Eugênio de Araújo Cardinal Sales Eugênio de Araújo Cardinal Sales
Function:
Archbishop Emeritus of São Sebastião do Rio de Janeiro, Brazil
Title:
Cardinal Priest of S Gregorio VII
Birthdate:
Nov 08, 1920
Country:
Brazil
Elevated:
Apr 28, 1969
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Spanish Cardenal fue espiado por dictadura argentina
Mar 03, 2008
El cardenal emérito de Río de Janeiro, Eugenio Sales, reveló que agentes de la dictadura militar argentina se infiltraron en Brasil en los años 70 para boicotear su labor a favor de los refugiados políticos sudamericanos.

BRASILIA, 2 (ANSA) - La presencia de espías enviados por el régimen del dictador argentino Jorge Rafael Videla era constante, afirmó Sales en una entrevista publicada hoy en el diario O Globo.
   
Los objetivos de los agentes argentinos que actuaban en Rio de Janeiro era seguir a los disidentes, en ocasiones secuestrarlos y sabotear las labores humanitarias de la Iglesia brasileña.
Spanish También el deporte lleva hacia Dios
Jul 16, 2007
Carta con ocasión de los XV Juegos Panamericanos.

RIO DE JANEIRO, domingo, 15 julio 2007 (ZENIT.org).- Desde una perspectiva evangélica, también la práctica del deporte conduce a Dios: así lo recuerda el cardenal brasileño Eugênio de Araújo Sales con ocasión de la apertura, el viernes en Río de Janeiro, de los XV Juegos Panamericanos.

Ya el Apóstol Pablo, en su primera carta a los Corintios (9,24), exhorta a los cristianos en su vida con estas palabras: «¿No sabéis que en las carreras del estadio todos corren, mas uno sólo recibe el premio? ¡Corred de manera que lo consigáis!», propone el purpurado en una carta a los fieles.

El arzobispo emérito de Río de Janeiro recuerda que, en la celebración de la Misa en el Estadio Olímpico de Roma, con ocasión del Jubileo de los Deportistas en 1984, Año Santo de la Redención, Juan Pablo II afirmó que, a través de la metáfora de la sana competición deportiva, San Pablo evidencia el valor de la vida, comparándola a una carrera hacia una meta no sólo terrena y pasajera, sino eterna; una carrera en la que no sólo uno, sino todos pueden ser vencedores.

Éstas son indicaciones aún válidas «para los fieles católicos y los hombres de buena voluntad, y merecen ser recordadas de forma particular estos días», invita el purpurado brasileño.

En su opinión, el deporte debe corresponderse, «sin desnaturalizarse, con las exigencias de nuestro tiempo: un deporte que tutele a los más frágiles, que no excluya a nadie y libere a los jóvenes de la insidia de la apatía y la indiferencia, suscitando en ellos un sano espíritu de competición».

Asimismo debe ser «un deporte que sea factor de emancipación de los países más pobres y ayude a suprimir la intolerancia y a construir un mundo más fraterno y solidario -prosigue-; un deporte que contribuya a hacer amar la vida, eduque al sacrificio, al respeto y a la responsabilidad, llevando a la plena valoración de cada persona humana».

«Profesional o aficionado, el atleta tiene una influencia positiva o negativa en su comunidad local, o a nivel nacional e internacional. No se pertenece a sí mismo, convirtiéndose en un héroe; pero responde ante Dios de sus acciones. Es, por lo tanto, un estímulo positivo o negativo para el comportamiento del prójimo», observa.

Así que «con la formación física, se impone la educación social, moral, y la formación del carácter», recuerda el purpurado.

Y es que «el éxito no depende exclusivamente del vigor físico, de la perfección técnica, sino también del discernimiento que deriva de las virtudes cristianas -constata-. Situar adecuadamente al equipo por encima de la vanidad personal debe representar un factor fundamental para obtener la victoria».

