El Papa revela el testamento espiritual del cardenal Felici
Jun 21, 2007
Al presidir su funeral en la Basílica de San Pedro del Vaticano
CIUDAD DEL VATICANO, miércoles, 20 junio 2007 (ZENIT.org).- La esperanza en el Señor y en su Madre, la Virgen María, es el testamento que ha dejado el cardenal Angelo Felici, constató Benedicto XVI este martes al presidir su funeral.
La homilía de la celebración eucarística, presidida en la Basílica de San Pedro del Vaticano, le ofreció al Papa la posibilidad de recordar a este purpurado fallecido el domingo 17 de junio a los 87 años, prefecto emérito de la Congregación para las Causas de los Santos y presidente emérito de la Pontificia Comisión «Ecclesia Dei».
El Papa reveló que entre los papeles que conservaba el cardenal Felici había una estampa de la Virgen Madre del Salvador, venerada en la Capilla del Pontificio Colegio Leoniano, en el que estudió de joven.
Detrás de la imagen se puede leer esta invocación: «En ti he esperado, Señor, y en tu santísima Madre; no sea confundido para siempre».
«¡Cuántas veces habrá repetido las palabras de esta oración, escrita de su puño y letra en previsión de su muerte!», reconoció el Papa.
«Podemos considerarla como el testamento espiritual que nos deja: palabras que, mejor que cualquier otra consideración, hoy nos ayudan a reflexionar y a rezar».
El Colegio cardenalicio se compone ahora de 183 purpurado, de los cuales 105 son electores y 78 no electores (han cumplido ochenta años).
Italian Cardinal Felici, longtime Vatican official, dies at age 87
Jun 20, 2007
A longtime Vatican diplomat and former head of the Vatican's Congregation for Saints' Causes, Italian Cardinal Angelo Felici, died June 17. He was 87.
VATICAN CITY (CNS, Jun-18-2007) -- Pope Benedict XVI praised the late cardinal for his "precious collaboration" in working on behalf of the Vatican.
In two separate telegrams, one to the dean of the College of Cardinals, Cardinal Angelo Sodano, and another to Bishop Vincenzo Apicella of Velletri-Segni, the pope expressed his sadness over Cardinal Felici's death.
The pope highlighted the late cardinal's "generous dedication and recognized competence" in the offices in which he served.
Cardinal Felici headed the saints' congregation between 1988 and 1995.
In a written public statement in 1992, he defended the Vatican against accusations that the congregation had rushed the sainthood cause of Msgr. Josemaria Escriva de Balaguer, the founder of Opus Dei who was beatified in 1992 and canonized in 2002.
From 1995 to 2000, Cardinal Felici headed the Pontifical Commission "Ecclesia Dei," which cares for Catholics who were followers of excommunicated French Archbishop Marcel Lefebvre.
Before heading the Vatican offices, Cardinal Felici spent 43 years teaching and practicing Vatican diplomacy.
He was born in Segni, a town on the outskirts of Rome, July 26, 1919, and entered the church's diplomatic school 22 years later.
Besides learning the ins and outs of Vatican diplomacy, he received a doctorate in canon law from the Pontifical Gregorian University.
In July 1945 he was assigned as a desk officer in the section of the Secretariat of State that handles relationships with governments. In 1964, he was named undersecretary of the section.
From 1961 to 1966, he returned to the diplomatic school as a teacher of the techniques of diplomacy.
Cardinal Felici's first major overseas assignment was to conduct a 10-day fact-finding mission for the Vatican in Jerusalem after the 1967 Six-Day War, which pitted Israel against Jordan, Syria and Egypt.
Shortly after returning from Jerusalem, he was given his first diplomatic post abroad. Pope Paul VI named him ambassador to the Netherlands at a time when the Dutch church, in the wake of reforms by the Second Vatican Council, was in the vanguard of a campaign for more sweeping changes in church life.
