riconoscano in Gesù Cristo il Salvatore, in cui si compiono le aspirazioni alla gioia e alla verità che ogni persona porta nel cuore».
Benoît XVI nous appelle à la tendresse, écoutons-le !
Sept 05, 2008
Lourdes, le 05 septembre 2008 - E.S.M. - Entretien avec le cardinal Agostino Vallini, nouveau vicaire du pape Benoît XVI pour le diocèse de Rome qui est souvent venu à Lourdes, comme séminariste.
Entretien avec le cardinal Agostino Vallini, nouveau vicaire du pape Benoît XVI pour le diocèse de Rome.
Vous êtes souvent venu à Lourdes, comme séminariste et prêtre de Naples d’abord, puis comme évêque. En cette année du 150è anniversaire des apparitions quel témoignage de la grâce de Lourdes dans votre vie pouvez-vous donner ?
- Ce jubilé de Lourdes marque mon premier pèlerinage avec le diocèse de Rome, dont le pape m’a confié la charge en son nom. Vicaire du pape, je peux témoigner que Lourdes a joué un rôle important dans ma formation sacerdotale. Il y a cinquante ans je suis venu comme séminariste, pour le centenaire des apparitions. J’avais à l’époque étudié les miracles de Lourdes dans le cadre de ma formation. L’expérience du pèlerinage s’est poursuivie ensuite, avec l’organisation UNITALSI dont j’étais assistant spirituel, puis avec l’Opera Napoletana, œuvre napolitaine des pèlerinages. Originaire de Rome, j’ai été incardiné dans le diocèse de Naples où ma famille s’était installée en raison de la profession de mon père. Évêque auxiliaire de Naples, puis évêque d’Albano - où se situe Castel Gandolfo - j’ai toujours aimé venir à Lourdes, une vingtaine de fois au moins, y compris lorsque ces dernières années j’ai travaillé avec la curie romaine comme préfet du tribunal de la signature apostolique. Au-delà des grandes célébrations si riches spirituellement, je suis touché par les rencontres vécues à Lourdes dans la joie et la confiance. Souvent, après des conversations profondes, nous cherchons des moments de silence à la grotte pour intérioriser ces grandes choses et les offrir au Seigneur. Le silence n’est pas encore assez favorisé dans le lieu saint, des efforts en ce sens sont encore à mettre en œuvre pour assimiler le message reçu, pour aller au cœur de la foi…
- Aux prêtres de Rome présents à Lourdes vous avez parlé de l’importance du ministère de la réconciliation. Y voyez-vous la priorité du prêtre?
- Oui, à Lourdes l’essentiel se passe dans le cœur des personnes. La conversion du cœur : c’est cela la pénitence dont parle la Vierge à Bernadette. Des gens font deux heures de queue pour se confesser, comme dans la salle d’attente du médecin. Là se situe le miracle auquel les prêtres participent. Leur mission est primordiale pour que la grâce soit accueillie en profondeur et porte des fruits. Je les encourage, je souhaite que leur ministère de réconciliation soit toujours plus mis en valeur : seul le prêtre pourra remplacer le prêtre !
- « Suis-moi » est votre devise épiscopale. En quoi s’enracine-t-elle dans l’expérience de votre saint patron, Augustin d’Hippone, dont vous êtes spirituellement si proche ?
- Quand Jésus appelle ses apôtres, il dit à chacun : « Suis-moi ». Saint Augustin, docteur de l’amour, est pour moi le grand modèle de l’évêque qui a mis ses pas dans ceux du Christ, de façon radicale, afin de répondre à son appel. Évêque depuis vingt ans je cherche à être un disciple du Christ, avec humilité et douceur dans la passion apostolique. Le pontificat actuel est d’ailleurs placé sous le signe de saint Augustin, dans une dynamique de recentrage sur le mystère chrétien. Soyons vigilants face au relativisme, comme aux temps de la primitive Église, gardons vivante au cœur l’expérience du Christ pour en rayonner dans notre chair en joyeux témoins de la miséricorde divine.
- Avez-vous un programme missionnaire pour Rome et pensez-vous que le pape ait un programme pour toute l’Église, lequel?
- Je n’ai pas de programme, je suis disponible pour mettre en œuvre les intuitions et les décisions du pape dans son diocèse de Rome. Ce pape qui vient à Lourdes est un apôtre de la miséricorde, grand signe de la bonté de Dieu. Cette bonté est la mission que le Christ confie à tous les baptisés, et aux évêques en particulier bien sûr : c’est bien plus important que tous les programmes humains élaborés dans nos têtes et souvent contrariés par la réalité. Benoît XVI exprime dans sa personne le charisme pétrinien de sûreté doctrinale, et le charisme de la douceur mariale. Il indique la route à suivre avec bienveillance pour que personne ne se perde, il incarne d’une certaine façon la bonté divine, par son affabilité, par sa tendresse paternelle. En cela il est un signe d’espérance pour ce monde marqué par la violence et l’égoïsme. J’étais auprès de lui ces derniers jours, tandis qu’il préparait sa visite à Lourdes projetée par lui depuis trois ans déjà. Je sais que ses gestes et ses paroles auront une force de renouveau intérieur surprenante pour tous ceux qui voudront être attentifs. Le pape nous appelle à la tendresse, écoutons-le !
Un itinerario di fede e di speranza
Sept 02, 2008
Il cardinale vicario Agostino Vallini racconta il suo primo pellegrinaggio a Lourdes a capo della diocesi di Roma.
(Radio Vaticana) Un itinerario di fede e di speranza capace di portare la pace nei cuori: è questa una delle realtà presenti nel pellegrinaggio che sta compiendo la diocesi di Roma a Lourdes e che si concluderà il prossimo 30 agosto. Il cammino spirituale diventa quest’anno, in occasione del 150.mo anniversario delle apparizioni della Madonna, un momento importante di riflessione ma anche di preghiera e raccoglimento. Elena Mandarano ha raccolto il commento del cardinale Agostino Vallini, vicario di Roma, che ieri ha aperto ufficialmente il pellegrinaggio con la Santa Messa.
R. - Il messaggio della Madonna a realizzare la propria vita secondo il Vangelo è un messaggio attuale ancora oggi. La gente è affamata di questo messaggio di Lourdes, tant’è vero che viene con tanto desiderio di vita nuova.
