El Episcopado recordó al cardenal Primatesta
May 17, 2006
Religiosas: Al término de la 91ª Asamblea Plenaria del Episcopado, que desde el lunes sesionó en la casa de ejercicios espirituales El Cenáculo - La Montonera, de Pilar, los obispos recordaron al cardenal Raúl Francisco Primatesta, fallecido el pasado 1 de mayo.
Pilar, MAY 13 2006 (AICA): Los obispos destacaron las virtudes sacerdotales del purpurado fallecido, al que definieron como "un gran pastor", y su "larga y destacadísima" trayectoria. Entre otros aspectos, valoraron su "responsabilidad pastoral" en tiempos de "dolorosos desencuentros" en el país y su preocupación permanente por "la concordia y la paz" entre los ciudadanos. También su contribución a solucionar el diferendo limítrofe con Chile por el canal de Beagle.
Al término de la 91ª Asamblea Plenaria del Episcopado, que desde el lunes sesionó en la casa de ejercicios espirituales El Cenáculo - La Montonera, de Pilar, los obispos recordaron al cardenal Raúl Francisco Primatesta, fallecido el pasado 1 de mayo a los 87 años de edad.
El Conferencia Episcopal Argentina, que preside el cardenal Jorge Bergoglio, arzobispo de Buenos Aires, destacó las "virtudes sacerdotales" del purpurado fallecido y su "larga y destacadísima" trayectoria. Entre otros aspectos, valoró su "responsabilidad pastoral" en tiempos difíciles de "dolorosos desencuentros" en el país y su preocupación permanente por "la concordia y la paz" entre los ciudadanos.
También consideró que "sólo Dios sabe cuánto le debe la Patria por haber contribuido a evitar un enfrentamiento bélico de imprevisibles y trágicas consecuencias para ambos pueblos", en relación con sus gestiones para que Juan Pablo II mediara para solucionar el diferendo limítrofe con Chile por el canal de Beagle.
Texto completo
El 1º de mayo, fiesta de San José Obrero, falleció en la ciudad de Córdoba el Cardenal Raúl Francisco Primatesta, luego de sobrellevar con evangélica entereza una larga enfermedad.
La Iglesia que está en la Argentina agradece a Dios por este gran pastor que se destacó por sus virtudes sacerdotales, por su profunda espiritualidad y su constante entusiasmo en anunciar a Jesucristo y su evangelio. Fue uno de los grandes impulsores de las “Líneas pastorales para la Nueva Evangelización”, que animaron la renovación pastoral en las comunidades cristianas de nuestra Patria.
Tuvo una trayectoria larga y destacadísima, primero como formador en el Seminario Mayor de La Plata y como Obispo auxiliar de esa misma Arquidiócesis, luego como primer Obispo de San Rafael en Mendoza, y finalmente como Arzobispo de Córdoba. Participó en todas las sesiones del Concilio Vaticano II, en la mayoría de los Sínodos de los Obispos y de las Asambleas Generales del episcopado latinoamericano, y en dos cónclaves para elegir al sucesor del apóstol san Pedro. Desempeñó también diversas tareas en el seno de la Conferencia Episcopal, de la que fue presidente durante varios períodos.
Desde su responsabilidad pastoral estuvo atento a las diversas circunstancias de la vida de la Nación, algunas de ellas difíciles y signadas por dolorosos desencuentros. Fue uno de los principales inspiradores del documento “Iglesia y comunidad nacional”, que ayudó a transitar el camino hacia la recuperación de la democracia en nuestra Patria. Animó la difusión de la doctrina social de la Iglesia y en torno a ella promovió encuentros entre diversos sectores sociales.
Su preocupación permanente fue promover la concordia y la paz entre todos los ciudadanos. Esa preocupación llegó a su culmen cuando colaboró decididamente con las gestiones del querido y recordado Papa Juan Pablo II para solucionar el diferendo limítrofe con Chile por el canal de Beagle. Sólo Dios sabe cuánto le debe la Patria por haber contribuido a evitar un enfrentamiento bélico de imprevisibles y trágicas consecuencias para ambos pueblos.
Recordándolo con admiración, gratitud y cariño, lo encomendamos a María Santísima para que lo presente al Pastor de los pastores y de Él reciba el premio de los servidores fieles.