The cardinal held the post until 1976, when he was named nuncio to Portugal, and in 1979 he was named nuncio to France.
Pope John Paul II made the career diplomat a cardinal in 1988 and named him head of the saints' congregation soon after.
Cardinal Felici's death leaves the College of Cardinals with 183 members, 105 of whom are under age 80 and, therefore, eligible to vote in a conclave.
Esequie del cardinale Felici
Jun 20, 2007
"Le anime degli amici di Dio riposano nella pace del suo cuore": così il Papa alle esequie del cardinale Felici, celebrate in San Pietro.
(Radio Vaticana, 19/06/2007) Con un rito solenne e commosso in San Pietro, Benedetto XVI ha presieduto oggi le esequie del cardinale Angelo Felici, scomparso due giorni fa a Roma, all’età di 88 anni. Nella sua omelia, il Papa ha ricordato la vita del porporato, a lungo a servizio della Santa Sede, prima in veste di diplomatico, poi di prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e quindi di presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei". Il servizio di Isabella Piro
(canto ‘Requiem aeternam’)
“Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv 6,54): è stato il Vangelo di Giovanni a tracciare le linee guida dell’omelia di Benedetto XVI per lo scomparso cardinale Felici. Rendendogli l’ultimo saluto “con sentimenti di affetto e di fervida riconoscenza” – ha detto il Papa – vogliamo confessare intensamente la consapevolezza della Risurrezione:
“(…) la consapevolezza che nell’Eucaristia siamo misteriosamente resi partecipi della morte e risurrezione del Signore, credendo fermamente che Dio prepara per i suoi servi buoni e fedeli il premio della vita che non avrà mai fine. E’ questa la fede che ha guidato la lunga e feconda esistenza sacerdotale del Cardinale Felici.”
Il Santo Padre ha quindi ripercorso la vita del porporato, divenuto sacerdote nel 1942, non ancora ventitreenne. Servitore fedele della Sede Apostolica e stretto collaboratore del Successore di Pietro, il cardinale Felici ricoprì molti incarichi, tra cui quello di Pro-Nunzio Apostolico nei Paesi Bassi e di Rappresentante Pontificio in Portogallo. Gli ultimi anni della sua esistenza terrena, lo videro invece Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, fino al ’95, e quindi, fino al 2000, Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei". Per descrivere il suo operato, Benedetto XVI ha citato le parole che Giovanni Paolo II scrisse al porporato in occasione del suo 50° anniversario di Sacerdozio e 25° di Episcopato, ponendo in rilievo il suo scrupoloso senso del dovere:
“Il suo ministero episcopale – affermava il Papa – è stato tutto dedicato al bene dei fedeli, alla missione benefica dei Romani Pontefici e della Sede Apostolica. Vogliamo ora rendere grazie al Signore per l’abbondante messe di frutti apostolici che egli, con l’aiuto della grazia divina, ha potuto raccogliere nei vari ambiti della sua illuminata e preziosa attività pastorale e diplomatica.”
“Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio”, è scritto nel Libro della Sapienza, e Benedetto XVI lo ha ricordato, invitando tutti i fedeli ad avere fiducia nel “Dio della Vita”:
“Sì, le anime degli amici di Dio riposano nella pace del suo cuore. Questa certezza, che sempre dobbiamo alimentare, ci sia costante ammonimento a restare vigili nell’orazione e a perseverare umilmente e fedelmente nel lavoro a servizio della Chiesa.”
Prima di affidare il cardinale Felice a Maria, “Madre tenera e premurosa”, il Papa ha ricordato che, tra le carte del porporato, è stata trovata un’immaginetta della Mater Salvatoris, recante, sul retro, un’invocazione scritta dallo stesso cardinal Felici:
“In Te, o Signore, ho sperato, e nella tua Santissima Madre; che io non sia confuso in eterno”. Quante volte egli avrà ripetuto le parole di questa preghiera scritta di suo pugno in previsione dell’ultima partenza!”