Es lo que recordó una vez más el Apóstol Pablo -añade: «Los atletas se privan de todo; y eso ¡por una corona corruptible!; nosotros, en cambio, por una incorruptible» (1 Cor 9,25).

De aquí también la enseñanza para todo cristiano: «Está llamado a convertirse en un sabio atleta de Cristo, o sea, un fiel y valiente testigo de su Evangelio», pero «para conseguirlo es necesario que persevere en la oración, se ejercite en la virtud y siga al Divino Maestro en todo», concluye.
Italian Il tallone d’Achille delle politiche basate sul preservativo
Mar 26, 2007
Castità e fedeltà si dimostrano invece più efficaci.

ROMA, domenica, 25 marzo 2007 (ZENIT.org).- Ancora una volta la Chiesa cattolica si trova sotto tiro per la sua opposizione all’uso del preservativo.

Il Presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva ha di recente accusato la Chiesa di ipocrisia in relazione alla questione del preservativo, nell’ambito di un evento organizzato dal Ministero della Salute brasiliano, secondo quanto riportato dalla Reuters il 12 marzo.

L’agenzia ha anche reso nota la risposta – apparsa in un articolo di stampa – del Cardinale Eugênio de Araújo Sales, Arcivescovo di Rio de Janeiro in pensione, nella quale egli critica il programma del Governo sui preservativi. La politica di massiccia distribuzione del profilattico, scrive, promuove la cultura della promiscuità sessuale.

Anche un comunicato emesso dalla Commissione episcopale sulla famiglia e la vita del Brasile respinge le accuse mosse dal Presidente Lula. La Commissione ha insistito sulla necessità di educare gli adolescenti a principi morali sani.

I Governi di molti Paesi si dimostrano sempre più propensi a promuovere la massiccia distribuzione del preservativo, nel tentativo di ridurre le gravidanze tra le adolescenti e la diffusione delle malattie sessualmente trasmesse. L’Evening News di Edimburgo, in un articolo del 16 gennaio, ha riferito che in Scozia il preservativo viene distribuito persino ai ragazzi di 13 anni.

Il quotidiano ha riportato i dati ottenuti grazie alla legge sulla libertà di informazione, secondo i quali nel 2005 sono stati distribuiti gratuitamente un totale di 53.638 preservativi ai ragazzi tra i 13 e i 15 anni ad Edimburgo e dintorni.

Simon Dames, portavoce della Chiesa cattolica in Scozia, ha commentato questo programma osservando l’incoerenza di una politica del Governo che vieta il fumo ai minori di 18 anni e che allo stesso tempo promuove l’attività sessuale distribuendo preservativi a coloro che sono ancora al di sotto dell’età minima – 16 anni – prevista dalla legge per il consenso all’attività sessuale.

Negli Stati Uniti, il Cardinale di New York Edward Egan e il Vescovo di Brooklyn Nicholas Di Marzio hanno criticato, in una dichiarazione congiunta, il governo cittadino per aver distribuito gratuitamente preservativi nel giorno di San Valentino, secondo l’Associated Press del 16 febbraio.

La dichiarazione dei Vescovi afferma che l’unico modo per proteggere le persone dalle malattie sessualmente trasmesse è rappresentato dall’astinenza prematrimoniale e dalla fedeltà coniugale.

Le autorità sanitarie di Washington, D.C. hanno anch’esse distribuito 250.000 preservativi nella settimana precedente il giorno di San Valentino, secondo quanto riportato dal Washington Post il 16 febbraio.

Sostegno alla posizione della Chiesa

Secondo il Cardinale Javier Lozano Barragán, presidente del Pontificio Consiglio per la Salute, l’astinenza prematrimoniale e la fedeltà coniugale sono metodi ben più efficaci per la prevenzione dell’Aids. Il Cardinale ha formulato questa posizione in una conferenza sull’Aids che si è svolta a Roma, secondo l’Associated Press del 20 dicembre.

