Dino Cardinal Monduzzi † Dino Cardinal Monduzzi †
Function:
Prefect Emeritus of Prefecture of the Papal Household, Roman Curia
Title:
Cardinal Deacon of S Sebastiano al Palatino
Birthdate:
Apr 02, 1922
Country:
Italy
Elevated:
Feb 21, 1998
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian I funerali del cardinale Monduzzi. Il ricordo del papa
Nov 01, 2006
Benedetto XVI ha ricordato ieri il cardinale Dino Monduzzi, prefetto emerito della Casa Pontificia, scomparso venerdì scorso. Il papa ha presieduto la solenne celebrazione esequiale nella basilica di San Pietro.

(korazym.org, 16/10/2006) "Ci piace pensare il caro cardinale Monduzzi sia tra le braccia amorevoli del Padre celeste, che lo ha chiamato a sé dopo una lunga e sofferta malattia". Con queste parole, Benedetto XVI ha ricordato ieri il cardinale Dino Monduzzi, prefetto emerito della Casa Pontificia, scomparso venerdì scorso. Il papa ha presieduto la solenne celebrazione esequiale nella basilica di San Pietro, ricordando la "fede evangelica semplice e profonda" del cardinale e il suo "impegno quasi pionieristico di cappellano dei braccianti e dei contadini presso l'Ente Riforma Agraria del Fucino". Impegni questi che Monduzzi ha svolto "con pazienza, tenacia e fatica", ha aggiunto il pontefice. Inoltre, Benedetto XVI ha menzionato il suo "lungo e apprezzato servizio reso a ben quattro Pontefici che, nel 1986 fu coronato dalla nomina a Prefetto della Casa Pontificia". "Il cardinale Monduzzi - ha proseguito  - dopo un lungo itinerario umano e sacerdotale, giunge ora alla patria celeste, patria promessa a coloro che spendono la vita al servizio di Dio e dei fratelli".

Il testo dell'omelia del papa

Cari fratelli e sorelle!

Con questa Celebrazione eucaristica ci congediamo dal caro Cardinale Monduzzi. Di fronte al silenzio della morte ed al venir meno delle attese umane, sentiamo viva la speranza cristiana che, oltre le apparenze, scorge l’amore del Dio fedele alle promesse. Nella prima Lettura, poc’anzi proclamata, abbiamo ascoltato queste parole: “Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno” (Dn 12, 2). Ed aggiunge il profeta Daniele: “I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come stelle per sempre” (Dn 12,3). Il testo sacro mette in evidenza la saggezza di chi ha posto soltanto nel Signore la propria speranza ed ha insegnato agli altri a fare altrettanto. Questi, al termine della sua esistenza terrena, non resterà deluso perché sarà partecipe della stessa luce divina e riceverà da Dio la vita che non ha fine.

La pagina evangelica ci offre poi la consolante certezza che nessuno è escluso dall’amore di Colui che, in Cristo, “ci ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce” (Col 1,12). Il Signore Gesù ci assicura che “nella casa del Padre mio vi sono molti posti... quando sarò andato e vi avrò preparato un posto ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io” (Gv 14,2-3). Gesù pronunciava queste parole nel clima trepido del Cenacolo, poco prima che iniziasse la sua passione. Come ai discepoli anche a noi oggi Gesù rivolge il suo incoraggiamento ad affrontare le vicende della vita con piena fiducia nella sua presenza misteriosa, che ci accompagna in ogni momento, soprattutto nei più difficili. Nell’ora della prova e dell’abbandono sentiamo risuonare densa di consolazione questa sua parola: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me” (Gv 14,1). La speranza cristiana, radicata in una fede solida nella parola di Cristo, è l’ancora di salvezza che ci aiuta a superare le difficoltà apparentemente insormontabili e ci permette di intravedere la luce della gioia anche oltre il buio del dolore e della morte.

