Il cardinale Bertone a tutto campo: contrapporre laicità e religione è antistorico
Dec 30, 2007
La laicità e il ruolo dei cattolici in politica, le prospettive dell'Italia "litigiosa", il dialogo con l'Islame e l'ecumenismo, i rapporti della Santa Sede con Cina e Israele: il segretario di Stato a 360 gradi in un'intervista a "Famiglia Cristiana".
(korazym.org, 30/12/2007) Un'intervista nel suo stile: a tutto tondo sulle principali sfide della Chiesa. Raggiunto da Famiglia Cristiana, il segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, spazia in più direzioni, dalla laicità al ruolo dei cattolici in politica, dalla famiglia alle prospettive dell'Italia, dal dialogo con l'Islam all'ecumenismo, passando per i rapporti della Santa Sede con Cina e Israele.
LAICITA', PIU' RISPETTO PER I CATTOLICI. "La concezione di laicità opposta a religiosità è antistorica. Anche il presidente della laicissima Francia Nicolas Sarkozy ha detto pochi giorni fa a Roma che la Chiesa cattolica è una risorsa e non un ostacolo o un pericolo per lo sviluppo del Paese. E non contrasta con gli ideali repubblicani. Sarà mai possibile, anche per i laici italiani, pensare in questa maniera"? E' una domanda netta quella del cardinale Bertone, che invoca maggior rispetto per il ruolo pubblico dei cattolici, chiedendo al Partito democratico di non mortificarli e ricordando lo stile diverso del Pci. "C'era piu' rispetto - afferma Bertone -. La posizione di Gramsci e di tanti esponenti comunisti verso la religione era ben diversa da quella di certi laicisti attuali, i quali ritengono che un cattolico non possa avere un concetto positivo di laicità. Allora - chiede il porporato - Giuseppe Lazzati, Igino Giordani, Giorgio La Pira, e altre grandi personalità, cos'erano?''. Secondo Bertone, ''ci sono dei pregiudizi stereotipati, quasi che un cattolico non possa essere un cittadino vero''. Quanto alle polemiche sulle norme antiomofobia, "la posizione della Chiesa - spiega - non è partigiana, ma corrisponde al diritto naturale. Il partito comunista di Gramsci, Togliatti e Berlinguer, non avrebbe mai approvato le derive che si profilano oggi. Grandi intellettuali comunisti e socialisti che ho conosciuto personalmente avevano una visione laica ma morale, cioè credevano in un progetto morale ed etico autentico''.
L'ITALIA NON E' IN DECLINO. L'Italia non è un paese in declino, come spesso viene dipinto, ma l'eccessiva ''litigiosità'' costituisce un freno alle possibilità di crescita. Ne è convinto il cardinale Tarcisio Bertone che dice di non amare "i profeti di sventura", dal momento che "vi sono critiche vere che vanno fatte, ma non si può presentare l'Italia sempre negativamente". "E' autolesionismo di fronte all'opinione pubblica internazionale - dice - e un danno per tutte quelle risorse vere, positive, per quell'Italia che resiste, che lavora, che s'impegna per gli altri''. In ogni caso, nel nostro Paese, "la speranza si è un po' smarrita": ''Vedo trepidazione, delusione, a volte anche paura e l'aspirazione al benessere, l'abitudine ad avere sempre tutto, a vivere comunque nell'agiatezza, l'euforia della ricchezza proposta come unica meta di speranza oggi sono messe a repentaglio dalla situazione economica". E ancora: è un'Italia "un po' litigiosa, nonostante tutte le promesse di gettare ponti". In questo senso, il cardinale sottolinea ''la posizione più saggia e obiettiva'' del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano''. ''Non cessa di indicare con forza le cose che non vanno, - spiega - ma valorizza le ricchezze dell'Italia buona, operosa, generosa, morale''.
IDEA DISTORTA DELLA FAMIGLIA. Con l'insistenza sui crimini e sui fatti di cronaca nera, i mass media divulgano un'immagine patologica dei nuclei familiari italiani, mentre ''la famiglia normale sembra scomparsa dall'orizzonte''. Il segretario di Stato evidenzia "una sorta di inclinazione dei media a presentare tutto ciò che di male colpisce le famiglie. Raccontano situazioni al limite - sottolinea -, la famiglia normale sembra scomparsa dall'orizzonte, quella dove si fatica, ma ci si vuole bene, si educano i figli anche alla solidarietà, all'impegno per gli altri, si prendono in carico i minori con l'affido, si adottano i bambini a distanza, segno che anche le situazioni di miseria nel mondo sono all'attenzione delle nostre famiglie normali''. Secondo Bertone, ''in Italia c'è una mentalità generosa, solidale, altruistica diffusa. Perché - chiede - quel soldato in Afghanistan è morto buttandosi sul kamikaze per salvare altre vite? E così il generoso gesto del vigile del fuoco Giorgio Lorefice di Genova? Perché erano stati educati secondo l'ispirazione evangelica per cui la propria vita va spesa per il bene degli altri''. Per il cardinale segretario di Stato ''le famiglie che si radicano in questo insegnamento sono la maggioranza in Italia, ma i media quasi non se ne accorgono''.
