Eugênio de Araújo Cardinal Sales Eugênio de Araújo Cardinal Sales
Function:
Archbishop Emeritus of São Sebastião do Rio de Janeiro, Brazil
Title:
Cardinal Priest of S Gregorio VII
Birthdate:
Nov 08, 1920
Country:
Brazil
Elevated:
Apr 28, 1969
More information:
www.catholic-hierarchy.org
Send a text about this cardinal »
View all articles about this cardinal »
Italian Il tallone d’Achille delle politiche basate sul preservativo
Mar 26, 2007
Castità e fedeltà si dimostrano invece più efficaci.

ROMA, domenica, 25 marzo 2007 (ZENIT.org).- Ancora una volta la Chiesa cattolica si trova sotto tiro per la sua opposizione all’uso del preservativo.

Il Presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva ha di recente accusato la Chiesa di ipocrisia in relazione alla questione del preservativo, nell’ambito di un evento organizzato dal Ministero della Salute brasiliano, secondo quanto riportato dalla Reuters il 12 marzo.

L’agenzia ha anche reso nota la risposta – apparsa in un articolo di stampa – del Cardinale Eugênio de Araújo Sales, Arcivescovo di Rio de Janeiro in pensione, nella quale egli critica il programma del Governo sui preservativi. La politica di massiccia distribuzione del profilattico, scrive, promuove la cultura della promiscuità sessuale.

Anche un comunicato emesso dalla Commissione episcopale sulla famiglia e la vita del Brasile respinge le accuse mosse dal Presidente Lula. La Commissione ha insistito sulla necessità di educare gli adolescenti a principi morali sani.

I Governi di molti Paesi si dimostrano sempre più propensi a promuovere la massiccia distribuzione del preservativo, nel tentativo di ridurre le gravidanze tra le adolescenti e la diffusione delle malattie sessualmente trasmesse. L’Evening News di Edimburgo, in un articolo del 16 gennaio, ha riferito che in Scozia il preservativo viene distribuito persino ai ragazzi di 13 anni.

Il quotidiano ha riportato i dati ottenuti grazie alla legge sulla libertà di informazione, secondo i quali nel 2005 sono stati distribuiti gratuitamente un totale di 53.638 preservativi ai ragazzi tra i 13 e i 15 anni ad Edimburgo e dintorni.

Simon Dames, portavoce della Chiesa cattolica in Scozia, ha commentato questo programma osservando l’incoerenza di una politica del Governo che vieta il fumo ai minori di 18 anni e che allo stesso tempo promuove l’attività sessuale distribuendo preservativi a coloro che sono ancora al di sotto dell’età minima – 16 anni – prevista dalla legge per il consenso all’attività sessuale.

Negli Stati Uniti, il Cardinale di New York Edward Egan e il Vescovo di Brooklyn Nicholas Di Marzio hanno criticato, in una dichiarazione congiunta, il governo cittadino per aver distribuito gratuitamente preservativi nel giorno di San Valentino, secondo l’Associated Press del 16 febbraio.

La dichiarazione dei Vescovi afferma che l’unico modo per proteggere le persone dalle malattie sessualmente trasmesse è rappresentato dall’astinenza prematrimoniale e dalla fedeltà coniugale.

Le autorità sanitarie di Washington, D.C. hanno anch’esse distribuito 250.000 preservativi nella settimana precedente il giorno di San Valentino, secondo quanto riportato dal Washington Post il 16 febbraio.

Sostegno alla posizione della Chiesa

Secondo il Cardinale Javier Lozano Barragán, presidente del Pontificio Consiglio per la Salute, l’astinenza prematrimoniale e la fedeltà coniugale sono metodi ben più efficaci per la prevenzione dell’Aids. Il Cardinale ha formulato questa posizione in una conferenza sull’Aids che si è svolta a Roma, secondo l’Associated Press del 20 dicembre.

Cresce, intanto, la mole degli elementi a sostegno della dichiarazione del porporato. Il 2 marzo il Washington Post ha pubblicato un lungo articolo in cui si esamina l’esperienza del Botswana, in relazione all’Aids.

Il quotidiano ha osservato che secondo un certo numero di studi l’abitudine ad avere rapporti sessuali con più partner costituisce “il meccanismo più efficace per diffondere una malattia mortale in un continente vulnerabile”.

Il Washington Post ha citato un rapporto elaborato nel luglio del 2006 da alcuni esperti e funzionari del Sudafrica sull’Aids, in cui si considera “la riduzione del numero di partner multipli e contemporanei” la priorità assoluta nella prevenzione della diffusione dell’HIV. Nella regione si registra il 38% di tutte le infezioni di HIV nel mondo.

L’articolo rileva che il Botswana ha seguito per molti anni la politica raccomandata dagli esperti internazionali di promozione del preservativo e di distribuzione di farmaci antiretrovirali. Tutto senza esiti positivi. Il tasso di contagio di HIV nel Paese è tra i maggiori nel mondo. Circa il 25% della popolazione è attualmente infetta.

Le campagne di promozione della fedeltà non sono mai state promosse seriamente in Botswana, osserva il Washington Post, mentre il preservativo lo è stato. Nel Paese è stata intrapresa una campagna da 13,5 milioni di dollari (10 milioni di euro) per la promozione del preservativo, grazie al sostegno finanziario della Fondazione Bill & Melinda Gates e la società farmaceutica Merck. L’ammontare speso per la promozione del profilattico è stato di 25 volte superiore rispetto a quanto è stato speso per i programmi sull’astinenza.

