Palermo piange il cardinale coraggio
Dec 13, 2006
Un fiume di gente in cattedrale, oggi l´ultimo saluto a Pappalardo.
(Espresso, 12 dicembre 2006) «Era buono e umile come Wojtyla», dice Luigi Dell´Acqua, libero professionista, in cattedrale con due amici per rendere l´ultimo omaggio a Salvatore Pappalardo, il cardinale rimasto nel ricordo di tutti per le sue omelie antimafia, morto domenica a 88 anni. «I suoi strali contro i corrotti e i mafiosi hanno lasciato il segno non solo in Sicilia ma anche da noi e nel resto d´Italia. Ero qui di passaggio e sono venuto. Era un grande uomo», è il giudizio del salernitano Agostino Odierna, 51 anni. Fuori dalla chiesa, ombrelli in mano sotto una pioggia battente, c´è grande attesa per il passaggio del feretro. Pietro Lipari, studente dell´Accademia di belle arti, è venuto da solo, per dovere morale: «Sì, perché è stato il primo a farci capire che la mafia si deve combattere. Io ero piccolo ai tempi delle sue prediche, ma se ne parlava molto in famiglia e la sua lezione mi è rimasta dentro».
Sfilano in migliaia per tutta la giornata, gente comune, suore, seminaristi, tra la camera ardente nel palazzo arcivescovile e la cattedrale, dove il feretro è stato traslato ieri alle 17,30. Le campane che suonano a morto, la marcia funebre e l´inno pontificio intonati dalla fanfara dei carabinieri, la folla che si raduna in silenzio per assistere all´ultimo ingresso del cardinale (figlio di un comandante dei carabinieri) nella "sua" cattedrale. Il trasferimento delle spoglie è accompagnato da una piccola processione, aperta dalla sorella ottantenne sorretta da due nipoti, e dal cardinale Salvatore De Giorgi. A seguire le autorità religiose, civili e militari. In chiesa fanno la fila per vederlo da vicino, per pregare davanti alla bara scoperta, dove Pappalardo riposa a mani congiunte, il grosso anello cardinalizio che spicca da lontano.
All´uomo che dal pulpito tuonò contro la mafia, arcivescovo per un quarto di secolo, è giunto ieri il saluto di Benedetto XVI. «Salvatore Pappalardo ha sempre voluto accompagnare con il suo illuminato magistero il cammino di crescita morale e culturale della società palermitana», ha scritto il Papa nel messaggio indirizzato a De Giorgi. Ratzinger ha espresso ammirazione per l´intensa attività apostolica svolta da Pappalardo, si è associato al coro di preghiere della comunità diocesana, ha inviato un messaggio di cordoglio alla sorella del "vescovo di Sagunto".
Per presiedere le esequie di Pappalardo, oggi alle 16 in cattedrale, in rappresentanza del Pontefice verrà il cardinale decano Angelo Sodano, ex segretario di Stato. L´omelia sarà pronunciata da De Giorgi. E per oggi il sindaco Diego Cammarata ha proclamato il lutto cittadino, con le bandiere a mezz´asta negli uffici comunali in segno di cordoglio per la scomparsa del pastore per 26 anni a capo della Chiesa di Palermo.
La veglia funebre in cattedrale è proseguita fino a mezzanotte, tra i colpi di piccone degli operai, al lavoro nella cappella di Santa Cristina, dove Pappalardo sarà sepolto di fronte al suo predecessore, il cardinale Francesco Carpino. «Oggi per noi è un lutto ma per lui è un giorno di gloria», si consola Antonio Giordano, impiegato. Paola Mazzola, 14 anni, domenica era a messa dalle suore del Bell´amore di Baida, quando è arrivata la notizia: «Ci siamo raccolti in preghiera, poi le sue condizioni si sono aggravate. Sono qui per dargli l´ultimo saluto».
Alla veglia in cattedrale c´è anche Agata Riva, sorella di Leoluca Orlando: «Ha lasciato dentro di noi un grande senso di speranza, la sua è stata una bellissima testimonianza». Da Mazara del Vallo è arrivato un gruppo di giovani seminaristi: «A venire ci ha spinti la forza di quest´uomo. Pappalardo fa parte della storia», osserva Giacomo Putaggio. In viaggio da Milazzo si è messo anche Enzo Napoli, docente: «Lo ammiravo come uomo, anzitutto, per il suo grande carisma - dice - Ha segnato una svolta non indifferente in una Palermo impelagata col malaffare, soprattutto nei suoi ambienti politici».
Intorno alla cattedrale, manifesti rossi con una grande foto annunciano che Salvatore Pappalardo «è ritornato alla Casa del Padre». «Nella sicura speranza - ha fatto scrivere De Giorgi - che il Dio della misericordia gli conceda il premio riservato ai suoi servi fedeli».