Cresce, intanto, la mole degli elementi a sostegno della dichiarazione del porporato. Il 2 marzo il Washington Post ha pubblicato un lungo articolo in cui si esamina l’esperienza del Botswana, in relazione all’Aids.

Il quotidiano ha osservato che secondo un certo numero di studi l’abitudine ad avere rapporti sessuali con più partner costituisce “il meccanismo più efficace per diffondere una malattia mortale in un continente vulnerabile”.

Il Washington Post ha citato un rapporto elaborato nel luglio del 2006 da alcuni esperti e funzionari del Sudafrica sull’Aids, in cui si considera “la riduzione del numero di partner multipli e contemporanei” la priorità assoluta nella prevenzione della diffusione dell’HIV. Nella regione si registra il 38% di tutte le infezioni di HIV nel mondo.

L’articolo rileva che il Botswana ha seguito per molti anni la politica raccomandata dagli esperti internazionali di promozione del preservativo e di distribuzione di farmaci antiretrovirali. Tutto senza esiti positivi. Il tasso di contagio di HIV nel Paese è tra i maggiori nel mondo. Circa il 25% della popolazione è attualmente infetta.

Le campagne di promozione della fedeltà non sono mai state promosse seriamente in Botswana, osserva il Washington Post, mentre il preservativo lo è stato. Nel Paese è stata intrapresa una campagna da 13,5 milioni di dollari (10 milioni di euro) per la promozione del preservativo, grazie al sostegno finanziario della Fondazione Bill & Melinda Gates e la società farmaceutica Merck. L’ammontare speso per la promozione del profilattico è stato di 25 volte superiore rispetto a quanto è stato speso per i programmi sull’astinenza.

“Il massiccio uso del preservativo non è riuscito a ridurre gli alti tassi di infezione da HIV”, conclude l’articolo. “Essi sono invece aumentati di pari livello, fino ad arrivare ad essere entrambi tra i più elevati in Africa”.

Cambiamenti di comportamento

La maggiore efficacia dei programmi diretti a modificare il comportamento delle persone, rispetto a quelli di distribuzione dei preservativi, viene riconosciuta sempre di più da parte degli esperti sanitari.

L’11 marzo 2006, il British Medical Journal ha pubblicato un articolo intitolato “Risk Compensation: The Achilles’ Heel of Innovations in HIV Prevention?”.

Scritto da un’équipe diretta da Michael Cassell, l’articolo osserva che mentre i farmaci e le altre misure possono aiutare a ridurre la diffusione dell’HIV, questi possono anche frenare il cambiamento verso comportamenti più sani, diminuendo la percezione del rischio tra la gente.

Le campagne di promozione del preservativo, unite ad una ridotta percezione del rischio, “possono aver contribuito ad un loro uso incostante, cosa che comporta uno scarso effetto protettivo, nonché a trascurare il rischio derivante da rapporti sessuali con più partner”, osserva l’articolo.

Gli autori hanno anche osservato che da alcuni studi svolti in vari Paesi occidentali risulta che la prospettiva di poter disporre di maggiori trattamenti antiretrovirali “si associa ad un significativo aumento nei comportamenti a rischio”.

Già prima di questa conferma della necessità di puntare al cambiamento nel comportamento sessuale, analoghe conclusioni erano emerse da uno studio svolto sulla popolazione rurale dello Zimbabwe tra il 1998 e il 2003. Un articolo intitolato “Understanding HIV Epidemic Trends in Africa”, pubblicato il 3 febbraio 2006 sulla rivista Science, riferisce sulle conclusioni di questo studio.

Gli autori Richard Hayes e Helen Weiss hanno scritto che una riduzione nella diffusione dell’HIV è stata ottenuta grazie ai cambiamenti nel comportamento sessuale. I cambiamenti hanno riguardato principalmente il ritardare l’inizio dell’attività sessuale da parte degli adolescenti e la riduzione del numero dei partner sessuali casuali.