Dolore del Papa per la morte del Cardinal Primatesta dell’Argentina
May 06, 2006
Benedetto XVI ha manifestato questo martedì in un messaggio il suo dolore per la morte, all’età di 87 anni, del Cardinale argentino Raúl Francisco Primatesta, Arcivescovo emerito di Córdoba.
CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 2 maggio 2006 (ZENIT.org).- In un telegramma inviato a monsignor Carlos José Náñez, attuale Arcivescovo della città, il Santo Padre ricorda l’“abnegazione nell’azione pastorale” del porporato, che “lo ha distinto nella sua missione episcopale in quella Nazione, lavorando all’applicazione della dottrina del Concilio Vaticano II e al rinnovamento della Chiesa in fedeltà a Cristo e al successore di Pietro”.
Il Papa assicura le sue preghiere “unito ai fedeli di quella comunità diocesana e a quelli di San Rafael, dove in precedenza ha esercitato con sollecitudine il suo ministero episcopale, chiedendo a Dio che conceda l’eterno riposo a chi per molti anni è stato suo diligente pastore”.
Il Cardinale è morto “in pace” a seguito di una malattia coronarica di cui soffriva da vari anni, come ha confermato il suo segretario personale, Guillermo García Caliendo.
Il Cardinale Raúl Francisco Primatesta era nato a Capilla del Señor, nell’Arcidiocesi di La Plata, il 14 aprile 1919.
Dopo essere entrato nel seminario minore di San José di La Plata, nel 1937 fu inviato nel Collegio Pio Latino Americano di Roma. Seguì i corsi della Pontificia Università Gregoriana e del Pontificio Istituto Biblico conseguendovi le licenze in teologia e in sacra scrittura.
Ordinato sacerdote il 25 ottobre 1942 nella chiesa del Gesù di Roma, rientrò in Argentina l'anno successivo, esercitando il ministero pastorale nella parrocchia dell’Immacolata Concezione di Quilmes, per poi insegnare latino e greco nel seminario minore di La Plata.
Nel 1945 fu nominato vice-rettore e professore di teologia dogmatica e di sacra scrittura nel seminario maggiore San José di La Plata, del quale pochi anni dopo divenne rettore. In quel periodo collaborò con numerosi lavori su temi scritturistici a importanti riviste argentine.
Eletto alla Chiesa titolare di Tanais il 14 giugno 1957 e consacrato nell’agosto dello stesso anno, fu nominato da Pio XII ausiliare dell'arcivescovo di La Plata. Il 12 giugno 1961 Giovanni XXIII lo designò primo Vescovo della nuova diocesi di San Rafael, dove – vista la scarsità del clero – promosse la partecipazione dei laici all'opera di evangelizzazione, soprattutto attraverso il sostegno all'attività dell'Azione Cattolica e del Movimento Familiar Cristiano.
Giovanni XXIII lo chiamò a far parte della commissione preparatoria del Concilio Vaticano II, ai cui lavori partecipò attivamente.
Il 16 febbraio 1965 venne promosso Arcivescovo di Córdoba, la più antica città dell'Argentina e la seconda per importanza. Tre anni dopo partecipò, per nomina papale, alla seconda conferenza generale dell'episcopato latinoamericano, svoltasi a Medellìn in Colombia. È stato Presidente della conferenza episcopale argentina.
Era stato creato e pubblicato Cardinale da Paolo VI nel Concistoro del 5 marzo 1973, del Titolo della Beata Maria Vergine Addolorata a Piazza Buenos Aires. Presidente Delegato della 5a Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (26 settembre - 25 ottobre 1980), era Arcivescovo emerito di Córdoba dal 17 novembre 1998.
E' morto monsignor Raúl Francisco Primatesta
May 06, 2006
L'Arcivescovo Emerito di Cordoba, già presidente della Conferencia Episcopal Argentina, si è spento all'età di 87 anni per una complicazione vascolare. La municipalità di Cordoba ha indetto tre giorni di lutto cittadino.