Parole che possiamo considerare – ha concluso il Papa - come “il testamento spirituale che il cardinale Felici ci lascia: parole che, meglio di ogni altra considerazione, quest’oggi ci aiutano a riflettere e a pregare.”
Cardenal Felici, convocado a la Casa del Padre
Jun 19, 2007
La Santa Sede anunció hoy que el Cardenal Angelo Felici, de 87 años, fue convocado a la Casa del Padre el domingo.
VATICANO, 18 Jun. 07 / 08:56 am (ACI).- El Papa Benedicto XVI presidirá el martes, 19 de junio, a las 5:00 p.m. en el altar de la Cátedra de la Basílica Vaticana, el funeral por el Purpurado italiano que era Prefecto Emérito de la Congregación para las Causas de los Santos y Presidente Emérito de la Pontificia Comisión “Ecclesia Dei”.
È scomparso il cardinale Angelo Felici
Jun 19, 2007
Il cordoglio del Papa per la scomparsa del cardinale Angelo Felici: è stato un "solerte collaboratore" della Santa Sede.
(Radio Vaticana, 18/06/2007) Un sentimento di “affettuoso rimpianto” al ricordo “della fervorosa opera prestata alla Santa Sede e della chiara testimonianza di solerte collaboratore dei miei venerati predecessori”. E’ una delle frasi del lungo telegramma con il quale Benedetto XVI descrive la figura e l’opera del cardinale Angelo Felici, deceduto ieri a poco meno di 88 anni di età. Il Papa ha indirizzato un telegramma di cordoglio a mons. Vincenzo Apicella, vescovo di Velletri e Segni - città d’origine del porporato scomparso - e un analogo telegramma al cardinale Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio, ora composto da 183 porporati, dei quali 105 elettori e 78 non elettori. E sarà lo stesso Benedetto XVI a celebrare le esequie del cardinale Felici, domani alle 17, all’altare della Cattedra nella Basilica di San Pietro.
Quando il giovane Angelo Felici viene ordinato sacerdote non ha ancora 23 anni e per ricevere il Sacramento si rende necessaria la dispensa dall’età di Pio XII. Quando poi entra per la prima volta in Segreteria di Stato ne ha appena compiuti 26. Quello alla Sede di Pietro di uno dei più importanti diplomatici della Santa Sede tra gli anni Sessanta e Ottanta è dunque un servizio precoce. La storia del futuro cardinale inizia in una cittadina del Lazio, Segni, dove Angelo compie gli studi primari e secondari. Filosofia e Teologia vengono affrontate nel Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, ma già nel 1941 il giovane, ancora suddiacono, entra nella Pontificia Accademia Ecclesiastica. Alla prima Sezione della Segreteria di Stato, quella che oggi è la Sezione per i Rapporti con gli Stati, don Angelo arriva per volere dell’allora segretario di Stato, mons. Angelo Tardini. Diciannove anni di delicato lavoro e poi la prima importante missione diplomatica in una delle zone “calde” del pianeta, il Medio Oriente. Paolo VI lo invia a Gerusalemme nel 1967, subito dopo la “Guerra dei sei giorni”. La nomina ad arcivescovo arriva nel ’67 insieme con l’incarico di pro-nunzio nei Paesi Bassi. Seguono poi le nunziature di Lisbona e Parigi: in Francia, mons. Felici per tre volte accoglie Giovanni Paolo II in visita pastorale. Lo stesso Papa Wojtyla gli conferisce la berretta cardinalizia nel Concistoro del 28 giugno 1988 e tre giorni più tardi la nomina a prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, incarico che manterrà fino al giugno del 1995. Sei mesi più tardi, il Papa lo nomina presidente della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”.
E' morto il cardinale Felici
Jun 19, 2007
E' morto il card. Angelo Felici, prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi ed ex nunzio apostolico a Parigi. Ne ha dato notizia la Sala Stampa della Santa Sede. Il card. Felici era nato 87 anni fa a Segni.
