Tarcisio Cardinal Bertone, S.D.B. Tarcisio Cardinal Bertone, S.D.B.
Function:
Secretary of State, Italy
Title:
Cardinal Priest of Our Lady of Succour in Via Tuscolana
Birthdate:
Dec 02, 1934
Country:
Italy
Elevated:
Oct 21, 2003
More information:
www.catholic-hierarchy.org, www.diocesi.genova.it
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Italian Il cardinale Bertone: Paolo VI riscoperto dopo la morte
Aug 13, 2008
È un pomeriggio di nostalgia a Castelgandolfo, la cittadina che da secoli accoglie i papi e i romani alla ricerca di un po’ di fresco. Si celebra un anniversario importante: i 30 anni della morte di Paolo VI. Sulla piazza è allestito un palco per un concerto, nella chiesetta parrocchiale tutto è pronto per la messa.

(korazym.org, 07 Agosto 2008) Il tono è festoso: si ricorda un amico dei castellani, Giovanni Battista Montini ha salutato il mondo proprio qui, il 6 agosto del 1978. Era caldo anche allora, la piazzetta meno animata, il papa è stato malato qualche tempo. Un uomo legato alla vita della Chiesa, alla storia del XX secolo, al Concilio che aveva diretto fino al porto della conclusione.

A raccontare papa Paolo VI anche il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato,che ha celebrato la messa nella parrocchia pontificia di san Tommaso da Villanova.Il cardinale ha preso lo spunto dalle parole di Benedetto XVI all'Angelus di domenica scorsa e ha sottolineato come Paolo VI fu chiamato a raccogliere la non facile eredità di Giovanni XXIII e lo fece "con coraggiosa prudenza, con illuminata sapienza e saldo discernimento" dialogando con il mondo "senza lasciarsi condizionare da remore conservatrici e né cedere a pericolose e affrettate fughe in avanti".

Il cardinale ha voluto anche ricordare come le avversità non lo abbiano mai scoraggiato , e ricordando gli ostacoli che incontrò per la pubblicazione della enciclica Humanae Vitae, ha ripetuto che solo dopo la morte l'opinione pubblica ha iniziato a "conoscerlo meglio" e ha "riconoscere l'opera straordinaria da lui compiuta con paziente saggezza e indomita fedeltà al Vangelo".Il segretario di stato vaticano ha ricordato anche che Montini "formulò sempre un chiaro e inequivocabile insegnamento su scottanti temi di dottrina e di morale" e anche per questo il trentesimo anniversario della morte è un'occasione per riscoprire l'intero magistero di Paolo VI.Nelle parole del cardinale anche qualche nota personale, con i ricordi dei segretari del pontefice che ribattevano gli appunti per i testi delle catechesi del mercoledì il martedì notte. Il papa li scriveva a mano.

A concelebrare insieme con il cardinale Bertone, mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano, don Waldemar Niedziolka, parroco della parrocchia di San Tommaso da Villanova. Il cardinale si è trattenuto a cena con la comunità dei salesiani, poi sul piazzale antistante il Palazzo Pontificio, il concerto in memoria di Papa Montini. Musiche di Mendelssohn, Mozart e Ludwig van Beethoven, sono state eseguite dall'orchestra sinfonica dell'Europa unita — Kronstadt Philarmoniker —, diretta dal maestro Gerard Oskamp.
Italian Omelia del Cardinal Bertone per l'ordinazione episcopale di mons. Ladaria e mons. Spreafico
Jul 31, 2008
Pubblichiamo di seguito il testo dell'omelia pronunciata dal Segretario di Stato vaticano, il Cardinale Tarcisio Bertone, questo sabato, 29 luglio 2008, in occasione dell'ordinazione episcopale di mons. Luis F. Ladaria e mons. Ambrogio Spreafico.

Signori Cardinali,
venerati Fratelli nell'Episcopato e nel sacerdozio
cari Religiosi e Religiose,
cari fratelli e sorelle,


rivolgo a voi, qui presenti, il mio cordiale saluto, con un particolare pensiero per i parenti, i confratelli, i concittadini dei carissimi P. Luis Francisco Ladaria Ferrer, e mons. Ambrogio Spreafico, che oggi ho la gioia di introdurre nell'Ordine dell'Episcopato. A voi innanzitutto, cari Ordinandi, e a quanti si stringono a voi in questo momento solenne e familiare, sono lieto di assicurare la spirituale vicinanza del Santo Padre Benedetto XVI, che ci accompagna con uno speciale ed orante ricordo. Il rito che stiamo per compiere è certamente uno tra i più misteriosi e toccanti: si tratta infatti del conferimento della pienezza dell'Ordine, che rende questi presbiteri successori degli Apostoli di Cristo.

Ma che cosa comporta tutto ciò? Per capire il significato e il valore dell'Ordinazione episcopale dobbiamo richiamarci alla volontà di Nostro Signore Gesù Cristo, il Pastore eterno che ha effuso il suo Spirito sugli Apostoli e li ha inviati quali testimoni e ministri della sua salvezza. Consapevoli che la Chiesa ha una responsabilità universale, gli Apostoli, a loro volta, avvertirono il bisogno di trasmettere ad altri presbiteri, mediante l'imposizione delle mani, il medesimo Spirito perché mai venissero a mancare nella Chiesa pastori, sino alla consumazione dei secoli. Pastori come Cristo, che imitandolo nella santità della vita, fossero disposti a spendere generosamente la loro esistenza per la Chiesa, annunciando i misteri del regno dei cieli, dispensando i doni della salvezza, in maniera simile a un padrone di casa - dice il Vangelo che abbiamo letto - [un padre buono] che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Se evangelizzare è la missione di ogni cristiano, lo è ancor più per i pastori del Popolo di Dio. Questa è la missione del Vescovo di cui, in una recente catechesi del mercoledì, il Santo Padre si è soffermato a parlare. "Vescovo - ha egli detto - è forma italiana della parola greca "epìscopos". Questa parola indica uno che ha una visione dall'alto, uno che guarda con il cuore". Guardare dall'alto è un'immagine che ricorda le alture della Sacra Scrittura, del nutrimento dispensatore di vita della parola di Dio. Guardare con il cuore significa mirare il centro della persona umana; è con il cuore che l'uomo entra in relazione con tutto ciò che esiste.

Ripensando alla prima lettura proclamata poc'anzi e tratta dal primo libro dei Re, dove Salomone chiede e ottiene dal Signore "un cuore saggio e intelligente", viene spontaneo riconoscere che ogni pastore, ogni Vescovo, ha bisogno di questa saggezza e di questa intelligenza per esercitare con profitto il proprio ministero. Essi sono infatti maestri, pastori e sacerdoti: è questa triplice missione che Cristo stesso ha esercitato e che continua ad esercitare per il suo popolo, mediante gli Apostoli e i loro successori.

Munus regendi. Il Vescovo è pastore: fin dall'inizio è stata questa l'immagine con la quale si è voluto rappresentare il Signore Gesù, prima ancora di mostrarlo crocifisso. Il linguaggio dell'immagine, tanto rivalutato oggi, è quello che più facilita la trasmissione del messaggio. Gesù, il Pastore per eccellenza, guida e difende il suo gregge con saggezza e intelligenza, e le sue pecore lo seguono fedelmente - sottolinea l'evangelista Giovanni - perché ne conoscono la voce (cf.10,4). Quella del Buon Pastore è una raffigurazione cara al mondo agricolo di un tempo, che fa pensare alla premura, all'affetto con cui il vero pastore, a differenza del mercenario, si occupa del proprio gregge.

Munus docendi. Il Vescovo è Maestro, cioè colui che insegna. Spesso nel Vangelo Gesù lo vediamo proprio nel tipico atteggiamento di insegnare: utilizza le parabole, istruisce i discepoli su come pregare, mentre percorre città e villaggi insegna nelle sinagoghe predicando il Vangelo del Regno, come riferisce ancora san Matteo (cfr 9,35). Sostanza dell'insegnamento di ogni Vescovo è proclamare il Vangelo del Regno. Quel Regno dei cieli che, nella pagina evangelica, abbiamo sentito poco fa paragonato al seme, al granello, al lievito già presente nel mondo, ma ancora lontano dalla sua piena e definitiva realizzazione. Quel Regno di Dio, che il Santo Padre nell'Enciclica Spe salvi, afferma non essere "un al di là immaginario, posto in un futuro che non arriva mai, ma già presente là dove Gesù è amato e dove il suo amore ci raggiunge". "Solo il suo amore - spiega il Santo Padre - ci dà la possibilità di perseverare con ogni sobrietà giorno per giorno, senza perdere lo slancio della speranza, in un mondo che, per sua natura, è imperfetto. E il suo amore, allo stesso tempo, è per noi la garanzia che esiste ciò che solo vagamente intuiamo e, tuttavia, nell'intimo aspettiamo: la vita che è ‘veramente' vita" (n. 31).

Compito del Vescovo, è pertanto ammaestrare come fece Gesù, annunziando l'avvento del suo Regno di giustizia e di pace; suo compito è proclamare la speranza evangelica. La prospettiva della speranza teologale, assieme a quella della fede e della carità, costituisce il fondamento del suo ministero pastorale. Sì, carissimi fratelli, il Vescovo è testimone di speranza perché la sua dottrina si fonda su Colui che è la speranza, il Signore risorto. Non c'è davvero bisogno che vi dica quanto sia necessario oggi che questo insegnamento raggiunga l'intelligenza e il cuore della gente in un mondo invaso da ideologie menzognere e abbagliato da false speranze. Anche recentemente il Santo Padre ha esortato i giovani a Sidney ad abbandonare tutto ciò che non conduce ad una genuina libertà, ma porta ad una confusione morale o intellettuale, ad un indebolimento dei principi, alla perdita dell'autostima e persino alla disperazione (cfr. Discorso al molo di Barangaroo di Sydney, 17 luglio 2008).

Ed infine l'altra grande funzione è il munus santificandi. Il Vescovo condivide lo stesso Sacerdozio di Cristo Sommo ed eterno Sacerdote. "I Vescovi, - insegna la Lumen gentium al n° 26 - con la preghiera e il lavoro per il popolo, in varie forme effondono abbondantemente la pienezza della santità di Cristo". Nell'esercizio del proprio ministero, ispirato all'imitazione della carità del Buon Pastore, egli è invitato a santificarsi e a santificare. Lo scrittore francese Georges Bernanos scriveva che la santità è un'avventura, forse l'unica che ci sia. Chi l'ha capito dimostra di penetrare fin nel cuore della fede cattolica.

