Ersilio Cardinal Tonini Ersilio Cardinal Tonini
Function:
Archbishop Emeritus of Ravenna-Cervia, Italy
Title:
Cardinal Priest of SS Redentore a Val Melaina
Birthdate:
Jul 20, 1914
Country:
Italy
Elevated:
Nov 26, 1994
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Il Papa vuole dialogare con l’Islam
Sept 21, 2006
«Il viaggio in Turchia di fine novembre del Papa sarà risolutivo per calmare le acque e per fare vedere a tutti come a Benedetto XVI interessa sommamente il dialogo con i fedeli della religione islamica affinché nel mondo la pace prevalga sull'odio e sulla violenza. Ratzinger, infatti, si pone in piena continuità con Wojtyla laddove ravvisa la necessità del dialogo con l'islam e, insieme, la necessità di riconoscere che ogni violenza perpetrata in nome di Dio è assurda e contraria a tutto il messaggio biblico».

(Tempo, 19 settembre 2006) A parlare è il cardinale Ersilio Tonini, arcivescovo emerito di Ravenna-Cervia, pastore che da anni porta la testimonianza della sua esperienza sacerdotale e della sua saggezza pastorale in tante trasmissioni televisive, per le quali è diventato una delle figure più conosciute e popolari della Chiesa in Italia. Tonini, nel giorno in cui Al Qaeda ha pubblicato su un sito Internet un comunicato nel quale ha annunciato che «in reazione» alle parole di Benedetto XVI la guerra santa continuerà finché l'Occidente non sarà sconfitto, parla della scelta per il dialogo promossa a Ratisbona da Benedetto XVI. Eminenza, ritiene davvero che il viaggio in Turchia del Papa possa essere in qualche modo risolutivo? «Credo di sì. Certo, molto dipenderà dall'atteggiamento della stampa turca. Se i mezzi di informazione del Paese riusciranno ad accogliere positivamente la presenza del Papa, allora anche quei musulmani che oggi si dichiarano costernati per le parole del Papa potranno riflettere e l'opzione del Pontefice per il dialogo e la pace potrà prevalere. In ogni caso il Papa tiene particolarmente al viaggio in Turchia, perché credo comprenda che sia necessario continuare ad offrire gesti di distensione, così come ha fatto l'altro ieri quando ha voluto prendere personalmente la parola prima dell'Angelus a Castel Gandolfo e sottolineare il proprio rammarico per essere stato male interpretato». Come giudica queste ore seguite alla dichiarazione del segretario di Stato Tarcisio Bertone e alle parole del Papa a Castel Gandolfo? «Tutto sommato vedo in alcuni settori dell'islam una tendenza alla riflessione e alla comprensione. Tutti, anche nell'islam, devono comprendere il momento delicato e devono capire che interpretare in maniera arbitraria le parole del Pontefice significa tornare indietro di secoli. Credo spetti innanzitutto ai media islamici il compito di riflettere, anche perché altrimenti la situazione diviene insostenibile per tutti». Qual è a suo avviso il tema centrale del discorso del Papa a Ratisbona? «Il Papa ha invitato tutti ad usare la ragione. E dunque a rendersi conto che uccidere nel nome di Dio è un gesto senza ragioni, assurdo ed è pure contrario a tutto il messaggio biblico. Ratzinger è il Pontefice della "Deus caritas est", il Pontefice che ha riproposto la sottolineatura che Dio è innanzitutto amore e come tale contrario ad ogni tipo di violenza». A suo dire, vi è differenza tra Wojtyla e Ratzinger nel modo di porsi rispetto all'islam? «Nessuna differenza. Vorrei ricordare che Ratzinger, quando era prefetto della congregazione per la dottrina della fede, incontrava sovente Giovanni Paolo II e in qualche modo gli suggeriva i contenuti che egli poi andava ad esporre. E in questo senso tutti i discorsi promossi da Wojtyla con al centro la necessità del dialogo interreligioso ed interculturale erano condivisi da Ratzinger».
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