D. - Il tema pastorale di quest’anno è “Venite alla fonte e lavatevi”. Qual è il significato?
R. - Fa riferimento al messaggio della Madonna che invitava Bernardette a scavare lì, vicino alla Grotta. E lei bevve a quell’acqua, un’acqua non soltanto fisica ma anche un’acqua spirituale che vuol dire purificazione, adesione al Signore con cuore limpido e sincero.
D. - Maria Madre, quindi, che indica le orme di Cristo...
R. - Ci siamo messi alla scuola di Maria. Adesso, pian piano, cercheremo di percorrere questo cammino di purificazione, abbeverarci a quest’acqua: non solo all’acqua della fonte, non solo alle piscine ma - direi - anche all’acqua del Sacramento della penitenza, all’acqua della carità. Io spero che il cammino spirituale possa portare veramente grande frutto. E poi, c’è anche questa grande attesa per la visita del Santo Padre: io ho portato ai pellegrini la benedizione del Papa, che ho incontrato qualche giorno fa, e loro pregano e vedo che a Lourdes il riferimento al prossimo viaggio apostolico del Santo Padre è veramente atteso.
D. - Eminenza, questo è il suo primo pellegrinaggio come vicario di Roma. Che significato riveste per lei?
R. - Devo dire che io sono stato a Lourdes tanti anni. La prima volta 50 anni fa, e oggi ritorno con una nuova responsabilità, con il desiderio di un bagno di fiducia, di conforto, di sostegno. Ho bisogno io stesso di purificarmi a quest’acqua, di diventare migliore nel cuore, nello spirito, di essere pronto al servizio in collaborazione umile, ma anche generosa con il Santo Padre. Quindi, vengo anch’io a scuola di Maria e spero di potere apprendere quanto più è possibile la scienza dell’amore, della fede e della speranza. Così, servendo il regno di Dio.
Prima uscita romana del nuovo cardinale vicario Agostino Vallini
Jul 14, 2008
Prima uscita pubblica per il cardinale Agostino Vallini dopo la nomina a vicario del papa per la diocesi di Roma.
(korazym.org, 13 Luglio 2008) Domenica mattina il cardinale ha celebrato la Santa Messa nella chiesa della Traspontina, parrocchia carmelitana di via della Conciliazione, a pochi passi dal Vaticano. La Festa della Madonna del Carmine che ricorre il 16 luglio è stata celebrata con la messa solenne e la processione.
Come tradizione a celebrare le messe della novena di preparazione e la festa sono stati invitati cardinali " parrocchiani" della zona. Negli anni passati il cardinale Ratzinger partecipava abitualmente alle celebrazioni. Quest’ anno tra i celebranti nelle giornate della novena anche i cardinali Jose Saraiva Martins, Attilio Nicora, Claudio Hummes, Francesco Rodè, Giovanni Lajolo e il 16 mattina sarà Gianfranco Ravasi a concludere le riflessioni.
Agostino Vallini, piacevolmente sorpreso dalla presenza di un paio di fotografi e giornalisti, ha celebrato le messa e tenuto una omelia tutta dedicata alla Parola di Dio e al Si di Maria, ed ha salutato il parroco ricordando il compito di essere porta di accesso per i fedeli che arrivano a San Pietro, ma anche una vera comunità parrocchiale che si prenda cura di ognuno. Una vista straordinaria per la sua immediatezza e per il momento specifico della Festa popolare della Madonna del Carmine, ha ricordato il parroco padre Piero Leta.
"Chiediamo al Signore di liberarci da tutte quelle incrostazione di abitudine per cui la parola di Dio scivola dal nostro cuore" ha detto il cardinale all’ inizio della Messa. Poi la riflessione mariana, la forza dell’ affidamento alla parola, alla volontà di Dio che oltrepassa la ragione. Un piccolo riferimento personale per il cardinale che si è detto un po’ spaventato per il compito che lo attende ma fiducioso nell’ aiuto del Signore. Ed ha concluso: "La testimonianza che date è molto bella, vorrei incoraggiarvi ad incrementare non solo con le parrocchia ma come famiglie e singoli l’impegno a essere vicini a chi ha bisogno di aiuto".
Salutato e applaudito dai fedeli accorsi per la festa, il vicario del papa per Roma, dopo la messa si è fermato a salutare la comunità dei padri carmelitani e i membri della Confraternita che si occupa dei festeggiamenti con i portatori della statua della Madonna. Nel pomeriggio, la festa si è spostata nelle strade di Borghi tra la gente per la processione, la festa e i fuochi d’artificio.
Le cardinal Vallini exprime sa sincère gratitude à Benoît XVI pour sa confiance
Jul 02, 2008
Cité du Vatican, le 02 juillet 2008 - E.S.M. - Le Cardinal Agostino Vallini salue le Diocèse de Rome. « Vous le savez, le Pape Benoît XVI m’envoie à vous comme Son Vicaire Général. A Lui, notre Evêque, j’adresse ma première pensée pour lui exprimer des sentiments de communion intime, de profonde vénération et de sincère gratitude pour la confiance qu’il a bien voulu placer en moi ».
VATICAN - Le Cardinal Agostino Vallini salue le Diocèse de Rome: « Nous devons travailler pour ‘éduquer à l’espérance’, pour que le Diocèse de Rome continue avec une ardeur nouvelle à annoncer l’Evangile de Jésus Ressuscité »
« Vous le savez, le Pape Benoît XVI m’envoie à vous comme Son Vicaire Général. A Lui, notre Evêque, j’adresse ma première pensée pour lui exprimer des sentiments de communion intime, de profonde vénération et de sincère gratitude pour la confiance qu’il a bien voulu placer en moi, comme signe d’une singulière bienveillance ». C’est ce qu’écrit le Cardinal Agostino Vallini, Vicaire Général du Saint-Père, dans son Message de salut au diocèse de Rome. « Je salue avec joie tout le Peuple de Dieu qui est à Rome : les familles, les jeunes, les malades, les personnes âgées, les pauvres, les personnes seules et, dans un esprit d’amitié cordiale, tous ceux qui vivent dans notre ville, au service de qui, dans une aide aimable au Saint-Père, je suis envoyé pour l’annonce de l’Evangile, et le témoignage de la charité du Christ. Comme Pasteur et concitoyen, je me sens proche, ami et allié de chaque personne dans la promotion et dans la défense des droits fondamentaux et de la dignité de chacun ».