Il Vescovo si consacra totalmente a Dio per essere totalmente consacrato al popolo di Dio. Se la santità è vocazione universale di ogni battezzato lo è, in special modo dei Vescovi conformati, con l'Ordinazione episcopale, a Cristo, il tutto Santo. Proprio questo ci ricorda san Paolo nella seconda lettura che è stata proclamata, essendo tutti con il battesimo "predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli".

L'Ordinazione episcopale impegna ogni Vescovo a vivere nella fede, nella speranza e nella carità il proprio ministero di evangelizzatore e di guida nella comunità. Quella del Vescovo è dunque una spiritualità ecclesiale, perché tutto nella sua vita è orientato all'edificazione amorosa della Santa Chiesa.

Cari P. Ladaria e Mons. Spreafico, questa è la missione che vi attende. Diversi sono i compiti pastorali a cui il Signore vi chiama, ma unico è lo stile con cui dovrete esercitarli. Tu, caro Padre Luis Francisco, entrato nella Compagnia di Gesù nel 1966, hai insegnato Teologia Dogmatica dapprima all'Università Pontifica Comillas di Madrid e poi nella Pontificia Università Gregoriana della quale sei stato vice-rettore dal 1986 al 1994. Hai inoltre offerto il tuo apprezzato contributo come membro e in seguito come Segretario della Commissione Teologica Internazionale. Ora il Sommo Pontefice, eleggendoti alla Sede titolare di Tibica con dignità di Arcivescovo, ti affida il delicato compito di Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede di cui sei Consultore dal 1993. Compito che svolgerai con quella competenza che tutti ti riconoscono e con quella fedeltà a Cristo, alla Chiesa e al Successore di Pietro che è tipica del Fondatore dell'istituto religioso a cui appartieni.

Tu, caro monsignor Ambrogio, sacerdote dal 12 aprile del 1975, hai insegnato presso il Pontificio Istituto Biblico e nella Pontificia Università Urbaniana della quale sei stato Rettore Magnifico a due riprese, nel 1997-2003 e dal 2005 ad oggi. All'insegnamento hai unito l'attività pastorale, svolta nella parrocchia romana di santa Maria in Trastevere, a fianco della dinamica Comunità di Sant'Egidio, con una chiara prospettiva missionaria, che ti è data anche dal fatto di essere Consultore della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli. Adesso Papa Benedetto XVI, nominandoti Vescovo Coadiutore di Frosinone - Veroli - Ferentino, ti chiede di coadiuvare il caro Mons. Salvatore Boccaccio nella cura di quell'amata comunità diocesana. Missione che non mancherai di svolgere con carità intellettuale, zelo spirituale e generosa dedizione pastorale. Vi accompagnino entrambi, cari Ordinandi, il nostro fraterno augurio e la nostra preghiera perché il Signore vi conceda, per l'intercessione di Maria, Regina degli Apostoli, di essere santi Pastori al servizio della Chiesa per il bene delle anime. Questo chiediamo insieme proseguendo la nostra celebrazione liturgica. Amen!
French Homélie du Card. Bertone lors de la consécration épiscopale de Mgr Vacchelli et de Mgr Auza
Jul 08, 2008
VATICAN, le 08 juillet 2008 - E.S.M. - Le jeudi 3 juillet, le Cardinal Tarcisio Bertone, Secrétaire d’État, a présidé la Messe concélébrée dans la Basilique Saint-Pierre au cours de laquelle ont été consacrés Évêques Mgr Piergiuseppe Vacchelli et de Mgr Bernardito Auza.

« A notre époque tout spécialement, il est important que les Évêques soient des témoins et des maîtres de sainteté, capables de transmettre fidèlement, par leur exemple et par leurs paroles, ces vérités qui éclairent le cœur de l’homme, et le conduisent vers la vie éternelle » : homélie du Cardinal Bertone lors de la consécration épiscopale de Mgr Vacchelli et de Mgr Auza

Le jeudi 3 juillet, le Cardinal Tarcisio Bertone, Secrétaire d’État, a présidé la Messe concélébrée dans la Basilique Saint-Pierre au cours de laquelle ont été consacrés Évêques Mgr Piergiuseppe Vacchelli, Archevêque titulaire de Minturno, nommé Secrétaire Adjoint de la Congrégation pour l’Évangélisation des Peuples et Président des Œuvres Pontificales Missionnaires, et de Mgr Bernardito, C. Auza, Archevêque titulaire de Suacia, nommé Nonce Apostolique à Haïti. Le Cardinal Bertone était entouré des deux Évêques co-consécrateurs, le Cardinal Ivan Dias, Préfet de la Congrégation pour l’Évangélisation des Peuples, et le Cardinal Jean-Louis Tauran, Président du Conseil Pontifical pour le Dialogue Interreligieux. Dans l’assistance, on notait les parents et les amis des nouveaux Évêques, une petite représentation de la communauté latino-américaine de Rome, les membres du Dicastère Missionnaire, et des Secrétariats Internationaux des Œuvres Pontificales Missionnaires.

Reprenant les paroles de la Préface des Apôtres, le Cardinal Bertone a déclaré dans l’homélie : « Elles mettent en lumière la mission de chaque Évêque au service de l’Église, signe visible de la sainteté de Dieu, et communicatrice fidèle de la vérité qui conduisent au Ciel. Sur le fondement des Apôtres, le Christ l’a établie ‘une sainte, apostolique et catholique’. La dimension de l’unité et de la catholicité du ministère épiscopal, émerge, de manière singulière, y compris dans la diversité des tâches que le Pape confie à chacun des Évêques ».
Mgr Auza, Philippin, a travaillé dans plusieurs Nonciatures, à la Secrétairerie d’État, dans les Représentations Pontificales à l’ONU à New-York. A présent, le Saint-Père Benoît XVI l’a choisi comme son Représentant à Haïti, a déclaré le Cardinal Bertone en ces termes : « Tu seras apôtre d’unité et de communion, de réconciliation et de paix ».

« Mgr Vacchelli, Italien, a eu une longue expérience pastorale dans son Diocèse d’origine, Crémone, en ayant tout d’abord plusieurs fonctions, avant d’être nommé, en1996, Sous-secrétaire de la Conférence Épiscopale Italienne, et Président du Comité pour les Interventions Caritatives pour les Pays en voie de développement. « L’expérience pastorale et sociale qui a mûri au cours du temps, te sera d’autant plus utile dans la nouvelle tâche à laquelle t’a appelé Sa Sainteté Benoît XVI ».

Après avoir transmis aux nouveaux Évêques le salut et les vœux du Souverain Pontife, qui s’étendent à tous ceux qui assistaient à la cérémonie, le Cardinal Bertone a invité à prier pour les accompagner « en cette heure de grâce et de grande importance pour eux et pour l’Église. En exerçant des tâches différentes, chers Ordinands, vous partagerez le même désir missionnaire qui anime l’Église. C’est une mission qui requiert de chaque Pasteur avant tout une tension constante vers la sainteté. Spécialement à notre époque, il est important que les Évêques soient des témoins et des maîtres de sainteté, capables de transmettre fidèlement, par leur exemple et par leurs paroles, ces vérités qui éclairent le cœur de l’homme, et le conduisent vers la vie éternelle ».

La force nécessaire pour remplir cette tâche vient du Saint-Esprit, a déclaré le Cardinal Bertone, en citant les lectures de la Messe : « Le Seigneur lui-même, avec la consécration que vous recevrez dans quelques instants par l’onction, vous communiquera son Esprit Saint et fera de vous ses ‘consacrés’ : vous serez totalement ‘les siens’ ; en Lui appartenant totalement. Lui-même agira alors en vous quand vous apporterez l’annonce joyeuse aux pauvres, quand vous consolerez ceux qui sont affligés, quand, de nombreuses manières différentes, vous serez des témoins de sa miséricorde et de son amour ».

Citant ensuite le passage de l’Évangile de la Messe, qui présente l’expérience de l’apôtre Thomas « au moment où il reconnaît, après avoir douté, avec une profonde humilité et avec une foi profonde, les signes glorieux des plaies du Maître, et proclame ‘Mon Seigneur et mon Dieu’. C’est cette même foi que nous devons cultiver, et dont nous devons vivre. Cette même foi doit distinguer chacun de nos choix et chacun de nos gestes. C’est là la foi qui a soutenu les Apôtres et les Saints Évêques qui, tout au long des siècles, ont guidé le peuple chrétien ».

Au terme de l’homélie, le Cardinal a invité Mgr Bernardito et Mgr. Piergiuseppe à exercer leur ministère épiscopal « en communion avec tous les autres Évêques, dans la communion et dans la soumission avec le Successeur de Pierre qui est ‘le garant de l’unité’. C’est seulement ainsi que vous exercerez un service authentique en vue de la sainteté de l’Église ». (S.L.)

Source : Eucharistie Sacrement de la Miséricorde
Italian ''Scandalo creato ad arte''
Jun 30, 2008
"Vogliono solo catturare l'attenzione dei lettori già distratti dalle vacanze".

(L'Unione Sarda) Caso Orlandi, per Bertone: Clamorose dichiarazioni del cardinale Tarcisio Bertone sulla vicenda di Emanuela Orlandi. Il segretario di Stato vaticano, infatti, ha commentato così le novità uscite fuori i giorni scorsi: "E' il classico caso di scandalo estivo creato ad arte per catturare l'attenzione dei lettori già distratti dalle vacanze. Speriamo sia l'ultimo". Oltre a cogliere l'occasione per ringraziare il quotidiano per "il commento puntuale alla vicenda Orlandi ed in difesa della memoria della figura sacerdotale dell'arcivescovo Paul Casimir Marcinkus", Bertone ribadisce la vicinanza della Santa Sede al dolore della famiglia Orlandi di cui - rileva il cardinale - condividiamo il desiderio che la magistratura faccia quanto in suo possesso per conoscere la sorte della amata Emanuela".
Italian Aperte vie nuove nel rapporto Stato-Chiesa
Jun 29, 2008
Intervista al cardinale Tarcisio Bertone di ritorno dalla Bielorussia.