(korazym.org, 18/06/2007) E' morto il card. Angelo Felici, prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi ed ex nunzio apostolico a Parigi. Ne ha dato notizia la Sala Stampa della Santa Sede. Il card. Felici era nato 87 anni fa a Segni, citta' del Lazio che ha dato i natali a molti illustri ecclesiastici tra i quali il grande giurista, anche lui cardinale, Vincenzo Fagiolo, scomparso nel 2000. Nella sua lunga carriera nella diplomazia vaticana, oltre che in Francia, Felici e' stato rappresentante del Papa anche in Portogallo e nei Paesi bassi. Ritiratosi nel '95 per ragioni di eta' dalla guida del dicastero dei santi, Papa Wojtyla volle affidargli la Pontificia Commissione "Ecclesia dei", che si occupa del rientro degli ex lefebvriani nella Chiesa, incarico mantenuto fino al 2000. I funerali si svolgeranno domani pomeriggio alle 17 nella Basilica di San Pietro e saranno celebrati da Benedetto XVI.
La biografia
Il Cardinale Angelo Felici, Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi, Presidente emerito della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", è nato a Segni, una cittadina nei pressi di Roma (Italia), il 26 luglio 1919. Dopo aver compiuto gli studi elementari e ginnasiali nella città natale, ha frequentato i corsi di Teologia e Filosofia presso il Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, dal 1934 al 1941.
Nel gennaio 1942, ancora suddiacono, è entrato nella Pontificia Accademia Ecclesiastica ed il 4 aprile dello stesso anno, con la dispensa dall'età concessa da Papa Pio XII, è stato ordinato sacerdote nella Cappella del Pontificio Collegio Pio Latino Americano. Durante l'anno accademico 1941-1942 ha frequentato i corsi "Utriusque Iuris" del Pontificio Ateneo Lateranense, passando successivamente alla Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito il Dottorato di Diritto Canonico. Nel luglio 1945 è stato chiamato da Monsignor Domenico Tardini, Segretario della Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari, a prestare il suo servizio presso l'allora Prima Sezione della Segreteria di Stato (oggi Sezione per i rapporti con gli Stati).
Ha svolto l'importante incarico per circa diciannove anni, prima con il Cardinale Tardini, divenuto Segretario di Stato, e successivamente con il Cardinale Amleto Giovanni Cicognani. Nel febbraio 1964 Paolo VI lo ha nominato Sotto-Segretario della Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari. Lo stesso Pontefice lo incaricava, dopo la "guerra dei sei giorni", di una missione a Gerusalemme. In quegli anni è stato anche Docente di Stile Diplomatico presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica. Il 22 luglio 1967 è stato eletto Arcivescovo titolare di Cesariana (ricevendo l'ordinazione episcopale il 24 settembre) e nominato nello stesso tempo Pro-Nunzio Apostolico nei Paesi Bassi, ove è rimasto fino al maggio 1976, quando è stato nominato Nunzio Apostolico in Portogallo. Il 27 agosto 1979, è stato nominato da Giovanni Paolo II Nunzio Apostolico in Francia. A questo titolo ha avuto l'onore di accogliere il Santo Padre per ben tre volte, in occasione dei suoi pellegrinaggi apostolici in Francia. Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi dal 1E luglio 1988 al 13 giugno 1995. Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei dal 16 dicembre 1995 al 14 aprile 2000.
The "Ecclesia Dei" Pontifical Commission's letter of 13 July has provoked reactions which are somewhat surprising. It is possible that at the root of these reactions lies the fact that certain phrases in that letter were either misunderstood or misinterpreted.
It seems therefore appropriate to give certain clarifications:
1) This Commission did not adopt/accept the allegations contained in the letter of a group of priests of the Fraternity of Saint-Peter; in its letter the Commission simply made reference to them, i.e., set out in its first three sub-paragraphs (indentations).