Après avoir exprimé ses sentiments aux différents éléments qui composent la communauté diocésaine et civile, le Cardinal Vallini déclare qu’il ressent « un sens d’incapacité et d’anxiété humaine » pour remplir ce ministère, conscient de la tâche exemplaire que l’Eglise de Rome « qui préside dans la charité » est appelée à remplir envers toutes les autres Eglises répandues dans le monde. « Je sens présents les grands problèmes de la modernité, qui ont créé chez de nombreux hommes et femmes une situation d’égarement spirituel, d’incertitude et de crainte pour l’avenir, et toutes les autres provocations envers l’Eglise, pour qu’elle s’engage à montrer, par le témoignage de la vie et la ferveur apostolique, le beau visage de l’épouse du Christ, lieu et école d’espérance chrétienne ».
Le Cardinal cite en outre tous les baptisés et tous ceux qui n’ont pas encore reçu l’annonce de l’Evangile, qui « ont besoin de quelqu’un qui leur manifeste le mystère de Jésus-Christ, le Seigneur de la vie, en proposant, avec la lumière de la parole et le courage du témoignage, le message évangélique, pour qu’ils découvrent ou redécouvrent les raisons fascinantes de la foi biblique et la joie de la vivre ». Au terme de son message, en indiquant les objectifs pastoraux des prochaines années, le Cardinal conclut en ces termes : « Nous devons travailler pour ‘éduquer à l’espérance’, pour que le Diocèse de Rome continue avec une ardeur nouvelle à annoncer l’Evangile de Jésus Ressuscité, ‘prémisse ‘ de la vie nouvelle qui n’aura jamais de fin, à former à la prière persévérante qui purifie le cœur, ouvre à Dieu et à nos frères, et nous pousse au témoignage de l’amour, en particulier envers les pauvres, à coopérer avec une attitude positive qui sait trouver le bien partout où il est ».
Le 27 juin, le Saint-Père-Père Benoît XVI avait reçu les Secrétaires du Vicariat de Rome pour le congé du Cardinal Camillo Ruini, de sa charge de Vicaire Général pour le Diocèse de Rome, et pour la nomination de son Successeur le Cardinal Agostino Vallini. Dans son discours, le Saint-Père a remercié le Cardinal Ruini pour son long service comme Vicaire Général du Diocèse de Rome, rappelant « les multiples aspects de ce ministère de longue durée et fort apprécié » : sentiments de gratitude exprimés dans la Lettre envoyée par le Saint-Père au Cardinal, à l’occasion du XXVe anniversaire de son Episcopat.
Rappelant « le charisme missionnaire du Pape Jean Paul II, un géant authentique de la foi et de la mission de l’Eglise », le Saint-Père a souligné qu’il avait eu « une influence déterminante sur la période de son Pontificat, en particulier sur le temps de préparation au Jubilé de l’An 2000 ; et cela a pu se vérifier directement dans le Diocèse de Rome, le Diocèse du Pape, grâce à l’engagement constant du Cardinal Vicaire et de ses collaborateurs ». La Mission Citadine de Rome et les « Dialogues à la Cathédrale », restent « une expression d’une Eglise qui, au moment même où elle prenait conscience plus grande de son identité diocésaine et en assumait progressivement la physionomie, s’ouvrait de manière résolue à une mentalité missionnaire et à un style de vie cohérent avec elle, mentalité et style destinés à ne pas durer seulement le temps d’une saison, mais au contraire, comme cela a été souvent rappelé, à devenir permanents ». Le Pape a attribué tout le mérite de cet aspect au Cardinal Ruini, qui l’a promu et qui l’a suivi, non seulement à Rome, mais aussi au niveau de toute l’Italie, en tant que Président de la conférence Episcopale.
« La sollicitude pour la mission, a poursuivi le Saint-Père s’adressant au Cardinal Ruini, a toujours été accompagnée et soutenue par une capacité excellente de réflexion théologique et philosophique, que vous avez manifestée et exercée dès vos années de jeunesse. L’apostolat, tout spécialement en notre temps, doit se nourrir constamment de la pensée, pour motiver la signification des gestes et des actions, autrement, il est destiné à se réduire à un activisme stérile ». Le Saint-Père a fait l’éloge du Cardinal Ruini pour avoir donné un exemple « qui reste au-delà des initiatives du moment, un exemple dans l’engagement de ‘penser la foi’, dans une fidélité absolue au Magistère de l’Eglise, avec une attention ponctuelle aux enseignements de l’Evêque de Rome et, en même temps, dans l’écoute constante des questions qui ressortent de la culture contemporaine et des problèmes de la société actuelle ».
Puis le Pape Benoît XVI a présenté le nouveau Cardinal Vicaire, Mgr Agostino Vallini : « Je le salue avec une grande affection et je l’accueille dans la nouvelle charge que je lui confie en tenant compte de son expérience pastorale, qui a mûri tout d’abord comme Auxiliaire dans le grand Diocèse de Naples, et puis comme Evêque d’Albano ; des expériences auxquelles il unit des dons de sagesse éprouvés et d’affabilité. Cher Monsieur le Cardinal, dès aujourd’hui ma prière pour vous se fera particulièrement intense, afin que le Seigneur vous accorde toutes les grâces nécessaires pour cette nouvelle tâche. Je vous encourage à exprimer en plénitude votre zèle pastoral, et je vous souhaite une ministère serein qui porte de nombreux fruits ».
Il neoeletto, un esperto di canoni e codici
Jul 01, 2008
Non ci sono state grandi sorprese nella nomina del cardinal Valline, studioso e un canonista di fama internazionale e uomo con una solida esperienza pastorale, maturata prima come ausiliare a Napoli e poi come vescovo di Albano.
ROMA (27 giugno) - Da mesi si parlava della sua candidatura anche se - specie quando il suo nome era cominciato a circolare - molti in Curia aveva mostrato incredulità: un esperto di canoni e codici alla guida della Diocesi del Papa? Lui stesso, l'interessato, sembrava restio ad assumere un tale incarico.
Il Card. Vallini è nato 68 anni fa a Poli, un piccolo paesino alle porte di Roma. E' l'unico cardinale elettore nato nel cuore della cattolicità. Laureato alla Lateranense di Roma in «utroque iure» è tuttora docente di diritto canonico alla facoltà teologica di Napoli. Oltre ad essere apprezzato e stimato da Benedetto XVI, è uomo gradito sia a Bertone che a Ruini, e la convergenza tra i due si è già dimostrata risolutiva un anno fa nella scelta di Bagnasco come successore di Ruini alla presidenza della Cei (tra l'altro anche per quell'incarico sembra il Papa avesse pensato in prima battuta proprio a Vallini).