Un tema connesso a questo dibattito è quello della promozione dell’astinenza. Le conseguenze negative derivanti dal precoce avvio alla vita sessuale sono state sottolineate in un articolo pubblicato nell’edizione di febbraio del Journal of Youth and Adolescence.

L’articolo, dal titolo “Adolescent Sexual Debut and Later Delinquency”, di Stacy Armour e Dana Haynie, osserva che la questione degli effetti negativi derivanti dai rapporti sessuali extraconiugali rappresenta un punto controverso nel dibattito relativo alla eventuale promozione dell’astinenza. Ad oggi, tuttavia, la ricerca si è concentrata poco su questo tema.

Armour e Haynie hanno utilizzato i dati del National Longitudinal Survey of Adolescent Health per esaminare i legami tra l’età di inizio dell’attività sessuale e gli eventuali successivi problemi di delinquenza. Lo studio ha preso in esame circa 12.000 studenti e le conclusioni sono state messe in relazioni ad alcune variabili quali l’età, l’etnia di appartenenza e la struttura familiare.

Tra le conclusioni tratte dallo studio vi è quella secondo cui la prematura iniziazione all’attività sessuale aumenta i rischi di delinquenza. Analogamente, ritardare l’attività sessuale rispetto ai propri coetanei “assicura una maggiore protezione e riduce il rischio di successivo coinvolgimento delinquenziale”. Gli effetti, negativi o positivi che siano, si ripercuotono oltre l’età adolescenziale e persistono fino a quella adulta.

Una soluzione sostenibile

I Vescovi africani hanno sottolineato l’importanza di trovare una soluzione fondata su una visione integrale della persona umana, in un messaggio pubblicato per la Giornata mondiale dell’Aids del 1° dicembre scorso.

Il documento è stato pubblicato dal Catholic Information Service for Africa il 21 novembre e sottoscritto dall’Arcivescovo John Onaiyekan di Abuja, in Nigeria, presidente del Symposium of Episcopal Conferences of Africa and Madagascar.

“Noi Vescovi cattolici dell’Africa esortiamo ognuno a considerare le cause profonde di questa pandemia”, hanno dichiarato. Il problema non è solo medico o tecnico, ma implica questioni morali più profonde. Oltre ad impegnare la Chiesa nel fornire servizi sanitari per i malati, il documento sottolinea la necessità di annunciare il messaggio del Vangelo.

“Nell’ambito della missione della Chiesa di rivolgersi all’intera persona, in tutte le sue dimensioni della vita, sentiamo la particolare responsabilità di rivitalizzare gli importanti valori morali nelle nostre società”, aggiunge il documento. “Questo è ciò che porterà ad una soluzione vera e sostenibile dell’Aids in Africa”.

Un’affermazione che purtroppo continua a non trovare riscontro nell’operato di molti Governi ed organizzazioni.
Spanish Cardenal Eugênio Sales destaca enseñanzas de Juan Pablo II sobre l adignitad de la persona
Apr 15, 2005
En la Misa oficiada este martes en memoria del Papa Juan Pablo II, el Cardenal brasileño Mons. Eugênio Sales destacó que "Juan Pablo II nos enseñó fidelidad a la vida de Cristo y proclamó continuamente la dignidad de todas las personas".

VATICANO, 12 Abr. 05 (ACI).- El Cardenal, Arzobispo emérito de Rio de Janeiro y Protopresbítero del Colegio Cardenalício, aseguró que el Papa "ya está celebrando esta eterna liturgia con todo los Santos en la presencia alegre de Maria".

Ésta es la quinta de nueve misas que se seguirán celebrando en el Vaticano en el marco de los nueve días de luto por el Papa Juan Pablo II, llamados "novendialli". En esta ocasión los cardenales Angelo Sodano y Moussa Daoud concelebraron la Eucaristía.

