Il Cardinal Bergoglio invita i Vescovi ad essere “pastori con spirito di pecore”
May 17, 2006
Il Presidente della Conferenza Episcopale Argentina, il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, ha pregato Nostra Signora di Luján di illuminare i Vescovi affinché siano “pastori con spirito di pecore” e servano il popolo che “ci mostra le sue necessità, la sua ricerca di Dio, le sue carenze e le sue gioie più profonde, e ci chiede di aiutarlo a trovare e a lasciarsi trovare da Gesù”.
PILAR, mercoledì, 10 maggio 2006 (ZENIT.org).- Nel presiedere questo lunedì la Messa di apertura della 91ª Assemblea Plenaria dell’Episcopato, che si concluderà sabato prossimo, l’Arcivescovo di Buenos Aires ha invitato i suoi fratelli a pregare Dio perché “ci renda più fedeli, più figli suoi, più seguaci di Gesù”.
“Durante le riflessioni di questa settimana cercheremo i modi e le parole per poter realizzare oggi ciò che Isaia proclamava: ‘Irrobustite le mani fiacche, rendere salde le ginocchia vacillanti… Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio… Egli viene a salvarvi’”, ha osservato.
Il porporato ha riconosciuto che “non è sempre facile annunciare queste parole; bisogna cercare, pensare, dialogare, pregare… e tutto questo produce nella nostra vita di pastori quella peculiare fatica del cuore che, come diceva Giovanni Paolo II, sentiva la Vergine nel suo sforzo quotidiano di contemplare i segni di Dio nella vita di suo Figlio”.
“Ella, come prima discepola di Gesù, ci apre questo cammino della fatica pastorale, quella fatica interiore di padre e fratello che vuole che nessuno di quanti gli sono stati affidati si perda. Torniamo ancora una volta con la mente a Luján e nel fedele popolo di Dio, guardandola, chiediamole la grazia di questa fatica interiore che ci appare nella croce di ogni giorno, spesso in chiaroscuri difficili da comprendere o in oscurità che fanno vacillare la speranza”, ha aggiunto.
Il Primate d’Argentina ha avvertito che questa speranza “non può essere negoziata da quanti sono stati costituiti eredi e destinatari in anticipo” “essendo coloro che hanno riposto la propria speranza in Cristo, a lode della sua gloria”, ed ha esortato a “rivolgere nuovamente lo sguardo a nostra Madre, a Colei che – da Cana e nel corso di tutta la storia dei popoli – si è avvicinata ai suoi figli nelle situazioni più diverse per seminare speranza nei cuori”.
“A Lei chiediamo la grazia di essere pastori di speranza, che non si lasciano soffocare dai conflitti e dalle prove; di essere pastori come Paolo, che non esitava ad annunciare Gesù Cristo a costo della propria vita: annuncio di martirio giornaliero, ma che vale la pena”, ha detto.
“A Lei chiediamo la grazia di credere fermamente che ‘la speranza non delude’ e di poter trasmettere questa fede al nostro popolo”, ha infine concluso.