Figlio di un maresciallo dei carabinieri, deportato dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, Vallini ha vissuto fino all'adolescenza nel quartiere Barra di Napoli. È descritto come una persona molto riservata ma affabile, «apolitica» ma attenta alle vicende italiane, capace di ascolto e di grande umanità, come ha dimostrato a Napoli, quando nel 1990 venne nominato vicario generale per la diocesi (allora guidata dal card. Michele Giordano). Passato poi ad Albano, ha retto per circa quattro anni la diocesi laziale, oltre 500 mila fedeli sparsi nella grande area sud della capitale, dove ha gestito anche la delicata vicenda della rimozione di un parroco di Pomezia, accusato di pedofilia.
Nel maggio 2004 il Papa lo ha chiamato in Curia a guidare uno dei dicasteri meno conosciuti del Vaticano, quello del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica: un organismo che presenta una certa analogia con la Corte di Cassazione e il Consiglio di Stato ed ha competenze giudiziarie, contenziose-amministrative e amministrative disciplinare. Adesso per Vallini la grande sfida pastorale: quella di vescovo vicario del Papa.
Cardinal Agostino New Vicar for Rome
Jun 28, 2008
Education to Be Primary Objective of His Work.
VATICAN CITY, JUNE 27, 2008 (Zenit.org).- Benedict XVI appointed cardinal Agostino Vallini, prefect of the Apostolic Signature, as his new vicar for the Diocese of Rome and archpriest of the Basilica St. John Lateran.
Cardinal Vallini, 68, succeeds Cardinal Camillo Ruini, 77, who presented his resignation for reasons of age. The latter had been the vicar for Rome since 1991.
The Pontiff received the two cardinals today in the Vatican, accompanied by some 400 priests and representatives of the Diocese of Rome.
Cardinal Vallini expressed in his greeting to the Pope his "sentiments of profound gratitude as well as astonishment and human trepidation for a ministry of such great responsibility and delicacy."
The cardinal underlined as his primary objective to work actively "so that the Church in Rome will be able to educate in hope, continuing with renewed vigor to proclaim the Gospel of the Risen Jesus, first fruit of our hope," and to cooperate "in the effort to render the face of this, our city, more beautiful, more human and more fraternal."
Agostino Vallini was born in 1940, in Poli, Italy, in the Diocese of Tivoli, near Rome.
He was ordained priest in 1964. He studied at the Pontifical Theological Faculty of Naples before being sent to Rome in 1964 to specialize in canon law.
In 1978 he was appointed rector of the Major Seminary of Naples, an office he held until 1987. At that time he was appointed dean of the St. Thomas section of the Theological Faculty of Southern Italy.
He was named an auxiliary bishop of Naples in 1989, and then bishop of Albano in 1999.
In 2004 he was appointed prefect of the Apostolic Signature, and was promoted at the same time to the dignity of archbishop.
He was elevated to cardinal in 2006.
Roma, attesa per domani la nomina del cardinale Vallini
Jun 27, 2008
È attesa per domani a mezzogiorno la nomina del cardinale Agostino Vallini a Vicario generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.
26 giu (Velino) - Nella Sala Clementina del Palazzo apostolico attenderanno l’annuncio i responsabili della diocesi di Roma, presente anche il cardinale Camillo Ruini, che “lascia” dopo 17 anni e mezzo. Sul nome di Vallini, attuale Prefetto del Tribunale della Segnatura Apostolica, pare ci sia la convergenza sia di Ruini sia del cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano, ma soprattutto la ferma decisione del Papa, che lo ha “convinto” ad accettare questo incarico che il porporato inizialmente voleva rifiutare. Le premesse di stima e fiducia ci sono dunque tutte per Vallini, un principe della Chiesa al quale sembra si possa adattare quell’espressione di “umile lavoratore nella vigna del Signore” che Benedetto XVI usò nel giorno della sua elezione al soglio di Pietro. Esperto canonista e studioso riconosciuto, il cardinale Vallini, 68 anni, non manca di esperienza pastorale, che ha sviluppato prima a Napoli e poi ad Albano. Vissuto nella città partenopea, dimostrando doti di spiccata umanità, ha comunque mantenuto un profilo di grande riservatezza. Una dote quest’ultima molto apprezzata da Benedetto XVI e ancora di più - se così si può dire - da Bertone, per il quale i rapporti col mondo politico devono fare capo esclusivamente alla Segreteria di Stato. In questo senso un profilo come quello di Vallini dopo Ruini risponde perfettamente allo scopo.
Il cardinale Agostino Vallini è nato a Poli il 17 aprile 1940. Suo padre, maresciallo dei Carabinieri, è stato deportato nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale. La famiglia Vallini si è quindi trasferita a Napoli, dove il futuro cardinale ha vissuto gli anni dell’adolescenza e del seminario (fino al 19464), e dove è poi tornato prima da professore, poi da Rettore del Seminario Maggiore, quindi da vescovo ausiliare e vicario generale (al fianco del cardinale Michele Giordano). Tra un periodo napoletano e l’altro, il cardinale ha prestato la sua opera a Roma, prima come studente - si è laureato alla Lateranense in “utroque iure” - poi come docente di Diritto pubblico ecclesiastico. Dopo undici anni di servizio come ausiliare a Napoli, il 13 novembre 1999 è stato chiamato a guidare la Chiesa suburbicaria di Albano, dove è stato vescovo per cinque anni, finchè nel 2004 Giovanni Paolo II lo ha nominato prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, incarico che ricopre tuttora. È stato creato cardinale da questo Papa, nel suo primo concistoro, il 24 marzo del 2006.
El Papa nombra al cardenal Vallini nuevo vicario de Roma
Jun 27, 2008
El papa Benedicto XVI nombró al cardenal Agostino Vallini nuevo vicario de Roma, en sustitución de Camillo Ruini, que estuvo al frente de este cargo durante 17 años, informó hoy la oficina de prensa del Vaticano.
(Terra Actualidad - EFE, 27-06-2008) Benedicto XVI presentará hoy personalmente al cardenal a los párrocos y miembros del vicariato en una ceremonia en el Vaticano.
Vallini sustituye a Ruini, de 77 años,que presentó su renuncia al haber superado la edad de jubilación de los prelados (75 años), y que se despidió de la diócesis de Roma el pasado 21 de mayo con una misa en la basílica de San Juan de Letrán,
Vallini, de 68 años, experto canonista, era desde 2004 el actual prefecto del Alto Tribunal de la Signatura Apostólica, máximo órgano judicial de la Iglesia católica.