Ci piace pensare il caro Cardinale Monduzzi tra le braccia amorevoli del Padre celeste, che lo ha chiamato a sé dopo una lunga e sofferta malattia. Ripercorriamo con la memoria la sua non breve esistenza, animata da una fede evangelica semplice e profonda, appresa fin dalla prima infanzia in famiglia e nella comunità cristiana di Brisighella, dove era nato il 2 aprile 1922. Grazie all’esempio e agli insegnamenti dei genitori, dei sacerdoti e degli educatori dell’Associazione di Azione Cattolica a cui aderì ancora fanciullo, il Signore preparava il suo cuore a ricevere il grande dono della vocazione sacerdotale. Egli rispose con pronta generosità alla chiamata di Dio, entrando in giovane età nel Seminario diocesano di Faenza, dove compì gli studi ginnasiali, liceali e teologici. Ordinato sacerdote nel 1945 nella sua Brisighella, iniziò il ministero sacerdotale in diocesi, per recarsi poco dopo a Roma, dove, terminati gli studi giuridici, fu chiamato a far parte del gruppo di sacerdoti e laici impegnati in interessanti attività pastorali di risveglio religioso e morale, denominate “Missioni sociali”. Tale moderna forma di evangelizzazione lo condusse in Calabria e in Sardegna e lo preparò all’impegno quasi pionieristico di cappellano dei braccianti e dei contadini presso l’Ente Riforma Agraria del Fucino, che tante speranze dischiudeva in una zona caratterizzata da pesante depressione umana. Per circa un decennio, con pazienza, tenacia e fatica egli fu presente presso famiglie, cantieri, centri parrocchiali.

Dopo questi anni di intenso lavoro apostolico, nel 1959 fu chiamato al servizio della Santa Sede per ricoprire l’incarico di Segretario dell’Ufficio di Maestro di Camera e, nel 1967, in seguito alla Riforma della Curia voluta dal servo di Dio Paolo VI, fu nominato Segretario e Reggente del Palazzo Apostolico. Il suo fu un lungo e apprezzato servizio reso a ben quattro Pontefici, che nel 1986 fu coronato dalla nomina a Prefetto della Casa Pontificia e dall’elevazione a Vescovo titolare di Capri. In tale mansione egli confermò le sue non comuni doti organizzative sia nell’ordinaria attività della Prefettura della Casa Pontificia, sia nei viaggi apostolici del Papa in Italia. A conclusione di una lunga e fedele collaborazione con il Successore di Pietro, il servo di Dio Giovanni Paolo II nel Concistoro pubblico del 21 febbraio 1998 lo annoverò tra i membri del Collegio Cardinalizio.

Nella seconda Lettura che è stata proclamata nella nostra orante assemblea, l’apostolo Paolo ricorda ai Filippesi che “la nostra patria è nei cieli e di là aspettiamo il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso” (Fil 3,20-21). Il Cardinale Monduzzi, dopo un lungo itinerario umano e sacerdotale, giunge ora alla patria celeste, patria promessa a coloro che spendono la vita al servizio di Dio e dei fratelli. Per il Regno dei cieli egli ha lavorato vedendo negli incontri con la gente occasioni preziose per suscitare la nostalgia delle cose di lassù e l’amore per la Chiesa “germe e inizio” del Regno di Dio. Egli si sentiva un umile collaboratore della missione affidata da Cristo a Pietro ed ai suoi Successori. Come Prefetto della Casa Pontificia ebbe modo di incontrare gli uomini più potenti del mondo, che accolse con la cortesia, con il calore e la simpatia che nascevano dalla sua fede convinta e dalle sue origini romagnole. Con loro, come con le persone comuni, che si rivolgevano a Lui presentando le più disparate richieste, nell’organizzare grandi momenti ecclesiali come nell’esercizio feriale del suo ministero di Prefetto della Casa del Papa, egli si ispirava costantemente al motto episcopale che aveva scelto: “Patientiam praeficere caritati”. In ogni circostanza, infatti, seppe trovare nella virtù della pazienza la via maestra per conformare la sua vita a Cristo, sopportando difficoltà e sofferenze, e cercando di esercitare la carità verso tutti.