ISLAM ED ECUMENISMO. L'analisi del segretario di Stato si concentra poi sulla vita della Chiesa, a cominciare dal tema del dialogo. Per Bertone si sono fatti "passi avanti con gli ortodossi" e "passi ulteriori" con i musulmani. "Il problema ecumenico è una delle priorità del pontificato di Benedetto XVI, - ricorda - lo ha detto nel suo primo discorso pubblico e ha posto la questione al centro dell'ultimo concistoro con tutti i cardinali del mondo. Uno dei problemi da approfondire rimane il primato papale -sottolinea- Su alcuni temi, per esempio famiglia, pace, ambiente, l'unità è più visibile. Sui temi teologici continuera' la discussione. Ma io credo che, proprio per la stima di cui gode papa Benedetto XVI come teologo, possano essere fatti passi concreti anche su questo piano". Quanto alla lettera sul dialogo, inviata in Vaticano dai 138 intellettuali musulmani, per il cardinale "spingerà ad approfondire concretamente il dialogo con l'Islam nel pluralismo delle posizioni. La risposta della Santa Sede è stata positiva e prelude a passi ulteriori. Il Papa ha espresso la sua disponibilità a ricevere una delegazione. Dobbiamo ragionare serenamente su ciò che ci unisce senza dimenticare ciò che ci divide".
ENCICLICA E MOTU PROPRIO. Ottima accoglienza per la "Spe Salvi", reazioni più tiepide per il Motu proprio sul rito tridentino. Il bilancio è stato fatto dal cardinale Bertone che sulla questione della messa in latino annuncia un'Istruzione "che fissi bene i criteri di applicazione del 'motu proprio'''. Certo è che il documento papale ha ricevuto "reazioni scomposte''. ''Qualcuno - spiega - è arrivato ad accusare il Papa di aver rinnegato l'insegnamento conciliare. Dall'altra parte c'è stato chi ha interpretato il 'motu proprio' come l'autorizzazione al ritorno del solo rito pre-conciliare''. ''Posizioni entrambe sbagliate - commenta Bertone -, episodi esagerati che non corrispondono alle intenzioni del papa''. Spazio poi all'enciclica e alle polemiche sui presunti attacchi del papa alla scienza. In realtà, spiega Bertone, Benedetto XVI "riprende il dialogo con la scienza, senza smentirne il ruolo, la funzione, direi anzi la missione. Certamente stigmatizza anche le deviazioni". Al di là di tutto, "l'enciclica è stata ben accolta dai cattolici e dalle altre Chiese e comunità cristiane. Sono state diffuse circa due milioni di copie. Esprime un pensiero preciso, a volte tagliente, sicuramente stimolante dal punto di vista culturale, sui totalitarismi, che hanno fatto balenare false speranze, deluso le masse, disseminato sul cammino dell'uomo tanti miraggi".
IL PAPA NEGLI USA. Il cardinale ha analizzato poi il significato del prossimo viaggio del papa negli Stati Uniti, con la tappa alle Nazioni Unite. "La Chiesa cattolica ha sempre appoggiato il lavoro dell'Onu e non cambierà politica; - ha detto - Il discorso di Benedetto XVI alle Nazioni Unite ribadirà la necessità di puntare sui valori che sottendono le storiche dichiarazioni internazionali, pur nella preoccupazione circa le difficoltà di tenere insieme in un unico consesso mondiale quasi duecento Paesi con opzioni politiche e ideologiche diverse. E confermerà l'insostituibilità delle Nazioni Unite". Il viaggio avverrà nel pieno della campagna elettorale americana. Teme strumentalizzazioni? "Qualcuno dice che gli Stati Uniti sono sempre in campagna elettorale -replica Bertone- Il Papa è al di sopra delle parti". Poi, "eventuali strumentalizzazioni non si possono certo controllare", conclude il cardinale Bertone.
APERTURE DELLA CINA, INCOMPRENSIONI CON ISRAELE. ''Ci sono aperture e contatti che proseguono. Un fatto singolare è stato quest'anno il riconoscimento del valore positivo delle religioni da parte del partito''. Così il segretario di Stato descrive l'attuale situazione dei rapporti tra Santa Sede e Repubblica Popolare cinese. ''Diciamo che procediamo a piccoli passi, ma andiamo avanti'', dice Bertone, molto più duro con Israele. ''Noi comprendiamo il problema della sicurezza di Israele, - dice - ma questo non si può tramutare in un atteggiamento negativo verso i membri della Chiesa Cattolica, che ha fatto tanto negli ultimi 15 anni, sia per regolarizzare i rapporti con Israele, sia per migliorare la comprensione dell'ebraismo''. ''Il nostro personale religioso in Terrasanta - denuncia il porporato salesiano - non ottiene i visti, eppure non si puo' dire che minacci la sicurezza. Questa - lamenta Bertone - è una chiusura che impedisce un'attività serena'' Per il segretario di Stato, mentre ''i pellegrini di tutto il mondo contribuiscono ad alimentare nel mondo un'immagine più giusta'' dello Stato ebraico, che di fatto ''arricchiscono'', sembra che ''Israele non valuti opportunamente e adeguatamente tutto cio'''. ''Noi - ricorda - ci siamo impegnati in un dialogo intenso, ma purtroppo non otteniamo soluzione a molti problemi concreti: diritti di proprieta', visti, eccetera''.
MEDIA CATTOLICI. Non manca infine, un riferimento ai media cattolici, con il cardinale Bertone che annuncia nuove sinergie, a partire da un progetto per "collegare L''Osservatore ad alcuni quotidiani italiani". "La stessa cosa va fatta per le Organizzazioni non governative cattoliche: azioni comuni, non separate o, peggio ancora, contrapposte", conclude Bertone.