(News ITALIA PRESS, 2 maggio 2006) Cordoba Argentina – Si è spento nella mattinata di ieri l'Arcivescovo Emerito di Cordoba, il Cardinale Raúl Francisco Primatesta, già presidente della Conferencia Episcopal Argentina. Il religioso di origini italiane aveva compiuto 87 anni lo scorso 14 aprile. Secondo quanto hanno riferito fonti ecclesiastiche, Monsignor Primatesta è morto a causa di una complicazione intervenuta a livello cardiovascolare. L'Arcivescovo Emerito di Cordoba era da poco uscito da una clinica dove si era sottoposto a un'operazione di pulizia alle arterie; dieci anni fa era stato operato al cuore.
Il feretro contenente le spoglie di Monsignor Primatesta è stato trasportato dai sacerdoti locali presso la Cattedrale di Cordoba, dove i fedeli potranno porgere il loro ultimo saluto all'Arcivescovo della città. Il funerale dell'ex presidente della Conferencia Episcopal Argentina si celebreranno mercoledì. Nel frattempo la municipalità di Cordoba ha indetto tre giorni di lutto cittadino.
Raúl Francisco Primatesta era nato Capilla del Señor, nella provincia di Buenos Aires, nel 1919. Ordinato sacerdote nel 1942, a Roma, il religioso italo-argentino divenne Arcivescovo di Cordoba nel 1965. Il 5 marzo del 1973 fu nominato cardinale dal Papa Paolo VI: negli anni a seguire avrebbe preso parte ai conclavi che hanno eletto Papa Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II.
Fino al 1998 ha preso parte attivamente alla vita della Chiesa argentina, operando all'interno della Comisión de Pastoral Social del Episcopado argentino. I contatti intrattenuti con i capi militari durante gli anni della dittatura lo esposero a critiche da parte di varie associazioni per la tutela dei diritti umani; al tempo stesso Monsignor Primatesta fu referente in numerosi conflitti sociali, non solo nella provinacia di Cordoba, ma in tutto il Paese.
Monsignor Malatesta aveva rinnunciato la governo pastorale dell'arcidiocesi di Cordoba il 17 novembre 1998; l'anno seguente, compiendo 80 anni, perse il diritto di partecipazione al Conclave.
Murió el cardenal Raúl Primatesta
May 03, 2006
El ex presidente de la Conferencia Episcopal Argentina, quien guió a la Iglesia cordobesa durante varias décadas, falleció a las 6,40 de hoy en su departamento particular en el centro cordobés, como consecuencia de la enfermedad coronaria que padecía desde hacía algunos años.
(diariohoy.net, 01-05-2006) Aparentemente, él mismo habría solicitado en los últimos días no ser trasladado a un centro asistencial para permanecer en su casa.
Raúl Franciso Primatesta, oriundo de Buenos Aires, había nacido el 14 de abril de 1919.
Hace 10 años, el cardenal fue operado del corazón y meses atrás fue sometido a una desobstrucción de arterias, tras lo cual se había informado que la intervención había tenido "muy buenos resultados".
Primatesta fue designado arzobispo de Córdoba en 1965.
El 5 de marzo de 1973 fue nombrado cardenal por el papa Pablo VI y participó en los cónclaves que eligieron a los papas Juan Pablo I y Juan Pablo II.
Hasta 1998, participó activamente en la conducción de la Iglesia, incluso siguió a cargo de la Comisión de Pastoral Social del Episcopado argentino.
"El fallecimiento del cardenal Primatesta, que fue presidente de esta Conferencia Episcopal, significa para la Iglesia en Argentina un profundo dolor, que vivimos confortados con la esperanza que nos da la fe en la Resurrección de Jesucristo que celebramos en este tiempo de Pascua", subrayó en un comunicado el organismo que preside el cardenal Jorge Bergoglio.
También mediante un documento, el arzobispo de Córdoba, monseñor Carlos Ñáñez, expresó su "más profundo dolor" por el deceso de Primatesta.
Los restos del prelado serán velados en la Catedral de la ciudad de Córdoba, frente a céntrica Plaza San Martín, y serán sepultados el miércoles próximo, previa misa de cuerpo presente en el mismo templo.
"La Iglesia que está en Córdoba expresa su gratitud al Señor por el don de este obispo que la sirvió con abnegación y generosidad y cuya acción pastoral repercutió benéficamente sobre la patria toda", señaló en el comunicado el Arzobispado local.
En los últimos años organismos de Derechos Humanos cuestionaron y denunciaron la actuación de Primatesta como líder de la Iglesia durante la última dictadura militar.