2) The withdrawal of the authority for the pre-arranged extraordinary General Chapter, planned for August of this year, is not, of course, concerned with the ordinary General Chapter to be held in the year 2000.
3) The General Superior is not in any way deprived of all his powers; he was only "asked to refrain from making any transfers" that might be interpreted as punishment by his fellow-brethren, signatories to the Recourse. The Commission's letter clearly stated that this measure was only "for the meantime", that is to say, during the period of preparation for the general assembly of the members of the Fraternity, thus, for a time that is quite short.
4) The aim of this assembly is two-fold :
a. it will allow members of the Fraternity to discuss freely between themselves the problems that undeniably exist at the heart of the Fraternity and which have led to this conflictive situation;
b. it will also be the occasion for all the Fraternity to take account of the problems that the Fraternity itself poses for other members of the Church, as well as for many Bishops, and to better situate itself in the reality of the Church. Conferences on these themes, which appear to us to be at the origin of the present crisis, may contribute to a clarification of ideas and to provide practical conclusions.
Finally, it seem important to state this : that it is absurd to suspect this Pontifical Commission of having an intention to impose upon the Fraternity of Saint-Peter the celebration of the Roman Liturgy reformed by Pope Paul VI. The reactions that have reached us from various countries reveal that even lay people were thus informed, incorrectly and tendentiously; and this, in spite of the Commission's express request that no publicity be given to this entire affair.
In the hope of having contributed to a greater clarity
I remain. Yours,
Angelo Cardinal Felici
Card. Felici e la deposizione del superiore della Fraternità Sacerdotale di San Pietro
Sept 15, 2004
Ci si sarebbe aspettato che, dopo aver ricevuto la scandalosa lettera dei sedici, Sua Eminenza il Cardinale Felici avesse replicato con una ammonizione nei loro confronti, per il modo disonesto e anticattolico col quale avevano operato all’insaputa del loro legittimo Superiore, e che avesse ordinato loro di rimanere fedeli a Padre Bisig e alla costituzione della loro Fraternità.
(unavox.it, Estate 1999) Invece non l’ha fatto, e, ahimé, ha ceduto alle loro oltraggiose richieste: che fosse posticipato il Capitolo generale della Fraternità programmato per agosto e che Padre Bisig fosse sostituito da un amministratore apostolico che prendesse in mano il destino della Fraternità.
Infatti il Capitolo è stato posticipato e verrà sostituito da una assemblea plenaria che si terrà a novembre. Padre Bisig, attualmente, non è stato sostituito da un amministratore apostolico, ma, a tutti gli effetti, è stato privato della sua autorità dalla Commissione Ecclesia Dei, cosí che si trova nella impossibilità di espellere i preti sleali dalla Fraternità. Peggio ancora, il Cardinale Felici ha deciso tutto questo senza neanche interpellare Padre Bisig e senza dargli la possibilità di dire la sua sulla questione. Sembra proprio che a partire dal Concilio Vaticano II il principio “audi alteram partem” non venga piú applicato.
C’è da chiedersi quale sarebbe stata la reazione di un qualsiasi dicastero vaticano se, per esempio, un gruppo di Gesuiti o di Francescani conservatori avesse presentato un ricorso contro il proprio superiore, affermando che egli insegnava eresie e ignorava le norme liturgiche. È pensabile che sarebbe stato privato della sua autorità senza essere interpellato sulla sua versione dei fatti? Il ricorso di un tale gruppo di preti conservatori non sarebbe neanche stato esaminato, ma sarebbe stato immediatamente inviato al superiore modernista.
Il Cardinale Felici ha accusato Padre Bisig di essere in procinto di perdere la sua fiducia nella Santa Sede. Ci chiediamo: su quali basi Padre Bisig dovrebbe rafforzare la propria fiducia nella Santa Sede dopo quello che gli è capitato?