Il cardinale ai giovani: non sciupate la libertà, l'integrazione comincia in classe
Jun 09, 2009
Incontro con 50 mila cresimandi allo stadio di San Siro, mille ragazzi impegnati in coreografie di grande effetto
MILANO - «Non sciupate la vostra libertà, vivetela per fare il bene e non per il male»: così il cardinale Dionigi Tettamanzi ai 50 mila adolescenti che ieri hanno riempito lo stadio Meazza di fronte a lui. E di nuovo, prima di salire sul palco e per l’ennesima volta negli ultimi mesi, un forte monito sulla necessità dell’«accoglienza e integrazione» degli immigrati: «L’integrazione comincia a scuola e in oratorio». E in effetti, come già era successo nell’incontro con i 10 mila educatori della Diocesi in piazza Duomo, uno degli aspetti che era difficile non notare ieri era la composizione sempre più multietnica di tantissimi gruppi: «La società di domani siamo noi», si leggeva in un cartello.
Cresimandi, tecnicamente. Ma soprattutto giovani: vale a dire gli interlocutori ai quali, dacché è arcivescovo di Milano, Tettamanzi si è sempre rivolto con la sua maggiore intensità. «Scuotere», è la parola che ha usato ieri. «Vorrei entrare dentro al tesoro e al segreto — ha detto loro — della vostra libertà: e vorrei tanto scuoterla e dirvi di viverla non per la mediocrità ma per gli ideali alti della vita, non in modo stolto ma sapiente. Non sciupatela». Mille dei cinquantamila erano impegnati ad animare lo stadio intero con una coreografia preparata per mesi insieme col catechismo.
Uno spettacolo molto d’effetto, con le tribune piene di ragazzini in pettorale di colore diverso a seconda dei settori pronti a muoversi in sincrono, per creare quadri simbolici ad accompagnare le preghiere. L'applauso dello stadio è stato quasi assordante quando il cardinale si è immedesimato nei suoi piccoli ascoltatori: «Magari gli adulti ci considerano poco e non hanno fiducia in noi. Ma Dio è diverso. Dio ha voluto e creato ciascuno di noi per cose grandi». Un auspicio ha poi chiuso il discorso del cardinale: «Guardandovi vedo tutta la Chiesa di Milano. Ho un grande desiderio: che voi possiate essere una sorgente fresca di bellezza, novità, santità e gioia per la nostra Chiesa». All'ingresso ogni gruppo di ragazzi ha consegnato la propria offerta per un gesto caritativo-missionario che servirà alla costruzione della chiesa e del centro parrocchiale della Parroquia «Senor de la Resurreccion» a Barranca in Perù.