Tarcisio Cardinal Bertone, S.D.B. Tarcisio Cardinal Bertone, S.D.B.
Function:
Secretary of State, Italy
Title:
Cardinal Priest of Our Lady of Succour in Via Tuscolana
Birthdate:
Dec 02, 1934
Country:
Italy
Elevated:
Oct 21, 2003
More information:
www.catholic-hierarchy.org, www.diocesi.genova.it
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Italian La messa del cardinale Bertone per il beato Roncalli
Oct 30, 2008
Con lo spirito del contadino
al servizio della Chiesa

"L'affabile semplicità, l'umile e docile obbedienza" del beato Giovanni XXIII che volle sempre rimanere, anche "quando era Papa, all'ultimo posto, cioè al servizio di tutti" sono state rievocate martedì pomeriggio, 28 ottobre, dal cardinale Tarcisio Bertone.
Nel cinquantesimo anniversario dell'elezione di Angelo Giuseppe Roncalli alla Cattedra di Pietro, il segretario di Stato ha celebrato la messa nella basilica Vaticana, al termine della quale Benedetto XVI si è unito ai numerosi presenti.
All'omelia, ricordando come Roncalli avesse trascorso gran parte della sua vita ""in periferia", con compiti delicati, ma lontani dai riflettori della pubblica opinione" e "servito la Chiesa con lo spirito semplice di un "contadino" senza aspirare a privilegi e promozioni", il cardinale Bertone ha sottolineato che anche "quando ebbe a ricoprire incarichi di alta responsabilità e di primo piano", il Papa della bontà seppe conservare inalterato il suo carattere umile. "Desiderava - ha spiegato - essere un pastore mantenendo quel suo tipico stile, che lo aveva contraddistinto in tutti gli incarichi precedentemente svolti al servizio della Santa Sede".
Per il segretario di Stato, il segreto della santità del beato Giovanni XXIII è stata la preghiera, come egli stesso ha rivelato nel Giornale dell'anima e in altri appunti personali. "Per i pochi anni che mi restano da vivere - ha lasciato scritto - voglio essere un santo pastore nella pienezza del termine. La mia giornata deve essere sempre in preghiera; la mia preghiera è il mio respiro". Angelo Roncalli aveva imparato a pregare nella povera famiglia di origine, dove tutte le sere, l'anziano zio Zaverio, il capo di casa, guidava la recita del rosario. "E fu la preghiera il segreto della serenità e della fiducia - ha affermato in proposito il cardinale Bertone - che trasmetteva con la sua bontà".
Dopo essere stato a Bergamo e a Sotto il Monte il 5 e 6 aprile scorsi, il segretario di Stato ha dunque di nuovo incontrato i fedeli orobici, convenuti numerosissimi con il loro vescovo Roberto Amadei e con l'ausiliare, per pregare sulla tomba del figlio più illustre della diocesi bergamasca. "Conservo - ha detto loro il porporato - un bel ricordo della vostra accoglienza. Questo vostro pellegrinaggio intende rinnovare la vostra devozione verso il Successore di Pietro; devozione che costituisce uno dei preziosi elementi della eredità spirituale che Giovanni XXIII ha lasciato alla Chiesa di Bergamo, insieme all'esempio della sua preghiera e all'amore per l'Eucaristia e alla Vergine Santa".
Il cardinale Bertone è andato poi con il pensiero alle vicine Grotte Vaticane, dove il giovane Roncalli celebrò la sua prima Messa "quasi a iniziare e a rafforzare - ha commentato - un legame con la Sede Apostolica che non lo abbandonò mai". E subito è tornata alla mente un'altra Messa, quella celebrata in piazza San Pietro, il 3 giugno del 1963, il giorno della sua morte. "Giovanni XXIII - ha detto il segretario di Stato - spirò non molto dopo che nella piazza erano risuonate le parole che il sacerdote allora pronunciava alla fine del sacrificio eucaristico:  Ite Missa est. Papa Giovanni - ha proseguito - partiva da questo mondo per il cielo dopo una esistenza vissuta, come dovrebbe avvenire per ogni battezzato, in costante unione con Cristo morto e risorto". E ciò rappresenta un insegnamento valido ancora oggi:  ogni cristiano - ha avvertito Bertone - è "chiamato a prolungare nella sua esistenza il mistero celebrato nell'Eucaristia, annunciando in vita e in morte il Signore crocifisso e risuscitato. Annunciare Cristo - ha concluso - è accogliere docilmente la volontà divina in ogni situazione, nella salute e nella malattia, nella giovinezza e nella vecchiaia, nel dolore e nella gioia. Sempre".
Rivolgendosi poi ai pellegrini bergamaschi - ai quali si sono uniti tanti fedeli del Veneto, dov'è ancora molto viva la memoria dell'antico Patriarca di Venezia - il cardinale Bertone ha aggiunto a braccio un breve passaggio al testo dell'omelia, sottolineando un fatto di cui "Papa Giovanni sarebbe stato ed è contentissimo" proprio a motivo del suo amore a Pietro, alla cattedra di Pietro:  "Tutti voi bergamaschi - ha detto - tutti quelli che leggono "L'Eco di Bergamo", alla domenica, leggono ormai anche "L'Osservatore Romano", il giornale del Papa, il giornale della Santa Sede. Mi congratulo con voi, continuate - ha esortato - con questa tradizione che avete iniziato in questo anno giovanneo"
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