Despues de la ceremonia, que contó con la presencia de algunos cardenales y de millares de fieles, los purpurados bajaron a la cripta de la Basílica de San Pedro, para rezar delante de la tumba de Juan Pablo II. La cripta se abrirá a todos los fieles mañana 13 de abril a partir de las 7.00 a.m., hora de Roma.
Spanish Cardenal brasileño afirma que Lula "no es un cristiano modelo"
Apr 15, 2005
El presidente Luiz Inacio Lula da Silva "no es un cristiano modelo", afirmó el cardenal Eugenio de Araujo Sales después de celebrar en el Vaticano la quinta misa en memoria del papa Juan Pablo II, informó el miércoles la prensa brasileña.

RIO DE JANEIRO, Abr 13 (AFP, 13 de Abril de 2005) -Sales, 84 años, que fue arzobispo de Rio de Janeiro y muy próximo del papa fallecido, afirmó que Lula "respeta a la Iglesia" pero que "en algunas cosas está en contra", y aludió a su postura tolerante hacia la homosexualidad.

Una polémica en torno al catolicismo del presidente, que desde sus épocas de líder sindical tuvo entre sus principales asesores a sacerdotes progresistas brasileños, fue desatada por el actual arzobispo de Rio de Janeiro, Eusebio Scheid, en Roma, tras la muerte de Juan Pablo II.

El cardenal de Rio dijo que Lula "no es católico, es caótico", por sus posiciones sobre el aborto y la homosexualidad.

El "papable" brasileño Claudio Hummes, arzobispo de Sao Paulo, salió en defensa de Lula quien, dijo, "es católico a su manera" y recordó que varias veces le dio la comunión.

Lula comulgó durante la misa de cuerpo presente de Juan Pablo II y al ser interrogado sobre su gesto por la prensa brasileña afirmó que él era "un hombre sin pecado".

"Eso no es cierto" retrucó Sales, quien discrepó con la comunión de Lula.

"Eso está equivocado. No está bien. Pero nadie puede saber si antes de la comunión él se arrepintió. Pero estoy en contra", afirmó el cardenal.

Lula contó entre sus principales asesores al dominico Fray Betto e integró en la central sindical que fundó en 1979 así como en el Partido de los Trabajadores que fundó en 1980 a militantes de las comunidades de base de la Iglesia católica, imbuidos de Teología de la Liberación.

El cardenal Sales, por su parte, se convirtió en la década del 80 en un sólido aliado del papa Juan Pablo II en su ofensiva contra la Teología de la liberación en Brasil.

Sales concelebró el martes la quinta misa en memoria del papa muerto con los dos cardenales más poderosos de su papado: el guardián de la ortodoxia Joseph Ratzinger y el ex secretario de Estado Angelo Sodano.
Spanish Cardenal Eugênio Sales destaca enseñanzas de Juan Pablo II sobre la dignidad de la persona
Apr 13, 2005
En la Misa oficiada este martes en memoria del Papa Juan Pablo II, el Cardenal brasileño Mons. Eugênio Sales destacó que "Juan Pablo II nos enseñó fidelidad a la vida de Cristo y proclamó continuamente la dignidad de todas las personas".

VATICANO, 12 Abr. 05 (ACI).- El Cardenal, Arzobispo emérito de Rio de Janeiro y Protopresbítero del Colegio Cardenalício, aseguró que el Papa "ya está celebrando esta eterna liturgia con todo los Santos en la presencia alegre de Maria".

Ésta es la quinta de nueve misas que se seguirán celebrando en el Vaticano en el marco de los nueve días de luto por el Papa Juan Pablo II, llamados "novendialli". En esta ocasión los cardenales Angelo Sodano y Moussa Daoud concelebraron la Eucaristía.

Despues de la ceremonia, que contó con la presencia de algunos cardenales y de millares de fieles, los purpurados bajaron a la cripta de la Basílica de San Pedro, para rezar delante de la tumba de Juan Pablo II. La cripta se abrirá a todos los fieles mañana 13 de abril a partir de las 7.00 a.m., hora de Roma.
English Brazilian cardinal sure that John Paul II is in heaven
Apr 13, 2005
In his homily at a memorial Mass for Pope John Paul II on April 12, Cardinal Eugenio Sales de Araujo evoked the image of the late Pontiff in heaven, surrounded by the saints.

