La Cei riscopre il cardinale Biffi: «Negli ingressi preferire i cristiani»
May 25, 2007
La famosa lettera pastorale “La città di San Petronio nel terzo millennio” dell’allora arcivescovo di Bologna Giacomo Biffi, resta un “classico” sul problema dell’immigrazione visto dai cristiani.
(La Padania, 24/05/2007)) Città del Vaticano - Il documento che esortava le autorità dello Stato italiano ad aprire con prudenza le porte all’immigrazione, e a preferire gli immigrati cattolici agli islamici, è stato ripreso da monsignor Benigno Papa, arcivescovo di Taranto e e vice presidente uscente della Cei. Alla 57esima Assemblea generale dei vescovi italiani, monsignor Papa ha convenuto che «l’integrazione degli immigrati sarebbe più semplice se si trattasse di persone di religione cristiana». Ricordando le affermazioni del cardinale Biffi, monsignor Papa ha affermato che «quei criteri sono ragionevoli, se si pensa al futuro del Paese come un luogo dove l’immigrato sia realmente integrato». «La storia - ha concluso il prelato - ha dato ragione al cardinal Biffi, lo vediamo ogni giorno».
Nella lettera pastorale dell’arcivescovo emerito bolognese si evidenziano con coraggio alcune affermazioni “politicamente scorrette”. In primo luogo Biffi sostiene che non è irrilevante la fede religiosa degli stranieri immigrati nel nostro Paese. E che per gli immigrati di religione musulmana, occorre tenere presente una serie di diversità culturali a notevole rilevanza pubblica (dalle forme di alimentazione, al giorno festivo osservato, al diritto di famiglia, alla condizione sociale e giuridica della donna, alla concezione del rapporto tra comunità civile e comunità religiosa). La “preferenza” agli immigrati cristiani va dunque accordata per motivi di prudenza e per il fatto che il cattolicesimo è parte del patrimonio storico del popolo italiano e che, come tale, presenta una rilevanza particolare nella vita civile del Paese.