(Radio Vaticana, 28/06/2008) “Per essere liberi non basta abbattere i muri. Bisogna diventare liberi dentro e questo è possibile solo incontrando nella persona di Gesù la verità di Dio”. È questa la consegna che domenica sera il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, ha lasciato alla Chiesa bielorussa a conclusione dei cinque giorni di visita. L'incontro con la comunità cattolica di Minsk è stato l'ultimo atto del viaggio, iniziato mercoledì 18 giugno. Al microfono di Roberto Piermarini, responsabile dei Servizi Informativi della nostra emittente e di Carlo Di Cicco, vice-direttore dell’Osservatore Romano, il cardinale Bertone si è soffermato sui momenti salienti della sua visita in Bielorussia, spiegando come i cattolici bielorussi stiano contribuendo alla ricostruzione materiale e morale del Paese uscito dalle ceneri del comunismo:

R. – I cattolici in Bielorussia sono una minoranza, ma numerosa e attiva; una minoranza che professa pubblicamente e, direi, entusiasticamente la propria fede. Segnata quindi dalla testimonianza di una ritrovata fede nel Signore Gesù e da una rinnovata pratica cristiana. Il primo impegno – tipicamente pastorale – è quello di educare le giovani generazioni alla fede e di rieducare le vecchie generazioni e le generazioni adulte alla fede, che è stata un po’ sopita e messa alla prova, anche con persecuzioni e sacrifici immani. E poi, i cattolici contribuiscono attraverso una testimonianza dei valori che sono apprezzati anche nella società, dall’autorità pubblica: il valore della vita, della famiglia, dell’educazione, della cura della salute, con tante iniziative di carattere solidaristico, e sociale. Pensiamo anche alla cura dei bambini e delle loro famiglie – si pensi alle conseguenze dell’effetto Chernobyl -. Il viaggio pastorale in Bielorussia l’ho incominciato con la visita ad un centro Caritas che ospita persone bisognose di aiuto. Questa profusione di solidarietà, di generosità – dicevo - è molto apprezzata dalla società civile e dalle stesse autorità.


D. – Quale specificità ha, in Bielorussia, il dialogo tra fede e ragione?


R. – Ha la caratteristica tipica di un confronto tra la ragione, le scienze, la cultura e la tradizione cristiana, la proposta culturale della Chiesa, così come avviene in ogni parte del mondo. Però, ci sono degli accenti particolari. Intanto, in Bielorussia c’è molta sete di questo confronto, molta sete di Dio e delle ragioni di Dio rispetto alle ragioni dell’uomo. Questo confronto tra Dio e l’uomo, soffocato durante la dittatura comunista, riemerge. Nella Università statale di Minsk c’è una bella Facoltà di Teologia, frequentata da ortodossi e da cattolici, dove proprio su questo tema specifico, ho tenuto una conferenza che mi è parsa molto ascoltata ed apprezzata. Il rettore dell’Università intende farne oggetto di ulteriore riflessione. La Facoltà è frequentata anche da non credenti che vogliono confrontarsi con le ragioni della fede. Nel teatro del palazzo del presidente della Repubblica – perché il Teatro di Minsk è in restauro – è stata rappresentata, non so dopo quante repliche, una bella opera: un balletto sulla Creazione. La storia di Dio Creatore è la storia dell’uomo amato da Dio e la storia dell’uomo ribelle, la lotta tra il bene e il male con la vittoria finale del bene. Questa tematica è stata rappresentata dal Balletto “Bolshoj” di Minsk. Ho chiesto se fa concorrenza al “Bolshoj” di Mosca. “A volte – mi hanno risposto - fa anche concorrenza”. Sono andato a vederlo anche per dare una testimonianza; ho salutato il regista che, peraltro, è una persona molto fine ed è molto sensibile a queste tematiche religiose. Egli mi ha raccontato che una delle prime rappresentazioni di quest’opera l’ha fatta davanti al cardinale di Cracovia, Karol Wojtyla, il quale al termine lo ha ringraziato dicendogli: “Ti ringrazio in nome di Dio”. Questi sono dei tratti molto belli; naturalmente, un’espressione simile è rimasta nella mente di questo regista, in maniera incancellabile, fino ad oggi.


D. – A che punto è il dialogo ecumenico in questa regione, e anche la convivenza tra i vari riti nella stessa Chiesa cattolica?


R. – Credo che sia in un momento oserei quasi dire idilliaco di concordia, di rispetto e di promozione reciproca delle iniziative delle diverse Chiese. Ho incontrato il metropolita ortodosso di Bielorussia, Filarete, che fa capo al Patriarcato di Mosca, ed i gerarchi ortodossi sono stati presenti ad ogni mia solenne celebrazione. A Grodno – ad esempio – era presente il vescovo ortodosso di Grodno, a Minsk un rappresentante della Chiesa ortodossa bielorussa. Il colloquio è stato molto interessante: con il metropolita abbiamo trattato problemi di comune interesse, anche il problema dei segni religiosi nella società. C’è anche una sana emulazione e collaborazione nella costruzione delle chiese, nel piantare i segni religiosi. Lui mi ha fatto vedere la galleria di tutte le chiese nuove costruite da quando è metropolita, e così apprezza anche che la Chiesa cattolica costruisca questi segni della presenza di Dio in mezzo agli uomini e nella vita della comunità credente. Tra i latini ed i greco-cattolici che sono presenti anche in Bielorussia c’è un rapporto molto fraterno, e il visitatore – c’è un visitatore greco-cattolico per i greco-cattolici di Bielorussia – è invitato a partecipare regolarmente alle riunioni della Conferenza episcopale: è venuto anche alle riunioni da me presiedute con la Conferenza episcopale bielorussa, e poi ha partecipato a tutte le celebrazioni. Ho visitato il loro Centro a Minsk: ci sono prospettive di sviluppo. Tra l’altro, poi, è difficile calcolare statisticamente le cifre degli appartenenti alle diverse confessioni – erano presenti all’ultima celebrazione a Minsk anche il rappresentante della Chiesa luterana e della Alleanza Biblica Mondiale, c’era un rappresentante della parte musulmana – perché i cristiani, e penso anche i credenti delle altre religioni, trovano il coraggio di manifestare la loro presenza nei momenti in cui si inaugura un luogo di culto, un luogo di riunione. Perché, sappiamo, dopo tanti anni di paura e di oppressione, l’uscita allo scoperto in pubblico è ancora prudente. Però, è interessante: c’è un clima non solo di tolleranza, ma di concordia, di vera concordia tra le varie confessioni e soprattutto tra le confessioni cristiane.


D. – Oltre a questi incontri ecumenici lei ha avuto anche incontri con le autorità governative e statali. Ci può dire quali risultati ha conseguito?


R. – Ho avuto incontri sia con il presidente della Repubblica, Aleksandr Lukašenko, con il quale sono stato un’ora e mezza, sia con il ministro degli Esteri, Martynov e con il presidente del Comitato per gli Affari religiosi e le minoranze etniche del Consiglio dei ministri, Guljako. Ho parlato in incontri ufficiali ma anche così, amichevolmente, nei trasferimenti o in altre circostanze di manifestazioni pubbliche. Il ministro degli Esteri ha dato un pranzo in mio onore, invitando alcune autorità. Gli incontri sono stati molto positivi e abbiamo raggiunto dei risultati concreti: anzitutto, c’è una prospettiva che sta facendosi strada, di stipulare un accordo vero e proprio con la Bielorussia, almeno un accordo fondamentale, che le due parti dovranno studiare, naturalmente. Tra parentesi, ricordo la nomina dell’ambasciatore di Bielorussia presso la Santa Sede, che ha presentato le Lettere credenziali. C’è un bel discorso del Papa all’ambasciatore che è una grande personalità. Il Corpo diplomatico accreditato in Bielorussia – ho incontrato alcuni ambasciatori – lavora bene, c’è un clima di collaborazione anche a livello diplomatico. Abbiamo ottenuto dei buoni risultati, ad esempio per quanto riguarda la possibilità di costruire nuove chiese, una nuova sede per la Nunziatura Apostolica e la sede dell’episcopio di Minsk. Quindi, credo che in Bielorussia, come peraltro negli altri Paesi soprattutto dell’area dell’Europa orientale, abbiamo aperto vie nuove che forse erano fino a poco tempo fa impensabili. Questo dimostra l’opportunità degli incontri personali, degli incontri faccia a faccia con i responsabili della vita civile o dei governi delle diverse Nazioni.


D. – Perché tanta passione educativa e tanto insistere sulla speranza nell’incontro con i giovani?


R. – I giovani sono una porzione eletta – come diceva Don Bosco – del popolo di Dio, della società e quindi suscitano da parte mia sempre una reazione di vicinanza e di intensità di sentimenti e di passione. Non dimentichiamo che una specialissima attenzione verso i giovani c’è stata da parte dei papi, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI in particolare. Nel mio viaggio sono andato ad incontrare un folto gruppo di giovani in un luogo particolare, cioè in una parrocchia salesiana, e quindi anche come salesiano ho particolarmente goduto di questo incontro con i giovani che mi sembrano già molto ben formati e protesi verso il futuro, verso una solida fede cristiana. Prima dei miei interventi hanno realizzato una specie di ‘recital’ molto bello, sulla lotta tra le tenebre e la luce, sul degrado dei giovani senza fede, senza ideali e quindi sulla necessità, sulla risorsa che la fede è, che la Chiesa è per i giovani, anche in Bielorussia come – credo – per quelli di ogni regione, di ogni continente. D’altra parte, i giovani che vedono e studiano la storia delle loro nazioni, delle loro società hanno bisogno di una iniezione di speranza. Certo, hanno più bisogno di speranza gli adulti, gli anziani che hanno subìto tante delusioni. I giovani sono ancora aperti al futuro, alle cose più belle. Bisogna sostenerli in questa apertura, nell’attesa e nella partecipazione personale alla costruzione di una società che sia a misura degli ideali umani, del progetto della creazione di Dio, e anche a misura delle promesse delle nazioni stesse e della comunità internazionale. I giovani hanno reagito molto positivamente: ho trovato una presenza continua e cospicua di giovani in tutte le celebrazioni, in tutte le manifestazioni pubbliche.


D. – Qual è l’immagine più significativa che le rimane di questo viaggio in Bielorussia?


R. – Vorrei dire un’immagine di un “grande vecchio”, del coraggioso e indomito cardinale Kazimierz Świątek. Ci sarebbero tante altre immagini, naturalmente, anche immagini di belle famiglie, della bella tradizione bielorussa, di un Paese che accoglie offrendo il pane e il sale. Auguro sempre che non manchi mai il pane della vita e il sale della sapienza, soprattutto ai giovani, ma anche alla nazione, a tutti i membri della nazione. Ma al di sopra di tutte rimane l’immagine di questo “grande vecchio” che ha sofferto tanto nella sua vita e che sta per compiere 94 anni. L’ho incontrato a Pinsk, e continua a lavorare con una forza straordinaria; a lavorare apostolicamente, con un progetto pastorale, con impegno veramente ammirevole. Mi ha raccontato tanti tratti della sua vita, tanti episodi della sua esistenza. Ci eravamo già incontrati parecchie volte, ma vederlo in loco, vederlo nella sua diocesi di Pinsk, e vedere di quale amore, di quale stima è circondato mi ha fortemente colpito. I giovani, nel loro ‘recital’, hanno parlato dei martiri, dei testimoni del passato e dei testimoni viventi, e allora hanno portato un mazzo di fiori, un dono al cardinale Świątek, come al testimone vivente, incrollabile di una fede che non vacilla, di una storia di fede che continua.


