Omelia di Benedetto XVI per le esequie del Cardinale Innocenti
Sept 14, 2008
CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 10 settembre 2008 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito il testo dell'omelia pronunciata da Benedetto XVI questo mercoledì mattina presiedendo la liturgia esequiale del Cardinale Antonio Innocenti, morto sabato scorso all'età di 93 anni.
Signori Cardinali,
Venerati Fratelli nell'Episcopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!
Vi siete radunati intorno all'altare del Signore per accompagnare con la celebrazione del Sacrificio eucaristico, in cui si rivive il Mistero pasquale, l'ultimo viaggio del caro Cardinale Antonio Innocenti. Nel rivolgere a ciascuno di voi il mio cordiale saluto, ringrazio in particolare il Cardinale Sodano che, quale Decano del Collegio Cardinalizio, ha presieduto la Santa Messa esequiale. Ricordiamo tutti con affetto il nostro compianto Fratello, e questo rende la nostra preghiera ancora più fervida e sentita. Soprattutto ci anima la fede nel Signore risorto, che è sorgente di vita eterna per quanti credono in lui e lo seguono con amore.
Il caro Defunto ha avuto una lunga vita, spesa al servizio del Signore: già nei primi anni dell'adolescenza egli si pose alla sequela di Gesù, entrando nel Seminario Vescovile di Fiesole. Ci piace pensarlo alla luce della bella espressione del Siracide, contenuta all'inizio della prima Lettura: "Figlio, se ti presenti per servire il Signore, / preparati alla tentazione. Abbi un cuore retto e sii costante, non ti smarrire nel tempo della seduzione" (Sir 2,1-2). Come per Gesù, così per quanti sono chiamati a seguirlo più da vicino, la vita intera diventa un combattimento spirituale, che si sostiene e si vince corrispondendo generosamente e gioiosamente alla grazia di Dio e alla sua indefettibile fedeltà. "Affidati a lui ed egli ti aiuterà" (Sir 2,6), esorta il Siracide; e ancora: "Voi che temete il Signore, confidate in lui" (2,8). Ma al tempo stesso suggerisce anche atteggiamenti di saggezza: "Accetta quanto ti capita, / sii paziente nelle vicende dolorose, / perché con il fuoco si prova l'oro, / e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore" (Sir 2,4-5). Fede e sapienza di vita, strettamente intrecciate, caratterizzano lo stile del discepolo del Signore e in modo particolare del suo ministro ordinato, fino a giungere a quella conformazione piena, che l'apostolo Paolo confessava di se stesso: "Mihi vivere Christus est" (Fil 1,21). Con la straordinaria concisione che lo Spirito Santo gli ispirava, san Paolo riassume in queste parole la forma perfetta dell'esistenza cristiana: essa è uno stare con Gesù, un essere in Lui a tal punto che questa comunione supera la soglia di separazione tra la vita terrena e l'aldilà, così che la morte stessa del corpo non è più una perdita ma "un guadagno" (ibid.).
Si tratta naturalmente di una meta, che sta sempre in qualche modo dinanzi a noi, ma che tuttavia possiamo già - come l'Apostolo - anticipare in questa vita, specialmente grazie al sacramento dell'Eucaristia, vincolo reale di comunione con Cristo morto e risorto. Se l'Eucaristia diventa forma della nostra esistenza, allora veramente per noi vivere è Cristo e il morire equivale a passare pienamente in Lui e nella vita trinitaria di Dio, dove sarà piena anche la comunione con i nostri fratelli. "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui ... Chi mangia questo pane vivrà in eterno" (Gv 6,56.58). Le parole del Signore Gesù, risuonate in questa liturgia, sono luce di fede e di speranza e conferiscono alla nostra preghiera di suffragio un fondamento solido e sicuro. Quel fondamento su cui il Cardinale Innocenti ha costruito la sua vita.
Originario di Poppi, in diocesi di Fiesole e provincia di Arezzo, ricevette l'Ordinazione sacerdotale nel 1938 e, dopo una significativa esperienza pastorale nel mondo del lavoro, fu inviato a Roma per specializzarsi in teologia e diritto. Rientrato in Diocesi, insegnò nel Seminario e assistette il Vescovo nelle visite pastorali durante la seconda guerra mondiale. In quel drammatico periodo, si distinse per abnegazione e generosità nell'aiutare la gente e salvare quanti erano destinati alla deportazione. Per questo fu anche arrestato e condannato alla fucilazione, ma quando già si trovava dinanzi al plotone d'esecuzione l'ordine fu revocato. Dopo la guerra, completò gli studi teologici a Roma, e l'allora Sostituto della Segreteria di Stato, Mons. Giovanni Battista Montini, lo invitò a frequentare la Pontificia Accademia Ecclesiastica. Così entrò nel servizio diplomatico della Santa Sede. Ebbe modo di conoscere diversi Paesi in Africa, in Europa e nel vicino Oriente, senza mai dimenticare la sua profonda e genuina ispirazione sacerdotale, prodigandosi in favore dei fratelli, infondendo coraggio e alimentando in tutti la fede e la speranza cristiana.