En ese sentido, el obispo emérito de Morón, Justo Laguna, admitió que Primatesta tuvo una trayectoria variable, y si bien opinó que era "un hombre de jugarse poco", en particular durante la dictadura militar, afirmó que "sumando y restando, el saldo de su larga vida es favorable".
Repercusiones
La muerte del cardenal Primatesta produjo diversas reacciones en torno a su persona, que destacan tanto su servicio y respeto como su pasado vinculado con el golpe militar.
El polémico cura Guillermo Mariani, autor del libro "Sin Tapujos", recordó hoy a Primatesta como a la persona que le salvó la vida.
"Siempre estuve enfrentado con Primatesta, y una vez se lo dije. Entonces me respondió: "pero con el mismo amor a la Iglesia". Creo que fue una máxima de su relación conmigo", expresó.
"El me salvó dos veces -dijo Mariani-. La segunda, cuando (el general Luciano) Menéndez habia decidido que se me eliminara, me avisó y me mandó al Litoral, y luego a Brasil, por eso digo que le debo a él haberme salvado la vida".
"Por encima de todo, a pesar de la diferencia de nuestra manera de pensar, creo que fue un hombre noble, que respetó y que vivió su amor a la Iglesia de un modo muy particular. Por lo que creo que merece que lo consideremos con respeto", agregó.
Por su parte, la abogada María Elba Martínez, representante de diversas organizaciones de Derechos Humanos, y asistente de familiares de desaparecidos, sostuvo que "hoy murió una persona que sabía mucho y que se llevó consigo muchísimos secretos".
"Lamentablemente la confusión que algunas veces el Poder Judicial expresa, sobre institución y religión, hizo que Primatesta, sea uno de los grandes impunes", dijo la abogada.
"También se va una de las personas, que apoyó, dirigió, lo que ha sido la represión contra aquellos sacerdotes del Concilio Vaticano II", amplió Martínez.
El Gobierno de Córdoba decretó hoy tres días de duelo en toda la provincia "por la muerte del arzobispo emérito Raúl Francisco Primatesta", informó hoy el el secretario de Información Pública de la provincia, Marcelo Falo, quien fue el primer funcionario que concurrió a la Catedral cordobesa, donde se velan sus restos.
Murió el Cardenal Raúl Primatesta
May 01, 2006
El arzobispo emérito de Córdoba, cardenal Raúl Francisco Primatesta, murió esta mañana en Córdoba a los 87 años, como consecuencia de una complicación de su sistema
cardiovascular, informaron fuentes eclesiásticas.
(genteba.com.ar, 01-05-2006) Córdoba.- Primatesta, afectado en su salud desde hacía varios años, falleció a las 6.50 en su departamento particular, a donde había sido trasladado, por propio pedido, desde una clínica privada en la que estuvo internado.
El arzobispo emérito de Córdoba, nacido en la localidad de Capilla del Señor, provincia de Buenos Aires, había cumplido el 14 de abril 87 años.
Desde el arzobispado de Córdoba se informó que los restos mortales del prelado serán velados desde esta tarde en la catedral cordobesa.
El cardenal fallecido, quien tuvo gran incidencia popular en la Iglesia Argentina en los últimos años, fué ordenado sacerdote el 25 de octubre de l942 en Roma.
Trabajó pastoralmente en la archidiócesis de La Plata y fue miembro de la facultad del seminario menor, de 1943 a 1945, miembro de la facultad y prefecto general de disciplina,
vice-rector y rector del Seminario de La Plata, de 1945 a 1957.
Electo obispo titular de Tanais y nombrado auxiliar de La Plata el 14 de junio de 1957, fue consagrado el 15 de agosto de 1957, en La Plata, por Antonio José Plaza Arzobispo de La Plata, Vicario general de La Plata, de 1957 a 1961.
Primatesta fue transferido a la diócesis de San Rafael en Mendoza, el 12 de junio de 1961.
Asistió al Concilio Vaticano II, de 1962 a 1965 y fue promovido a la sede metropolitana de Córdoba, el 16 de febrero de 1965.
Asistió a la primera Asamblea Ordinaria del Sínodo de los Obispos en la Ciudad del Vaticano, del 29 de setiembre al 29 de octubre de 1967, y a la segunda Asamblea Ordinaria del Sínodo de los Obispos, en Ciudad del Vaticano, del 30 de setiembre al 6 de noviembre de 1971.