D. – Nei suoi discorsi dei viaggi precedenti ma in particolare in questo in Bielorussia, lei ha molto insistito sul primato della vita spirituale e sulla testimonianza credibile dei laici e specialmente del clero. E’ stata una scelta occasionale o voluta?


R. – Una scelta voluta, ovviamente; una scelta pensata, per il clero e per i laici. Sia perché sappiamo che la sorgente vera di fedeltà a Cristo e alla Chiesa e anche la sorgente vera di tutte le attività – anche delle attività caritative e solidaristiche – è una vita spirituale ardente, fervorosa. Tra l’altro, proprio il sabato 21 giugno ricorreva la memoria di San Luigi Gonzaga. Ho ricordato ai seminaristi che San Luigi Gonzaga a 12 anni aveva stabilito nel programma della sua giornata di dedicare cinque ore alla preghiera. Ho detto ai giovani che nemmeno noi vescovi e cardinali (forse) dedichiamo cinque ore quotidiane alla preghiera. Però, lì si attinge la forza, nell’amicizia con Cristo. E ciò vale per il clero, vale per i vescovi prima di tutti, ma vale anche per i laici: c’è la risorsa della vita spirituale che alimenta tutte le altre manifestazioni di autentica carità cristiana e tutte le forme di una esperienza cristiana, vissuta personalmente e comunitariamente. Credo che questo sia stato compreso, anche per non svuotarci in un attivismo pure meritevole: pensiamo a tutte le iniziative nel sociale, che sono molto apprezzate, ma che non toccano il cuore se non hanno quella linfa vitale che è l’ispirazione dell’amicizia con Cristo e l’ispirazione autenticamente evangelica.


D. – Le tematiche pastorali e religiose sono state prevalenti in questa come in altre sue precedenti visite compiute a nome del Papa. C’è davvero un nuovo corso nella diplomazia vaticana?


R. – Sono convinto – l’abbiamo detto in questi anni – che la diplomazia della Santa Sede cammina per così dire con due ali: un’ala tipica di impegno pastorale, perché i rappresentanti pontifici nelle diverse nazioni, per statuto, devono essere di aiuto e di sostegno alle Chiese locali; e poi la missione di coltivare, migliorare e intensificare i rapporti con le autorità civili e nazionali. Nei miei viaggi pastorali metto sempre al primo punto la visita alle Conferenze episcopali e alle diocesi. Sottolineo la visita alle diocesi. Naturalmente, nei limiti del possibile, perché non posso visitare tutte le diocesi di una nazione. Per esempio, in Bielorussia ho visitato le diocesi di Minsk, di Pinsk, di Grodno. Ho tralasciato per ora – chissà, in futuro – la diocesi di Vitebsk. Il Vescovo aveva tanto desiderio che andassi anche in quella diocesi, in quella regione che ha dei problemi particolari. La visita alle comunità diocesane è molto attesa e la visita poi del primo collaboratore del Papa in qualche modo rappresenta la vicinanza del Papa, le indicazioni, l’indirizzo che il Papa imprime anche all’attività pastorale, perché naturalmente tutti i miei discorsi hanno come punto di riferimento il magistero di Papa Benedetto XVI, come anche il magistero dei Papi precedenti, in modo particolare di Papa Giovanni Paolo II. Perciò, prima di tutto i miei viaggi hanno un accento pastorale: la visita ai vescovi, alle diocesi, alle comunità locali, ai giovani. Come ho detto, in Bielorussia ho incominciato con la visita a quel Centro Caritas proprio per dare un segno di priorità e di preferenza, che sia conforme all’ispirazione evangelica della nostra vita, anche della vita di un diplomatico, di un rappresentante pontificio. Poi, c’è l’altro aspetto che naturalmente impegna molto, che caratterizza queste visite pastorali: il rapporto, gli incontri diretti con le autorità civili.


D. – Come si collocano i frequenti viaggi del segretario di Stato nel piano di rinnovamento che Benedetto XVI va proponendo alla Chiesa e alla Curia?


R. – Anzitutto, i viaggi del segretario di Stato sono pienamente concordati con il Santo Padre, il quale li condivide, così come condivide le scelte delle nazioni da visitare, in considerazione delle necessità delle varie nazioni e chiese sparse nel mondo. E’ il Papa che manda, è il Papa che segue lo svolgimento dei viaggi e che riceve sia dai vescovi, sia dai nunzi apostolici le notizie e le informazioni sui viaggi. Anche al mio ritorno dalla Bielorussia, nella prima udienza che ho avuto con il Santo Padre, il giorno successivo, il Papa stesso ha espresso la gioia di avere ascoltato dalla viva voce dai vescovi i risultati positivi, le nuove strade aperte nei viaggi precedenti. Questo è bello, perché fa vedere l’opportunità, l’efficacia di questi viaggi nelle due linee. Non voglio dimenticare che cerco di incontrare i seminaristi. Essi sono – lo sappiamo – la risorsa della Chiesa del futuro, la vita nuova della Chiesa. In Bielorussia ci sono due bei seminari maggiori che hanno molte vocazioni, credo in tutto circa 200 seminaristi maggiori. Possono crescere, anche trasformarsi in Facoltà di teologia, anche se c’è quella Facoltà di Teologia all’Università statale di Minsk riconosciuta come facoltà vera e propria. Questo dice anche la finalità: portare la voce del Papa ai candidati del sacerdozio, ai nuovi sacerdoti, ai professori di teologia, e questo mi sembra un contributo importante per continuare nella scia del magistero del Santo Padre, a indirizzarli nel contesto attuale, quindi tra le sfide del mondo attuale, secondo orientamenti precisi. E’ in questo spirito che è stata ribadita, confermata la profonda comunione con il Papa e con la Santa Sede, non solo a livello di Seminari, ma come atteggiamento convinto e condiviso di tutte le Chiese locali.
Spanish "Cordial" encuentro entre Cristina y el cardenal Bertone
Jun 03, 2008
La presidenta Cristina Kirchner se reunió hoy en Roma con el secretario de Estado del Vaticano, cardenal Tarciso Bertone, con quien mantuvo un "cordial" encuentro y de importancia "política" para la Argentina.

(Diario Jornada Mendoza, 3 de Junio 2008) Al término del encuentro, que se realizó en la sede de la FAO, luego de que la jefa de Estado participara del acto inaugural de la cumbre sobre los alimentos en el mundo, el senador Miguel Angel Picheto, en declaraciones formuladas desde Roma, dijo que la
presidenta estaba "muy conforme" por la entrevista con el cardenal y aseguró que fue "importante" a nivel político.
De todos modos, se desconoce si hubo un acuerdo sobre las diferencias surgidas entre el Gobierno argentino y la Santa Sede por la no aceptación de Alberto Iribarne como embajador argentino ante El Vaticano.
Por su parte, la Sala Stampa (la oficina de prensa) de la Santa Sede informó que "en el curso del coloquio se analizaron varios temas bilaterales de interés común y se expresó además la recíproca apertura a afrontarlos a través de un sincero diálogo y
en un clima de colaboración a la luz del papel secular que la Iglesia Católica realizó en el país y de la contribución que esta sigue aportando al bienestar espiritual del pueblo argentino". La nota de la Sala Stampa, reflejada por la Agencia Informativa Católica Argentina (AICA), aseguró que durante la entrevista entre la mandataria argentina y el representante papal hubo un intercambio de opiniones sobre "cuestiones de actualidad regional e internacional, con particular atención al tema de la alimentación, después del encuentro por la reunión de la FAO".
French Un scandale financier gêne le bras droit du Pape
May 29, 2008
Un proche du cardinal Bertone est soupçonné d'avoir touché des pots-de-vin lors de l'attribution de marchés publics à Gênes. Le prélat ne cache pas son «amertume».

(Le Figaro, 27/05/2008) Le cardinal Tarcisio Bertone, secrétaire d'État de Benoît XVI, est embarrassé par une affaire de corruption dans laquelle est directement impliqué l'un de ses proches, Giuseppe Profiti, le directeur de l'hôpital pédiatrique du Vatican, qu'il a nommé en janvier.

Ce Calabrais de 46 ans a été mis aux arrêts domiciliaires. Il est accusé d'avoir touché des pots-de-vin lors de l'attribution de marchés publics pour les cantines de Gênes. Il était alors responsable des finances de la Ligurie. Le cardinal Bertone, archevêque de la ville entre 2002 et 2006, l'avait nommé sous-directeur de l'hôpital du diocèse. Quatre autres personnes ont été incarcérées, deux conseillers municipaux de Gênes, le porte-parole du maire, et Roberto Alessio, une relation du secrétaire d'État du Pape, entrepreneur à Vercelli (Piémont), la région d'origine et le premier évêché qu'occupa le cardinal en 1991.

Le nom du cardinal Bertone, ainsi que celui de son successeur à l'archevêché de Gênes, le cardinal Angelo Bagnasco, président des évêques italiens, apparaissent dans des écoutes téléphoniques consignées par l'enquête. Les accusés se targuent de leur amitié avec les deux prélats et Roberto Alessio aurait pu bénéficier de la recommandation du cardinal Bertone auprès de Profiti.

Marchés truqués

«À chacun ses responsabilités», a déclaré lundi le numéro deux du Vatican, en rentrant d'Ukraine. Il ne cache pas son «amertume» d'être cité dans cette affaire, mais il s'en remet au jugement populaire : «Je sais que je peux compter sur l'estime et l'affection des Génois qui me connaissent et savent ce que j'ai fait (…) pour le bien de la ville.»

Cet imbroglio judiciaire n'implique pas les finances du Vatican comme lors du retentissant scandale du krach de la banque Ambrosiano qui coûta des centaines de millions de dollars à l'Église catholique dans les années 1980. Mais il touche de près le cardinal secrétaire d'État et embarrasse le Saint-Siège.

