Ersilio Cardinal Tonini Ersilio Cardinal Tonini
Function:
Archbishop Emeritus of Ravenna-Cervia, Italy
Title:
Cardinal Priest of SS Redentore a Val Melaina
Birthdate:
Jul 20, 1914
Country:
Italy
Elevated:
Nov 26, 1994
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Il cardinale Tonini interviene sui delitti di vicinato lariani
Feb 07, 2007
«Chi uccide per un cane che abbaia è una creatura anomala, che adora se stessa per la quale essere disturbata diventa il delitto più grande del mondo».

(Corriere di Como, 07-02-2007) Ha gettato lo sguardo sui fatti più duri della cronaca lariana degli ultimi tempi. La strage di Erba, costata la vita a quattro persone l’11 dicembre 2006 e l’omicidio, venerdì scorso a Riccione, di Tamara Monti, di Olgiate Comasco, uccisa dal vicino di casa, appunto, per l’abbaiare dei suoi cani. È un giudizio severo e lucido quello del cardinale Ersilio Tonini. Il porporato era domenica ad Alzate Brianza per una giornata dedicata alla solidarietà per l’Africa, tema per il quale è da sempre in prima linea, per la ristrutturazione del reparto pediatrico dell'ospedale universitario a Ngozi, in Burundi. Un’iniziativa a sostegno dell’associazione Epsilon Onlus promossa con forza dalla Banca di Credito Cooperativo di Alzate Brianza. Una giornata fitta di appuntamenti per il monsignore, culminata con la messa delle 18 nella chiesa parrocchiale del paese, davanti a centinaia di fedeli. A fine funzione Tonini non si è risparmiato per nessuno. Con l’energia di un giovane, in barba a un fisico sorprendentemente minuto, e ai suoi 92 anni, ha scherzato coi bambini, ascoltato le parole di affetto dei presenti e posato volentieri davanti agli obiettivi dei fotografi. L’arcivescovo emerito di Ravenna e Cervia, guardando alle recenti tragedie del Comasco, ha invitato a non lasciarsi andare a paure eccessive. «Non vorrei che si pensasse - ha detto - che tutti vengano uccisi per questioni di vicinato. Gli squilibrati ci sono sempre stati». Ma non si può non inorridire di fronte a chi è in grado di uccidere con tanta violenza. «È gente che ha perso l’equilibrio – ha sottolineato l’alto prelato - l’egoismo li porta a pensare che di fronte a un disturbo si possa uccidere. È follia». Eppure non si può parlare di un’emergenza estesa, la fiducia nell’uomo c’è e resta. «Rifiuto di pensare – ha ribadito - che ci sia un rischio. Follie ce ne sono sempre state, quando ero giovane non era meglio». Ma si può riflettere sul tempo che cambia osservando anche gli sviluppi positivi della società. «È finito il tempo in cui a 11 anni i giovani erano analfabeti – ha detto Tonini - Oggi quasi tutti hanno un titolo di studio e l’occasione di crescere». Delitti come quelli di Erba e di Riccione invitano a una riflessione che affonda nelle radici dell’odio. «Questi fatti - evidenzia il cardinale - sono un’anomalia assoluta di cui è difficile capire le origini. Credo che gli artefici siano creature che adorano se stesse e per cui essere disturbate diventa il delitto più grande del mondo. Bisogna essere folli, quanto accaduto non è spiegabile altrimenti». L’abisso che si apre sull’orrore dell’omicidio e della strage segna «una sproporzione tra l’evento e la sua causa tale da non essere spiegabile, pensabile. La cattiveria non basta per spiegare queste cose. Si tratta, sì, di follia». Da qui un monito importante, per tutti. «Guai a noi se pensassimo di trovarci in un tempo in cui si uccide per via di un cane. No». Dal cardinale, poi, un pensiero intenso, rivolto a due amici che si sono appena avvicendati al vescovado di Como: monsignor Alessandro Maggiolini, presule uscente, e monsignor Diego Coletti, salito alla cattedra della diocesi lariana. «Sono amico di entrambi - racconta il porporato - in particolare di Maggiolini che conosco da tanto tempo. Conosco bene anche Coletti perché è stato rettore del Seminario Lombardo di Roma. Ho stima di entrambi. Hanno temperamenti e attitudini diversi». Una diversità che comunque non toglie la continuità apostolica ma che segna «la tempra che ogni uomo ha». «Maggiolini è certamente carico di energie - aggiunge Tonini - Coletti è più riflessivo e più ponderato». Differenze che arricchiscono. «Ciascuno agisce secondo la sua intimità – evidenzia il monsignore - e secondo se stesso. Non servono confronti, ciascuno ha le sue doti». Un pensiero speciale per monsignor Alessandro Maggiolini che da tempo combatte, come sempre in prima linea, con la malattia. «Gli auguro ogni bene. Ha attitudini e cultura eccezionali, ha collaborato alla stesura del catechismo universale. Un’intelligenza preziosa, i suoi doni li ha realizzati». Per entrambi un augurio sincero, quasi fraterno. «Che realizzino e investano tutte le loro energie, che realizzino i sogni che hanno da sempre». Infine uno sguardo alla diocesi nell’incontro con il neovescovo. «Quello che importa è che la comunità cristiana abbia il senso della famiglia e che si aspetti che il suo vescovo sia testimone dell’amore e dell’attenzione di Dio per loro e per la sorte dei loro figli».
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