Al Card. Andrzej Maria Deskur il Premio Internazionale Bonifacio VIII
May 05, 2005
“Ha portato il suo specifico contributo a numerosi congressi e riunioni di studio e di professionisti della stampa, della radio-televisione e cinema, visitando circa settanta paesi dei cinque continenti. Tra l'altro è stato tra i promotori della stazione radio per i Paesi dell'Asia e dell'Oceania "Radio Veritas".
(menteantica.it, November 2004) Gli impegni dell'animazione cristiana nel campo dei mezzi delle comunicazioni sociali non gli hanno impedito di dedicarsi alla pastorale attiva. Durante tutti gli anni della sua permanenza a Roma ha svolto il suo ministero sacerdotale prima ed episcopale poi in numerosissime parrocchie”.
Con questa motivazione è stato assegnato, nei giorni scorsi in Vaticano, il Premio Internazionale Bonifacio VIII al Card. Andrzej Maria Deskur, del clero di Kraków, Presidente emerito del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.
Il Comitato Scientifico dell’Accademia Bonifaciana di Anagni, presieduta da Sante De Angelis, ha deciso di conferire l’ormai prestigioso riconoscimento, che tra gli altri, nel mondo ecclesiastico, è andato a Sua Santità Giovanni Paolo II (cittadino onorario di Anagni), ai Cardinali Josè Saraiva Martins e Jorge Mejia, all’Esarca mons. Pierino Gelmini, al Vescovo Lorenzo Loppa, ad un altro eminentissimo membro del Sacro Collegio.
La consegna del Premio Internazionale Bonifacio VIII, considerato lo stato di salute di Sua Eminenza, che da tempo è costretto a stare in carrozzella a causa di una paralisi, è avvenuta l’ 8 novembre scorso presso l’abitazione del Porporato a Palazzo San Carlo in Vaticano, proprio ad un anno esatto dalla Cerimonia della I edizione svoltasi a Fiuggi.
Hanno fatto parte della delegazione il Presidente dell’Accademia Bonifaciana e del Premio dott. Sante De Angelis, il Presidente del Comitato Scientifico don Santino Spartà, il Direttore Artistico dott. Michele Marino, il signor Paolo Maggi, membro del Comitato Organizzativo ed il fotografo ufficiale dell’Accademia Dario Frioni. Sua Eminenza, ha accolto cordialmente la delegazione dell’Accademia anagnina, trattenendosi con gli ospiti, presentati al Porporato dal Presidente De Angelis, per quasi un’ora. Ha voluto avere notizie più dettagliate degli altri insigniti ed ha letto con particolare interesse la stampa che riportava la notizia del conferimento.
Il dottor Marino, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha letto, con un po’ di emozione, la motivazione formulata dal Consiglio Direttivo e dal Comitato Scientifico, mentre il responsabile di quest’ultimo, mons. Santino Spartà, noto “prete dei Vip” ha consegnato al Cardinale il Premio, scultura bronzea del Maestro Egidio Ambrosetti di Anagni. Sua Eminenza Deskur, ha vivamente ringraziato i presenti “per aver pensato a lui”, ed ha subito fatto sistemare dal segretario don Stefano, la scultura del Premio, tra la foto autografa del Santo Padre e una bellissima statua lignea della Vergine.
Non sono mancati i momenti dei ricordi, da parte del Presidente emerito del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, della gioventù passata a Cracovia insieme a don Karol Wojtyla, a cui lo lega un affetto fraterno.
Deskur, infatti, che è nato il 29 febbraio 1924 a Sancygniów (Diocesi di Kielce, Polonia) da una famiglia di origine francese, divenne famoso nel mondo, grazie proprio a Giovanni Paolo II, quando quest’ultimo, il giorno dopo dell’elezione a papa, uscì dal Vaticano, in auto, e andò a far visita al suo amico, ricoverato al Policlinico Gemelli.
L’improvvisa apparizione del Sommo Pontefice scatenò l’entusiasmo generale. La ressa fu tale che dovettero intervenire le guardie per lasciare spazio di movimento al papa. Wojtyla, salì a salutare l’amico Andrzej e si intrattenne con lui per diverso tempo.
Anche oggi Sua Eminenza è una delle persone più vicino a Sua Santità e nonostante la delicata salute di entrambi, riescono comunque ancora a vedersi e a parlare. Deskur, laureatosi in Diritto nel 1945 all'Università Cattolica di Cracovia, è stato Segretario generale della più importante organizzazione studentesca polacca dell'immediato dopo-guerra, il "Bratniak".
Entrato nel Seminario di Cracovia, è stato ordinato sacerdote il 20 agosto 1950. Ottenuta anche la laurea in Teologia presso l'Università di Friburgo, dopo due anni di attività pastorale e di studio in Francia e in Svizzera, nel settembre 1952 è stato chiamato a Roma alle dipendenze della Segreteria di Stato.
