La via della pace significa saper fare tutti un passo indietro
Apr 04, 2005
Un reportage - quasi un diario di viaggio - racconta i momenti culminanti del Cammino di pace a Gerusalemme, riportando stralci dei discorsi, descrizioni dei luoghi e degli incontri, suggestioni e testimonianze dalla viva voce dei protagonisti (21/10/2004).
Il libro: Andrea Tornielli, Gerusalemme. Martini e Tettamanzi insieme per la pace (Piemme, 2004, pagg. 192, Euro 12,90).
I protagonisti
Il cardinale Carlo Maria Martini: "Anche se qui tutto sembra affidato alle armi, alla contrapposizione violenta, all’odio cieca degli attentati, alle rappresaglie, alla costruzione del muro, quella della pace resta l’unica via possibile. Ma per percorrerla è necessario saper perdere, saper rinunciare a qualcosa, saper fare tutti un passo indietro".
Il cardinale Dionigi Tettamanzi: "Tutti qui vogliono la pace, il problema è come realizzarla. Noi siamo tra quelli che credono che la via giusta sia quella del dialogo e della riconciliazione. Come credenti ci rivolgiamo a quella forza debole che è rappresentata dalla preghiera. Continueremo a pregare per la pace, pace per Gerusalemme, per chi abita in questa terra, per tutti gli uomini che Dio ama".
La storia
Dal 17 al 24 giugno 2004 un gruppo di centoventicinque fedeli di diverse confessioni cristiane ha camminato per le strade della Terra Santa compiendo un pellegrinaggio ecumenico di pace in compagnia di due cardinali illuminati: Carlo Maria Martini e Dionigi Tettamanzi. Questo Cammino di pace a Gerusalemme, promosso dal Consiglio ecumenico delle Chiese di Milano, ha condotto i rappresentanti di undici diverse confessioni cristiane a visitare Israele e i Territori palestinesi, a sostare in preghiera nei luoghi santi, a incontrare i cristiani che in quella terra martoriata vivono tra mille difficoltà. Ma i partecipanti al Cammino hanno anche incontrato, dall’una e dall’altra parte, esperienze positive già in atto, piccoli semi di speranza che dimostrano che la pace è possibile, e che per farla basterebbe volerla davvero.
L’intervista con l’autore
Di questo libro, che lui stesso chiama "il taccuino di un viaggio singolare", Korazym.org ha parlato con l’autore.
Come nasce questo libro?
"Dal 17 al 24 giugno ho avuto la fortuna di partecipare al Cammino di pace a Gerusalemme promosso dal Consiglio ecumenico delle Chiese di Milano: insieme ad un centinaio di fedeli delle diverse confessioni cristiane per una settimana abbiamo incontrato varie realtà di Israele e del mondo palestinese. Tra coloro che guidavano il pellegrinaggio c'era il cardinale Dionigi Tettamanzi, mentre a Gerusalemme ci ha accolti il suo predecessore, il cardinale Martini. Appena tornato in Italia mi sono detto che l'esperienza fatta non doveva andare perduta e valeva la pena scrivere una sorta di taccuino di viaggio, riportando incontri, interventi ed emozioni che il pellegrinaggio ci aveva regalato".
La pace in Terra Santa è possibile?
"È un destino inevitabile, anche se oggi sembra lontanissima. Tutti vogliono la pace, sia gli israeliani che i palestinesi. Il problema è come realizzarla: certamente gli orribili attentati suicidi dei kamikaze palestinesi che provocano vittime tra la popolazione inerme allontanano la pace e innescano soltanto una reazione di odio. Certamente la costruzione di un muro di separazione che con lo scopo dichiarato di mantenere la sicurezza di Israele approfitta dell'occasione per annettere una notevole quantità del poco territorio rimasto ai palestinesi non è un'opera di pace. Certamente le rappresaglie dell'esercito israeliano che con l'intento dichiarato di stanare i terroristi radono al suolo interi quartieri lasciando da un momento all'altro le famiglie senza una casa non contribuiscono alla pace ...".
E allora, che fare?
"Mi ha molto colpito una frase della stupenda meditazione che ci ha tenuto il cardinale Martini. 'Anche se qui tutto sembra affidato alle armi, alla contrapposizione violenta, all'odio cieco degli attentati, alle rappresaglie, alla costruzione del muro, quella della pace resta l'unica via possibile. Ma per percorrerla è necessario saper perdere, saper rinunciare a qualcosa, saper fare tutti un passo indietro'. Ecco, se i due contendenti continueranno a voler pretendere il massimo, senza nulla concedere all'avversario, la pace non ci sarà".
Quali sono i motivi di speranza?
"Come cristiani abbiamo incontrato tante realtà positive delle quali nessuno parla, perché oggi fa notizia soltanto il male, la triste cronaca degli attentati e delle rappresaglie. Ma ci sono associazioni e gruppi che mettono in contatto i bambini israeliani e quelli palestinesi, che cercano di educare le giovani generazioni non all'odio per il nemico, ma alla convivenza. C'è l'associazione dei parenti delle vittime israeliane e palestinesi che raccoglie chi ha subito terribili lutti e ciononostante ha deciso di non coltivare sentimenti di vendetta ma di riappacificazione. I credenti non possono non credere che la via giusta, l'unica praticabile, sia quella del dialogo e della riconciliazione. Ce lo insegna il papa: non c'è pace senza giustizia ma non c'è giustizia senza perdono. I credenti si affidano a quella forza debole che è rappresentata dalla preghiera.
