Elezioni, ebrei, enciclica ed ecumenismo. La parola al cardinale Bertone
Mar 10, 2008
Il commento sulla presentazione imminente delle liste delle elezioni, il punto sull'ecumenismo e il possibile incontro tra Benedetto XVI e Alessio II, ma anche la polemica sulla preghiera per gli Ebrei. Il segretario di Stato a tutto campo.
(korazym.org, 10/03/2008) Il commento sulla presentazione imminente delle liste delle elezioni, il punto sull'ecumenismo e il possibile incontro tra Benedetto XVI e Alessio II, ma anche la polemica sulla preghiera per gli Ebrei. Il cardinale Tarcisio Bertone conferma il suo stile e, al termine del suo viaggio in Armenia e Azerbaigian, ha rilasciato all'Ansa un'intervista a tutto campo.
ELEZIONI. Il segretario di Stato aspetta di vedere se ''i leader dei vari schieramenti'' che si presentano alle elezioni metteranno in atto il ''rispetto promesso ai valori cristiani'', partendo anche dalla scelta dei candidati. ''Durante questi viaggi - ha osservato Bertone - devo dire che ho dimenticato l'Italia: non dovrei dirlo, perche' da un certo punto di vista sarebbe quasi vergognoso, ma non ho piu' ricevuto nemmeno un messaggino sulla situazione e sull'agone politico italiano. E da una parte sono contento di questo''. ''Ritornando in Italia - ha poi aggiunto con un sorriso - mi tufferò di nuovo anche nei problemi italiani, e vedrò se i cattolici stanno emergendo a sinistra, al centro, a destra. E se i valori cristiani sono veramente supportati da un vero impegno: sia da un impegno dei cattolici presenti nei vari schieramenti, sia dal rispetto promesso dai leader di quegli schieramenti''.
PREGHIERA PER GLI EBREI. Reciprocità. La chiede il cardinale in riferimento alla polemica del mondo ebraico sulla modifica della preghiera del venerdì santo del rito tridentino, sulla conversione degli Ebrei. La questione riguarda solo ''una parte ben precisa del mondo cattolico'', ha spiegato Bertone, e comunque ''preghiere che potrebbero o dovrebbero essere modificate'' esistono ''da ambo le parti''. Secondo il cardinale, ''nessuno vuole che una parte cambi la propria identità o venga costretta a fare degli atti, dei gesti, o a dire delle preghiere che non sono consone alla propria tradizione, anche alla propria fede. E quindi - ha proseguito - è un atteggiamento di reciprocità quello che si richiede, di rispetto dell'affermazione della propria identità, senza volere le conversioni forzate di nessuno, ma proponendo la propria fede con il massimo rispetto''.
ECUMENISMO. ''Si va avvicinando'' il momento del possibile incontro tra papa Benedetto XVI e Alessio II, patriarca di Mosca e di tutte le Russie. Ne è convinto il cardinale Bertone, che sottolinea i ''segni positivi'' provenienti ''sia dal Patriarcato di Mosca stesso, sia dai rappresentanti del Patriarcato, dai vescovi e dai metropoliti''. ''Le difficoltà sono quelle di sempre - ha aggiunto -, anche un po' di incomprensione tra le due Chiese nel territorio dell'ex-impero sovietico, ma sono difficoltà che vanno diradandosi concretamente''. ''C'è qualche sacca di resistenza - ha annotato ancora il segretario di Stato - che possiamo ben comprendere, nelle varie componenti del grande mondo ortodosso, e sono opinioni che dobbiamo rispettare''. Tuttavia, ''bisogna guardare positivamente al messaggio evangelico, alla necessità che è molto sentita, al di là delle differenze dottrinali, di cooperare per la realizzazione di progetti morali di valore condiviso, fra tutti i cristiani, per le nostre società che vanno scristianizzandosi, che vanno perdendo la memoria storica delle loro radici''. ''Questa esigenza - ha concluso - è molto sentita dal grande mondo ortodosso, dai Patriarcati, dai vescovi e dagli arcivescovi ortodossi. Ed è molto sentita quindi la necessità della cooperazione insostituibile con la Chiesa cattolica per recuperare questo patrimonio di valori, soprattutto nelle società occidentali''.
ENCICLICA DEL PAPA. Non dovrebbe essere pubblicata ''prima delle vacanze estive'', e sarà diffusa fin dall'inizio ''anche in cinese'', la nuova enciclica di Benedetto XVI, la terza del suo pontificato dopo la 'Deus caritas est' e la 'Spe salvi'. ''Il Papa - ha sorriso il porporato -, non dico che sia proprio un perfezionista, però in qualche senso lo è''. ''Sta riflettendo, sta rivedendo, e quindi non possiamo prevedere, - ha aggiunto - ma prima dell'estate, voglio dire prima del periodo delle ferie, presumo che non sarà pubblicata. Non credo nel giro di qualche mese''. Il segretario di Stato ha invitato a ''pensare che bisogna elaborarla bene: il papa fa le sue riflessioni, le sue annotazioni e controlla rigorosamente, come sa fare papa Benedetto XVI. E poi - ha proseguito - bisogna fare le traduzioni nelle varie lingue''.