Nominato Rappresentante Pontificio in Paraguay, ricevette l'Ordinazione episcopale nel 1968. Venne poi richiamato a Roma per assumere l'incarico di Segretario della Congregazione per i Sacramenti e il Culto Divino. Successivamente, nel 1980, fu inviato quale Nunzio Apostolico in Spagna, dove per due volte accolse il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II in visita pastorale. Questi, nel maggio del 1985, lo creò Cardinale e da quel momento il nostro compianto Fratello fu ancora più profondamente inserito nella vita della Chiesa di Roma. A nuovo e più alto titolo egli continuò a prestare la sua apprezzata collaborazione al Sommo Pontefice, come Prefetto della Congregazione per il Clero, Presidente della Pontificia Commissione per la conservazione del patrimonio artistico e storico della Chiesa e della Pontificia Commissione Ecclesia Dei.
Mi piace concludere questa breve riflessione riferendomi al motto episcopale del Cardinale Antonio Innocenti: "Lucem spero fide". Parole quanto mai appropriate in questo momento; parole che egli confidava alle persone a lui vicine di aver sempre portato nel cuore dopo che, da adolescente, aveva ricevuto il dono della vocazione sacerdotale. Ora che ha varcato l'ultima soglia, preghiamo affinché la fede e la speranza lascino il posto alla realtà "di tutte più grande", la carità, che "non avrà mai fine" (1 Cor 13,8.13). Rendiamo grazie per il dono di averlo conosciuto e per tutti i benefici che, in lui e mediante lui, il Signore ha elargito alla santa Chiesa. Mentre invochiamo per questo nostro Fratello la materna intercessione della Beata Vergine Maria, ne affidiamo l'anima eletta al Padre della vita, perché la accolga nel suo regno di luce e di pace.
Benedikt XVI. würdigt apostolischen Eifer des verstorbenen Kardinals Innocenti
Sept 09, 2008
Exequien am Mittwochvormittag.
ROM, 8. September 2008 (ZENIT.org).- Kardinal Antonio Innocenti, der frühere Präfekt der Kongregation für den Klerus, ist am Samstag, dem 6. September, im Alter von 93 Jahren in Rom gestorben. Papst Benedikt hebt in einem heute veröffentlichten Telegramm den „apostolischen Eifer“ des kirchlichen Würdenträgers und seine „Treue zum Evangelium“ besonders hervor.
Die Exequien für den verstorbenen Kardinal werden am kommenden Mittwoch, dem 10. September, um 9.00 Uhr im Petersdom stattfinden. Kardinal Sodano, Dekan des Kardinalskollegiums, wird mit den anwesenden Kardinälen die Heilige Messe feiern. Papst Benedikt wird am Ende der Eucharistiefeier das Wort ergreifen und anschließend dem Ritus der „Ultima Commendatio“ (Aussegnung) und der „Valedictio“ (Abschiednehmen) vorstehen.
Kardinal Innocenti wurde im August 1915 in der Nähe von Arezzo (Toskana) geboren. Die Priesterweihe empfing er 1938. In der Zeit von 1938 bis 1941 schloss er in Rom seine Studien ab, unterrichtete im Priesterseminar von Fiesole und arbeitete zudem als Bischofssekretär. Außerdem verhalf er in diesen Jahren Juden zur Flucht und entging nur knapp seiner Hinrichtung durch die Nationalsozialisten.
Nach einem zweijährigen Studium an der Päpstlichen Diplomatenakademie (1948-1950) war Innocenti unter anderem in der Apostolischen Nuntiatur in der Schweiz tätig. 1967 wurde er von Papst Paul VI. zum Apostolischen Nuntius in Paraguay ernannt und zum Bischof geweiht. 1973 wechselte er auf Wunsch des Papstes als Sekretär der Kongregation für die Sakramentenordnung nach Rom, um von 1980 bis 1985 erneut als Apostolischer Nuntius zu arbeiten – diesmal in Spanien.