Coscienti che in quella martoriata terra dove Gesù ha vissuto, i primi a dare una testimonianza scandalosa di divisione e di contrasto sono proprio i cristiani".
Il libro
Due tra i più autorevoli cardinali italiani, Dionigi Tettamanzi e Carlo Maria Martini, ambedue legati dall'impegno pastorale nella diocesi di Milano che, rispettivamente, guidano e hanno guidato, insieme con la comune aspirazione che la Terra Santa sia un luogo di collaborazione tra israeliani e palestinesi. I due porporati si raccontano in un diario di riflessioni su Gerusalemme e sul difficile equilibrio tra pace e guerra in quella tormentata zona del mondo in questo nuovo instant book di Andrea Tornielli. "Sono venuto qui - commenta il 18 giugno il cardinale Tettamanzi, indicando la chiave di lettura dell'iniziativa - con l'attenzione che mi auguro sia di tutti voi di percepire la drammatica complessità di un conflitto tra due cause giuste, quella israeliana e quella palestinese". "Le quali - prosegue - se vengono però perseguite nella logica dell'inimicizia anziché del dialogo, finiscono inevitabilmente nel produrre ingiustizie e violenze". "Noi attraverseremo - ancora Tettamanzi - questa realtà complessa con l'intensità di chi si trova oggi di fronte a un 'mistero' che è più grande di noi e rispetto al quale sentiamo con sofferenza la nostra impossibilità di dire parole pertinenti o di trovare soluzioni". Lo stesso giorno questo Cammino di pace incontra il cardinale Carlo Maria Martini che riflette la sua sensibilità di biblista e dell'essersi ritirato in studio e in preghiera proprio a Gerusalemme: "Vorrei far notare che la frequentissima menzione di Gerusalemme nella Bibbia pone a chi legge e prega qui con questo libro in mano, un problema lacerante nella tensione tra la Gerusalemme celeste che è il popolo dei salvati e la Gerusalemme storica con le sue sofferenze e con le sue disperazioni". "Bisogna partire anzitutto - aggiunge Martini - dal desiderio di amare Israele e soffrire con Israele e perciò conoscerlo nella sua storia, nella sua letteratura, nella sua arte, nella sua musica, nelle sue espressioni culturali e sociali, nei suoi problemi e nelle sue dolorosissime vicende storiche". "Questo amore - ancora Martini - non significa distanza da altri popoli in particolare quello a cui appartengo per nascita e quello in mezzo a cui pure vivo e di cui le sofferenze mi entrano nella carne, cioè il popolo palestinese". "Non vediamo attorno a noi attualmente - egli conclude - vie di uscita politiche convincenti dalla dolorosa situazione presente. Eppure chi abita in questi luoghi sa' che vi sono a livello di piccole realizzazioni tanti sforzi e tentativi di dialogo di incontro di comprensione mutua, di riconciliazione, di dono autentico di sé, di perdono".
Il taccuino di viaggio parte dallo Yad Vashem, alle porte di Gerusalemme, il museo-memoriale che Israele ha dedicato alla Shoah. Il 19 giugno è l'incontro a Gerusalemme col card. Martini. Poi il cammino prosegue: la basilica della Natività a Betlemme, dentro i confini dell'autorità nazionale palestinese, la visita a Nevé Shalom la scuola nella quali ebrei e arabi studiano insieme nel solco della fede del suo iniziatore il domenicano padre Bruno Husar, sulla cui tomba Tettamanzi prega. Poi nel parlamento palestinese e nella Knesset quello israeliano passando per il Santo Sepolcro. La salita al Monte delle Beatitudini a Korazim e la visita al campo profughi di Deheisheh, che tocca in profondità Tettamanzi, suggellano il viaggio-cammino-pellegrinaggio. Il taccuino di viaggio chiude con la dichiarazione di solidarietà del 15 gennaio 2004 della Chiesa cattolica d'Europa e degli Stati Uniti d'America con "la Chiesa della Terra Santa", al centro di un lungo e molto impegnativo itinerario.
L’autore
Andrea Tornielli è nato a Chioggia (Venezia) nel 1964. Laureato in Lettere Classiche all’università di Padova. Giornalista professionista dal 1994, è dal 1997 vaticanista e inviato del quotidiano Il Giornale, per il quale segue l’informazione religiosa e l’attività della Santa Sede. Collabora con numerose testate italiane e internazionali, tra cui anche Korazym.org. Numerose anche le sue pubblicazioni, molte delle quali tradotte in varie lingue, tra cui ricordiamo (linkati quelle presentate su Korazym.org):
- Quando la madonna piange (Mondadori, 1995)
- Papa Luciani. Il parroco del mondo (Segno, 1998)
- Fatima. Il segreto svelato (Gribaudi, 2000)
- Pio XII. Il Papa degli Ebrei (Piemme, 2001)
- Il segreto di Milingo (Piemme, 2001)
- La scelta di Martini (Piemme, 2002)
- Ratzinger, custode della fede (Piemme, 2002)
- Escrivà, fondatore dell’Opus Dei (Piemme, 2002)
- Papa Luciani. Il sorriso del santo (Piemme, 2003)
- Paolo VI, il timoniere del Concilio (Piemme, 2003)
- Papa Giovanni XXIII (Piemme, 2003)
- Il Papa che salvò gli ebrei. Dagli archivi segreti del Vaticano tutta la verità su Pio XII (Piemme, 2004)
- Pio IX. L’ultimo Papa re (Il Giornale, 2004)
- La Passione. Dai Vangeli al film di Mel Gibson (Piemme, 2004)