"Famiglia, comunica la tua fede"
Sept 10, 2007
Presentata ieri la lettera pastorale dell'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi. Al centro, la famiglia come ''soggetto di evangelizzazione'', chiamato a riscoprire il proprio "compito missionario".
(korazym.org, 09/09/2007) "Non e' piu' tempo di dare per scontati i dati essenziali della fede cristiana'', bisogna ''prendere coscienza dei mutamenti sociali, culturali, antropologici e religiosi'' e quindi ''riconoscere le molte e nuove possibilita' di annunciare il Vangelo'', alcune delle quali sono insite ''negli stessi problemi e nelle sfide del nostro tempo''. Cosi' l'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, affronta quest'anno, con la lettera pastorale "Famiglia, comunica la tua fedeche tradizionalmente viene presentata nella festa della nativita' di Maria, il tema della famiglia come ''soggetto di evangelizzazione''.
Lo scorso anno, la prima tappa del percorso diocesano valorizzava la famiglia come testimone di Cristo e, questa volta, il cammino prosegue affidando alla famiglia il suo ''compito missionario'', un compito impegnativo mentre tutto cambia velocemente e i consueti percorsi della trasmissione della fede sono ''diventati non poche volte impraticabili''. Ma la famiglia, nonostante tutto, anche oggi ''rimane il luogo della ricerca dell'amore'' e ''dove si cerca l'autenticita' dell'amore - sottolinea l'arcivescovo di Milano - ci si interroga anche sulla fede''. Da questa riflessione parte l'analisi di cosa la famiglia possa fare per avvicinare alla fede cristiana e accogliere, quale piccola chiesa nella grande Chiesa, persone non battezzate che provengono da altri Paesi e culture, ma anche i battezzati la cui fede e' rimasta allo stadio della prima formazione cristiana, e perfino gli stessi familiari.
Molta attenzione infatti il cardinale Tettamanzi rivolge anche al rapporto tra le diverse generazioni, tra nonni, genitori, figli. I nonni sono spesso in ansia per l'educazione dei nipoti e perfino i genitori che non hanno una vita coerente con il Vangelo e non sono sposati in Chiesa ''sentono tuttavia - dice il cardinale - la responsabilita' di assicurare ai propri figli una crescita umana e religiosa''. E gia' il fatto di vivere queste preoccupazioni ''non nell'angoscia e nel lamento ma nell'invocazione del Signore'' significa porsi ''come testimone convincente di una fede vitale e incarnata''. Ma nelle famiglie i momenti di difficolta' sono tanti, l'incomunicabilita' spesso e' profonda, la liberta' se e' immatura si trasforma in sofferenza: tuttavia, anche quando ci si sente falliti sul piano educativo, non bisogna disperare, ma avere invece ''un atteggiamento di fiducia e di disponibilita' al dialogo'', cercando - esorta il card. Tettamanzi - di ''cogliere il momento opportuno per una parola sincera e franca che lasci trasparire il vostro amore''.
Questo concetto di momento opportuno torna in molti punti della lettera che l'arcivescovo rivolge ai fedeli della Diocesi Ambrosiana: perche' la fede e' una grazia e ''riconoscere l'ora'', significa cogliere il momento in cui Gesu' ''ci visita''. Quella e' l'ora - dice l'arcivescovo - per ''dedicare desiderio e tempo alla coltivazione del rapporto personale con i tuoi figli'', e quella e' anche l'ora ''che ti spinge a scelte coraggiose e controcorrente'' in tutti gli aspetti della vita e delle relazioni.