Fue ordenado obispo en 1989, siendo auxiliar de Nápoles, y posteriormente, de 1999 a 2004, ejerció como obispo de Albano.
En su lugar al frente de la Signatura Apostólica ha sido nombrado el arzobispo de Sant Louis (EEUU) Raymond Leo Burke.
Il cardinal Vallini eletto nuovo vicario di Roma
Jun 27, 2008
«Emergenza educativa obiettivo mio incarico»
ROMA (Il Messaggero, 27 giugno) - Il card. Agostino Vallini, canonista e prefetto del Tribunale della Segnatura Apostolica, è il nuovo cardinale vicario di Roma. Oggi la nomina del Papa. Vallini, 68 anni, nato a Poli in provincia di Roma, prende il posto del card. Camillo Ruini che lascia l'incarico dopo 17 anni e mezzo.
La nomina di Vallini. Il Papa nell'annunciare la nomina del cardinale Vallini a vicario del Papa al posto del cardinale Ruini ha detto: «Lo saluto con grande affetto e lo accolgo nel nuovo incarico che gli affido tenendo conto della sua esperienza pastorale, maturata dapprima quale ausiliare nella grande diocesi di Napoli e poi come vescovo di Albano; esperienze a cui egli unisce provate doti di saggezza e di affabilità». «Caro Signor Cardinale - ha proseguito il Papa - da oggi la mia preghiera per Lei si farà particolarmente intensa, affinché il Signore le conceda tutte le grazie necessarie a questo nuovo compito. La incoraggio ad esprimere in pienezza il Suo zelo pastorale e Le auguro un sereno e proficuo ministero, nel quale - sono certo - potrà avvalersi della costante e generosa collaborazione dei vescovi ausiliari e di tutti i sacerdoti, i religiosi e i laici che lavorano nel Vicariato di Roma».
Vallini e l'emergenza educativa. Con sentimenti di «profonda gratitudine» e insieme di «stupore e umana trepidazione», il card. Agostino Vallini ha accolto la nomina e ha subito fissato «nell'emergenza educativa» il suo obiettivo per il prossimo anno pastorale. «Da oggi viene chiesto anche a me, come membro di questa chiesa e per la responsabilità pastorale che ella mi affida - ha affermato Vallini rivolgendosi al Papa durante la cerimonia - di dedicarmi interamente agli obiettivi dell'emergenza educativa nell'ottica della speranza teologale». Vallini ha ringraziato Benedetto XVI
«per la singolare benevolenza con cui ha voluto guardare a un umile sacerdote per affidare il gravoso e gioioso compito di accompagnare e guidare, in comunione con il successore di Pietro, il cammino pastorale e l'impegno apostolico della
comunità ecclesiale di Roma». «Sono consapevole - ha aggiunto il nuovo vicario - del rapporto unico che la Chiesa di Roma ha con il Papa, rapporto che implica la partecipazione della comunità ecclesiale alla sollecitudine universale del suo vescovo, nè mi sfugge - ha continuato - il compito di esemplarità cui la nostra chiesa è chiamata verso tutte le altre chiese sparse nel mondo». Tornando sulla diocesi che si appresta a guidare, Vallini ha osservato che «se sono motivo di consolazione e fiducia la coerenza e la testimonianza di vita cristiana di tanti fedeli, fa pensare e impegna sul piano pastorale la constatazione che oggi tanti battezzati e tanti che non hanno ancora ricevuto il Vangelo, e sono oramai tanti, hanno bisogno che venga loro annunciato Gesù Cristo, il Signore della Vita». Ricordando poi l'intervento di Benedetto XVI al convegno diocesano «Gesù è risorto: educare alla speranza nella preghiera, nell'azione, nella sofferenza», in cui il Papa ha posto l'emergenza educativa come «grande e ineludibile sfida» e ne ha proposto gli obiettivi del prossimo anno pastorale «nell'ottica della speranza teologale», Vallini ha detto che «da oggi viene chiesto anche a me di dedicarmi interamente alla realizzazione di questi obiettivi, perchè la chiesa di Roma sappia educare alla Speranza continuando con rinnovata lena ad annunciare il Vangelo di Cristo risorto».
La rinuncia di Ruini. Benedetto XVI ha accolto la rinuncia presentata, per raggiunti limiti di età, dal card. Camillo Ruini agli incarichi di vicario generale per la Diocesi di Roma e di Arciprete della papale arcibasilica lateranense e ha chiamato a succedergli negli stessi incarichi il card. Agostino Vallini, finora prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura apostolica.
La nomina di mons. Raymond Leo Burke. Il Papa ha nominato mons. Raymond Leo Burke, finora arcivescovo di Sant Louis, nuovo Prefetto del Supremo tribunale della Segnatura apostolica, una specie di corte di Cassazione del Vaticano.
Il ringraziamento a Ruini. Benedetto XVI nella Sala Clementina in Vaticano ha ringraziato il cardinale Camillo Ruini per il lavoro svolto come vicario di Roma e per la mentalità missionaria data non solo alla Diocesi ma anche alla Chiesa in Italia. «Lei - ha detto ancora il Papa al porporato - ha dato un esempio che rimane al di là delle iniziative del momento, un esempio nell'impegno a pensare la fede. in assoluta fedeltà al Magistero della Chiesa, con puntuale attenzione agli insegnamenti del vescovo di Roma e, allo stesso tempo, in costante ascolto delle domande che emergono dalla cultura contemporanea a dai problemi dell'attuale società».
In diocesi: La biografia del cardinale Agostino Vallini
Jun 27, 2008
Già prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, vescovo di Albano e vicario generale dell'arcidiocesi di Napoli, è nato a Poli, in provincia di Roma e nella diocesi di Tivoli, sessantotto anni fa.
(romasette.it, 27 giugno 2008) Il cardinale Agostino Vallini, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, è nato a Poli, piccolo paese in provincia di Roma e in diocesi di Tivoli, il 17 aprile 1940, dove suo padre, maresciallo dei carabinieri, di origini toscane, prestava servizio. Scoppiata la guerra, il papà fu arrestato dai tedeschi e deportato in Germania: fu così che la mamma, insieme con i due figli, il piccolo Agostino ed una sorella più grande di lui, ritornò al suo paese, Corchiano (Viterbo), dove il futuro cardinale ha frequentato le scuole elementari e l’itinerario dell’iniziazione cristiana, sotto la guida del parroco, don Domenico Anselmi, che lo volle chierichetto.