El 5 de marzo de 1973 fue designado Cardenal presbítero, recibiendo la birreta roja y título de S. María Vergine Addolorata a Piazza Buenos Aires.
Renunció al gobierno pastoral de la arquidiócesis de Córdoba el 17 de noviembre de 1998.
Posteriormente, perdió el derecho a participar en el cónclave de Obispos, al cumplir los 80 años de edad, el 14 de abril de 1999.
"Primatesta debería decir la verdad"
May 15, 2005
La abogada María Elba Martínez, cargó hoy en duros términos contra el Arzobispo Emérito de Córdoba, Raúl Francisco Primatesta, a quien tildó de “un pobre ser espiritual” y le pidió que diga “la verdad” de todo lo que presuntamente sabe, un sector de la Iglesia, con respecto a las violaciones a los Derechos Humanos cometidas por el Ejército durante la última dictadura.
(La Voz del Interior, Cordoba, Argentina, 11-05-2005) “A nivel espiritual (Primatesta) es un pobre ser y ahora que sus años están llegando al fin debería, tal vez, dar un paso y decir la verdad”, sostuvo la letrada, denunciante en la denominada "causa Menéndez".
“Es tremendo cuando a un hombre se le dan todas las posibilidades en el mundo para el amor y para hacer el bien al prójimo y a la comunidad, y lo utiliza para el poder. Como ser humano es un pobre ser y como ciudadano debe responder ante la Justicia”, agregó Martínez, en declaraciones a Canal Doce.
Enterramientos clandestinos
La letrada aseguró que en Córdoba "no sólo en Despeñaderos se realizaron enterramientos clandestinos durante la dictadura", sino también en otras poblaciones. Vinculó a esa actividad a un sector de la Iglesia.
En este último aspecto, Martínez indicó que Primatesta, conocía qué sacerdotes administraban esos cementerios y avalaba "absolutamente" las presuntas sepulturas ilegales.
Ayer la jueza federal número 3 de Córdoba, Cristina Garzón de Lascano, junto a la fiscal Graciela López de Filoñuk, en el marco de la causa "averiguación de enterramientos clandestinos" revisó documentación en la intendencia de la localidad de Despeñaderos, en el cementerio y en la parroquia del lugar.
Según fuentes judiciales, la necrópolis era administrada en épocas de la dictadura por el sacerdote Manuel Robert, fallecido en 1991, y se sospecha que el religioso podría haber tenido a su cargo el manejo de estos enterramientos clandestinos.
”No sólo en Despeñaderos”
La abogada Martínez afirmó, en diálogo con Radio Universidad, que "no solamente en Despeñaderos" ocurrían estos hechos, sino también en varios otros lugares del territorio provincial.
"Nosotros hace tres años entregamos, entre otra documentación, la ordenanza 6.644 del 30 de marzo de 1977, que es sobre cementerios, servicios funerarios y complementarios, que habla sobre inhumaciones y exhumaciones", comentó.
Señaló que en esa norma, "en la parte de cremaciones se dice que será necesario y suficiente para proceder a cremar indiscriminadamente la orden impartida al director del cementerio por autoridades sanitarias y gubernamentales, o por las fuerzas armadas".
"Han existido cementerios en distintos lugares, como Unquillo y Río Ceballos, donde se van a encontrar en diferentes estructuras gubernamentales una serie de documentaciones como normas de procedimientos firmados por autoridades de esa época. Entonces, Despeñaderos es uno más", agregó.
Contra un sector de la Iglesia
Con respecto a la participación de sacerdotes en la administración de cementerios, Martínez recordó que en presentaciones realizadas en la Justicia Federal "nosotros habíamos planteado que había un sector de la Iglesia que bajo una construcción teológica particular, facultaba la eliminación de personas, sin que hubiera una contradicción entre el no matar y matar, cuando estaban en juego determinadas estructuras del sistema".
"Es decir, que hubo una línea de la Iglesia que ha avalado, incluso espiritualmente, estos sucesos", afirmó la letrada.
"Lamentablemente esta es una de las partes más duras, más difíciles. Yo estoy haciendo todo un 'racconto' de las actitudes de aquella época de Primatesta, lo que decía, lo que siguió diciendo y como actuó cuando se daban situaciones con las propias personas de la feligresía", agregó.
