Tarcisio Cardinal Bertone, S.D.B. Tarcisio Cardinal Bertone, S.D.B.
Function:
Secretary of State, Italy
Title:
Cardinal Priest of Our Lady of Succour in Via Tuscolana
Birthdate:
Dec 02, 1934
Country:
Italy
Elevated:
Oct 21, 2003
More information:
www.catholic-hierarchy.org, www.diocesi.genova.it
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Italian Chiesa e comunicazione. Anche il cardinale Bertone dice la sua
Sept 11, 2006
Nelle dichiarazioni degli ultimi giorni del prossimo segretario di Stato, anche un aspetto degno di nota: la volontà di mettere mano al settore della comunicazione. Nelle scorse settimane, ne aveva parlato anche padre Federico Lombardi.

(Korazym.org, 07/09/2006) Dopo lunghi mesi di silenzio, il cardinale Tarcisio Bertone, prossimo segretario di Stato, ha deciso di parlare. Interviste ai giornali, incontri con i fedeli e anche con gli industriali: ogni occasione è servita per annunciare le linee guida generali della sua prossima missione. ''Accademico, uomo di relazioni e uomo di decisioni”, la definizione che ha dato di se stesso, per far capire che nonostante non venga dalle file della diplomazia, abbia tutte le carte in regola per assumere il ruolo. Ma c’è anche un aspetto degno di nota nelle ultime dichiarazioni del cardinale: la volontà di mettere mano al settore della comunicazione della Santa Sede.

“Nella Chiesa c'è un problema di comunicazione; - ha detto incontrando i rappresentanti di Confindustria a Genova - sto pensando a come migliorare il sistema di comunicazione della Chiesa e ne ho già parlato con il nuovo direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi”. In particolare, ha sottolineato Bertone, ''chiedo ai giornali di essere accoglienti verso la vita della Chiesa ed il volume di attività che svolge a favore della comunità mondiale. Però dobbiamo anche noi organizzare un sistema migliore di quello che abbiamo ora”. Parole chiare che possono essere interpretate come una sconfessione della gestione di Navarro-Valls o semplicemente come la volontà di apportare qualche miglioramento. Sta di fatto che si ha che fare con temi talmente complessi e delicati che forse la riservatezza sarebbe preferibile alla politica degli annunci. Anche perché, se la diagnosi è condivisa da molti (un miglioramento delle strutture di comunicazione della Santa Sede è auspicabile), le ricette no, a cominciare da chi ha addebitato gran parte dei problemi proprio allo stretto legame tra Sala Stampa e segreteria di Stato. Al tempo stesso, affermare che l’esperienza degli ultimi 20 anni sia stata costellata più da problemi che da elementi positivi è un’analisi quanto meno poco generosa.

La questione è comunque al centro del dibattito, come aveva già avuto modo di dire padre Federico Lombardi in due interviste rilasciate ad agosto all'agenzia tedesca Kna e alla testata statunitense National Catholic Register e disponibili su Korazym.org nella versione italiana. Parlando con Edward Pentin del National Catholic Register, il 26 agosto, il nuovo direttore della sala stampa aveva chiarito di non essere un portavoce, precisando però di non avere critiche su quanto Navarro-Valls aveva fatto. E sul rapporto tra Chiesa e media: “Molte persone nella Chiesa diffidano dei media, ma talvolta a buon ragione. Tutti devono capire gli altri: i giornalisti devono dimostrare, attraverso il loro merito, che esistono buoni motivi per fidarsi di loro. Alcuni, invece, anche con poche parole, faranno comunque un cattivo lavoro. Perciò, la lamentela non può limitarsi solo al mondo ecclesiastico”. Quanto ai compiti del suo ruolo, chiariva Lombardi, “la sfida è chiara: servire la Chiesa nel comunicare la Chiesa al mondo di oggi”. La missione fondamentale è la stessa della Chiesa: annunciare il Vangelo del Signore al mondo di oggi nel miglior modo possibile. È una missione buona: annunciare il Vangelo ma con una attenzione particolare per il mondo dei media e dei giornalisti”.

Concetti già affrontati il 23 agosto con Johannes Schidelko, dell’agenzia di stampa cattolica tedesca Katholische Nachrichten Agentur (KNA). La precisazione di non essere portavoce (“Il papa parla tanto e spesso in pubblico e insegnare e comunicare sono compiti che fanno parte del suo ministero”), ma anche un riferimento diretto allo stile del predecessore: "Ho sempre particolarmente stimato il lavoro del mio predecessore Navarro-Valls. Ho chiesto il suo consiglio, su come portare avanti gli aspetti positivi del lavoro di comunicazione. Naturalmente ognuno di noi ha la propria personalità, il proprio stile di lavoro e di comunicazione distinto, le proprie esperienze e i propri talenti. Perciò, non posso semplicemente imitare Navarro-Valls, e non ci proverò neanche. Ma se posso far propri i punti importanti su cui ha lavorato, allora lo faccio volentieri. Oltre a ciò, vorrei ascoltare quello che mi dicono i giornalisti". Lombardi aveva poi affrontato il tema di una possibile riforma. "Non ho un mandato in questo senso – aveva chiarito - non sono incaricato di effettuare un coordinamento dei media vaticani”.

Al tempo stesso, "realisticamente vedo che ci sono dappertutto problemi di coordinamento, e si può sempre migliorare qualcosa. Ma personalmente non sogno un mondo perfetto, che corre liscio come l’olio, centralizzato; non sarebbe necessariamente meglio. Una molteplicità di teste e iniziative può essere positiva. In ogni caso nell’ambito dei media vaticani vedo senz’altro alcuni punti di partenza: c’è un buon sito Internet alla Radio Vaticana e accanto il sito Internet ufficiale della Santa Sede; l’uno si concentra su informazioni d’attualità, l’altro contiene soprattutto documentazione. Sono complementari, ma naturalmente si potrebbe pensare a forme di collaborazione. Si è parlato già di questo, anche se senza decisione".

Con l’arrivo a Roma del cardinale Bertone, l’agenda sarà definita in modo più chiaro. Quel che è certo è che sono possibili delle sorprese.
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