Giuseppe Profiti, dont le nom circulait déjà dans l'affaire des marchés publics truqués de Gênes, a fait partie des personnalités qui ont accueilli Benoît XVI lors de son déplacement en Ligurie le 18 mai. Les deux hommes eurent alors un bref aparté, avant que le Saint-Père lui donne l'accolade.

Vendredi dernier, le Saint-Siège a publié un communiqué exceptionnel, soulignant «sa totale solidarité» avec Giuseppe Profiti et assurant les enquêteurs de sa «pleine collaboration». Jusqu'à présent, le bureau du directeur de l'hôpital pédiatrique qui, en tant que propriété du Vatican, se trouve en zone extraterritoriale, n'a pas été perquisitionné.

Le cardinal Julian Herranz, président de la commission disciplinaire de la Curie romaine, a mis en garde les médias qui voudraient «exposer en public des noms retentissants». Ces affaires «trop nombreuses en Italie» ont «parfois des motivations politiques ou économiques», a-t-il rappelé, et le cardinal Bertone est une personnalité incontournable dans la vie politique de la péninsule.
French La prochaine encyclique sociale de Benoît XVI commentée par le cardinal Bertone
May 27, 2008
Cité du Vatican, le 27 mai 2008  - E.S.M. - Le Secrétaire d’état du Vatican, le cardinal Tarcisio Bertone, au terme d'une visite officielle en Ukraine qui l'a mené pendant 4 jours à Leopoli et à Kiev, a accepté de répondre à quelques questions sur le motif de son voyage en Ukraine et surtout sur la prochaine parution de l'encyclique sociale du pape Benoît XVI.

Voyage du cardinal Bertone en Ukraine

Le Secrétaire d’état du Vatican, le cardinal Tarcisio Bertone, au terme d'une visite officielle en Ukraine qui l'a mené pendant 4 jours à Leopoli et à Kiev, a accepté de répondre à quelques questions au micro d'Apcom.

La visite en Ukraine a été organisée - explique le cardinal - de manière particulière pour la béatification de sœur Marta Wiecka, mais s'est poursuivie ensuite en différents moments : les rencontres avec les évêques greco-catholiques et avec les évêques latins, avec les autorités centrales, parmi lesquelles le président de la République Viktor Yushchenko, le vice premier ministre Hryhoriy Nemyria, et enfin avec les autorités régionales de Leopoli.

D : Éminence, nous venons d'annoncer l'Encyclique Sociale de Benoît XVI : quand sortira-elle ? Et le second Livre sur Jésus de Nazareth ?

R : « Le pape travaille beaucoup, nous en sommes témoins, soit pour l'Encyclique que pour la seconde partie du livre sur Jésus de Nazareth. Ce Pape nous a amenés à apprendre de lui un grand Amour pour Jésus et une connaissance toujours plus approfondie de la doctrine de la personne de Jésus. Le pape nous fait connaître et aimer toujours plus Jésus même avec le support d'une grande et précise reconstruction historique et avec les fresques que lui-seul sait donner, spécialement en commentant certaines pages de l'évangile. L'Encyclique est en phase d'élaboration, car le Pape ne veut pas répéter des lieux communs de la doctrine sociale de l'Église mais veut apporter quelques éléments originaux, conformément aux défis de l'époque ; nous pensons au grand problème de la globalisation et aux autres problèmes qui affligent la communauté internationale, comme les émergences alimentaires, les changements climatiques. Ce sont tous des thèmes qui peuvent suggérer aussi une évaluation et une orientation de l'Église d'un point de vue moral. Cette Encyclique coûte beaucoup de fatigue. Je ne peux pas prévoir la date de publication. Certainement pour l'automne, je ne crois pas que nous pourrons faire à temps toutes les traductions pour l'été. D'autre part, ces grands messages du Pape sont toujours d'actualité, il n'est pas question de mois et d'années, mais il est important que les messages soient réceptibles et soient traduits par des attitudes concrètes. Nous pensons aussi au grand message du discours de l'ONU, qui est encore objet d’étude. Différents  séminaires d’étude sur le discours, soit aux Nations Unies que dans différentes parties du monde, sont prévus  ».

D : Pouvez-vous nous dire le titre de l'Encyclique ?

R : « Je ne sais pas encore si le titre restera « Caritas in Veritate ». L'incipit se décide sur la base du texte concret et complet. Pour l'instant c'est une hypothèse. Je ne veux pas dire que le titre sera sûrement celui-là, probablement oui et pour l'instant cette idée persiste, mais ensuite une autre inspiration peut venir ».
***
Benoît XVI invité officiellement par le Président Victor Yushchenko en Ukraine
Le président Victor Yushchenko, lors d'une rencontre qui a eu lieu dernièrement avec le secrétaire d’état du Vatican, le cardinal Tarcisio Bertone, a adressé une invitation au Pape Benoît XVI de se rendre en Ukraine. C'est ce que réfère le journal Sir, sur la base d'une note de la présidence ukrainienne.

''L'Ukraine - lit-on dans la note - apprécie profondément l'engagement du Pape pour promouvoir le respect des valeurs universelles et la paix dans le monde entier''. Selon ce que rapporte le communiqué, pendant la rencontre, le président a conféré au secrétaire d’état du Vatican la reconnaissance de l' ''Ordre du Prince Yaroslav le sage'', ''pour sa contribution personnelle à la propagation de la paix, de la justice et des droits de l'homme''.

Ensuite le président Yushchenko a adressé une invitation au Pape Benoît XVI à se rendre en Ukraine. De son côté, la délégation vaticane a exprimé son estime pour les efforts que le Pays accomplit pour améliorer les relations interconfessionnelles. Le Cardinal a également invité le président ukrainien à exercer une visite officielle au Vatican cette année.

Le voyage du secrétaire d’état du Vatican en Ukraine a commencé le 21 mai et s'est conclu lundi. Envoyé par Benoît XVI pour la béatification de sœur Vincenziana Marta Wiecka, qui a eu lieu samedi 24 mai à Leopoli, le Cardinal Bertone a visité la ville de Leopoli et de Kiev.

Source : Eucharistie Sacrement de la Miséricorde
Italian Cardinale Bertone: l'amore di Cristo vince la debolezza umana
May 26, 2008
Presiede in Ucraina il rito di beatificazione di una suora polacca.

LEOPOLI, lunedì, 26 maggio 2008 (ZENIT.org).- L'amore di Cristo è il mezzo per vincere le debolezze umane, ha affermato il Cardinale Tarcisio Bertone presiedendo questo sabato a Leopoli (Ucraina) il rito di beatificazione di suor Marta Maria Wiecka.

La religiosa polacca, della Società delle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli, morì di tifo dopo aver scelto di sostituire un assistente medico che doveva disinfestare la cella di isolamento di una malata nell'ospedale di Sniatyn.

L'atto eroico della suora “non è mai stato dimenticato”, ha affermato il Segretario di Stato secondo quanto riporta “L'Osservatore Romano”.

L'amore vince sempre, ha aggiunto, e la missione dei cristiani è “testimoniare la vittoria dell'Amore in ogni occasione della vita”.

L'amore del Signore testimoniato da suor Marta Maria Wiecka (1874-1904) “vince la debolezza umana e converte il cuore dell'uomo all'amore della vita, del prossimo, persino dei nemici”, ha spiegato il Cardinale, sottolineando che la religiosa offre un modello esemplare dell'importanza di “vivere l'uno al servizio dell'altro”, che tutti sono chiamati a imitare.

“Dio è Amore – ha proseguito –, e noi amiamo Lui, invisibile ai nostri occhi, se amiamo il prossimo che vediamo. Sino all'eroismo del sangue, se necessario”.

Di fronte ai Cardinali Lubomyr Husar – Arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyč – e Marian Jaworski – Arcivescovo di Lviv dei Latini –, all'Arcivescovo Ihor Voznyak, pastore dell'eparchia di Lviv degli Ucraini, a rappresentanti di Chiese cristiane, clero locale, religiose vincenziane, autorità locali, familiari della nuova beata e pellegrini giunti da ogni parte del Paese, il Cardinal Bertone ha affermato: “Si attua oggi il desiderio del popolo ucraino di elevare alla gloria degli altari una sua figlia, il cui sepolcro durante il periodo sovietico è stato simbolo dell'unità popolare e esempio di autentico dialogo ecumenico”.

Rivolgendosi alle consorelle di suor Marta Maria e agli operatori sanitari ucraini, il Segretario di Stato ha spiegato che “l'uomo è corpo e spirito: curando il fisico dolorante non dimenticate che per una guarigione vera e profonda di tutto l'uomo, è indispensabile tener conto anche delle esigenze spirituali dell'umana creatura”.

“Quanto è importante allora l'incontro con Dio per chi è degente e sofferente! – ha esclamato – . Quanto è importante che si difenda e si promuova sempre la cultura della vita e dell'amore, che contrasti efficacemente la cultura della morte con le sue tristi e preoccupanti manifestazioni”.

Suor Marta Maria, ha aggiunto, lascia in eredità un “inno alla Vita”, esortando “ad amare la vita umana e a difenderla in tutte le sue fasi dal concepimento al suo tramonto naturale”.

Il Cardinal Bertone è giunto in Ucraina venerdì. Dopo la cerimonia di benvenuto, il porporato ha visitato la cattedrale di Lviv dei Latini e ha incontrato l'Arcivescovo greco-cattolico di Lviv, monsignor Ihor Vozniak, una rappresentanza del clero locale e i seminaristi dell'Arcidiocesi di Leopoli a Briuhovychi.
English Cardinal: '05 Note on Homosexuals Applies to All Seminaries
May 23, 2008
Benedict XVI's secretary of state clarified that a 2005 Vatican document saying homosexual men should not be admitted to seminaries applies to religious congregations and Eastern Churches as well.

VATICAN CITY, MAY 22, 2008 (Zenit.org).- L'Osservatore Romano published the brief clarification from Cardinal Tarcisio Bertone, who said the Pope had approved the statement April 8.

The cardinal's clarification said the guidelines expressed in the 2005 letter from the Congregation for Catholic Education apply to "all houses of formation for the priesthood, including those under the Dicasteries for Eastern Churches, for the Evangelization of Peoples, and for the Institutes of Consecrated Life and Societies of Apostolic Life."

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On the Net:

Instruction Concerning the Criteria for the Discernment of Vocations with regard to Persons with Homosexual Tendencies in view of their Admission to the Seminary and to Holy Orders:

www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccatheduc/documents/rc_con_ccatheduc_doc_20051104_istruzione_en.html
English Cardinal Bertone Focuses on Pope's US Trip
Apr 10, 2008
The Vatican Secretary of State has held an interview with Fox News Channel about Pope Benedict XVI’s upcoming journey to the United States.

