Gilberto Cardinal Agustoni † Gilberto Cardinal Agustoni †
Function:
Prefect Emeritus of Apostolic Signatura, Roman Curia
Title:
Cardinal Deacon of Saints Urbano and Lorenzo at Prima Porta
Birthdate:
Jul 26, 1922
Country:
Switzerland
Elevated:
Nov 26, 1994
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian I funerali del cardinale Agustoni. Con la lampada accesa
Jan 17, 2017
Papa Francesco ha presieduto, nella mattina di martedì 17 gennaio, all’altare della Cattedra della basilica vaticana, il rito dell’ultima «commendatio» e della «valedictio» al termine delle esequie del cardinale Gilberto Agustoni, prefetto emerito del Supremo tribunale della Segnatura apostolica, morto a Roma venerdì 13.

martedì 17 gennaio 2017

L'Osservatore Romano

La messa funebre è stata celebrata dal cardinale decano, il quale ha tenuto l’omelia che pubblichiamo di seguito. Hanno concelebrato diciotto cardinali, tra i quali Pietro Parolin, segretario di Stato, e cinque vescovi. Hanno assistito alla celebrazione, tra gli altri, gli arcivescovi Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, e Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, insieme a membri del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Tra i presenti al rito, al quale ha partecipato l’arcivescovo Georg Gänswein, prefetto della Casa pontificia, alcuni nipoti del cardinale e le suore figlie di Santa Maria di Leuca, che lo hanno assistito per molti anni. Le spoglie del porporato saranno tumulate nella cappella delle suore nel cimitero romano di Prima Porta.
(Angelo Sodano) È giunta l’ora di dare l’estremo saluto al nostro caro cardinale Gilberto Agustoni. All’età di 94 anni, egli ha concluso la sua vita terrena, per aprire i suoi occhi alla luce dell’eternità.
A nome del Santo Padre ho l’onore di presiedere quest’Eucaristia, per ringraziare il Signore per averci dato questo caro confratello e per implorare per lui la pace eterna, la pace di Cristo.
In pace Christi, è l’augurio che i primi cristiani incidevano in molte lapidi delle catacombe romane. Molte di tali scritte sono ora raccolte nella Galleria lapidaria del Palazzo apostolico vaticano, ricordando ai visitatori la fede profonda dei primi cristiani.
«Nella pace di Cristo» viva sempre il nostro compianto fratello cardinale: è questa oggi la nostra fervida preghiera, mentre compiamo il nostro dovere di dargli una adeguata sepoltura. Ciò facendo, compiamo pure una delle sette opere di misericordia spirituale, alle quali ci ha sovente richiamato il Papa Francesco nel giubileo della misericordia da poco terminato. In realtà, la Chiesa, con la sua fede nella risurrezione dei corpi, ha sempre dato grande importanza alla sepoltura dei defunti. La Chiesa ce lo ricorda anche nel Credo, quando parla di Gesù che «morì e fu sepolto», per risorgere poi il terzo giorno. È stato questo il cammino di Cristo. È questo il cammino del cristiano.
Fratelli e sorelle nel Signore, le letture che or ora sono state proclamate ci hanno poi ricordato il concetto cristiano della morte, che deve ispirare la nostra vita.
Nella prima lettura è Giobbe che già molti secoli prima di Cristo professava la sua fede nella risurrezione finale: «Io so che il mio Redentore è vivo... i miei occhi lo contempleranno».
Nella seconda lettura è l’apostolo Paolo che ci ripete quanto scriveva ai fedeli di Tessalonica, invitandoli a non essere tristi «come coloro che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con Lui coloro che sono morti» (4, 13).
Nel Vangelo, infine, san Luca ci ha ricordato l’invito di Gesù a essere sempre pronti al nostro ultimo incontro con lui. «Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese», pronti ad aprire la porta al Signore, quando venga a chiamarci a sé. Questa è quella visione cristiana della vita e della morte, che vogliamo professare, specialmente nel momento della dipartita da questo mondo di una persona cara. Questa è la fede che sempre ha guidato il nostro caro cardinale Gilberto.
In realtà, là dove l’uomo non può più avere certezze, là dove la ragione non può più illuminarci, è proprio la fede che viene a offrire a tutti noi una luce per il nostro cammino. È la nota parola di Gesù che ci ha detto: «Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre» (Giovanni 12, 46).
Nella Divina commedia leggiamo che Dante Alighieri nel canto del Paradiso confessò la sua fede davanti a san Pietro descrivendola, come «una favilla che si dilata in fiamma poi vivace e come stella in cielo in noi scintilla» (Paradiso, XXIV, 145).
Questa fu la fiamma vivace che illuminò la vita del nostro compianto cardinale durante la sua lunga esistenza. Una fede che edificò molti di noi che l’abbiamo conosciuto qui a Roma, ove fin dal 1950 egli dedicò tutta la sua vita al servizio della Santa Sede. Pur conservando sempre nel suo cuore il ricordo della sua cara comunità svizzera, egli sempre ci edificò con il suo grande amore alla Chiesa di Roma.
Ora per lui salga la nostra preghiera, perché viva per sempre «nella pace di Cristo».
L'Osservatore Romano, 17-18 gennaio 2017

http://ilsismografo.blogspot.ch/2017/01/vaticano-i-funerali-del-cardinale.html
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