Finita la guerra, la famiglia poté ricomporsi e nel 1949 si trasferì prima a Caserta e poi, nel 1951, a Napoli, dove il padre fu inviato per servizio. La morte della mamma nel 1952 segnò definitivamente la sua vita. Alla fine dell’anno entrò nel Seminario di Napoli, prima al Minore e poi al Maggiore, ove rimase dodici anni, percorrendo tutte le tappe della formazione al sacerdozio.
Fu ordinato sacerdote il 19 luglio 1964 dal vescovo ausiliare di Napoli, monsignor Vittorio Longo, per volere dell’arcivescovo, il cardinale Alfonso Castaldo. Decisivi sono stati gli anni della formazione seminaristica e degli studi teologici presso la pontificia Facoltà Teologica di Napoli, dove ebbe educatori e docenti eccellenti, tra i quali i rettori Giovanni Bandino e Ciriaco Scanzillo, e i professori Domenico Mallardo; Vitale De Rosa; Antonio Ambrosanio, futuro vescovo ausiliare di Napoli e poi arcivescovo di Spoleto-Norcia; Luigi Diligenza, arcivescovo emerito di Capua; Edoardo Davino, vescovo emerito di Palestrina.
Desiderando perfezionare gli studi in Ecclesiologia, nel 1964 l’allora don Agostino fu inviato a Roma a specializzarsi in Diritto canonico, in vista del futuro insegnamento nella Facoltà Teologica partenopea. Gli anni romani furono molto intensi, vissuti nel clima del Concilio Vaticano II. Si iscrisse alle Facoltà giuridiche della pontificia Università Lateranense, presso le quali conseguì il dottorato in «Utroque iure». Apprese la scienza canonistica, allievo di grandi maestri che hanno formato generazioni di ecclesiastici e laici: tra questi, padre Anastasio Gutiérrez, Giacomo Violardo e Pietro Pavan - futuri cardinali -, Pio Ciprotti, Emilio Betti, Guido Gonella, Gabrio Lombardi, Andrea Bride, Zaccaria Varalta, Pietro Tocanel. Conobbe il nascente gruppo laico «Seguimi», istituzione di diritto pontificio presente in vari Paesi del mondo, fondata da padre Anastasio Gutiérrez, con la quale collaborava e di cui successivamente divenne membro.
Conclusi gli studi romani nel 1969, ritornò a Napoli, dove cominciò a insegnare Diritto canonico. Dopo due anni, su proposta del rettore della Lateranense, monsignor Pietro Pavan, fu chiamato a ricoprire l’incarico di docente di Diritto pubblico ecclesiastico, con l’impegno di rivedere l’impostazione e il programma della disciplina secondo gli orientamenti conciliari. Un lavoro di studio e di ricerca che lo appassionò molto, senza trascurare l’insegnamento a Napoli e, a tempo parziale, una collaborazione alla pastorale parrocchiale nel quartiere popolare di Barra (Napoli), tra gli universitari della Fuci, e come assistente ecclesiastico della sezione napoletana dell’Usmi.
Nel 1978 lasciò l’insegnamento al Laterano per fare ritorno a Napoli, chiamato dal suo arcivescovo, il cardinale Corrado Ursi, che lo nominò rettore del Seminario Maggiore, ufficio ricoperto fino al 1987. In quell’anno fu nominato decano della sezione San Tommaso della Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, dove aveva continuato a insegnare.
Il 23 marzo 1989 Giovanni Paolo II lo elesse alla chiesa titolare di Tortiboli, nominandolo vescovo ausiliare di Napoli. Il nuovo presule ricevette l’ordinazione episcopale il 13 maggio successivo per le mani dell’arcivescovo, cardinale Michele Giordano. Divenuto anche vicario generale, curò la preparazione della visita pastorale di Giovanni Paolo II a Napoli (9-11 novembre 1990).
Dopo undici anni di servizio a Napoli, il 13 novembre 1999 venne trasferito alla Chiesa suburbicaria di Albano, dove ha esercitato il ministero episcopale per cinque anni. In seno alla Conferenza episcopale italiana è stato per molti anni membro della Commissione per i problemi giuridici e, da ultimo, presidente del Comitato per gli enti e beni ecclesiastici della Cei.
Il 27 maggio 2004 Giovanni Paolo II lo ha nominato prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, promuovendolo in pari tempo alla dignità di arcivescovo. È anche presidente della Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano e, dal 15 settembre 2007, presidente della Commissione per gli Avvocati.
Benedetto XVI lo ha creato cardinale nel Concistoro del 24 marzo 2006, assegnandogli la diaconia di San Pier Damiani ai Monti di San Paolo. Il cardinale Vallini è membro delle Congregazioni delle cause dei santi; per i vescovi; per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica; per l’evangelizzazione dei popoli; del pontificio Consiglio per i testi legislativi; dell’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica.
El cardenal Vallini afirma
Mar 13, 2008
El Derecho Canónico “es un instrumento de garantía que tutela el bien último de los cristianos”.
(VERITAS, 12/03/2008) Madrid - El prefecto del Supremo Titular de la Signatura Apostólica, cardenal Agostino Vallini mostró hoy, miércoles 13 de marzo, durante un acto académico de la festividad de San Raimundo Peñafort, celebrado en el Seminario de Madrid, que el Derecho Canónico “es un instrumento de garantía que tutela el bien último de los cristianos” persiguiendo “claros e inderogables fines y bienes pastorales”, informa la página web del Arzobispado de Madrid.
La intervención del cardenal Vallini ha girado en torno al tema “La función pastoral del Supremo Tribunal de la Signatura Apostólica en la vigilancia sobre los Tribunales Eclesiásticos”, en la que el cardenal prefecto ha afirmado que es fundamental la recta administración de la justicia y que el fin es “crear un orden en la vida eclesial, siempre vinculada a las relaciones sociales propias del hombre histórico”.
El acto fue clausurado por el arzobispo de Madrid, cardenal Antonio María Rouco, que agradeció al cardenal Vallini su “bella” e “ilustrativa” conferencia, que ha “ayudado a comprobar mejor la dimensión jurídica de la Iglesia y de su funcionamiento”. Según el cardenal, “es interesante saber que en la Santa Sede hay un Tribunal que asume la responsabilidad de actuar según el Derecho Canónico”.
"Vice's" Vicar?