(09 Apr 08 - Vatican Radio) The Vatican Secretary of State has held an interview with Fox News Channel about Pope Benedict XVI’s upcoming journey to the United States.

The question and answer session with Cardinal Tarcisio Bertone lasted over an hour and touched on issues at the heart of Pope Benedict’s papacy to date, such as inter-religious dialogue and education. But it also looked at Vatican relations with the United States and as well as the Holy Father’s upcoming speech to the United Nations, in New York.

Cardinal Bertone noted “the Holy See and Washington share many common viewpoints. For example the sense of the value of religion, not only in private life but also in public life”. He commented that “religion is a deep rooted fact in American way of life, which is not the case in many European countries”.

The Cardinal said that another point of accord is defence of fundamental human rights, such as the right to life and protection of the family based on marriage between man and woman.
Describing the United States as a mosaic of peoples, Cardinal Bertone added that “both the Holy See and the United States are promoters of peaceful coexistence between religions and cultures”.

On other issues, added the Cardinal, there remains a “difference of opinion. While both support and promote democracy, the methods used to ensure democracy are diverse. For the Holy See, the only method is dialogue, even if it requires a lot of patience, because in the long term dialogue is the most effective means of ensuring democracy”.

Cardinal Bertone also addressed the issue of the child sex abuse scandal which has rocked the Church in the United States. Contrary to some media reports to date, the Cardinal said that Pope Benedict will address this problem, which he described as an “open wound”, during his address to priests in New York’s St Patrick’s Cathedral on April 19th. The Cardinal reiterated that abuse of a child is a “flagrant contradiction to the teachings of the faith” and a “scourge”, which even if a minority of priests are responsible for, is “felt by the Church in the entire world”. During his address, concluded Cardinal Bertone, Pope Benedict "will invite the entire Church, priests and lay faithful, to reconciliation , so a future of justice, reciprocal trust and healing may begin for the Church in the United States
English Pro-Press Pope Has High Hopes for Daily
Apr 08, 2008
Vatican Official Notes Importance of L'Osservatore Romano.

VATICAN CITY, APRIL 7, 2008 (Zenit.org).- The press plays a powerful role in the capacity of perceiving the real world, which is why Benedict XVI gives it priority, according to his secretary of state.

Cardinal Tarcisio Bertone spoke with L'Osservatore Romano about the Pope's interest in the role of the media, reflected not only when he refers to journalism in his messages, but also through his encouragement of the Vatican's semi-official newspaper.

L'Osservatore Romano is not just an internal publication of the Holy See, but "deserves to be known and read as a means of communication where each Christian can find faithful reproductions of the Pope's thought and the activities of the Holy See," noted the cardinal.

Cardinal Tarcisio Bertone -- in the paper's Italian Sunday edition -- noted the influence the press has in affecting popular perception of the world.

For example, he cautioned against the fallacy of describing the world as a global village, since in this "village" not all of the inhabitants enjoy the same opportunities in the realms of justice, material benefits, education and so on. "Precisely the capacity of perceiving the real world, so different than the virtual world, depends on the access to the new and traditional communications media."

"Thus it is evident the importance that Benedict XVI, so faithful to the Council that has pushed the Church in this new dimension, gives to information," he affirmed.

Even evangelization often passes through a filter created by the press, Cardinal Bertone said, which implies that the Church "has to be capable of announcing the Jesus of the Gospels and his message of salvation valuing as much as possible the techniques proper to the ever evolving field of communication."

Globalization and evangelization are, therefore, the framework for the renovation of L'Osservatore Romano that has taken place since its new director, Giovanni Maria Vian, took office in October, he said.

"I think L'Osservatore Romano is effectively trying to gradually fulfill the objectives set out by the Holy Father," Cardinal Bertone affirmed, pushing toward a "vigorous project that includes amplifying the use of technologies to consolidate a solid presence on the Internet, applying adequate marketing principles, perfecting the level of professionalism and achieving a place for itself with a unique and distinct voice, recognized and respected, in the arrangement of the international press."

Thus, the cardinal noted, it is understandable the "depth of the Pope's expectations and his sensitivity in desiring that the newspaper be a perfected instrument of dialogue and listening within the Catholic Church represented in its variety, but also in the colloquy with the other Churches and religions, with cultures, sciences and the new branches of investigation about man."
English Cardinal Bertone's Homily at Funeral of Chiara Lubich
Apr 03, 2008
She "Dedicated Herself to Kindling in Hearts the Fire of Love for God".

VATICAN CITY, APRIL 3, 2008 (Zenit.org).- Here is a translation of the homily Cardinal Tarcisio Bertone, the Pope's secretary of state, gave at the funeral Mass of the founder of Focolare, Chiara Lubich, who died March 14.

The funeral took place March 18 at the Basilica of St. Paul Outside the Walls.

* * *

Your Most Reverend Eminences, Your Most Reverend Excellencies, 
Distinguished Authorities, Dear Members of the Focolare Movement,
Dear Brothers and Sisters,

The First Reading presented for our meditation is the well-known passage from the Book of Job. This harshly-tried righteous man proclaimed, indeed, almost shouted: "I know that my Redeemer lives... from my flesh I shall see God... and my eyes shall behold [him], and not another". 
While we offer our final farewell to Chiara Lubich, holy Job's words remind us of the ardent desire for the encounter with Christ that marked her entire life. It marked even more intensely her last months and days, tried by the intensification of an illness that drained her of all physical energy, in a gradual ascent of Calvary, crowned by a sweet return to the Father's enfolding arms.

Chiara completed the last lap of her earthly pilgrimage accompanied by the prayer and affection of her followers, who encircled her in a great, uninterrupted embrace. Her last "yes" to the mystical bridegroom of her soul, Jesus "abandoned-Risen", was feeble but determined. Everything was then accomplished: her dream at the beginning had become true, her passionate longing was satisfied. Chiara is meeting the One she loved without seeing him, and full of joy can exclaim: "Yes, my Redeemer lives!".

The news of her death widely echoed in every milieu, caused deep mourning among thousands of men and women on the five continents, believers and non-believers, the powerful and the poor of this earth. Benedict XVI, who immediately sent his comforting Blessing, here renews through me the assurance of his participation in the profound grief of her spiritual family. 
Representatives of other Christian Churches and of different religions have joined the chorus of admiring esteem and deep participation. The mass media too have brought into the limelight the work she carried out, spreading evangelical love among people of different cultures, faiths and backgrounds. 
In fact, we can indeed say, Chiara Lubich's life was a song of praise to God's love, to God who is Love.

Dwelling in love and in God

"He who abides in love abides in God, and God abides in him". How often did Chiara meditate upon these words and how frequently did she return to them in her writings, for example, in the Words of Life on which hundreds of thousands of people have drawn for their spiritual formation! There is no other way to know God and to give meaning and value to human existence.

Love alone, divine Love, makes us capable of "generating" love, of loving even our enemies. This is the Christian newness, in this lies the whole Gospel. 
But can we live Love? After the Last Supper, in the moving farewell to the Apostles -- we have just heard it --, Jesus prayed "that they may all be one". Thus, it is Christ's prayer that sustains his friends on their journey in any age. It is his Spirit that gives birth to witnesses of the living Gospel in the Church; again, it is he, the living God, who leads us in times of sadness and doubt, of difficulty and suffering.
Those who entrust themselves to him fear nothing, neither the hardship of the voyage on stormy seas nor obstacles or adversities of any kind.

Those who build their house on Christ are building on the rock of Love that sustains all, exceeds all, conquers all.
The 20th century is dotted with the bright stars of this divine love. Consequently, it should not be remembered solely for the marvelous breakthroughs achieved in the fields of science and technology and for economic progress, which has not eliminated, however, the unjust division of resources and goods between peoples but on the contrary has sometimes even accentuated it.

The 20th century will not pass into history merely because of the efforts made to build peace, which unfortunately have not prevented horrendous crimes against humanity, and conflicts and wars that never cease to bathe vast regions of the earth in blood.

Although the last century was fraught with contradictions, it is the century in which God brought forth innumerable, heroic men and women who, while they alleviated the wounds of the sick and the suffering and shared the destiny of the little, the poor and the lowly, dispensed the bread of charity that heals hearts, opens minds to the truth and restores trust and enthusiasm to lives broken by violence, injustice and sin.

The Church already identifies some of these pioneers of charity as Saints and Blesseds: Fr Guanella, Fr Orione, Fr Calabria, Mother Teresa of Calcutta and even more. It was also the century when new Ecclesial Movements were born, and Chiara Lubich found room in this constellation for a charism that was quite her own and distinguished her apostolic action.
The Foundress of the Focolare Movement, in her own silent, humble style, did not create institutions for social assistance and human advancement, but dedicated herself to kindling in hearts the fire of love for God.

She formed individuals who were love itself, who lived the charism of unity and communion with God and with their neighbour; people who spread "love-unity" by making themselves, their homes and their work a "focolare" [hearth] where divine love burns contagiously and sets ablaze all who are close to it. 
This is a mission possible to everyone because the Gospel is within everyone's reach: Bishops and priests, children, young people and adults, consecrated and lay people, married couples, families and communities, all are called to live the ideal of unity: "that they may all be one!".

Bringing the Gospel to life

In the last interview she granted, which was published in the final days of her agony, Chiara said: "The vital sap of the Mystical Body of Christ is the wonder of reciprocal love". 
The Focolare Movement is thus committed to living the Gospel to the letter: "the most powerful and effective social revolution". From it were launched the "New Families" and "New Humanity" Movements, the publishing house Città Nuova, the Citadel of Loppiano and other citadels of witness on the different continents, as well as lay branches such as the "Volunteers of God". 
In the climate of renewal brought about by the Pontificate of Blessed John XXIII and the Second Vatican Council, her courageous ecumenical openness and quest for interreligious dialogue could come to fruition. 
Catering for the years of youthful defiance, the "GEN Movement" catalyzed thousands and thousands of young men and women, fascinating them with the ideal of Gospel love, then extending its radius of action with "Young People for a United World".

In order to present the Gospel unabridged to children and youth, Chiara founded the Movement "Youth for Unity". 
In Brazil, in response to the plight of those who lived on the outskirts of the great megalopolises, she inaugurated the project of an "Economy of Communion in Freedom", advancing a new theory and economic praxis based on brotherhood, for sustainable development for the benefit of all. 
May it please the Lord to favour many scholars and financial agents to assume the economy of communion as a serious resource in order to plan a new shared world order! 
And how many other meetings did she organize with representatives of the different religions, of politics and of the world of culture! 
"Mariapolis", Mary's city, is the name that Chiara Lubich chose to give to the meetings and proposals of a society renewed by Gospel love. 


