Dionigi Cardinal Tettamanzi Dionigi Cardinal Tettamanzi
Function:
Archbishop of Milano, Italy
Title:
Cardinal Priest of Ss Ambrogio e Carlo
Birthdate:
Mar 14, 1934
Country:
Italy
Elevated:
Feb 21, 1998
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian La presentazione dell'Arcivescovo di Genova
Apr 04, 2005
Mons. Dionigi Tettamanzi presenta la pubblicazione del libro “Il pane quotidiano.”

“Il pane quotidiano” cos’è:

come è fatto

* una breve sintesi del testo evangelico della Messa feriale del giorno, in cui si sottolinea il versetto o la prospettiva che verrà sviluppata nella preghiera successiva
* un ritornello, che interiorizza il tema cuore di quella preghiera
* una "preghiera evangelica" ritmata a singole frasi di pari estensione, in cui la vita vissuta si confronta con il Vangelo di quel giorno.

come è nato

   Il testo che veniamo presentando non è nato a tavolino.
   E’ un fiore selvatico spuntato nella periferia di questa città di Genova, in quartiere popoloso e popolare, oggi cimitero di fabbriche, con un passato militante di lotte operaie quando gli operai c’erano ancora.
   Ne è rimasto un ambiente anticlericale ma vivacemente attento a tutto quello che il Vangelo può dire di vero e di bello attorno all’Uomo.
   Così ormai da sette anni in quella Parrocchia viene offerto un foglietto quindicinale formato protocollo, scritto fittissimo che lo legge proprio soltanto chi vuole.
   Ripresenta il frutto degli incontri di svariati gruppi di famiglie che tentano di leggere il Vangelo della Messa del giorno nelle proprie case, ritrovandosi ogni quindici giorni per condividere appunto il "Pane quotidiano" della Parola ascoltata in famiglia.
   Ho trovato questo foglietto "il Pane quotidiano" quando sono arrivato in Diocesi a Genova, ho scoperto che gira assai in svariate parrocchie, serve di traccia per gruppi parrocchiali e familiari che si ritrovano appunto attorno al Vangelo.
   Io stesso allora ho suggerito all’estensore di queste paginette di pensare a una pubblicazione che ne permettesse un più ampio uso per più tante anime in ricerca.

a chi si indirizza

   * Non si rivolge ai cristiani in pace!
   Si rivolge soprattutto ai Lontani, ma forse è meglio dire che vorrebbe parlare al cuore del "lontano" che è in noi.
   Dentro ogni credente infatti, insieme al dono della fede, abita quella perplessità che si gusta un po’ come il sale nel pane buono di casa.
   Quella perplessità che rende seria ed esaltante la fede.
   Quella perplessità che ci coglie quando, lungi dal cercare nell’esperienza religiosa un tranquillante per le nostre coscienze, ci domandiamo in tutta onestà: "Ma cosa potrebbe dire questo Vangelo alla gente che abita nel mio palazzo, al mio collega d’ufficio?".

Oppure: "Il mondo dice così e così" Invece il Vangelo... allora sarà il caso di vivere il Vangelo come "stile alternativo" di vita, come contestazione perenne, di me stesse anzitutto e poi di questa società "sazia e disperata"!

   * Parla agli sfidati
   Allora il Vangelo, e questa lettura del Vangelo si indirizza alla estrema concretezza di chi sente il Vangelo sfidato dalle provocazioni della società circostante, accoglie con serietà e sportività queste sfide e ne trae la conclusione di un Cristianesimo radicale evangelico davvero, gioioso ma severo e "controcorrente".

   * e soprattutto agli stupiti!
   Proprio chi permette alla sua fede, uscita "al largo" e "allo scoperto", fuori delle tiepide sacrestie, di lasciarsi lascia interpellare dai venti e dalle sfide del mondo, ecco che, se sopravvive credente, un grande stupore lo coglie per il dono raro, prezioso e affascinante, della fede!
   Ecco perché queste pagine vorrebbero rivolgersi a chi sente spuntare nella terra buona della propria fede il fiore profumato dello stupore, sbocciato oltre le aguzze spine del dubbio.

