Dionigi Cardinal Tettamanzi Dionigi Cardinal Tettamanzi
Function:
Archbishop of Milano, Italy
Title:
Cardinal Priest of Ss Ambrogio e Carlo
Birthdate:
Mar 14, 1934
Country:
Italy
Elevated:
Feb 21, 1998
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Il cardinale Dionigi Tettamanzi sogna una Chiesa capace di ascoltare la gente
Aug 01, 2008
L'Arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, uno dei candidati progressisti al soglio di Pietro, prima delle vacanze, ha scritto una lettera ai giovani sacerdoti della Diocesi, ordinati negli ultimi 15 anni, in cui parla, tra l'altro, della Chiesa attuale, e che vale la pena riprendere.

(imgpress.it, 30/07/2008) - "Sogno, a partire da voi giovani preti - dice il card. Tettamanzi - una Chiesa che ascolta di più. I prodigi di Dio infatti sono sparsi a piene mani in mezzo a noi, nelle nostre comunità e per le vie del mondo! Una Chiesa che ascolta guarda con "simpatia" alla cultura contemporanea, la ama, desidera portarvi la luce e la grazia di Cristo: per questo sa percorrere le vie faticose dell'intelligenza critica, del dialogo franco e di una presenza profetica. Una Chiesa che ascolta non ha paura del futuro, non lo sfugge, non si chiude nel rimpianto di un passato e proprio per questo guarda con fiducia alle giovani generazioni e ne ascolta e accoglie nel discernimento evangelico i desideri, gli ideali, i dubbi, le fatiche, i sogni. Una Chiesa che ascolta si nutre anzitutto della parola di Dio, non sfugge le occasioni di confronto e di dialogo anche al suo interno, non teme la conversione rimettendo in discussione, nella fedeltà a Cristo, il proprio volto e il proprio agire". Il verbo che cita il card. Tettamanzi è ascoltare. Come dire: oggi, la Chiesa, ascolta poco la gente, le persone, la cultura, i non credenti, i giovani, e gli immigrati. Ma quale Chiesa intende Tettamanzi? La Chiesa società di credenti, la Chiesa Corpo Mistico di Cristo, o la chiesa intesa come gerarchia (Papa, vescovi, sacerdoti, diaconi, e Popolo di Dio)? Probabilmente quest'ultima. Ma lo fa con lo stile curiale non esplicitando chiaramente le parole. Tuttavia, non ci vuole una laurea in teologia, per capire il richiamo di Tettamanzi alla Chiesa intesa come gerarchia. Ecco, allora, che la sua critica potrebbe essere rivolta alla Chiesa di papa Ratzinger senza citarlo. Ma abbiamo usato il condizionale che, in questi casi, è d'obbligo. Ma potrebbe essere una critica anche a sacerdoti e vescovi come fece a maggio scorso il cardinale emerito di Milano Carlo Maria Martini che deplorò l'arrivismo, il potere e la fama di successo di taluni ecclesiastici. E ancora: come non ricordare tre anni fa il cardinale Ratzinger (non ancora Papa) che parlò di una Chiesa in cui erano presenti la zizzania, la sete di potere e ambizioni smisurate. Ma il richiamo di Tettamanzi è giusto e lo condividiamo. La Chiesa deve dialogare di più, deve parlare con i suoi fedeli, deve accoglierli, deve ascoltarli. Deve donarsi ad essi, deve dare solidarietà, aiuto e sostegno a tutti e a ciascuno. La chiesa (signor Cardinale Tettamanzi) non è da oggi che non ascolta i fedeli, ma da tempo. Se lei sapesse nelle classi a scuola quanta amarezza e delusione provo ad ascoltare giovani che mi raccontano di alcuni preti attenti solo al denaro, al lusso, all'arredamento della casa, alla macchina e al cellulare ultima generazione. Può darsi che qualcuno esageri o inventi il tutto. Ma poi abbiamo i giovani che parlano dei loro preti (o con grande stima o senza stima) a seconda del fatto che ascoltano i loro problemi e quelli delle loro famiglie. Ma senza andare troppo lontano, le posso dire che io nella mia vita ho incontrato pochissimi preti disponibili all'ascolto, ma, viceversa, tenere atteggiamenti improntati sulla difensiva, o dire "mi scusi ma non posso", "mi scusi ma non ho tempo", "mi scusi ma ho fretta". Oppure usare due pesi e due misure. Con le persone che contano c'è la masssima disponibilità, con le altre c'è solo la fretta e il desiderio di congedarsi subito. Che pena, che tristezza e che desolazione. No, cosi, non va bene. Il sacerdote è un ministro di Dio, è un alter Christus, è un consacrato. Ecco perché deve ascoltare il prossimo più degli altri. E se lei, signor Cardinale, sogna una Chiesa che ascolti di più non possiamo che condividere appieno il suo sogno. Con la speranza che diventi realtà. Come? Ritornando a Gesù che è garanzia per vivere con fedele generosità gli impegni sacri del sacerdozio, in particolare la povertà, l'obbedienza e il celibato per il regno dei cieli. Il celibato come forma altissima di amore, liberi
e maturi, capaci di relazioni limpide e cordiali sulla misura del cuore di Cristo. Sul cammino spirituale dei sacerdoti il card. Tettamanzi afferma: "Ritornate a Gesù: colui che vi ha chiamato non vi abbandona mai. Amate la meditazione e la preghiera silenziosa davanti a lui: questa pratica quotidiana mantiene viva la vostra interiorità, aiuta a portare le fatiche, integra qualche delusione, scioglie qualche tristezza, vi fa rimanere sempre sereni e gioiosi. E così i vostri ragazzi si accorgeranno ben presto che avete un segreto nel cuore e una marcia in più nell'azione. Qualche volta dovrete rubare il tempo alla mattina presto o alla sera tardi: fatelo con coraggio, volentieri. Allora, durante la giornata, la gente si accorgerà e percepirà di avere accanto un vero uomo di Dio". Ecco, anche cristiani fedeli laici, vogliamo dei preti che siano di esempio per la loro comunità, che siano pastori che amino il loro gregge, che siano modelli autorevoli, e che siano punti di riferimento credibili. Perciò condiviamo il richiamo del cardinale Tettamanzi.

Alberto Giannino
Ass. culturale docenti cattolici (ADC)
alberto.giannino@gmail.com
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