Jan 14, 2008
While appointments of new heads for the
English-speaking world's two most prominent sees edge their way toward B16's desk, an assignment closer to home currently stands at the top of the pontiff's personnel pecking order.
Whispers in the Loggia, Monday, January 14, 2008
"Vice's" Vicar?
While appointments of new heads for the
English-speaking world's two most prominent sees edge
their way toward B16's desk, an assignment closer to
home currently stands at the top of the pontiff's
personnel pecking order.
And, per usual, the "Vice-Pope" is reported to be all
over it.
A well-placed leak slipped into the Italian press over
the weekend relayed that the Secretary of State
Cardinal Tarcisio Bertone has "invented" the
appointment of Cardinal Agostino Vallini (right), the
current "chief justice" of the church, to succeed
Cardinal Camillo Ruini as papal vicar for Rome, the de
facto shepherd of the Pope's diocese.
In a selection stakes dominated by such Italian church
A-listers as Cardinal Angelo Scola of Venice and the
Urb's high-flying auxiliary Bishop Rino Fisichella,
the rollout of the near-invisible Vallini, 67, prefect
of the Apostolic Signatura -- the church's top
tribunal -- would seem somewhat unusual on its face.
Then again, as Il Riformista's Paolo Rodari wrote on
Saturday, replacing the all-prominent Ruini --
arguably the most influential Italian churchman of the
last generation -- with a much quieter choice would
fit "perfectly" into the Cardinal-Secretary's master
plan to "direct," from the church's side, "the conduct
of relations with the political world": exactly the
role which, by force of personality, Ruini has held
unchallenged since taking over as Rome's vicar in
1990. The cardinal turns 77 next month.
In airing the backstory, Rodari notes that "things
could change" before an appointment is formally
announced. That's always the case with Vatican moves,
of course, but given the players and their history,
it's especially true on this one.
Not long after Bertone's arrival on the scene in late
2006, Benedict's Vicar and "Vice" (both shown above in
a 2007 meeting with Italian President Giorgio
Napolitano and Premier Romano Prodi) memorably clashed
over the future arrangement of the Italian hierarchy's
top tier.
Seeking to deconstruct Ruini's media and policy empire
-- which he had built up through his twin posts as
vicar for Rome and president of the Italian episcopal
conference, the CEI -- Bertone pushed for the
appointment of a low-ranking archbishop hidden away in
Southern Italy to the latter office. (Given the Pope's
role as primate of Italy, the head of its episcopal
conference is chosen by papal appointment.)
Protesting his confrere's aim to "publicly disown" his
presidency and "decapitate" the CEI, a stunned Ruini
persuaded Benedict to halt the plan. In the end, the
appointment went to Bertone's successor in Genoa,
Angelo Bagnasco, who was deemed an acceptable balance
of Ruini's drive for a prominent successor with
Bertone's priority for a nominee stationed far from
the TV studios and political salons of Rome. Bagnasco
became a cardinal at the November consistory.
According to Rodari, the "exclusion" of Fisichella and
the CEI secretary Bishop Giuseppe Betori -- a Ruini
disciple -- from the shortlist leaves a terna composed
of three cardinals: Vallini, Scola and Angelo
Comastri, the archpriest of St Peter's and papal vicar
for Vatican City.
A former seminary rector, auxiliary bishop and
vicar-general of Naples, Vallini was born on the
outskirts of Rome. The publicity-shy prelate returned
to his native province in 1999 as bishop of Albano,
the largest of the city's suburban dioceses, and was
named to head the Signatura in 2004. Benedict made him
a cardinal at his first consistory in 2006. Of the 120
cardinal-electors who would select a new bishop of
Rome in a hypothetical conclave, Vallini is the
group's closest thing to a native of the Pope's
diocese.
Discussions on the appointment are so far advanced
that, according to the leftist daily, the Signatura's
top post is already foreseen passing to the tribunal's
current #2, Bishop Velasio DePaolis, a 72 year-old
Scalabrinian.
Benedict received Ruini, Vallini and DePaolis in
private audiences on Friday.
Congo-Kinshasa: Le cardinal Agostino Vallini en visite dans l'archidiocèse de Kananga
Aug 07, 2007
Le nouvel archevêque de Kananga dans la province du Kasaï Occidental, Mgr Marcel Madila, a saisi l'opportunité lui offerte par son récent séjour à Rome où il est allé recevoir son pallium pour nouer des contacts fructueux avec la hiérarchie ecclésiastique du Vatican.
(Le Potentiel, Kinshasa, 6 Août 2007) Notamment avec celui qui est considéré comme l'oeil et l'oreille suprême du Saint-Siège pour les questions judiciaires de l'Église, le cardinal Agostino Vallini, préfet du Tribunal suprême de la Signature apostolique.
L'archidiocèse de Kananga, dans la province du Kasaï Occidental, a accueillie, à partir d'hier dimanche 5 août jusqu'au 16 août courant, le cardinal Agostino Vallini, préfet du Tribunal suprême de la Signature apostolique, indique le service diocésain de communications sociales de cet archidiocèse. Cette visite rentre dans le cadre de renforcement des liens de communion entre Rome et les Eglises locales implantées partout au monde.
Les chrétiens de Kananga, fait remarquer la source, ont la grâce de profiter de la bénédiction de cet envoyé du Pape Benoit XVI, qui est accompagné de Mlle Paola Majocchi et de M. Luca Montanari, respectivement présidente et secrétaire administratif du Groupe laïc consacré Seguimi. Le passage de son Éminence Agostino à Kananga est aussi un moment privilégié pour la hiérarchie de l'Eglise de palper du doigt les réalités pastorales et sociales de la communauté chrétienne catholique du chef-lieu de la province du Kasaï Occidental.
Mgr l'archevêque de Kananga, Marcel Madila, et l'ensemble de l'archidiocèse ont souhaité une cordiale bienvenue à leur hôte de marque en lui réservant un accueil chaleureux. Ils invitent les chrétiens de Kananga à accompagner sa visite d'une fervente prière.
A signaler que ce déplacement de l'émissaire papal a été rendu possible grâce aux contacts que Mgr Marcel Madila a eu avec lui, lors de leur rencontre à l'occasion du dernier voyage du prélat congolais à Rome où il est allé recevoir le pallium en juin dernier.
Par ailleurs, ce lundi 6 août 2007, l'hôte de marque de l'archidiocèse de Kananga, fait asavoir la même source, sera accueilli à 17h00' par l'Eglise locale de Kananga en la cathédrale Notre-Dame. Il ira demain mardi présenter ses civilités au gouverneur de province intérimaire du Kasaï Occidental. Ce, avant d'effectuer des visites diverses.
