"Giocare alle 20.30 di Venerdì Santo è un'offesa al sentimento religioso"
Apr 24, 2006
La chiesa sul derby milanese "C'è la Via Crucis, si giochi alle 15" Arrestato uno degli aggressori dell'interista Zanetti.
(La Repubblica, 10 aprile 2006) ROMA - Il derby Milan-Inter di Venerdì Santo a San Siro? Meglio giocalo alle 15 anziché alle 20.30. Lo dice il cardinale Fiorenzo Angelini, prefetto emerito del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari che ai microfoni di Radio Vaticana parla di "grave errore frutto di grossolana superficialità e scarsa sensibilità religiosa". La presa di posizione del prelato arriva all'indomani dell'aggressione ai giocatori dell'Inter. Nel pomeriggio è stato arrestato uno dei responsabili: dopo quasi due ore di interrogatorio alla procura di Busto Arsizio, Massimo Baraldo, un ultrà nerazzurro di Bergamo, è stato accusato di aver colpito Cristiano Zanetti.
Ma torniamo al "conflitto" tra il derby e le celebrazioni del Venerdì Santo. "La decisione della Lega Calcio di far giocare il derby di Milano nel giorno del Venerdì Santo, in coincidenza oraria con la solenne Via Crucis in Roma al Colosseo guidata dal Papa Benedetto XVI, è certamente un grave errore che offende il sentimento religioso non soltanto dei credenti praticanti la propria fede ma anche di quanti hanno veduto da sempre in alcuni particolari ricordi storici delle realtà trascendenti che impongono almeno rispetto e spesso anche un salutare timore", afferma il cardinale, aggiungendo che la decisione è frutto di una "grossolana superficialità, e dimostra scarsa sensibilità religiosa ed è causa di "forte discordanza con i veri sportivi che non dimenticano mai che il calcio vero è mosso dalla ragione, dallo spirito; guai se i piedi si muovessero senza la ragione. Naturalmente questo vale per coloro che governano il calcio nazionale".
Secondo il cardinale, che ogni settimana commenta il calcio su "One-o-Five Live", il canale in fm della Radio Vaticana, "la possibilità di anticipare al pomeriggio del venerdì il derby Milan-Inter, sarebbe un accorgimento, un correttivo certamente responsabile". E questo anche se lo spostamento fosse deciso "non per motivi trascendenti ma solo per necessità di ordine pubblico: già sarebbe molto perché almeno in parte rispetterebbe la sacralità tipica caratteristica del Venerdì Santo".