Apr. 12 2005 (CWNews.com) - The Brazilian cardinal was the principal celebrant for the 5th of the 9 daily Masses celebrated in St. Peter's Basilica for the deceased Pope, the novendiali. He was joined by numerous cardinals, who concelebrated the Mass. Today's Mass was designated for the papal clergy: the College of Cardinals and other ecclesiastical dignitaries of the Vatican.

In his homily, the retired Archbishop of Sao Sebastian de Rio de Janeiro said that he could easily picture Pope John Paul "concelebrating the eternal liturgy with all the saints and the Virgin Mary." He said that he was convinced the late Pope was experiencing "the ineffable presence of Jesus Christ" in heaven.

Cardinal Sales de Araujo was chosen as principal celebrant for this Mass because he is the senior cardinal-priest in the College of Cardinals. At the age of 84, he is no longer eligible to participate in a papal election; but his seniority affords him ceremonial privileges, and he participated in the burial service following the Pope's funeral.

The next Mass of the novendiali, on Wednesday, April 13, will be celebrated for the Roman Curia. The principal celebrant will be Archbishop Leonardo Sandri, who now serves as deputy Secretary of State. The Argentine archbishop is temporarily the ranking official of the Roman Curia, since the heads of Vatican dicasteries-- the prefects of congregations and presidents of pontifical councils-- saw their mandates lapse with the death of the Pope.

At the conclusion of the ceremony, the cardinals descended into the Vatican grottoes to pray at the tomb of Pope John Paul. The grottoes, which were closed for the Pope's funeral, will be re-opened on Wednesday, April 13, and the public will be able to visit the grave, where the Pope's remains are buried beneath a simple marble slab bearing his name and the dates of his pontificate.
English Pastoralinitiative für Geschiedene und Alleinstehende
Nov 18, 2004
Nach Aussage des Erzbischofs von Rio de Janeiro, Kardinal Eugenio de Araujo Sales, will die katholische Kirche in Brasilien nach dem Papstbesuch eine Pastoral für geschiedene und unverheiratete Paare starten.

(Kathpress, 30.9.1997) Rio de Janeiro - In einem Interview mit der brasilianischen Zeitung "O Globo" sagte Araujo Sales: "Der Papst hat uns Bischöfe von Brasilien aufgefordert, uns mehr um jene Katholiken zu sorgen, die sich von der Kirche entfremdet fühlen, weil sie in einer irregulären Situation leben, wie Geschiedene oder alleinstehende Mütter."

Johannes Paul II. werde bei seiner am Donnerstag beginnenden Visite darauf bestehen, daß Geschiedene von allen Katholiken willkommen geheißen werden und ihnen geholfen werde. Ziel der Pastoralinitiative sei es, all jenen Katholiken zu erreichen, die ihren christlichen Glauben bewahrt hätten, aber aufgrund einer "unerwünschten moralischen Situation" fern der Kirche lebten.

Der Kardinal wies zugleich Berichte zurück, wonach der Papst beim katholischen Weltfamilientag eine generelle Absolution für alle Geschiedenen aussprechen werde. "Der Papst wird nicht gegen die Lehre der Kirche handeln", sagte Araujo Sales. Derartige Berichte weckten lediglich falsche Erwartungen. Der Erzbischof meinte zugleich selbstkritisch, daß die Kirche "in der Vergangenheit nicht selten eine intolerante Haltung gegenüber Geschiedenen und alleinerziehenden Eltern eingenommen hat". Nun sei aber klar, daß jene, die in einer derartigen Situation lebten, weiterhin Katholiken seien und man behutsam eine Pastoral aufbauen und entwickeln müsse, um ihnen in ihrem Glaubensleben zu helfen.
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