Lo affidiamo ora alla paterna bontà di Dio, che trasfigurerà il suo corpo logorato dalla malattia conformandolo al Corpo glorioso di Cristo. Nel tributare al caro Cardinale Monduzzi l’estremo saluto, rendiamo grazie al Signore per il bene che egli ha compiuto ed invochiamo al tempo stesso per lui la misericordia divina. Egli, che fu chiamato a sovrintendere alla Casa del Vicario di Cristo e che dell’accoglienza aveva fatto una dimensione primaria della sua vita sacerdotale, trovi nel Signore Gesù l’amico fedele che lo prende con sé per assegnargli un posto nella casa del Padre, dimora di luce e di pace. La Vergine Maria, che egli teneramente amò, si mostri a lui Madre di misericordia e lo accolga nella comunione dei Santi. Amen.
Italian Il Papa presiede le esequie del card. Dino Monduzzi
Nov 01, 2006
Un addio sobrio e solenne quello che si è svolto ieri pomeriggio nella Basilica di San Pietro, dove Benedetto XVI ha celebrato le esequie del cardinale Dino Monduzzi, prefetto emerito della Casa Pontificia. Gravemente malato, il porporato è scomparso giovedì scorso, all’età di 84 anni.

(17 ottobre 2006 – Radio Vaticana) Di fronte al silenzio della morte ed al venir meno delle attese umane, sentiamo viva la speranza cristiana che, oltre le apparenze, scorge l’amore del Dio fedele alle promesse. Queste le prime parole pronunciate da Benedetto XVI nella sua omelia per esequie del cardinale Monduzzi. Parole di conforto poiché, ha detto il Papa, la pagina evangelica ci offre la consolante certezza che nessuno è escluso dall’amore di Colui che, in Cristo, “ci ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce”. Il Santo Padre ha poi ribadito il valore della fiducia nella presenza misteriosa di Dio, che ci accompagna in ogni momento, soprattutto nei più difficili:

“La speranza cristiana, radicata in una fede solida nella parola di Dio, è l’ancora di salvezza che ci aiuta a superare le difficoltà apparentemente insormontabili e ci permette di intravedere la luce della gioia anche oltre il buio del dolore e della morte”.

Benedetto XVI ha poi ripercorso con la memoria la vita del cardinal Monduzzi, animata da una fede evangelica semplice e profonda, ricordando la sua partecipazione alle Missioni sociali, ossia quelle attività di risveglio religioso e morale che lo portarono in Calabria e Sardegna e l’impegno, quasi pionieristico, di cappellano dei braccianti presso l’Ente di riforma agraria del Fucino. Il Papa ha sottolineato, inoltre, le doti non comuni del porporato come Prefetto della Casa Pontificia ed organizzatore dei viaggi apostolici del Pontefice in Italia:

“Per il Regno dei cieli egli ha lavorato vedendo negli incontri con la gente occasioni preziose per suscitare la nostalgia delle cose di lassù e l’amore per la Chiesa ‘germe e inizio’ del Regno di Dio. (…)In ogni circostanza, seppe trovare nella virtù della pazienza la via maestra per conformare la sua vita a Cristo, sopportando difficoltà e sofferenze, e cercando di esercitare la carità verso tutti”.

Il cardinal Monduzzi, ha concluso il Santo Padre, aveva fatto dell’accoglienza una dimensione primaria della sua vita sacerdotale. Possa trovare nel Signore Gesù l’amico fedele che lo prende con sé per assegnargli un posto nella casa del Padre, dimora di luce e di Pace.
French Décès du préfet émérite de la Maison pontificale
Oct 14, 2006
Un « fidèle serviteur de Saint-Siège », rappelle Benoît XVI.

