Peter Kodwo Appiah Cardinal Turkson Peter Kodwo Appiah Cardinal Turkson
Function:
Archbishop of Cape Coast, Ghana
Title:
Cardinal Priest of St. Liborius
Birthdate:
Oct 11, 1948
Country:
Ghana
Elevated:
Oct 21, 2003
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian La Giornata Missionaria Mondiale non riguarda solo l’aiuto economico
Oct 17, 2007
Il Cardinale Turkson, del Ghana, visita il Regno Unito.

LONDRA, martedì, 16 ottobre 2007 (ZENIT.org).- La Giornata Missionaria Mondiale non riguarda solo l’aiuto economico ai Paesi poveri, ha affermato il Cardinale africano Turkson.

Il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Arcivescovo di Cape Coast, in Ghana, sta visitando questa settimana l’Inghilterra per rafforzare i legami esistenti tra i due Paesi e sottolineare l’importanza della Giornata Missionaria Mondiale.

In questa occasione, che cade il 21 ottobre, il porporato celebrerà la Messa nella Cattedrale di St. George's a Southwark (Londra).

Parlando con ZENIT della Giornata, il Cardinale ha affermato che la sua prima preoccupazione “è spiegare la visione della missione nella Chiesa; questo obiettivo non è semplicemente da ricondurre allo sviluppo e all’aiuto economico al sud del mondo”.

“Il punto centrale della missione è la promozione del Vangelo e della fede in Gesù, che prenderà molte forme nei vari Paesi”. Ad esempio, ha continuato il Cardinale, “la proclamazione può richiedere delle strutture di supporto, come in India, America Latina e Africa”.

”Ci sono anche luoghi in cui questo prenderà la forma della semplice presenza di testimoni, come nell’Africa del Nord e in Medio Oriente, qualcosa di semplice come portare una Bibbia. In questo caso, la testimonianza è nella vita dei testimoni e nelle loro azioni”, ha aggiunto.

“In Cina, e in luoghi come questo, la gente può avere la possibilità di dire qualcosa, ma è limitata, per cui devono essere scoperte nuove vie”, ha continuato.

“La missione è costituita dai modi di fare tutto questo. La stessa cosa si applica in Occidente. Anche qui, infatti, possiamo fare missione, pur se non nella stessa forma rispetto ad altri luoghi. Qui nel Regno Unito ci sono troppe chiese. Le varie forme devono essere usate per presentare una nuova proclamazione di quello che è il messaggio del Vangelo”.

“Penso che nel corso del tempo sia accaduto qualcosa nella proclamazione del Vangelo – ha osservato il Cardinale Turkson –. La maniera in cui è iniziato nelle prime pagine della Scrittura, come si vede negli Atti degli Apostoli, è stata un modo di invitare la gente all’interno della Chiesa attraverso una reale esperienza di evangelizzazione mediante il messaggio del Vangelo”.

“In seguito, questo messaggio è stato sostituito da qualche forma di catechismo, ma la catechesi non era intesa come punto di ingresso. Dovrebbe esserci un invito, al quale la catechesi segue”.

“Quando ammettiamo persone nella Chiesa con la pura catechesi”, ha affermato il Cardinale, “abbiamo cristiani nozionistici che mancano di esperienza personale. Con un tipo eccessivamente nozionistico di cristianesimo, quando qualcuno arriva con un’altra idea, o un modo migliore di guardare le cose, sostituendo una nozione con un’altra, la fede si perde”.

“Ciò di cui c’è bisogno è l’esperienza dell’amore di Dio per noi in Gesù Cristo, non come una cosa di cui parlare soltanto, ma da vivere e sperimentare. Quando avviene questo, c’è qualcosa di duraturo nell’esperienza della persona”, ha aggiunto.

“Dobbiamo scoprire nuove vie per invitare la gente – non limitandosi a filosofeggiare – a entrare in rapporto con Dio”.

Condivisione nel bisogno

Il Cardinale Turkson ha detto che l’Africa ha il dovere di sostenere la Chiesa in Europa.

Il porporato, di 59 anni, ha spiegato che come l’Europa è stata generosa nella sua opera missionaria nei confronti dell’Africa, ora la Chiesa africana deve essere ugualmente pronta a condividere la missione universale della Chiesa.

Visto che il Ghana ha un sacerdote per ogni 2.400 cattolici, rispetto alla Gran Bretagna che ne ha uno per ogni 890, il Cardinale Turkson ha sottolineato che “non stiamo parlando di condividere personale perché non abbiamo un surplus, ma di riconoscere che siamo una Chiesa mondiale – una Chiesa unita. Per quanto possibile dobbiamo rispondere ai bisogni della gente, perché vediamo ciò di cui necessita il nostro fratello. Se è questo ciò che serve in Europa, è una cosa che possiamo condividere”.

Vocazioni in Ghana

Interpellato sulle vocazioni in Ghana, il Cardinale ha affermato che “attualmente ci sono tre centri di formazione, di cui uno per ordini religiosi. Abbiamo poi due centri diocesani: uno nel nord, l’altro nel sud. In quello di Cape Coast, che rappresenta 13 diocesi, abbiamo 400-500 uomini in formazione”.

Per sfuggire al cristianesimo superficiale, il Cardinale Turkson sottolinea l’importanza della formazione nel seminario.

“E’ fondamentale il tipo di evangelizzazione, che può essere stato un problema per l’Europa”, ha spiegato.

In Africa, ha detto, “siamo il prodotto dell’evangelizzazione dei missionari. Hanno fatto del loro meglio, nel senso di riunire le basi della fede che cercavano di condividere con la gente”.

“Quando la gente entrava nella Chiesa significava che veniva ammessa perché le erano state insegnate nozioni che si ritenevano indicative di ciò che era la fede cattolica, facendone dei cristiani che imparavano le cose a memoria e si limitavano a recitare ciò che dovevano”, ha sottolineato.

“Quando ci si ordina e si inizia il ministero, se un sacerdote deve parlare della conversione non può farlo se non l’ha sperimentata, se manca nella sua vita. Quando non si è avuta quell’esperienza di conversione la Chiesa è debole”.

“La gente può abbandonare la Chiesa ed entrare in altri gruppi, come gli evangelici, perché non ha approfondito la propria fede. Ha imparato qualcosa, poche nozioni e pochi concetti, ma non sull’offerta dell’amore di Dio, la ricchezza di quello che la Chiesa ha da offrire”.

“Se si ha come esperienza personale un rapporto con Dio”, ha concluso il Cardinale Turkson, “allora la fede è più duratura. Dobbiamo integrare le nozioni facendo fare esperienza alle persone”.
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