Durante questo periodo ha ricoperto la carica di Sotto-Segretario della Pontificia Commissione per la Cinematografia, la Radio e la Televisione (1954-1964), Segretario del Segretariato preparatorio per la Stampa e lo Spettacolo del Concilio Ecumenico Vaticano II (1960-1962), "Perito" della stessa assemblea conciliare (1962-1965) ed ha fatto parte delle Commissioni conciliari per i Vescovi, per il Clero, per i Laici, per la Stampa e lo Spettacolo.
Nel 1973 è stato nominato Presidente delle Pontificia Commissione (ora Consiglio) per le Comunicazioni Sociali. Eletto Vescovo titolare di Tene il 17 giugno 1974, ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 30 giugno successivo.
Giovanni Paolo II gli ha conferito il 15 febbraio 1980 il titolo di Arcivescovo, nominandolo Presidente emerito della Pontificia Commissione. Gli impegni dell'animazione cristiana nel campo dei mezzi delle comunicazioni sociali non hanno impedito al Card. Deskur di dedicarsi alla pastorale attiva.
Da molti anni si dedica all'ufficio di direttore spirituale presso il pre-seminario San Pio V. Attualmente è membro: delle Congregazioni: delle Cause dei Santi; per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute); della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano.
Da Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 25 maggio 1985, del Titolo di S. Cesareo in Palatio, Diaconia elevata pro hac vice a Titolo presbiterale, il 29 gennaio 1996. “Un riconoscimento quello dato a Deskur – ha detto il Presidente dell’Accademia Bonifaciana Sante De Angelis – meritatissimo.
A causa della sua malattia, Sua Eminenza, lo scorso maggio, non poté essere presente ad Anagni, per ritirare il Bonifacio… ha voluto comunque ricevere la nostra delegazione nella sua casa, dimostrando di accettare di cuore il nostro gesto di assegnare a Lui, il Premio Internazionale. “Ho voluto riconoscere la fierezza con cui Sua Eminenza si è adoperato per la diffusione dei valori di pace nel mondo. Un riconoscimento meritatissimo, di cui noi dell'Accademia siamo orgogliosi.
Quando a maggio scorso Duskur non poté essere ad Anagni a causa della sua malattia, fummo molto dispiaciuti: ma a ben pensare, quella malattia che non lo ha privato della stima di chi, come noi dell'Accademia Bonifaciana, sa riconoscere la nobiltà nell'operato delle persone.
Un grazie per tutto ciò che il Cardinale Duskur ha fatto per le Comunicazioni Sociali, ecco lo scopo di questa nostra consegna post-datata.... il riconoscimento dei valori di pace non sarà mai scalfito dal tempo. E’ stato il nostro piccolo grazie, per ciò che ha fatto per la Chiesa Universale e che sicuramente aumenterà il prestigio della nostra iniziativa!”.
Juan Pablo II 'se apaga serenamente', según el cardenal Deskur
Apr 02, 2005
El papa Juan Pablo II 'se apaga serenamente' y mantiene una 'cierta conciencia', según indicó hoy el presidente emérito del Consejo Pontificio de las Comunicaciones Sociales, el cardenal polaco Andrea Deskur.
(Terra Actualidad – EFE, 1-4-2005) El purpurado mantiene una estrecha amistad con el Pontífice, que se encuentra en estado 'muy grave' y recibió en la tarde de ayer, jueves, la extremaunción, según confirmó hoy el portavoz vaticano, Joaquín Navarro Valls.
Al Papa Wojtyla, de 84 años, se le diagnosticó una infección en las vías urinarias, tras lo cual tuvo lugar 'un choque séptico con colapso cardiocirculatorio', indicó Navarro.
Juan Pablo II, que ha querido permanecer en sus aposentos del Vaticano, es atendido por su médico personal, Renato Buzzonetti, así como por un equipo de especialistas del Policlínico Gemelli de Roma.
Une salle de cinéma au Vatican, dédiée au cardinal Deskur
Jan 22, 2005
La salle de cinéma du Conseil pontifical pour les Communications sociales, qui vient d'être rénovée, a été inaugurée cet après-midi. Elle est dédiée au cardinal Andrzej Maria Deskur, premier président de ce dicastère.
CITE DU VATICAN, Jeudi 20 janvier 2005 (ZENIT.org) – Cette salle de cinéma dotée de la technique de projection numérique, déploie jusqu’au grand écran ses rangées de sièges grenat, mais le plus beau est caché : les nouveaux dispositifs techniques, mis aux normes de sécurité.
Le président actuel du Conseil pontifical, Mgr John P. Foley, a confié aujourd’hui au micro de Radio Vatican : « La commission pontificale pour le cinéma didactique et religieux avait été fondée il y a cinquante ans. C’était l’entrée du cinématographe au Vatican : la salle-chapelle était transformée en cinéma. Maintenant, à l’occasion du 50e anniversaire du service du cardinal Andrzej Deskur, président émérite du Conseil pontifical pour les Communications sociales, nous avons décidé de refaire cette salle de façon plus moderne, en la dédiant justement au cardinal Deskur qui a servi ce bureau comme officiel puis comme sous-secrétaire, secrétaire, et finalement président. Nous pouvons le considérer comme le fondateur de la filmothèque vaticane. Nous avons donc voulu célébrer son rôle et, en même temps nous avons voulu accomplir une mise à jour de nos salles et de nos appareils ».