"Es decir, no estamos hablando de datos, ni de cuestiones ideológicas o religiosas. Estamos hablando de hechos ciertos y documentados", insistió la abogada Martínez.
Dijo que "estos sacerdotes que estaban a cargo de los cementerios de localidades del interior provincial tenían el aval absoluto de Primatesta para actuar de la manera que lo hicieron".
"Primatesta sabía absolutamente lo que estaba ocurriendo", concluyó.
Dieron de alta al cardenal Raúl Primatesta
May 05, 2005
El arzobispo emérito de Córdoba, cardenal Raúl Francisco Primatesta, fue dado de alta en el Instituto Modelo de Cardiología donde estuvo internado casi dos semanas, informó hoy uno de los directivos médicos de ese establecimiento asistencial.
CORDOBA.( lanacion.com.ar, 2-5-2005) - El purpurado, de 86 años, fue internado el martes 19 de abril a raíz de una afección cardíaca, y tras unos días en terapia intensiva fue llevado a una sala común por su buena evolución.
"Ya está restablecido de su problema cardíaco, y el viernes abandonó el Instituto", señaló a la radio Cadena 3 el médico César Serra. Primatesta fue operado del corazón hace diez años y hace unos meses debió someterse a una nueva intervención a causa de una arteria obstruida.
Hace dos semanas volvió a tener algunos inconvenientes y por esa razón fue internado nuevamente. Los médicos explicaron que la dolencia ya crónica del prelado "es de cuidado", y obliga a un estricto control, dada su avanzada edad.
El cardenal Primatesta fue consagrado en 1973 por el Papa Pablo VI. No pudo asistir a la elección del nuevo Pontífice Benedicto XVI porque tiene más de 80 años.
Sigue internado el cardenal Primatesta
Apr 28, 2005
El arzobispo emérito de Córdoba, cardenal Raúl Primatesta, continuaba hoy internado en una clínica de la capital cordobesa, donde se repone de una afección coronaria.
(Diariohoy.net, 26 de Abril de 2005) Uno de los directivos del Instituto Modelo de Cardilogía, César Serra, señaló esta mañana que Primatesta se encontraba hoy "estable y con buen estado de ánimo", con lo que salió al cruce de las versiones periodísticas que dieron cuenta del supuesto agravamiento de su estado de salud.
El ex presidente de la Conferencia Episcopal Argentina, de 86 años, fue internado el martes último en el Instituto Modelo de Cardiología de la capital cordobesa, luego de sufrir una descomposición coronaria.
En este sentido, Serra señaló que Primatesta, además del cuadro cardíaco, "arrastra problemas en las articulaciones, por artrosis", aunque sostuvo que el prelado se encontraba hoy "estabilizado, con la medicación adecuada".
Según indicó, el arzobispo emérito de Córdoba estaba hoy en una habitación común, adonde deberá permanecer -estimó- "varios días más".
El cardenal fue operado del corazón diez años atrás y, en enero pasado, se le practicó una intervención quirúrgica por la obstrucción de dos arterias.
Internaron a cardenal argentino Primatesta
Apr 26, 2005
El cardenal Raúl Primatesta, ex arzobispo de esta ciudad, fue internado el jueves en una clínica local, debido a problemas cardíacos, informaron sus médicos.
(Associated Press, Apr. 21, 2005) CORDOBA, Argentina - Monseñor Primatesta, de 83 años, presidió en la década de los años ochenta la Conferencia Episcopal Argentina.
Debido a su edad, no participó del cónclave que eligió el martes en Roma al nuevo Papa Benedicto XVI.
Primatesta es uno de los tres cardenales argentinos. Los otros son Jorge Mejía, ex Bibliotecario de la Santa Sede y Jorge Bergoglio, actual Arzobispo de Buenos Aires.
El Cardenal Primatesta superó descompensación cardíaca
Apr 26, 2005
El director del centro médico confirmó que había ingresado con un problema el pasado martes. Ahora, el prelado está en sala común
(infobae.com, 21.04.2005) El doctor Eduardo Conzi, director de la unidad cardíaca del Instituto Modelo de la ciudad de Córdoba, aseguró que la internación del Cardenal Primatesta, de 86 años, fue por una descompensación que el prelado “ya había superado”.