“Il massiccio uso del preservativo non è riuscito a ridurre gli alti tassi di infezione da HIV”, conclude l’articolo. “Essi sono invece aumentati di pari livello, fino ad arrivare ad essere entrambi tra i più elevati in Africa”.

Cambiamenti di comportamento

La maggiore efficacia dei programmi diretti a modificare il comportamento delle persone, rispetto a quelli di distribuzione dei preservativi, viene riconosciuta sempre di più da parte degli esperti sanitari.

L’11 marzo 2006, il British Medical Journal ha pubblicato un articolo intitolato “Risk Compensation: The Achilles’ Heel of Innovations in HIV Prevention?”.

Scritto da un’équipe diretta da Michael Cassell, l’articolo osserva che mentre i farmaci e le altre misure possono aiutare a ridurre la diffusione dell’HIV, questi possono anche frenare il cambiamento verso comportamenti più sani, diminuendo la percezione del rischio tra la gente.

Le campagne di promozione del preservativo, unite ad una ridotta percezione del rischio, “possono aver contribuito ad un loro uso incostante, cosa che comporta uno scarso effetto protettivo, nonché a trascurare il rischio derivante da rapporti sessuali con più partner”, osserva l’articolo.

Gli autori hanno anche osservato che da alcuni studi svolti in vari Paesi occidentali risulta che la prospettiva di poter disporre di maggiori trattamenti antiretrovirali “si associa ad un significativo aumento nei comportamenti a rischio”.

Già prima di questa conferma della necessità di puntare al cambiamento nel comportamento sessuale, analoghe conclusioni erano emerse da uno studio svolto sulla popolazione rurale dello Zimbabwe tra il 1998 e il 2003. Un articolo intitolato “Understanding HIV Epidemic Trends in Africa”, pubblicato il 3 febbraio 2006 sulla rivista Science, riferisce sulle conclusioni di questo studio.

Gli autori Richard Hayes e Helen Weiss hanno scritto che una riduzione nella diffusione dell’HIV è stata ottenuta grazie ai cambiamenti nel comportamento sessuale. I cambiamenti hanno riguardato principalmente il ritardare l’inizio dell’attività sessuale da parte degli adolescenti e la riduzione del numero dei partner sessuali casuali.

Un tema connesso a questo dibattito è quello della promozione dell’astinenza. Le conseguenze negative derivanti dal precoce avvio alla vita sessuale sono state sottolineate in un articolo pubblicato nell’edizione di febbraio del Journal of Youth and Adolescence.

L’articolo, dal titolo “Adolescent Sexual Debut and Later Delinquency”, di Stacy Armour e Dana Haynie, osserva che la questione degli effetti negativi derivanti dai rapporti sessuali extraconiugali rappresenta un punto controverso nel dibattito relativo alla eventuale promozione dell’astinenza. Ad oggi, tuttavia, la ricerca si è concentrata poco su questo tema.

Armour e Haynie hanno utilizzato i dati del National Longitudinal Survey of Adolescent Health per esaminare i legami tra l’età di inizio dell’attività sessuale e gli eventuali successivi problemi di delinquenza. Lo studio ha preso in esame circa 12.000 studenti e le conclusioni sono state messe in relazioni ad alcune variabili quali l’età, l’etnia di appartenenza e la struttura familiare.

Tra le conclusioni tratte dallo studio vi è quella secondo cui la prematura iniziazione all’attività sessuale aumenta i rischi di delinquenza. Analogamente, ritardare l’attività sessuale rispetto ai propri coetanei “assicura una maggiore protezione e riduce il rischio di successivo coinvolgimento delinquenziale”. Gli effetti, negativi o positivi che siano, si ripercuotono oltre l’età adolescenziale e persistono fino a quella adulta.

Una soluzione sostenibile

I Vescovi africani hanno sottolineato l’importanza di trovare una soluzione fondata su una visione integrale della persona umana, in un messaggio pubblicato per la Giornata mondiale dell’Aids del 1° dicembre scorso.

Il documento è stato pubblicato dal Catholic Information Service for Africa il 21 novembre e sottoscritto dall’Arcivescovo John Onaiyekan di Abuja, in Nigeria, presidente del Symposium of Episcopal Conferences of Africa and Madagascar.

“Noi Vescovi cattolici dell’Africa esortiamo ognuno a considerare le cause profonde di questa pandemia”, hanno dichiarato. Il problema non è solo medico o tecnico, ma implica questioni morali più profonde. Oltre ad impegnare la Chiesa nel fornire servizi sanitari per i malati, il documento sottolinea la necessità di annunciare il messaggio del Vangelo.

“Nell’ambito della missione della Chiesa di rivolgersi all’intera persona, in tutte le sue dimensioni della vita, sentiamo la particolare responsabilità di rivitalizzare gli importanti valori morali nelle nostre società”, aggiunge il documento. “Questo è ciò che porterà ad una soluzione vera e sostenibile dell’Aids in Africa”.

Un’affermazione che purtroppo continua a non trovare riscontro nell’operato di molti Governi ed organizzazioni.
15 READERS ONLINE
INDEX
back to the first page
printer-friendly
CARDINALS
in alphabetical order
by country
Roman Curia
under 80
over 80
deceased
ARTICLES
last postings
most read articles
all articles
CONTACT
send us relevant texts
SEARCH