Papst Johannes Paul II. nahm Innocenti am 25. Mai 1985 in das Kardinalskollegium auf und ernannte ihn ein Jahr später zum Präfekten der Kongregation für den Klerus, die er bis 1991 leitete. Zusätzlich stand er von 1988 an der Päpstlichen Kommission für die Kulturgüter der Kirche vor. 1991 wurde er zum Präsidenten der Päpstlichen Kommission Ecclesia Dei ernannt.
Diese 1988 gegründete Einrichtung hat die Aufgabe, „mit den Bischöfen, den Dikasterien der Römischen Kurie und den betreffenden Gruppen zusammenzuarbeiten, um die volle kirchliche Gemeinschaft der Priester, Seminaristen, Ordensgemeinschaften oder einzelnen Ordensleuten zu ermöglichen, die bisher auf verschiedene Weise mit der von Erzbischof Lefebvre gegründeten Bruderschaft verbunden waren und die mit dem Nachfolger Petri in der katholischen Kirche verbunden bleiben wollen.“
1995 nahm der Vorgänger Benedikts XVI. das Rücktrittsgesuch von Kardinal Innocenti an, der nun 80 Jahre alt war.
Nach dem Ableben des italienischen Kardinals besteht das Kardinalskollegium aus 193 Purpurträgern. Während 116 im Fall eines Konklaves wahlberechtigt wären, haben 77 die dafür vorgeschriebene Altersgrenze von 80 Jahren bereits überschritten.
Kardinal Innocenti gestorben
Sept 09, 2008
Er rettete während des Zweiten Weltkriegs jüdische Menschen vor der Deportation.
Vatikanstadt, 7.9.08 (KAP) Kardinal Antonio Innocenti, früherer Präfekt der Kleruskongregation sowie Ex-Präsident der Kommission "Ecclesia Dei", ist im Alter von 93 Jahren gestorben. Mit dem Tod von Innocenti zählt das Kardinalskollegium 193 Mitglieder. Von diesen sind 116 jünger als 80 und dürften somit an einer Papstwahl teilnehmen.
Innocenti, am 23. August 1915 in Poppi bei Arezzo geboren, spezialisierte sich nach seiner Priesterweihe 1938 an der Päpstlichen Universität Gregoriana auf Kirchenrecht. In den letzten Monaten des Zweiten Weltkriegs rettete er in seiner Heimatdiözese Fiesole jüdische Menschen vor der Deportation; er selbst entging nur knapp der Erschießung durch die Deutschen.
Nach dem Krieg schlug er auf Anraten von Giovanni Battista Montini, des späteren Papstes Paul VI., die Diplomatenlaufbahn ein. Seine erste Aufgabe im Ausland führte ihn nach Leopoldville (Kinshasa). Dann wechselte er an die Nuntiatur in der Schweiz. Dort machte er sich besonders für die Einwanderer-Seelsorge und für ökumenische Beziehungen stark. Später vertrat er die Interessen des Heiligen Stuhls beim Straßburger Europarat, ab 1964 bei der französischen Regierung in Paris.
1967 wurde Innocenti zum Nuntius in Paraguay berufen, im Jahr darauf empfing er die Bischofsweihe. Nach einigen Jahren an der römischen Kurie - er übernahm das Amt des Sekretärs der Gottesdienstkongregation - sandte ihn Johannes Paul II. 1980 als Nuntius nach Spanien. 1985 zum Kardinal erhoben, wurde Innocenti 1986 Präfekt der Kleruskongregation. 1988 übernahm er zusätzlich den Vorsitz in der "Kommission für das kulturelle Erbe der Kirche". Von 1991 bis 1995 war er Präsident der Kommission "Ecclesia Dei", die sich um die Aussöhnung mit den vom Rom getrennten Traditionalisten bemüht. Dieses Amt legte er nach seinem 80. Geburtstag nieder.
Lutto nella Chiesa italiana
Sept 07, 2008
Si è spento, all’età di 93 anni, il cardinale Antonio Innocenti, prefetto emerito della Congregazione per il Clero.