Why should they be called Mary's City? Because for Chiara, Our Lady was "the most precious key for entering the Gospel". And perhaps this is why she was able to highlight the Church's own "Marian profile" effectively and constructively. 
Chiara decided to entrust her work to Mary by giving it her own name: "Work of Mary". The Work, Chiara therefore affirmed, "will remain on the earth like another Mary: totally Gospel, nothing but the Gospel and, since it is the Gospel, it will never die". 
And how would it be possible not to imagine that the Holy Virgin herself accompanied Chiara on her arrival at the quay of eternity?

Dear brothers and sisters, let us continue with the Eucharistic celebration, bringing to the altar our "thank you" to the Lord for the witness which this sister in Christ has bequeathed to us, for her prophetic intuitions which preceded and prepared the great changes in history and the extraordinary events that the Church experienced in the 20th century. Let us join our gratitude to Chiara's. Reflecting on all the gifts and all the graces she received, Chiara said that when presented to God, and the Lord would ask her her name, she would simply answer: "my name is Thank you. Thank you, Lord, for everything and for always".

It is up to us, and especially to her spiritual children, to continue the mission she began. From Heaven, where we like to think she has been welcomed by Jesus, her Bridegroom, she will continue to walk beside us and help us. 
Today, while we take our leave of Chiara with affection, let us listen to these words, in her voice, which she often repeated:
"I would like the Work of Mary, at the end of time when, compact, it will be waiting to appear before the abandoned and Risen Jesus, to be able to say to him -- making its own the words of the Belgian theologian Jacques Leclercq that never cease to move me: "On your day, my God, I shall come towards you.... I shall come towards you, my God... and with my most insane dream: to bring the world to you in my arms'". 
This was Chiara's dream. May this also be our constant wish: "Father... that they may all be one... so that the world may believe". 
Amen!
French En ce dimanche de la Divine Miséricorde, le cardinal Tarcisio Bertone a célébré la Messe dans l'église de Santo Spirito in Sassia
Mar 31, 2008
Cité du Vatican, le 31 mars 2008  - E.S.M. - En ce dimanche de la Divine Miséricorde, le cardinal Tarcisio Bertone a célébré la Messe dans l'église de Santo Spirito in Sassia. Comme l'a dit le pape Benoît XVI en adressant ses salutations aux participants, en ce dimanche de la Divine Miséricorde, le cardinal Tarcisio Bertone a célébré ce matin la Messe dans l'église de Santo Spirito in Sassia, où il existe un centre de spiritualité qui s'inspire du charisme de sainte Faustine Kowalska.

Comme l'a rappelé le pape Benoît XVI en adressant ses salutations aux participants, en ce dimanche de la Divine Miséricorde,"le cardinal Tarcisio Bertone a célébré dimanche matin la Messe dans l'église de Santo Spirito in Sassia, où il existe un centre de spiritualité qui s'inspire du charisme de sainte Faustine Kowalska. L'archevêque, Stanislaw Dziwisz, a célébré dans le sanctuaire de la Divine Miséricorde de Cracovie en même temps.

"J'adresse un salut cordial aux nombreux pèlerins qui, en cet instant, sont rassemblés Place Saint Pierre, de manière particulière ceux qui ont pris part à la Sainte Messe célébrée dans l'église de Santo Spirito in Sassia par le Cardinal Tarcisio Bertone, à l'occasion de la fête de la Divine Miséricorde. Chers frères et sœurs, que l'intercession de Sainte Faustine et du serviteur de Dieu, Jean Paul II, vous aide à être des témoins authentiques de l'amour miséricordieux" a déclaré Benoît XVI après la prière mariale.

Dans son homélie consacrée à la Divine Miséricorde et à la  polonaise mystique contemporaine, le cardinal Tarcisio Bertone a  voulu rendre hommage à l'extraordinaire engagement apostolique de la communauté liée à l'Église de Santo Spirito in Sassia.

« Par le désir du bien-aimé Pontife Jean-Paul II, ce dimanche a été appelé Dimanche de la Divine Miséricorde. Dans ces années, depuis que cette belle église de Santo Spirito in Sassia est devenue un centre de rayonnement du culte à la Divine Miséricorde lié à Sainte Faustine Kowalska, on a développé ici de plus en plus, un vaste et intense mouvement de prière et d'animation spirituelle ».

Le cardinal a ensuite rappelé qu'aujourd’hui se termine l'octave de Pâques, avec le Dimanche in Albis, qui rappelle l'ancienne tradition de ceux qui, lors de la  veillée Pascale, recevaient le don du Baptême en revêtant une tunique blanche qu'ils portaient toute la semaine entière. Mgr Bertone a soutenu que le message de miséricorde appelle tous à une vie nouvelle grâce auquel on renaît. Et sœur Faustina Kowalska a été un messager de cette puissance rénovatrice. Un événement humain que le Secrétaire d'État du Vatican a rappelé avec des paroles utilisées par Jean-Paul II à l’occasion de la Canonisation de l'humble sœur polonaise :

« La lumière de la miséricorde divine, que le Seigneur a presque voulu remettre au monde à travers le charisme de Sœur Faustyna, illuminera le chemin des hommes du troisième millénaire ».

Il aimait répéter que « l'humanité ne trouvera pas la paix, tant qu'elle ne se tournera pas avec confiance vers la divine miséricorde ». Une Tension spirituelle universelle que Mgr Bertone décrit en citant le petit Journal de la religieuse, où elle exprime toute sa douleur pour les souffrances de son prochain. Un Amour au-delà des frontières de l'histoire personnelle, qui selon le cardinal, indique  notre salut :

"L'humanité divisée a besoin de paix et de pardon. Il n'y a pas de vraie paix sans pardon, c'est pourquoi il faut désamorcer la potentialité de colère et de guerre qui est en nous''. C'est ce qu'a déclaré le Cardinal Tarcisio Bertone. ''Comment sera l'avenir de l'homme - a demandé le cardinal ? - Il est certain qu'auprès de nouveaux progrès, les expériences douloureuses ne manqueront pas, mais avec la miséricorde de Dieu nous serons éclairés tout au long de notre chemin''.

''Aujourd'hui - a dit encore Mgr Bertone - il y a beaucoup de méfiance entre les hommes, soit envers ceux que nous connaissons, soit envers ceux que nous ne connaissons pas et même entre nous chrétiens. L'image de la première communauté des disciples où régnait un Amour réciproque doit nous servir à nous projeter elle et comprendre le secret de cette communauté. Si nous n'ouvrons pas notre cœur au Christ pour le pardon - a conclu le cardinal - nous ne pouvons pas renouveler notre existence, de plus en plus compromise par le mal. Ne désespérons jamais parce que l'homme même le plus grand pécheur, peut obtenir la paix du cœur. A nous qui n'éprouvons que méfiance vis à vis de l'évolution de la vie, le Christ nous invite à avoir toujours l'espérance pour changer. Seul l'Amour de Dieu changera le monde ''.

« Dans cette recherche de l'Amour, est notre salut. La rencontre avec la Divine Miséricorde nous ouvre les yeux du cœur parce que nous pouvons reconnaître le visage d'un Dieu qui à travers le sacrifice de son Fils, attire à lui l'humanité entière. Seul l'Amour de Dieu sauvera le monde ! Que votre église, qui s'élève dans le cœur même de la catholicité, puisse être une oasis d'espérance pour tant d'hommes et de femmes à la recherche de la paix, à la recherche de Dieu ».

Le cardinal Bertone a conclu en adressant sa prière à Marie, Mère de Miséricorde.

« Que son Esprit Saint renouvelle et transforme même les humaines existences plus compromises et déviées. Celui-ci est le don de la Divine Miséricorde ! La paix, que Jésus offre aux Apôtres en apparaissant, est donc le fruit du pardon divin, est don la miséricorde divine ».
Source : Eucharistie Sacrement de la Miséricorde
French Obsèques de Chiara Lubich présidées par le Cardinal Bertone
Mar 19, 2008
Cité du Vatican, le 19 mars 2008  - E.S.M. - Chiara Lubich a été l'expression " d'un catholicisme doux " a souligné le Cardinal Tarcisio Bertone, Secrétaire d'État du Vatican, juste au début de la Messe des obsèques de la Fondatrice du Mouvement des Focolari, Chiara Lubich, qu'il présidait dans la Basilique de Saint Paul Hors les Murs. Puis le message du Pape Benoît XVI, qui a dit qu'il "prenait part spirituellement" aux funérailles, a été lu par le cardinal.

Pour Benoît XVI, Chiara Lubich a été un messager d'espoir et de paix

Chiara Lubich a été l'expression "d'un catholicisme doux" a souligné le Cardinal Tarcisio Bertone, Secrétaire d'État du Vatican, juste au début de la Messe des obsèques de la Fondatrice du Mouvement des Focolari, Chiara Lubich, qu'il présidait dans la Basilique de Saint Paul Hors les Murs, en présence d'environ 40.000 personnes.

"Son ardent désir de la rencontre avec le Christ - a souligné le cardinal - a marqué son existence tout entière, et encore plus intensément ses derniers mois et ses jours éprouvés par l'aggravation du mal qui lui a ôté toute énergie physique, dans une ascension du Calvaire qui s'est terminée dans le doux retour dans le sein du Père". Dans l'Homélie, le Cardinal Bertone a rappelé que Chiara" a parcouru l'étape finale du pèlerinage terrestre accompagnée par la prière et l'affection des siens.

"La nouvelle de sa mort - a fait remarquer le cardinal - a suscité un vaste écho de Condoléances dans tous les milieux, parmi des milliers d'hommes et femmes des cinq continents, croyants ou pas, puissants et pauvres de la terre. Benoît XVI, qui a vite fait parvenir sa bénédiction réconfortante, maintenant à travers moi, renouvelle l'assurance de sa participation à la grande douleur de sa famille spirituelle". Des "représentants d'autres Églises chrétiennes et de différentes religions - a-t-il ajouté - se sont unis en chœur. Même les medias ont mis en lumière le travail accompli par elle en répandant l'Amour évangélique entre des personnes de culture, de foi et de formation différente". Comme Mère Teresa de Calcutta et ''d'autres déjà Saints et Bienheureux'', Chiara Lubich, a poursuivi le Cardinal Tarcisio Bertone, a répandu l'Amour du Christ dans un ''siècle, le XXe, marqué par des crimes et des tourments''. Et en ce jour de ses funérailles, le Secrétaire d'État a voulu  "rendre grâce au Seigneur pour le témoignage que nous laisse cette sœur dans le Christ, pour ses intuitions prophétiques qui ont précédé et préparé de grands changements de l'histoire et les évènements extraordinaires qu'a vécu l'Église au cours du XXe siècle". "Notre merci - a-t-il ajouté - s'unit à celui du pape Benoît XVI, comme nous l'avons entendu, s'unit aussi à celui de Chiara. En considérant tant de dons et tant de grâces reçues, Chiara disait que lorsqu'elle se présenterait devant Dieu et le Seigneur lui aurait demandé son nom, elle aurait répondu simplement : mon nom est Merci. Merci, Seigneur, pour tout et à jamais ".