   Cosa non voglion essere queste pagine

non un’esegesi del testo biblico

   Per questo esistono ben altri strumenti. Queste pagine sono nate in mezzo alla gente, mettendo la loro vita e i loro problemi concretissimi di ogni giorno a confronto con il Vangelo. E il Popolo di Dio non è un esegeta. Talora coglie nella pagina evangelica proprio il nocciolo di fede, talora invece "sfrutta" il testo biblico soltanto come occasione per declinare il proprio vissuto nell’orizzonte della vita cristiana. Ma, ci si perdoni, spesso anche i Padri della Chiesa hanno seguito questa pista, salva la reverenza per il testo biblico.

   non è un commento completo al Vangelo
   anche se, seguendo la ripartizione della liturgia eucaristica, sfoglia praticamente tutto il Vangelo. La gente ha colto quello che il Signore raccontava quella sera alla propria vita, soltanto quella sera...

non è un sussidio strettamente liturgico

   La Liturgia domanda anche un certo "decoro". Qui il "decoro" manca abbastanza: alcune preghiere trasudano ancora il linguaggio forse eccessivamente "parlato" della vita.
   Il testo non può essere usato "tale e quale" nella liturgia pubblica, ma si presta egregiamente come punto di partenza per comporre una preghiera dei fedeli che non viva "per aria" ma sappia invece scarnificare le nostre pigrizie: la preghiera è un alibi senza conversione!

   Da notare in particolare che "il Pane quotidiano" ricama soltanto sui Vangeli feriali, proprio a sottolineare la "ferialità" e la "familiarità" di questa esperienza, lasciando invece i temi "festivi" e "solenni" alla celebrazione domenicale parrocchiale. In settimana in famiglia, alla domenica con la Famiglia di Dio!

   lo stile particolare
   In effetti lo stile è marcatamente particolare. Come?

   * Anzitutto il paradosso
   Chi cercasse nella preghiera un modo per "uscirne" più "tranquillo" dopo la preghiera, lasci perdere queste pagine. La fede è davvero paradossale... basterebbe pensare un attimo all’Incarnazione! Anche se, purtroppo, noi ci siamo abituati a confrontarci con l’ "amore folle" di agostiniana memoria con la tranquillità di chi degusta un caffè al bar della stazione aspettando un treno in ritardo! E il paradosso, diceva il buon Chesterton, non è forse il sigillo dell’ortodossia?

   * la moviola sentimentale
   Questa preghiera non vuol mai domandare a un "dio-befana" che mi porta le cose, i regali, chissà da dove. Non è neppure una preghiera che comporti di impegnarsi in questo o quel "buon proposito" operativo. Vorrebbe andare alla radice dei gesti attingendo i sentimenti del cuore: "...è dal cuore che nascono i desideri malvagi, adulteri, omicidi... e l’uomo guarda in volto, Dio guarda il cuore!".
   Ogni singola preghiera tenta di "scorticare" le nostre banalità passando in moviola le diverse colorazioni dei sentimenti che abitano nel nostro cuore in quell’atteggiamento pregato.
   E’ in questo senso che la preghiera vorrebbe essere stimolo, anzi, provocazione alla conversione.

   * l’andamento orante
   Nel testo non troviamo quasi mai un "fa’ che... noi impegnano a..." ma quasi sempre il dialogo si sviluppa direttamente con la persona del Signore Gesù: "cuore a cuore ti parlerò".

   cosa farne
   Potrà essere utilizzato per il singolo cristiano attento che vuole intravedere i passi del Signore nella vita quotidiana e feriale della sua vita.
   Potrà costituire una sorta di "precotto" per la preghiera dei gruppi che troveranno un Vangelo già sminuzzato, ripentendo ogni due invocazioni il ritornello, un po’ come per il salmo responsoriale della Messa.
   Potrà costituire uno spunto stimolante e provocatorio per la preghiera dei fedeli nelle Messe feriali che voglio essere vissute un po’ più seriamente!

   E’ un testo per CRISTIANI di FRONTIERA:
   uno zaino per gli esploratori di questa "nuova evangelizzazione" cui il Papa ci invita in vista del terzo millennio.
   Auguriamo a queste paginette, già diffuse nella nostra Diocesi di Genova, una più ampia "navigazione" per utilità di tutti coloro che si trovano a veleggiare in zone "di frontiera".

   + Dionigi Tettamanzi, Arciv.
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