ROME, Vendredi 13 octobre 2006 (ZENIT.org) – Le pape Benoît XVI a transmis ce vendredi un télégramme de condoléances à Luigi Monduzzi, pour le décès de son frère, le cardinal Dino Monduzzi, préfet émérite de la Maison pontificale mort ce matin au Vatican, à l’âge de 84 ans.

« J’ai appris avec tristesse la nouvelle de la mort du cher cardinal Dino Monduzzi, au terme d’une longue et pénible maladie, et je souhaite exprimer mes sentiments de profondes condoléances à sa famille, à ceux qui l’ont connu et estimé, ainsi qu’à la communauté diocésaine de Faenza-Modigliana qui le compte parmi l’un de ses fils les plus illustres », précise le télégramme du pape.

« Au cours de sa vie, avec un grand dévouement, il a généreusement servi quatre papes, au poste de Maître de la Chambre apostolique appelée ensuite Préfecture de la Maison pontificale, et je me souviens particulièrement de la vivacité et de la sagesse avec lesquelles il a organisé les audiences pontificales quotidiennes et les voyages pastoraux en Italie », a-t-il ajouté.

Le pape a précisé qu’il offrait des prières pour l’âme du cardinal défunt, un « fidèle serviteur du Saint-Siège ».

Le cardinal Dino Monduzzi, préfet émérite de la Maison pontificale, est né à Brisighella (Italie) le 2 avril 1922. Il a été ordonné prêtre le 22 juillet 1945.

En mai 1959 il est entré comme secrétaire au Bureau du protocole. Avec la réforme du pape Paul VI « Regimini Ecclesiae Universae » de 1967, il fut nommé secrétaire et régent du Palais apostolique.

Le 18 décembre 1986 il est élu évêque titulaire de Capri et dans le même temps Préfet de la Maison pontificale, succédant au cardinal Jacques Martin. Jean-Paul II lui a conféré l’ordination épiscopale le 6 janvier 1987, dans la basilique vaticane.

Il a été préfet de la Maison pontificale jusqu’en février 1998, organisant 130 voyages pastoraux de Jean-Paul II en Italie et 268 visites pastorales du pape dans les paroisses du diocèse de Rome. Il a été créé cardinal par Jean-Paul II lors du consistoire du 21 février 1998.

Les funérailles du cardinal Monduzzi seront présidées par le pape Benoît XVI, lundi 16 octobre, dans la basilique vaticane, à 17heures.
English The Great Vatican Smoke-Out
Apr 13, 2005
The pope himself doesn't smoke, but one of John Paul's closest aides was known to rush out of papal audiences to light up.

(AP, June 28, 2002) VATICAN CITY - The pope doesn't smoke, but some eminent monsignors have been known to light up.

Tough times are ahead for them as the Vatican is about to end its status as a heaven for smokers.

As of July 1, the Vatican announced Thursday, smoking will be banned on premises open to the public, in offices and in vehicles used by the public. Those caught smoking will be fined nearly $30.

The law, which was approved by Pope John Paul II, did not specify the places where smoking was banned but presumably they include the Vatican museum, post offices, pharmacy and other locations accessible to the public in the otherwise closed city-state.

While even Italy, which has been lax on enforcement of smoking bans, has begun to crack down, the Vatican has been letting smokers puff away.

Until this year, smoking was permitted aboard the pope's plane when he traveled abroad. While it is now banned, Alitalia still passes out cartons of cigarettes.

One of John Paul's closest aides, Monsignor Dino Monduzzi, was known to rush out of papal audiences to light up. Now retired, Monduzzi was elevated to cardinal by the pope four years ago.

The Vatican Health Service said it had no figures on the number of Vatican employees who smoked.

With the new law, about the only legal smoke will be that pouring out of the Sistine Chapel chimney during a conclave to elect a new pope. The cardinals destroy their papal ballots and burn them with a chemical mixture, sending up black smoke if they fail to elect a pope and white smoke when they succeed.
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