“Primatesta sólo estuvo unas horas en terapia intensiva. Ya superó la descompensación y fue trasladado a una habitación común” asevero él médico.
Conzi comentó que el cardenal se encuentra “ayudando” con los enfermos del instituto: “Raúl les acerca palabra de aliento a todos los enfermos y nos ayuda mucho aquí”.
Lettera di Giovanni Paolo II al cardinale Raul Francisco Primatesta nel XXV di episcopato
Apr 14, 2005
Al Venerabile Fratello Nostro
Raul Francisco di S.R.C. Cardinale Primatesta
Arcivescovo di Cordoba in Argentina
Ti salutiamo con sommo affetto, Venerabile Fratello Nostro, conforme alla nostra antichissima amicizia e unione fraterna in Cristo Signore, come tante volte prima d’ora Ti abbiamo salutato di presenza o qui a Roma o costì nella Tua patria; ma adesso con più vivo desiderio di elogiarti e una più forte intenzione di congratularci, per il lieto anniversario del Tuo episcopato.
E poiché durante questi venticinque anni hai accumulato, sotto ogni riguardo, meriti per il Tuo sacro ministero, e in pari tempo Ti sei guadagnato encomi, per tali meriti, tra i cari fedeli di La Plata, San Rafael e Cordoba e, inoltre, tra la Conferenza Episcopale dell’Argentina e tra i fedelissimi aiutanti della Sede Apostolica, non ci sfugge affatto a quale e quanto grande concerto di congratulanti Noi uniamo la Nostra voce laudativa.
Da tempo ormai sono noti a tutti – e perciò non dobbiamo di nuovo ricordarli uno per uno – i pregi e le doti della Tua attività pastorale in ogni campo dell’apostolato, del Tuo governo efficacissimo e saggissimo, della spiritualità sacerdotale e del rinnovamento conciliare.
Questo soltanto preghiamo e ardentemente desideriamo per Te, Venerabile Fratello Nostro: che la prossima solennità della Beatissima Vergine Maria Assunta in cielo Ti porti la più grande consolazione per le opere finora compiute egregiamente, la più grande fermezza e il più grande stimolo per quelle che dovrai compiere d’ora in poi.
Ricevi dunque con questa Lettera la Nostra Apostolica Benedizione, testimone di particolare stima e auspice di favore divino, di cui desideriamo che abbiano parte in questa faustissima circostanza tutto il clero e il popolo di Cordoba.
Dai Palazzi Vaticani, il 14 agosto, l’anno 1982, quarto del Nostro Pontificato.
GIOVANNI PAOLO II
Lettera di Giovanni Paolo II al cardinale Raul Francisco Primatesta
Apr 14, 2005
Venerabili Fratri Nostro
Radulfo Francisco S.R.E. Cardinali Primatesta
Archiepiscopo emerito Cordubensi in Argentina
Laetantur profecto Platensis urbis incolae, qui, christiana fide suffulti, sollemnem sacrae suae aedis memoriam recolere properant: de vetusto dicimus cathedrali templo quod inter omnes istius Nationis sacras aedes magnitudine eminet et maiestate. Etenim centum et quindecim abierunt anni ex quo, sociata complurium hominum opera, sacer locus a fundamentis extolli coeptus est, et in praesens eius aedificatio ad finem feliciter est adducta.
Urbs Platensis, Deo dicata in honorem Summi Pontificis Sancti Pontiani, sub umbra huius sanctissimi caelitis christianam nutrivit fidem: nunc se parat ad hunc eventum sollemniter agendum proximo mense Novembri, die undevicesimo, quo liturgica recurrit memoria Sancti Patroni.
Celebrationes sine dubio efficient ut christifideles istius communitatis in fide confirmentur, Spiritus Sancti donis repleantur, corde uno et anima una congregentur, ut fraterna caritate usque refulgeant. Quo vero ritus magnificentius efficaciusque evolvantur, libentes volentesque annuimus postulatis Venerabilis Fratris Caroli Galán, Archiepiscopi Platensis, qui insignem a Nobis Missum poposcit ut huic sollemni memoriae agendae interesset.
