A Ersilio Tonini "ambasciatore" della nostra cultura il riconoscimento dei sei club rotariani di Piacenza
Jun 24, 2006
Una "Paul Harris" per il cardinale
(LIBERTA', 20 giugno 2006) «Premiano me, figlio di contadini: un buon segno»
.«Premiano me, un vescovo ma anche un figlio di contadini: è un buon segno». Il cardinale Ersilio Tonini ha ricevuto ieri, al Castello di Rivalta, il prestigioso riconoscimento della "Paul Harris Fellow" attribuitogli dai sei club piacentini del Rotary. Premiato all'unanimità come "esportatore" in tutto il mondo della piacentinità, eccellente comunicatore, uomo di pace e di solidarietà (è attualmente impegnato in una missione umanitaria nel nord del Burundi) Sua Eminenza ha alzato la targa, che, insieme alla pergamena e alla medaglia, costituisce il riconoscimento rotariano, ricevendo commosso gli applausi di una foltissima platea di autorità, ma senza smettere mai di essere quell'insigne figura di predicatore del nuovo millennio che tanto ascolto gli ha procurato ovunque.
«Premiano un vescovo, ma anche un figlio di contadini - dice Tonini all'arrivo a Rivalta da Salsomaggiore - uno che parla di gente semplice, che parla di sua madre, di suo padre, dei sentimenti cristiani, non un politico, non un illustre tecnico, dunque, questo è un buon segno».
E della terra che, 92 anni fa lo ha visto nascere, annota: «Da Piacenza ho ricevuto tanto, tanto gli devo restituire, i valori della mia gente sono coscienza e sentimenti, è la nostra eccellenza migliore». Ricorda i luoghi, a Centovera, che lo hanno visto «bambino proiettato sul futuro», rievocando gli insegnamenti di un padre contadino («i valori che mi ha trasmesso, le cose a cui dare importanza sono un pezzo di pane, volersi bene, una coscienza pulita», ripete in dialetto), di quei due genitori dalle umili origini che, vedendolo oggi, lì, a ricevere un premio così altisonante, un po' si stupirebbero, e dicendolo quasi si commuove. E non perde mai di vista l'attualità, soprattutto, il divenire, le nuove generazioni: «Dobbiamo aiutare i giovani a godere del nuovo mondo che hanno a disposizione - incalza i presenti, riuniti nel salone del Castello dei conti Zanardi Landi - dobbiamo aiutarli perché la stupidità non li ferisca prima che sia tardi, perché il mondo che gli si rappresenta davanti agli occhi non sia soltanto quello di un reality show».
Circa i panorami più recenti dell'Italia punta il dito «contro uno sbalordimento generale, un arruffo di pensieri». Sul referendum che ancora attende la coscienza politica dei suoi connazionali si limita a considerare: «Prenderò anch'io posizione. Quale? Credo che sarà facile immaginarlo». La "Paul Harris Fellow", tributata ieri sera al cardinal Tonini, era stata assegnata alcune settimane fa dai sei club rotariani ad un altro "campione", di piacentinità e non solo, il pattinatore medaglia d'oro ai giochi olimpici di Torino 2006 Ippolito Sanfratello. A consegnare ieri a Sua Eminenza il premio, l'assistente del governatore Giancarlo Baruffi per il Gruppo Po piacentino, insieme ai sei presidenti (uscenti): Giovanni Struzzola (Piacenza), Valter Cordani (Farnese), Giovanna Fanelli (Sant'Antonino), Vincenzo Coppola (Valtidone), Antonio Giustiniani (Fiorenzuola, di cui il cardinale Tonini è socio onorario), e Franco Zoni (Valli Nure e Trebbia).