"En dépit de ses nombreuses contradictions, a également dit le cardinal Bertone dans son homélie, le siècle dernier a vu Dieu inspirer de nombreux hommes et femmes héroïques; personnes qui tentaient de soulager la douleur des malades et de partager le sort des petits, les pauvres et des derniers, ceux qui ont partagé le pain de la charité qui guérit le cœur, ouvre l'esprit à la vérité, qui redonne confiance, élan à des vies brisées par la violence, l'injustice et le péché". Certains de ces pionniers de la charité sont déjà saints et bienheureux de l'Église, des personnes comme le père Guanella, Fr. Orione, Fr. Calabre, Mère Teresa de Calcutta et tant d'autres "

Le siècle dernier a été également le siècle où de nouveaux mouvements ecclésiaux sont nés. Et Chiara Lubich a sa place dans cette constellation avec un charisme qui lui est propre et qui marque sa physionomie et son action apostolique", a t-il ajouté.

"La fondatrice du Mouvement des Focolari n'a pas créé une association humanitaire ou de protection sociale, mais avec sa manière humble, s'est consacrée à allumer le feu de l'amour de Dieu dans le cœur des gens. Elle a motivé les personnes à être elles-mêmes l'amour, de vivre le charisme de l'unité et de la communion avec Dieu et avec leurs prochains, pour répandre l'amour et l'unité en faisant eux-mêmes, de leur foyer et de leur travail un focolari, un foyer dans lequel, en brulant, l'amour devient contagieux et illumine tout ce qui est autour ; une mission que chacun peut mener à bien parce que l'évangile est à la portée de chacun d'entre nous : les évêques et les prêtres, les jeunes, les adolescents et les adultes, les personnes consacrées et les laïcs, les époux, les familles et les communautés, tous appelés à vivre l'idéal de l'unité qui est de faire en sorte que tous soient un!” En effet, dans sa dernière interview au cours de sa longue agonie, Chiara a dit que "le miracle de l'amour mutuel est la sève vitale du Corps mystique du Christ".

"Aujourd'hui, alors que nous lui disons au revoir avec affection, nous entendons à nouveau de sa propre voix, les paroles, qu'elle aimait répéter souvent. Je voudrais qu'à la fin des temps l'Opera di Maria (Oeuvre de Marie), quand elle sera dans l'attente de comparaître devant Jésus abandonné et ressuscité puisse lui répéter s'appropriant les paroles qui toujours m'émeuvent du théologien belge Jacques Leclercq : Ton jour, mon Dieu, je viendrai vers toi... Je viendrai vers toi, mon Dieu (...) Et avec mon rêve le plus fou, je vais t'apporter le monde entre tes bras."Voilà le rêve de Chiara, qu'il soit aussi notre désir: " Père, que tous soient un afin que le monde croie".

Le don de Chiara Lubich a été "un service silencieux et incisif, toujours en syntonie avec le magistère de l'Église". C'est ce que le pape Benoît XVI a affirmé dans le Message lu par Cardinal Bertone au cours de la célébration. " Chiara et l'Œuvre de Marie ont cherché à répondre toujours avec une fidélité docile à chaque appel et désir des Papes : le lien ininterrompu avec mes vénérés prédécesseurs - écrit le pape - du serviteur de Dieu Pie XII au Bienheureux Jean XXIII, aux Serviteurs de Dieu Paul VI, Jean-Paul ler et Jean-Paul II, en est let témoignage concret". "Au contraire, en regardant les initiatives qu'elle a suscitées - ajoute Benoît XVI - on pourrait même affirmer qu'elle avait presque la capacité prophétique de les comprendre et de les réaliser en avance. Son héritage passe maintenant à sa famille spirituelle : que la Vierge Marie, modèle constant de référence pour Chiara, aide chaque membre des Focolari à poursuivre sur le même chemin en contribuant en contribuant à faire en sorte que, comme l'écrivit le cher Jean-Paul II au lendemain du Grand Jubilé de l'An 2000, que l'Église soit toujours plus maison et école de communion."

À l'arrivée dans la Basilique, le cercueil de la dépouille de Chiara Lubich a été accueilli par de longs applaudissements. Avant le début de la cérémonie Eucharistique, les représentants de différentes ethnies et religions ont témoigné de leur souvenir ému de la Fondatrice des "Focolari" disparue à l'âge de 88 ans après un long traitement pour insuffisance respiratoire à la Policlinique " Gemelli de Rome ". Chiara Lubich, avant de quitter cette terre, avait demandé de pouvoir mourir dans sa " Mariopoli " de Rocca di Papa, son domicile.

En Chiara Lubich nous avons eu une ''présence charismatique'' et ''inspirée'' de Dieu. Le métropolite Gennadius Zervos, archevêque orthodoxe d'Italie (Patriarcat œcuménique de Constantinople), a voulu également apporter son témoignage sur Chiara Lubich avant le début de la cérémonie. Pour le représentant orthodoxe Chiara voyait et considérait chaque homme comme une ''icône de Dieu'' : ''chacune de ses œuvres est devenue un exemple concret de l'Amour, de unité et de de paix''.  

Avec le Cardinal Bertone - représentant du Pape Benoît XVI pour présider les obsèques - seize cardinaux, parmi lesquels est arrivé de Cracovie, Mgr Stanislao Dziwisz, pendant plus de vingt ans, secrétaire personnel de Jean-Paul II et ami Chiara Lubich, ont concélébré. Le président de la CEI, Angelo Bagnasco, le vicaire du Pape pour la diocèse de Rome, Camillo Ruini, l'archevêque de Florence, Ennio Antonelli, le Préfet de la congrégation pour le culte divin et la discipline des sacrements Francis Arinze, l'Archiprêtre de la Basilique de Saint Paul hors les Murs Andrea Cordero Lanza de Montezemolo, le Préfet de la congrégation pour l'Evangélisation des peuples, Ivan Dias, le Président du Conseil Pontifical pour l'unité des chrétiens, Walter Kasper, le Préfet de la congrégation pour le clergé, Claudio Hummes, le Préfet des églises orientales Leonardo Sandri, l'ex secrétaire d'État du Vatican, Angelo Sodano, le président du Conseil Pontifical pour les laïques, Stanislao Rylko et l'archevêque de Prague, de Miloslav Vlk. Parmi les évêques, Mgr Vincenzo Paglia, Gianfranco Ravasi, Paolo Romero, Giuseppe Detori, Giancarlo Bregantini. Les politiciens qui ont participé aux obsèques étaient également nombreux :

Chiara Lubich a terminé son voyage sur terre

Message du pape Benoît XVI lu par le cardinal Tarcissio Bertone
Message de Benoît XVI à l'occasion des obsèques de Chiara Lubich
Source : Eucharistie Sacrement de la Miséricorde
French Ce que le pape Benoît XVI ne fait pas, le card. Bertone s'en charge
Mar 15, 2008
Rome, le 14 mars 2008 - Sept voyages en neuf mois. A Cuba, en Arménie et en Azerbaïdjan pour les derniers. Pour défendre les intérêts de l’Église selon l'art du réalisme politique. Ce que le pape Benoît XVI ne fait pas, son secrétaire d'état s'en charge texttexttexttexttexttext

Tarcisio Bertone, le cardinal à la valise http://eucharistiemisericor.free.fr

Sept voyages en neuf mois. A Cuba, en Arménie et en Azerbaïdjan pour les derniers. Pour défendre les intérêts de l’Église selon l'art du réalisme politique. Ce que le pape ne fait pas, son secrétaire d'état s'en charge

par Sandro Magister

Dans le monde entier, Jean-Paul II a laissé le souvenir d’un grand voyageur. Pas Benoît XVI. Ses  déplacements hors de Rome sont rares et mesurés.

En revanche, son secrétaire d’état, le cardinal Tarcisio Bertone, voyage énormément.

En neuf mois seulement, de juin 2007 à aujourd’hui, Bertone a accompli sept voyages à l’étranger, d’une durée totale de 36 jours. Deux fois en Pologne, à la mi-juin e t à la mi-septembre, au Pérou du 24 au 30 août, à Fatima du 12 au 14 octobre, en Argentine du 9 au 13 novembre, à Cuba du 21 au 26 février, en Arménie et en Azerbaïdjan du 4 au 9 mars.

Rien ne l’arrête. La veille de son arrivée au Pérou, le pays a été secoué par un tremblement de terre. En Arménie, des émeutes dans les rues – avec le couvre-feu correspondant – ne l’ont amené à retarder son départ que de deux jours. Il a également visité l’Azerbaïdjan, en guerre avec son voisin arménien. Bertone s’est rendu à Cuba précisément au moment où Fidel Castro se retirait de la présidence de l’île au profit de son frère Raúl.

Chaque voyage prévoit un agenda extrêmement chargé. Le cardinal secrétaire d’état rencontre des autorités politiques, diplomatiques, académiques, des évêques, des prêtres, des religieux, des fidèles, des chefs d’autres confessions chrétiennes ou d’autres religions. Il visite des diocèses et des couvents, il inaugure des églises, entre dans des synagogues et dans des mosquées. Il célèbre, il prêche, il a un discours pour chacun.

Il n’y a pratiquement aucune différence entre ce que faisait Jean-Paul II à chacun de ses voyages et ce que fait le cardinal Bertone aujourd’hui.

C’est comme s’il voyageait à la place de Benoît XVI. De retour de Cuba, Bertone a déclaré dans une interview accordée à “L’Osservatore Romano“:

“C’était impressionnant et émouvant de voir tant de personnes – des enfants, des adultes, des familles – rangées le long des routes qu’empruntait le cortège du secrétaire d’état. Ils lui faisaient signe de la main, ils applaudissaient. Ils criaient: Vive le pape “.

Le bureau de presse du Saint-Siège lui-même traite désormais les voyages du cardinal secrétaire d’ét