Corrado Cardinal Bafile † Corrado Cardinal Bafile †
Function:
Prefect Emeritus of Causes of Saints, Roman Curia
Title:
Cardinal Priest of St Mary in Portico
Birthdate:
Jul 04, 1903
Country:
Italy
Elevated:
May 24, 1976
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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English “Sono stati cambiamenti in bene, che io ho gradito molto"
Oct 14, 2004
Ha spento da pochi giorni cento candeline, festeggiando il suo centesimo compleanno insieme al papa. Sua Eminenza Cardinal Corrado Bafile, ci parla delle esperienze della sua vita lungo un secolo di storia della Chiesa.

(korazym.org, 09/08/2003) Il 4 luglio 2003 ha compiuto cento anni, tondi tondi; è stato ricevuto dal Santo Padre nella Sala Clementina, in un evento speciale per entrambi.

Arriviamo nella grande casa del Cardinale - ubicata nello stesso palazzo presso il Vaticano dove è ospitato anche il Centro Internazionale Giovanile San Lorenzo - accolti da sorella Maria, dell’ordine delle piccole sorelle della sofferenza, un ordine argentino. Lei è spagnola e ci conduce nello studio del Card. Bafile.

È assorto nella lettura dell’Osservatore Romano, come ogni giorno. Ci accoglie con tanta umiltà, semplicità e con il sorriso sulle labbra. Dopo averlo ringraziato per la disponibilità, è lui a fare la prima domanda: “Per quale giornale scrivete?”.

Inutile dire che sono serviti alcuni minuti per spiegare che si trattava di un giornale elettronico. Forse Sua Eminenza non conosce, giustamente, la realtà del mondo interattivo.

”Sono pronto. Chiedetemi pure. In cosa posso esservi di servizio?”

Inizia la nostra avventura, ma prima una piccola introduzione è d’obbligo.

Nato il 4 luglio 1903 a L’Aquila, Corrado Bafile, viene ordinato l’11 aprile del 1936, dopo aver frequentato gli studi ed aver effettuato una breve esperienza di avvocato.
Viene nominato Vescovo da Papa Giovanni XXIII nel marzo 1960; inizia in Germania la nomina di Nunzio Apostolico a Bonn, che proseguirà fino al 1975. Nel 1976 viene nominato Cardinale e diventa Prefetto delle Congregazioni per le Cause dei Santi. Partecipa ai conclavi per l’elezione di Giovanni Paolo I e di Giovanni Paolo II. Si ritira a vita privata all’inizio degli anni ’80. Cominciano poi le domande. Il Card. ci invita a parlare forte perché, dice sorridendo: “Questo orecchio ha cent’anni, ed anche quest’altro!”.

Sua Eminenza ci racconti un po’ la sua missione e la sua vita come sacerdote prima, Vescovo e Cardinale poi…
“Ho avuto una vocazione tardiva, perché mi sono deciso quando avevo superato i venti anni a prendere la via del sacerdozio. Sono entrato poi al Seminario Romano, trovandomi con ragazzi più piccoli di me. Tuttavia non ho avuto nessuna difficoltà, mi sono trovato bene. Già però fin da bambino avevo una grande attrattiva per le funzioni religiose, per la Chiesa. Poi invece durante l’adolescenza sembrava me ne fossi dimenticato. All’improvviso, verso i vent’anni ormai passati, questa vocazione si è risvegliata in me e si è affermata vigorosamente”.

Lei ha vissuto in prima persona i cambiamenti della Chiesa e l’evoluzione che questa istituzione ha avuto nei passaggi storici…
“Sono stati cambiamenti in bene, che io ho gradito molto e quindi non ho avuto nessun difficoltà ad adattarmi alle trasformazioni della Chiesa, anzi sono rimasto molto contento che questo avvenisse”.

Quali sono secondo lei le esigenze di trasformazione che la Chiesa oggi ha necessità di operare?
“Non sono molto preparato in questo campo – dice sorridendo – soltanto posso dire che auspico ed auguro che la Chiesa sia al passo con gli avvenimenti e non rimanga arretrata”.

I giovani si trovano ogni due o tre anni con il Santo Padre per la Giornata Mondiale della Gioventù. Sappiamo che il Papa invita spesso noi giovani a pregare. Anche per lei la preghiera è sempre stata importante per riscoprire la fede di noi cristiani. Cosa pensa del rapporto tra giovani e preghiera?
”Non ho capito. Prego di farmi domande più semplici…”

Sorridiamo e notiamo nel cardinale una dolcezza ed una semplicità che ci colpisce.

Quale è l’augurio che vuole fare alla gioventù di oggi?
“Auguro che la gioventù si intenda sempre meglio con la Chiesa e quel contrasto tradizionale che c’è sempre un po’ stato tra Chiesa e giovani, o almeno una parte di loro, tenda a diminuire”.

Ha avuto modo di conoscere personalmente il Santo Padre?
“Beh, certamente, l’ho conosciuto durante gli ultimi conclavi che ci sono stati. E poi, per i miei cento anni, mi ha accolto nella Sala Clementina”.

Ha conosciuto anche altri Papa?
“Sono nato sotto Papa Leone, durante gli ultimi giorni di Pontificato. Non ho quindi avuto modo di conoscerlo. Gli è successo Pio X che avrei voluto tanto conoscerlo, ma non ho potuto. A quei tempi abitavo a L’Aquila ed un viaggio a Roma sembrava un viaggio in America. Ho conosciuto bene Paolo VI”.

Il cardinale ci saluta con un augurio tutto speciale:

“Auguro a tutti voi di arrivare a cent’anni in buona salute, come Dio ha concesso a me”.
Al termine ci chiede se vogliamo prendere un “bicchierino” … il vermut! Ecco scoperto il mistero: l’elisir di lunga vita …
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