Tu autem, Venerabilis Frater Noster, peraptus prorsus occurris, cui haec demandetur procuratio, quippe qui olim presbyter exstiteris illius cleri, rector Seminarii nec non Episcopus Auxiliaris, ideoque huius templi momentum et dignitatem probe noveris. Hisce propterea Litteris propensaque Nostra voluntate te MISSUM EXTRAORDINARIUM constituimus, ut, occurrente illa commemoratione, ipsam Nostram vocem significes, unde cuncti novum animum suscipiant ad fidem christianam penitius vivendam. Facili fidentique animo praevidemus te studiose ac sollicite partes Nostras esse expleturum, impellente videlicet magna tuam erga patriam caritate. Ibi salutationem et benevolentiam Nostram omnibus palam declarabis, quos profecto momentum docebis templi visibilis eiusque necessitudinem cum spiritali Dei habitaculo.
Interim Deum Patrem omnipotentem in vota vocamus ut cum tibi, Venerabilis Frater Noster, tum omnibus astantibus, Platensi populo in primis, immo universis nationis civibus praesens suo adsit praesidio. Nostra quidem Apostolica Benedictio divinarum gratiarum nuntia sit feliciorisque temporis signum, quam cunctis simul huius eventus participibus largiaris velimus.
Ex Aedibus Vaticanis, die XX mensis Septembris, anno MCMXCIX, Pontificatus Nostri vicesimo primo.
Cardenal Primatesta dio su respaldo a una marcha contra la deuda
Apr 14, 2005
Mediante una carta personal dirigida al sindicalista Hugo Moyano, el Cardenal Raúl Francisco Primatesta, Presidente de la Comisión de Pastoral Social del Episcopado Argentino, decidió dar su respaldo a una marcha de protesta contra la deuda externa.
BUENOS AIRES, 24 May. 00 (ACI).- Moyano, dirigente de una facción disidente de la influyente Central General de Trabajadores de Argentina, convocó a una marcha de protesta contra la política económica impuesta por el Fondo Monetario Internacional (FMI), que incluye el estricto pago de la deuda externa. La marcha coincidiría con la visita de un funcionario del FMI a la capital argentina.
Moyano había solicitado al Cardenal Primatesta solidarizarse con la marcha que ha convocado a otros sectores sociales argentinos.
En una mesurada carta escrita de puño y letra, el Cardenal Primatesta señala que la marcha "coincide" con "el reclamo continuo" del Papa Juan Pablo II a favor de un reordenamiento y reforma de los grandes organismos financieros y de la banca mundial a partir de una mayor conciencia social.
La carta del Purpurado advierte también sobre "el peligro de políticas monetarias impulsadas desde organismos internacionales como el FMI"; e informa que enviará en calidad de "observador" de la Comisión de Pastoral Social, al secretario del organismo, el laico Guillermo García Caliendo.
El diario Clarín citó esta mañana una fuente del Episcopado que señaló que la respuesta del Cardenal Primatesta implica "una suerte de acompañamiento moral, ya que la actitud no puede ir más allá porque a la Iglesia no le corresponde ser un militante más, pero sí puede estar cerca de manifestaciones de preocupación que son compartidas por la institución, desde el Papa para abajo".
Según Clarín, un factor que habría contribuido al respaldo del Cardenal fue la garantía de Moyano de que la marcha no será partidista, y que los manifestantes llevarán exclusivamente banderas argentinas".
Internaron al cardenal Primatesta
Nov 11, 2004
Uno de los hombres más influyentes de la Iglesia, Raúl Francisco Primatesta, de 87 años debió ser internado en el Instituto Modelo Cardiológico de Córdoba a raíz de una afección cerebral
(infobae.com, 2 de noviembre 2004) El cardenal sufrió una crisis isquémica transitoria y fue derivado para su tratamiento al instituto cardiológico para evitar un accidente cerebro vascular (ACV), informaron en el establecimiento, donde Primatesta fue operado del corazón hace ocho años.
El director médico del instituto, José Pablo Salas y el jefe del equipo que lo atiende, Carlos Balestrini, indicaron que el pronóstico de Primatesta es favorable y que se encuentra "bien y consciente", aunque deberá seguir en terapia intensiva "varios días más".
A pesar de sus 87 años, el cardenal emérito sigue siendo una de las personalidades destacadas de la Iglesia argentina.
Primatesta asumió como arzobispo cordobés en 1965 y desempeñó el cargo por más de 30 años, hasta 1998.