(Radio Vaticana, 07/09/2008) Si è spento, ieri nel primo pomeriggio, all’età di 93 anni, il cardinale Antonio Innocenti. Il porporato era prefetto emerito della Congregazione per il Clero, presidente emerito della Pontificia Commissione per la conservazione del Patrimonio artistico e storico della Chiesa e presidente emerito della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”. Con il decesso del cardinale Innocenti, il Collegio cardinalizio è formato da 193 porporati di cui 116 Elettori e 77 ultra-ottantenni. I cardinali italiani sono ora 41 di cui 20 elettori e 21 ultra-ottantenni. Un profilo del cardinale Innocenti nel servizio di Alessandro Gisotti:
Nato nel 1915 a Poppi, in diocesi di Fiesole, il cardinale Antonio Innocenti ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1938. Nel 1941, ha conseguito la laurea in Diritto canonico alla Pontificia Università Gregoriana, dedicando ogni momento libero al ministero sacerdotale nella borgata romana di Primavalle e nell'Agro Romano. Rientrato a Fiesole, ha intrapreso l'insegnamento canonico e morale presso il Seminario. Durante gli ultimi mesi del conflitto mondiale, si adoperò in favore della popolazione mettendo a frutto le sue cognizioni linguistiche, salvando così numerose persone dalla deportazione. Fu sottoposto a due processi sommari e portato dinanzi al plotone di esecuzione, ma all'ultimo momento l'ordine di sparare venne revocato.
Terminata la guerra, ha intrapreso la fondazione dei primi circoli delle ACLI a Fiesole. Nel 1948 è stato nuovamente inviato a Roma per completare gli studi teologici presso l'Università Lateranense, dove ha conseguito la licenza in Dommatica. Su invito dell’allora arcivescovo Montini fa ingresso nell'Accademia Ecclesiastica. Il primo incarico in campo diplomatico è quello di segretario presso l'allora delegazione apostolica di Leopoldville, con giurisdizione sul Congo Belga e il Ruanda-Urundi (1950). Successivamente (1953) viene inviato alla nunziatura apostolica in Svizzera, dove si è dedicato all'assistenza religiosa agli immigrati e ai rapporti con i cristiani di altre denominazioni. Nei primi anni ‘60 è chiamato a rappresentare la Santa Sede nell'adesione al Consiglio d'Europa a Strasburgo. Dal 1964 ha prestato la propria opera presso la Rappresentanza pontificia a Parigi.
Nel 1967 viene nominato nunzio apostolico in Paraguay. L’anno dopo riceve l'ordinazione episcopale. Nel 1973 viene chiamato a Roma per assumere l'incarico di segretario della Congregazione per la disciplina dei Sacramenti. Dal 1980 al 1985 è nunzio apostolico in Spagna. Nello stesso 1985, viene creato cardinale da Giovanni Paolo II. Dal gennaio 1986 al luglio 1991 il porporato italiano è prefetto della Congregazione per il Clero. In tale veste, nel 1990 è stato presidente delegato all’VIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla formazione dei sacerdoti.
Very Little Sympathy To Catholics Attached to the Traditional Latin Mass
Oct 26, 2004
In his motu propario Ecclesia Dei Pope John Paul II manifested his will that the Missal of 1962 should be made available to all those Catholics attached to the traditional Latin Mass.
(The Latin Mass, Spring 2001) In his motu propario Ecclesia Dei Pope John Paul II manifested his will that the Missal of 1962 should be made available to all those Catholics attached to the traditional Latin Mass.
The Ecclesia Dei Commission in Rome, ever since its first president, Cardinal Mayer, was replaced by Cardinal Innocenti, has shown very little sympathy and given very little help to these Catholics in attaining their rightful aspirations.
Esperanto nella Santa Messa
Oct 26, 2004
L'archivio dell'IKUE conserva il telegramma in latino a firma del Cardinal Innocenti con cui si comunicava all'allora Arcivescovo di Cracovia, il cardinale Karol Wojtyla, alto patrono del Congresso IKUE a Czestochowa, la benigna concessione di Paolo VI di celebrare la Messa in Esperanto durante il predetto Congresso, mentre un altro telegramma, a firma del Cardinal Villot, segretario di Stato di Sua Santità, ancora in latino, comunica la benedizione apostolica ai Congressisti.
(Museo San Pio X, Salzano) Ecco il testo originale del telegramma: "Cardinale Karol Wojtyla, ul. Franciszkancka 3, Krakow. Tecum communicare placet summum pontificem benigne concessisse occasione congressus esperantici Czestochoviensis mense augusti huius anni ut Missa pro sodalibus celebrari valeat pro hac vice lingua esperantistica sub responsabilitate eminentiae tuae. Tibi addictissimus Antonius Innocenti Archiepiscopus secretarius".
Il telegramma è indirizzato ancora al Cardinal Wojtyla, con l'aggiunta nell'indirizzo dell'indicazione in Esperanto "IKUE Kongreso Czestochowa". II testo dice: "Summus Pontifex sodalibus XXXVII conventus internationalis catholicorum linguae Zamenhofianae cultorum paterni animi sensus declarans petitam benedictionem apostolicam caelestis auxilii auspicem peramenter impertit. Cardinalis Villot".