QUI EST LE CARDINAL AGOSTINO VALLINI ?
Homme d'action et de culture, un coeur de pasteur et un fidèle serviteur de l'Eglise, Mgr Agostino Vallini, est l'un des brillants cardinaux italiens et membre du collège cardinalice. Né le 17 avril 1940 à Poli en Italie, il est ordonné prêtre pour le diocèse de Naples en juillet 1964. Après une brillante carrière académique à l'université du Latran et une expérience pastorale de longues années, le Pape Jean Paul II le nomme, en 1989, évêque auxiliaire de Naples. Il deviendra, dix ans plus tard, évêque titulaire d'Albano, un diocèse proche de Rome (dans le Latium). Et cela de 1999 à 2004. Le 27 mai 2004, le même Pape Jean-Paul II le nomme préfet du Tribunal suprême de la Signature apostolique. Et le 24 mars 2006, il est créé cardinal par le pape Benoît XVI, devenant ainsi, à 67 ans, l'oeil et l'oreille suprême du Saint-Siège pour les questions judiciaires de l'Église.
La source renseigne que, parmi les tribunaux du Siège apostolique, la Rote romaine et la Signature apostolique constituent les tribunaux ordinaires.
ROLE ET MISSION DU TRIBUNAL SUPREME
La Signature apostolique présente une certaine analogie avec la Cour de cassation et avec le Conseil d'Etat de l'appareil statutaire. Elle est l'instance ecclésiastique qui s'occupe de questions très délicates et exerce une triple compétence : judiciaire, administrative et de contentieux, administrative et disciplinaire. Quant aux tâches du Tribunal suprême, signale le service de communications sociales de l'archidiocèse de Kananga, elles sont assez restreintes. En effet, ce Tribunal juge les recours en nullité et les demandes de remise en l'état ainsi que les autres recours contre les sentences de la Rote. Sans oublier les recours dans les causes concernant le statut des personnes à qui la Rote romaine aurait refusé d'admettre à un nouvel examen les exclusions de suspicion et autres causes contre des auditeurs de cette Rote. Cela en raison de leurs actes dans l'exercice de leur office.
Ajouter à cela, les conflits de compétence entre tribunaux, les différends nés d'un acte du pouvoir administratif ecclésiastique qui lui ont été légitimement déférés. Il en est de même d'autres litiges administratifs lui déférés par le Pontife romain ou par les dicastères de la Curie romaine ainsi que des conflits de compétence entre ces dicastères.
Il appartient, en outre, à ce Tribunal suprême de veiller à la correcte administration de la justice et de prendre des mesures, si besoin est, à l'égard des avocats et procureurs, de proroger la compétence des tribunaux, de favoriser et d'approuver la création des tribunaux ... C'est une tâche à plein temps qu'il faut exécuter avec tact et un grand sens de responsabilité.
Vallini nominato Cardinale
Feb 25, 2006
Fra i quindici nuovi membri del collegio cardinalizio che verranno nominati da Papa Benedetto XVI in occasione del Concistoro del 24 marzo prossimo figura il nome di Mons. Agostino Vallini, dal 2004 Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, la Cassazione del Vaticano.
(Il Tempo, 24 febbraio 2006) Il Porporato, figlio di un maresciallo dei Carabineri, è nato nel 1940 a Poli, piccolo comune della provincia di Roma. Si trasferí successivamente con la famiglia a Barra, vicino a Napoli ove fu alunno del seminario arcivescovile.
Dopo la laurea in Sacra Teologia conseguí il Dottorato „in utroque iure“ presso la Pontificia Universitá Lateranense. Ricevette l’ordinazione sacerdotale nel 1964 a Napoli e per dieci anni fu Vescovo ausiliare dell’arcidiocesi della cittá.
Nel novembre del 1999 Giovanni Paolo II lo nominò Vescovo della diocesi suburbicaria di Albano, una delle più importanti d’Italia comprendente ben 13 comuni. Ha svolto la sua missione pastorale in provincia di Roma sempre con grande spirito di abnegazione e rettitudine.
Tra gli avvenimenti a cui ha presenziato nel corso dei cinque anni trascorsi ad Albano ricordiamo la posa della prima pietra della tangenziale dei Castelli nel marzo del 2001, le celebrazioni per il centenario della morte di Santa Maria Goretti e le esequie del vice brigadiere dei Carabinieri Sandro Sciotti, barbaramente assassinato nel 2002 a Santa Maria delle Mole da alcuni rapinatori. Appresa la notizia dell’investitura a Cardinale il Presidente della Provincia Gasbarra ha fatto pervenire un messaggio di auguri all’augusto Porporato.
L’attuale Vescovo di Albano Mons. Marcello Semeraro ha inviato un telegramma di felicitazioni al suo predecessore. Vivo apprezzamento ha suscitato l’annuncio della nomina in tutti i comuni della diocesi. A complimentarsi con il neo eletto anche il sindaco di Albano Marco Mattei che ha manifestato la sua grande gioia e quella dell’amministrazione comunale e della cittadinanza.Mattei gli ha rivolto l’invito di averlo al più presto in visita.
Un cardinal italien, préfet du Tribunal suprême de la Signature apostolique
Feb 24, 2006
Parmi les trois cardinaux de la curie romaine que le pape Benoît XVI « créera » cardinal le 24 mars prochain figure le nom du préfet du Tribunal suprême de la Signature apostolique, Mgr Agostino Vallini.
ROME, Mercredi 22 février 2006 (ZENIT.org) - Auparavant évêque d’Albano, dans le Latium, Mgr Vallini, 65 ans, avait été nommé à cette charge et élevé à la dignité d’archevêque par Jean-Paul II.
Il succédait au cardinal Mario Francesco Pompedda, dont Jean-Paul II avait accepté la démission pour limite d’âge.
Le tribunal tire son nom de l’habitude des papes, au XIIIe s., de confier à des secrétaires la préparation de la signature de différents documents de justice.
Les compétences actuelles de ce tribunal sont fixées par la constitution apostolique de Jean-Paul II « Pastor Bonus » de 1988 : il reçoit par exemple certaines causes en appel (comme les causes de déclaration de nullité de mariage) et peut servir de tribunal administratif et il est appelé à trancher en cas de conflits de compétences entre les dicastères romains.
Il est composé de cardinaux, d’archevêques et d’évêques nommés par le pape.