A propos de l’utilisation de la salle, Mgr Foley explique : « Cette année, nous utiliserons cette salle pour notre réunion plénière. Et ce ne sera pas la première fois. Nous avons utilisé cet espace par le passé et nous avons l’intention de le faire aussi à l’avenir, pour des projections spéciales. Une ou deux fois, le Saint-Père y a participé également à la projection de films. Le Saint-Père a vu « Gandhi » avant son voyage en inde, il a vu le film de Roberto Benigni, « La vie est belle » ; mais nous avons aussi vu des films relatifs à Lourdes et d’autres films religieux et culturels, pour lesquels le pape avait un intérêt spécial ».
Mgr Enrique Planas, directeur de la filmothèque vaticane, confiait pour sa part également au micro de Radio Vatican à propos du choix des films pour l’inauguration: « En premier lieu, nous avons choisi le film le plus ancien que possède la filmothèque vaticane, et qui, en même temps, montre l’intérêt du media cinématographique pour l’activité du Saint-Siège. Il s’agit d’un film montrant le pape Léon XII dans les jardins du Vatican. On a ensuite choisi un passage que l’histoire du cinéma croyait perdu, intitulé « Enfer », d’après l’ « Enfer » de Dante. Ce film a une valeur exceptionnelle parce que, pour la première fois, on a utilisé des effets spéciaux modernes et c’est pourquoi il a suscité de nombreux commentaires et un grand intérêt culturel. Nous avons également invité un grand maître du cinéma, Michelangelo Antonioni, avec son œuvre sur le Moïse de Michel Ange, où il met en évidence, comment par l’image qui reprend une sculpture de Michel Ange on peut transmettre un spiritualité très forte ».
Cardinal Deskur's Comments on John Paul II
Oct 28, 2004
"I Know He Will Not Give Up; It Is the Lord's Will"
(Zenit, July 3, 2002) Vatican City - The Vatican's confirmation on Tuesday that John Paul II will visit Poland from Aug. 16-19 is another indication the 82-year-old Pontiff is keeping an active schedule.
"I know he will not give up; Cardinal Andrej Maria Deskur, a longtime friend of John Paul II's, said in a recent interview. "It is the Lord's will."
"He is unsurpassable, as always," the Polish cardinal, 78, told the Italian daily La Repubblica.
The Pope too knows well the phrase "to serve the Church till martyrdom," said the cardinal, president emeritus of the Pontifical Council for Social Communications, who is confined to a wheelchair.
Q: You have also demonstrated great will power by not refusing to exercise your pastoral mission despite your physical problems.
Cardinal Deskur: But I don't have the Pope's will power. He is strong, he is indestructible: It is a real gift of the Lord. Yes, I have never given in, and continue even with my illness, but the Pope is on another level, and he will never abandon the Church, until the Lord wills it."
Q: Undoubtedly, the Pope is a great witness that you, yourself, Eminence, know very well.
Cardinal Deskur: Oh yes, since I was about 50 years old, I have been constrained to move in a wheelchair, but I have never given up. It is the Lord's will."
Q: With [Saturday's] homily, the Pope has cleared the field of all the inferences about is possible resignation. Is this true?
Cardinal Deskur: Yes, absolutely. The Holy Father has silenced all. He is a man who is used to doing the Lord's will, but if one doesn't know his spiritual strength, he cannot be understood."
Q: You, being a friend of long-standing, must also have known this, his spiritual strength. Can you tell us about it?
Cardinal Deskur: He was always a strong man. He is so today, as he was when he was young. He was a leader, an apostle for the youth in Poland. He taught others to be strong, to never be discouraged. And he himself never refused any sacrifice in the name of the Lord.
Q: So, despite the illness, he will never abandon the leadership of the Church?
Cardinal Deskur: No, never. What is more, whoever has faith, knows that the Lord decides everything. He is the one who decides. He is the one who knows when to say enough. If the Lord wishes me to go on, I go on. This is the Pope's strength.
Q: Even when faced with a total impediment? For example, a mental illness or complete physical blockage?
Cardinal Deskur: I exclude this completely. Knowing the person and his spiritual strength. I exclude it completely.
Q: Hence, you exclude the possibility that the Pope has entrusted to someone his letter of resignation to give notice in face of a total impediment? Every so often there is talk of this.
Cardinal Deskur: Absolutely. There are no letters of this type or of any other type. He will do God's will.
Q: And [Saturday] he said till martyrdom. What effect does talk of martyrdom have on him?
Cardinal Deskur: "It is his most profound conviction, till martyrdom ..."